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  • La Banca Europea degli Investimenti finanzia ALD con 250 milioni per auto a basse emissioni

    ALD Automotive, società di noleggio a lungo termine del gruppo Société Générale, ha ottenuto dalla Banca Europea d’Investimento (BEI) un finanziamento di 250 milioni di euro per acquistare 15mila veicoli a basse emissioni (ibridi ed elettrici) da immettere in flotta. Tale iniziativa rientra all’interno nel CTF (Cleaner Transport Facility), programma lanciato nel 2016 daIla Commissione Europea per promuovere la mobilità sostenibile e che può contare per il 2019 su un fondo di 4,8 miliardi.

    Mappa ALD Automotive

    Elettrificazione uguale accelerazione

    I paesi più interessati dall’iniziativa sono Francia, Germania, Spagna, Belgio, Olanda e anche Italia dove ALD ha un parco di 190mila veicoli e 69mila clienti. A livello globale, ALD è il terzo operatore per grandezza, opera in 43 paesi e ha una flotta di 1,68 milioni di veicoli dei quali 84mila ibridi ed elettrici, ma alla fine del 2019 saranno 118mila e 200mila nel 2020. Dunque il ritmo di inflottamento di auto elettrificate è destinato ad accelerare.

    ALD Automotive Italia

    Se i privati fanno l’interesse pubblico

    È la prima volta che la BEI finanzia una società di noleggio a lungo termine o di leasing e di flotte acquistate da un ente privato e non pubblico. In questo modo, viene stabilito un precedente che riguarda tutte le società finanziarie del settore automotive, siano esse indipendenti o “captive” ovvero emanazioni dei costruttori. Ad esse viene riconosciuto un ruolo di “pulitori” del parco circolante e dunque di facilitatori della transizione verso veicoli meno inquinanti.

    ICE and electric car

    L’intenso costo della tecnologia

    Queste attività sono però ad elevata intensità di capitale e questo passaggio è ancora più costoso tanto che la stessa ALD poco più di un anno fa ha emesso 500 milioni di euro in titoli per finanziare specificatamente il rinnovo del parco con 14.300 nuovi veicoli, per il 76% ibridi e ibridi plug-in e 24% elettrici. È dunque possibile che gli investimenti pubblici e privati convergano per raggiungere obiettivi sia politici sia economici.

    EBI

    Il ruolo politico dell’UE

    Queste forme di finanziamento aprono inoltre un’altra riflessione su come incentivare la transizione ecologica in modo politico. Per agevolare la diffusione di auto a basse emissioni si è infatti spesso parlato di incentivi all’acquisto verso i privati. Di fronte però mezzi sempre più costosi, a fattori di incertezza sempre più numerosi e all’emergere di nuovi comportamenti di acquisizione della mobilità, gli stessi privati ricorrono sempre di più al noleggio. La pressione sui prezzi arriva, oltre che per le tecnologie di propulsione, anche per quelle di connettività e soprattutto per la sicurezza.

    Auto alla spina

    Il problema ecologico e quello sociale

    Le auto elettrificate, connesse e a guida sempre più automatizzata costano e la loro minore accessibilità potrebbe costituire un problema sociale, dunque politico. Piuttosto che agire sui singoli acquirenti, la politica potrebbe allora virare verso i grandi centri di acquisto di veicoli. Il loro effetto sul parco circolante è più veloce, organizzato e controllabile con un duplice effetto sociale: rendere le auto efficienti e sicure più accessibili, stabilizzarne il valore e dunque ridurre il rischio finanziario sia per i privati sia per le aziende.

    Parcheggio auto dall'alto

    Il problema del denaro e del valore

    La riflessione investe anche le case automobilistiche che, dopo la necessità di finanziare cambiamenti tecnologici epocali appena iniziati, devono trovare ulteriore denaro. Devono infatti “autoacquistare”, attraverso le loro finanziarie, i veicoli che producono per renderli accessibili ai clienti e rispettare le normative che riguardano le emissioni effettive delle auto nuove messe su strada. La pena sono pesantissime multe, ma anche la tenuta del valore delle loro auto.

    Auto elettrica asfalto

    Non azzoppare la gamba che cammina

    La riflessione finale va poi al regime fiscale italiano sulle flotte che è già ampiamente il più punitivo d’Europa. Nonostante questo, il settore del noleggio è cresciuto moltissimo diffondendosi anche presso i clienti privati. Se entrasse in vigore quanto paventato, in prima battuta, sulla Legge di Stabilità 2020, si metterebbero i bastoni nell’ingranaggio che spinge il rinnovamento del parco circolante in Italia. Tra auto immatricolate direttamente alle aziende e quelle in noleggio a lungo termine, si parla del 35% del mercato.

    Semaforo
    Come allontanare progresso ed Europa

    Questo pericolo sembra scongiurato, almeno in parte, ma va detto che, azzoppando anche minimamente questi canali, l’Italia si allontanerebbe dall’UE in un senso triplice: rallenterebbe il rinnovamento del parco più obsoleto del Continente, attuerebbe un regime fiscale ancora più restrittivo e rifiuterebbe indirettamente un finanziamento europeo poiché ALD si ritroverebbe costretta a dirottare parte della nuova flotta finanziata dalla BEI verso altri mercati. E si parla di auto ad elevato valore, dunque anche capaci di generare elevate entrate per l’erario. Decisamente non ci conviene.

    Bandiera UE

  • Papa Francesco, il pontefice ad emissioni zero a Nagasaki su una Toyota Mirai a idrogeno

    Papa Francesco va ad emissioni zero durante il suo viaggio apostolico in Giappone. Il santo padre infatti ha utilizzato una Toyota Mirai a idrogeno appositamente allestita per passare in rassegna i fedeli che riempivano lo stadio di baseball di Nagasaki. Un’auto identica sarà utilizzata da Tokyo da Francesco che è sicuramente il pontefice più attento all’ambiente che la storia ricordi.

    Nissan Leaf papamobile

    L’inquinamento è peccato

    A lui infatti si deve l’enciclica “Laudato si’” del 2015, ispirata al patrono d’Italia. Il documento mette al centro la cura della casa comune, ovvero il creato, il pianeta e la natura chiamando ad «una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità» e definendo il poverello di Assisi come «il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell’ecologia». Per la prima volta l’inquinamento è definito «un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio» e si parla di sviluppo sostenibile. Il Vaticano inoltre ha iniziato un percorso per diventare carbon neutral entro il 2020, almeno in alcuni settori.

    Renault Kangoo ZE papamobile

    Ad emissioni zero dal 2012

    Non è la prima volta che il papa e lo Stato del Vaticano hanno a che fare con le auto ad emissioni zero. Sono infatti in servizio dal 2012 presso la gendarmeria dello stato pontificio due Renault Kangoo ZE a passo lungo, consegnati nella mani di Benedetto XIV dall’ex presidente dell’Alleanza Renault Nissan, Carlos Ghosn. Nel 2017 lo stesso papa Francesco ha ricevuto, per il suo 80mo compleanno, una Nissan Leaf provvista di celle fotovoltaiche in dono dal gruppo tedesco Wermuth Asset Management GmbH e da DriWe, una piattaforma integrata per la mobilità elettrica. Lo stesso anno, la Opel ha donato, per mano dell’allora amministratore delegato Karl-Thomas Neumann, una Ampera-e.

