fbpx
  • Jaguar E-Pace, per elettrificarsi alla spina bastano 3 cilindri

    La Jaguar sarà presto tutta elettrica e il ponte verso futuro e l’elettrificazione in vario grado. L’arcata più vicina al guado opposto è l’ibrido plug-in arrivato anche sul suv più piccolo della gamma: l’E-Pace. La ricarica è accompagnata da molte novità tecniche, soprattutto quelle nascoste. La E-Pace è nata nel 2017, dunque si tratterebbe di un restyling di metà vita, ma non è così.

    Leggi l’articolo sulla strategia di elettrificazione Reimagine di Jaguar Land Rover

    Jaguar E-Pace PHEV
    Uguale fuori, diversa dentro

    Lo stile infatti, non presenza novità di rilievo mentre la piattaforma è nuova ed è la PTA (Premium Transverse Platform). Dunque si tratta di un falso restyling, in eccesso, nei quali i cambiamenti di sostanza superano di gran lunga quelli formali. Operazione simile è avvenuta con la Land Rover Discovery Sport.

    Leggi l’articolo sulla nuove Land Rover Discovery Sport e Range Rover Evoque

    Jaguar E-Pace PHEV
    Dal mild-hybrid in su

    Lo scopo di questa scelta è permettere di avere più tecnologia a bordo, maggiore sicurezza e maggiore efficienza attraverso l’elettrificazione. Tutti i motori a benzina e a gasolio sono infatti mild-hybrid a 48 Volt e, per la prima volta su una Jaguar, arriva un 3 cilindri che funge anche da base per il sistema ibrido plug-in.

    Jaguar E-Pace
    Da 160 a 300 cavalli

    Le potenze vanno da 160 cv a 300 cv, con trazione anteriore o integrale di vario tipo: permanente, a disinserimento automatico e con differenziale posteriore attivo. Solo il diesel 2 litri da 163 cv può avere il cambio manuale a 6 rapporti. Gli altri 4 cilindri hanno l’automatico a 9 rapporti 9HP50 della ZF.

    Jaguar E-Pace PHEV
    Un cilindro e una marcia in meno

    I 3 cilindri montano invece un 8 rapporti 8G30 della Aisin. La versione ricaricabile ha la trazione integrale, ma realizzata senza collegamento meccanico, attraverso il motore elettrico posteriore da 80 kW. Con i 200 cv e dell’unità a combustione interna si ottengono rispettivamente 309 cv e 540 Nm.

    Jaguar E-Pace PHEV
    Quella che va più forte consuma meno

    Dati che ne fanno la versione più potente e scattante della gamma, anche più di quella con il 2 litri da 300 cv. L’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 6,5 secondi invece di 6,9 nonostante ci sia una differenza di peso di circa 180 kg. La 4 cilindri raggiunge 241 km/h, l’altra però si ferma a 216 km/h.

    Jaguar E-Pace PHEV
    Elettrico acceso fino a 135 km/h

    Il motivo è presto detto. Sopra i 135 km/h il sistema disattiva il motore elettrico e dunque la punta massima è raggiunta solo con l’ausilio del 3 cilindri. Abissali le distanza in termini di consumo: 2 litri/100 km e 44 g/km di CO2 (a batteria carica per i primi 100 km) contro rispettivamente 9,7 litri/100 km e 218 g/km.

    Jaguar E-Pace PHEV
    In elettrico per 55 km

    La E-Pace ricaricabile dichiara un’autonomia in elettrico di 55 km grazie ad una batteria da 15 kWh posizionata sotto il pavimento. Il caricatore di bordo è da 7 kW in corrente alternata, ma si può ottenere quello da 32 kW in corrente continua accorciando il tempo di ricarica 0-80% da un’ora e 24 minuti a 30 minuti.

    Jaguar E-Pace PHEV
    Tre modi di guidare

    Tre le modalità di guida: EV per andare in elettrico fin quando la batteria lo consente, Hybrid e Save per ricaricarla in moto. Secondo Jaguar, in 90 minuti a 110 km/h si passa da 0 all’85%. La navigazione permette la guida predittiva in modo da massimizzare l’efficienza e il recupero dell’energia in base al percorso.

