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  • Hybrid, basta la parola. Oppure no?

    di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore

    La corsa all’ibrido. Eh già, ormai basta abbinare un motore elettrico a uno termico e voilà: l’elettrificazione è servita.

    Basta questo per dare una bella patente green, entrare nelle ztl e “gonfiare” grazie alla diversa omologazione i dati di vendita delle auto ibride.

    Il Ruggito di Mario Cianflone Sole 24 Ore

    C’è ibrido e ibrido

    Ma c’è ibrido e ibrido. E, a prescindere dall’efficacia reale della soluzione, va detto che un conto è il Full Hybrid (bel termine di marketing) di Toyota o i powertrain Phev (plug-in), un altro sono i mild hybrid.

    Infatti gli ibridi leggeri sembrano in molti casi veramente dei cheating device, dei sistemi ideati per abbattare solo sulla carta consumi ed emissioni.

    E anche tra questi ibridi leggeri occorre fare distinzione tra quelli a 48 Volt e quelli a 12, ma in ogni caso il contributo del motorino elettrico spazia dallo scarso al nullo passando per l’irrilevante.

    Sale il costo d’acquisto

    Intanto aumentano costi e complessità costruttiva e questa non è una buona cosa per la manutenzione di utilitarie che rischia di diventare onerosa a fronte di una riduzione trascurabile delle emissioni.

    A dire il vero, le case automobilistiche non hanno molte colpe: non stanno barando, cercano solo di fronteggiare normative europee troppo restrittive, tecnologicamente non neutrali e idelogicamente viziate verso l’elettrico e la messa al bando del termico.

    Ed ecco che arrivano anche auto supercomplesse come le ibride plug-in che si portano dietro una zavorra di batterie ed elettromotore con effetti nefasti sui consumi reali.

    Il dubbio

    Il dubbio ancora una volta è se tutto questo ha senso, se si vuole proteggere davvero l’ambiente o se invece la politica e le nuove lobby del green new deal non stiano perseguendo invece obiettivi diversi e meno nobili.

  • Questo è l’anno dell’auto ibrida. Ecco tutti i modelli del 2020

    Il 2020 è un anno storico per l’evoluzione dell’auto verso la tecnologia ibrida.

    Non si è mai vista prima un’inondazione di nuovi prodotti con doppia motorizzazione ampia come quella dell’anno in corso.

    Full-Hybrid e Plug-in Hybrid in tutti i segmenti

    Dai modelli compatti fino ai grandi Suv, tutte le tipologie di vettura sono interessate nel corso dell’anno dall’arrivo di modelli ibridi di tipo full-hybrid, quindi senza ricarica elettrica dall’esterno, oppure plug-in hybrid, caratterizzati cioè dalla possibilità di ricaricare le batterie anche dalla presa elettrica.

    Nuova Toyota Yaris, la regina del mercato si rinnova

    Tra le auto compatte è particolarmente attesa la nuova Toyota Yaris Hybrid, che già nella versione attuale è il modello ibrido più venduto nel nostro paese.

    Toyota Yaris 2020

    Grazie al sistema ibrido di quarta generazione, la piccola Toyota promette percorrenze in modalità zero emissioni ancora maggiori (addirittura l’80% del percorso in città) e una più spinta economia nei consumi di benzina.

    Renault Clio E-Tech, il Full-Hybrid Made in Europe

    La competizione ibrida nel corso dei dodici mesi è resa interessante anche dall’arrivo dell’inedito sistema E-Tech a bordo della nuova Renault Clio.

    La mia spiegazione della tecnologia Renault E-Tech al salone di Ginevra

    Si tratta di una tecnologia molto diversa rispetto a quella della Toyota, e promette anch’essa prestazioni di assoluto livello. Anche in questo caso è stato comunicato il valore dell’80% del percorso in modalità zero emissioni in città.

    Honda Jazz Hybrid, l’altro ibrido giapponese

    Completa l’avanzata della tecnologia ibrida full-hybrid tra le auto compatte l’arrivo della Honda Jazz Hybrid, disponibile esclusivamente in versione ibrida.

    Honda Jazz e Honda Jazz Crosstar

    Il sistema Honda è completamente diverso da quello Toyota ed è particolarmente centrato sull’utilizzo del motore elettrico nelle diverse condizioni di marcia.

    Clicca qui e leggi il Dossier: Honda I-MMD l’altro ibrido Made in Japan.

    Kia e Hyundai, massiccia offensiva ibrida dei marchi coreani

    Per i marchi coreani l’offerta ibrida si arricchisce in casa Hyundai grazie alla Kona Hybrid e alle rinnovate Hyundai Ioniq.

    Hyundai Kona Hybridvista laterale

    Novità anche per la Kia con la Niro Hybrid e l’arrivo della Kia Xceed in versione plug-in hybrid.

    Kia Niro PHEV dinamica muso
    Kia Niro Plug-in Hybrid

    Clicca qui e leggi il Dossier: Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid.

    Marchi tedeschi, soltanto Plug-in Hybrid

    A dir poco impressionante il programma di introduzione di modelli ibridi per i marchi tedeschi.

    Nella prima parte dell’anno debutta la versione ibrida plug-in della Bmw X1, che ha il compito di trainare la gamma con doppia motorizzazione del marchio, già ben articolata, verso obiettivi di vendita molto elevati.

    Il piano di attacco dell’Audi in tema di ibrido vede il debutto dell’Audi Q5 plug-in hybrid come modello di maggiore diffusione. Entro la fine dell’anno è previsto l’arrivo sul mercato anche della Audi Q4 ibrida plug-in.

    Audi Q5 TFSI e vista laterale dinamica
    Audi Q5 Plug-in Hybrid

    Per la Mercedes l’arrivo di modelli ibridi plug-in va dalla nuova Classe A, alla Classe B e comprende i Suv Glc e Gle.

    Con la particolarità dell’abbinamento tra motore diesel e motore elettrico per la Mercedes Gle ibrida plug-in, come già avviene per le Classe E e Classe C station-wagon.

    In casa Volkswagen è la Golf 8 Gte a rappresentare la maggiore novità, con sistema ibrido ricaricabile offerto con un doppio livello di potenza.

    Volkswagen Golf 2020
    Anche la Volkswagen Golf 8 arriva in versione Plug-in Hybrid

    Anche il gruppo PSA punta sul Plug-in Hybrid

    Notevole il numero di novità ibride per i marchi del gruppo Psa, con particolare importanza sul nostro mercato per le Peugeot 508 e 3008 Hybrid4, la Citroen C5 Aircross Hybrid la Opel Grandland X Hybrid4.

    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid ricarica
    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid in ricarica

    La Ford accelera l’elettrificazione in Europa

    In casa Ford è l’arrivo della Kuga Phev ibrida ricaricabile il punto di maggior interesse.

    Ford Kuga plug-in hybrid

    Ma anche il debutto in Europa del grande Suv Ford Explorer proprio grazie alla doppia motorizzazione è una novità molto importante per il futuro del marchio sul nostro mercato.

    Gruppo FCA, tocca alla Jeep

    Per il gruppo Fca è il marchio Jeep a iniziare il percorso ibrido di elevata elettrificazione.

    La soluzione plug-in hybrid arriva a bordo della Jeep Renegade e della Jeep Compass.

    Jeep Renegade & Compass 4Xe

    Il simbolo dell’ibrido 2020 è la Ferrari

    Ma è decisamente made in Italy il modello simbolo di un 2020 da consegnare alla storia come l’anno dell’ibrido.

    Ferrari SF90 Stradale Cavallino volante

    La Ferrari SF90 Stradale, primo modello ibrido plug-in del cavallino rampante, suggella infatti l’elettrificazione irreversibile dei sistemi di trazione, anche di quelli ad alte prestazioni.

    Il mio video sulla Ferrari SF90 Plug-in Hybrid

  • Lexus ES Hybrid, la mia prova per l’utilizzo business

    La mia prova della Lexus ES Hybrid nell’uso quotidiano inizia direttamente dalla sede della Toyota a Roma.

    Lexus ES Hybrid sede Toyota Italia
    Inizio della prova davanti alla sede Toyota di Roma

    Quest’auto la provo in situazione business

    L’idea che ho maturato nella prima prova su strada della Lexus ES Hybrid, quella del lancio di circa un anno fa (Clicca qui e leggi la mia prova faccia a faccia in Andalusia), è che questo modello sia particolarmente appropriato per un utilizzo lavorativo.

    Punti cruciali dell’uso business

    Chi si muove per business viaggia soprattutto in autostrada.

    Gli interessano poche, imprescindibili cose in un’auto:

    • Spazio e comodità,
    • Possibilità di carico di bagagli o attrezzature,
    • Sicurezza e affidabilità,
    • Consumo di carburante,
    • Sistemi di connessione e assistenza alla guida.

