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  • Volvo XC40 Recharge, la prima completamente elettrica

    Con la Volvo XC40 Recharge, ispirata al suv compatto XC40, il marchio svedese apre la strada alla sua gamma completamente elettrica.

    Volvo XC40 recharge tre quarti davanti statica
    Volvo XC40 Recharge P8 AWD nel colore Glacier Silver

    PIETRA MILIARE

    La nuova arrivata rappresenta una vera e propria pietra miliare nella storia del marchio svedese.

    Oltre a essere la prima Volvo completamente elettrica del brand, è anche infatti la prima equipaggiata con un nuovissimo sistema di infotainment basato sul sistema operativo Android di Google.

    XC 40 recharge posteriore tre quarti statica
    Vista posteriore della Volvo XC40 Recharge P8 AWD nel colore Glacier Silver

    LA STRATEGIA DI ELETTRIFICAZIONE VOLVO

    Nei prossimi cinque anni, Volvo Cars introdurrà una vettura completamente elettrica ogni anno.

    Con l’obiettivo di portare al 50% la quota di vetture solo elettriche sul totale di vendite globali entro il 2025, con la restante parte costituita da veicoli ibridi.

    Recharge sarà l’appellativo che designerà tutte le Volvo ricaricabili, sia con trazione solo elettrica sia con propulsore ibrido plug-in.

    L’ARCHITETTURA DELLA XC40 RECHARGE

        Come la XC40, la XC40 Recharge P8 è stata realizzata sulla base dell’Architettura Modulare Compatta (CMA).

    Batteria della Volvo XC40 Recharge
    Pacco batterie della Volvo XC40 Recharge

    Una piattaforma per veicoli avanzata che è il frutto di un lavoro di sviluppo congiunto all’interno del gruppo Geely.

    All’interno, la XC40 Recharge P8 vanta tantissimo spazio e all’anteriore, al posto del motore termico, è stato ricavato un buon vano portaoggetti.

    LA PROPULSIONE ELETTRICA 

        La XC40 Recharge P8 è spinta da un propulsore elettrico a trazione integral.

    Autonomia

    La Volvo annuncia un’autonomia di percorrenza di oltre 400 km con una sola ricarica, secondo il ciclo di omologazione WLTP.

    La potenza è di di 408 CV. e la batteria può essere ricaricata all’80% della capacità in 40 minuti utilizzando un dispositivo di ricarica rapida.

    Volvo ricarica palo luce
    Volvo XC40 Recharge P8 in ricarica presso un palo della luce multifunzione

        La batteria è protetta da una gabbia di sicurezza formata da un telaio di alluminio estruso che è stata collocata al centro della carrozzeria, con attorno una zona deformabile.

    La posizione centrale della batteria nel pianale della vettura ha il vantaggio di abbassare il baricentro e offrire maggiore protezione ai passeggeri in caso di ribaltamento.    

         Nella sezione posteriore, il propulsore elettrico è stato integrato nella struttura della carrozzeria per migliorare la distribuzione delle forze d’urto lontano dall’abitacolo in caso di impatto.

    L’AVANZATO SISTEMA DI INFOTAINMENT

         Nuova XC40 Recharge è infatti il primo modello Volvo ad essere equipaggiato con un nuovissimo sistema di infotainment basato sul sistema operativo Android di Google.

    Infotainement Volvo
    Il nuovo sistema di Infotainment della Volvo

       Il nuovo sistema di infotainment offre ai clienti svariate possibilità di personalizzazione, un livello di intuitività ottimizzato, la nuova tecnologia integrata Google e servizi quali Google Assistant, Google Maps e Google Play Store.

    Aggiornamenti Over-The -Air

        È inoltre la prima Volvo in grado di ricevere aggiornamenti software e del sistema operativo in modalità OTA (over the air), ponendo dunque il marchio all’avanguardia nell’area dei servizi automobilistici connessi.

    Il prezzo

    Il prezzo della Volvo elettrica XC40 Recharge P8 parte da 59.600 euro.

    LA SICUREZZA “MADE IN SWEDEN”

        In materia di sicurezza, gli ingegneri della casa svedese hanno dovuto riprogettare e rinforzare la sezione anteriore della XC40 Recharge P8 per ovviare all’assenza del motore, così da soddisfare gli elevati requisiti di Volvo Cars in fatto di sicurezza e garantire ai passeggeri un livello di protezione pari a quello di qualunque altro modello Volvo.