    Jaguar E-Pace PHEV
    Conti da fare

    La Jaguar E-Pace P300e – questa la denominazione per la versione ibrida plug-in – parte da 58.700 euro dell’allestimento S. Ci sono anche la SE a 61.450 euro e la HSE a 66.150 euro, praticamente pari con la P300 Sport, simile come prestazioni, oltre 14 mila euro in più rispetto alla 1.5 con cambio automatico.

    Jaguar E-Pace PHEV
  • Jaguar e Land Rover, l’ibrido è plug-in e inizia la rivoluzione “Reimagine”

    Elettrica, ma non completamente. In due parole: ibrida plug-in. Una tecnologia ampiamente implementata da un costruttore per due marchi e 8 modelli. Il piano “Reimagine” presentato dal nuovo amministratore Thierry Bolloré vuole dare una spinta ulteriore verso l’elettrificazione. La neutralità di CO2 è prevista entro il 2039.

    Reimagine  Jaguar Land Rover
    Jaguar, addio premium bentornato lusso

    Secondo la nuova strategia, i due marchi seguiranno itinerari diversi. I pistoni spariranno entro il 2025 da Jaguar. L’obiettivo è abbandonare il posizionamento premium perseguito sin dai tempi della proprietà Ford ed essere un marchio di lusso elettrico in concorrenza con Aston Martin e Bentley.

    Jaguar E-Pace PHEV
    Continuità Land Rover

    I pistoni invece resisteranno sulle Land Rover fino al 2036. Nel 2024 vedremo la prima Land Rover Elettrica (la nuova Ranger Rover Classic) e nel 2026 il diesel sarà consegnato alla storia e 10 anni dopo tutti gli scarichi saranno banditi. E questo vuol dire che l’ibrido plug-in sarà la tecnologia principale.

    Range Rover Evoque PHEV
    L’ibrido ricaricabile è doppio

    Oggi sono due i sistemi ibridi ricaricabili disponibili per i due marchi. Il primo è quello composto dal 4 cilindri 2 litri da 300 cv e dall’elettrico da 105 kW, inserito all’interno del cambio automatico a 8 rapporti. Il sistema eroga 404 cv e 640 Nm e il resto della catena cinematica è identico a quello delle altre versioni.

    Range Rover Velar PHEV
    Un 4 cilindri che vale come un V8

    Diverse le taglie per la batteria a seconda del modello: da 13 kWh su Range Rover e Range Rover Classic, 13,6 kW su E-Pace, da 17,1 kWh su Velar, da 19,2 kWh su Defender 5 porte. Il caricatore di bordo è da 7 kW in corrente alternata, sulle due taglie maggiori c’è anche quello da 50 kW (32 kW effettivi) in corrente continua.

    Land Rover Defender PHEV
    Il 3 cilindri, elettrificazione e downsizing

    Il secondo invece è presente sulle Range Rover Evoque e Discovery Sport e sulla Jaguar E-Pace. Il sistema è composto da un 3 cilindri 1.5 da 200 cv con cambio automatico a 8 rapporti Aisin. Dunque diverso dal 9 rapporti ZF delle altre versioni.

    Land Rover Discovery Sport PHEV
    Integrale senza albero (di trasmissione)

    L’elettrico 80 kW e 260 Nm è collegato alle ruote posteriori attraverso una trasmissione a rapporto fisso integrata con il differenziale. La potenza totale è di 309 cv e 540 Nm. Dunque la catena cinematica cambia radicalmente realizzando, per la prima volta sia su Land Rover sia su Jaguar, la trazione integrale senza l’albero di trasmissione.

    Il 3 cilindri è fornito di un motorino/alternatore più potente che, oltre a gestire il riavviamento, recupera energia anche in marcia.

    Jaguar E-Pace PHEV
    Batteria sempre in carica

    Tale accorgimento serve a mantenere il livello di ricarica della batteria costantemente adeguato. Così le ruote posteriori sono sempre pronte a dare il loro contributo. Tale opzione è fondamentale in una chiave duplice: offrire costantemente le prestazioni massime e la trazione integrale.