    Il test più classico: Roma-Napoli in autostrada

    FO posto guida
    Eccomi alla guida in autostrada
    Spazio e comodità

    Lo spazio a bordo della Lexus ES Hybrid non manca. E la comodità è ai massimi livelli, con tutti i posti a bordo – specialmente se si è in due, tre o quattro passeggeri – concepiti con un’attenzione particolare al benessere.

    Nella versione top che guido ci sono quattro posti con sedili riscaldati, comandi infotainment anche dal divano posteriore, tendine oscuranti sui tre lati, compreso quindi il lunotto posteriore.

    Possibilità di carico di bagagli e attrezzature

    Questo è un punto di forza della Lexus ES Hybrid. Non c’è un’altra berlina ibrida di questo livello e dimensioni che offra un bagagliaio migliore.

    Quando si apre il cofano posteriore e ci si affaccia sul vano di carico si ha la tentazione di emettere un suono per vedere se ritorna un’eco… altezza, larghezza, regolarità di forma e profondità da vero utilizzo professionale.

    Laterale FO posto guida
    La prova è a velocità elevate, tipiche del business
    Sicurezza e affidabilità

    Il pacchetto offerto dalla Lexus, in quanto a sistemi di sicurezza attiva e passiva, è alla pari con le concorrenti Audi, Mercedes, Bmw.

    La sensazione di sicurezza è molto elevata e la trazione ibrida, anche se non è direttamente collegata a questo punto, aiuta comunque con la sua silenziosità e la fluidità delle accelerazioni ad aumentare la percezione di protezione a bordo.

    Consumo di carburante

    Non si sceglie un’auto ibrida se non si ha intenzione di consumare e inquinare meno, rispetto alle auto dotate soltanto di motore a combustione interna.

    Chi guida molto sa benissimo che il consumo dipende in gran parte dallo stile di guida. Specialmente su automobili di questo livello e in utilizzo autostradale.

    Velocità di legge

    Se si guida la Lexus ES Hybrid a velocità di legge, quindi con velocità fino ai 130 km/h, come faccio io nella mia prova, non solo si consuma meno che con auto esclusivamente a benzina, ma si può risparmiare anche rispetto alle diesel.

    FO guida autostrada lexus
    Molti sorpassi ma rigorosamente entro i limiti di legge

    Il confronto è difficile, perchè molto dipende dalle condizioni di traffico. Ma già con traffico moderatamente presente, quindi con rallentamenti e accelerazioni durante il percorso che rendono possibile il recupero dell’energia in frenata e il suo riutilizzo nell’aiuto fornito dalla motorizzazione elettrica, l’ibrido della Lexus ES 300h vince come consumi anche sulla maggior parte dei diesel concorrenti.

    Velocità oltre i limiti di legge

    Se si guida a velocità oltre i limiti di legge, che per ovvie ragioni non raggiungo nella mia prova sull’autostrada Roma-Napoli, allora le auto diesel possono essere competitive nei consumi.

    Mani FO volante Lexus
    La posizione alla guida è ottimale

    Ma si tratta di una situazione che non dovrebbe aver luogo e spero tenda a scomparire dalle nostre autostrade.

    Sistemi di connessione e assistenza alla guida

    La Lexus ES Hybrid ha un sistema di comandi vocali che funziona bene, come ormai tutti quelli di questo tipo, anche su vetture decisamente più piccole e meno accessoriate.

    Nei primi utilizzi si capisce la logica di ricerca di indirizzi e numeri telefonici, poi si va tranquillamente senza problemi.

    Touch pad Lexus
    Touch pad per l’inserimento dei comandi

    La particolarità è nel touch pad che la Lexus utilizza come interfaccia. Il sistema è sensibile e rodato nel meccanismo di risposta tridimensionale e acustica all’inserimento dei comandi.

    Siamo tutti abituati anche al touch screen, ma questa modalità di inserimento ha caratteristiche di affidabilità e sicurezza durante la guida molto elevate.

    L’analisi

    La percezione è netta, sono andato a provare la Lexus ES Hybrid esattamente in un utilizzo che le può attirare molti potenziali clienti.

    In viaggio è una fedele compagna di lavoro. Spazio, sicurezza, confort di marcia, parsimonia nei consumi sono al di sopra delle mie aspettative.

    Consumi da record

    I consumi molto contenuti, in particolare, sono da sottolineare. Mentre l’idea diffusa è infatti che le auto ibride consumino più delle non ibride in viaggi autostradali, la Lexus ES 300h fa registrare sul Roma-Napoli soltanto 5,3 litri/100 chilometri.

    Questo intendendo compresi i tratti urbani di circa 30 chilometri a Roma e poco più di 25 a Napoli.
    Un valore che la mette tranquillamente tra le prime della categoria tra le grandi berline business con qualsiasi motorizzazione.

    Scritta Hybrid e ruota posteriore Lexus
  • Peugeot 3008 Plug-in Hybrid prova e consigli pratici

    La Peugeot 3008 Plug-in hybrid arriva sul mercato con due e quattro ruote motrici.

    Nella mia prova su strada a Sitges, vicino Barcellona in Spagna, l’auto mi trasmette sensazioni che ben si coniugano con le meravigliose giornate di sole di un bellissimo inverno mediterraneo e coi percorsi in collina con vista sulla lunga spiaggia e sul mare.

    Foto mare 3008
    La bellissima vista dalle colline sul mare nei dintorni di Sitges, Spagna

    L’auto Plug-in Hybrid come un puzzle

    La tecnologia ibrida con batterie ricaricabili dall’esterno offre un puzzle di modalità di guida e utilizzo quotidiano completamente inedito per la grande maggioranza degli automobilisti.

    La prima esigenza che sento, quindi, è di individuare alcuni punti chiave di questa tecnologia che inizia ad affacciarsi sul mercato con l’ambizione di conquistare molti clienti.

    Consigli pratici per la guida, l’uso e l’acquisto

    Consigli pratici di guida e utilizzo durante la mia prova a Sitges (Barcellona), Spagna

    Le modalità di marcia

    Trazione soltanto elettrica

    La Peugeot 3008 Plug-in hybrid viaggia silenziosamente e continuamente in modalità esclusivamente elettrica, impostando l’apposita funzione dal selettore.

    Cavo ricarica attaccato Peugeot 3008
    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid in ricarica

    La condizione per viaggiare esclusivamente in zero emissioni è di avere sufficiente carica nelle batterie.

    Per pensare di passare a un’auto Plug-in Hybrid è fondamentale poter disporre di un punto di ricarica certo per la notte.

    L’autonomia massima di marcia in elettrico dichiarata è di 59 chilometri, più che sufficiente per la maggior parte dei tragitti quotidiani casa-lavoro.

    Marcia ibrida

    Se si sceglie una delle altre modalità previste, che sono hybrid, confort e sport, la marcia diventa ibrida e l’auto attiva frequentemente il motore a benzina.

    Peugeot 3008 vista alto

    Alla trazione contribuiscono cioè sia il motore elettrico, che quello a combustione interna.

    Anche in ibrido occhio alle batterie

    Una particolarità da tenere presente è che le batterie al litio da 13,2 kWh (11,8 kWh per la due ruote motrici) – che è bene ricaricare completamente prima della partenza – vengono scaricate anche durante la marcia in modalità ibrida.

    Funzione “Save”

    Se si vuole conservare pertanto una porzione di funzionamento in solo elettrico, bisogna deciderlo e impostare la funzione “Save” dal computer di bordo.

    Serie in ricarica foto dritta Peugeot 3008

    Si può scegliere se mantenere nelle batterie una carica sufficiente per un’autonomia elettrica di 10 chilometri, 20 chilometri oppure congelare tutta la carica disponibile per un successivo utilizzo.

    Cosa succede a batterie scariche

    Se si fa scaricare completamente la batteria durante l’utilizzo ibrido, senza salvare parte dell’energia per utilizzarla in modalità elettrica, non si ha più energia accumulata nella ricarica dalla presa esterna da utilizzare per un funzionamento in zero emissioni.

    Quello che si può fare, se si vuole ricostituire in marcia una riserva di carica da usare poi in solo elettrico, è chiedere al sistema di ricaricare le batterie utilizzando il motore a benzina come generatore.

    La funzione esiste e può essere necessaria in determinate situazioni ma va attivata in modo specifico.

    Da un punto di vista energetico il rendimento decresce (si hanno due conversioni a bordo: da energia chimica nella benzina a elettricità e poi da elettricità a energia meccanica alle ruote) e il sistema non è ottimizzato per la modalità ibrido serie.
    Che è quella che di fatto si va a realizzare in questo caso.

    L’attivazione di questa funzione è automatica in caso di richiesta di marcia in 4×4 a batterie scariche.