    Portabagagli anteriore
    Vano portabagagli sotto il covano anteriore

         La XC40 Recharge P8 è anche il primo modello Volvo dotato della nuova piattaforma scalabile di sensori Advanced Driver Assistance Systems (ADAS) con software sviluppato da Zenuity, la joint venture di Volvo Cars e Veoneer.

  • Volkswagen e Toyota, è corsa all’energia rinnovabile

    I due più grandi costruttori del mondo di automobili scelgono le fonti rinnovabili di energia per raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni.

    L’annuncio della Toyota

    La Toyota ha annunciato che in Europa le sue attività sono alimentate al 100% di energia rinnovabile sin dall’inizio del 2019.

    Il traguardo è stato comunicato in occasione di “Kenshiki” ed è stato raggiunto con un anno di anticipo rispetto al previsto per tutte le attività.

    Sede Toyota Europe
    La sede della Toyota in Europa

    Tra queste ci sono 9 stabilimenti produttivi, 29 distributori nazionali, 4 filiali dirette, il centro di ricerca e sviluppo e 21 centri logistici che hanno una domanda totale di energia pari a 500 GWh annui.

    Clicca qui e leggi Toyota in Europa da un anno va ad energia rinnovabile.

    L’obiettivo della Volkswagen

    La Volkswagen sta facendo progressi verso l’obiettivo di una produzione a zero emissioni di CO2 entro il 2050.

    L’Azienda si è ora posta nuovi ambiziosi traguardi per il 2020, al fine di aumentare la percentuale di energia prodotta all’esterno da fonti rinnovabili utilizzata dai suoi impianti.

    L’impianto della Volkswagen a Emden.

    Molto chiara la dichiarazione di Andreas Tostmann, Membro del Consiglio di Amministrazione della marca Volkswagen per la Produzione e la Logistica.

    Quest’anno, vogliamo aumentare in modo significativo, dal 70 al 90%, la quantità di energia verde acquistata dai nostri impianti.

    La fabbrica nella sede di Wolfsburg dice addio al carbone

    Nello storico sito industriale di Wolfsburg le maestose ciminiere degli impianti energetici a carbone sono parte del paesaggio.

    Le ho viste più volte e mi auguro che rimangano lì, tanto è preziosa la loro immagine dal punto di vista della storia dell’energia e dello sviluppo industriale.

    Le ciminiere dell’impianto di Wolfsburg

    Adesso, però, la Volkswagen sta compiendo un passo epocale, convertendo le sue centrali elettriche di Wolfsburg dal carbone al gas.

    Entro il 2022 saranno attivate le nuove centrali termoelettriche a ciclo combinato e cogenerativo (CCGT) ad alta efficienza.

    Secondo i dati divulgati, le emissioni di CO2 derivanti dalla cogenerazione di elettricità e calore diminuiranno del 60%, valore equivalente a circa 1,5 milioni di tonnellate all’anno pari secondo i calcoli della Volkswagen alle emissioni di circa 870.000 auto.

    La transizione energetica della Volkswagen a Wolfsburg

    Nel progetto dell’impianto di cogenerazione è previsto che le storiche e imponenti ciminiere resistano e, anzi, arrivino proprio nel loro mezzo due nuovi camini alti 64 metri.

    Entro il 2020 il 90% dell’elettricità acquistata sarà da fonti rinnovabili

    La Volkswagen dichiara che la fornitura esterna di energia elettrica nei 16 stabilimenti della marca in tutto il mondo (Cina esclusa) proviene oggi al 70% da fonti rinnovabili.

    L’Azienda ha ora deciso di aumentare questa percentuale al 90% entro quest’anno.

    Inoltre, la Volkswagen sta sistematicamente convertendo al gas i suoi impianti interni di produzione di energia. A Wolfsburg, per esempioCon queste centrali elettriche, la Volkswagen offre un contributo a lungo termine alla stabilità della rete nazionale e del sistema elettrico in Germania.

  • Subaru, entro il 2030 il 40% saranno ibride e elettriche

    Per il 2030 almeno il 40% delle Subaru saranno elettriche e ibride. Un annuncio praticamente shock per un costruttore tradizionalista come quello delle Pleiadi eppure necessario. Per due motivi. Il primo è fare fronte alle normative, il secondo è essere membro del gruppo Toyota. Le Tre Ellissi sono presenti infatti nel capitale di Subaru dal 2005. La Toyota è salita al il 20% delle azioni e Subaru ha una partecipazione in Toyota, in base all’ultimo accordo di Ottobre 2019.

