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  • Toyota Yaris Hybrid, video spiegazione del nuovo sistema ibrido

    Il sistema ibrido della nuova Toyota Yaris Hybrid è molto diverso da quello che equipaggia la precedente versione.

    La mia video-spiegazione

    Non cambia il principio generale di funzionamento, che sfrutta la tecnologia Toyota dotata di rotismo epicicloidale per gestire i flussi di potenza.

    Cosa cambia rispetto alla precedente versione

    Cambia significativamente la potenza del motore elettrico. Ed è nuovo il motore a benzina Ciclo Atkinson che adesso è un 3 cilindri 1.500 cc di cilindrata.

    Questo significa che le prestazioni attese, soprattutto nell’incremento di marcia in modalità elettrica e nell’abbassamento di consumi ed emissioni, sono di livello che pochi anni fa in molti ritenevano addirittura irraggiungibile.

    I contenuti disponibili sul sito

    Clicca qui e leggi il Dossier Nuova Toyota Yaris, l’auto ibrida da città.

    Clicca qui e leggi la nostra prova in anteprima Toyota Yaris Hybrid, la lezione dell’ibrido.

  • Confronto Toyota Yaris Renault Clio e Honda Jazz, come scegliere una piccola full hybrid con gli incentivi

    Un pieno di ibridi “pieni” nel segmento dove tutti tentano di fare il pieno. La Toyota Yaris tutta nuova trova infatti la Honda Jazz e la Renault Clio per una inedita sfida “full hybrid” sul filo dei 4 metri, nella fascia più importante del mercato. In Italia conta il 36%, in Europa il 17%.

    Renault Clio E-Tech

    Tre auto, tre caratteri differenti, ma soprattutto tre opzioni di scelta sfruttando gli incentivi che vanno da 2.000 a 3.750 euro in caso di rottamazione. Vediamo di capire come scegliere l’una piuttosto che un’altra sia in base alle caratteristiche di base sia per quelle del loro sistema di propulsione.

    Honda Jazz
    Lo stile

    È sempre una questione di gusti, ma qui le differenze di carattere sono evidenti. La Jazz è una piccola monovolume molto razionale, la Yaris è sportiveggiante e giovanile, la Clio è più tradizionale e polivalente. Se questo è il criterio di scelta, ci saranno pochi dubbi.

    Toyota Yaris Hybrid
    L’abitacolo

    Quello della Jazz è più hi-tech e si può essere persino bicolore. Quello della Yaris è il più originale, con la strumentazione a binocolo e l’head-up display. La Clio è più “macchina” nel senso tradizionale, con un’impostazione più convenzionale e un posto guida più avvolgente.

    Honda Jazz
    Dimensioni

    La Yaris è più corta di almeno 10 cm rispetto alle altre due. Fa una bella differenza quando si tratta di parcheggiare o fare i conti con le misure del proprio box. Il diametro di sterzata è pari a quello della Jazz (9,8 metri), ma i sistemi di calcolo potrebbero essere diversi. La Clio è la più lunga e per l’inversione ha bisogno di 10,5 metri, ma ha il sistema di visione perimetrico.   

     LunghezzaLarghezzaAltezzaPasso
    Honda Jazz4,041,811,532,52
    Renault Clio4,051,801,442,59
    Toyota Yaris3,941,741,502,56
    Renault Clio E-Tech
    Abitabilità e bagagliaio

    L’impostazione della carrozzeria è determinante, ma non solo. La Jazz batte tutte per spazio e accessibilità, poi Clio e Yaris. La capienza del bagagliaio viaggiando in 5 appare simile, ma la Jazz ha molti più litri viaggiando in 2 e ha la flessibilità del divanetto posteriore “magic seats”.

    Honda Jazz

    Le sedute hanno al di sotto ulteriore spazio utile e si sollevano così da poter infilare oggetti alti e sottili dalle portiere. Da notare che la Jazz (304 -1.205 litri) ha perso parte della sua capienza per la presenza della batteria, idem per il bagagliaio record della Clio: da 391 si riduce a 301 litri e si arriva massimo a 979 litri. La Yaris dichiara solo la capacità di base: 286 litri.

    Toyota Yaris Hybrid
    Sicurezza

    L’unica certificata a 5 stelle EuroNCAP è la Clio. La Honda ha 10 airbag e, insieme alla Yaris, sono le prime auto della categoria dotate di airbag centrale. Tutte hanno un livello di guida assistita pari a 2, la Toyota ha più delle altre la frenata autonoma anche agli incroci (in presenza di veicoli o pedoni), l’assistenza per l’evitamento dell’ostacolo e rallenta in prossimità di curve e incroci dunque guida predittiva per la sicurezza e recuperare più energia.

    Honda Jazz
    Connettività

    La Jazz ha il sistema più evoluto: riconoscimento vocale a intelligenza artificiale, wi-fi, mirroring senza fili attraverso Bluetooth, controllo in remoto attraverso l’app di alcune funzioni ed è aggiornabile over-the-air. Il più semplice da usare è quello della Clio, l’unica con lo schermo da 9,3” verticale. Solo la Yaris ha la ricarica wireless.

    Toyota Yaris Hybrid
    Sistema ibrido

    Tre sistemi ibridi diversi, ma accomunati da quattro caratteristiche in comune: due motogeneratori insieme al motore a combustione interna, batteria agli ioni di litio, possono marciare con il solo motore elettrico per qualche chilometro e possono funzionare sia in serie sia in parallelo.

    Toyota Yaris Hybrid

    La Yaris ha un 3 cilindri 1.5 a ciclo Atkinson collegato ai due motogeneratori tramite un rotismo epicicloidale, dunque nessun cambio e nessuna frizione. I suoi punti di forza sono la semplicità, manutenzione ridotta e 15 milioni di auto prodotte con uno schema nato perfetto. Ha 116 cv.

    Leggi la prova in anteprima della nuova Toyota Yaris

    Renault Clio E-Tech

    La Clio ha un 4 cilindri aspirato 1.6 e una trasmissione a 4 rapporti elettroattuata. Il collegamento tra le fonti di moto avviene tramite innesti che sincronizzano la loro velocità attraverso i motogeneratori. Renault ha lavorato a questo sistema per 8 anni depositando oltre 150 brevetti. Ha 140 cv.