    Visto che sull’asse posteriore la trazione è soltanto elettrica, il motore viene utilizzato in automatico come generatore e le 4 ruote motrici sono garantite.
    L’ho provato, può servire e funziona egregiamente, ma energetica mente non è la miglior soluzione.

    Nuovi comportamenti alla guida

    Si tratta di comportamenti non usuali per l’automobilista, che devono però entrare ben presto nella normalità per sfruttare a pieno la nuova soluzione tecnologica.

    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid anche 4×4

    La situazione è ancora più ricca di opzioni, quindi, quando ci si mette alla guida della Peugeot 3008 Hybrid4, versione della Plug-in hybrid con quattro ruote motrici.

    Peugeot 3008 muso fango

    Da notare che questo è l’unico modello della gamma 3008 ad offrire la trazione integrale, realizzata grazie a un sistema ibrido benzina-elettrico sull’asse anteriore e a un secondo motore elettrico montato sull’asse posteriore.

    Comportamento in fuoristrada

    Il percorso in fuori strada nell’area del vecchio circuito di Terramar mette in evidenza notevoli capacità di superamento di pendenze e dossi in sola modalità elettrica.

    Muso scritta 3008

    Il controllo dell’aderenza in discesa, attivabile col cambio in posizione di folle e gestita completamente in automatico dal sistema di bordo, non mostra tentennamenti nemmeno andando a cercare tratti in sconnesso particolarmente ostici.

    Prezzi

    Il prezzo della Peugeot 3008 plug-in hybrid 4×4 parte da 51.930 euro, che si riducono a 44.430 euro per la due ruote motrici.

    Parliamo di auto dalle tante funzioni ma anche con prezzi più alti di 15-20 mila euro rispetto alle versioni non ibride, tra le quali però non c’è una quattro ruote motrici.

    Due Peugeot 3008 Plug-in hybrid davanti

    Come scegliere: Plug-in Hybrid vs Full-Hybrid

  • Subaru, entro il 2030 il 40% saranno ibride e elettriche

    Per il 2030 almeno il 40% delle Subaru saranno elettriche e ibride. Un annuncio praticamente shock per un costruttore tradizionalista come quello delle Pleiadi eppure necessario. Per due motivi. Il primo è fare fronte alle normative, il secondo è essere membro del gruppo Toyota. Le Tre Ellissi sono presenti infatti nel capitale di Subaru dal 2005. La Toyota è salita al il 20% delle azioni e Subaru ha una partecipazione in Toyota, in base all’ultimo accordo di Ottobre 2019.

    Obiettivi simili alla Toyota

    Non a caso, il primo degli obiettivi è praticamente identico a uno dei 6 del Toyota Environmental Challenge: ridurre entro il 2050 del 90% le emissioni di CO2 well-to-wheel rispetto ai livelli del 2010. Gli altri due parlano invece di gamma prodotto. Il secondo è parla di 40% di ibrido ed elettrico entro il 2030, il terzo di applicazione dell’elettrificazione a tutte le Subaru entro il 2035.

    I due pilastri boxer e integrale

    Se il primo obiettivo appare quasi naturale e l’ultimo ragionevole, il secondo invece fa intravvedere una rivoluzione. Subaru infatti è da sempre fedele a due pilastri: motore boxer e trazione integrale permanente. In più, lo stile della carrozzeria e degli interni ha seguito ritmi evolutivi prudenti. Il presidente Tomomi Nakamura ha promesso che Subaru si manterrà fedele alla propria filosofia.

    La piattaforma elettrica

    Di certo non potrà farlo per l’elettrico alla quale Subaru sta lavorando proprio con Toyota, Suzuki, Mazda e Denso per creare una piattaforma unica dedicata. A sorpresa, Subaru ha anche mostrato l’immagine di un concept che anticipa lo stile di un crossover di segmento C. Difficile ipotizzarne le caratteristiche tecniche e quando diventerà realtà, ma si sa che ha sigla di progetto 202X e che sarà presentato nel 2021.

    Elettrificazione già avviata

    Intanto il processo di elettrificazione è già iniziato nel 2019 con le versioni ibride e-Boxer di XV e Forester, negli USA dal 2018 con la Crosstrek ibrida plug-in. La prossima novità è invece la nuova Levorg, presentata come concept al Salone di Tokyo. Subaru aveva “annusato” l’auto elettrica tra il 2006 e il 2007 realizzando due concept: la G1e e la G4e, più interessante per lo stile e la tecnologia della batteria al vanadio.

    Subaru G4e

    La raccolta degli indizi

    Numerosi inoltre i concept ibridi presentati nei vari saloni come la B9 Scrambler, la Viziv, la Viziv 2, la Advanced Tourer Concept e la Hybrid Tourer. Alcuni di essi hanno soluzioni di stile e tecniche mai passate alla produzione, ma altri potrebbero invece contenere spunti ritenuti meritevoli di essere sviluppati dai tecnici giapponesi. Non ci vorrà molto tempo per scoprirlo.

    Crescita lontana, ma impetuosa

    Nel frattempo, Subaru ha raggiunto dimensioni ragguardevoli: 987mila veicoli prodotti nel 2019 e l’obiettivo di superare di arrivare a 1,1 milioni nel 2020. La parte del leone la fanno gli USA che assorbiranno oltre 700mila unità. Ben diversi i numeri da noi: meno di 2.800 unità in Italia sulle circa 55mila in tutta Europa, numeri che tuttavia danno a Subaru il tempo di ritardare la tagliola dei 95 g/km di CO2.

    Subaru Viziv concept
  • Honda Hybrid I-MMD, l’altro ibrido Made in Japan – Dossier

    La strategia di elettrificazione del marchio giapponese Honda non si concentra solo sul full electric (con la Honda-e) ma anche sull’ibrido, tecnologia – l’unica al momento – che consente di accelerare la transizione ad una mobilità sostenibile.

    E lo fa mettendo a disposizione dei modelli best seller della gamma, il sistema a doppia alimentazione. Obiettivo della casa giapponese è quello di elettrificare i modelli più importanti della gamma entro il 2022.

    JAZZ, LA QUARTA GENERAZIONE È ANCHE IBRIDA

    A partire dalla piccola di casa, la Jazz che è disponibile nella sua quarta generazione, anche nella versione hybrid. La nuova Jazz sarà anche il primo modello di Honda in Europa a prevedere lo speciale logo “e:HEV”. Primo esempio di una strategia di brand più ampia che contraddistinguerà, in futuro, tutti i prodotti elettrificati della casa giapponese con la denominazione “e:Technology”.

    Honda Jazz Hybrid cross

    La nuova Honda Jazz ribadisce il concetto posizionando il serbatoio del carburante al centro della scocca, sotto i sedili anteriori. I sedili anteriori della Jazz 4 sono più larghi e con una struttura interna “a tappetino” per migliorare il comfort, la plancia è minimalista come gli esterni. A livello di connettività la nuova Honda Jazz è disponibile l’hotspot Wi-Fi integrato, lo schermo a LED centrale touch con controlli a scorrimento e l’integrazione wireless con Android Auto e Apple CarPlay.

    Interni Honda Jazz 2020

    In materia di assistenza alla guida la Jazz è equipaggiata con la tecnologia Honda Sensing con telecamera ad ampia visuale ed HD che riconosce la segnaletica stradale e l’ambiente attorno all’auto.

    Clicca qui e LEGGI Honda Jazz ibrida e Honda e, l’elettrificazione è servita.

    CR-V HYBRID E IL NUOVO SIStEMA I-MMD

    Una tecnologia, quella dell’ibrido che sbarca pure sulle vetture di segmento superiore: giusto per citare la nuova versione del CR-V Hybrid. Si tratta del primo suv Honda disponibile in Europa con questo tipo di tecnologia.

    Honda CR-V Hybrid 2020

    Le sue prestazioni sono garantite dal nuovo sistema i-MMD (intelligent Multi-Mode Drive) dotato di due motori elettrici che erogano una potenza di 184 CV, un’unità di controllo dell’energia, un motore a benzina da 2.0 litri, una batteria agli ioni di litio ed un’innovativa trasmissione a componenti fisse capace di offrire elevati livelli di efficienza e reattività.

    In evidenza la versione dotata del sistema di trazione integrale AWD con controllo intelligente, in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi e di garantire consumi ai vertici della categoria, con livelli medi pari a 5,5 litri per 100 km.

    Hinda CR-V Hybrid posteriore rosso

    Clicca qui e LEGGI la mia prova Faccia a faccia con la Honda CR-V Hybrid.

    CONSUMI ED EMISSIONI

    Nel ciclo combinato in base al nuovo test NEDC, il modello a trazione anteriore del SUV benzina-elettrico da 184 CV (135 kW) ha raggiunto emissioni di CO2 pari a 120 g/km, con una media di consumo di carburante (nel combinato) di 5,3 l/100 km.