    Obiettivi simili alla Toyota

    Non a caso, il primo degli obiettivi è praticamente identico a uno dei 6 del Toyota Environmental Challenge: ridurre entro il 2050 del 90% le emissioni di CO2 well-to-wheel rispetto ai livelli del 2010. Gli altri due parlano invece di gamma prodotto. Il secondo è parla di 40% di ibrido ed elettrico entro il 2030, il terzo di applicazione dell’elettrificazione a tutte le Subaru entro il 2035.

    I due pilastri boxer e integrale

    Se il primo obiettivo appare quasi naturale e l’ultimo ragionevole, il secondo invece fa intravvedere una rivoluzione. Subaru infatti è da sempre fedele a due pilastri: motore boxer e trazione integrale permanente. In più, lo stile della carrozzeria e degli interni ha seguito ritmi evolutivi prudenti. Il presidente Tomomi Nakamura ha promesso che Subaru si manterrà fedele alla propria filosofia.

    La piattaforma elettrica

    Di certo non potrà farlo per l’elettrico alla quale Subaru sta lavorando proprio con Toyota, Suzuki, Mazda e Denso per creare una piattaforma unica dedicata. A sorpresa, Subaru ha anche mostrato l’immagine di un concept che anticipa lo stile di un crossover di segmento C. Difficile ipotizzarne le caratteristiche tecniche e quando diventerà realtà, ma si sa che ha sigla di progetto 202X e che sarà presentato nel 2021.

    Elettrificazione già avviata

    Intanto il processo di elettrificazione è già iniziato nel 2019 con le versioni ibride e-Boxer di XV e Forester, negli USA dal 2018 con la Crosstrek ibrida plug-in. La prossima novità è invece la nuova Levorg, presentata come concept al Salone di Tokyo. Subaru aveva “annusato” l’auto elettrica tra il 2006 e il 2007 realizzando due concept: la G1e e la G4e, più interessante per lo stile e la tecnologia della batteria al vanadio.

    Subaru G4e

    La raccolta degli indizi

    Numerosi inoltre i concept ibridi presentati nei vari saloni come la B9 Scrambler, la Viziv, la Viziv 2, la Advanced Tourer Concept e la Hybrid Tourer. Alcuni di essi hanno soluzioni di stile e tecniche mai passate alla produzione, ma altri potrebbero invece contenere spunti ritenuti meritevoli di essere sviluppati dai tecnici giapponesi. Non ci vorrà molto tempo per scoprirlo.

    Crescita lontana, ma impetuosa

    Nel frattempo, Subaru ha raggiunto dimensioni ragguardevoli: 987mila veicoli prodotti nel 2019 e l’obiettivo di superare di arrivare a 1,1 milioni nel 2020. La parte del leone la fanno gli USA che assorbiranno oltre 700mila unità. Ben diversi i numeri da noi: meno di 2.800 unità in Italia sulle circa 55mila in tutta Europa, numeri che tuttavia danno a Subaru il tempo di ritardare la tagliola dei 95 g/km di CO2.

    Subaru Viziv concept
  • Smart soltanto elettrica, EQ Fortwo e Forfour aprono una nuova era

    Per il marchio Smart inizia una nuova era, soltanto elettrica.

    Niente più auto a benzina

    Nelle concessionarie Smart non è più possibile acquistare un’auto nuova con motore a benzina. Il listino è composto esclusivamente dalla Fortwo e dalla Forfour a zero emissioni.

    Smart EQ Fortwo con scritta all electric Valencia 2020
    Smart EQ Fortwo con la scritta All electric, now!

    La nuova sede è in Cina

    Dall’inizio del 2020 la proprietà è cambiata, diventando condivisa tra i tedeschi della Daimler – fondatori e storici proprietari – e i cinesi della Geely, gigante automobilistico che in Europa possiede anche la Volvo.

    La sede della Smart è così volata in Cina, per la precisione nella città di Ningbo, provincia dello Zhejiang.

    Nel 2022 arriva la prima Smart Made in China

    Sarà prodotto completamente in Cina il nuovo modello Smart previsto per il 2022, con trazione soltanto elettrica. La nuova Smart sarà importata in Europa fin dal lancio ma sarà Made in China.

    La mia prova su strada a Valencia

    A Valencia, in Spagna, nella prova su strada la Smart EQ Fortwo si svela con un’estetica rinnovata.

    Breve video-sensazione a bordo, a sinistra sopra il cruscotto si vede la nuova strumentazione relativa al sistema elettrico

    Arrivano nuove linee d’illuminazione led dei gruppi ottici e un nuovo stile del frontale, che rende ora più riconoscibile la Fortwo dalla Forfour.

