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  • Volkswagen e l’Industrial Cloud, la nuvola che avvolgerà tutte le fabbriche

    Anche l’industria dell’auto va sulla nuvola. Non perché i prossimi modelli potranno volare, ma perché una delle frontiere dei sistemi di produzione è l’utilizzo del Cloud e dell’intelligenza artificiale per integrare gli stabilimenti sparsi in tutto il mondo.

    Industrial Cloud Volkswagen

    Il gruppo Volkswagen è già partito con 3 dei suoi impianti nel 2019. Diventeranno 18 entro la fine dell’anno con un’accelerazione dovuta anche allo stop produttivo imposto dalla pandemia da Covid-19. Poi toccherà agli altri 106 che formano la sua rete produttiva globale.

    Una strategia verticale e orizzontale

    I primi 3 siti coinvolti sono quelli di Chemnitz, Wolfsburg e Polkowice (Polonia). Seguiranno Braunschweig, Emden, Hannover, Ingolstadt, Kassel, Lipsia, Neckarsulm, Salzgitter, Zuffenhausen e Zwickau in Germania, Martorell (Spagna), Palmela (Portogallo), Györ (Ungheria), Mladá Boleslav e Vrchlabí (Repubblica Ceca).

    Leggi l’articolo sullo stabilimento di Zwickau

    Volkswagen Industrial Cloud

    I marchi sono Audi, Porsche, Seat, Skoda, Volkswagen Veicoli Commerciali oltre a Volkswagen Group Components. Segno evidente che l’integrazione del Gruppo sarà davvero totale, sia in senso verticale (posizionamento commerciale) sia in senso orizzontale (approvvigionamento, logistico e produttivo).

    Il 30% di produttività in più

    Fino ad ora la parola “rete” aveva un significato traslato, ma si avvia a diventare proprio. L’Industrial Cloud è per Volkswagen uno strumento fondamentale per migliorare nel 2025 la produttività del 30% rispetto al 2016. Questo vuol dire risparmi di miliardi di euro.

    L’Industrial Cloud è per Volkswagen uno strumento fondamentale per migliorare nel 2025 la produttività del 30% rispetto al 2016

    Volkswagen Automotive Cloud

    La maggiore efficienza passa attraverso la standardizzazione dei sistemi di controllo. Si parte da 15 applicazioni uguali per tutti gli stabilimenti che riguardano la manutenzione predittiva dei macchinari e l’attività di rifinitura dei veicoli. Solo queste misure porteranno ad un risparmio di 200 milioni entro il 2025.

    Scendere nel campo

    Volkswagen intende utilizzare l’approccio brownfield per l’implementazione dell’Industrial Cloud. Questo vuol dire applicazione di sensoristica e nuovo software a centinaia di migliaia di macchinari preesistenti. In tal modo, saranno raccolti e processati dati di volume pari a quello generato da una piccola città.

    Volkswagen ID.3 Zwickau

    Al progetto lavorano 220 persone che diventeranno 500 entro il 2020. I partner tecnici sono Siemens e Amazon Web Services, società di cloud computing che mette a disposizione di altri campi quanto sviluppato nel settore dell’e-commerce.

    124 stabilimenti in rete

    L’attenzione di Volkswagen si è indirizzata prima di tutto sull’efficienza dei macchinari e sui cosiddetti costi secondari, ovvero quelli generati dai controlli di qualità. Gli aspetti sono collegati: macchinari sempre perfettamente funzionali significano qualità media superiore, dunque minori scarti e minori tempi morti.

    Volkswagen Automotive Cloud

    L’aspetto più affascinante però sarà l’interrelazione tra i vari stabilimenti in tempo reale. Tutti gli impianti saranno collegati e gestiti da un unico sistema. Grazie al cloud saranno un “non luogo” formato da 124 luoghi diversi, sparsi in tutto il mondo, ma uniti dagli stessi standard e perfettamente coordinati.

    Tutti gli impianti saranno collegati e gestiti da un unico sistema. Grazie al cloud saranno un “non luogo” formato da 124 luoghi diversi, sparsi in tutto il mondo, ma uniti dagli stessi standard e perfettamente coordinati

    Da Industrial a Automotive

    Volkswagen sta sviluppando altre applicazioni e vi sono altri due aspetti interessanti. Il primo è che il lavoro è portato avanti con partner appartenenti a campi produttivi diversi. Il secondo è che si tratta di sistemi aperti e dunque potranno supportare l’integrazione con i fornitori e, potenzialmente, con la rete di vendita.

