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  • #2 BALLA SPAZIALE – NON C’E’ ABBASTANZA ENERGIA PER UN SISTEMA 100% RINNOVABILI

    IL MITO PIU’ DIFFUSO E’ ADDIRITTURA DEFINITIVO. “NON E’ POSSIBILE” UN MONDO CHE FUNZIONI SOLTANTO CON ENERGIE RINNOVABILI.

    Niente di più falso. C’è abbastanza energia donata ogni giorno al nostro pianeta dal Sole (irraggiamento, venti, ciclo dell’acqua e delle biomasse), da caratteristiche terrestri (geotermia), resa disponibile da fenomeni attrattivi Terra-Luna-Sole (maree) per coprire consumi decine di volte superiori a quelli attuali.

    Ma non basta. L’energia da fonti rinnovabili sarebbe largamente sufficiente utilizzando tecnologie già commercialmente disponibili.

    Ovviamente, con lo sviluppo di nuove tecnologie oggi allo stato sperimentale, oppure non ancora ideate, la situazione è destinata a migliorare ulteriormente. Se spostano la loro attenzione sulle energie rinnovabili, il mondo moderno e quello futuro non corrono nessun rischio di black-out. Almeno finché brillerà il Sole in cielo.

    Il rischio black-out esiste invece con le fonti fossili, che devono essere importate da aree del mondo diverse rispetto a quelle di utilizzo finale e sono perciò soggette a possibili cambi di scenario.

  • Hyundai punta dritto al sole

    Il sogno di catturare i raggi del sole per tramutare l’automobile da consumatore in produttore d’energia diminuendo così le emissioni e accelerando la transizione verso lo zero.

    Il Gruppo Hyundai dal 2019 comincerà ad equipaggiare le proprie vetture di pannelli solari in modo da ridurre il ricorso a fonti di energia esterna o “sporche” rendendole così più indipendenti da reti, carburanti e vettori di qualsiasi tipo.

    L’energia solare infatti è davvero a “chilometro zero”, soprattutto se viene catturata direttamente dalla vettura senza neppure passare dai pannelli domestici, dalle reti o dalla produzione di idrogeno attraverso l’elettrolisi praticata catturando i fotoni prodotti dalla nostra stella.

    Il sogno non è nuovo: ci aveva pensato alla fine degli anni ’90 l’Audi, installando sulla A8 un tetto apribile provvisto di celle, in grado di alimentare l’impianto di ventilazione e dunque rinfrescare la vettura lasciata sotto il sole. Più recentemente, la Toyota Prius di precedente generazione aveva adottato il tetto completamente coperto di celle solari.

    La Toyota Prius PHEV plug-in hybrid ha un pannello fotovoltaico in grado di catturare in un anno l’energia necessaria per percorrere 1.000 km ad emissioni zero.

    Gratis! La strategia di Hyundai è invece molto più articolata e si appoggia ad una spalla non solo amica, ma parente: la Hyundai Solar. Sono previste 3 generazioni di pannelli per 3 rispettivi tipi di veicolo.

    Il primo è dedicato agli ibridi: ha una struttura in silicio applicata su tutto il tetto della vettura e sarà in grado di catturare dal 30 al 60% dell’energia quotidiana necessaria alla ricarica della batteria.

    Il secondo invece è dedicato alle vetture dotate di motore a combustione interna ed è un tetto panoramico semitrasparente in grado, allo stesso tempo, di far penetrare la luce all’interno dell’abitacolo e di assorbire i raggi del sole per ricarica la batteria. In questo modo il motore deve provvedere solo a spingere il mezzo e non ad alimentare tutti i dispositivi e i servizi di bordo consumando ed emettendo di meno.

    Il terzo tipo sarà invece dedicato ai veicoli elettrici ed è ancora allo studio, ma risponderà allo stesso principio: ridurre quei passaggi necessari per produrre e veicolare l’energia e che provocano inevitabilmente costi e perdite.

    L’auto solare apre uno squarcio nuovo nel processo verso le emissioni zero, che va oltre l’aspetto ludico-scientifico delle varie competizioni tra auto solari, e rovescia il paradigma dell’auto quale consumatrice di energia.

    Con il V2G e l’evoluzione dei pannelli, l’auto potrebbe addirittura diventare parte attiva nel processo di produzione pulita dell’energia trasferendola alla rete quando è ferma.