    Smart EQ Fortwo luci led posteriori

    Su strada la Smart EQ Fortwo esalta i pregi della trazione elettrica, particolarmente fruibile in un utilizzo urbano. La coppia immediatamente disponibile fa scattare la Smart EQ Fortwo e il breve sibilo del motore elettrico accompagna un’accelerazione volutamente tenuta entro limiti di facile guidabilità.

    La maneggevolezza è addirittura irraggiungibile, vista la lunghezza di soli 2,69 metri. La Smart si infila silenziosamente anche in passaggi angusti tipici delle strade strette e trafficate della nostra Europa.

    Gli interni si arricchiscono di un maggior livello di rifinitura, specialmente nelle versioni Pulse e Prime, che con l’Exclusive Package arrivano a un equipaggiamento da modello alto di gamma.

    Maurizio Zaccaria, Responsabile Smart e Innovative Sales di Daimler Italia, parla delle nuove Smart EQ Fortwo e Forfour.

    Nuova digitalizzazione

    Arriva l’integrazione completa dello smartphone grazie ad Android Auto e, da aprile 2020, anche di Apple Car Play.

    Smart EQ Interni e digitale
    Arrivano a bordo Apple Car Play e Android Auto

    Aumentano le applicazioni che guardano all’evoluzione della mobilità. Particolarmente interessante è la Ready to share, che permette la condivisione attraverso una app di un’unica auto tra più utilizzatori all’interno di un piccolo gruppo, come una famiglia o uno studio professionale.

    Smart App
    Nuove app per controllare da remoto l’auto, accedere a parcheggi e ricariche elettriche e condividere l’utilizzo di una Smart

    Prezzo

    Il prezzo parte dai 25.000 euro per la Fortwo EQ e da 25.650 euro per la Forfour.

    La wallbox 3,7 kW è inclusa

    L’installazione della wallbox da 3,7 kW per la ricarica domestica è offerta in Italia dalla Mercedes-Smart nel prezzo dell’auto.

    Modellino powertrain Smart EQ
    Modellino del powertrain della Smart EQ

    Batteria, ricarica e autonomia

    La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 17,6 chilowattora.

    La ricarica dal 10% all’80% richiede 6 ore da una normale presa elettrica, 3,5 ore dalla wallbox 3,7 kW, soltanto 40 minuti da un impianto 22 kW.

    L’autonomia con una ricarica completa è di 133 chilometri sul ciclo Wltp.

    Foto dinamica Smart EQ Fortwo
    Ecco la Smart EQ Forfour su strada a Valencia

    Mille euro per ricaricare a 22 kW

    Per ricaricare a 22 kW è però necessario equipaggiare l’auto con il caricatore di bordo più potente, offerto in optional a circa mille euro.

  • L’alibi dell’auto Diesel

    di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 ore

    Un combinato disposto di malafede, pregiudizio e ignoranza.

    È quello a cui abbiamo assitito, soprattutto col blocco dei Diesel a Roma, nella gestione dell’ultima emergenza smog (quella che puntualmente arriva qualdo i riscaldamenti vanno a palla).

    Il Ruggito di Mario Cianflone Sole 24 Ore

    Per gestire la situazione, addirittura e con colpevole caparbietà, sono state interdette dalla circolazione le pulitissime vetture Euro 6 diesel, comprese quelle con il suffisso D.

    Tutta colpa del Diesel

    La loro colpa? Essere alimentate a gasolio, e poco importa quanto siano pulite, molto di più di una Euro 3 benzina vetusta e magari in pessime condizioni di manutenzione.

    Questo avviene quando l’arroganza dell’ideologia, l’ambientalismo più becero prendono il sopravvento sulla razionalità, la tecnica e la scienza. Ed allora si arriva all’assurdo e si viaggia ai confini dello stato etico.

    Una strana ecologia che nasconde interessi diversi e tutti da indagare ma di certo non fa bene all’ambiente e alla vera qualità dell’aria nelle nostre metropoli.

    Gli studi

    E per mettere la ciliegina sulla torta sono stati sventolati studi discutibili sulla pericolosità ambientale dei diesel euro 6.

    In questo modo, bloccando auto nuove, addirittura nei concessionari al ritiro, si crea un danno al mercato, al paese e all’ambiente.

    Una vera follia politica alla quale occorre dire basta.