    Volkswagen stabilimento di Zwickau

    Si aprono dunque occasioni di scambio di esperienze, ma potenzialmente anche nuove opportunità commerciali e di customer experience. In tal caso si parla di automotive cloud, non solo nei servizi. Non è lontano il momento in cui il cliente potrà configurare la sua vettura e controllare l’ordine in tempo reale.

    Car e mobility company

    Nelle sue mani dunque ci sarà non solo la parte “soft”, ma anche quella “hard” della casa automobilistica. Il dato fondamentale è che il cliente non percepirà, come molti avevano predetto, solo la mobility company, ma ancora la car company e l’integrazione di questi due aspetti costituirà la sua esperienza.

    Il cliente non percepirà, come molti avevano predetto, solo la mobility company, ma ancora la car company e l’integrazione di questi due aspetti costituirà la sua esperienza

    Audi Q3 Sportback

    Tale prospettiva riduce ancora di più la parte fisica e diretta del rapporto tra cliente e concessionario. Va anche detto che, con un sistema di ordine e produzione compiutamente “pull” lo stock potrebbe potenzialmente azzerarsi, con tutte le conseguenze positive per la gestione immobiliare e finanziaria del business.

    La voce di Amazon

    Anche l’assimilazione tra linguaggio logistico, produttivo e commerciale ha conseguenze potenzialmente dirompenti. Con Amazon nelle case, nelle fabbriche e nelle vetture – Alexa è già presente nei sistemi infotelematici delle vetture del gruppo Volkswagen – si aprono possibilità davvero nuove.

    L’assimilazione tra linguaggio logistico, produttivo e commerciale ha conseguenze potenzialmente dirompenti. Con Amazon nelle case, nelle fabbriche e nelle vetture si aprono possibilità davvero nuove

    Alexa Audi
  • Coronavirus e futuro dell’auto, ecco le innovazioni dopo le grandi crisi

    Coronavirus e futuro dell’auto, chi deve decidere si trova davanti a un bivio.

    Si può continuare a investire, pensando a un mercato ad elettrificazione dell’auto crescente, oppure fermarsi. E puntare sulle tecnologie tradizionali.

    Guardare davanti, oppure indietro

    Non ci sono vie di mezzo, visto che certamente le risorse economiche a disposizione saranno limitate. Si può guardare avanti, oppure rivolgere la propria attenzione all’indietro.

    Cosa insegna la storia

    Chi ha voglia di guardare al passato, farebbe bene a riflettere su ciò che ci insegna la storia.

    L’uscita dalle grandi crisi del passato è sempre stata accompagnata dalla diffusione di nuove tecnologie.

    Il passato, dal punto di vista tecnologico, non ha mai vinto. Anzi, chi ha deciso di rimanere legato alla tradizione ha ben presto dovuto salutare il mercato, che dopo possibili e comunque limitate soddisfazioni iniziali, gli ha definitivamente voltato le spalle.

    Clicca qui e leggi anche Coronavirus, ecco perchè la crisi economica, non fermerà l’elettrificazione dell’auto.

    Ecco i grandi episodi di crisi che hanno caratterizzato la nostra storia recente e i salti tecnologici che li hanno seguiti, con particolare attenzione all’automobile.

    Per capire cosa ci riservi per il futuro il rapporto tra Coronavirus e futuro dell’auto è molto utile analizzarli uno ad uno.

    1929 – Grande depressione USA

    La crisi americana del 1929 è ricordata ancora oggi come una delle più terribili, soprattutto per gli effetti devastanti in termini di disoccupazione.

    Crisi economica 1929 USA

    L’uscita da quella crisi è accompagnata dalla diffusione di tre grandi innovazioni basate su tecnologie esistenti anche prima, ma che devono proprio alla rinascita economica la loro crescita decisiva.

    Il primo grande salto tecnologico degli anni Trenta riguarda il cinema, con l’arrivo del cinema sonoro e riflessi decisivi nell’evoluzione sociale ed economica.

    Coronavirus e futuro dell'auto Cinema anni 30

    L’altra innovazione la cui diffusione è importantissima e veloce è quella della radio.

