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  • Buon anno 2022 da Obiettivo Zero Emissioni

    Buon anno 2022 da Obiettivo Zero Emissioni!

    Il primo giorno dell’anno è l’occasione per guardare ancora una volta avanti, come Obiettivo Zero Emissioni ha l’abitudine di fare ogni giorno, con l’idea però che questa volta – visto il giorno di inizio di un nuovo calendario – siamo in molti a orientare lo sguardo verso il futuro.

    Obiettivi ambiziosi

    Buon anno 2022, un anno che nasce con la caratteristica di stimolare obiettivi ambiziosi, sia perchè l’era della pandemia deve poter trovare una soluzione, sia perchè la questione ambientale è diventata finalmente centrale.

    Anno 2022

    Futuro brillante

    C’è un diamante incastonato nel nostro futuro. Proprio uno di quelli tagliati con la forma del classico brillante.

    L’anello con un brillante è ormai in tutto il mondo il simbolo di un impegno concreto, che chi vuole sigilla anche con il matrimonio. Nel nostro periodo storico e nell’interpretazione di Obiettivo Zero Emissioni, quel diamante significa sostenibilità.

    Ci siamo quasi

    Basta accendere la tivù, oppure navigare nel web. O anche frequentare i social, da Facebook, a Instagram, fino al più professionale LinkedIn. Oppure fare un giro in un bar, prendere la metro, salire su un autobus o viaggiare in treno e in aereo.

    Tanti dei discorsi e dei dibattiti nei quali ci imbattiamo parlano di ambiente, sviluppo sostenibile, inquinamento, economia circolare, responsabilità sociale delle imprese, dei professionisti, dei cittadini.

    Buon anno 2022

    Secondo me, anche se in molti casi si scatenano polemiche inutili e forzatamente faziose, si dichiarano appartenenze che in concreto non significano molto, ci si erge a esperti e opinionisti senza sapere quasi nulla del tema che si sta trattando, ci siamo quasi.

    C’è l’attenzione e la coscienza che si debba trovare una soluzione all’insostenibile quotidianità che si andata affermando nel mondo negli ultimi decenni.

    Non è sufficiente a dire che stiamo per arrivare alla soluzione. Però era necessario che accadesse per poter ambire a farlo. E adesso è successo.

    Buon anno 2022, perchè sta a noi fare il resto. Obiettivo Zero Emissioni si adopererà perchè succeda. Perchè mettersi alla guida di un’auto significhi dirigersi verso un posto ogni volta più interessante. Anche e soprattutto per le generazioni future.

  • Europa, tre anni per trovare un’anima grazie all’ambiente

    Ci siamo. Il triennio che va dal 2020 al 2022 è decisivo per il rilancio dell’Unione Europea sulle solide basi di una vera e propria scommessa verde.

    La questione europea

    Si tratta di una questione politica e sociale, visto che l’Unione – nonostante gli enormi e innegabili successi in tema di pace e prosperità economica ottenuti nel corso degli ultimi cinquant’anni – non gode affatto di un consenso straripante nell’elettorato dei paesi membri.

    Europa vista dallo spazio

    E si tratta di una questione economica e industriale, in tempo ormai maturo di globalizzazione. Perchè dopo aver molto, anzi troppo delocalizzato, l’industria europea deve ritrovare dei validi motivi di mercato interno e di vantaggio competitivo per sviluppare, progettare, produrre e commercializzare in Europa.

    La presidenza verde di Ursula Van Der Leyen

    La presidente tedesca della Commissione Europea Ursula Van Der Leyen non viene dal partito dei Verdi ma dalla CDU – il partito cristianodemocratico della Cancelliera Angela Merkel.

    Intuizione ambientale

    Però ha capito benissimo, sapendo leggere il successo delle formazioni di area ambientale alle elezioni europee del 2019 e l’espansione del movimento Fridays for Future ispirato dalla ragazzina svedese Greta Thunberg, che proprio l’ambiente può essere il collante che mancava all’Europa.

    Presidente Commissione Europea Ursula Von der Leyen

    Il triennio decisivo è 2020-2022

    Tutto si decide nei primi tre anni del decennio Duemilaventi. La riduzione delle emissioni di CO2 rappresenta il misuratore semplificato e imperfetto di una strategia che può però essere ben più complessa e lungimirante.

    Tutto il mondo, anche nelle aree attualmente più resistenti all’apparenza dal punto di vista politico, andrà nella direzione di una riduzione delle emissioni. Sia di gas ad effetto serra, sia di inquinanti dannosi localmente. Avere le tecnologie, le conoscenze e la leadership in questo settore è una ricetta di successo industriale ed economico a livello globale per l’Europa.

    L’automobile come cartina tornasole

    Per quanto riguarda l’automobile, la scommessa dell’Europa verde è nella normativa che prevede nel corso del triennio 2020-2022 l’entrata in vigore dei nuovi limiti di 95 g/km di emissioni di CO2 come media degli autoveicoli immatricolati all’interno del mercato continentale.

    In realtà è tutto calcolato con un sistema che favorisce un po’ chi ha auto più pesanti in media, rispetto a chi ha auto più leggere, visto che la media totale deve comunque essere di 95 g/km. Questo grazie all’influenza tedesca a salvaguardia degli interessi dei suoi merchi leader nelle auto di lusso.

    Scritta 2020

    Anno 2020, phase-in

    Nel 2020 il limite dei 95 g/km si applica al 95% di nuove immatricolazioni con minori emissioni di ogni costruttore.

    Inoltre c’è il super-credito per i veicoli al di sotto dei 50 g/km di emissioni di CO2. Ogni auto con queste caratteristiche immatricolata (in pratica si tratta di auto elettriche o ibride plug-in), vale per due.

    Anno 2021, super-credito ridotto

    Nel 2021 il limite dei 95 g/km si applica all’intero numero di veicoli immatricolati.

    C’è ancora il super-credito per le auto al di sotto dei 50 g/km, che viene però ridotto a 1,67. Ogni auto con queste caratteristiche (elettrica o ibrida plug-in) immatricolata, vale per 1,67 veicoli.

    Anno 2022, ultimo anno di super-credito

    Nel 2022 il limite dei 95 g/km si applica all’intero numero di veicoli immatricolati.

    Per l’ultimo anno, c’è il super-credito per le auto al di sotto dei 50 g/km, che viene però ridotto a 1,33. Ogni auto con queste caratteristiche (elettrica o ibrida plug-in) immatricolata, vale per 1,33 veicoli.

    Per capire meglio la strategia delle case auto europee, clicca qui e LEGGi l’articolo con VIDEO Perché l’Europa sceglie l’elettrico.

    Perché l’Europa sceglie l’elettrico