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  • Hyundai Nexo a idrogeno, la mia prova su strada in centro a Milano

    In Italia l’auto a idrogeno si può già acquistare

    La Hyundai Nexo a idrogeno in Italia si può acquistare, come qualsiasi altra auto a listino della Hyundai.

    Il prezzo è di circa 70.000 euro – dice Andrea Crespi, direttore generale della Hyundai Italia – con un equipaggiamento superaccessoriato, che prevede tutte le tecnologie che oggi ci aspettiamo da un’auto di ultima generazione.

    Il problema è fare il pieno

    Il problema, per chi dovesse pensare a un acquisto, è l’assoluta impossibilità di fare rifornimento al di fuori di Bolzano, dove esiste l’unica stazione di servizio in Italia capace di erogare idrogeno a 700 bar.

    Scritta Fuel Cell dietro la Hyundai Nexo

    L’Eni sta per arrivare a Milano e Venezia

    Nei prossimi mesi la situazione dovrebbe evolversi. Certo, non è in arrivo una vera moltiplicazione dei distributori di idrogeno, ma almeno altre due importanti città del nord dovrebbero vedere la nascita di infrastrutture di rifornimento. L’Eni ha confermato di avere i  programma l’apertura presso la sua nuova sede di San Donato Milanese e nell’area di Porto Marghera a Venezia di due stazioni di servizio attrezzate con idrogeno gassoso a 700 ber nel corso dei prossimi mesi.

    La mia prova su strada della Hyundai Nexo a idrogeno in centro a Milano

    Una volta a bordo, con il serbatoio ben pieno, diventa tutto molto semplice.

    Fabio Orecchini alla guida della Hyundai Nexo a idrogeno a Milano 2019

    La Hyundai Nexo a idrogeno è facile da guidare, naturalmente. La trazione è esclusivamente elettrica, l’unica differenza rispetto a un’auto a batterie è che dopo la partenza realizzata attingendo energia dagli accumulatori, l’elettricità che arriva alle ruote è prodotta principalmente dalla celle a combustibile (fuel cell) che la generano al momento facendo reagire idrogeno e ossigeno.

    L’idrogeno è nel serbatoio in forma gassosa, l’ossigeno arriva dall’aria che viene presa direttamente dall’esterno attraverso delle prese anteriori, del tutto simili a quelle del radiatore delle “vecchie” auto a benzina e diesel.

    Per saperne di più, clicca qui e leggi Auto a idrogeno con celle a combustibile, come funziona.

    Su strada è diversa da un’auto elettrica a batterie

    Se le prime sensazioni a bordo della Hyundai Nexo a idrogeno sono analoghe a quelle che si vivono a bordo di un’auto elettrica a batterie, basta partire e pigiare con un po’ decisione l’acceleratore e le differenze si notano.

    Hyundai Nexo a idrogeno parcheggiata a Milano 2019

    Accelerazione più progressiva

    La maggiore differenza tra la Hyundai Nexo a idrogeno e un’auto elettrica, come la Hyundai Kona o la Hyundai Ioniq per rimanere nell’ambito dello stesso marchio, è nella progressione in accelerazione.

    Mentre l’auto elettrica a batterie è quasi rude nell’accelerazione, la Hyundai Nexo a idrogeno fa percepire che all’interno del sistema energetico sta succedendo qualcosa di importante e raffinato per far arrivare tutta l’energia necessaria alle ruote.

    Fabio Orecchini alla guida della Hyundai Nexo a idrogeno a Milano 2019

    Potenza e silenzio

    La progressione è decisamente più simile a quella di un’ottima auto a benzina con prestazioni sportive e una sovrabbondanza di cavalli da regalare al guidatore.

    Quello che accomuna però la Hyundai Nexo a idrogeno alle auto elettriche soltanto a batterie è certamente il silenzio. Che è totale

    Posteriore con scritte Hyundai Nexo a idrogeno 2019

    Non c’è più il ronzio del compressore

    Il rumore – a tratti leggermente fastidioso – che si percepisce quando si è al posto di guida delle auto a idrogeno, è quello del compresso che spinge l’aria all’interno delle celle a combustibile.

    Beh, questo rumore sulle Hyundai Nexo a idrogeno non c’è più.

    Soltanto acqua dal tubo di scarico

    Quello che rimane è la piccola traccia bagnata che si forma quando ci si ferma un po’ e si riparte.

    Hyundai Nexo idrogeno a Milano 2019 acqua dallo scarico

    Allo scarico della Hyundai Nexo a idrogeno, infatti, non ci sono sostanze inquinanti ma soltanto acqua pura generata dalla congiunzio di idrogeno e ossigeno nelle cella a combustibile.

    Si produce elettricità, quindi, avendo come risultato soltanto dell’acqua.

    Per leggere anche la mia prova su strada della Toyota Mirai a idrogeno clicca qui.

  • Il ritorno dell’idrogeno, nuovo distributore ENI a Venezia con Toyota – Dossier

    Firma a tre di Giuseppe Ricci, responsabile Refining & Marketing dell’Eni, Luigi Brugnaro, sindaco dell’area metropolitana di Venezia e Mauro Caruccio, amministratore delegato della Toyota Italia, per un nuovo distributore di idrogeno a Venezia.

    Perché l’idrogeno a Venezia

    La scelta dell’area metropolitana delle città lagunare non è casuale, visto che proprio a Porto Marghera l’Eni ha riconvertito il suo storico polo petrolchimico in Bioraffineria.