    Toyota Land Cruiser BJ40 papamobile

    Tutto cominciò con una Land Cruiser

    La Mirai è invece la prima auto ad idrogeno utilizzata da un pontefice. In produzione dal 2014, sarà presto sostituito da un modello di nuova generazione presentato in forma di concept all’ultimo Salone di Tokyo. Non è invece la prima Toyota utilizzata da un Vescovo di Roma. Storicamente infatti la prima papamobile è stata proprio una Toyota: un Land Cruiser BJ40 del 1976. Lo stesso Bergoglio aveva inoltre benedetto una monoposto di Formula E ricevendo la visita di Alejandro Agag alla vigilia del primo E-Prix di Roma, nell’aprile del 2017.

    Papa Francesco Formula E

  • Audi e-tron elettrica, dal deserto di Abu Dhabi alla pioggia di Roma – la mia prova faccia a faccia

    Tutto inizia ad Abu Dhabi a novembre 2018

    Le dune rosse del deserto degli Emirati Arabi rappresentano lo scenario del debutto su strada della Audi e-tron, il primo di una serie di modelli totalmente elettrici in arrivo con ritmo veloce nei prossimi anni col marchio dei quattro anelli.

    L’avventura di un’auto che può fare a meno dei combustibili fossili, quindi, inizia proprio in uno dei paesi simbolo dell’economia del petrolio.

    FO con Audi e-tron statica deserto Abu Dhabi

    Può sembrare incredibile che questo passaggio storico nella storia dell’auto possa prendere forma nel Golfo Persico, che all’oro nero deve tutto.

    La Audi e-tron, col suo comportamento in questo ambiente apparentemente ostile, mostra subito chiaramente che il cambio tecnologico è possibile.

    La guida sulle dune di finissima sabbia rossa

    Basta spingere con decisione sull’acceleratore e, lasciando la sola scia di un sibilo e una nuvola porpora alle spalle, quasi si vola sulle dune di sabbia rese ancora più rosse dal tramonto.

    Eccomi sulle dune di Abu Dhabi alla guida della Audi e-tron.

    Audi e-tron deserto Abu Dhabi FO guida su dune

    Tecnica e potenza

    Emozione indicibile e tecnica di attacco della duna realizzabile alla perfezione grazie alla grande coppia elettrica immediatamente disponibile.

    La potenza di 300 chilowatt, ben suddivisa tra i due motori elettrici montati sui due assi, trasmette grande sicurezza anche in condizioni apparentemente difficili

    FO guida Audi e-tron su dune Abu Dhabi 2018

    Il sogno di Masdar City, la città con energia 100% da fonti rinnovabili

    Ad Abu Dhabi il primo contatto con la Audi e-tron avviene in un luogo emblematico.

    La città di Masdar, fondata dieci anni fa dagli sceicchi a due passi l’aeroporto internazionale dell’emirato, sta crescendo infatti nel nome della sostenibilità totale.

    Audi e-tron a Masdar city 2018

    Grazie al riciclo completo dell’acqua, all’architettura bioclimatica che permette di abbassare anche di dieci gradi la temperatura percepita senza consumare un solo chilowattora di energia, allo sviluppo quasi ossessivo degli impianti di produzione di energia da fonte solare, Masdar City rappresenta una promessa per il mondo intero.

    Regime fiscale vantaggioso

    Gli Emirati Arabi ne stanno coccolando lo sviluppo con un regime economico e fiscale da paradiso del Medio Oriente per gli investimenti.

    Zero tasse per imprese e persone che decidano di stabilire nella città-esperimento le loro attività, “one-stop-shop” per far fronte a tutte le necessità burocratiche.

    Uscire dall’era del petrolio

    E un messaggio che fa da collante a tutta l’operazione e rende assolutamente speciale la prova di guida della nuova Audi e-tron elettrica: è ora di prepararsi all’uscita dal petrolio.

    La scomparsa dello specchietto laterale

    Al posto degli specchietti retrovisori esterni ci sono delle telecamere e la visione di ciò che accade lateralmente avviene grazie a dei display trapezoidali incastonati all’interno delle portiere anteriori.

    Dopo tanti prototipi che hanno prospettato l’addio agli specchietti, con la Audi e-tron quest’innovazione arriva sul mercato.

     

    telecamera specchietto Audi e-tron Masdar City 2018

     

    Vero fuoristrada su terra e sassi

    La Audi e-tron debutta con una bella dose di innovazione al suo interno, concentrata in modo particolare nel sistema di gestione termica delle batterie, dell’elettronica di potenza e dei motori, che apre un capitolo tecnologico destinato a caratterizzare tutti i prossimi modelli elettrici del marchio.

    FO su e-tron con livrea concept Abu Dhabi 2018

    Spingerla in fuoristrada sulle colline rocciose dell’Emirato rappresenta una sfida per tutto il sistema. Polvere e sassi prendono il posto della sabbia sottile come cipria.

    Controllo elettronico della temperature di sistema

    La temperatura è mite, quindi le condizioni climatiche sembrerebbero non rappresentare un problema.

    Non è così. In questo caso la prova è nella capacità dei sistemi di controllo di non rimanere danneggiati dalle insidie ambientali. Non servono mesi in queste condizioni per far saltare tutto, se la progettazione e l’assemblaggio non sono all’altezza. Bastano pochi minuti e qualche scossone.

    Il treno di Audi e-tron procede senza problemi, pendenze e condizioni da vero off-road sono alla portata della trazione elettrica dell’Audi.

    Audi e-tron livrea concept off-road Abu Dhabi 2018

    La pioggia di Roma a novembre 2019

    Un anno dopo Abu Dhabi, la prova più interessante è rappresentata dall’opposto di quanto ho voluto mettere alla prova negli Emirati.

    La pioggia e le temperature che si fanno sempre più rigide sono una condizione classica sui mercati europei e anche in Italia,

    Il controllo delle temperature è fondamentale per il rendimento e la durata di un sistema di trazione elettrico e l’Audi pare aver progettato il suo per farne un vero e proprio motivo di vanto.

    badge e-tron con pioggia

    Anche le batterie al litio, di tipo “pouch” come quelle della Jaguar I-Pace, dotate di tecnologia per ricariche con sistemi da 150 kW di potenza, capaci di ripristinare l’80% della carica partendo da zero in soltanto mezz’ora, rappresentano al momento il punto di riferimento del mercato.

    Guidare nel traffico con lo specchietto videocamera

    Se sulle strade poco trafficate di Abu Dhabi l’utilizzo delle videocamere poteva sembrare fin troppo facile, nel traffico di Roma e sotto la pioggia la prova è ben più severa.

