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  • Zoox, l’altro pezzo nel puzzle di Amazon nel mondo della mobilità

    Amazon mette un altro piede, anzi un’altra ruota, nel mondo della mobilità con Zoox, startup acquisita da Jeff Bezos nei mesi scorsi. Zoox ha infatti sviluppato un piccolo van a guida autonoma e segue di poco il furgone realizzato con Rivian. Ad accomunarli c’è un particolare: entrambi non hanno nome.

    Leggi l’articolo sul furgone di Amazon fatto in casa con Rivian

    Zoox
    Robotaxi più piccolo di una Panda

    Tecnicamente lo Zoox – così lo chiameremo – è un veicolo a guida autonoma di livello 5, dunque privo di conduttore e di comandi di guida. In pratica, è un robotaxi che può ospitare 4 persone sedute, due di fronte alle altre. Ha porte scorrevoli da entrambi i lati. È lungo 3,63 metri (meno di una Fiat Panda) e ha un design simmetrico.

    Tecnicamente lo Zoox – così lo chiameremo – è un veicolo a guida autonoma di livello 5, dunque privo di conduttore e di comandi di guida. In pratica, è un robotaxi che può ospitare 4 persone sedute, due di fronte alle altre

    Zoox
    Simmetria integrale

    La simmetria è totale in ogni aspetto della progettazione. Ha infatti 4 ruote sterzanti per un diametro di svolta estremamente ridotto (8,6 metri). Ogni paio di ruote ha il suo sistema di sterzatura, con i classici pignone e cremagliera, però motorizzati, e collegati ai mozzi attraverso tiranti. I freni sono a disco autoventilanti.

    Zoox
    Due airbag a collare

    Perfettamente identico il disegno delle sospensioni per tutte e 4 le ruote, con montante McPherson. Gli airbag sono progettati per offrire le massima protezione qualunque sia la direzione di marcia. Si aprono a collare dai bordi superiore degli schienali avvolgendo gli occupanti e impedendo che si urtino tra di loro.

    Gli airbag sono progettati per offrire le massima protezione qualunque sia la direzione di marcia. Si aprono a collare dai bordi superiore degli schienali avvolgendo gli occupanti e impedendo che si urtino tra di loro

    Zoox
    Due di tutto, un solo caricatore

    Perfettamente simmetrico è anche il sistema di propulsione. Ogni treno di ruote ha il suo motore elettrico, dotato del suo inverter, semiassi uguali e la sua batteria. La capacità totale è di 133 kWh, sufficiente per 16 ore. L’unico collegamento tra i due pacchi, raffreddati ad aria, è il modulo per la ricarica wireless che serve per entrambi.

    Perfettamente simmetrico è anche il sistema di propulsione. Ogni treno di ruote ha il suo motore elettrico, dotato del suo inverter, semiassi uguali e la sua batteria. La capacità totale è di 133 kWh, sufficiente per 16 ore

    Zoox
    E per cielo, le stelle

    Lo Zoox può raggiungere 120 km/h e offre comfort pari a tutti i suoi occupanti. Ognuno di essi ha di lato un display per controllare la musica, la navigazione e la temperatura. Al centro ci sono le piastre per ricaricare gli smartphone. L’abitacolo è sormontato da cielo punteggiato di luci e da un tetto panoramico apribile.

    Zoox
    Sguardo a 360 gradi

    Lo Yoox comunica con l’ambiente esterno attraverso principalmente segnali visivi e luminosi. Il sistema di guida autonoma si serve di telecamere, lidar e radar con i quali ogni angolo ha una visione di 270 gradi. Grazie alla loro interpolazione, il veicolo controlla a 360 gradi la scena che lo circonda per un raggio di oltre 150 metri.

    Il sistema di guida autonoma si serve di telecamere, lidar e radar con i quali ogni angolo ha una visione di 270 gradi. Grazie alla loro interpolazione, il veicolo controlla a 360 gradi la scena che lo circonda per un raggio di oltre 150 metri

    Zoox
    Mappe tridimensionali “semantiche”

    Il sistema di raccolta e fusione di dati e informazioni nonché quello di elaborazione, riscontro e controllo è molto potente. Sono ad alta definizione i sensori di posizione e le mappe tridimensionali definite “semantiche”. Lo Zoox non può circolare ovunque, ma su strade ordinarie all’interno di aree definite.

