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  • Nei rifugi alpini basta generatori Diesel

    Luoghi meravigliosi

    I rifugi di montagna sono posti magici. In particolare modo quelli raggiungibili soltanto piedi, magari dovendo affrontare anche percorsi impegnativi.

    Si tratta di micro-ecosistemi da preservare ad ogni costo, che oggi devono dare anche servizi confortevoli ma che meritano di poterlo fare in completa armonia con il paesaggio incantato che puntualmente li circonda.

    Il mio video è realizzato al Rifugio Stevia in Valgardena, gestito con attenzione, simpatia e cordialità e ristrutturato da poco nel pieno rispetto dell’identità precedente. Ho avuto modo di visitarlo prima della ristrutturazione e tornarci adesso, trovandolo completamente rinnovato.

    Qui però non è successo come in altri rifugi, che con la nuova pelle hanno perso il loro carattere originale.

    Allo Stevia tutto è ancora autenticamente coerente col luogo in cui ci si trova e con l’identità precedente. Sulla porta del suo ovile pluripremiato sono orgogliosamente in mostra i riconoscimenti ricevuti dalle pecore d’alta quota della casa.

    Insegna ovile Stevia con premi

    Una proposta per tutti i rifugi

    Proprio qui, dove mi sembra di vivere in una bolla sospesa tra le cime delle Dolomiti, ho deciso di realizzare il mio video. Questo luogo e le persone che lo fanno vivere meritano di avere un particolare segno di attenzione.

    Dai rifugi alpini deve sparire il rumore degli elettrogeneratori, devono sparire le loro emissioni inquinanti e devono diventare non più necessari i combustibili fossili che li alimentano.

    Dal rifugio Stevia parte la mia proposta ormai urgente:

    Basta generatori Diesel nei rifugi di montagna!

    Paesaggio dolomiti con insegna sentiero
    La questione energetica

    Non è semplice, né apparentemente economico dare ai rifugi soluzioni diverse dai noti, affidabili e poco costosi generatori Diesel per le loro necessità energetiche.

    Bisogno di energia pulita

    Pochi luoghi hanno però bisogno di energia pulita come i rifugi. Qui si viene per godere della natura e nella natura. E il rapporto con la montagna diventa a volte vera e propria intimità

    Proprio qui, immensamente più che altrove, si capisce che l’energia deve essere prodotta da fonti rinnovabili, utilizzata senza produrre emissioni e resa compatibile con le magiche atmosfere – oltre che con le condizioni ambientali.

    L’opportunità da sfruttare come esempio

    La sfida energetica dei rifugi è un’opportunità da cogliere per dare l’esempio di come possa cambiare in meglio la nostra vita attingendo a soluzioni a Zero Emissioni.

    La mia esperienza nel 2004 al rifugio Lago Rodella

    Il rifugio Lago Rodella di Velturno in Alto Adige, nella foto qui sotto, già all’inizio degli anni Duemila, grazie a un progetto della Provincia di Bolzano e alle competenze di un’azienda trentina – la SGS Future di Cavalese, è stato un’esempio unico a livello mondiale di rifugio a zero emissioni grazie a un sistema a idrogeno con celle a combustibile.

    Io ci sono andato allora e ho collaborato all’analisi dei dati e anche alla messa a punto di un modello che potesse essere replicabile.

    Beh, era tutto possibile. Il rifugio a Zero Emissioni si poteva fare già quindici anni fa.

    Rifugio Lago Rodella Alto Adige

    L’idea dei rifugi senza generatori Diesel e le relative soluzioni tecnologiche, non sono quindi una novità. Quindici anni fa era già chiaro che si poteva fare – anche se avevamo coscienza del fatto che si trattasse in quel momento di una soluzione di frontiera.

    Sistema energetico rifugio lago rodella

    Oggi, ben quindici anni dopo, è inaccettabile che ancora non siano applicate in modo generalizzato delle linee guida che devono diventare la normalità.

    Il nuovo progetto sul Monte Bianco

    Il Rifugio Torino situato nei pressi del Colle del Gigante sul massiccio del Monte Bianco, a 3.375 metri di quota, è il sito italiano nel quale il CAI – Club Alpino Italiano ed Environment Park – Parco scientifico tecnologico della Regione Piemonte stanno oggi applicando soluzioni di razionalizzazione energetica nell’ambito del progetto europeo Life SustainHuts.

    C’è bisogno di una visione globale

    Quello che manca, oggi ancora più di 15 anni fa quando il progetto al rifugio Lago Rodella era vera innovazione, è una visione ambiziosa e globale.

    Il futuro dell’energia può fare dei rifugi la propria bandiera.

  • LA SOCIETA’ NO OIL UN NUOVO SVILUPPO E’ POSSIBILE

    L’innovazione scientifica

    Il libro introduce e propone una definizione di sviluppo sostenibile che consenta di “misurare” la bontà dei modelli e delle tecnologie.

    Lo sviluppo sostenibile non consuma risorse. Le usa e le riusa, illimitatamente.

    Dove c’è consumo, cioè si toglie alle generazioni successive la potenzialità di accesso alla stessa quantità di risorse a disposizione della generazione attuale, non c’è sostenibilità.