    Leggi l’articolo sulle nuove Renault con il sistema ibrido E-Tech

    Leggi l’articolo sulla prima analisi visiva del sistema ibrido Renault E-Tech

    Honda Jazz

    La Jazz è mossa primariamente da un motore elettrico da 80 kW dunque è prevalentemente un ibrido in serie. Il 4 cilindri 1.5 da 97 cv funge da generatore alle basse velocità e, attraverso un sistema di frizioni, prima affianca e poi prende il posto dell’elettrico (intorno agli 80 km/h) con il crescere della velocità.

    Toyota Yaris IV
    Prestazioni

    La Clio fa pesare la maggiore potenza nella velocità massima anche se, sulla carta, è la più lenta in accelerazione. Il tipo di trasmissione permette però di avere una risposta più diretta all’acceleratore. In elettrico raggiunge i 75 km/h e secondo le affermazioni della casa insegue l’eccellenza della Toyota e può marciare anch’essa col motore a benzina spento fino all’80% del tempo in città.

    Renault Clio E-Tech

    Toyota Yaris, l’80% in elettrico è dimostrato su strada

    La Yaris va sotto i 10 s. nello 0-100 km/h ed è certamente in grado di viaggiare ad emissioni zero per l’80% del tempo sui tratti urbani, visto che il suo sistema evolve addirittura quello della Toyota Prius che ha dimostrato sperimentalmente di arrivare a sfiorare quel valore.

    Dichiara di poter veleggiare sin da 130 km/h dunque, dosando sapientemente il piede, si può andare a pistoni fermi anche a velocità elevate.

    Toyota Yaris Hybrid 2020 dinamica

    La Honda Jazz scatta meglio nel breve, ma richiede un’opera di autoeducazione delle sensazioni.

    Il regime del motore a scoppio dipende dalla richiesta di energia del sistema, non dalla velocità. L’effetto è quello di un CVT, simile a più marcato della Yaris, mitigato dal sound artificiale. Di contro, la morbidezza di funzionamento è sempre “elettrica”.

    Honda Jazz Hybrid

    Quanto al peso, la Clio dichiara 1.238 kg, solo 10 kg in più rispetto alla versione 1.5 dCi da 115 cv. Quasi pari la Jazz (1.228 kg) che non ha versioni non ibride. La Yaris pesa solo 1.085 kg e questo dato, oltre che indice di efficienza, è la premessa per un comportamento globale su strada migliore.

     Potenza (cv)Velocità (Km/h)0-100 km/h (s.)Peso (kg)
    Honda Jazz1091759,41.228
    Renault Clio1401809,91.238
    Toyota Yaris1161759,71.080
    Consumi ed emissioni

    La Yaris dichiara nel ciclo NEDC 2,8 litri/100 km pari a 64 g/km di CO2. La Jazz sta a 3,6 litri/100 km e 82 g/km, pari a quello della Clio. Più vicini i dati secondo gli standard WLTP: le emissioni massime medie della prima sono di 85 g/km, la Honda si posiziona a 87 g/km e la Clio a 96 g/km. Dati comunque eccellenti.

     Consumo (l/100km)Emissioni CO2 (g/km, NEDC)Emissioni CO2 (g/km, WLTP)Serbatoio (litri)
    Honda Jazz3,6828740
    Renault Clio3,6829639
    Toyota Yaris2,8648236
    Servizi

    Toyota mette sul piatto un pacchetto decisamente innovativo con WeHybrid che esalta l’elettrificazione e la sua pratica da parte dell’utente. L’assicurazione si paga solo sui chilometri percorsi con il motore a elettrico e quest’ultimi possono essere valorizzati per l’acquisto di altri servizi.

    Leggi l’articolo su Toyota WeHybrid

    Toyota Yaris Hybrid
    Prezzi e costi

    A listino, la Yaris Hybrid parte da 21.500 euro, la Clio da 21.950 e la Jazz da 22.500 euro. Quest’ultima ha anche la variante Crosstar con assetto rialzato e look vagamente offroad. La Renault e la Toyota offrono anche una versione specifica per le flotte.

    Honda Jazz

    La Clio paga la tassa di possesso più favorevole perché inferiore è la potenza del suo motore termico: 67 kW contro i 68 kW della Yaris e i 72 kW della Jazz. Dipendono dai territori le riduzioni e le esenzioni che riguardano gli accessi alle ZTL e i parcheggi a pagamento.

    Renault Clio E-Tech

    Le giapponesi offrono su carta una dotazione di base migliore, Renault ha solitamente una politica commerciale più aggressiva. Dunque, saranno il posizionamento e gli obiettivi commerciali a determinare i prezzi veri, ovvero quelli che ogni concessionario metterà nero su bianco nei preventivi.

    Honda Jazz

    Da valutare attentamente anche le formule di finanziamento. Grazie all’elevato valore residuo, queste ibride hanno una rata mensile bassa, sia che si parli della formula della “mezza auto” sia per il noleggio a lungo termine, da tempo considerato anche dai clienti privati.

    Toyota Yaris Hybrid
  • WeHybrid insurance, con la Toyota Yaris Hybrid se viaggi a zero emissioni non paghi l’assicurazione

    Toyota WeHybrid è molto di più di un nuovo sistema di calcolo del premio assicurativo.

    Sotto la denominazione WeHybrid sono comprese tre grandi famiglie di innovazioni in termini di mobilità. Ad introdurle è la Toyota in occasione del lancio della nuova Toyota Yaris Hybrid, ma a mio parere il loro contenuto va ben oltre il singolo marchio e il singolo modello.

    Nuove formule e nuovi contenuti, la mobilità di domani inizia a prendere forma.

    Arriva la nuova mobilità

    Il Toyota WeHybrid comprende tre famiglie di iniziative, basate sulla capacità del guidatore di saper sfruttare al meglio le potenzialità di marcia a bassi consumi e zero emissioni del sistema Full-Hybrid della Toyota.