    Zoox
    Guida autonoma fatta in casa

    Il sistema di guida autonoma, posizionato al centro sotto il pavimento, è stato sviluppato interamente dalla Zoox, sia per l’hardware sia per il software. Il veicolo è comunque dotato di un sistema di controllo in remoto, capace di intervenire in situazioni limite o che contengono un margine di incertezza.

    Zoox
    Figlio di Apple

    La start-up sta già compiendo sperimentazioni di guida autonoma su strada aperta a Las Vegas, San Francisco e, 50 km più a sud nel cuore della Silicon Valley, a Foster City dove ha la sua sede dal 2014. Qui infatti è stata fondata dall’australiano Tim Kentley-Klay e da Jesse Levinson, figlio di Arthur D., chairman di Apple.

    Zoox
    Nel garage dei vigili del fuoco

    La storia di Zoox ha altre analogie con l’azienda di Cupertino. La più appariscente è di essere nata in un garage. Nel caso specifico, in quella di una ex caserma dei vigili del fuoco. Il nome Zoox viene dalla zooxanthellae, un’alga unicellulare che vive in simbiosi con altri organismi e in grado di operare la fotosintesi clorofilliana.

    Il nome Zoox viene dalla zooxanthellae, un’alga unicellulare che vive in simbiosi con altri organismi e in grado di operare la fotosintesi clorofilliana.

    Zooxanthellae
    Due doppie di fronte

    La leggenda dice che il concept “2-contro-2” dell’abitacolo sia nato nel giardino dell’abitazione di Jesse Levinson mettendo due coppie di poltrone l’una di fronte all’altra. Nel 2015 avviene la realizzazione dei due primi prototipi VH1 e VH2. Nel 2016 il primo schizzo di quello che sarebbe diventato il mezzo attuale.

    Zoox
    Obiettivo 2022

    Nello stesso anno inizia la sperimentazione dei prototipi VH3 e VH4, i primi a poter compiere la guida simmetrica. Il VH5 rappresenta il concept definitivo per il veicolo attuale. Zoox porterà il suo veicolo sul mercato entro il 2022 e si candida ad essere quella che tecnicamente è un MaaS (Mobility as a Service).

    Zoox
    Un valore di 3,2 miliardi di dollari

    La crescita di Zoox tuttavia non è stata così lineare. Nel 2018 tocca il culmine della valutazione dopo una raccolta di finanziamenti per 800 milioni di dollari che ne certifica il valore a 3,2 miliardi. L’ingresso dei nuovi finanziatori porta all’estromissione di Kentley-Klay e arriva da Intel il nuovo CEO, Aicha Evans.

    Zoox
    La causa contro Tesla

    Nel 2019 arriva invece una causa contro Tesla che l’accusa di aver trafugato, assumendo suoi ex dipendenti, alcuni segreti industriali. L’aprile scorso a Foster City viene issata bandiera bianca: Zoox ammette e paga una cifra non precisata all’azienda di Palo Alto. Insieme alla pandemia da Covid-19, il contraccolpo si sente sui bilanci.

    Zoox
    L’arrivo di Amazon  

    Il personale che ha raggiunto oltre 500 persone, viene tagliato di un quarto. Nel giugno arriva la svolta: Amazon compra Zoox per una somma che il Financial Times quantifica in 1,2 miliardi di dollari. L’iniezione di denaro e di spalle decisamente forti rimette in moto i progetti e finalmente viene svelato “senza nome”.

    Nel giugno arriva la svolta: Amazon compra Zoox per una somma che il Financial Times quantifica in 1,2 miliardi di dollari. L’iniezione di denaro e di spalle decisamente forti rimette in moto i progetti e finalmente viene svelato “senza nome”

    Zoox
    Amazon Motors in vista?

    Di lui si occuperà la Rivian per industrializzarlo e produrlo? Non si sa. Ci sarà uno scambio di tecnologie con Aurora, altro specialista delle guida autonoma nel cui capitale Amazon è entrata ultimamente? Chi può dirlo. Di sicuro Bezos in futuro non vuole limitarsi a mandare pacchi o a mandare turisti in orbita.