    Quello che succede non appena ci si abitua a indirizzare lo sguardo leggermente più in basso rispetto all’usuale collocazione dell’immagine posteriore negli specchietti, è completamente naturale. Si butta l’occhio e si vede chi segue lateralmente.

    Vantaggio con la pioggia

    Quando piove, le videocamere sono addirittura vantaggiose. Dovendo guardare l’immagine nello specchietto laterale, infatti, le gocce sul vetro e sullo specchio impediscono inevitabilmente una visione nitida. Con pioggia forte, la visione con gli specchietti tradizionali è a volte addirittura ridotta a zero.

    Tutto questo non accade con il display e la videocamera. La lente è ben protetta e rimane asciutta, così l’immagine può risultare limpida come se non piovesse.

    telecamera specchietto Audi e-tron traffico Roma pioggia

    Comportamento su strada nella vita quotidiana

    I 95 kWh di capacità energetica degli accumulatori garantiscono 400 chilometri di autonomia secondo il nuovo ciclo di omologazione Wltp.

    Nella mia prova l’autonomia indicata con le batterie completamente cariche è di 300 chilometri. Nell’utilizzo urbano l’auto non consuma molto, se non si schiaccia forte l’acceleratore e si imposta la modalità Efficiency.

    Ben altra musica, che giustifica i 300 chilometri indicati dal sistema di calcolo, se si viaggia in autostrada a 130 km/h.

    In città basta poter ricaricare la notte a casa per essere sempre ampiamente al sicuro dal punto di vista della disponibilità energetica nelle batterie.

    Mano FO guida Audi e-tron roma pioggia strada

    Per viaggiare tra una città e l’altra, invece, diventa fondamentale poter avere un’infrastruttura di ricarica veloce a disposizione.

    Super-ricarica Ionity

    La buona notizia è che anche in Italia stanno arrivando le super-colonnine di Ionity, azienda tedesca creata da Volkswagen, Audi, Porsche, Daimler, Bmw e Ford per costruire una rete di ricarica veloce ad alta potenza sulla rete autostradale europea

    Audi e-tron parcheggio telecamera esterna lato guida

    Ciao Audi e-tron, numero zero di una lunga serie

    La sensazione a fine prova, quando nella semi-oscurità del tramonto saluto la Audi e-tron dopo la prova romana, è che ho conosciuto un’auto i cui contenuti – nelle diverse forme e con le evoluzioni che arriveranno nei prossimi anni – sono destinati a rimanere a lungo nella mia vita professionale.

    Non un’auto qualsiasi e nemmeno semplicemente la prima Audi elettrica della storia ad arrivare sul mercato.

    Qualcosa di più. Il numero Zero di una lunga serie.

    Audi e-tron posteriore sera con luci e stop

  • Anche se è elettrica, deve essere un’auto

    di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore
    Auto elettriche: un’offerta sempre più ampia e che arriva a coprire aree di mercato dove non avremmo mai pensato di vedere  una macchina a batteria.
    incredibilmente Mustang
    L’ultima arrivata, la Mustang Mach E svelata da Ford in questi giorni, addirittura reca un nome, Mustang, che appartiene all’immaginario sportivo prestazionale costruito su motori V8, dalla cubatura sproposita, dal sound affascinante e piacevole proprio perché politicamente scorretto.
    E  ora, invece, al posto del borbottio sommesso di un otto cilindri ci sono celle a ioni di litio e sibilanti elettromotori.
    Inoltre Mustang Mach E è un Suv.
    Insomma c’è più di un motivo per far venire una crisi di nostalgia agli appassionati di auto sportive e muscle car.
    Ford Mustang Mach E elettrica immagine muso
    Spazio a stile e divertimento
    In realtà le cose sono diverse: autovetture come il nuovo suv elettrico di Ford o la ben piu costosa porsche Taycan confermano che raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni (locali) non comporta l’offerta di vetture scialbe, poco emozionanti e insignificanti da guidare.
    Anzi, in genere, le elettriche sono molto divertenti e ora diventano anche belle da vedere perché il design automobilistico ha capito che pur senza motori a pistoni le auto, per essere vendute, devono attirare sguardi e accendere il desiderio di acquisto.
    Essere green non basta più.
    Certo, i fan di Tesla Model 3 ne giustificheranno sempre il design minimalista ed emozionante come una saponetta, ma una nuova strada è tracciata: quella delle auto elettriche belle da vedere.
    Aveva iniziato Jaguar con I-Pace a imboccare questo percorso e anche la Id.3 di Volkswagen pur nella sua semplicità sembra andare verso la direzione del design come facilitatore dell’acquisto.
    Connettore ricarica inserito Ford Mustang Mach E
    Ma Non tutto è pronto
    In tutta questa corsa alle elettriche per ogni gusto, tuttavia c’è un ostacolo sempre più grande. La rete di ricarica non si amplia abbastanza velocemente, mentre l’offerta delle cosiddette Bev cresce e gli automobilisti inziano piano piano a prenderle in considerazione. E senza un network capillare colonnine ad alta potenza, le elettriche di nuova generazione rischiano di invecchiare facendo dannare i proprietari prima che possano usarle in modo comodo.
    Auto elettrica come missione
    Al momento infatti l’auto elettrica è una “missione” che richiede tempo, dedizione e pianficazione dei tragitti. Non si può davvero pensare a modelli d’uso stile “ordinata famiglia del mulino bianco” come quelli immaginati e definiti dai guru della mobilità nuova.
    Le esigenze individuali sono  cosi varie e il bisogno di usare l’auto può sorgere improvvisamente, a qualsiasi ora. Anche quando la macchina è sotto carica e magari è attaccata a una colonnina lontana da casa, perché in città come le nostre i garage sono merce rara e preziosa.
    In queste condizioni, in paesi come il nostro l’auto elettrica è ancora qualcosa per iniziati.
  • Ford Mustang Mach-E, la sfida a Tesla diventa emozionante. E accessibile

    Ford Mustang Mach-E, si chiama e appare così la prima vera auto elettrica di Dearborn. Dunque previsioni confermate per il nome di un’auto che tenta un’operazione assai difficile: rappresentare l’innovazione attraverso la tradizione, andando a scomodare un vero e proprio mito. Parliamo di 55 anni di storia ininterrotta, oltre 10 milioni di unità, la sportiva più venduta al mondo, ma soprattutto un’icona densa di significati.

    La famiglia Mustang

    La 500 degli americani

    Molti infatti la descrivono con gli stessi toni con la quale i nostri padri e i nostri nonni ricordano e raccontano le Fiat 500 e 600. La Mustang è infatti per gli americani la prima auto, quella del primo appuntamento, del primo bacio, del matrimonio, del viaggio di nozze e di tante altre circostanze, più o meno memorabili, che la vita ci pone. Le dimensioni sono ben diverse, ma le parole sono le stesse.

    Ford Mustang Mach 1 1969

    I ricordi e i ripensamenti

    La Mustang Mach-E nasce sulla prima piattaforma di Ford per auto elettriche, è lunga 4,71 metri, alta 1,6 e larga 1,88 con un passo di 2,98 metri. Lo stile è Mustang più nei particolari, come i fari posteriori, che nelle forme vere e proprie. È interessante sapere che la Mach-E era stata pensata all’origine come una “compliance car”, ovvero come un oggetto funzionale al proprio obiettivo e alla diversa disposizione di tutti i componenti.

