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  • Airspeeder, nascono le corse tra auto elettriche volanti

    Airspeeder, il primo campionato di auto elettriche volanti partirà entro la fine dell’anno, Coronavirus permettendo.

    Le corse automobilistiche, che stanno già perdendo i pistoni, probabilmente perderanno così anche le ruote.

    Matt Pearson Airspeeder auto volanti
    Matt Pearson, un Musk “Down Under”

    Matt Pearson, ideatore e fondatore del campionato, ha annunciato di aver chiuso positivamente la prima fase di finanziamento. Chi è costui? Una specie di Elon Musk “Down Under”: è infatti australiano e ha già messo su la Fleet (satelliti per telecomunicazioni) e la Alauda, specializzata appunto in mezzi volanti.

    Un business multimilardario

    L’Alauda (nome scientifico dell’allodola) punta ad intercettare il business dei cosiddetti eVTOL (Electrical Vertical Take Off and Landing) dove si stanno cimentando anche Uber, Porsche, General Electric, Boeing e Airbus. Il giro d’affari previsto per questo settore nel 2040 è di 1.500 miliardi di dollari.

    Leggi l’articolo sui primi test di velivoli elettrici

    Airspeeder auto volanti
    Una start-up da competizione

    L’Alauda dunque è quella che si potrebbe definire una start-up. Il loro obiettivo abituale è sviluppare una tecnologia, entrare in borsa per moltiplicare il valore e infine vendersi ad un grande player. L’originalità sta che Pearson vuole passare attraverso lo strumento evolutivo principe delle tecnologie: le competizioni.

    Airspeeder
    Quel mood da factory inglese

    L’altra originalità di Airspeeder auto elettriche volanti è la dimensione quasi artigianale della Alauda, che ricorda quella delle factory inglesi degli anni ’50 e ‘60. Anche lo stile della Airspeeder Mk 4, che sarà la monoposto del campionato monomarca, è chiaramente ispirato alle Formula 1 di quegli anni con una bocca che ricorda quella aperta di un pesce.

    auto volante
    I soldi ed i partner ci sono

    Alauda ha quartier generale ad Adelaide e ufficio commerciale a Londra. Tra i partner tecnici ci sono giganti del settore aerospaziale come Rolls-Royce e Babcock Aviation. Tra gli sponsor ci sono la DHL (già coinvolta in Formula E) e la Equals, tra i finanziatori società di investimento quali Saltwater Capital e Jelix Ventures.

    Airspeeder
    Quando Pearson volò a Goodwood

    Pearson è partito da prototipi basati su droni ed è andato a presentare la sua idea persino al Festival of Speed di Goodwood, di fronte all’organizzatore della più importante manifestazione al mondo di vintage motorsport: Charles Henry Gordon-Lennox, XI duca di Richmond, Lennox e Aubigny e VI duca di Gordon.

    Matt Pearson & Duke of March
    Quattro motori per otto eliche

    Tecnicamente, Airspeeder auto elettriche volanti Mk 4 sono degli ottocotteri, ovvero hanno 8 eliche.

    Le amiche hanno un diametro di 32 pollici (poco più di 81 cm), disposte a coppie coassiali. Sono spinte da 4 motori elettrici da 24 kW l’uno alimentati da una batteria ioni-polimero di litio da 500 kW di potenza e 15 minuti di autonomia.

    Caratteristiche delle auto volanti Airspeeder
    Tecnologie per la guida autonoma

    Oltre che per batterie e motori, l’Airspeeder sarà un banco di prova anche per i sistemi di guida. Per evitare ogni collisione, ci saranno LiDAR e sistemi di Machine Vision, tecnologie utili per la guida autonoma. L’Airspeeder potrebbe così diventare un collettore tecnologico tra il settore aerospaziale e la mobilità.

    Airspeeder
    Rapporto peso/potenza da competizione

    L’Airspeeder è lungo 4,03 metri, largo 3,42 e alto 90 cm. Ha una massa di 230 kg e può portare un pilota fino a 100 kg di peso. A conti fatti, ha un rapporto/peso potenza di 1,77 kg/cv, degno di supercar da 0-100 km/h in meno di 3 secondi, pari a quello di un caccia da combattimento. L’altitudine di volo è di 900 metri.

    Airspeeder
    Grandi spazi, paesaggi esotici

    In realtà, gli Airspeeder voleranno massimo a 4 metri da terra con sfide uno contro uno in contesti dal paesaggio esotico. La formula dunque è simile a quella della Extreme E. Per il calendario del primo campionato di auto elettriche volanti, si attende la fine dell’emergenza sanitaria, ma è assai probabile che la prima gara si svolgerà in Australia.

    Leggi l’articolo su Extreme E

    Airspeeder
    Il motorsport ci mette la firma

    Al campionato tra Airspeeder auto volanti prenderanno parte 5 squadre, alcune dai nomi già noti nel motorsport.