    Scritta Hybrid Toyota Yaris
    WeHybrid Insurance

    La prima famiglia di novità per il cliente di un’auto altamente elettrificata come la Toyota Yaris Hybrid è relativa all’assicurazione, quella che dà il titolo a questo articolo e che sicuramente ha presa in modo più immediato sui potenziali clienti.

    Più avanti nell’articolo esamino in dettaglio i possibili benefici e come sfruttare al meglio l’occasione.

    WeHybrid Service

    La seconda famiglia di novità riguarda i costi di assistenza. Anche questa è basata sulla capacità del guidatore di utilizzare al meglio il sistema ibrido e stabilisce il valore  50% di percorrenza chilometrica in modalità elettrica in un determinato periodo per avere uno sconto base sulla manutenzione a partire dal primo tagliando.

    La riduzione di costo dell’assistenza cresce ulteriormente se la percentuale in modalità zero emissioni supera il 60% dei chilometri percorsi.

    Toyota Yaris Hybrid 2020 dinamica
    WeHybrid Challenge

    La famiglia di iniziative legate al “Challenge”, quindi a una vera e propria competizione tra gli automobilisti che utilizzano una Toyota Yaris Hybrid, è una specie di scatola aperta.

    La scatola WeHybrid Challenge può essere riempita dal guidatore, grazie a un utilizzo virtuoso della sua auto, di Crediti Green convertibili in buoni da spendere sulla piattaforma di mobilità integrata Toyota Kinto Go.

    Guidando a bassi consumi, basse emissioni ed elevata percorrenza in modalità zero emissioni, si può così ottenere un credito da spendere per pagare parcheggi, acquistare biglietti per mezzi di trasporto, partecipare ad eventi in 5000 città italiane coperte dal servizio.

    Per avere tutti i dettagli aggiornati clicca qui e vai allo specifico sito della Toyota.

    Come risparmiare sull’assicurazione

    L’offerta WeHybrid Insurance è lanciata con la nuova Toyota Yaris Hybrid ed ha un meccanismo molto semplice.

    Indipendentemente dall’età, dalla residenza dell’assicurato e dalla classe di appartenenza assicurativa, il costo dell’assicurazione viene legato al comportamento di guida dell’utilizzatore.

    Toyota Yaris Hybrid dinamica posteriore

    La copertura RCA completa ha così un premio che dipende esclusivamente dal chilometraggio percorso con il motore a combustione interna acceso.

    Il costo chilometrico è pari a 4 centesimi di euro (5 centesimi attivando la Kasko Collision), ma non viene applicato ai chilometri percorsi a zero emissioni, com motore a benzina spento.

    Il trucco per risparmiare

    Se si aderisce all’offerta WeHybrid Insurance, diventa cruciale imparare a sfruttare al meglio nella guida le potenzialità del sistema ibrido Full-Hybrid della Toyota.

    Conosco come pochi altri il comportamento su strada delle Toyota ibride e posso indicare con certezza il metodo per il massimo risparmio.

    Quello che conta è l’atteggiamento mentale. Non occorre cambiare il proprio stile di guida arrivando a odiare i chilometri percorsi perchè fonte di stress da prestazione in termini di riduzione delle emissioni.

    Toyota WeHybrid logo yaris

    Guidare è spesso una necessità ma deve essere anche il più possibile un piacere.

    Il trucco è nell’armonia delle accelerazioni, delle decelerazioni senza azione sul freno e delle frenate. Meno si sballottolano gli occupanti, più si riesce a guidare in modalità zero emissioni.


  • Toyota Yaris Hybrid, la lezione dell’ibrido

    Mentre tutti pensano all’elettrico, la Toyota evolve ulteriormente il suo sistema ibrido con la nuova Toyota Yaris Hybrid. Dal 1999 ad oggi in Europa ne sono state vendute 4 milioni, un quarto solo in Italia. Stessa proporzione per le ibride: dal 2012 ad oggi oltre mezzo milione e più di 120mila solo da noi dove già due terzi della Toyota vendute hanno due tipi di motore.

    Toyota Yaris IV

    Grazie all’ibrido, la Yaris di terza generazione ha avuto dal 2011 un ciclo di vita lungo quasi 9 anni, il 50% in più rispetto ad un’auto di questa categoria. L’elettrificazione dunque allunga la vita, probabilmente per una ragione molto semplice: è un futuro già presente.

    Toyota Yaris IV

    La nuova Yaris è la prima Toyota basata sulla piattaforma GA-B. Più rigida del 37%, permette di avere una vettura che pesa 20 kg in meno e mantenere una lunghezza di 3,94 metri. Sono almeno 10 cm in meno da parcheggiare rispetto alle concorrenti. Però è più larga di 5 cm e più bassa di 4 cm con un passo di 2,53 metri. Proporzioni diverse per uno stile che riprende lo spirito della prima Yaris, ma con un guizzo di sportività e tocchi di C-HR in coda.

    Yasunori Uezawa

    Abbiamo avuto la possibilità di guidare la nuova Toyota Yaris Hybrid in anteprima parlando anche con l’ingegnere capo del progetto, Yasunori Uezawa. Un tempo breve e intenso per capire questo nuovo prodotto guardando soprattutto a:

    Abitabilità e capacità di carico

    Visibilità e posto guida

    sistemi di sicurezza e assistenza alla guida

    il nuovo sistema ibrido

    l’utilizzo ibrido

    la guida

    Abitabilità e bagagliaio

    Davanti si sale e si scende bene. Il sedile è stato abbassato di 21 mm e arretrato di 60 mm, il volante avvicinato di 77 mm, ha lo stesso diametro della GT 86 ed è meno inclinato di 6 gradi. Ne viene fuori una posizione di guida nettamente più sportiva, ma capace di ospitare anche persone alte 2 metri. Dietro, le portiere hanno un angolo di apertura non molto ampio, comoda invece la postura per gambe e schiena e buono lo spazio per gambe e ginocchia. Il bagagliaio è identico a prima: 287 litri, ma il piano (con doppio fondo regolabile) è a filo con la soglia e gli schienali se vengono abbattuti.