    Ford Mustang Mach-E

    Meglio Mustang che Ford

    Dunque muso corto, superfici lisci e forme semplici: un po’ come la Jaguar I-Pace. Ed invece, ad un certo punto, ci sono state la svolta e l’intuizione di Jim Farley, un uomo chiave nelle vicende Ford degli ultimi anni. Bisognava rovesciare il paradigma portando nel futuro l’orgoglio e le emozioni del proprio passato. Alla fine del 2017 iniziò così a circolare il bozzetto di qualcosa che ricordava da dietro la Mustang e con un nome in codice: Mach 1.

    Ford Mustang Mach-E

    L’auto decolla con gli aerei

    Il nome Mach 1 affonda nel passato della Mustang che, quando fu lanciata nel 1964, era una tranquilla pony car, ma presto divenne una “muscle car”. Una delle versioni sportive storiche fu proprio la Mach 1. Erano gli anni in cui le suggestioni aeronautiche erano ancora forti sull’automobile. Del resto, lo stesso nome Mustang deriva dal caccia P-51 Mustang impiegato dall’aviazione americana durante la Seconda Guerra Mondiale.

    Ford Mustang Mach-E

    Da Mach 1 a Mach-E

    Montava il famoso motore inglese Merlin, lo stesso del caccia britannico Spitfire. Anche la Triumph, quando produceva automobili, fece qualcosa di analogo chiamando Spitfire un proprio modello. Il Merlin era un progetto Rolls-Royce e veniva prodotto a Crewe, dove oggi nascono invece le Bentley. Il nome Mach 1 compare per la prima volta su una Ford nel 1949 sulla Levacar Mach 1, una monoposto dal design avveniristico, pensata per viaggiare su cuscino d’aria.

    Ford Levacar Mach 1
    Elon, stiamo arrivando!

    In qualche modo dunque il nome Mach 1 significava futuro ancora prima che la Mustang nascesse. Come la Levacar, la Mach-E porta i geni di quel passato e guarda decisamente al futuro, confrontandosi con altri pianeti. Primo fra tutti, quello di Tesla che ha portato l’automobile elettrica sulla Terra. Ecco perché Ford ha presentato la sua nuova nata all’aeroporto di Hawthorne, California, accanto ai capannoni di Space X, la società di Elon Musk che si occupa di spazio.

    Ford Mustang Mach-E

    Senza mani, over the air

    L’abitacolo della Mach-E parla più di qualunque altra cosa: il grande schermo verticale da 15,5 pollici al centro della plancia è quello della Model 3, anche se non è solo scena. La Ford elettrica sarà infatti la prima auto non-Tesla a potersi aggiornare completamente over-the-air. Dunque non solo le mappe e il nuovo sistema Sync, ma anche i software di gestione dell’energia e i sistemi di sicurezza con la promessa che, poco dopo il lancio, la Mach-E offrirà la guida autonoma senza mani.

    Ford Mustang Mach-E

    Due bagagliai, zero maniglie

    Altri tocchi di futuro sono il mirroring con Android Auto e Carplay senza fili e le portiere prive di maniglie. Si aprono sfiorando pulsanti sui montanti. Invece ci sono gli specchietti e non le telecamere, soluzione che negli USA non è omologabile. Due i bagagliai: posteriore da 402-1.420 litri, anteriore da 100 litri. Notevole lo spazio interno grazie al pavimento piatto e al passo lungo, ma sorprende la libertà di movimento per la testa per un’auto che ha il proprio motore vero sotto i piedi.

    Ford Mustang Mach-E

    Batteria doppia e king size

    La Mach-E ha due taglie di batteria: da 288 celle e 75,7 kWh di capacità e da 388 celle e 98.8 kWh. L’accumulatore è assemblato dalla Ford stessa sfruttando un’esperienza nel campo dell’elettrificazione che comincia nel 2004 e sta in oltre 800mila auto ibride e ibride plug-in in circolazione. Le celle sono a sacchetto della LG Chem e accettano una potenza massima di ricarica di 150 kW. Negli USA Ford si appoggerà alla rete di Electrify America, in Europa a Ionity, consorzio al quale appartiene dalla fondazione, e a un sistema di pagamento unificato per 125mila stazioni basato sulla piattaforma FordPass.

    Ford Mustang Mach-E

    Almeno 500 km di autonomia

    Il sistema di propulsione può essere con il solo motore posteriore o con due motori con la trazione integrale. Quello anteriore è comunque più piccolo del primo, per mantenere caratteristiche di guida vicine alla Mustang tradizionale. Le potenze di 190, 210 o 248 kW con coppie di 415 o 565 Nm e autonomie che vanno da 540 a 600 km. Si ferma a 500 km la versione GT che ha 342 kW e 839 Nm per uno 0-100 km/h in meno di 5 secondi. Tre le modalità di guida: Whisper, Engaged e Unbridled che offre anche una sonorità all’interno ottenuta amplificando suoni e campionando frequenze del sistema di propulsione.

    Ford Mustang Mach-E

    L’accessibilità è Mustang

    La concorrente diretta della Mach-E è la model Y, ancora in fase di gestazione, ma la cosa più interessante è il prezzo: si parte da 45mila e si arriva a 60mila euro, GT esclusa. Dunque decisamente meno di concorrenti europee dotate di batterie più piccole e nello spirito di Ford e della Mustang: prestazioni e divertimento di guida ad un prezzo accessibile. La Ford Mustang Mach-E sarà prodotta in Messico, presso lo stabilimento di Cuatitlan, e arriverà nell’autunno del 2020. Negli USA si può già prenotare con 500 dollari.

    Ford Mustang Mach-E

  • Peugeot e-208, l’elettrica che vuole essere normale

    Un’auto e tutti i motori che vuoi, ma con costi di gestione praticamente pari, anche con l’elettrico. Questo è quello che propone la 208, la prima Peugeot con motore a benzina, diesel ed elettrico. Una novità potenzialmente dirompente perché parliamo di un’auto che, tra tutte le duecentoequalcosa sulla breccia dal 1982 in poi, ha venduto 22 milioni di unità e appartiene al segmento B, il più grande per vendite in Europa.

    Peugeot e-208

    Dimensioni cittadine, finalmente

    Dopo Suv da 80mila euro e passa, ecco dunque un’elettrica da 4 metri (e 6 cm) che, se la compri con un assegno, costa almeno 33mila euro.

    Parità di costo se si paga il canone

    Ma se invece versi un anticipo e paghi un canone, a conti fatti ti costa come una 208 con il motore a pistoni. E anche nello stile non ti fa mai sentire di aver fatto una scelta diversa. Sarà pure l’elogio della normalità o paura del futuro, ma è anche la dimostrazione che l’elettrico è il presente, l’invito ideale a considerarla come qualsiasi altro animale con le ruote.

