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  • Volkswagen, elettrica e condivisa la mobilità del futuro – Dossier

    La mobilità elettrica e condivisa conquista un pubblico sempre più ampio.

    Lo sa bene anche Volkswagen che di recente ha intensificato la partnership con Ford proprio allo scopo di sviluppare la sharing mobility come strategia per il futuro. Le due compagnie condivideranno le rispettive tecnologie per la produzione di veicoli elettrificati e per la guida assistita.

    Guida autonoma VW interno auto

    In particolare, Ford ha investito 2 miliardi qualche anno fa nella start up Argo AI, punta di diamante della ricerca tecnologica della casa di Detroit su auto connessa e guida assistita, mentre Volkswagen investirà 2,6 miliardi di dollari in Argo, con 1 miliardo di dollari di finanziamenti diretti e i restanti 1,6 miliardi fondendo nell’ex start up Usa la sua unità di guida autonoma a Monaco che diventerà il quartier generale europeo di Argo.

    A regime le due società combinate nella piattaforma tecnologica Argo Sds avranno a disposizione 700 ingegneri ad alta formazione, il 70% dei quali con Ph.d.

    La strategia Volkswagen e l’alleanza con Ford

    L’obiettivo è quello di arrivare a sviluppare un sistema di auto a guida assistita a livello 4 per il ride sharing e per la consegna merci nelle grandi città, oltre a introdurre gradualmente dispositivi di assistenza alla guida in tutti gli altri veicoli dei due gruppi. Ford condivide dunque la tecnologia sulla guida assistita. Mentre Volkswagen mette in comune con il gruppo Usa la piattaforma MEB per la produzione di veicoli a zero emissioni.

    ‘L’e-mobility è diventato il nuovo business model di Volkswagen – ha spiegato il CEO Diess – Abbiamo investito oltre 7 miliardi dollari per creare una piattaforma unica per i veicoli elettrificati, già pronta a elevati volumi produttivi di veicoli a zero emissione’’.

    ‘Più diventeranno economici i modelli elettrificati – ha detto Diess – e più in fretta avranno larga diffusione nel mercato mondiale dell’auto.

    Il ceo di Volkswagen prevede di produrre con la piattaforma Meb 15 milioni di auto elettrificate nei prossimi dieci anni, con 70 nuovi modelli.

    Il rapporto sulla sharing mobility in Italia

    Secondo quanto emerge dal terzo Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility. L’evoluzione dell’idea di mobilità risulta strettamente connessa alle abitudini delle persone. E dal momento che la proprietà di un mezzo di trasporto sembra non essere più un must, in particolare per le nuove generazioni, si fa strada il concetto di condivisione, con un ventaglio di opportunità interessanti che vanno dalla micromobilità al ridesharing.

    L’analisi dell’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility (nato da un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile), i cui risultati sono riportati nel terzo Rapporto Nazionale sulla sharing mobility presentato a Roma, non lascia alcun dubbio.

    Mobilità condivisa +24% nel 2018

    Nel 2018 oltre 5 milioni di italiani (il 24% in più rispetto all’anno precedente) hanno scelto soluzioni di mobilità condivisa, tramite uno o più dei 363 servizi attivi nel Paese (bikesharing, scootersharing, carsharing, carpooling, ecc.), per un totale di circa 33 milioni di tragitti effettuati. Un altro dato decisamente interessante è quello relativo alla quota elettrica nella sharing mobility, con un incremento dei veicoli elettrici in condivisione, al 43% sul totale considerando tutte le tipologie di servizi.

    CONDIVISA MA ANCHE ELETTRICA

    La strada della mobilità condivisa per Vw, passa per un’alimentazione elettrica, più sostenibile e pulita. Il fulcro cruciale di questa strategia è la piattaforma MEB che ha due caratteristiche principali. La prima è che si tratta di un’architettura nata esclusivamente per l’elettrico e non mutata dal passato.

    È una piattaforma estremamente flessibile che consente di progettare una vasta gamma di auto con differenti tipi di carrozzerie e di interni. Le Vw elettriche saranno inoltre vetture made in Germany.

    La produzione partirà con il primo modello di serie ID dall’impianto di Zwickau alla fine del 2019.

    Volkswagen elettrico e guida autonoma

    27 nuovi modelli elettrici entro il 2022

    Entro la fine del 2022, quattro marche del gruppo lanceranno 27 modelli basati sulla nuova piattaforma per auto elettriche.

    Clicca qui e LEGGI Volkswagen ID.3  -Dossier con VIDEO dei modelli della famiglia VW ID.

    Si tratta di un progetto ambizioso nel quale Volkswagen ha investito 6 miliardi di euro, di cui 1,3 negli stabilimenti produttivi di componenti che si trovano a Braunschweig, Salzgitter e Kassel, in Germania.

  • Auto elettrica, ecco le batterie del futuro

    Quando si parla di auto elettrica, tutti aspettano il grande salto tecnologico nel campo delle batterie. Non è una novità, sono anni che sentiamo la stessa domanda. Cosa sta arrivando di rivoluzionario?

    La risposta è semplice. Attenzione, perché la rivoluzione c’è già stata.

    Si chiama Litio, ha messo in tasca a tutti noi uno smartphone, sulle nostre scrivanie dei PC portatili e ci ha consegnato l’auto elettrica a batterie. Che negli anni Trenta e Novanta era già nata, è vero. Ma poi era anche morta. All’apparenza definitivamente.