    Jesse Levinson Zoox
    Dalla Ferrari un vice presidente

    Nel frattempo gli uffici di Zoox si sono riempiti di nuovo come non mai. Sono oltre mille le persone che lavorano al progetto. E tra i dirigenti c’è anche un Italiano: Corrado Lanzone, con un passato di oltre 20 anni in Ferrari e ora vice presidente per la produzione e gli acquisti di Zoox.

    Corrado Lanzone
    L’ex boss della NHTSA

    L’azienda ha anche allestito una flotta di Toyota Highlander con i propri sistemi di guida autonoma. Oltre alle reclute pescate tra le aziende hi-tech della zona, nella squadra di Zoox c’è anche Mark Rosekind (foto sotto: il secondo da destra, insieme al presidente della FIA Jean Todt e a Corrado Lanzone), amministratore tra il 2014 e il 2016 della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration).

    Corrado Lanzone Jean Todt Mark Rosekind
  • Amazon, ecco il primo furgone elettrico fatto in casa con Rivian

    Il furgone elettrico come lo vogliamo non esiste, allora ce lo siamo fatto da soli.

    Questo è il senso delle parole di Ross Rachey, Direttore Global Fleet and Products per il gigante dell’e-commerce Amazon alla presenza del primo mezzo elettrico sviluppato su misura insieme alla Rivian.

    Besos Amazon furgone elettrico
    Il veicolo che non c’era

    Prima dell’investimento in Rivian – recita il comunicato – Amazon non riusciva a trovare opzioni elettriche che incontrassero i propri bisogni.

    Invece di aspettare i progressi dell’industria, Amazon ha stabilito una collaborazione con Rivian per accelerare il percorso verso un veicolo da consegna a emissioni zero che si adatti alle proprie esigenze.

    Sapere cosa si vuole

    «Quando abbiamo deciso di creare il nostro primo veicolo da consegna elettrico personalizzato, sapevamo che cosa era necessario per andare oltre qualsiasi altro veicolo del genere. Volevamo che i conducenti amassero utilizzarlo e i clienti provassero piacere quando lo vedono arrivare nel loro quartiere e si accosta accanto alla loro casa. Abbiamo combinato la tecnologia di Rivian con la nostra conoscenza sulla logistica e sulla consegna, e il risultato è ciò che potete vedere: il futuro della dell’ultimo miglio».

    Amazon Rivian
    L’industria è in ritardo

    Rachey crede che il nuovo veicolo fisserà nuovi riferimenti e aspettative per le caratteristiche dei mezzi elettrici destinati alle consegne. Il manager dunque, senza puntare il dito, dice un cosa chiara: l’industria dell’automobile non è capace di ascoltare i propri clienti, di comprendere e soddisfare fino in fondo le loro esigenze.

    Il manager dunque, senza puntare il dito, dice un cosa chiara: l’industria dell’automobile non è capace di ascoltare i propri clienti, di comprendere e soddisfare fino in fondo le loro esigenze

    Centomila entro il 2030

    Amazon avrà 10mila di questi furgoni su strada entro il 2022 e 100mila per il 2030. Ci saranno altri due modelli. Amazon aggiungerà 10mila veicoli elettrici per le sue consegne in India entro il 2025. Saranno 1.800 entro quest’anno per l’UE dove, insieme a New York, sono già utilizzate biciclette cargo elettriche.

    Amazon Rivian
    Alexa è il minimo

    Amazon e Rivian non hanno diramato le caratteristiche tecniche del mezzo che non ha ancora un nome. Si sa invece che avrà sistemi avanzati di guida assistita, l’integrazione con Alexa per la telematica di bordo, il sistema di visione perimetrica a 360 gradi. Per migliorare la visibilità, il parabrezza è particolarmente ampio.

    I particolari che contano

    Il veicolo è stato studiato far entrare ed uscire il conducente con facilità e rendere il più veloce e fluido possibile il flusso del lavoro. La portiera del lato guida è rinforzata e c’è una porta comunicante tra abitacolo e vano di carico. La visibilità delle luci di stop è stata molto curata per un mezzo che dovrà compiere in sicurezza migliaia e migliaia di soste lungo le strade cittadine.