    Peugeot e-208

    Pronta a tutto, per nascita

    Anche per il resto la e-208 è uguale ad una 208. A cominciare da dove fa rifornimento: stesso sportellino, con una presa CCS al posto del bocchettone. Pari anche all’interno: uguali sono la plancia e persino la leva del cambio. Identiche sono anche l’abitabilità e la capacità del bagagliaio. Qui il merito è della piattaforma CMP definita “multienergia” perché è predisposta per pistoni o elettroni senza imporre rinunce. La batteria da 50 kWh è disposta sotto il pavimento, ma non in un’intercapedine, ma ad H tra i sedili anteriori, quelli posteriori ed il tunnel.

    Peugeot e-208

    Batteria, la grande H

    La capacità è ragguardevole, normale la ricarica a 100 kW, ma occorre comunque trovare colonnine da 150 kW per sfruttare questa possibilità. L’importante è che ci sia. L’autonomia WLTP dichiarata è di 340 km, a noi l’indicatore di bordo ha concesso circa 300 km. Due sono le modalità di guida (Normal e Sport) e altrettante i livelli di recupero dell’energia agendo sulla leva del cambio e che cambio in fondo non è. Anche in questo, la 208 è un’auto normale, ma avrebbe potuto esserlo di più attraverso levette sul volante per scalare virtualmente e in un bel silenzio il rapporto che non c’è.

    Peugeot e-208

    Potenza degli elettroni

    La e-208 è anche la 208 più potente con 100 kW pari a 136 cv, e anche i dati dell’accelerazione (0-100 km/h in 8,1 s.) dicono che nessuna delle sue sorelle fossili la batte. Eppure, anche in questo la francese ha un suo garbo e una sua normalità. Si sente che l’erogazione della coppia è stata studiata per essere avvertibile, ma senza mettere in difficoltà le ruote motrici anteriori e lo sterzo. Il baricentro basso e la migliore ripartizione delle masse ricambiano ampiamente, solo che il peso è peso e le sospensioni sono un po’ meno morbide e suadenti dei materiali e dei rivestimenti utilizzati.

    Peugeot e-208

    Le 3 dimensioni degli strumenti

    Ciò che invece con morbidezza conquista della 208 è squisitamente automobilistico. Prima di tutto, lo stile felinamente sexy e poi l’abitacolo: magari non il più grande della categoria, ma bello, funzionale e tecnologico. I comandi fisici a registro d’organo e il volante piccolo e posizionato in basso sono ormai un marchio di fabbrica per una Peugeot, ma la strumentazione tridimensionale non si era mai vista. L’effetto è creato da un pannello traslucido di fronte a quello principale.

    Peugeot e-208

    La qualità prima della quantità

    È una di quelle cose che risultano decisive per almeno 3 motivi: conferma quel tocco premium che la 208 vuole avere, legittima un prezzo oggettivamente impegnativo (si parte da 14.950 euro) e alza il posizionamento della vettura, qualsiasi sia il motore che ha nel cofano. E che questa Peugeot voglia farsi apprezzare più per questi aspetti che parlando di praticità, lo confermano il volume di carico – 309 litri, distante dalle migliori – e lo spazio riservato a chi sta dietro, soprattutto in fatto di accessibilità.

    Peugeot e-208

    Il futuro? È nel presente

    La e-208 è normale anche perché la si può ordinare in 4 dei 5 allestimenti presenti in listino, anche il GT, ovvero il più sportivo ed accessoriato. Il prezzo va da 33.400 a 38.200 euro, più del doppio di altre versioni, anche per questo è meglio noleggiarla e fare i conti su tutti i risparmi permessi, anche grazie ai 3 programmi tariffari per il rifornimento d’energia, in attesa di uno più ampio che riguarderà tutta Europa e più operatori. Intanto il 20% delle 208 ordinate è elettrico, percentuale destinata a ridimensionarsi, ma comunque importante perché indica che l’elettrica che piace parla il linguaggio del presente.

    Peugeot e-208

  • Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid, l’elettrificazione entra nel vivo – Dossier

    Estetica rinnovata

    In attesa dell’arrivo della versione elettrica nel 2020, Kia alza il velo sul restyling della Niro Hybrid e plug in.

    Nuovo design esterno, interni più raffinati, dotazioni più ricche e nuove combinazioni cromatiche, sono le caratteristiche della gamma Hybrid e Plug-in Hybrid di Niro che adesso include anche il nuovo sistema telematico avanzato Kia Uvo Connect, che aggiunge inedite funzionalità di connessione all’auto.
    Da quando sono iniziate le vendite di Niro nel 2016, oltre 270.000 esemplari sono stati consegnati a livello globale, di questi oltre 100.000 solo in Europa.

    Kia Niro PHEV dinamica posteriore

    Niro si è confermato così per il 2018 il quinto modello più venduto di Kia in Europa, con numeri in crescita del 33%; 45.255 le unità vendute complessivamente, di cui 34.642 nella versione ibrida e 9.951 per il modello ibrido plug-in.

    Niro, con i suoi successi, è diventato un modello strategico per la crescita di Kia in Italia – afferma Giuseppe Bitti, Amministratore Delegato di Kia Motors Company Italy – oltre che un elemento chiave per la nostra strategia di elettrificazione.

    “Il suo design da crossover di tendenza, l’elevata versatilità, le basse emissioni e i costi di gestione contenuti ne fanno una proposta interessante sia per i privati, sia per le flotte aziendali. I miglioramenti introdotti nel 2019 in termini di qualità e design, sommati all’adozione del nostro sistema evoluto di connettività Uvo – continua Bitti – renderanno la famiglia Niro una proposta ancora più attraente”.

    IL DESIGN DEGLI ESTERNI

    Mantenendo il suo design elegante e daccalerainamico, Kia Niro per il 2019 beneficia di importanti aggiornamenti. In particolare, il nuovo design allinea stilisticamente le versioni Hybrid e Plug-in Hybrid alla versione e- Niro, il primo crossover completamente elettrico prodotto da Kia (non ancora commercializzato in Italia, ma in arrivo nel corso del 2020).

    Kia Niro Hybrid frontale

    Pur conservando il suo design distintivo e il suo iconico frontale “tiger-nose”, Niro adotta nuovi paraurti anteriori che gli conferiscono un aspetto più deciso e un’impronta stilistica più incisiva. Più in dettaglio, i gruppi ottici anteriori offerti di serie sono stati ridisegnati ispirandosi all’ “ice-cube” design, con la possibilità di ottenere a richiesta i fari full LED.

    Il nuovo aspetto del frontale è sottolineato anche dalla presenza, nel paraurti anteriore, di nuove luci diurne a LED caratterizzate dall’esclusivo layout a doppia freccia; a richiesta sono disponibili i fari fendinebbia con tecnologia a LED.

