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  • Buon anno 2021 da FabioOrecchini.it – Obiettivo Zero Emissioni

    Buon anno 2021 da FabioOrecchini.it – Obiettivo Zero Emissioni!

    Ci lasciamo alle spalle un anno che sarà ricordato nei libri di storia a causa della pandemia di Covid-19 e del dissesto socio-economico-sanitario mondiale che ne è derivato.

    Ho grande rispetto per il passato e per tutte le difficoltà, le sofferenze e i lutti che il Coronavirus ha causato nel 2020, però voglio sfruttare l’occasione di questi semplici auguri per guardare al futuro.

    Il futuro è tutto

    Il futuro è tutto, sempre. Lo è certamente per la mia vita professionale, che proprio alla ricerca di nuove soluzioni e tecnologie più efficienti e sostenibili è completamente dedicata.

    Ma a mio parere il futuro è tutto per tutti. Specialmente in questo momento, dal quale dobbiamo ripartire per costruire basi più solide per la nostra salute pubblica, strutture più efficienti per i nostri servizi e la nostra economia, tecnologie affidabili, efficienti e sostenibili per nutrire il nostro sviluppo.

    Buon anno 2021 disallineato

    Sviluppo sostenibile

    Ormai ne parlano ovunque. Gli spot pubblicitari sono pieni della parola sostenibilità, cosa impensabile soltanto pochi anni fa e sognata da noi – che ce ne occupiamo da tempo – tra gli sfottò ebeti di economisti, politici e (pochi) sedicenti scienziati che facevano del “pragmatismo” il loro scudo, contrapposto al nostro arco che scagliava frecce, dirette senza indugi verso un futuro migliore.

    Oggi molti di quei presunti sapienti del “non si può fare” sono schierati in prima fila nella nuova (per loro) crociata verso l’economia circolare, tanto semplice nella sua essenza eppure incompresa per decenni.

    Ma questa non è una cattiva notizia, nell’arca della sostenibilità c’è posto per tutti, anche per loro. Perchè il nuovo sviluppo sostenibile tutti deve contenere, per essere veramente tale.

    Buon anno 2021

    Il mio augurio per il nuovo anno 2021 è semplice: che sia un anno di grande slancio verso un nuovo sviluppo sociale ed economico rispettoso dell’ambiente.

    Che possa riguardare un gran numero di persone in tutto il pianeta e sia basato su meccanismi tali da poter essere – almeno teoricamente – per tutti.

    Clicca qui oppure sull’immagine per leggere l’articolo con VIDEO – Sostenibilità, la parola che salverà il pianeta.

    Video copertina sostenibilità

  • Europa, tre anni per trovare un’anima grazie all’ambiente

    Ci siamo. Il triennio che va dal 2020 al 2022 è decisivo per il rilancio dell’Unione Europea sulle solide basi di una vera e propria scommessa verde.

    La questione europea

    Si tratta di una questione politica e sociale, visto che l’Unione – nonostante gli enormi e innegabili successi in tema di pace e prosperità economica ottenuti nel corso degli ultimi cinquant’anni – non gode affatto di un consenso straripante nell’elettorato dei paesi membri.

    Europa vista dallo spazio

    E si tratta di una questione economica e industriale, in tempo ormai maturo di globalizzazione. Perchè dopo aver molto, anzi troppo delocalizzato, l’industria europea deve ritrovare dei validi motivi di mercato interno e di vantaggio competitivo per sviluppare, progettare, produrre e commercializzare in Europa.

    La presidenza verde di Ursula Van Der Leyen

    La presidente tedesca della Commissione Europea Ursula Van Der Leyen non viene dal partito dei Verdi ma dalla CDU – il partito cristianodemocratico della Cancelliera Angela Merkel.

    Intuizione ambientale

    Però ha capito benissimo, sapendo leggere il successo delle formazioni di area ambientale alle elezioni europee del 2019 e l’espansione del movimento Fridays for Future ispirato dalla ragazzina svedese Greta Thunberg, che proprio l’ambiente può essere il collante che mancava all’Europa.

    Presidente Commissione Europea Ursula Von der Leyen

    Il triennio decisivo è 2020-2022

    Tutto si decide nei primi tre anni del decennio Duemilaventi. La riduzione delle emissioni di CO2 rappresenta il misuratore semplificato e imperfetto di una strategia che può però essere ben più complessa e lungimirante.

    Tutto il mondo, anche nelle aree attualmente più resistenti all’apparenza dal punto di vista politico, andrà nella direzione di una riduzione delle emissioni. Sia di gas ad effetto serra, sia di inquinanti dannosi localmente. Avere le tecnologie, le conoscenze e la leadership in questo settore è una ricetta di successo industriale ed economico a livello globale per l’Europa.

    L’automobile come cartina tornasole

    Per quanto riguarda l’automobile, la scommessa dell’Europa verde è nella normativa che prevede nel corso del triennio 2020-2022 l’entrata in vigore dei nuovi limiti di 95 g/km di emissioni di CO2 come media degli autoveicoli immatricolati all’interno del mercato continentale.

    In realtà è tutto calcolato con un sistema che favorisce un po’ chi ha auto più pesanti in media, rispetto a chi ha auto più leggere, visto che la media totale deve comunque essere di 95 g/km. Questo grazie all’influenza tedesca a salvaguardia degli interessi dei suoi merchi leader nelle auto di lusso.

    Scritta 2020

    Anno 2020, phase-in

    Nel 2020 il limite dei 95 g/km si applica al 95% di nuove immatricolazioni con minori emissioni di ogni costruttore.

    Inoltre c’è il super-credito per i veicoli al di sotto dei 50 g/km di emissioni di CO2. Ogni auto con queste caratteristiche immatricolata (in pratica si tratta di auto elettriche o ibride plug-in), vale per due.

    Anno 2021, super-credito ridotto

    Nel 2021 il limite dei 95 g/km si applica all’intero numero di veicoli immatricolati.

    C’è ancora il super-credito per le auto al di sotto dei 50 g/km, che viene però ridotto a 1,67. Ogni auto con queste caratteristiche (elettrica o ibrida plug-in) immatricolata, vale per 1,67 veicoli.

    Anno 2022, ultimo anno di super-credito

    Nel 2022 il limite dei 95 g/km si applica all’intero numero di veicoli immatricolati.

    Per l’ultimo anno, c’è il super-credito per le auto al di sotto dei 50 g/km, che viene però ridotto a 1,33. Ogni auto con queste caratteristiche (elettrica o ibrida plug-in) immatricolata, vale per 1,33 veicoli.

    Per capire meglio la strategia delle case auto europee, clicca qui e LEGGi l’articolo con VIDEO Perché l’Europa sceglie l’elettrico.

    Perché l’Europa sceglie l’elettrico