    Il veicolo è stato studiato far entrare ed uscire il conducente con facilità e rendere il più veloce e fluido possibile il flusso del lavoro

    Amazon Rivian
    Il dove non è un dettaglio

    Nessuna notizia sullo stabilimento dove avverrà la produzione. Probabile che sia l’ex Mitsubishi di Normal, in Illinois, acquisito nel 2017 anche grazie a fondi statali. Rivian ha, tra i suoi investitori la stessa Amazon (700 milioni) e anche Sumitomo (650 milioni di dollari) e Ford (500 milioni) che, verosimilmente, non si limiterà all’incasso, ma a dare supporto industriale a Rivian per i numeri previsti.

    Rivian ha, tra i suoi investitori la stessa Amazon (700 milioni) e anche Sumitomo (650 milioni di dollari) e Ford (500 milioni) che, verosimilmente, non si limiterà all’incasso, ma a dare supporto industriale a Rivian per i numeri previsti

    Investitori e partner

    Dearborn sta sviluppando con la start up di Livonia il suo F-150 elettrico, ma evidentemente anche altro. Uno dei trend del futuro è infatti l’industrializzazione di mezzi altamente personalizzati, componibili direttamente dal cliente. Il nuovo mezzo di Amazon sembra un ottimo progetto pilota per un costruttore come Ford tra i leader mondiale per i mezzi commerciali.

    Uno dei trend del futuro è infatti l’industrializzazione di mezzi altamente personalizzati, componibili direttamente dal cliente. Il nuovo mezzo di Amazon sembra un ottimo progetto pilota per un costruttore come Ford

    Leggi l’articolo sul Ford F-150 elettrico

    Le case si stanno attrezzando

    Anche Hyundai ha un progetto simile con la start up Arrival. L’obiettivo è costruire una nuova generazione di PBV (Purpose Built Vehicle)  su una piattaforma a skateoboard. Il gruppo coreano sperimenterà il nuovo sistema produttivo su una linea pilota realizzata all’interno del nuovo Mobility Global Innovation Center a Singapore.

    Leggi l’articolo sul Mobility Global Innovation Center a Singapore di Hyundai

    Leggi l’articolo sull’accordo di Hyundai con Arrival

    Arrival
    Il precedente di Ford

    Arrival ha già un accordo di sperimentazione con UPS e Royal Mai. Ford ha già gestito un ordine espresso per Deutsche Post DHL Group e Otosan per produrre lo StreetScooter Work XL, commerciale elettrico derivato dal Transit con volume di carico di 20 metri cubi, motore da 90 kW e batteria da 76 kWh per un’autonomia di 200 km.

    Leggi l’articolo sui piani di elettrificazione di Ford per l’Europa

    Il mondo si rovescia

    Il dato fondamentale è che un’azienda di servizi ha, per la prima volta, il potere di fare l’hardware che le serve per la propria mobilità e operatività senza chiedere il permesso (o quasi) ad un costruttore specializzato. Un domani potrebbero fare lo stesso giganti come Uber, le aziende di autonoleggio, cooperative di taxi, grandi municipalità o altri giganti delle new economy capaci di raccogliere enormi capitali ed essere, allo stesso tempo, finanziatori e clienti. L’industria automotive deve dunque compiere una riflessione su questo punto e darsi una mossa.

    Il dato fondamentale è che un’azienda di servizi ha, per la prima volta, il potere di fare l’hardware che le serve per la propria mobilità e operatività senza chiedere il permesso (o quasi) ad un costruttore specializzato

    Carbon neutral nel 2040

    Da parte sua, Amazon ha un piano, chiamato The Climate Pledge, nel quale ha investito 2 miliardi di dollari, per essere carbon neutral entro il 2040. Gli altri obiettivi sono il 100% di energia rinnovabile entro il 2025 e 91 progetti per produrre 7,6 milioni di MWh. Solo 100 milioni dono stati destinati a progetti di deforestazione mentre dal 2015 gli imballaggi sono stati ridotti in peso del 33%: si parla di 880mila tonnellate di materiale, l’equivalente di 1,5 miliardi di scatole.

  • Volkswagen e l’Industrial Cloud, la nuvola che avvolgerà tutte le fabbriche

    Anche l’industria dell’auto va sulla nuvola. Non perché i prossimi modelli potranno volare, ma perché una delle frontiere dei sistemi di produzione è l’utilizzo del Cloud e dell’intelligenza artificiale per integrare gli stabilimenti sparsi in tutto il mondo.