    Kia Niro Hybrid gruppi ottici posteriori led

    Nella parte posteriore, Niro è caratterizzato da inedite luci a LED che gli conferiscono una firma luminosa più distintiva e contemporanea. Il nuovo design del paraurti include lo skid plate in colore argento e, alle estremità, i nuovi catarifrangenti e le luci retronebbia. Tra gli elementi di personalizzazione due cerchi in lega da 16 pollici, oltre a un’inedita opzione da 18 pollici con finitura bicolore diamantata.

    INTERNI PIU’ SOFISTICATI

    Niro si evolve anche al suo interno, dove Kia ha introdotto una serie di aggiornamenti stilistici e nuovi materiali con l’obiettivo di aumentare la qualità percepita e di creare a bordo un’atmosfera più sofisticata.  La parte superiore del cruscotto è rifinita con un rivestimento soft-touch di alta qualità, mentre la plancia e il quadro strumenti si arricchiscono di eleganti finiture in nero lucido con dettagli cromati e satinati. Fra le novità per la gamma 2019, Kia introduce anche un nuovo schermo LCD opzionale da 10,25 pollici optional, che si aggiunge al display da 7 pollici TFT nel quadro strumenti (di serie su Niro è disponibile un sistema di infotainment con un display da 8 pollici touchscreen e un secondo display TFT da 4,2 pollici nel quadro strumenti).

    Il posto guida si arricchisce di nuovi paddle al volante dotati di doppia funzionalità. In modalità di guida “ECO” i paddle consentono di scegliere fra 3 livelli di recupero energetico: Level 1, Level 2, Level 3. Maggiore è il livello selezionato, maggiore è l’effetto frenata che si verifica al rilascio dell’acceleratore e il conseguente recupero dell’energia. In modalità di guida “sport” i paddle consentono di cambiare marcia senza staccare le mani dal volante a pieno beneficio della sicurezza e del piacere di guida. Niro Hybrid e Plug-in Hybrid sono inoltre equipaggiati con una trasmissione a doppia frizione a 6 marce che consente di ottenere una risposta più diretta e immediata del cambio e una guida più divertente rispetto ai sistemi a variazione continua disponibili su altri modelli ibridi. Fra le novità 2019, su Niro Hybrid e Plug-in Hybrid si segnalano anche l’adozione di un nuovo freno di stazionamento elettronico e freni posteriori di maggiori dimensioni per assicurare più potenza frenante in tutte le condizioni di guida.

    IL NUOVO SISTEMA UVO CONNECT

    Niro, insieme al crossover XCeed, è tra i primi modelli Kia in Europa a offrire l’innovativo sistema telematico Uvo Connect, che permette ai passeggeri di rimanere sempre connessi e di poter accedere a un’ampia gamma di informazioni preziose durante il viaggio.

    Kia Niro display Sistema UVO connect

    Accessibile tramite il nuovo display touchscreen da 10,25 pollici (disponibile a richiesta) o da uno smartphone, Uvo Connect dispone del sistema Kia Live che utilizza una Sim card dedicata per mantenere l’auto connessa e aggiornata in tempo reale.

    Il nuovo sistema permette ai passeggeri di accedere alle informazioni sul traffico in tempo reale, alle previsioni meteo, ai punti di interesse, ai prezzi del carburante e alla disponibilità di parcheggi pubblici o in aree specifiche, incluso (quando disponibili a seconda dei mercati) dettagli circa prezzo e posti disponibili.

    Fra le notizie utili, anche le informazioni sulle stazioni di ricarica elettrica, incluse disponibilità e tipologia di connessione.  Il secondo elemento che arricchisce il sistema di connettività di bordo di Niro è l’app Uvo, compatibile su smartphone Android e Apple. L’app dedicata offre agli utenti la possibilità di accedere a dati diagnostici sulla propria auto e sui viaggi, oltre alla possibilità di attivare una gamma di funzioni da remoto: a seconda del Paese, gli utenti possono inviare in remoto alla propria auto l’itinerario di un viaggio, controllare la posizione del proprio veicolo e accedere ai report e alle notifiche diagnostiche fornite dai sistemi di bordo.

    Kia Niro Hybrid display con flussi energia ibrido

    Il nuovo sistema di navigazione touchscreen con schermo da 10,25 pollici è dotato di connessione Bluetooth “multi-connection” di serie, che permette agli occupanti di collegare due dispositivi mobili contemporaneamente e di accedere alle funzionalità Apple CarPlay e Android Auto

    La tecnologia “split- screen” permette inoltre di visualizzare contemporaneamente sullo schermo informazioni diverse, con la possibilità di personalizzare il sistema con una serie di widget dedicati: il conducente può così, per esempio, visualizzare sul display informazioni sulla navigazione mentre il passeggero può scegliere le sue canzoni preferite o controllare le previsioni del tempo. Il nuovo sistema di infotainment con schermo da 10,25 pollici è disponibile a richiesta; di serie Niro continua a offrire l’apprezzato sistema da 8 pollici touchscreen.

    LA SICUREZZA ATTIVA

    La gamma Niro 2019 vede l’introduzione di una serie di nuove tecnologie dedicate alla sicurezza e alla guida assistita. I sistemi già disponibili come lo Smart Cruise Control, su nuovo Niro Hybrid e Plug-in Hybrid si arricchiscono della funzionalità Stop & Go che permette all’auto di arrestarsi e ripartire autonomamente, assicurando un maggior livello di comfort di guida e di sicurezza attiva.

    Altra novità. Il Lane Following Assist, la tecnologia di guida autonoma Kia di “Livello 2”, dopo il recente debutto sul crossover completamente elettrico e-Niro, adesso è disponibile per la prima volta anche sui modelli Hybrid e Plug-in Hybrid: attraverso una serie di sensori esterni il sistema è in grado di monitorare il traffico, di verificare la posizione degli altri veicoli rendendo possibili i cambi di corsia in totale sicurezza e la guida nel traffico più fluida.

    Kia Niro Hybrid vista laterale dinamica

    Il sistema agisce su sterzo, freni e acceleratore, controllando anche il mantenimento di corsia ed è attivo in un range di velocità da 0 e 180 km/h.  In aggiunta al Lane Following Assist, su Niro sono disponibili numerose tecnologie di guida assistita Kia che contribuiscono a eliminare o a ridurre molti dei pericoli di guida sulle strade.

    Fra questi: Forward Collision-Avoidance Assist, High Beam Assist, Lane Keeping Assist, Driver Attention Warning, Blind-spot Collision Warning, Rear Cross-traffic Collision Warning e l’Intelligent Speed Limit Warning.

    TRAZIONE HYBRID E PLUG IN HYBRID

    Con sospensioni anteriori e posteriori completamente indipendenti e una trasmissione a doppia frizione a 6 marce, Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid offrono un buon equilibrio tra comfort e divertimento di guida.

    KIa Niro PHEV badge posterior con luci led

    Le caratteristiche da crossover offerte da Niro, uniche nel panorama degli ibridi offrono il vantaggio di un ampio spazio interno riservato ai passeggeri, coniugato ad un’elevata capacità e flessibilità di carico. Inoltre, unico rispetto alla maggioranza dei competitors ibridi, Niro offre a richiesta il Towing Pack che consente di trainare carichi fino a 1.300 kg di peso (frenati).