    Ognuna schiererà 2 piloti, ma non si sa se provengono dal mondo delle 4 ruote, dall’aviazione (anche acrobatica) o da altri sport ad alta velocità, ma non sulla terra ferma. Viene da pensare alla nautica, al bob o ad altri sport estremi.

    Airspeeder griglia di partenza delle auto volanti
    Il deserto delle nuove idee

    I primi test con uomini alla guida si sono già svolti nel deserto del Mojave, in California con piloti provenienti dalla US Air Force e dalla Martin Aviation. Ulteriori test sono stati svolti nel Regno Unito e soprattutto in Australia dove non mancano certo spazio e deserti. E, a quanto pare, neppure le idee.

    Airspeeder bozzetto auto volanti
  • La Boeing prepara l’aereo elettrico il primo test è un successo

    Il volo ad emissioni zero è l’obiettivo più ambizioso per ridurre in modo significativo il consumo di combustibili fossili e la produzione di gas serra a livello globale.

    E la corsa al volo elettrico si può ritenere già partita.

    Dopo il primo esperimento compiuto da Airbus nel gennaio del 2018 con il suo eVTOL (electrical Vertical Take Off and Landing) denominato Vahana è arrivata la risposta della Boeing che, ad un anno esatto di distanza, ha annunciato di aver compiuto con successo il primo test di volo per il suo PAV (Passenger Air Vehicle).

    Siamo davvero ai primi passi di un processo di sviluppo che, dal volo verticale, dovrà passare al volo orizzontale su ali. Non stiamo infatti parlando solo di trasporto aereo urbano, campo al quale si stanno dedicando anche new company come Uber, ma della fondata speranza di poter permettere alle persone di compiere viaggi almeno a medio raggio su velivoli che non bruciano un grammo di kerosene e tantomeno producono emissioni.

    Il PAV è un velivolo elettrico a guida autonoma progettato per voli di 50 miglia e misura 9,14 metri di lunghezza per 8,53 di larghezza. E se l’Airbus mostrò i 53 secondi del suo Vahana, del prototipo della Boeing sono rintracciabili solo 3 foto.

    Tuttavia le differenze con l’altro prototipo appaiono evidenti: il primo ha la forma di un maxi drone e utilizza tutte le eliche e le superfici alari sia per decollare sia per viaggiare; il secondo ha strutture alari fisse, un’elica dedicata per il volo longitudinale e soprattutto una fusoliera allungata, più simile a quella di un vero aeroplano. Il Vahana è stato ripreso solo in fase di volo verticale, il POV invece è stato fotografato con tempi di apertura talmente corti che le eliche appaiono ferme e non è facile capire se abbia compiuto almeno un breve tratto di volo in orizzontale.

    Di sicuro, il settore degli aeromobili è in una fase decisiva. Nei giorni scorsi l’Airbus ha annunciato che non produrrà più l’Airbus A380 a partire dal 2021 e la Lufthansa che ne ridurrà la sua flotta da 14 a 8, certificando di fatto il fallimento commerciale dell’aereo di linea più grande mai prodotto. La Boeing invece è alle prese con il software di volo del suo Boeing 737 Max 8 che è sospettato di essere la causa di almeno due disastri aerei: quello del 10 marzo scorso della Ethiopian Airline vicino Addis Abeba e quello del 29 ottobre 2018 della Lion Air avvenuto nel mare di Java.

    I due più grandi costruttori mondiali di aerei, oltre che impegnati in un’eterna lotta commerciale, devono anche difendersi dall’accusa di rappresentare il sistema di trasporto più inquinante, destinato apparentemente ad esserlo sempre di più: dal 4,3% del monte totale della CO2 emessa si rischia di arrivare al 25% entro il 2050 e il 60% è prodotto dai voli a lungo raggio (oltre 1000 miglia).

    L’industria ha già messo in campo CORSIA (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation) per arrestare nel 2020 l’escalation delle emissioni e mettere in campo una campagna di compensazione per 2,5 miliardi di tonnellate di CO2 richiamando investimenti per 40 miliardi di dollari nel periodo 2021-2035. Il CORSIA è uno strumento quadro che fa seguito agli accordi di Copenhagen del 2009 e che mirano a dimezzare l’impronta di CO2 del trasporto aereo entro il 2050.

    Il volo ad emissioni zero, sia esso elettrico o a idrogeno, può sicuramente essere un ulteriore strumento per conseguire questo risultato. Lo studio di consulenza Roland Berger ha contato almeno 100 progetti mondiali sull’aereo a propulsione elettrica e prevede che il primo volo di linea con questo tipo di velivoli avverrà nel 2032 anche se il CEO di Easyjet, Johan Lundgren, nel 2018 è stato ancora più ottimista: basterà aspettare 10 anni.

    Dunque la strada è ancora lunga, ma i giganti dell’aviazione l’hanno già iniziata.