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  • Volvo e 3.1 Phillip Lim, la borsa da viaggio diventa sostenibile

    Volvo collabora con la casa di moda 3.1 Phillip Lim, grazie a materiali bio e riciclati nasce un nuovo accessorio moda di lusso.

    Si tratta di un borsone da viaggio realizzato con gli stessi materiali degli eco-interni dei modelli Volvo.

    Il marchio 3.1 Phillip Lim è tra i pionieri della moda responsabile. Nel progetto ha disegnato il borsone da weekend, che sarà prodotto in edizione limitata, per il viaggiatore eco-consapevole.

    Volvo 3.1 Phillip Lim borsa

    Volvo e 3.1 Phillip Lim

    Spaziando dai capi realizzati a impatto zero sul clima con alghe ai materiali riciclati di alta qualità, 3.1 Phillip Lim è divenuto un marchio noto per aver superato i confini esistenti nell’approvvigionamento di materiali alternativi.

    Il lusso consapevole e lo stile disinvolto sono tra i protagonisti della rivoluzione in corso nell’industria della moda contemporanea.

    Volvo borsa sostenibile Modella

    Il borsone da weekend dello stilista è realizzato con un materiale innovativo e sostenibile utilizzato da Volvo per i rivestimenti interni delle vetture, denominato Nordico.

    Sulle elettriche, solo Ecopelle

    Il nuovo materiale è stato introdotto a seguito dell’annuncio fatto dalla Casa automobilistica all’inizio di quest’anno secondo cui, a partire dalla C40 Recharge, tutti i nuovi modelli Volvo a trazione solo elettrica saranno totalmente leather free.

    Questo impegno riflette il proposito di Volvo Cars di ricercare attivamente fonti sostenibili e di alta qualità per molti dei materiali attualmente utilizzati nell’industria automobilistica in generale.

    Nordico è il nuovo eco-materiale

    Nordico è un materiale innovativo e di alta qualità creato da Volvo Cars che farà la sua prima comparsa nella prossima generazione di auto al 100% elettriche del Marchio.

    Nordico materiale Volvo borsa sostenibile

    Composto da fibre ricavate da materiale riciclato, come le bottiglie in PET, materiale bio-attribuito proveniente da foreste sostenibili in Svezia e Finlandia, e tappi di sughero riciclati dal settore vinicolo, Nordico contribuirà a definire un nuovo standard per il design degli interni delle automobili di fascia alta del futuro.

    Borsone sostenibile

    Perfetto per un fine settimana fuori porta, questo borsone si ispira all’essenza del design scandinavo e si distingue per la sua ottima capienza, la doppia tracolla e l’esclusiva tasca con logo.

    Volvo borsa sostenibile frontale

    Il borsone ecosostenibile si ispira inoltre alla cosiddetta “luxtainability“: un trend evidenziato nel rapporto “The rise of conscious design” realizzato da Volvo Cars insieme a The Future Laboratory, società leader nelle analisi delle tendenze, al fine di individuare quelli che saranno i materiali di domani.

    Il trend emergente è determinato dal desiderio da parte del mondo del design di puntare su materiali sostenibili, senza rinunciare alla qualità.

    Sebbene il borsone non sia disponibile per l’acquisto dato che si tratta di un’edizione limitata ed esclusiva, è possibile assicurarsi un numero limitato di esemplari attraverso iniziative di mercato locali, come concorsi, aste di beneficenza e omaggi.

    Phillip Lim

    Phillip Lim, co-fondatore e direttore creativo di 3.1 Phillip Lim ha dichiarato: “La sostenibilità è parte integrante del marchio 3.1 sin da quando è nato. Ci sforziamo di raggiungere un equilibrio sostenibile in tutto ciò che facciamo. Il mantra del nostro marchio è ‘produrre meno, avere maggiore rilevanza’.

    Phillip Lim

    Entrare in contatto con Volvo per questo progetto di sostenibilità ha portato a un immediato allineamento di valori. Sono fermamente convinto che il nostro attuale atteggiamento mentale collettivo ci consenta di trovare soluzioni sostenibili basate su nuovi materiali, riuscendo allo stesso tempo a mantenere un livello di design elevato, che rappresenta il lusso per eccellenza”.

    Volvo

    “Abbiamo un’idea chiara della direzione che dovremo prendere in futuro e il primo passo sarà quello di garantire l’impiego di materiali sostenibili, naturali e riciclati”, ha commentato Robin Page, responsabile del design presso Volvo Cars. 

    Modella borsa Volvo C40 Recharge

    “La collaborazione con 3.1 Phillip Lim per la creazione di un borsone ispirandosi ai materiali di domani rafforza l’ambizione delle due aziende di lanciare una sfida al mondo del design nella sua accezione più ampia affinché riconsideri i materiali che usiamo. Dalla creazione di collezioni da passerella agli interni delle auto, condividiamo la responsabilità di trovare alternative basate su materiali sostenibili”.

  • Pneumatico del futuro senz’aria, connesso e sostenibile – Video Sfida

    Confrontando un’auto di oggi con una di ieri, anche senza andare troppo indietro nel tempo ci accorgiamo che tutto è cambiato. Quasi nessun elemento è rimasto com’era. Un componente importantissimo, però, certamente uno dei più importanti per la sicurezza e le prestazioni, è perfettamente riconoscibile. Sto parlando della ruota e soprattutto del suo pneumatico. E’ riempito con aria compressa, ha bisogno di caucciù per essere realizzato, ovviamente o rotondo e tutto sommato non è molto diverso da cinquanta o cento anni fa.