    Le batterie al litio sono all’inizio della loro storia in campo automobilistico. Ma questo non significa che non ne vedremo delle belle.

    A sfidarsi sono ora il miglioramento della tecnologia attuale agli ioni di litio e la nascita di tecnologie alternative.

    Batterie agli ioni di litio

    Cinesi, Giapponesi, Coreani, Americani e ora in Europa soprattutto i Tedeschi stanno investendo per creare capacità produttiva di batterie al litio per utilizzi nel campo della mobilità, delle reti elettriche, dell’elettronica di consumo.

    Mille miliardi di investimento

    Facendo un rapido conto arriviamo rapidamente a mille miliardi di investimento nei prossimi cinque anni nel mondo su questa tecnologia.

    Con decine di miliardi di investimento da parte di ogni singolo attore, dalla Daimler, al gruppo Volkswagen, ai gruppi coreani, giapponesi e americani con in testa la Tesla.

    materiali

    Le batterie Litio-ione possono essere migliorate grazie a nuovi materiali per gli elettrodi, in primo luogo con la sostituzione della grafite. Questo avverrà con l’arrivo del silicio. Ma nei prossimi cinque anni gli accumulatori miglioreranno soprattutto per l’aggiustamento del mix dei materiali già utilizzati soprattutto nel catodo, dal cobalto al nichel, al manganese, allo stesso litio e all’alluminio.

    gestione della carica e del calore

    Inoltre migliorerà la capacità di gestire in modo efficiente e in maniera uniforme il livello di carica nelle diverse celle che compongono ogni accumulatore. E migliorerà ulteriormente la gestione del calore, con sistemi di scambio termico veloci ed efficienti.

    Miglioramenti previsti

    Tutto questo mira ad incrementare la capacità energetica, cioè la possibilità di accumulare energia per unità di massa e di volume, del 30-40% rispetto ad oggi.

    Con un obiettivo di riduzione dei costi del 50%, che porterebbe alla parità di costo con i motori a combustione interna, identificata nei principali studi con la cifra di 100 dollari al chilowattora. Oggi, per l’intero sistema – non per le sole celle – siamo attorno ai 200-250 dollari, quindi almeno il doppio.

    Batterie alternative
    Litio allo Stato solido

    Tra le batterie del futuro alternative alle attuali batterie agli ioni di litio con elettrolita liquido o polimerico, ci sono le batterie al litio allo stato solido. In molti ritengono che saranno il prossimo passo, decisivo dal punto di vista della capacità di accumulo perché promettono prestazioni 8-10 volte superiori.

    E sono dotate di un’estrema stabilità nella ricarica veloce anche ad altissima tensione, e di un minore invecchiamento. Con l’ulteriore dote di possedere una sicurezza finalmente intrinseca, non legata cioè alle modalità di realizzazione, assemblaggio e gestione dell’insieme elettrodi-elettrolita, ma alla costituzione stessa di questo nucleo tecnologico.

    Litio-Aria, Litio-Zolfo, Zinco-Aria, Alluminio-Aria, Ioni Fluoruro

    Ci sono poi le batterie Litio-aria, le litio-zolfo, le zinco-aria e le alluminio-aria. Oltre alle ioni fluoruro, che però al momento lavorano a temperature troppo elevate per i principali utilizzi. Siamo sopra i 150 gradi centigradi.

    flusso di elettrolita

    E poi le batterie a flusso di elettrolita, tra le quali ci sono le zinco-bromo e le Sali di vanadio. In questo caso la batteria non si ricarica attaccandola alla presa elettrica ma facendo il pieno di nuovo elettrolita, al posto di quello che si è scaricato durante l’utilizzo.

    Tutte tecnologie molto promettenti, che a turno conquistano anche dei titoli di giornale, che però dai dati disponibili distano ancora una decina d’anni dall’arrivo sul mercato, oppure sono disponibili in forma dimostrative e soltanto per particolari applicazioni.

    Il futuro 2025-2030

    Il futuro prossimo è delle batterie agli ioni litio. Per i prossimi dieci anni, guardando agli investimenti in corso e agli attori in gioco, saranno loro a dominare il mercato.

    Le batterie del futuro agli ioni di litio promettono di riuscire ad accumulare il 30-40% in più di energia e a costare la metà nella finestra 2025-2030. Significa che nel vano nel quale oggi possono entrare 60-70 kWh, ce ne potranno essere 90-100 a un costo del 25-30% inferiore rispetto a quello dei 60kWh di oggi.​

    Questo significa ​che un’auto compatta potrà avere 700-800 chilometri di autonomia costando meno di ventimila euro.

    Oltre il 2030

    La sfida per le batterie del futuro, con il salto che tutti aspettano, si inizierà a giocare dal 2025 in poi. Certo, le batterie al litio allo stato solido potrebbero arrivare prima di quanto ci si aspetti, se la febbre dell’auto elettrica sarà veramente scoppiata.

    Comunque, anche se molto migliori di quelle agli ioni di litio, inizialmente costeranno certamente di più.

    Incognita idrogeno

    Nel frattempo un altro concorrente avrà affilato le armi. Questo concorrente è l’idrogeno.

    Anche in questo caso, però, ci sono delle sfide tecnologiche da vincere. Vedremo chi le vincerà prima. Ma una partita giocata tutta tra tecnologie a  Zero Emissioni è comunque un bel derby.

    Riciclo a fine vita

    Clicca qui per saperne di più sulla possibilità di riciclare i preziosi materiali contenuti nelle batterie al litio LEGGI Riciclo Made in Italy per le batterie al litio.