    Industrial Cloud Volkswagen

    Il gruppo Volkswagen è già partito con 3 dei suoi impianti nel 2019. Diventeranno 18 entro la fine dell’anno con un’accelerazione dovuta anche allo stop produttivo imposto dalla pandemia da Covid-19. Poi toccherà agli altri 106 che formano la sua rete produttiva globale.

    Una strategia verticale e orizzontale

    I primi 3 siti coinvolti sono quelli di Chemnitz, Wolfsburg e Polkowice (Polonia). Seguiranno Braunschweig, Emden, Hannover, Ingolstadt, Kassel, Lipsia, Neckarsulm, Salzgitter, Zuffenhausen e Zwickau in Germania, Martorell (Spagna), Palmela (Portogallo), Györ (Ungheria), Mladá Boleslav e Vrchlabí (Repubblica Ceca).

    Leggi l’articolo sullo stabilimento di Zwickau

    Volkswagen Industrial Cloud

    I marchi sono Audi, Porsche, Seat, Skoda, Volkswagen Veicoli Commerciali oltre a Volkswagen Group Components. Segno evidente che l’integrazione del Gruppo sarà davvero totale, sia in senso verticale (posizionamento commerciale) sia in senso orizzontale (approvvigionamento, logistico e produttivo).

    Il 30% di produttività in più

    Fino ad ora la parola “rete” aveva un significato traslato, ma si avvia a diventare proprio. L’Industrial Cloud è per Volkswagen uno strumento fondamentale per migliorare nel 2025 la produttività del 30% rispetto al 2016. Questo vuol dire risparmi di miliardi di euro.

    L’Industrial Cloud è per Volkswagen uno strumento fondamentale per migliorare nel 2025 la produttività del 30% rispetto al 2016

    Volkswagen Automotive Cloud

    La maggiore efficienza passa attraverso la standardizzazione dei sistemi di controllo. Si parte da 15 applicazioni uguali per tutti gli stabilimenti che riguardano la manutenzione predittiva dei macchinari e l’attività di rifinitura dei veicoli. Solo queste misure porteranno ad un risparmio di 200 milioni entro il 2025.

    Scendere nel campo

    Volkswagen intende utilizzare l’approccio brownfield per l’implementazione dell’Industrial Cloud. Questo vuol dire applicazione di sensoristica e nuovo software a centinaia di migliaia di macchinari preesistenti. In tal modo, saranno raccolti e processati dati di volume pari a quello generato da una piccola città.

    Volkswagen ID.3 Zwickau

    Al progetto lavorano 220 persone che diventeranno 500 entro il 2020. I partner tecnici sono Siemens e Amazon Web Services, società di cloud computing che mette a disposizione di altri campi quanto sviluppato nel settore dell’e-commerce.

    124 stabilimenti in rete

    L’attenzione di Volkswagen si è indirizzata prima di tutto sull’efficienza dei macchinari e sui cosiddetti costi secondari, ovvero quelli generati dai controlli di qualità. Gli aspetti sono collegati: macchinari sempre perfettamente funzionali significano qualità media superiore, dunque minori scarti e minori tempi morti.

    Volkswagen Automotive Cloud

    L’aspetto più affascinante però sarà l’interrelazione tra i vari stabilimenti in tempo reale. Tutti gli impianti saranno collegati e gestiti da un unico sistema. Grazie al cloud saranno un “non luogo” formato da 124 luoghi diversi, sparsi in tutto il mondo, ma uniti dagli stessi standard e perfettamente coordinati.

    Tutti gli impianti saranno collegati e gestiti da un unico sistema. Grazie al cloud saranno un “non luogo” formato da 124 luoghi diversi, sparsi in tutto il mondo, ma uniti dagli stessi standard e perfettamente coordinati

    Da Industrial a Automotive

    Volkswagen sta sviluppando altre applicazioni e vi sono altri due aspetti interessanti. Il primo è che il lavoro è portato avanti con partner appartenenti a campi produttivi diversi. Il secondo è che si tratta di sistemi aperti e dunque potranno supportare l’integrazione con i fornitori e, potenzialmente, con la rete di vendita.