    Toyota Yaris IV

    Visibilità e posto guida

    La nuova posizione di guida è sportiva e cittadina allo stesso tempo. Le linee del parabrezza e di cintura sono state abbassate e i montanti anteriori, seppure arretrati, sono più sottili. Così non danno fastidio sia nelle svolte sia in curva. La coda più rastremata e i montanti posteriori più massicci restringono la visuale posteriore dunque è meglio affidarsi alla retrocamera. La strumentazione è composta da due visori circolari e un display centrale, tutti digitali. Le indicazioni sono molte, ma piccole. L’head-up display a colori invece è molto ampio. Il sistema infotelematico potrà avere schermi fino ad 8 pollici.

    Toyota Yaris IV

    Sistemi di sicurezza e assistenza alla guida

    La dotazione è tra le più complete. Il sistema di guida assistita di livello 2 con alcune funzioni mai viste su una Toyota e in questo segmento. La più importante è la frenata autonoma che interviene anche se si svolta ad un incrocio. La Yaris frena anche in manovra e ci sono ostacoli nei pressi della vettura oppure, se si esce in retromarcia da uno stallo, un’altra vettura sta sopraggiungendo di lato. Il cruise control si adatta ai limiti di velocità e rallenta la vettura in prossimità di incroci o rotonde. Infine, c’è il sistema che aiuta nelle manovre di evitamento e la Yaris è la prima auto del suo segmento con airbag centrale.

    Toyota Yaris IV

    I nuovo sistema ibrido

    Per la prima volta l’ibrido Toyota è a 3 cilindri. Lo schema è sempre lo stesso: un rotismo epicicloidale che collega il motore a scoppio con i due motogeneratori facendo anche da trasmissione CVT. Il millecinque a ciclo Atkinson ha un’efficienza del 40% ed il motogeneratore elettrico principale ha 59 kW contro i 52 kW di Prius, Corolla e C-HR. La batteria è agli ioni di litio è più compatta ed è più leggera di 12 kg. La capacità dovrebbe essere la stessa (circa 1 kWh). La Yaris è più potente (116 cv, +16%) ma consuma il 20% in meno con un dato NEDC di 2,9 litri/100 km pari a 64 g/km. La Yaris Hybrid raggiunge 175 km/h, fa lo 0-100 km/h in 10,5 s. e riesce a veleggiare sin da 130 km/h.

    Toyota Yaris IV

    Il funzionamento ibrido

    Il nuovo sistema è un bel passo avanti. L’utilizzo elettrico è ancora più ampio e, così come la nuova C-HR, la strumentazione permette di vedere la percentuale di tempo percorsa con il motore a benzina spento e di visualizzarla sullo smartphone. La Toyota promette l’80% in città. In attesa di poterlo verificare, abbiamo guidato senza ritegno ottenendo un 5,4 litri/100 km. Provando a fare più attenzione nell’ultimo tratto, cittadino con accesso limitato, siamo scesi a 2,7 litri/100 km. Sicuramente marciare in elettrico è più facile così come veleggiare. Il 3 cilindri si fa sentire poco e, se lo fa, lo fa con garbo perché è silenzioso e ha vibrazioni davvero ridotte.

    Toyota Yaris IV

    La guida

    Sarebbero dovute essere 2 ore di prova, ma ci abbiamo messo mezz’ora in meno. Il motivo è che la nuova Yaris invita a guidare. Lo sterzo è rapido preciso, il rollio è contenuto e si sente chiaramente l’effetto del baricentro ribassato di 12 mm. L’assetto permette appoggi convinti, stabilità in autostrada e, allo stesso tempo, un assorbimento efficace degli avvallamenti. I freni sono potenti e la modulabilità è migliorata. La risposta all’acceleratore è più pronta e la spinta arriva in modo più diretto, anche in salita e all’uscita delle curve. L’effetto è che istintivamente si preme meno sull’acceleratore e si ha la sensazione di andare più fluidi e più spediti. Il raggio di sterzata è assai ridotto, dunque parcheggiare è facile.

    Toyota Yaris IV

    Elettrificazione contro elettrico

    La nuova Toyota Yaris Hybrid è attesa in concessionaria per giugno. La raccolta di ordini inizia invece entro marzo e presto ci sarà un’indicazione di prezzo. Le novità sono tante, il progresso è tangibile, ma stavolta la giapponese non sarà l’unica auto del suo segmento a offrire un ibrido full visto l’arrivo della Honda Jazz e soprattutto della Renault Clio, un modello di grandissima diffusione. Questo potrebbe essere un vantaggio. Per tutte loro, la sfida è convincere che l’elettrico è una cosa buona, ma ancora cara mentre l’ibrido è a portata di mano, più pratico e rassicurante. Per l’uomo comune non è poco.

    Toyota Yaris IV
  • Hybrid, basta la parola. Oppure no?

    di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore

    La corsa all’ibrido. Eh già, ormai basta abbinare un motore elettrico a uno termico e voilà: l’elettrificazione è servita.

    Basta questo per dare una bella patente green, entrare nelle ztl e “gonfiare” grazie alla diversa omologazione i dati di vendita delle auto ibride.

    Il Ruggito di Mario Cianflone Sole 24 Ore

    C’è ibrido e ibrido

    Ma c’è ibrido e ibrido. E, a prescindere dall’efficacia reale della soluzione, va detto che un conto è il Full Hybrid (bel termine di marketing) di Toyota o i powertrain Phev (plug-in), un altro sono i mild hybrid.

    Infatti gli ibridi leggeri sembrano in molti casi veramente dei cheating device, dei sistemi ideati per abbattare solo sulla carta consumi ed emissioni.

    E anche tra questi ibridi leggeri occorre fare distinzione tra quelli a 48 Volt e quelli a 12, ma in ogni caso il contributo del motorino elettrico spazia dallo scarso al nullo passando per l’irrilevante.

    Sale il costo d’acquisto

    Intanto aumentano costi e complessità costruttiva e questa non è una buona cosa per la manutenzione di utilitarie che rischia di diventare onerosa a fronte di una riduzione trascurabile delle emissioni.