    Kia Niro è equipaggiato con un efficiente motore GDi da 1,6 litri benzina a iniezione diretta, abbinato a un pacco batterie agli ioni di litio da 1.56 kWh (Niro Hybrid) o da 8.9 kWh (Plug-in Hybrid).

    Le emissioni di CO2 per Niro Hybrid sono pari a 99,8 g/km (ciclo combinato WLTP); il dato scende a 31,3 g/km (ciclo combinato WLTP) nel caso di Niro Plug-in Hybrid, che dispone di un’autonomia di guida in città in solo elettrico fino a 65 chilometri, o di 49 chilometri nel ciclo combinato WLTP.

    GAMMA E PREZZI

    La struttura della gamma di Nuova Kia Niro sia nella versione Hybrid che Plug In rimane invariata rispetto alla precedente tranne che per l’allestimento top che cambia nome in Evolution. Si mantengono quindi tre allestimenti: Urban, Style ed Evolution.

    Kia Niro Hybrid dinamica tre quarti davanti
    Per quanto riguarda la Hybrid si inizia con l’equipaggiamento “Urban”, a partire da 26.250 euro, una versione che è stata pensata come proposta d’entrata per un cliente che desidera una vettura completa di tutto ad un prezzo di listino competitivo.

    La “Style”, cuore di gamma a partire da 28.250 euro, si arricchisce di equipaggiamenti di design e di sicurezza che offrono un vantaggio cliente importante e che soddisfano le richieste di un cliente più esigente. Rispetto alla “Urban”, la “Style” offre infatti: cerchi in lega da 18’’, privacy glass, sedili in misto pelle e tessuto, barre longitudinali al tetto, sensori di parcheggio posteriori e wireless phone charger. È inoltre standard il pacchetto sicurezza descritto precedentemente.

    È disponibile come optional il pacchetto Techno che comprende: navigatore da 10,25’’ con Uvo Connect e 7 anni di traffico dati incluso, sistema audio premium JBL, sensori di parcheggio anteriori e smart key. Infine la “Evolution”, versione al top della gamma a partire da 31.500 euro, si rivolge a quei clienti che non amano i compromessi e che desiderano il massimo in termini di comfort e tecnologia.

    Kia Niro PHEV laterale dinamica

    Rispetto alla versione “Style” sono disponibili di serie gli equipaggiamenti presenti nel pacchetto Techno e in aggiunta fari anteriori e fendinebbia full LED, sedile guidatore regolabile elettricamente in 8 direzioni + 2 lombari, sistema di monitoraggio dell’angolo cieco e sistema di riconoscimento dei limiti di velocità (ISLW).

    Su questa versione debutta inoltre il nuovo cluster centrale con schermo TFT da 7’’ e due schermi laterali digitali.  E’ disponibile in opzione il pacchetto Lounge che comprende: sedili in pelle con sistema memory lato guidatore, sedili anteriori riscaldati e ventilati, volante riscaldato.

    Volante Kia Niro Hybrid

    Sempre tre le varianti anche per quanto riguarda la versione Plug In che si presenta con i medesimi allestimenti della Hybrid con l’aggiunta dei pacchetti già inclusi nel prezzo. Si apre quindi con la “Urban”, a partire da 36.250 euro già equipaggiata del pacchetto sicurezza per passare alla “Style” a partire da 38.250 euro e infine la Evolution a partire da 41.500 euro.

  • Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 dell’ONU, chi ne parla in Italia?

    Il nostro futuro in 17 obiettivi

    Nei diciassette punti indicati dalle Nazioni Unite c’è quasi tutto quello che dobbiamo riuscire a fare entro il 2030 per stare meglio come abitanti del pianeta Terra.

    I principali paesi del mondo stanno plasmando le loro economie e le loro politiche guidati da una semplice tabellina, a prova di ignoranza per quanto è esplicita, che riassume le grandi sfide e le priorità del prossimo decennio.

    Dalla fame all’ambiente, alla parità di genere

    Basta scorrere la tabella per scoprire quanto sia semplice capire come migliorare la condizione umana, se se ne ha realmente la voglia.

    Sustainable development goals 2030 UN logo

    Il silenzio italiano

    In Italia gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sono trattati come se fossero argomento di confronto e studio da specialisti. Roba da scienziati, filosofi, sociologi e pedagogisti.

    Roba che spaventa e non può essere capita dalla gente comune, quindi viene evitata accuratamente dalla politica. Non è così che funziona.

    Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile 2030 non sono fatti per essere oggetto di colloquio intellettuale. Possono essere compresi da tutti.

    Ribaltare la piramide

    Quello che dobbiamo fare, specialmente in Italia, è ribaltare la piramide.

    Far sì che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu siano conosciuti da tutti.

    La conoscenza di molti obbliga i pochi al comando ad agire

    E che il gran numero di persone che li conoscerà e li condividerà possa spingere i pochi, che necessariamente devono prendere le decisioni politiche ed economiche per renderli realizzabili, ad andare nell’unica direzione possibile per creare nuovo sviluppo.

    La strada obbligata

    La via delle Zero Emissioni e della sostenibilità dello sviluppo non è una delle opzioni che abbiamo di fronte. Si tratta dell’unica strada possibile per creare valore durevole. Ricchezza che non si esaurisca nell’arco di una generazione ma arrivi alle generazioni future con una formula che ha intrinsecamente il futuro al suo interno.

    Il Video dell’ONU

     

     

  • Akio Toyoda, l’uomo che sussurrerà alle automobili ovvero il cavallo e l’intelligenza artificiale

    Finalmente si riparla di cavalli. E non di quelli usati come unità per misurare la potenza dei motori, ma proprio di quei mammiferi della famiglia degli equidi che la meccanica ha di fatto sostituito in ogni loro precedente impiego umano, da quello lavorativo fino a quello militare.

    cavalli

    Là dove c’era l’erba, arrivò l’asfalto

    Il discorso lo ha tirato fuori di nuovo un certo Akio Toyoda in occasione della conferenza stampa tenuta all’ultimo Salone di Tokyo. Quando il presidentissimo delle Tre Ellissi ha mostrato la e-racer, un concept di auto biposto il cui unico scopo è divertire. Il ragionamento è il seguente: la nascita dell’automobile ha portato alla sostituzione di 15 milioni di cavalli solo negli Stati Uniti. Eppure esistono ancora i cavalli da corsa e tali animali sono adorati, giudicati semplicemente insostituibili. Sono un simbolo di intelligenza e suscitano affetti profondissimi perché sanno comunicare al cuore delle persone.

    Ford Mustang Logo

     

    Le emozioni che non puoi aspettarti

    Domani, quando ci muoveremo con auto a guida autonoma che non sono più di nostra proprietà, auto come le e-racer saranno come i cavalli: ci daranno emozioni indescrivibili, ma saranno anche così intelligenti da capire i nostri bisogni più profondi ed evitare per noi gli ostacoli e i pericoli. Loro, in qualche modo, provvederanno a noi e in loro riporremo molto più del semplice bisogno di muoverci. E in fondo all’epoca delle carrozze chi lo avrebbe mai detto che le automobili avrebbero coinvolto così tante emozioni?