    Volkswagen stabilimento di Zwickau

    Si aprono dunque occasioni di scambio di esperienze, ma potenzialmente anche nuove opportunità commerciali e di customer experience. In tal caso si parla di automotive cloud, non solo nei servizi. Non è lontano il momento in cui il cliente potrà configurare la sua vettura e controllare l’ordine in tempo reale.

    Car e mobility company

    Nelle sue mani dunque ci sarà non solo la parte “soft”, ma anche quella “hard” della casa automobilistica. Il dato fondamentale è che il cliente non percepirà, come molti avevano predetto, solo la mobility company, ma ancora la car company e l’integrazione di questi due aspetti costituirà la sua esperienza.

    Il cliente non percepirà, come molti avevano predetto, solo la mobility company, ma ancora la car company e l’integrazione di questi due aspetti costituirà la sua esperienza

    Audi Q3 Sportback

    Tale prospettiva riduce ancora di più la parte fisica e diretta del rapporto tra cliente e concessionario. Va anche detto che, con un sistema di ordine e produzione compiutamente “pull” lo stock potrebbe potenzialmente azzerarsi, con tutte le conseguenze positive per la gestione immobiliare e finanziaria del business.

    La voce di Amazon

    Anche l’assimilazione tra linguaggio logistico, produttivo e commerciale ha conseguenze potenzialmente dirompenti. Con Amazon nelle case, nelle fabbriche e nelle vetture – Alexa è già presente nei sistemi infotelematici delle vetture del gruppo Volkswagen – si aprono possibilità davvero nuove.

    L’assimilazione tra linguaggio logistico, produttivo e commerciale ha conseguenze potenzialmente dirompenti. Con Amazon nelle case, nelle fabbriche e nelle vetture si aprono possibilità davvero nuove

    Alexa Audi
  • Coronavirus e futuro dell’auto, ecco le innovazioni dopo le grandi crisi

    Coronavirus e futuro dell’auto, chi deve decidere si trova davanti a un bivio.

    Si può continuare a investire, pensando a un mercato ad elettrificazione dell’auto crescente, oppure fermarsi. E puntare sulle tecnologie tradizionali.

    Guardare davanti, oppure indietro

    Non ci sono vie di mezzo, visto che certamente le risorse economiche a disposizione saranno limitate. Si può guardare avanti, oppure rivolgere la propria attenzione all’indietro.

    Cosa insegna la storia

    Chi ha voglia di guardare al passato, farebbe bene a riflettere su ciò che ci insegna la storia.

    L’uscita dalle grandi crisi del passato è sempre stata accompagnata dalla diffusione di nuove tecnologie.

    Il passato, dal punto di vista tecnologico, non ha mai vinto. Anzi, chi ha deciso di rimanere legato alla tradizione ha ben presto dovuto salutare il mercato, che dopo possibili e comunque limitate soddisfazioni iniziali, gli ha definitivamente voltato le spalle.

    Clicca qui e leggi anche Coronavirus, ecco perchè la crisi economica, non fermerà l’elettrificazione dell’auto.

    Ecco i grandi episodi di crisi che hanno caratterizzato la nostra storia recente e i salti tecnologici che li hanno seguiti, con particolare attenzione all’automobile.

    Per capire cosa ci riservi per il futuro il rapporto tra Coronavirus e futuro dell’auto è molto utile analizzarli uno ad uno.

    1929 – Grande depressione USA

    La crisi americana del 1929 è ricordata ancora oggi come una delle più terribili, soprattutto per gli effetti devastanti in termini di disoccupazione.

    Crisi economica 1929 USA

    L’uscita da quella crisi è accompagnata dalla diffusione di tre grandi innovazioni basate su tecnologie esistenti anche prima, ma che devono proprio alla rinascita economica la loro crescita decisiva.

    Il primo grande salto tecnologico degli anni Trenta riguarda il cinema, con l’arrivo del cinema sonoro e riflessi decisivi nell’evoluzione sociale ed economica.

    Coronavirus e futuro dell'auto Cinema anni 30

    L’altra innovazione la cui diffusione è importantissima e veloce è quella della radio.

    Il salto tecnologico che riguarda l’automobile in questo periodo è a dir poco incredibile e riguarda praticamente tutti i componenti. La carrozzeria viene sviluppata come elemento progettuale e arriva ad essere integrata al telaio, il sistema di avviamento del motore diventa automatico.