    Adesso però, la Michelin ha presentato il primo passo di una vera e propria rivoluzione dalla gomma automobilistica.

    Clicca qui e LEGGI l’articolo Michelin presenta UPTIS Pneumatico senz’aria che non teme forature.

    Gli elementi del cambiamento

    Gli pneumatici di domani saranno senz’aria, quindi a prova di foratura. Connessi alla rete informatica di bordo e attraverso questa anche con l’esterno. Verranno prodotti attraverso la stampa in 3D, invece che con gli attuali metodi termomeccanici. E saranno soprattutto completamente riciclabili e totalmente prodotti con materiali di origine biologica. Addio petrolchimica.

    Pneumatico senz’aria compressa all’interno

    La gomma che non teme forature perché non ha aria all’interno è appena stata presentata. La Michelin a Montreal, all’apertura della grande conferenza sulla mobilità sostenibile che la stessa casa francese promuove, il Movin’On, ha rubato la scena addirittura alla guida autonoma e all’intelligenza artificiale.

    Protagonista assoluta dell’evento è stata la ruota, cioè l’elemento più semplice e necessario per ogni veicolo di mobilità terrestre. La ruota senz’aria, appunto. Chiamata Uptis (Unique puncture-free tire system, quindi gomma a prova di foratura) arriverà dal 2024 sul mercato in America grazie alla collaborazione con la General Motors, già iniziata con una flotta di Chevrolet Bolt elettriche che nei prossimi mesi la testeranno in ogni condizione.

    Clicca qui e guarda il VIDEO col chiodo che entra ed esce senza problemi per l’auto.

    Gomma connessa

    Nessuno come lo pneumatico conosce le condizioni reali della strada sulla quale stiamo viaggiando. Se la gomma potesse parlare, avrebbe certamente un sacco di cose da dirci. E con queste conoscenze potremmo viaggiare meglio ed evitare incidenti. L’annegamento di microchip nella mescola del battistrada e il loro collegamento con il sistema di bordo e con l’esterno rappresenta un’innovazione estremamente interessante.

    Ci si lavora da molti anni, le difficoltà non sono poche, perché la posizione nella quale si trova la ruota non è né comoda, né riparata rispetto ad ogni tipo di sollecitazione. Ma si farà. Nel prossimo futuro avremo l’annuncio, ne sono certo, e nel corso del prossimo decennio le avremo sotto i nosri mezzi di trasporto, le gomme intelligenti, parlanti, capaci di comunicare.

    Produzione con stampa in 3D

    Quando si assiste a una dimostrazione di produzione industriale con tecnologia di stampa in tre dimensioni, non si può non pensare al pneumatico. Tutto nella sua forma lo fa apparire come l’oggetto più adatto a questo tipo di lavorazione. Peccato ancora una volta per il suo utilizzo, perché la gomma non è un soprammobile (se così fosse sarebbe gia prodotto con stampanti 3D), deve garantire prestazioni dinamiche incredibili, con cicli di isteresi termica che la fanno da padroni. Il modo in cui i diversi componenti e la mescola sono formati, perciò, è decisivo.

    La stampa in 3D arriverà tanto prima, quanto il pneumatico potrà cambiare, almeno in parte, la sua funzione. Decisiva può essere proprio la gomma senz’aria con lamelle portanti. Che cambia parzialmente il modo di lavorare del pneumatico, lateralmente oggi soggetto lateralmente a trazione per assorbire i colpi, domani centralmente a compressione. Forse sarà questo a rendere possibile la rivoluzione industriale della stampa in 3D.

    Sostenibilità ambientale

    Da più di un decennio ha iniziato ad affacciarsi nel mondo delle gomme il biomateriale. La prima è stata la Goodyear ad inizio anni Duemila con prototipi di Biopneumatico realizzati grazie all’amido di mais. Oggi sviluppa il Bioisoprene insieme alla DuPont. La gomma che non richiede prodotti petrolchimici ma soltanto biologici e si può riciclare al 100% non fa comodo a tutti. Come l’eliminazione della plastica dalla nostra quotidianità.

    Che futuro fa

    Il futuro degli pneumatici è già scritto nelle caratteristiche dell’auto del futuro. Connessa, autonoma, condivisa, a zero emissioni. Le gomme non avranno più l’aria all’interno soprattutto per questo. L’auto a guida autonoma non può essere fermata da un chiodo e non si può fermare a causa di una gomma a terra.

    Lo stesso vale per l’auto in car-sharing. Per la stampa in 3D l’operazione è meno semplice di quanto appaia e o stesso vale per la connessione. Ma arriveranno entro il 2030. Per la riciclabilità totale e i biomateriali si tratta soltanto di lobbying. Se il mondo reale vince su quello di plastica, non vedo grandi problemi tecnologici.

    Dico la mia, perché le cose possono cambiare. E spesso è meglio che cambino

    L’uscita dall’era del petrolio e dei combustibili fossili è la vera partita in gioco anche se parliamo di gomme. Io credo che quell’era sia alla sua conclusione, quindi non ho dubbi.

    Cambieranno anche gli pneumatici.

    Non soltanto perché non ci fermeremo per una foratura, ma perché saremo capaci di forare il grande muro dell’apparentemente impossibile. Faremo a meno del petrolio e della plastica, e costruiremo benessere sviluppando nuove tecnologie amiche dell’uomo e dell’ambiente.