    Toyota e-Racer

    Una macchina salverà il mondo. O no?

    Toyoda aveva già usato questa similitudine in una sua lettera aperta nell’ottobre del 2018, quando annunciava l’intenzione di trasformare Toyota in una mobility company. Nella filosofia di Toyota c’è poesia, fantascienza, voglia di futuro e fiducia del progresso. C’è anche la visione tutta giapponese della macchina e dell’umanoide che è parte di un tutto dove l’umanità “naturale” e quella artificiale si mescolano indissolubilmente. È un mondo nel quale l’automa non è affatto nemico dell’umano, ma lo completa così come il creato completa il creatore.

    HAL 9000

    Il mondo visto da due punti opposti

    È il robot che salva il mondo come Goldrake, Gundam o Mazinga, l’esatto contrario del calcolatore che si ammutina nell’immaginario collettivo occidentale, sublimato in molteplici rappresentazioni della letteratura e del cinema come HAL 9000 in “2001 Odissea nello Spazio”. È l’auto tamagotchi come non l’avremmo mai potuta immaginare. Ci ha pensato un giapponese a farlo per noi e a farci vedere una parte della nuova mobilità che – forse – non siamo ancora pronti ad accettare o neppure disposti ad immaginare serenamente.

    Gundam

    Mazda e il mito del centauro

    L’altro lato interessante è l’accostamento al cavallo. C’è un altro costruttore giapponese che parla dell’unità dell’uomo con il suo cavallo ed è Mazda. Nel concetto di “jinba-ittai” c’è l’essenza di quello che noi chiamiamo “centauro”: l’unione tra l’umano e l’equino impersonato da un essere della mitologia greca che è metà uomo e metà cavallo. Solitamente la figura del centauro è associata al motociclista: all’uomo che, salendo sul suo mezzo – e domandolo – diventa tutt’uno con esso.

    Mazda Jinba-ittai

    Chi ha le redini della mobilità

    Per Mazda tale fusione è un fatto “meccanico”, per la Toyota è invece una questione di reciprocità attraverso l’interfaccia uomo-macchina e l’intelligenza artificiale. Per usare un’altra similitudine: una Mazda chiede di essere montata “a pelo”, una Toyota va tenuta per le redini. Questo termine è usato espressamente sul comunicato che accompagnava la Lexus LF-30, il primo concept elettrico di Lexus e ribadisce quel concetto di comprensione reciproca tra uomo e cavallo espresso da Akio Toyoda.

    Lexus LF-30 posto guida

    Dall’aeronautica all’elettrificazione

    Per quanto riguarda il cavallo, l’ultima automobile ad averlo tirato in ballo è la Porsche Taycan, parola che in turco vuol dire “anima di un cavallo vivace”, ma i casi sono numerosi e celeberrimi. Le Ford Mustang portano come stemma un cavallo perché il nome deriva dal messicano “mestengo”, ovvero il cavallo non domato ed è lo stesso del caccia militare americano P-51 usato della Seconda Guerra Mondiale. E pensare che Ford sta per lanciare un crossover elettrico ispirato proprio alla Mustang.

    Ford Mustang & P-51

    Una stemma concesso in cavalleria

    Ma c’è un’altra vicenda che porta la i cavalli e la cavalleria dall’aeronautica alle automobili. È quella della Ferrari. Come è noto, Enzo Ferrari racconta di aver preso nel 1923 il Cavallino Rampante del suo stemma da Francesco Baracca che lo aveva preso, a sua volta, da quello del 2° Reggimento Piemonte Reale. Baracca infatti, prima di diventare il famoso aviere della Prima Guerra Mondiale, era un militare a cavallo.

    Francesco Baracca

    Tedesco o sabaudo? Meglio giapponese

    Il cavallo, anzi la cavallina, sta anche nello stemma della Porsche dal 1953. Anche qui trattasi di citazione anzi di sintesi perché viene dallo stemma della città di Stoccarda – Stuttgart deriverebbe da Stutengarten che vuol dire “giardino delle giumente” – mentre le corna di cervo da quello del land del Baden-Württenberg dove si trova. Secondo il libro “La saga dei Porsche”, scritto da Ferry Porsche (figlio del fondatore Ferdinand) e Gunther Molter, il cavallino di Maranello viene dalla Germania perché Baracca, dopo aver abbattuto un aereo tedesco, trovò sui suoi resti lo stemma di Stoccarda e lo applicò sul suo velivolo come trofeo. Insomma, il Cavallino della Ferrari sarebbe in realtà la stessa Cavallina della Porsche. Ma per Akio Toyoda il problema non si pone: l’intelligenza artificiale – e anche quella naturale – non hanno sesso.

    Ferrari e Porsche Logo

  • Eicma 2019, per moto e scooter elettrici diffidate delle imitazioni – Il Ruggito

    Di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore

    Eicma, l’Esposizione internazionale ciclo e motociclo, la più grande rassegna sulle due ruote a motore, cioè moto e scooter, si è trasformata con l’edizione appena conclusa anche in un salone della mobilità dove l’elettrico è un tema dominante.

    Micromobilità

    Ma non solo: in vetrina all’Eicma 2019 ci sono un sacco di mezzi alternativi per la micromobilità: monopattini dalla sempre dubbia sicurezza, tante e-bike e un sacco di veicoli non inquadrabili in tipologie predefinite e quindi difficilmente omologabili per uso stradale.

    Girando tra i padiglioni di Eicma 2019 si nota dunque molta effervescenza e si avverte marcata la sensazione di essere di fronte anche nelle due ruote a una transizione tecnologica ed energetica irreversibile.

    Qualità contro low cost e imitazioni

    Tuttavia all’Eicma si nota una distonia: da una parte prodotti di qualità e dall’altra una vasta presenza di prodotti cinesi low cost di pessima fattura e design ricalcato su quello dei veicoli di marca.

    Questo non vuol dire che tutti i prodotti cinesi siano infimi, anzi. Infatti come negli smartphone case come Huawei o Xiaomi (che propone anche eccellenti monopattini) realizzano device di altissimo livello. E Segway è di proprietà della cinese Ninebot.

    La nostra non è una discriminazione territoriale ma una critica qualitativa e rispetto dei copyright.

    Il Ruggito di Mario Cianflone Sole 24 Ore

    Preferire gli originali

    Non è accettabile vedere in giro per l’Eicma veicoli palesemente mal costruiti, realizzati copiando la Vespa elettrica. Per di più le specifiche di alcuni di questi mezzi paiono incompatibili con le norme per la circolazione stradale.

    E c’è un altro punto: gli scooter elettrici, i monopattini e le e-bike ben costruite, con motori e batterie di qualità, costano ma difficilmente deludono.

    Attenti alle copie

    Le imitazioni e le produzioni di basso livello invece rischiano di durare poco, si gestiscono con app terrificanti e soprattutto rischiano di essere pericolosi.