    A dire il vero, le case automobilistiche non hanno molte colpe: non stanno barando, cercano solo di fronteggiare normative europee troppo restrittive, tecnologicamente non neutrali e idelogicamente viziate verso l’elettrico e la messa al bando del termico.

    Ed ecco che arrivano anche auto supercomplesse come le ibride plug-in che si portano dietro una zavorra di batterie ed elettromotore con effetti nefasti sui consumi reali.

    Il dubbio

    Il dubbio ancora una volta è se tutto questo ha senso, se si vuole proteggere davvero l’ambiente o se invece la politica e le nuove lobby del green new deal non stiano perseguendo invece obiettivi diversi e meno nobili.

  • Questo è l’anno dell’auto ibrida. Ecco tutti i modelli del 2020

    Il 2020 è un anno storico per l’evoluzione dell’auto verso la tecnologia ibrida.

    Non si è mai vista prima un’inondazione di nuovi prodotti con doppia motorizzazione ampia come quella dell’anno in corso.

    Full-Hybrid e Plug-in Hybrid in tutti i segmenti

    Dai modelli compatti fino ai grandi Suv, tutte le tipologie di vettura sono interessate nel corso dell’anno dall’arrivo di modelli ibridi di tipo full-hybrid, quindi senza ricarica elettrica dall’esterno, oppure plug-in hybrid, caratterizzati cioè dalla possibilità di ricaricare le batterie anche dalla presa elettrica.

    Nuova Toyota Yaris, la regina del mercato si rinnova

    Tra le auto compatte è particolarmente attesa la nuova Toyota Yaris Hybrid, che già nella versione attuale è il modello ibrido più venduto nel nostro paese.

    Toyota Yaris 2020

    Grazie al sistema ibrido di quarta generazione, la piccola Toyota promette percorrenze in modalità zero emissioni ancora maggiori (addirittura l’80% del percorso in città) e una più spinta economia nei consumi di benzina.

    Renault Clio E-Tech, il Full-Hybrid Made in Europe

    La competizione ibrida nel corso dei dodici mesi è resa interessante anche dall’arrivo dell’inedito sistema E-Tech a bordo della nuova Renault Clio.

    La mia spiegazione della tecnologia Renault E-Tech al salone di Ginevra

    Si tratta di una tecnologia molto diversa rispetto a quella della Toyota, e promette anch’essa prestazioni di assoluto livello. Anche in questo caso è stato comunicato il valore dell’80% del percorso in modalità zero emissioni in città.

    Honda Jazz Hybrid, l’altro ibrido giapponese

    Completa l’avanzata della tecnologia ibrida full-hybrid tra le auto compatte l’arrivo della Honda Jazz Hybrid, disponibile esclusivamente in versione ibrida.

    Honda Jazz e Honda Jazz Crosstar

    Il sistema Honda è completamente diverso da quello Toyota ed è particolarmente centrato sull’utilizzo del motore elettrico nelle diverse condizioni di marcia.

    Clicca qui e leggi il Dossier: Honda I-MMD l’altro ibrido Made in Japan.

    Kia e Hyundai, massiccia offensiva ibrida dei marchi coreani

    Per i marchi coreani l’offerta ibrida si arricchisce in casa Hyundai grazie alla Kona Hybrid e alle rinnovate Hyundai Ioniq.

    Hyundai Kona Hybridvista laterale

    Novità anche per la Kia con la Niro Hybrid e l’arrivo della Kia Xceed in versione plug-in hybrid.

    Kia Niro PHEV dinamica muso
    Kia Niro Plug-in Hybrid

    Clicca qui e leggi il Dossier: Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid.

    Marchi tedeschi, soltanto Plug-in Hybrid

    A dir poco impressionante il programma di introduzione di modelli ibridi per i marchi tedeschi.

    Nella prima parte dell’anno debutta la versione ibrida plug-in della Bmw X1, che ha il compito di trainare la gamma con doppia motorizzazione del marchio, già ben articolata, verso obiettivi di vendita molto elevati.

    Il piano di attacco dell’Audi in tema di ibrido vede il debutto dell’Audi Q5 plug-in hybrid come modello di maggiore diffusione. Entro la fine dell’anno è previsto l’arrivo sul mercato anche della Audi Q4 ibrida plug-in.

    Audi Q5 TFSI e vista laterale dinamica
    Audi Q5 Plug-in Hybrid

    Per la Mercedes l’arrivo di modelli ibridi plug-in va dalla nuova Classe A, alla Classe B e comprende i Suv Glc e Gle.

    Con la particolarità dell’abbinamento tra motore diesel e motore elettrico per la Mercedes Gle ibrida plug-in, come già avviene per le Classe E e Classe C station-wagon.

    In casa Volkswagen è la Golf 8 Gte a rappresentare la maggiore novità, con sistema ibrido ricaricabile offerto con un doppio livello di potenza.

    Volkswagen Golf 2020
    Anche la Volkswagen Golf 8 arriva in versione Plug-in Hybrid

    Anche il gruppo PSA punta sul Plug-in Hybrid

    Notevole il numero di novità ibride per i marchi del gruppo Psa, con particolare importanza sul nostro mercato per le Peugeot 508 e 3008 Hybrid4, la Citroen C5 Aircross Hybrid la Opel Grandland X Hybrid4.

    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid ricarica
    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid in ricarica

    La Ford accelera l’elettrificazione in Europa

    In casa Ford è l’arrivo della Kuga Phev ibrida ricaricabile il punto di maggior interesse.

    Ford Kuga plug-in hybrid

    Ma anche il debutto in Europa del grande Suv Ford Explorer proprio grazie alla doppia motorizzazione è una novità molto importante per il futuro del marchio sul nostro mercato.

    Gruppo FCA, tocca alla Jeep

    Per il gruppo Fca è il marchio Jeep a iniziare il percorso ibrido di elevata elettrificazione.

    La soluzione plug-in hybrid arriva a bordo della Jeep Renegade e della Jeep Compass.

    Jeep Renegade & Compass 4Xe

    Il simbolo dell’ibrido 2020 è la Ferrari

    Ma è decisamente made in Italy il modello simbolo di un 2020 da consegnare alla storia come l’anno dell’ibrido.

