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  • Movin’on, a Montreal salgono sul palco i sistemi multimodali

    Montreal darà ancora casa a Movin’ On, il summit internazionale per la mobilità che si terrà dal 4 al 6 giugno accogliendo per la terza volta presso specialisti, addetti, rappresentanti di grandi multinazionali e di piccole start up con giornalisti, politici ed esponenti nel mondo dell’industria della finanza e della ricerca provenienti da tutto il mondo. Il tema di quest’anno è “Soluzioni per sistemi multimodali” articolato secondo 5 capitoli fondamentali: decarbonizzazione e qualità dell’aria, transito cittadino multimodale e società, tecnologie innovative, trasporto di beni e multimodalità e economia circolare.

    Un’eredità importante

    Il Movin’ on è l’erede di quello che fino al 2016 si chiamava Michelin Challenge Bibendum, nato dal 1998 come vetrina per i veicoli più avanzati dal punto di vista ambientale. Per i primi due anni si svolse a Clermont Ferrand, dove si trova il quartier generale del famoso costruttore di pneumatici, poi si decise di portarlo in giro per il mondo: Fontana (California), Heidelberg, Sonoma (California), Shanghai (2004 e 2007), Rio de Jainero, Parigi, Kyoto, Berlino e Chengdu, senza una cadenza fissa. Fino a quando non si decise si cambiargli nome facendo sparire ogni riferimento a Michelin e al suo famoso omino gonfiabile, suo inconfondibile simbolo nientemeno che dal 1894. Sta di fatto che, con questa edizione, Montreal diventa la prima città ad ospitare per tre volte consecutive il Movin’On già Bibendum.

    Montreal

    La terza volta di Montreal

    Ma perché Montreal e perché per 3 volte? La risposta è nella natura di una città (francofona) e di un paese che utilizza due lingue (francese e inglese), è da sempre terra di emigrazione e integrazione sociale ed ha immense risorse naturali ed energetiche che fanno la fortuna della sua economia e anche dell’industria automobilistica che qui vende e produce circa 2 milioni di autoveicoli all’anno. Ci sono inoltre 700 aziende fornitrici attive nel campo dell’automotive, alcune di livello mondiale per un fatturato annuale di circa 19 miliardi di dollari dando lavoro a 125mila persone.

    Una visione chiara

    Il Canada ha inoltre fatto partire recentemente un piano di incentivazione per auto ibride plug-in, elettriche e a idrogeno che arriva fino a 5.000 dollari e può essere sommato agli 8mila dollari già stanziati dallo stato del confederato del Quebec del quale Montreal, con i 4 milioni di abitanti della sua area metropolitana, ospita quasi la metà della popolazione. In Quebec sono vendute oltre la metà delle auto alla spina di tutto il paese. Il piano comprende anche lo sviluppo di una rete di rifornimento – non solo ricarica, ma anche stazioni per l’idrogeno – ed è funzionale agli obiettivi che il Canada si è posto in termini di mobilità per i prossimi anni: il 100% di auto ad emissioni zero per il 2040 passando per il 10% nel 2025 e il 30% nel 2030.

    Il cattivo vicinato

    Intanto, il mercato canadese dell’auto in maggio registra un calo del 5,9% continuando una tendenza che dura da 15 mesi e che nella prima parte dell’anno è stata influenzata dall’attesa per gli incentivi federali. Altra tendenza chiara: la diminuzione dei truck in favore delle automobili, al contrario di quello che accade negli USA dove i proclami della politica il mercato vanno nelle direzione opposta a quella del Canada e del resto del mondo.

  • Canada incentivi a tutto campo per l’auto Zero Emissioni

    Anche in Canada incentivi a tutto campo per l’auto a Zero Emissioni.

    Per la prima volta il paese ora ha un programma di incentivi per l’auto elettrica e ibrida plug-in. Per quanto infatti appaia incredibile, il grande paese nordamericano non aveva mai approntato a livello federale una legge specifica ed erano stati sempre i singoli stati e gli enti locali ad aiutare la diffusione delle auto alla spina.

    Il piano degli incentivi Federali: elettrico e idrogeno

    Questo piano ora esiste e prevede lo stanziamento di 300 milioni di dollari canadesi (pari a 200 milioni di euro) per 3 anni e un incentivo fino a 5.000 dollari per l’acquisto di auto ad emissioni zero, elettrica o a idrogeno. E 2.500 dollari per le auto ibride plug-in purché abbiano un prezzo di listino inferiore a 45mila dollari che sale a 55mila per i veicoli a 7 posti.

    Queste soglie salgono rispettivamente a 55mila e 60mila dollari in caso di allestimenti più ricchi.