    Vista interno cofano motore Honda CR-V Hybrid

    La versione a trazione integrale di CR-V Hybrid vanta emissioni di CO2 di 126 g/km, con una media di consumo di carburante (nel combinato) di 5,5 l/100 km. CR-V Hybrid è dotato dell’esclusiva tecnologia i-MMD, che permette il passaggio automatico e intelligente tra le tre modalità di guida – EV Drive, Hybrid Drive ed Engine Drive – in modo da ottimizzare prestazioni ed efficienza.

    Clicca qui e LEGGI Come funziona il sistema full-hybrid Honda.

    Secondo quanto dichiarato dal costruttore giapponese, in città la Honda CR-V Hybrid può viaggiare in modalità elettrica a zero emissioni per l’82% del tempo e per il 18% in modalità ibrida, mentre su un percorso misto extraurbano ci sono momenti in cui l’auto si muove anche in modalità solo termica (per il 19% del tempo). In autostrada, invece si viaggia per il 61% in termico, per il 23% in maniera ibrida e per il 16% in elettrico.

    GLI INTERNI E LA TECNOLOGIA A BORDO

    Gli interni sono curati e questi si esprime nella scelta di materiali di qualità ma il vero punto di forza di questo modello riguarda la praticità di utilizzo con numerosi vani portaoggetti spaziosi e versatili. Il sistema di infotainment ha tante schermate che si scorrono sfiorando lo schermo ‘touch’: connettività garantita da Android Auto ed Apple Car Play.

    Honda CR-V Hybrid interni

    Nell’allestimento  la CR-V Hybrid con quattro ruote motrici fornisce coppia alle ruote posteriori con un classico albero di trasmissione meccanico. E non con un motore elettrico dedicato montato sul retrotreno dove, tra l’altro, le sospensioni sono ad architettura multilink, a tutto vantaggio della qualità del comportamento su strada.

    Sia a livello di guidabilità che di assorbimento delle irregolarità del fondo, grazie alla presenza anche di boccole idrauliche.

    Honda CR-V Hybrid vista laterale dinamica

  • Audi, l’elettrificazione è la massima priorità

    la transizione Audi verso la mobilità elettrica

    Nel quinquennio 2020-2024, la Casa dei quattro anelli investirà circa 37 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, immobili, stabilimenti e attrezzature. La pianificazione è frutto di un miglioramento nell’allocazione delle risorse e nella gestione dei costi oltre che del conferimento della massima priorità all’elettrificazione della gamma.

    La nostra offensiva elettrica procede a passi sempre più spediti. E il piano d’investimenti per il futuro tiene conto di questa accelerazione – afferma Alexander Seitz, Membro del Board per Finanza, Cina e Area Legal di Audi AG -. Con uno stanziamento di 12 miliardi entro il 2024, dedicheremo risorse straordinarie alla mobilità a zero emissioni.

    venti modelli elettrici entro il 2025

    Entro il 2025, il Gruppo Audi potrà contare su oltre 30 modelli a elevata elettrificazione, dei quali venti integralmente elettrici.

    Audi elettriche

    Le vetture ibride o a zero emissioni rappresenteranno il 40% delle vendite totali. Grazie alle sinergie di Gruppo, che consentiranno una più rapida transizione verso l’elettrico, Audi collabora con Porsche per lo sviluppo del pianale Premium Plattform Electric (PPE) destinato alle vetture di segmento medio, full size e luxury, mentre la piattaforma modulare elettrica MEB del Gruppo Volkswagen verrà dedicata ai veicoli più compatti.

    Proprio il pianale MEB consentirà di realizzare modelli elettrici economicamente accessibili e al tempo stesso tecnologicamente all’avanguardia.

    IL PIANO DI AZIONE E TRASFORMAZIONE DI AUDI

    Per sostenere gli investimenti richiesti dallo sviluppo del nuovo modello di business, la Casa dei quattro anelli ha lanciato due anni fa il Piano di azione e trasformazione Audi. Il programma ha già contribuito all’utile operativo con 4 miliardi di euro e, entro il 2022, consentirà d’investire ulteriori 15 miliardi di euro.

    Audi elettrica muso

    «Grazie al Piano di azione e trasformazione Audi abbiamo reso più efficace ed efficiente la gestione degli investimenti. Sono state poste le basi per un ritorno a un margine di redditività nel medio periodo compreso tra il 9 e l’11%» ha precisato  Il CFO Seitz. A tal proposito, sono già state individuate le misure da adottare per la realizzazione dell’80% del programma.

    L’ACCORDO CON I SINDACATI

    Audi.Zukunft, il fondamentale accordo raggiunto il 26 novembre tra l’Azienda e i rappresentanti dei lavoratori, darà un contributo fondamentale nel garantire la competitività Audi nel lungo periodo. L’accordo prevede da un lato l’ottimizzazione, orientata all’andamento del mercato, della capacità produttiva degli stabilimenti tedeschi di Ingolstadt e Neckarsulm, dall’altra l’adeguamento, socialmente responsabile, della forza lavoro. Con lo sviluppo di nuovi profili professionali e l’estensione delle garanzie d’occupazione sino al 2029, le rappresentanze sindacali e l’Azienda inviano un segnale importante ai lavoratori dei siti produttivi tedeschi. Le misure concordate nell’ambito del Piano Audi.Zukunft porteranno a un impatto positivo, quantificabile in 6 miliardi di euro entro il 2029 da destinare a ulteriori futuri investimenti.

    Produzione motori elettrici

    L’OFFENSIVA DEI QUATTRO ANELLI

    Pioniere dell’offensiva elettrica dei quattro anelli è sicuramente la e-tron, prima vettura a zero emissioni nella storia del marchio, che entro la fine dell’anno sarà affiancata dalla e-tron Sportback, versione coupé del suv elettrico. Seguiranno la e-tron GT, realizzata da Auti Sport GmbH e Audi Q4 e-tron, presentata come concept allo scorso salone di Ginevra.

    Parallelamente alla tecnologia elettrica, la casa di Ingolstadt prosegue nello sviluppo delle tecnologie diesel, benzina e g-tron, con particolare attenzione all’ibridazione grazie alle soluzioni mild hybrid (a 12 e 48 Volt) e plug in hybrid.

    Audi e-tron sportback posteriore tre quarti

    Con la nuova famiglia PHEV, l’Audi compie un passo verso l’elettrificazione della gamma che, entro la fine di quest’anno, conterà accanto alla Q5 e alla A7 Sportback TFSI anche quattro modelli ibridi plug-in.

    L’INDUSTRIA CARBON NEUTRAL

    Oltre che sullo sviluppo di modelli elettrificati, Audi si concentra anche sugli stabilimenti. Per raggiungere gli obiettivi prefissati entro il 2025, tutti i siti produttivi Audi dovranno virare verso un gestione carbon neutral.

    Pioniere a tal proposito è lo stabilimento di Bruxelles. L’impianto belga, dove dal 2017 viene realizzata la e-tron, è il primo sito al mondo con certificazione carini neutral nel segmento premium. Il sito utilizza energie rinnovabili al 95% e ricorre a compensazione tramite progetti ambientali (al 5%) per le attività produttive e per la riduzione delle emissioni.

    Piattaforma MEB Audi

    Fabbriche ad energia solare

    Il prossimo passo della strategia Audi consisterà nella conversione carbon neutral dell’impianto ungherese di Gyor. Entro la fine del 2019, verrà completato il parco a energia solare di 160mila metri quadrati installati presso i centri logistici del sito magiaro.

    Dal 2020 produrrà oltre 9,5 gigawattora d’energia all’anno, equivalenti al fabbisogno energetico di 5mila famiglie. Attualmente Audi Ungheria soddisfa circa il 70% del proprio fabbisogno grazie all’energia geotermica.

  • Toyota C-HR, adesso doppia motorizzazione ibrida – Dossier

    Rinnovamento e nuova motorizzazione

    A due anni dal lancio, e forte delle 240mila unità vendute in tutta Europa, Toyota rinnova il suv-crossover C-HR che si presenta ora in una versione aggiornata, con qualche piccolo ritocco estetico ed una nuova generazione di ibrido, ancora più efficiente e performante.

    Il restyling 2020 riguarda gli esterni che mostrano ora una linea più rifinita che dona maggiore identità visiva al modello.

    Altre modifiche hanno riguardato la parte anteriore e posteriore dell’auto con i gruppi ottici anteriori e posteriori  che sono stati riconfigurati con la più recente tecnologia LED.

    Tre quarti posteriore Toyota C-HR 2020

    Al posteriore, i fari sono collegati tra loro da un nuovo spoiler ‘Glossy Black’ che non stravolge l’impostazione di un modello che ha fatto del design la sua carta vincente e che denota il family feeling del brand (riconoscibile anche sulla nuova Yaris 2020).