    Ferrari SF90 Stradale Cavallino volante

    La Ferrari SF90 Stradale, primo modello ibrido plug-in del cavallino rampante, suggella infatti l’elettrificazione irreversibile dei sistemi di trazione, anche di quelli ad alte prestazioni.

    Il mio video sulla Ferrari SF90 Plug-in Hybrid

  • Le mie tre scelte di tecnologia al Salone dell’auto di Tokyo 2019

    Un salone molto giapponese

    Quest’anno al Tokyo Big Sight, fantastico centro congressi con ampi spazi fieristici che si raggiunge attraversando il Raimbow Bridge, con una meravigliosa vista della baia, sono soprattutto le case giapponesi a mettere in mostra idee e tecnologie.

    Tokyo Big Sight vista angolata da sotto
    Più futuro che presente

    In mostra quest’anno c’è più futuro che presente. Ottima notizia per i miei gusti, un po’ di delusione negli occhi e nelle riflessioni di addetti ai lavori che vengono fin quaggiù per vedere automobili.

    Non è il mio caso, a me ovviamente le automobili interessano, ma quello che mi interessa di più sono i progetti e le innovazioni.

    Le mie scelte tecnologiche

    Alla fine della visita, la domanda che mi fanno sempre in molti riguarda le mie preferenze.

    Cos’hai visto di interessante e cosa ti è piaciuto di più?

    Quest’anno la risposta a quella domanda doppia la condivido con tutti qui sul mio sito, selezionando quattro tecnologie.

    la mia preferita #1 – Mitsubishi Mi-Tech con ibrido turbogas

    Alla Mitsubishi Mi-Tech ho dedicato il mio primo articolo dal Salone di Tokyo 2019, per approfondire clicca qui e LEGGI Mitsubishi Mi-Tech ibrida Plug-in col Turbogas al posto dei pistoni.

    La micro turbina a gas multi combustibile, i quattro motori elettrici accostati alle singole ruote, l’idea di fare di questo prototipo l’emblema dell’ambizioso progetto della Mitsubishi Motors di continuare ad essere leader nella tecnologia ibrida Plug-in, fanno della Mi-tech un piccolo pezzo di storia del’automobile. E hanno certamente un ruolo fondamentale nell’innovazione e nella tecnologia vista a Tokyo

    Mitsubishi Mi-Tech Turbogas

    Tecnologia Turbogas

    Ecco qui sotto una turbina a gas di medie dimensioni (prodotta proprio dalla MitsubishiHitachi Power systems), dalla quale si può avere un’idea dell’estrema compattezza e sofisticazione della tecnologia turbogas. Sarà perchè sono un professore di Sistemi Energetici, ma trovo questa immagine molto ispirante per chi vuole guardare al futuro con slancio e concretezza.

    Turbogas Mitsubishi Hitachi

    La mia preferita #2 – Batterie al litio allo stato solido del prototipo Lexus LF-30

    Beh, chiunque voglia arrivare alla diffusione di massa della mobilità a zero emissioni secondo me deve avere due idee fisse in testa:

    • Sviluppare le fonti rinnovabili di energia;
    • Rendere utilizzabili nuovi vettori energetici producibili da fonti rinnovabili e utilizzabili a zero emissioni.

    I due vettori energetici che oggi conosciamo ed hanno queste caratteristiche sono l’idrogeno e l’elettricità.

    Evoluzione delle batterie al litio

    Per rimuovere ulteriori confini all’utilizzo dell’elettricità quello che conta è avere batterie sempre più capienti, sicure, economiche. La tecnologia del prossimo decennio è certamente quella del litio.

    Il suo prossimo gradino di sviluppo è nell’elettrolita allo stato solido. Che la Lexus LF-30 indica chiaramente come obiettivo raggiungibile nella parte bassa della carrozzeria laterale.

    Lexus LF-30 prototipo batterie litio stato solido

    Eccola qui la scritta luminosa più interessante dal punti di vista della tecnologia a Tokyo, che non a caso è posta su un pianale estremamente sottile.

    Se vuoi capire meglio perchè sia così importante quella piccola scritta, clicca qui e LEGGI articolo con VIDEO Ecco la verità sule batterie del futuro.

    Scritta Lexus Stato Solido

    La mia preferita #3 – Sistema ibrido della Honda Jazz

    La Honda Jazz porta su una compatta la soluzione già sul mercato a bordo della Honda CR-V. Si tratta di un’innovazione e di una perla dal punto di vista della tecnologia a Tokyo 2019 poco eclatante, perchè arriva direttamente su un prodotto che sarà in concessionaria tra pochi mesi anche in Italia.

    Il sistema della Honda (clicca qui e scopri come funziona il sistema full hybrid della Honda nel mio approfondimento) è già pronto per rendere questi ed altri modelli ibridi plug-in in un futuro molto vicino, ed anche esclusivamente elettrici con il solo aumento della capacità delle batterie e la conseguente evoluzione della logica di controllo.

    Honda Jazz Hybrid e Jazz Crosstar a metà

     

  • Toyota e Lexus amano Venezia – Dossier

    È un connubio molto forte quello che lega il gruppo Toyota alla città di Venezia.

    Car sharing Yuko with Toyota

    Esattamente un anno fa, la casa nipponica, ha lanciato sul territorio il car sharing “YUKÕ with Toyota”, il primo car sharing Full Hybrid Electric in Italia. Il servizio, in dodici mesi, ha raggiunto quota 3.000 iscritti, dopo aver toccato quota 2.500 utenti a gennaio 2019. Dal primo giugno 2018, infatti, sono stati effettuati 7.900 noleggi (a 8 mesi dal lancio erano 4.900), di cui l’80% in modalità Station Based (Yuko One) e il 20% in modalità Free Floating (Yuko Way). Grazie alla tecnologia Full Hybrid Electric di Toyota sono state di conseguenza risparmiate circa 10 tonnellate di CO2, contribuendo a ridurre in modo drastico le emissioni di inquinanti in città grazie ai circa 240.000 chilometri percorsi per il 47,7% in modalità “zero emissioni”.