  • BMW, arrivano iX3, i4, iNext e tutte le elettriche di nuova generazione

    La X3 sarà la prima BMW con 4 forme diverse di propulsione. L’arrivo infatti della versione iX3 elettrica andrà a completare la gamma già esistente che comprende le versioni a benzina, a gasolio e ibrida plug-in. La iX3 sarà anche il primo Suv elettrico della casa tedesca ed il secondo modello dopo la i3 nata nel 2013 e lasciata poi da sola a tenere la bandiera delle emissioni zero all’interno del gruppo tedesco.

    BMW ha comunque maturato nel tempo un’esperienza invidiabile e messo su strada oltre mezzo milione di auto elettrificate.

    BMW iX3 e i4
    Giocare d’anticipo

    Ora siamo alla vigilia di una vera e propria nuova ondata che, oltre alla Mini, comprende anche la iNext e la i4 attese per il 2021. BMW ha recentemente anticipato dal 2025 al 2023 il piano che prevede 25 modelli elettrificati, 12 dei quali elettrici.
    La iX3 sarà la prima BMW ad avere il sistema di propulsione eDrive di quinta generazione che fa a meno delle terre rare. Questa tecnologia deriva dal motore della monoposto di Formula E e sarà condivisa con Jaguar Land Rover.

    iNext iX3 e i4
    Cobalto e litio proprietari

    Il nuovo gruppo motopropulsore da 210 kW e 400 Nm integra l’elettronica di controllo e la trasmissione riducendo le dimensioni del 30%. È costruito direttamente da BMW così come la batteria che ha una densità energetica migliorata del 20%.

    È composta da celle prismatiche con un contenuto ridotto di due terzi del cobalto. Quest’ultimo e il litio sono acquistati direttamente dalla BMW. L’alloggiamento sul fondo della vettura permette di mantenere l’abitabilità e la capacità del bagagliaio.

    BMW motore gen5
    La CO2 calcolata come si deve

    La capacità netta è di 74 kWh e l’autonomia WLTP annunciata è di oltre 440 km dunque il consumo è di 16,8 kWh/100 km, un dato molto interessante.

    Altrettanto di rilievo è il bilancio globale di CO2. Secondo BMW, la iX3 ha un vantaggio del 30% rispetto alla X3 sDrive 20d considerando la media dell’energia rinnovabile disponibile. Se quest’ultima è verde al 100%, il vantaggio sale al 60% e diventa ancora più favorevole considerano la seconda vita della batteria, già prevista in sede di progetto.

    BMW iX3 prototipo
    La i4, prima coupé 4 porte elettrica

    La i4 sarà la prima Gran Coupé elettrica e utilizzerà lo stesso tecnologia motoristica della iX3 ma con una potenza di ben 390 kW per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4 s.

    La batteria da circa 80 kWh pesa 550 kg, è ricaricabile a 150 kW presso la rete Ionity, consorzio del quale BMW è socio sin dalla fondazione e offre un’autonomia di 600 km. Anche questi due dati sono di assoluto rilievo, soprattutto in rapporto alle prestazioni e indicano quale livello di efficienza BMW abbia raggiunto.

    BMW i4
    La iNext, batteria a 3 cifre e 5G

    La i4 sarà costruita a Monaco, negli stessi stabilimenti dove nasce la Serie 3 e a due passi dal quartier generale e sarà ricaricabile a 150 kW.
    La iX3 invece sarà costruita in Cina a Shenyang, grazie alla joint-venture con Brilliance.

    A Dingolfing avrà invece la sua casa la iNext, un grande Suv con batteria fino a 120 kWh, per un’autonomia che sfiorerà i 700 km e sarà dotata di connettività 5G.

    BMW batterie
  • Jeep entra nell’era elettrica con Renegade e Compass 4Xe, ibride plug-in e integrali

    Mentre in casa Fiat sta iniziando l’ibridizzazione morbida, la Jeep diventa anche elettrica con l’arrivo delle versioni ibride plug-in 4Xe per Renegade e Compass.

    A pochi mesi dalle prime consegne, comincia la prevendita per la versione di lancio First Edition delle Jeep ibride-elettriche: per la Renegade si parte da 40.900 euro, per la Compass da 45.900 euro. Due le configurazioni: Urban e Off-road, la prima più stradale, la seconda per sottolineare la vocazione fuoristradistica del marchio.

    Jeep 4Xe
    La First Edition di lancio

    In entrambi i casi, nel pacchetto è compresa la wallbox da 3 kW con tempi di ricarica di 3,5 ore. Con quella opzionale da 7,4 kW si scende a 100 minuti. Le due vetture, che condividono la stessa piattaforma, hanno la stessa disposizione della batteria, dislocata tra il pavimento e la zona sottostante il sedile posteriore. Identica anche la capacità di 11,4 kWh e la garanzia di 8 anni. La garanzia sull’intero veicolo passa a da 2 a 5 anni.