    L’incentivo viene riconosciuto anche per le auto in leasing per un periodo di almeno 48 mesi e diminuiscono in modo proporzionale per piani di finanziamento di durata inferiore. Il ministero dei trasporti ha già pubblicato la liste dei veicoli che possono accedere al programma e ha già annunciato che sarà aggiornato in base alle novità di mercato.

    Gli incentivi sono disponibili dal I maggio per veicoli acquistati dal 23 marzo 2019 fino al I gennaio 2024 e vi potranno accedere anche le flotte degli enti provinciali o comunali. Con un limite però di 10 veicoli all’anno.Anche per i privati vi è il limite di un incentivo all’anno.

    Il piano prevede inoltre per i veicoli ad emissioni zero la deduzione al 100% del costo della vettura e la detrazione fino a 55mila dollari.

    Si sommano agli incentivi statali di Quebec e British Columbia

    I piani si sommano a quelli statali del Quebec (fino a 8mila dollari) e del British Columbia (fino a 6mila dollari).

    Un mercato dell’auto grande come quello italiano

    Il mercato dell’auto canadese ha chiuso il 2018 con 2 milioni di auto vendute (-1,9%) dei quali il 2,2% sono elettriche con un aumento del 125% rispetto al 2017 e un parco circolante di 93mila unità.

    Gli ambiziosi Obiettivi del governo

    Il governo lancia in Canada incentivi a tutto campo perchè prevede che le vendite dei veicoli elettrici possano raggiungere il 4-6% nel 2025 e il 5-10% nel 2030. Ma vuole spingere per raggiungere il 10% nel 2025, il 30% nel 2030 e il 100% nel 2040.

    Questo vuol dire avere un parco circolante ad emissioni zero di 825mila unità nel 2025, di 2,7 milioni nel 2030 e di 14 milioni nel 2040 pari rispettivamente al 3%, 10% e 48% del totale del parco circolante.

    Nel piano il governo canadese ha previsto altri 130 milioni per lo sviluppo in 5 anni della infrastruttura di ricarica pubblica (che si aggiunge a quello da 97 milioni già in corso per il periodo 2016-2022).

    Le stazioni di ricarica e di rifornimento a idrogeno

    Al momento in Canada vi sono 4.263 stazioni di ricarica (527 rapide). Oltre a sole stazioni di rifornimento ad idrogeno: una pubblica (Mississauga, Ontario) e una della Shell (Vancouver, British Columbia), ma il piano è di portarle a 6. Mentre la Petro Canada ha annunciato l’installazione di 50 stazioni di ricarica fino a 350 kW sugli oltre 8mila km della rete Trans-Canada Highway.

    Il governo ha inoltre previsto 5 milioni per incentivare le case automobilistiche a introdurre nei listini nuovi modelli a zero emissioni e 800 milioni del Fondo Strategico di Innovazione riservati all’industria e alla filiera.

    L’Attenzione alla filiera industriale

    Il Canada, come l’Italia, è un paese produttore ed esportatore di automobili.

    In Canada incentivi a tutto campo significano tenere giustamente conto del fatto che nel 2018 sono state prodotte qui oltre 2 milioni di automobili. Sono presenti ben 5 costruttori (FCA, Ford, General Motors, Honda e Toyota) serviti da circa 700 diversi fornitori, alcuni di livello mondiale come la Magna (40,8 miliardi di dollari di fatturato).

    Ci sono poi realtà di assoluto riferimento nel campo dell’elettrificazione come la Ballard, specialista nelle celle a combustibile. E il gruppo di lavoro ad Halifax di Jeffrey Dahn, uno dei massimi esperti mondiali delle batterie al litio. L’industria dell’automobile canadese sviluppa un fatturato di 19 miliardi di dollari dando lavoro a 125mila persone nell’industria e 400mila impiegati nelle reti di vendita e assistenza.

    Il quadro internazionale

    La Norvegia, nazione-simbolo per l’elettrificazione dell’auto (clicca qui e LEGGI articolo Perchè la Norvegia è il paradiso delle auto elettriche), è quindi sempre meno sola.

    Se la capitale Oslo (clicca qui e LEGGI articolo A Oslo entro quattro anni solo Taxi elettrici e ricarica wireless), insegue una mobilità su quattro ruote a Zero Emissioni, anche in America le municipalità si muovono decise.

    Come dimostrato da Los Angeles nella sua attenzione alla diffusione di camion a idrogeno (clicca qui e LEGGI articolo) e da Chicago con il suo programma per l’energia da fonti rinnovabili (clicca qui e LEGGI articolo)