    Si prospetta già nel 2003, anno di pubblicazione della prima edizione, lo scenario di uno sviluppo senza petrolio come emblema – applicato all’energia – di una soluzione valida a livello globale.

    Prima edizione del libro “La società No Oil”, 2003

    Applicazione al sistema energetico

    Un sistema energetico basato sulle fonti rinnovabili e sulle nuove tecnologie per il loro sfruttamento non ha i limiti intrinseci di disponibilità e concentrazione della fonte tipici del petrolio e degli altri combustibili fossili.

    Nella società No Oil lo sviluppo può essere veramente per tutti, perché le fonti sono potenzialmente illimitate. E le tecnologie di sfruttamento e utilizzo sono a zero emissioni.

    Fonti rinnovabili di energia e vettori energetici come l’elettricità, i biocombustibili, l’idrogeno permettono di realizzare tutti gli usi finali dei quali la società umana ha bisogno. Non solo, ma la ricerca, lo sviluppo e la diffusione delle nuove soluzioni energetiche, dai sistemi di accumulo per elettricità e idrogeno, alle celle a combustibile e tutte le nuove filiere permettono finalmente e veramente una vera e proprio rinascita economica.

    Nuova crescita economica e industriale

    La società No Oil non è una scelta ma una necessità. Gli interessi dell’attuale meccanismo economico che governa il sistema energetico sono basati su dinamiche che hanno funzionato finché lo sviluppo è stato per pochi. Il mondo globale ha bisogno di soluzioni capaci di superarne i limiti intrinseci.

    I cicli chiusi delle risorse energetiche sono alla base del sistema che l’uomo ha il dovere e l’urgenza di realizzare.

    Non si tratta di un processo semplice, né di breve durata. Guai però a non comprenderlo e governarlo.

    Oggi si parla finalmente di Economia Circolare, il libro ne rappresenta l’anticipazione, all’inizio degli anni Duemila, focalizzata sul cruciale ciclo delle risorse per l’energia.

     

  • A PROPOSITO DI SOSTENIBILITA’ IL VATICANO A ZERO EMISSIONI

    Dalla teoria alla pratica. Iniziano a prendere forma in Vaticano i principi enunciati dall’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco, che indica come urgente e prioritaria la sostenibilità delle attività umane.

    Papa Francesco, davanti ai miei occhi, ha definito senza mezzi termini “antica” la Papamobile con motore a combustione interna sulla quale è salito per recarsi dalla sua residenza in Santa Marta all’udienza generale in Piazza San Pietro.

    Accade così che il più piccolo stato del mondo, la Città del Vaticano, che è però anche uno dei più complessi vista la ramificazione planetaria delle sue relazioni, inizi a darsi degli obiettivi molto ambiziosi. Energia e mobilità devono diventare al più presto, addirittura per alcune attività entro il vicinissimo 2020, a emissioni zero e a bilancio di CO2 nullo.

    Sintetizzando il tutto in due soli ingredienti, la scelta di Papa Francesco è per fonti rinnovabili di energia e veicoli con trazione elettrica. Parte il progetto Vaticano Sostenibile.

    L’attrazione deve essere per tutti nella semplicità del linguaggio e nel livello del messaggio di Papa Francesco, che ha partecipato personalmente alla consegna di una Opel Ampera-e donatagli da Opel e General Motors, incontrato uno per uno tutti i relatori del convegno di lancio del progetto che possiamo definire “Vaticano Sostenibile”.

     

  • OLTRE IL PETROLIO SIAMO NELL’ERA DEI VETTORI ENERGETICI

    Il libro nasce per dare risposta alla domanda chiave che chi si occupa di sistemi energetici si sente fare continuamente. Cosa c’è oltre il petrolio? Gas naturale, nucleare, rinnovabili o altro ancora?

    Nulla di tutto questo. E tutto questo insieme.

    Si cambia modo di ragionare, non siamo più nell’epoca in cui erano le fonti energetiche a dettare le soluzioni tecnologiche, le politiche e le strategie.

    Siamo entrati nell’era dei vettori di energia, su di essi vanno tarati l’innovazione, l’economia, le politiche energetiche. Elettricità, derivati del petrolio come benzina e gasolio, metano, biomasse, carbone e idrogeno si confrontano sulla loro capacità di essere producibili, reperibili, trasportabili e utilizzabili. Sono le capacità di una soluzione di essere competitiva come vettore a decretarne il successo.

    Proprio come è avvenuto per il carbone e il petrolio in passato. Hanno vinto perché sono stati in grado di garantire reperibilità, capacità di trasporto e conservazione dell’energia.

    Le fonti rinnovabili si affermano grazie a vettori in grado di permetterne lo sfruttamento che ne possa trasferire nello spazio e nel tempo la disponibilità energetica messa a disposizione dalla natura e convertita grazie a tecnologie sempre più efficienti.

    Un vettore energetico permette di trasferire nello spazio e nel tempo la disponibilità di una determinata quantità di energia.

    Il tutto con l’ormai assodata caratteristica fondamentale che ogni sistema energetico deve dimostrare per affermarsi, la possibilità di produrre, trasportare, conservare e utilizzare l’energia a zero emissioni.