    Jeep Renegade 4Xe
    In elettrico 50 km e 130 km/h

    Il sistema si basa sull’1.3 turbo da 180 cv e 270 Nm, collegato alle ruote anteriori attraverso il cambio automatico a 9 rapporti e non accoppiato direttamente ad un motore elettrico di trazione. Alle ruote posteriori pensa un motore elettrico da 60 cv e 263 Nm. Notevole l’accelerazione (0-100 km/h in 7 secondi). In elettrico l’autonomia è di 50 km e si raggiungono i 130 km/h. Le emissioni di CO2 sono inferiori a 50 g/km.

    Jeep 4Xe
    Un assistente per i consumi

    Il guidatore può scegliere la modalità di guida ibrida, elettrica o e-save, per risparmiare la ricarica lungo i trasferimenti per sfruttarla nella marcia cittadina. Si possono sfruttare al massimo le prestazioni selezionando lo sport mode. Con l’Eco coaching si può rendere la propria guida più virtuosa attraverso la stessa app con la quale controllare a distanza il processo di ricarica.

    Jeep 4Xe
    Si arrampica da vera Jeep

    I puristi della guida in fuoristrada non devono temere: le Jeep ibride-elettriche Renegade e Compass 4Xe sono “trail rated” come tutte le altre Jeep, ovvero le loro capacità rispettano gli stessi capitolati delle 4×4 più specialistiche.

    Il sistema di gestione dell’energia inoltre permette di marciare con la trazione integrale anche con la batteria segnalata come scarica. Evidentemente, la batteria tiene sempre da parte una porzione consistente di energia.

    Jeep Renegade 4Xe
    Recupera l’energia e la plastica

    In previsione c’è anche un’altra versione da 190 cv con il motore termico da 120 cv. Interessante è che l’intero fondoscocca è in materiale riciclato, il serbatoio al 40%.

    Con le 4Xe Jeep entra nell’era dell’elettrificazione e delle trazioni integrali senza albero di trasmissione, uno schema inventato da Toyota e poi replicato da moltissimi costruttori grazie alla sua modularità, semplicità ed efficienza.

    Jeep Compass 4Xe
    I precedenti e i programmi

    La Renegade e la Compass non sono le prime ibride plug-in di FCA. In Nordamerica da un anno c’è il monovolume Chrysler Pacifica dotata però di un sistema totalmente diverso basato su un motore V6 a ciclo Atkinson, due motori elettrici e una trasmissione a variazione continua.

    FCA ha dichiarato di voler lanciare 30 modelli elettrificati entro il 2022 tra cui la 500 elettrica il cui debutto è atteso per il 4 luglio.

    Jeep 4x4e
  • Ionity, ricaricare ultra-fast costa più che andare a benzina

    La rete di ricarica ultrarapida Ionity ha comunicato le tariffe definitive. Ogni kWh costerà 79 centesimi, un bel salto rispetto alle 8 euro forfettarie che basteranno fino al 30 gennaio. Dal 31 si cambia: il consorzio del quale fanno parte BMW Group, Mercedes, Ford, gruppo Hyundai e gruppo Volkswagen (Audi e Porsche comprese) comincerà a praticare la nuova tariffa unica.

    Ionity
    Prezzi variabili

    Il prezzo si riferisce ai clienti privati, non a quelli che beneficiano di accordi di tipo corporate. Dunque avranno tariffe specifiche e vantaggiose i possessori di card business o che fanno capo ai sistemi di pagamento unificati, innanzitutto quelli forniti dalle case stesse.

    Porsche Taycan Ionity
    Tariffe di lancio

    E per fortuna, perché chi possiede un’elettrica con una batteria da 90 kWh fino al 30 gennaio spende meno di 9 centesimi al kWh. Se si calcola un consumo di 20 kWh/100 km, vuol dire 1,8 euro ogni 100 km, come una Toyota Prius Plug-in a batteria carica, senza calcolare il costo per il rifornimento alla spina.

    Mercedes EQC
    Come cambiano i costi

    Dal 31 gennaio con la stessa vettura si spendono 71 euro, 8 volte di più, ed è come avere un’auto a benzina che fa meno di 10 km con un litro.

