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  • Nasce E-Gap a Milano va in scena la ricarica mobile on demand

    SOS ricarica.
    L’ansia d’autonomia è uno dei muri pratici, ma soprattutto mentali, che ancora tengono lontana l’auto elettrica dal regno del possibile.

    Una soluzione arriva da E-Gap società con sede a Roma che ha scelto Milano come città pilota per un ambizioso progetto: fornire un servizio di ricarica mobile on demand.

    Nella foto: L’assessore alla mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli, con Eugenio de Blasio, socio fondatore della E-Gap.

    In pratica, se la vostra auto elettrica ha la batteria a terra o prevedete di ritrovarvi in questa condizione dove i punti di ricarica non ci sono o non sono sufficienti, basta scaricare un app e prenotare l’arrivo di un piccolo furgoncino fornito di una grande batteria e di un sistema di ricarica rapida a 50 kW.

    Più si è previdenti e più tempo si ha a disposizione per ricaricare, meno costa il servizio.

    Se vi servono infatti 5 kWh (ci fate circa 40 km con una Nissan Leaf) entro 1,5 ore vi costa 20 euro, lo stesso se vi servono 10 kWh ma le prenotate con 24 ore di anticipo. E lo stesso accade se vi servono 10 kWh: entro un’ora e mezza vi costano 25 euro, quanto 15 kWh con 24 ore di anticipo.

    Facendo i conti si va da 4 euro/kWh a 1,66 euro/kWh e, numeri alla mano, il costo unitario varia dell’energia è di 3-8 volte quello praticato dal più grande operatore nazionale, ovvero Enel X, attraverso le sue colonnine.

    E-Gap è però pronta ad offrire un servizio business, dunque se siete un azienda con un parco che comprende auto o mezzi commerciali elettrici, ci si può sedere a tavolino e stabilire una tariffa ad hoc.

    Prevista anche la situazione in cui il furgone di ricarica non possa raggiungere il mezzo. Il mezzo infatti ha un caricatore trasportabile dotato di energia sufficiente a far muovere il veicolo da ricaricare in prossimità del furgone caricatore. Per ora la copertura del servizio riguarda solo Milano nella zona compresa dalla circonvallazione interna, ma è prevista a breve una sua estensione.

    Nel mirino di E-Gap ci sono 9 altre città: Amsterdam, Berlino, Londra, Madrid, Mosca, Parigi, Roma, Stoccarda e Utrecht.

    L’idea di un furgone di ricarica è stata applicata in Italia anche dalla Nissan, che aveva fornito al servizio taxi romano 3570 un Nissan NV400 allestito per la ricarica veloce, ma nel frattempo è stato dismesso poiché i punti di ricarica rapida a disposizione delle 30 Leaf in servizio sono sufficienti.

    Nel frattempo, altri stanno sviluppando altre forme di ricarica mobile come quella delle colonnine mobili alla quale sta lavorando Volkswagen.

    Servizi come questo forniscono un buon incentivo psicologico, ma anche organizzativo proprio per i taxi, ma ancora di più per il noleggio o il car sharing elettrico del tipo free floating dando ai gestori la possibilità di poter movimentare o dislocare la flotta senza vincoli particolari.

    Sembra essere questa la potenziale clientela di E-Gap, soprattutto se l’elettrificazione dei parchi auto andrà con un passo più veloce di quello tenuto dall’infrastruttura fissa o quest’ultima dovesse avere uno sviluppo poco omogeneo. In realtà come queste, un servizio come E-Gap trova le migliori condizioni per avere successo.

  • ELECTRIFY VERONA MEGLIO DI ELECTRIFY AMERICA: PALI DELLA LUCE PER RICARICA AUTO ELETTRICHE, VIDEO SORVEGLIANZA E WI-FI

    Trasformare i pali della luce in colonnine di ricarica per auto elettriche.
    E non solo. Anche in elementi di videosorveglianza e distributori di segnale wi-fi.
    Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima?

    In effetti questa idea circola già da tempo, ma a Verona troverà il suo terreno di elezione grazie ad Electrify Verona, il progetto portato avanti dal Comune di Verona, AGSM (la società che distribuisce l’energia sul territorio cittadino) e Volkswagen Group Italia partito già da settembre e che ora passa alla seconda fase proprio con l’installazione dei primi due lampioni-colonnina-multifunzione che diventeranno 12 nelle prossime settimane e addirittura 100 entro il 2021.

    I primi pali di ricarica sono comparsi a Londra nel 2014, ma avevano bisogno di un dispositivo di collegamento apposito.

    Un ulteriore fardello da aggiungere ai soliti due cavi da portare sempre con sé, uno per il collegamento alla presa domestica e un altro per le colonnine e le wallbox.

    Ora sono presenti anche in altre città europee, ma quelli più moderni sono sicuramente quelli installati a Verona.

    Permettono infatti la ricarica a 22 kW, hanno il wi-fi, la video sorveglianza collegata con la polizia municipale, i sensori per il monitoraggio della qualità dell’aria e possono essere prenotati tramite app.

    Sono insomma un vero e proprio pezzo della Internet of Things e delle cosiddette “smart city”.

    Il progetto Electrify Verona ha altri elementi di interesse che rendono la città di Romeo e Giulietta un centro pilota per la nuova mobilità. Il più interessante è sicuramente la possibilità di avere l’installazione gratuita della wallbox a casa per qualsiasi residente che acquisti un’auto elettrica di qualsiasi marca.

    In soldoni vuol dire che, anche se non si compra una Volkswagen e-Golf, una Volkswagen e-up! o un’ Audi E-tron – per rimanere all’interno dello stesso gruppo – e si sceglie una Nissan Leaf, una Jaguar I-Pace o una Hyundai Kona Electric, si ha diritto ad avere la wallbox a casa.

    Un incentivo, non solo monetario, che si aggiunge all’ingresso libero all’interno della ZTL e ai parcheggi gratuiti.

    Nel 2018 a Verona l’AGSM ha erogato 30.000 kWh per ricaricare le auto elettriche e le loro immatricolazioni sono aumentate dell’86%, una percentuale rilevante, tuttavia inferiore alla media nazionale (+148,5%).

    Quanto ai pali-colonnine, anche Enel X li ha in catalogo, fanno parte del piano strategico nazionale e sono del tutto simili a quelli di Electrify Verona, ma non sono stati ancora installati.

    Di sicuro, poter allargare la rete di ricarica veloce migliorando anche altri aspetti delle nostre città rappresenta una possibilità che deve essere considerata nel momento in cui si potenziano le infrastrutture e i servizi che proiettano le nostre comunità verso il futuro.

    Altrettanto esemplare è che tutto questo possa avvenire grazie alla collaborazione tra istituzioni e privati, condividendo gli stessi obiettivi: migliorare la qualità dell’aria e della vita senza sacrificarla agli interessi di bottega.