    Esteticamente, viene ora messa a disposizione una gamma colori pi ampia con tre nuove tonalità bi-tono.

    LE NOVITA’

    Con la nuova Toyota C-HR, debutta sul modello una variante nella gamma motori che prevede una doppia scelta per l’ibrido: il 1,8L da 122 CV, con prestazioni migliorate da una batteria agli ioni di litio potenziata (emissioni di CO2 pari a 106 g/km nel ciclo WLTP), viene affiancato ora dal nuovo propulsore 2.0L da 184 CV (che utilizza batterie al nichel idruri metallici) che è in grado di assicurare divertimento di guida e consumi ai vertici della categoria.

    Toyota C-HR 2020 powertrain ibrido

    Grazie ad alcuni miglioramenti apportati al motore a benzina, tra cui l’adozione di un nuovo sistema Dual VVT-i con VVT-iE (Variable Valve Timing-intelligent Electric) sul lato dell’aspirazione, che ha consentito di incrementare la potenza e l’efficienza a fronte di emissioni ridotte, il motore 2.0L da 184 CV consente di ottenere un’accelerazione 0-100 km/h in 8.2 secondi e un consumo a partire da 25 km/l ed emissioni a quota 118 g/CO2 per km (nel ciclo WLTP).

    Il computer di bordo a fine percorso fornisce direttamente agli occupanti i dati di percorrenza in modalità zero emissioni, in modo da far comprendere al meglio quale sia stato lo stile di guida e quanto l’auto abbia saputo marciare con il motore a combustione interna spento.

    Strumentazione Toyota C-HR con indicazione percentuale di marcia in zero emissioni

    COMFORT DI BORDO

    A bordo il comfort è un ‘must’ grazie anche alla riduzione del rumore nell’abitacolo e all’utilizzo di materiali dalla qualità percepita più elevata che si affiancano ora ad un’alta dotazione multimediale che consente ora la piena integrazione con lo smartphone, sia con Apple CarPlay che Android Auto.

    Interni Toyota C-HR 2020 con Apple CarPlay e Android Auto

    Inoltre con l’utilizzo della app MyT, è possibile visualizzare la posizione di parcheggio, oppure condividere un itinerario di viaggio con la vettura o ancora tenere sotto controllo alcuni indicatori dell’auto. Per quanto riguarda invece la sicurezza, su tutta la gamma è disponibile di serie il Toyota Safety Sense che comprende un pacchetto di tecnologie studiato per prevenire e ridurre le collisioni.

    IL LANCIO

    La nuova Toyota C-HR è disponibile in tre allestimenti Trend, Style e Première al quale si aggiunge la versione MoreBusiness dedicata ai clienti flotte e costruita sull’allestimento Trend.

    In vendita a partire da 28.500 euro (con la possibilità di utilizzare la formula Pay per Drive Connected che consente rate a partire da 225 euro e che è tarata sull’effettivo utilizzato dell’auto).

    Scritta Hybrid Toyota C-HR 2020

    Il Pay per Drive Connected rappresenta il primo prodotto di acquisto legato all’utilizzo effettivo dell’auto. Il cliente, infatti, può scegliere da subito i km da percorrere in un anno e adattare nel tempo il piano alle reali percorrenze grazie alla possibilità di personalizzare i pagamenti mensili in base ai chilometri effettivi rilevati attraverso il modulo di trasmissione Data Communication Management installato sulla vettura.

    Il nuovo Toyota CH-R sarà disponibile con il nuovo programma Hybrid Service che prevede l’estensione della garanzia per le vetture Full Hybrid Electric fino a 10 anni sia sulle parti elettriche che quelle meccaniche. La garanzia commerciale è rinnovabile ogni anno se il cliente effettua regolarmente la manutenzione presso la rete ufficiale Toyota affidandosi a un team di tecnici qualificati per garantire sempre il massimo livello di efficienza della vettura.

    LA GAMMA E GLI ALLESTIMENTI

    Già ordinabile da metà ottobre nella motorizzazione 2.0L, disponibile in tre allestimenti. La versione d’ingresso sarà la Trend, con vernice Bi-tone metalizzata, cerchi in lega da 18”, fari base LED, Nuovo Toyota Touch 3 con schermo da 8” e Smartphone Integration, retrocamera, clima automatico bi-zona e Toyota Safety Sense.

    Toyota C-HR vista dall'alto

    L’allestimento Style si distingue per un design dei cerchi dedicato, sedili in pelle e Alcantara con regolazione elettrica lato guida, fari full LED, impianto audio premium JBL a 9 speaker e Nano-e. Il top della gamma è costituito dall’allestimento Premiere disponibile esclusivamente nel colore Bitone Mechanic Orange, cerchi da 18” con finitura Black, sedili in pelle premium Black con regolazione elettrica lato guida, S-IPA – Simple Intelligent Park Assist e navigatore satellitare.

    A completare l’offerta la versione dedicata ai clienti flotte, la MoreBusiness, costruita sull’allestimento Trend con l’aggiunta del navigatore satellitare ma senza la vernice Bi-tone.

    Scritta posteriore Toyota C-HR 2020

    OBIETTIVI DI VENDITA

    Per il prossimo anno il target di vendita in Europa è fissato a quota 150mila unità (in rialzo grazie anche alla doppia possibilità di scelta dell’ibrido); per quanto riguarda il nostro Paese le stime si attestato a 18mila unità per il 2020 con una market share che potrebbe raggiungere il 7,5%.

  • Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid, l’elettrificazione entra nel vivo – Dossier

    Estetica rinnovata

    In attesa dell’arrivo della versione elettrica nel 2020, Kia alza il velo sul restyling della Niro Hybrid e plug in.

    Nuovo design esterno, interni più raffinati, dotazioni più ricche e nuove combinazioni cromatiche, sono le caratteristiche della gamma Hybrid e Plug-in Hybrid di Niro che adesso include anche il nuovo sistema telematico avanzato Kia Uvo Connect, che aggiunge inedite funzionalità di connessione all’auto.
    Da quando sono iniziate le vendite di Niro nel 2016, oltre 270.000 esemplari sono stati consegnati a livello globale, di questi oltre 100.000 solo in Europa.

    Kia Niro PHEV dinamica posteriore

    Niro si è confermato così per il 2018 il quinto modello più venduto di Kia in Europa, con numeri in crescita del 33%; 45.255 le unità vendute complessivamente, di cui 34.642 nella versione ibrida e 9.951 per il modello ibrido plug-in.

    Niro, con i suoi successi, è diventato un modello strategico per la crescita di Kia in Italia – afferma Giuseppe Bitti, Amministratore Delegato di Kia Motors Company Italy – oltre che un elemento chiave per la nostra strategia di elettrificazione.

    “Il suo design da crossover di tendenza, l’elevata versatilità, le basse emissioni e i costi di gestione contenuti ne fanno una proposta interessante sia per i privati, sia per le flotte aziendali. I miglioramenti introdotti nel 2019 in termini di qualità e design, sommati all’adozione del nostro sistema evoluto di connettività Uvo – continua Bitti – renderanno la famiglia Niro una proposta ancora più attraente”.

    IL DESIGN DEGLI ESTERNI

    Mantenendo il suo design elegante e daccalerainamico, Kia Niro per il 2019 beneficia di importanti aggiornamenti. In particolare, il nuovo design allinea stilisticamente le versioni Hybrid e Plug-in Hybrid alla versione e- Niro, il primo crossover completamente elettrico prodotto da Kia (non ancora commercializzato in Italia, ma in arrivo nel corso del 2020).

    Kia Niro Hybrid frontale

    Pur conservando il suo design distintivo e il suo iconico frontale “tiger-nose”, Niro adotta nuovi paraurti anteriori che gli conferiscono un aspetto più deciso e un’impronta stilistica più incisiva. Più in dettaglio, i gruppi ottici anteriori offerti di serie sono stati ridisegnati ispirandosi all’ “ice-cube” design, con la possibilità di ottenere a richiesta i fari full LED.

    Il nuovo aspetto del frontale è sottolineato anche dalla presenza, nel paraurti anteriore, di nuove luci diurne a LED caratterizzate dall’esclusivo layout a doppia freccia; a richiesta sono disponibili i fari fendinebbia con tecnologia a LED.

    Kia Niro Hybrid gruppi ottici posteriori led

    Nella parte posteriore, Niro è caratterizzato da inedite luci a LED che gli conferiscono una firma luminosa più distintiva e contemporanea. Il nuovo design del paraurti include lo skid plate in colore argento e, alle estremità, i nuovi catarifrangenti e le luci retronebbia. Tra gli elementi di personalizzazione due cerchi in lega da 16 pollici, oltre a un’inedita opzione da 18 pollici con finitura bicolore diamantata.