    Certo, si ricarica a 350 kW, ma solo la Porsche Taycan arriva a 270 kW, la Mercedes EQC si ferma a 110 kW e l’Audi E-Tron a 150 kW, come sarà per la Ford Mustang Mach-E.

    Ford Mustang Mach-E
    Un confronto Oltreoceano

    Per fare un confronto con Electrify America, in California si paga un fisso di 1 dollaro a ricarica e 99 centesimi al minuto per caricare a 350 kW. Ipotizzando di avere una Taycan e una potenza di ricarica media di 200 kW per una batteria da 90 kWh, vuol dire sbrigarsela con 27 minuti e meno di 28 dollari ovvero 25 euro.

    Electrify America
    Le reti in divenire

    Il rapporto è quasi 1 a 3. Ricaricare a 50 kW dalle colonnine di Eva+ costa 50 centesimi/kWh mentre caricare da 7 a 22 kW dalla rete Enel X costa 45 centesimi/kWh. Al momento la rete Ionity conta 200 stazioni di ricarica per un totale di 860 spine. L’obiettivo e averne 400 entro la fine del 2020 con 6 punti a stazione.

    Ionity
    L’alta velocità in Italia

    In Italia ne sono in funzione due: presso l’Outlet Valdichiana (AR) e a Carpi (MO). Altre 7 sono in costruzione. La rete ad alta velocità più sviluppata nel nostro paese è sicuramente quella dei Supercharger Tesla: ve ne sono 30, 20 sono in costruzione e hanno potenze fino a 250 kW. Il costo medio di ogni kWh è di 30 centesimi.

    Ionity Italia
    Le percezioni contano

    I numeri ci dicono dunque che ricaricare velocemente un’auto elettrica è tutt’altro che economico e confermano l’adagio che le emissioni zero costano. Questo potrebbe influire sulla percezione dei clienti potenziali, pronti ad abbracciare un diverso modo di muoversi a fronte anche di vantaggi economici. Sono già attivi sul mercato fattori di calmierazione dei costi di ricarica come gli aggregatori e si spera che vi sia l’ingresso di nuovi attori che rendano il contesto più concorrenziale.

    Tesla Supercharger
    Il carico della ricarica

    La tematica va comunque tenuta sotto controllo. Al momento l’energia per auto trazione è un “carburante” esente da tassazione. Che cosa accadrà quando il legislatore vorrà applicarla? Il processo è inevitabile di fronte a 2 fattori: il calo dei consumi dei carburanti tradizionali, dunque del gettito per l’erario e il fatto che anche le auto elettriche utilizzano l’infrastruttura stradale e, una volta conclusa la fase di sviluppo, sarà lecito che anche la ricarica venga… “caricata” di oneri a favore della collettività.

    Hyundai Kona Electric
  • Toyota in Europa da un anno va ad energia rinnovabile

    Toyota in Europa va al 100% di energia rinnovabile sin dall’inizio del 2019. Il traguardo è stato annunciato in occasione di “Kenshiki” ed è stato raggiunto con un anno di anticipo rispetto al previsto per tutte le attività.

    Tra queste ci sono 9 stabilimenti produttivi, 29 distributori nazionali, 4 filiali dirette, il centro di ricerca e sviluppo e 21 centri logistici che hanno una domanda totale di energia pari a 500 GWh annui.

    Stabilimento Toyota
    Le sei sfida per il 2050

    In questo modo la casa giapponese aggiunge un altro tassello al suo piano Environmental Challenge 2050 che, tra le sue 6 sfide, ha quella di azzerare l’impronta di CO2 legata alla produzione. Le altre riguardano la riduzione del 90% della CO2 prodotte dalle vetture rispetto ai livelli del 2010, azzerare il loro impatto nell’intero ciclo di vita, minimizzare l’utilizzo di acqua e realizzare una società in armonia con la natura.

    Fratello sole e fratello vento

    Toyota ha raggiunto il risultato applicando energia solare al centro logistico ricambi europeo e a quello di Madrid, allo stabilimento nel Regno Unito (Burnaston, dove si produce la Corolla) e a Valenciennes (Francia, dove si produce la Yaris) mentre il centro logistico veicoli di Zeebrugge (Belgio) ha propri generatori eolici. A livello produttivo, l’energia necessaria per ogni veicolo si è ridotta del 18% ed del 48% inferiore alla media dei 28 paesi europei.