    Soddisfazione Toyota

    «La tecnologia Full Hybrid Electric di Toyota – dichiara Andrea Saccone, responsabile Relazioni Esterne della casa giapponese – è infatti in grado di ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx) di oltre il 92% per Yaris Hybrid e del 96% per Prius Plug-in rispetto ai limiti oggi indicati dalla normativa prevista per l’omologazione. Ciò a riprova della efficacia di questa soluzione tecnologica per garantire una mobilità sostenibile».

    Il servizio di car sharing ‘YUKÕ with Toyota’ dispone di un parco di 50 vetture composto da Yaris Hybrid, Prius Plug – In Hybrid e un Toyota Proace Verso, con allestimento specifico per garantire l’utilizzo anche alle persone con mobilità ridotta.

    Il punto di vista del Comune di Venezia

    «Siamo non solo soddisfatti ma anche orgogliosi dei risultati raggiunti a un anno dall’introduzione del servizio ‘YUKÕ with Toyota’ – dichiara l’assessore alla Mobilità Renato Boraso – perché sfruttando tecnologie all’avanguardia e puntando forte sull’innovazione siamo stati in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini contribuendo anche alla salvaguardia dell’ambiente. Del resto collaborare con un’azienda leader a livello internazionale non può che garantire i lusinghieri risultati che stiamo presentando. È questa una delle ricette principali che l’Amministrazione Brugnaro sta sviluppando, ossia coinvolgere i privati nello sviluppo della città a tutto vantaggio dei suoi cittadini in un’ottica di sussidiarietà. Per questo intendiamo potenziare ‘YUKÕ with Toyota’ introducendo nello stesso tempo tariffe ancora più convenienti, augurandoci di continuare a lavorare fianco a fianco con il gruppo giapponese per ulteriori progetti che permetteranno a Venezia di presentarsi ancora più come una città sinonimo di innovazione e sguardo all’avanguardia verso il futuro».

    Bilancio dei primi 12 mesi

    «Il bilancio dei primi 12 mesi di esperienza di YUKÕ per noi è positivo e per questo ringraziamo il Comune di Venezia e tutti i cittadini che hanno utilizzato questo servizio e che, con le loro segnalazioni, ci hanno fornito preziosi spunti di miglioramento – sottolinea il Responsabile Relazioni Esterne di Toyota Andrea Saccone. Questo ci permette di crescere nella qualità di un servizio che si è rivelato una delle azioni concrete principali che il nostro gruppo sta sviluppando per raggiungere i propri ambiziosi obiettivi in termini di mobilità sostenibile. Il secondo anno del servizio si apre all’insegna delle novità – aggiunge Saccone. Oltre che nuovi pacchetti e servizi, ci sarà un parziale rinnovo della flotta Hybrid messa a disposizione dei nostri clienti. Siamo certi che con il nuovo modello che stiamo pensando di introdurre riusciremo a soddisfare anche le necessità di un pubblico più esigente».

    Nuove tariffe speciali

    A breve saranno infatti rilasciate sulla app del servizio nuove “tariffe speciali” per il noleggio di un intero weekend, di una settimana o, su richiesta, di un intero mese: “Grazie a queste nuove proposte i clienti YUKÕ potranno utilizzare il servizio per periodi più lunghi, con la tranquillità di sostenere un costo fisso predefinito e allo stesso tempo estremamente conveniente – spiega Saccone. Nella fattispecie, selezionando la ‘Tariffa Weekend’, nella fase di prenotazione potrà essere noleggiata una Yaris Hybrid dal primo pomeriggio del venerdì alla mattina del lunedì per soli 100 euro, comprensivi di 250 chilometri. Ma anche per chi avrà la necessità di utilizzare il servizio per brevi periodi anche durante la settimana, la ricca offerta dei ‘Pacchetti Risparmio’ consentirà di pre-acquistare (sia sul sito che tramite la app) crediti di guida YUKÕ, ottenendo una scontistica sulle tariffe base fino al 20% – continua. Quindi, per esempio, il cliente che pre-acquista un Pacchetto Risparmio YUKÕ 200 (200 euro di crediti di guida al costo di 160 euro, 20% di sconto) e decide di prenotare l’auto per un weekend, selezionando la tariffa dedicata, sosterrà una spesa reale complessiva di 80 euro. Queste soluzioni di risparmio, nuove e flessibili, rappresenteranno un ulteriore driver di crescita del gradimento e dell’utilizzo del servizio – conclude il Responsabile Relazioni Esterne di Toyota – il tutto per i clienti privati ma anche per le aziende che, oggi, possono ridurre sensibilmente il loro costo totale di mobilità utilizzando i servizi di auto in condivisione”.

    App Yuko Toyota venezia

    Ma quella del car sharing non è l’unica attività che lega inscindibilmente il gruppo nipponico alla città sull’acqua.

    Lexus e la mostra del cinema

    Per il terzo anno consecutivo, Lexus è sponsor della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia, che si svolgerà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre 2019, e che vedrà la regista argentina Lucrecia Martel Presidente della Giuria internazionale del Concorso.

    Manifesto Lexus Venezia 2019

    In questa occasione sarà protagonista il nuovo Lexus UX Hybrid, primo SUV dinamico compatto ibrido elettrificato del segmento C SUV premium, che sarà affiancato dall’ammiraglia Lexus LS, dalla berlina Lexus ES Hybrid e dal luxury Lexus suv RX. Come Auto Ufficiale dell’evento, durante tutta la Mostra, Lexus avrà il privilegio di accompagnare attori, registi e volti noti del cinema fino al red carpet. Lo farà con 35 vetture, tutte dotate di Tecnologia Full Hybrid Electric.

    «Per il terzo anno consecutivo Lexus è sponsor della Mostra del Cinema di Venezia, la più importante rassegna cinematografica italiana e una delle principali al mondo – ha dichiarato Fabio Capano, Director Lexus Division – a conferma di come la magia del cinema si unisca alla capacità di Lexus di stupire ed emozionare, combinando livelli di artigianalità, qualità e tecnologia ai vertici del mercato. Questa ricerca si sposa perfettamente con iniziative e appuntamenti come questo, che assicurano e trasmettono ai nostri clienti un’esperienza con un forte senso di esclusività, in linea con l’”Experience Amazing» di Lexus.