    INTERNI PIU’ SOFISTICATI

    Niro si evolve anche al suo interno, dove Kia ha introdotto una serie di aggiornamenti stilistici e nuovi materiali con l’obiettivo di aumentare la qualità percepita e di creare a bordo un’atmosfera più sofisticata.  La parte superiore del cruscotto è rifinita con un rivestimento soft-touch di alta qualità, mentre la plancia e il quadro strumenti si arricchiscono di eleganti finiture in nero lucido con dettagli cromati e satinati. Fra le novità per la gamma 2019, Kia introduce anche un nuovo schermo LCD opzionale da 10,25 pollici optional, che si aggiunge al display da 7 pollici TFT nel quadro strumenti (di serie su Niro è disponibile un sistema di infotainment con un display da 8 pollici touchscreen e un secondo display TFT da 4,2 pollici nel quadro strumenti).

    Il posto guida si arricchisce di nuovi paddle al volante dotati di doppia funzionalità. In modalità di guida “ECO” i paddle consentono di scegliere fra 3 livelli di recupero energetico: Level 1, Level 2, Level 3. Maggiore è il livello selezionato, maggiore è l’effetto frenata che si verifica al rilascio dell’acceleratore e il conseguente recupero dell’energia. In modalità di guida “sport” i paddle consentono di cambiare marcia senza staccare le mani dal volante a pieno beneficio della sicurezza e del piacere di guida. Niro Hybrid e Plug-in Hybrid sono inoltre equipaggiati con una trasmissione a doppia frizione a 6 marce che consente di ottenere una risposta più diretta e immediata del cambio e una guida più divertente rispetto ai sistemi a variazione continua disponibili su altri modelli ibridi. Fra le novità 2019, su Niro Hybrid e Plug-in Hybrid si segnalano anche l’adozione di un nuovo freno di stazionamento elettronico e freni posteriori di maggiori dimensioni per assicurare più potenza frenante in tutte le condizioni di guida.

    IL NUOVO SISTEMA UVO CONNECT

    Niro, insieme al crossover XCeed, è tra i primi modelli Kia in Europa a offrire l’innovativo sistema telematico Uvo Connect, che permette ai passeggeri di rimanere sempre connessi e di poter accedere a un’ampia gamma di informazioni preziose durante il viaggio.

    Kia Niro display Sistema UVO connect

    Accessibile tramite il nuovo display touchscreen da 10,25 pollici (disponibile a richiesta) o da uno smartphone, Uvo Connect dispone del sistema Kia Live che utilizza una Sim card dedicata per mantenere l’auto connessa e aggiornata in tempo reale.

    Il nuovo sistema permette ai passeggeri di accedere alle informazioni sul traffico in tempo reale, alle previsioni meteo, ai punti di interesse, ai prezzi del carburante e alla disponibilità di parcheggi pubblici o in aree specifiche, incluso (quando disponibili a seconda dei mercati) dettagli circa prezzo e posti disponibili.

    Fra le notizie utili, anche le informazioni sulle stazioni di ricarica elettrica, incluse disponibilità e tipologia di connessione.  Il secondo elemento che arricchisce il sistema di connettività di bordo di Niro è l’app Uvo, compatibile su smartphone Android e Apple. L’app dedicata offre agli utenti la possibilità di accedere a dati diagnostici sulla propria auto e sui viaggi, oltre alla possibilità di attivare una gamma di funzioni da remoto: a seconda del Paese, gli utenti possono inviare in remoto alla propria auto l’itinerario di un viaggio, controllare la posizione del proprio veicolo e accedere ai report e alle notifiche diagnostiche fornite dai sistemi di bordo.

    Kia Niro Hybrid display con flussi energia ibrido

    Il nuovo sistema di navigazione touchscreen con schermo da 10,25 pollici è dotato di connessione Bluetooth “multi-connection” di serie, che permette agli occupanti di collegare due dispositivi mobili contemporaneamente e di accedere alle funzionalità Apple CarPlay e Android Auto

    La tecnologia “split- screen” permette inoltre di visualizzare contemporaneamente sullo schermo informazioni diverse, con la possibilità di personalizzare il sistema con una serie di widget dedicati: il conducente può così, per esempio, visualizzare sul display informazioni sulla navigazione mentre il passeggero può scegliere le sue canzoni preferite o controllare le previsioni del tempo. Il nuovo sistema di infotainment con schermo da 10,25 pollici è disponibile a richiesta; di serie Niro continua a offrire l’apprezzato sistema da 8 pollici touchscreen.

    LA SICUREZZA ATTIVA

    La gamma Niro 2019 vede l’introduzione di una serie di nuove tecnologie dedicate alla sicurezza e alla guida assistita. I sistemi già disponibili come lo Smart Cruise Control, su nuovo Niro Hybrid e Plug-in Hybrid si arricchiscono della funzionalità Stop & Go che permette all’auto di arrestarsi e ripartire autonomamente, assicurando un maggior livello di comfort di guida e di sicurezza attiva.

    Altra novità. Il Lane Following Assist, la tecnologia di guida autonoma Kia di “Livello 2”, dopo il recente debutto sul crossover completamente elettrico e-Niro, adesso è disponibile per la prima volta anche sui modelli Hybrid e Plug-in Hybrid: attraverso una serie di sensori esterni il sistema è in grado di monitorare il traffico, di verificare la posizione degli altri veicoli rendendo possibili i cambi di corsia in totale sicurezza e la guida nel traffico più fluida.

    Kia Niro Hybrid vista laterale dinamica

    Il sistema agisce su sterzo, freni e acceleratore, controllando anche il mantenimento di corsia ed è attivo in un range di velocità da 0 e 180 km/h.  In aggiunta al Lane Following Assist, su Niro sono disponibili numerose tecnologie di guida assistita Kia che contribuiscono a eliminare o a ridurre molti dei pericoli di guida sulle strade.

    Fra questi: Forward Collision-Avoidance Assist, High Beam Assist, Lane Keeping Assist, Driver Attention Warning, Blind-spot Collision Warning, Rear Cross-traffic Collision Warning e l’Intelligent Speed Limit Warning.

    TRAZIONE HYBRID E PLUG IN HYBRID

    Con sospensioni anteriori e posteriori completamente indipendenti e una trasmissione a doppia frizione a 6 marce, Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid offrono un buon equilibrio tra comfort e divertimento di guida.

    KIa Niro PHEV badge posterior con luci led

    Le caratteristiche da crossover offerte da Niro, uniche nel panorama degli ibridi offrono il vantaggio di un ampio spazio interno riservato ai passeggeri, coniugato ad un’elevata capacità e flessibilità di carico. Inoltre, unico rispetto alla maggioranza dei competitors ibridi, Niro offre a richiesta il Towing Pack che consente di trainare carichi fino a 1.300 kg di peso (frenati).

    Kia Niro è equipaggiato con un efficiente motore GDi da 1,6 litri benzina a iniezione diretta, abbinato a un pacco batterie agli ioni di litio da 1.56 kWh (Niro Hybrid) o da 8.9 kWh (Plug-in Hybrid).

    Le emissioni di CO2 per Niro Hybrid sono pari a 99,8 g/km (ciclo combinato WLTP); il dato scende a 31,3 g/km (ciclo combinato WLTP) nel caso di Niro Plug-in Hybrid, che dispone di un’autonomia di guida in città in solo elettrico fino a 65 chilometri, o di 49 chilometri nel ciclo combinato WLTP.

    GAMMA E PREZZI

    La struttura della gamma di Nuova Kia Niro sia nella versione Hybrid che Plug In rimane invariata rispetto alla precedente tranne che per l’allestimento top che cambia nome in Evolution. Si mantengono quindi tre allestimenti: Urban, Style ed Evolution.

    Kia Niro Hybrid dinamica tre quarti davanti
    Per quanto riguarda la Hybrid si inizia con l’equipaggiamento “Urban”, a partire da 26.250 euro, una versione che è stata pensata come proposta d’entrata per un cliente che desidera una vettura completa di tutto ad un prezzo di listino competitivo.

    La “Style”, cuore di gamma a partire da 28.250 euro, si arricchisce di equipaggiamenti di design e di sicurezza che offrono un vantaggio cliente importante e che soddisfano le richieste di un cliente più esigente. Rispetto alla “Urban”, la “Style” offre infatti: cerchi in lega da 18’’, privacy glass, sedili in misto pelle e tessuto, barre longitudinali al tetto, sensori di parcheggio posteriori e wireless phone charger. È inoltre standard il pacchetto sicurezza descritto precedentemente.

    È disponibile come optional il pacchetto Techno che comprende: navigatore da 10,25’’ con Uvo Connect e 7 anni di traffico dati incluso, sistema audio premium JBL, sensori di parcheggio anteriori e smart key. Infine la “Evolution”, versione al top della gamma a partire da 31.500 euro, si rivolge a quei clienti che non amano i compromessi e che desiderano il massimo in termini di comfort e tecnologia.