    Il salto tecnologico che riguarda l’automobile in questo periodo è a dir poco incredibile e riguarda praticamente tutti i componenti. La carrozzeria viene sviluppata come elemento progettuale e arriva ad essere integrata al telaio, il sistema di avviamento del motore diventa automatico.

    L’auto, nelle sue migliori realizzazioni sulle due sponde dell’Oceano Atlantico, assume sembianze e contenuti simili a quelli attuali.

    1946 – Seconda Guerra Mondiale

    La seconda guerra mondiale è certamente la più grande tragedia nella storia dell’uomo. Quello che rimane in Europa, larghe parti dell’Asia, Africa e anche economicamente negli Stati Uniti – provati dallo sforzo speso per sostenere il conflitto – è poco più che distruzione.

    Eppure la velocità di crescita e diffusione delle innovazioni nel dopoguerra è impressionante. Non c’è settore nel quale la ripresa economica si sia poggiata su tecnologie pre-esistenti.

    Coronavirus e futuro dell'auto aviazione civile alitalia 1947

    La grande diffusione dell’aviazione civile nel dopoguerra è inarrestabile e sovrasta economicamente, fino a travolgerla in pochi anni la navigazione transatlantica.

    L’altra grande innovazione del dopoguerra è senz’altro la televisione. In questo caso la radio non viene travolta ma affiancata, con un ruolo però ben diverso (anche dal punto di vista economico) rispetto al periodo precedente rispetto all’arrivo della nuova scatola che porta le immagini in tutte le case.

    mario Riva Musichiere

    Anche in questo periodo, l’automobile è protagonista dell’evoluzione tecnologica. La novità del dopoguerra per l’auto riguarda tutti i componenti principali, dalle sospensioni, al cambio, alla carrozzeria integrata al telaio, all’utilizzo dell’acciaio che rimpiazza definitivamente il legno.

    Aumenta enormemente la capacità produttive e la diffusione di mercato. L’auto non è più uno strumento di trasporto d’élite ma diventa un prodotto di massa.

    Fiat 600 Coronavirus e futuro dell'auto
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    1973 – Crisi petrolifera

    La crisi petrolifera porta agli occhi del mondo il fatto che il petrolio sia una risorsa con riserve limitate e concentrazione della produzione in poche aree geografiche. L’impatto sulle famiglie, soprattutto in Europa, è significativo.

    I principali effetti tecnologici in ambito energetico e industriale riguardano l’evoluzione degli impianti e l’inizio della diffusione del gas naturale, destinato a guadagnare nei successivi decenni grandi spazi di mercato.

    Volkswagen Golf I

    L’automobile diventa attenta ai consumi e si evolve notevolmente nelle motorizzazioni. Nascono i modelli che introducono l’auto compatta come la intendiamo oggi e nuovi motori maggiormente efficienti. Vede la luce il concetto di “downsizing” – anche se non è ancora chiamato così.

    Nel giro di qualche anno sono introdotte innovazioni poi lasciate per qualche anno da parte ma oggi ampiamente adottate, come il sistema stop-and-start per arrestare il motore nelle soste.

    Autoradio estraibile

    Nascono nuove linee estetiche figlie dell’aerodinamica, arrivano a bordo autoradio estraibili, impianti stereo con mangiacassette, alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata e sistemi di climatizzazione.

    2008 – Crisi finanziaria Lehman Brothers

    La grande crisi finanziaria mette in ginocchio interi comparti ed è particolarmente feroce con le piccole e medie aziende poco schermate rispetto alla difficoltà di reperire finanziamenti.

    Coronavirus e futuro dell'auto crisi lehman brothers

    L’innovazione che con la sua diffusione, nel periodo di uscita dalla crisi, cambia profondamente costumi e abitudini è lo smartphone.

    Esplode il fenomeno iPhone, muore il vecchio concetto di telefonia cellulare. Le vittime illustri e imprevedibili della diffusione di un’innovazione sotto-considerata (lo schermo tattile, detto anche touch screen) sono addirittura l’apparentemente inarrivabile Nokia e la Motorola.

    Apple iPhone I prima generazione

    Il grande fenomeno è l’accesso globale a Internet attraverso i motori di ricerca e i social media, nonché l’esplosione della fruizione di contenuti e degli acquisti online.

    Google, Facebook, Amazon, Netflix, Alibaba sono i grandi vincitori, esistevano già prima della crisi ma è dopo il 2008 che arrivano ad essere dei veri dominatori.