    L’impegno del Sindaco Brugnaro

    Il sindaco di Venezia e della sua area metropolitana, Luigi Brugnaro, ha maturato da tempo un interesse particolare per una prospettiva energetica che veda l’idrogeno, oltre all’elettricità e ai biocombustibili, come protagonista di uno scenario orientato all’abbattimento significativo delle emissioni di CO2 e di inquinanti.

    Il progetto e le prospettive secondo l’Eni

    Il progetto della nuova stazione di rifornimento di idrogeno per autotrazione, il cui posizionamento preciso sarà indicato entro il 2019, è direttamente collegato alla filiera dei biocombustibili, come spiega il responsabile Refining & Marketing dell’Eni, Giuseppe Ricci, in questa significativa chiacchierata che ho potuto fare con lui davanti a una videocamera.

    L’interesse dell’Eni viene da lontano, visto che già all’inizio degli anni Duemila il gigante energetico italiano ha sviluppato progetti – che mi hanno anche coinvolto scientificamente – per produrre e distribuire il nuovo combustibile, puro o in miscela con il metano in forma di Idrometano. Poi però, per oltre un decennio, c’è stato un netto calo di interesse sull’argomento.

    Adesso, mentre tutti guardano principalmente all’elettricità per rendere a Zero Emissioni il trasporto automobilistico, l’Eni nota acutamente che ci può essere spazio per altri nuovi vettori energetici capaci di non generare inquinanti nell’utilizzo a bordo di un mezzo di trasporto, primo tra tutti proprio l’idrogeno.

    Il ruolo della Toyota e l’interesse per Venezia

    La Toyota, come molte aziende giapponesi, guarda con particolare attenzione alla città di Venezia. Il patrimonio culturale, storico e simbolico di questa perla architettonica unica al mondo non sfugge ai Giapponesi, che la frequentano numerosissimi dal punto di vista turistico e ne seguono le sorti con sempre nuove iniziative.

    Proprio il Japan Week a Venezia, organizzato con la Fondazione Italia Giappone presieduta dall’Ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell’Università internazionale di Venezia ( Venice International University), ha rappresentato l’occasione per la firma dell’accordo che porterà alla nascita della nuova stazione di rifornimento di idrogeno e all’arrivo di una prima flotta di dieci Toyota Mirai a idrogeno su strada.

    La Toyota è protagonista di più iniziative a Venezia, me le faccio spiegare da Andrea Saccone – responsabile comunicazione e relazioni esterne della Toyota Italia – davanti alla videocamera subito dopo la firma dei nuovi accordi.

    La Toyota Mirai

    Il modello di auto attorno al quale gemma la nuova iniziativa è la Toyota Mirai. L’auto a idrogeno con celle a combustibile della toyota è commercializzata in Giappone e in molti altri paesi del mondo.

    Quest’anno la Toyota Mirai è arrivata a listino anche in Italia. Ovviamente, per poter essere utilizzata su strada necessita di una rete minima di rifornimento di idrogeno gassoso a 700 bar. Al momento l’unico distributore in italia in grado di erogare il combustibile con queste caratteristiche è a Bolzano.

    Sono in arrivo adesso, grazie agli accordi della Toyota con l’Eni, una stazione di rifornimento a Milano San Donato e questa ulteriore nell’area metropolitana di Venezia.

    Manca all’appello la città di Roma, dove la Toyota Italia ha la sua sede.

    Per conoscere meglio la Toyota Mirai clicca qui e LEGGI la mia prova faccia a faccia nell’utilizzo di tutti i giorni.

    Toyota Mirai a Mestre per nuovo distributore idrogeno a Venezia

    La Toyota Mirai a Mestre dov’è stato firmato l’accordo tra la Toyota, l’Eni e la Città Metropolitana di Venezia

     

     

  • #24 EMISSIONE IMPOSSIBILE IN COLLABORAZIONE CON MOTOR1.COM

    Insieme a Motor1 Italia realizziamo la prima webserie italiana che affronta gli argomenti più caldi nel percorso verso la mobilità a Zero Emissioni.

    La collaborazione con Motor1 Italia rappresenta un’occasione imperdibile di confronto con una delle più grandi community di appassionati di auto su YouTube.

    Sono oltre 360.000 gli iscritti al canale YouTube di Motor1 Italia, una platea incredibilmente estesa e interessante per portare i temi del progetto Obiettivo Zero Emissioni all’attenzione di chi ama l’automobile e desidera muoversi liberamente. E deve continuare a poterlo fare con costi ragionevoli e senza troppi problemi anche quando dal veicolo scompaiono le emissioni inquinanti.

    Il titolo fa capire subito che la questione è di enorme complessità.

    Le emissioni devono sparire dalla scheda tecnica delle auto. Questo è chiaro a tutti. Come riuscire a centrare l’obiettivo traghettando verso il cambiamento tecnologico un intero settore che garantisce centinaia di migliaia di posti di lavoro e percentuali significative del PIL nazionale in tutte le più grandi economie mondiali è tutt’altro che definito.

    Emissione Impossibile approfondisce le caratteristiche tecnologiche delle soluzioni in campo, gli scenari energetici ai quali devono essere associate, le dinamiche socio-economiche e gli effetti sull’ambiente e sulla salute umana da tenere in considerazione.