    Kia Niro PHEV laterale dinamica

    Rispetto alla versione “Style” sono disponibili di serie gli equipaggiamenti presenti nel pacchetto Techno e in aggiunta fari anteriori e fendinebbia full LED, sedile guidatore regolabile elettricamente in 8 direzioni + 2 lombari, sistema di monitoraggio dell’angolo cieco e sistema di riconoscimento dei limiti di velocità (ISLW).

    Su questa versione debutta inoltre il nuovo cluster centrale con schermo TFT da 7’’ e due schermi laterali digitali.  E’ disponibile in opzione il pacchetto Lounge che comprende: sedili in pelle con sistema memory lato guidatore, sedili anteriori riscaldati e ventilati, volante riscaldato.

    Volante Kia Niro Hybrid

    Sempre tre le varianti anche per quanto riguarda la versione Plug In che si presenta con i medesimi allestimenti della Hybrid con l’aggiunta dei pacchetti già inclusi nel prezzo. Si apre quindi con la “Urban”, a partire da 36.250 euro già equipaggiata del pacchetto sicurezza per passare alla “Style” a partire da 38.250 euro e infine la Evolution a partire da 41.500 euro.

  • Audi, quattro modelli ibridi plug-in entro il 2019 – Dossier

    Elettrico e servizi di mobilità nel futuro Audi

    Audi prosegue nell’elettrificazione della gamma e nella trasformazione da costruttore a fornitore di servizi per la mobilità sostenibile.

    Quattro ibridi plug-in entro il 2019

    La casa dei quattro anelli potrà contare su quattro piattaforme elettriche dedicate, così da coprire tutti i segmenti di mercato. Entro la fine del 2019, l’offensiva plug-in hybrid si comporrà di quattro nuovi modelli, cui seguiranno ulteriori novità nel 2020. L’elettrificazione del brand si estende a settori strategici quali la produzione e la formazione del personale.

    Il futuro è elettrico – sostiene Bram Schot, ceo Audi – entro il 2025 presenteremo 30 modelli a elevata elettrificazione, venti dei quali integralmente elettrici. Il 40% delle vendite sarà costituito da veicoli a zero emissioni o ibridi plug-in. Stiamo definendo i contorni di una mobilità elettrica pienamente sfruttabile nella quotidianità.

    Per raggiungere i propri obiettivi, Audi sfrutterà le sinergie di gruppo e baserà la produzione dei modelli elettrici su quattro piattaforme. Il suv e-tron, prima vettura integralmente elettrica della casa dei quattro anelli, adotta una variante del pianale modulare longitudinale MLB Evo.

    Linea produzione Audi

    La strategia della Casa dei Quattro Anelli

    Entro la fine del 2020, debutterà la versione di serie della sportiva Audi e-tron GT concept, realizzata sulla piattaforma J1 sviluppata da Porsche.

    All’inizio del 2021 i riflettori si accenderanno sul primo modello Audi basato sulla piattaforma modulare elettrica MEB del Gruppo Volkswagen.

    Nel 2021 la Audi Q4 e-tron

    Vale a dire il suv compatto Q4 e-tron, porta d’ingresso alla gamma a zero emissioni dei quattro anelli. Pianale MEB che costituirà l’ossatura portante di molteplici modelli elettrici Audi compatti e di classe media. Le vetture elettriche Audi di segmento medio, full size e luxury adotteranno anch’esse un pianale dedicato: la Premium Plattform Electric (PPE) concepita e sviluppata in collaborazione con Porsche.

    Audi Q4 e-tron prototipo salone ginevra 2019

    Ibridi plug-in

    Oltre al mondo BEV, Audi presidia il segmento plug-in hybrid. I nuovi modelli PHEV condividono l’abbinamento di un motore TFSI – turbo a iniezione diretta della benzina – con un propulsore elettrico e una batteria agli ioni di litio, così da percorrere decine di chilometri a zero emissioni.

    Entro la fine del 2019 la gamma Audi plug-in potrà contare su quattro modelli – più precisamente A7 Sportback, A8 L, Q5 e Q7 TFSI e – mentre nel 2020 ulteriori proposte amplieranno l’offerta nel segmento PHEV.

    Audi Q5 TFSI e ibrida plug-in

    14 miliardi di euro di investimento entro il 2023

    Entro il 2023, Audi investirà circa 14 miliardi di euro nei settori dell’e-mobility, della guida autonoma e della digitalizzazione. Risorse destinate, oltre che allo sviluppo dei prodotti, alla formazione e qualificazione del personale. 

    La casa di Ingolstadt si impegna per la decarbonizzazione della filiera produttiva, spaziando dalla produzione delle materie prime sino al riciclo e alla conversione in favore delle energie rinnovabili. Entro il 2025, Audi si pone l’obiettivo di ridurre del 30% le emissioni di CO2 dell’intero ciclo di vita delle proprie vetture rispetto al 2015, mirando nel lungo termine a una mobilità totalmente sostenibile e a un bilancio carbon neutral di tutte le attività del Brand entro il 2050.

    La gamma ibrida “con la spina”

    La gamma ibrida plug-in riguarda diversi segmenti, spaziando dai suv di medie dimensioni alle berline di lusso. Con Q5, Q7, A7 Sportback e A8 TFSI e, la casa dei quattro anelli arricchisce la gamma delle vetture ibride plug-in, a vantaggio della mobilità sostenibile. In funzione del modello è possibile scegliere tra due versioni con potenze e allestimenti diversi.

    Audi Q5 TFSI e vista laterale dinamica

    L’ammiraglia A8 è proposta nella variante a passo lungo, denominata A8 L 60 TFSI e quattro, e in un secondo momento nella configurazione con interasse standard.

    Nuove Audi A8 L e Q7 PHEV adottano un motore termico V6 3.0 TFSI, mentre A7 Sportback e Q5 sono equipaggiate con un quadricilindrico 2.0 TFSI. Con una potenza massima complessiva di 367 CV per le TFSI e a 4 cilindri e di 456 CV per le varianti a 6 cilindri, i modelli ibridi plug-in Audi abbinano sportività ed efficienza.

    Audi A8 ibrida plug-in

    Le auto ibride plug-in (PHEV, dall’inglese plug-in hybrid electric vehicle) sono contraddistinte da un carattere eclettico. In città non generano emissioni in modalità puramente elettrica.

    Al tempo stesso, garantiscono un’autonomia sufficiente per affrontare le lunghe percorrenze, potendo oltretutto contare su di un’indole sportiva grazie all’elevata potenza erogata dai due “cuori”, alla disponibilità di coppia sin dai regimi pià bassi e all’efficacia della trazione quattro. L’autonomia in modalità esclusivamente elettrica delle nuove vetture PHEV supera i 40 chilometri nel ciclo WLTP.

    Vantaggi dell’ibrido

    L’omologazione ibrida dei modelli plug-in porta in dote sensibili vantaggi in termini tanto di mobilità quanto di fiscalità. Le vetture sono esenti dai blocchi del traffico, accedono liberamente alle ZTL e, in molteplici città, beneficiano della sosta gratuita sulle strisce blu.

    Lato tassazione, sono esenti totalmente o parzialmente dal bollo, non sono soggette all’ecotassa – il cosiddetto “malus” introdotto dalla Legge di Bilancio 2019 – complici le emissioni contenute, e possono contare su costi assicurativi mediamente ridotti del 10% rispetto alle vetture tradizionali.

    In aggiunta, nel caso di Q5 50 TFSI e, è possibile accedere all’ecobonus (sino a 2.500 euro) grazie al prezzo IVA esclusa inferiore a 50mila euro. 

    Potenza da 299 a 456 CV

    In base al segmento di appartenenza e alla tipologia di vettura, i modelli ibridi plug-in Audi possono contare su differenti catene cinematiche.

    Audi Q7 60 TFSI e quattro e Audi A8 L 60 TFSI e quattro (consumi* nel ciclo combinato di 2,5 – 2,7 litri ogni cento chilometri ed emissioni di CO2 di 57- 61 grammi al chilometro) sono equipaggiate con un motore termico 3.0 TFSI. Il V6 turbo a iniezione diretta della benzina eroga 340 CV e 500 Nm di coppia.

    Audi motore V6

    La potenza complessiva garantita dal powertrain ibrido si attesta a 449 CV per A8 e 456 CV per Q7 a fronte di un picco di coppia di 700 Nm. Il motore elettrico, di tipo sincrono a magneti permanenti (PSM), eroga 350 Nm.