    Il Suv compatto Lexus UX Hybrid

    Lexus UX Hybrid è il primo suv compatto proposto in Italia esclusivamente con tecnologia Full Hybrid Electric. Presenta un sistema ibrido elettrico di quarta generazione che abbina un nuovo motore benzina 2.0L a ciclo Atkinson con un potente motore elettrico (80kW) per una potenza complessiva di 184 CV, il migliore rapporto prestazioni/consumi e i più bassi livelli di emissioni CO2 e degli ossidi di azoto NOx della categoria*. È il primo modello progettato sulla piattaforma Global Architecture-C sviluppata per assicurare i massimi livelli di sicurezza, stabilità e piacere di guida.

  • #30 EMISSIONE IMPOSSIBILE FULL HYBRID O PLUG-IN?

    Auto ibrida, quale scegliere tra Full-Hybrid e Plug-in Hybrid?

    La domanda diventerà sempre più popolare nei prossimi mesi. Sono molti, infatti, i modelli appena lanciati o in arrivo con le due soluzioni tecnologiche.

    La scelta migliore dipende dalle esigenze e dalle possibilità (non soltanto economiche) di chi si trova a dover decidere.

    Nel video di Emissione Impossibile di questa settimana le principali indicazioni per orientarsi e capire cosa offrano veramente le auto ibride Full-Hybrid e Plug-in Hybrid.

    Clicca qui e LEGGI il mio approfondimento con VIDEO sul dilemma ibrido Plug-in Hybrid VS Full Hybrid quale scegliere?

    Insieme a Motor1 Italia realizziamo la prima webserie italiana che affronta gli argomenti più caldi nel percorso verso la mobilità a Zero Emissioni.

    La collaborazione con Motor1 Italia rappresenta un’occasione imperdibile di confronto con una delle più grandi community di appassionati di auto su YouTube.

    Sono oltre 380.000 gli iscritti al canale YouTube di Motor1 Italia, una platea incredibilmente estesa e interessante per portare i temi del progetto Obiettivo Zero Emissioni all’attenzione di chi ama l’automobile e desidera muoversi liberamente. E deve continuare a poterlo fare con costi ragionevoli e senza troppi problemi anche quando dal veicolo scompaiono le emissioni inquinanti.

    Il titolo fa capire subito che la questione è di enorme complessità.

    Le emissioni devono sparire dalla scheda tecnica delle auto. Questo è chiaro a tutti. Come riuscire a centrare l’obiettivo traghettando verso il cambiamento tecnologico un intero settore che garantisce centinaia di migliaia di posti di lavoro e percentuali significative del PIL nazionale in tutte le più grandi economie mondiali è tutt’altro che definito.

    Emissione Impossibile approfondisce le caratteristiche tecnologiche delle soluzioni in campo, gli scenari energetici ai quali devono essere associate, le dinamiche socio-economiche e gli effetti sull’ambiente e sulla salute umana da tenere in considerazione.

  • Suono artificiale per le auto troppo silenziose, obbligo dal I luglio

    Il suono del silenzio non è il titolo di una canzone, ma è legge in Europa per i veicoli capaci di avanzare ad emissioni zero.

    Dal I luglio scorso infatti i veicoli elettrici e ibridi full di nuova omologazione dovranno emettere obbligatoriamente un suono artificiale quando marciano al di sotto dei 20 km/h o stanno facendo retromarcia.

    Lo prevede il regolamento europeo 540/2014 che si occupa dei livelli sonori emessi dai veicoli, sia quelli che devono essere silenziati sia quelli che, viceversa, hanno bisogno dei cosiddetti AVAS.

    AVAS

    Chi va piano… deve fare rumore

    Tale sigla sta per Acoustic Vehicle Alerting System ed è un tema legislativo affrontato per la prima volta in Giappone e subito dopo negli USA.

    Nel Sol Levante la legge è stata finalizzata già nel 2010, in Nordamerica nel 2018 (ma l’obbligo scatterà nel 2020) e per entrambi i paesi la soglia al di sotto della quale il suono artificiale entra in azione è di 30 km/h.

    La necessità di avere un suono artificiale, ma fino ad una certa velocità è presto detta.

    Quando le automobili marciano in elettrico a bassa velocità praticamente non emettono rumore e rappresentano dunque un pericolo per i pedoni che non le sentono arrivare. Quando aumenta la velocità, subentrano i rumori di rotolamento e dello spostamento d’aria, udibili anche dal pedone.

    Nissan Leaf VSS Switch

    Dal disco volante al V12

    Tali dispositivi diventeranno obbligatori in Europa dal I luglio 2021 per tutti i veicoli capaci di marciare, anche momentaneamente, ad emissioni zero. Il primo ad esserne equipaggiato è stato la Nissan Leaf di prima generazione nel 2010. Il suono prodotto assomiglia a quello che i cinematografi utilizzarono per i primi film sui dischi volanti negli anni ’50 e ’60.

    A questo punto però si aprono nuove prospettive di personalizzazione per distinguersi attraverso il suono artificiale. Già da anni le automobili ricreano, limitano o arricchiscono il sound percepito al loro interno attraverso l’impianto audio.

    Renzo Vitale & Hans Zimmer

    Il sound parlerà del brand

    La Harman, leader mondiale per i sistemi audio per automobili, ha già pronto un proprio sistema capace di emettere suoni diversi, finanche quello di un bel V8 a benzina.

    La multinazionale americana ci lavora da molto tempo, come dimostra lo studio congiunto svolto sulla Lotus 414E Hybrid, concept presentato nel 2010 e provvisto di un sistema sonoro capace di riprodurre il rumore di un V6, un V8, un V10 e anche di un V12. Mercedes sta preparando un suono per ognuno dei suoi modelli della gamma EQ.

    La BMW ha assunto un ingegnere del suono italiano, Renzo Vitale, e si è assicurata la consulenza del musicista Hans Zimmer (nella foto) per “comporre” il suono delle BMW elettriche del futuro.

    Il primo risultato è stato presentato sul concept Vision M Next e lo potete ascoltare qui.