    L’Italia fa la sua parte

    Anche il nostro paese ha dato il suo contributo. Dall’inizio del 2019 Toyota Motor Italia utilizza energia da fonti rinnovabili al 100% e ha migliorato del 16% i consumi di energia dal 2017, grazie all’implementazione dell’illuminazione a Led al 100% e al miglioramento del sistema di climatizzazione della sede che include uffici, distribuzione ricambi e centro di formazione tecnica. Il 96% della rete ha inoltre un sistema di certificazione ambientale.

    Chiamata alle armi

    L’approccio dunque è a 360 gradi e non riguarda solo i prodotti, ma tutte le attività e i processi: dagli impianti di produzione fino alle attività di vendita sul territorio. Un lavoro minuzioso, che accompagna quello compiuto sui prodotti e sulle loro forme di propulsione e incoraggia tutta la filiera abbracciando anche i produttori e i distributori d’energia. Quest’ultimi ora hanno l’impegno di mettere a disposizione prodotti e servizi che, così come le automobili e chi le costruisce, puntano a diminuire le emissioni fino ad azzerarle.

    fuel cell badge
  • Porsche Experience Centre Franciacorta, nasce lo stadio della Porsche

    Sono iniziati i lavori di costruzione del Porsche Experience Centre di Franciacorta, che la Porsche Italia prevede di inaugurare ad aprile 2021.

    Come uno stadio di proprietà

    La struttura può essere considerata il corrispondente automobilistico dell’Allianz Stadium della Juventus. C’è il campo di gara, in questo caso la pista, con attorno tutto il mondo Porsche.

    L’investimento di oltre 26 milioni di euro, che comprende l’acquisizione da parte della Porsche Italia dell’esistente autodromo di Franciacorta, interessa un’area di circa 60 ettari, che ospiterà al suo interno il Customer Center della marca più grande del mondo, esteso ben 5.600 metri quadri.

    Porsche festival 2019
    Immagine di gruppo al Porsche Festival 2019

    Costomer Centre con ristorante che affaccia sulla pista

    Il Customer Center è ospitato nell’edificio principale ed è caratterizzato da ampie superfici vetrate.

    All’interno ci sono un ampio spazio multifunzionale dominato da una spettacolare passerella sospesa, e un vero e proprio centro congressi per l’organizzazione di incontri e presentazioni.

    Completa l’offerta al servizio del cliente Porsche, della sua famiglia e dei suoi ospiti o amici, un ristorante realizzato con una terrazza che affaccia direttamente sull’autodromo.

    Blocco principale porsche Experience Centre franciacorta
    Blocco architettonico principale del Porsche Experience Centre Franciacorta

    Pista di velocità, fuori strada e guida sicura

    La pista è ricavata dall’autodromo pre-esistente ma ha un’asfaltatura completamente nuova.

    La lunghezza è di 2.519 metri ed è prevista l’omologazione per le competizioni.

    Circuito Franciacorta Porsche Experience Centre
    Vista d’insieme dei circuiti del Porsche Experience Centre Franciacoprta

    Completano la possibilità di prova di guida un percorso fuoristrada, con ben 12 esercizi di diversa difficoltà, e un’area di oltre 30.000 metri quadri dedicata a corsi e dimostrazioni di guida sicura e dinamica.

    Novità percorso a bassa aderenza

    Arriva inoltre la pista Low Friction Handling, molto gradita ai clienti di auto sportive e veloci per sperimentare in piena sicurezza sovrasterzi altrimenti non realizzabili senza capacità di guida da pilota professionista. 

    Attesi 20.000 visitatori l’anno

    Il Porsche Experience Center Franciacorta punta ad attirare 20.000 appassionati l’anno.

    Obiettivi Porsche Experience Centre Franciacorta
    Mappa dei contenuti del Porsche Experience Centre Franciacorta

    Per questo non limita l’offerta al solo guidatore ma mette a disposizione un Simulation Lab, dedicato all’esperienza di guida in realtà virtuale, per i più giovani e per chi non vuole andare direttamente in pista.

    Guida virtuale di tutte le Porsche e kart elettrici

    Il Simulation Lab prevede la guida virtuale di tutti i modelli Porsche classici e moderni sui circuiti più famosi del mondo.

    Completa la possibilità di avvicinarsi all’emozione automobilistica anche una pista per kart elettrici.

    Training Centre porsche experience centre Franciacorta
    Training Centre del Porsche Experience Centre Franciacorta

    Spazio alla formazione con il Training Centre

    Il Porsche Experience Center ospiterà anche un Training Center dedicato alla formazione del personale.

    Arriva anche un’inedita aula speciale che consente ai visitatori di assistere a sessioni tecniche di norma riservate agli specialisti.