    L’auto, nelle sue migliori realizzazioni sulle due sponde dell’Oceano Atlantico, assume sembianze e contenuti simili a quelli attuali.

    1946 – Seconda Guerra Mondiale

    La seconda guerra mondiale è certamente la più grande tragedia nella storia dell’uomo. Quello che rimane in Europa, larghe parti dell’Asia, Africa e anche economicamente negli Stati Uniti – provati dallo sforzo speso per sostenere il conflitto – è poco più che distruzione.

    Eppure la velocità di crescita e diffusione delle innovazioni nel dopoguerra è impressionante. Non c’è settore nel quale la ripresa economica si sia poggiata su tecnologie pre-esistenti.

    Coronavirus e futuro dell'auto aviazione civile alitalia 1947

    La grande diffusione dell’aviazione civile nel dopoguerra è inarrestabile e sovrasta economicamente, fino a travolgerla in pochi anni la navigazione transatlantica.

    L’altra grande innovazione del dopoguerra è senz’altro la televisione. In questo caso la radio non viene travolta ma affiancata, con un ruolo però ben diverso (anche dal punto di vista economico) rispetto al periodo precedente rispetto all’arrivo della nuova scatola che porta le immagini in tutte le case.

    mario Riva Musichiere

    Anche in questo periodo, l’automobile è protagonista dell’evoluzione tecnologica. La novità del dopoguerra per l’auto riguarda tutti i componenti principali, dalle sospensioni, al cambio, alla carrozzeria integrata al telaio, all’utilizzo dell’acciaio che rimpiazza definitivamente il legno.

    Aumenta enormemente la capacità produttive e la diffusione di mercato. L’auto non è più uno strumento di trasporto d’élite ma diventa un prodotto di massa.

    Fiat 600 Coronavirus e futuro dell'auto
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    1973 – Crisi petrolifera

    La crisi petrolifera porta agli occhi del mondo il fatto che il petrolio sia una risorsa con riserve limitate e concentrazione della produzione in poche aree geografiche. L’impatto sulle famiglie, soprattutto in Europa, è significativo.

    I principali effetti tecnologici in ambito energetico e industriale riguardano l’evoluzione degli impianti e l’inizio della diffusione del gas naturale, destinato a guadagnare nei successivi decenni grandi spazi di mercato.

    Volkswagen Golf I

    L’automobile diventa attenta ai consumi e si evolve notevolmente nelle motorizzazioni. Nascono i modelli che introducono l’auto compatta come la intendiamo oggi e nuovi motori maggiormente efficienti. Vede la luce il concetto di “downsizing” – anche se non è ancora chiamato così.

    Nel giro di qualche anno sono introdotte innovazioni poi lasciate per qualche anno da parte ma oggi ampiamente adottate, come il sistema stop-and-start per arrestare il motore nelle soste.

    Autoradio estraibile

    Nascono nuove linee estetiche figlie dell’aerodinamica, arrivano a bordo autoradio estraibili, impianti stereo con mangiacassette, alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata e sistemi di climatizzazione.

    2008 – Crisi finanziaria Lehman Brothers

    La grande crisi finanziaria mette in ginocchio interi comparti ed è particolarmente feroce con le piccole e medie aziende poco schermate rispetto alla difficoltà di reperire finanziamenti.

    Coronavirus e futuro dell'auto crisi lehman brothers

    L’innovazione che con la sua diffusione, nel periodo di uscita dalla crisi, cambia profondamente costumi e abitudini è lo smartphone.

    Esplode il fenomeno iPhone, muore il vecchio concetto di telefonia cellulare. Le vittime illustri e imprevedibili della diffusione di un’innovazione sotto-considerata (lo schermo tattile, detto anche touch screen) sono addirittura l’apparentemente inarrivabile Nokia e la Motorola.

    Apple iPhone I prima generazione

    Il grande fenomeno è l’accesso globale a Internet attraverso i motori di ricerca e i social media, nonché l’esplosione della fruizione di contenuti e degli acquisti online.

    Google, Facebook, Amazon, Netflix, Alibaba sono i grandi vincitori, esistevano già prima della crisi ma è dopo il 2008 che arrivano ad essere dei veri dominatori.