    Q5 55 TFSI e quattro (consumi* nel ciclo combinato di 2,0-2,4 litri ogni 100 km, emissioni di CO2 di 46-53 g/km) e A7 Sportback 55 TFSI e quattro (consumi* nel ciclo combinato di 1,9-2,1 litri/100 km, emissioni di CO2 di 44-48 g/km) condividono il 4 cilindri 2.0 TFSI da 252 CV e 370 Nm. Il picco di coppia erogato dal powertrain (500 Nm) è disponibile a un regime eccezionalmente basso: 1.250 giri/min. Q5 55 TFSI e scatta così da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi e raggiunge una velocità massima di 239 km/h. A7 Sportback 55 TFSI e copre lo 0-100 km/h in 5,6 secondi e tocca i 250 km/h.

    Batteria al litio raffreddata a liquido

    L’accumulatore agli ioni di litio, raffreddato a liquido e posizionato sotto il vano bagagli, ha una capacità di 14,1 kWh (17,3 kWh nel caso di Q7) e una tensione nominale di 385 Volt.

    Audi batteria litio ibrido plug-in

    Trazione quattro di serie

    Tutti i nuovi modelli ‘con la spina’ si avvalgono, di serie, della trazione integrale quattro, declinata in configurazione permamente per A8 e Q7, nella variante ultra per Q5 e A7 Sportback. Nel primo caso, in condizioni di marcia ordinarie, il differenziale centrale autobloccante ripartisce la coppia secondo il rapporto 40:60 tra avantreno e retrotreno. In caso di perdite d’aderenza, la maggior parte della spinta viene trasferita verso l’assale che garantisce una superiore trazione.

    Quanto alla tecnologia ultra, per la prima volta abbinata all’azione di un motore elettrico, la catena cinematica opera in modo particolarmente efficiente, attivando la ripartizione della coppia al retrotreno solo quando necessario e seguendo una logica d’intervento sia reattiva sia predittiva. In termini di motricità e comportamento dinamico non viene rilevata alcuna differenza rispetto ai sistemi permanenti.

    Powertrain ibrido plug-in audi trazione Quattro

    Oltre alla trazione integrale quattro, tutti i modelli ibridi plug-in Audi condividono l’integrazione del propulsore elettrico nel cambio, così che questi sia collocato tra motore endotermico e trasmissione. Il modulo ibrido si compone pertanto dell’unità a zero emissioni e della frizione di separazione – a monte del cambio – che collega il motore TFSI alla catena cinematica. Q5 e A7 Sportback si avvalgono di una trasmissione a doppia frizione S tronic a 7 rapporti, mentre A8 e Q7 di un cambio automatico tiptronic a 8 velocità con convertitore di coppia.

    Come viene gestita l’energia

    Il sistema ibrido dei modelli plug-in Audi, studiato per garantire massima efficienza e un eccellente comfort, seleziona automaticamente la strategia di marcia ottimale. La partenza, ad esempio, avviene normalmente in elettrico, nella modalità “EV”. Il motore a combustione viene attivato in funzione della situazione e delle condizioni di guida. 

    Il sistema di recupero dell’energia derivato da Audi e-tron, prima vettura totalmente elettrica della casa dei quattro anelli, è progettato per garantire un’elevata efficienza. In fase di frenata permette di recuperare fino a 80 kW di potenza.

    Audi A8 ibrida plug-in trasparenza

    Il motore elettrico si occupa delle decelerazioni lievi: le più frequenti nella marcia quotidiana. Le frenate di media intensità (oltre gli 0,2 g) sono invece di competenza dei freni idraulici tradizionali. Se il conducente solleva il piede dall’acceleratore, la gestione intelligente della trazione seleziona l’opzione migliore in funzione della situazione di guida: i nuovi modelli PHEV possono avanzare per inerzia nel range di velocità fino a 180 km/h con motore TFSI disattivato. 

    Optando per la logica di gestione sportiva “S” del cambio, caratteristica del programma dynamic dell’Audi drive select, il motore elettrico è sempre attivo, anche nelle fasi di rilascio, così da recuperare energia.

    Nelle altre modalità di guida, in sinergia con l’operato del predictive efficiency assistant, si attiva solamente qualora tale scelta risulti più favorevole dal punto di vista energetico rispetto al veleggio (marcia per inerzia). Il sistema opera in rilascio con decelerazioni sino a 0,1 g, recuperando un massimo di 25 kW di potenza.

    La strategia predittiva

    Cuore tecnologico dei nuovi modelli PHEV è la strategia di funzionamento predittiva che contribuisce all’incremento dell’autonomia elettrica e al comfort di marcia. Grazie al predictive efficiency assistant (PEA), il conducente può decidere liberamente se e come intervenire nell’interazione tra il propulsore termico e il motore elettrico.

    A tal proposito, può contare sui programmi di marcia “EV”, “Auto” e “Hold”, dando rispettivamente priorità alla trazione elettrica, alla modalità ibrida automatica o al risparmio d’energia a vantaggio di una successiva fase di viaggio.

    La gestione intelligente della trazione integra il profilo del percorso nelle risposte del powertrain. La strategia d’esercizio predittiva valuta sia i dati della navigazione durante la guida a destinazione attiva, sia le informazioni in merito all’efficienza e al comportamento della vettura. In funzione di questi dati viene sviluppata una pianificazione di massima per l’intero percorso e una più precisa per i chilometri immediatamente successivi.

    Audi A8 L 60 TFSI e posteriore dinamoca

    Vengono, in special modo, individuati i frangenti nei quali il conducente dovrebbe togliere il piede dal pedale destro. Il guidatore è informato mediante un avvertimento sulla strumentazione e un feedback tattile in corrispondenza dell’acceleratore. Parallelamente, viene avviata un’azione predittiva di recupero dell’energia.

    Affidandosi alla modalità Auto dell’Audi drive select e attivando la guida a destinazione, il sistema Hybrid manager – integrato nel predictive efficiency assistant – determina la modalità operativa ottimale, privilegiando, ad esempio, la marcia elettrica all’interno degli agglomerati urbani tenendo conto dell’itinerario, dei limiti di velocità, del traffico, del tipo di strade percorse, delle pendenze da affrontare e degli incroci da superare.

    Tramite il sistema Audi drive select, di serie, il conducente ha a disposizione anche i classici programmi di guida che vanno a incidere sull’erogazione, il setup delle sospensioni pneumatiche (qualora presenti) e la taratura dello sterzo.

    La gestione termica

    I nuovi modelli ibridi plug-in Audi sono dotati di un raffinato sistema di gestione termica per assicurare un’elevata autonomia elettrica e una rapida regolazione della temperatura in abitacolo. Il motore TFSI, i gruppi ausiliari e il cambio sono raffreddati mediante un circuito ad alta temperatura. La batteria, il sistema di ricarica, il motore elettrico e l’elettronica di potenza vengono invece raffreddati mediante un circuito a bassa temperatura. 

    Nel dettaglio, similmente all’elettrica Audi e-tron, il raffreddamento della batteria è integrato nel circuito che gestisce la temperatura del motore elettrico e dell’elettronica di potenza. Quanto al condizionamento dell’abitacolo, la pompa di calore, di serie, assicura una climatizzazione efficiente ed è in grado – per A7 Sportback, A8 e Q5 – di generare fino a 3 kW di potenza termica partendo da 1 kW di energia elettrica grazie allo sfruttamento del calore residuo dell’auto.

    Audi A8 L 60 TFSI e diaplay

    Il sistema di ricarica

    La dotazione di serie dei modelli ibridi plug-in include il sistema di ricarica e-tron compact, costituito da un’unità di comando, un cavo di collegamento vettura (lungo 4,5 metri) e due differenti cavi d’alimentazione con connettore per prese, rispettivamente, di tipo domestico o industriale.

    A richiesta, Audi fornisce un connettore e un cavo per le stazioni pubbliche. Collegandosi a una colonnina in corrente alternata (AC) da 7,4 kW, la batteria si ricarica completamente in 2,5 ore, che diventano sette attingendo a una presa domestica da 230V.

    E-Tron Charging service

    Durante il viaggio, i clienti possono ricaricare in tutta comodità grazie al servizio e-tron Charging Service che garantisce l’accesso a una vasta rete di colonnine pubbliche (oltre 110.000) in 20 Paesi europei. È sufficiente una card per dare inizio alla ricarica, indipendentemente dal fornitore.

    Il Cliente deve registrarsi un’unica volta nel portale myAudi e stipulare un contratto a pagamento. La fatturazione viene effettuata mensilmente tramite l’account utente.

    Un pratico strumento per gestire la vettura da remoto è rappresentato dall’app myAudi che trasferisce i servizi Audi connect sullo smartphone. Grazie all’applicazione, il Cliente può controllare da remoto lo stato della batteria e l’autonomia dell’auto, avviare i processi di ricarica, programmare il timer, gestire la climatizzazione e monitorare i consumi.