    Loghi Google Facebook Amazon Apple

    L’automobile acquista nuove funzionalità, arrivando ad avere una sempre maggiore connettività e una capacità di assistenza alla guida molto vicina alla guida autonoma in determinate condizioni di marcia.

    Si diffonde in tutte le principali città del mondo il car-sharing e, soprattutto negli Usa, la vendita di corse a pagamento da parte di normali automobilisti attraverso Uber apre un inedito settore di attività.

    Si diffondono le batterie al litio che aprono nuove prospettive al mercato dell’elettronica di consumo e arrivano fino all’automobile.

    Crescono in tutto il mondo le energie rinnovabili, mentre prende forza la convinzione che è reale l’esigenza di ridurre le emissioni di CO2 per contrastare l’emergenza climatica.

    Auto elettrica batterie stato solido

    L’auto Diesel, tecnologia dominante in Europa fino al 2015, perde quote di mercato nonostante le basse emissioni di CO2. Il processo di elettrificazione coinvolge tutti i marchi.

    2020 – Pandemia di Coronavirus

    Non è ancora chiara la reale dimensione della crisi economica dopo la pandemia, che sarà però purtroppo sicuramente enorme e molto profonda.

    Coronavirus e futuro dell'auto

    L’emergenza da Covid-19 è in ancora nel vivo e non ci sono certezze sulla sua durata, né sugli effetti che sarà in grado di provocare praticamente in tutto il mondo. La particolarità della crisi, comunque, è sicuramente la sua globalità, visto che non c’è angolo produttivo del pianeta che ne risulti immune.

    Una caratteristica prevedibile, e per molti versi auspicabile, dello scenario socio-economico-ambientale del dopo emergenza è l’attenzione alle realtà locali.

    Clicca qui e leggi l’articolo Coronavirus, l’irreversibile passaggio dalla globalizzazione alla Globalità.

    Tra le tecnologie più adatte a una diffusione nella condizione di crisi e al successivo ruolo da protagonista nel rilancio economico, c’è la produzione diffusa di energia. Le fonti rinnovabili di energia con impianti di piccola e media taglia gestiti localmente possono essere il polmone della ripresa.

    Questa soluzione garantisce impatto ambientale molto limitato, creazione di posti di lavoro con necessità di investimento contenute, riparo dai rischi della globalizzazione ma accesso alle opportunità offerte da un mondo che rimarrà comunque globale.

    Coronavirus e futuro chimica verde

    L’altro grande filone, già in decollo negli ultimi anni e che probabilmente sarà ancora più appropriato allo scenario futuro, è quello del Biologico. Dal cibo bio, alla cosmesi, alla nuova chimica che può sostituire in lungo e largo i tradizionali prodotti di derivazione petrolifera.

    È destinata a prendere forma anche la Personal smart technology, la tecnologia di intelligenza artificiale applicata all’individuo che va dagli organi artificiali di prossima generazione, alle nanotecnologie, alla robotica personale (domestica e in ambiente di lavoro). Qualcosa si è già visto ma il grosso deve ancora arrivare ed è probabilmente oggi addirittura al di fuori della nostra immaginazione.

    Coronavirus e futuro dell'auto robot

    Per quanto riguarda il rapporto tra Coronavirus e futuro dell’auto, la prima cosa da dire è che l’automobile è candidata a rimanere saldamente protagonista dei processi di innovazione dei prossimi decenni.

    Si integra perfettamente nel mondo ancora più connesso che ci accompagnerà nella futura Globalità e in numerosi servizi che potranno essere offerti attraverso di lei oppure al suo interno. Tutto questo mentre diventa sempre più robotica nelle funzioni e biologica nei materiali, adattandosi quindi anche alle altre tendenze del futuro.

    Coronavirus futuro dell'auto

    L’elettrificazione dell’auto è destinata a proseguire, a breve termine con la sempre maggiore presenza a bordo di motori elettrici e batterie, quindi con la crescita e la diffusione della trazione puramente elettrica a batterie.

    Con un ruolo per l’idrogeno ancora da costruire ma molto probabile, vista la prevedibile diffusione della produzione diffusa di energia da fonti rinnovabili che potrebbe aiutarne la crescita in campo stazionario. E della diffusione della trazione a zero emissioni anche nel campo dei camion.

    Clicca qui e leggi Coronavirus, ecco perchè la crisi economica non fermerà l’elettrificazione dell’auto.