    Loghi Google Facebook Amazon Apple

    L’automobile acquista nuove funzionalità, arrivando ad avere una sempre maggiore connettività e una capacità di assistenza alla guida molto vicina alla guida autonoma in determinate condizioni di marcia.

    Si diffonde in tutte le principali città del mondo il car-sharing e, soprattutto negli Usa, la vendita di corse a pagamento da parte di normali automobilisti attraverso Uber apre un inedito settore di attività.

    Si diffondono le batterie al litio che aprono nuove prospettive al mercato dell’elettronica di consumo e arrivano fino all’automobile.

    Crescono in tutto il mondo le energie rinnovabili, mentre prende forza la convinzione che è reale l’esigenza di ridurre le emissioni di CO2 per contrastare l’emergenza climatica.

    Auto elettrica batterie stato solido

    L’auto Diesel, tecnologia dominante in Europa fino al 2015, perde quote di mercato nonostante le basse emissioni di CO2. Il processo di elettrificazione coinvolge tutti i marchi.

    2020 – Pandemia di Coronavirus

    Non è ancora chiara la reale dimensione della crisi economica dopo la pandemia, che sarà però purtroppo sicuramente enorme e molto profonda.

    Coronavirus e futuro dell'auto

    L’emergenza da Covid-19 è in ancora nel vivo e non ci sono certezze sulla sua durata, né sugli effetti che sarà in grado di provocare praticamente in tutto il mondo. La particolarità della crisi, comunque, è sicuramente la sua globalità, visto che non c’è angolo produttivo del pianeta che ne risulti immune.

    Una caratteristica prevedibile, e per molti versi auspicabile, dello scenario socio-economico-ambientale del dopo emergenza è l’attenzione alle realtà locali.

    Clicca qui e leggi l’articolo Coronavirus, l’irreversibile passaggio dalla globalizzazione alla Globalità.

    Tra le tecnologie più adatte a una diffusione nella condizione di crisi e al successivo ruolo da protagonista nel rilancio economico, c’è la produzione diffusa di energia. Le fonti rinnovabili di energia con impianti di piccola e media taglia gestiti localmente possono essere il polmone della ripresa.

    Questa soluzione garantisce impatto ambientale molto limitato, creazione di posti di lavoro con necessità di investimento contenute, riparo dai rischi della globalizzazione ma accesso alle opportunità offerte da un mondo che rimarrà comunque globale.

    Coronavirus e futuro chimica verde

    L’altro grande filone, già in decollo negli ultimi anni e che probabilmente sarà ancora più appropriato allo scenario futuro, è quello del Biologico. Dal cibo bio, alla cosmesi, alla nuova chimica che può sostituire in lungo e largo i tradizionali prodotti di derivazione petrolifera.

    È destinata a prendere forma anche la Personal smart technology, la tecnologia di intelligenza artificiale applicata all’individuo che va dagli organi artificiali di prossima generazione, alle nanotecnologie, alla robotica personale (domestica e in ambiente di lavoro). Qualcosa si è già visto ma il grosso deve ancora arrivare ed è probabilmente oggi addirittura al di fuori della nostra immaginazione.

    Coronavirus e futuro dell'auto robot

    Per quanto riguarda il rapporto tra Coronavirus e futuro dell’auto, la prima cosa da dire è che l’automobile è candidata a rimanere saldamente protagonista dei processi di innovazione dei prossimi decenni.

    Si integra perfettamente nel mondo ancora più connesso che ci accompagnerà nella futura Globalità e in numerosi servizi che potranno essere offerti attraverso di lei oppure al suo interno. Tutto questo mentre diventa sempre più robotica nelle funzioni e biologica nei materiali, adattandosi quindi anche alle altre tendenze del futuro.

    Coronavirus futuro dell'auto

    L’elettrificazione dell’auto è destinata a proseguire, a breve termine con la sempre maggiore presenza a bordo di motori elettrici e batterie, quindi con la crescita e la diffusione della trazione puramente elettrica a batterie.

    Con un ruolo per l’idrogeno ancora da costruire ma molto probabile, vista la prevedibile diffusione della produzione diffusa di energia da fonti rinnovabili che potrebbe aiutarne la crescita in campo stazionario. E della diffusione della trazione a zero emissioni anche nel campo dei camion.

    Clicca qui e leggi Coronavirus, ecco perchè la crisi economica non fermerà l’elettrificazione dell’auto.