    La batteria ha una capacità da 15 kWh. Anche in questo caso, il caricatore di bordo offre la doppia opzione: da 7 kW in corrente alternata e da 32 kW in corrente continua.

    Range Rover Evoque PHEV
    Jaguar entra nel pensatoio

    Quali dunque i prossimi passi? Jaguar sarà ripensata completamente e avrà una piattaforma elettrica dedicata ed esclusiva. Dunque le uniche ibride plug-in rimarranno i suv E-Pace e F-Pace. Avrebbe dovuto compiere il grande salto la nuova XJ, congelata a pochi mesi dal debutto.

    Leggi l’articolo sulla nuova Jaguar XJ elettrica

    Jaguar E-Pace PHEV
    La MLA solo per Land Rover

    La piattaforma MLA, che con la XJ sarebbe arrivata al debutto, sarà invece dirottata direttamente alla Land Rover. La MLA è in grado di accogliere propulsioni mild-hybrid, plug-in hybrid ed elettrica. Per i modelli con motore trasversale, al posto dell’attuale PTA arriverà la EMA.

    Land Rover Defender PHEV
    Consolidamento industriale

    Le Land Rover su base MLA saranno costruite a Solihull, accanto alle Jaguar elettriche. Quelle invece su base EMA avranno casa ad Halewood. Dunque i contenuti e il posizionamento dei due marchi saranno nettamente differenziati. Al contrario, ci sarà un consolidamento industriale, anche attraverso il maggior coinvolgimento del “padrone” Tata.

    Land Rover Defender PHEV
  • Jaguar E-Pace Plug-in Hybrid, il Suv compatto si elettrifica

    La Jaguar E-Pace diventa anche Plug-in Hybrid ed entra nel club più ambito del mercato, quello dei Suv compatti dotati di trazione elettrica.

    Il motore a combustione interna del nuovo sistema ibrido ricaricabile è un tre cilindri benzina da 1.5 litri che rappresenta la novità più recente all’interno della famiglia dei motori Ingenium.

    La nuova Jaguar E-Pace è equipaggiata con questo motore sia nella versione con tecnologia PHEV – Plug-in Hybrid che in quella MHEV – Mild Hybrid.

    Jaguar E-Pace PHEV in ricarica

    Il motore tre cilindri

    Il nuovo motore è in alluminio ed è ben 33 kg più leggero rispetto al quattro cilindri.

    Il collettore di scarico è integrato nella testa del cilindro in alluminio, in modo da avere dei rapidi tempi di riscaldamento e minime distanze dalle luci di scarico alla girante della turbina del turbocompressore, al fine di migliorare la risposta.

    La configurazione tre cilindri offre inoltre, secondo i progettisti Jaguar, un miglior flusso dei gas di scarico che permette alla girante della turbina di agire più velocemente, consentendo all’unità turbocompressore di erogare la pressione di sovralimentazione in modo quasi istantaneo.

    Un dispositivo di raffreddamento dell’aria di sovralimentazione, raffreddato ad acqua, dalla elevata efficienza, consente alla densità dell’aria aspirata all’interno delle camere di combustione di rimanere elevata, migliorando ulteriormente le prestazioni e l’efficienza a tutti i regimi del motore.

    Jaguar E-pace Phev dinamica

    L’unità ibrida

    La nuova versione Jaguar E-Pace P300e PHEV comprende, oltre al motore a benzina Ingenium 1.5 litri tre cilindri da 200 CV, il motore elettrico in configurazione ERAD (Electric Rear Axle Drive) da 80 kW (109 cv).

    La combinazione tra le due unità consente alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi, con emissioni di CO2 a partire da 44 g/km e un consumo di carburante fino a 2,0 l/100km (ciclo combinato WLTP).

    Il modulo elettrico ERAD

    Il sistema ERAD (Electric Rear Axle Drive) è basato su un motore sincrono a magneti permanenti.

    Per ottimizzare lo spazio dell’unità, gli alberi di trasmissione sono concentrici con motore e trasmissione a singola velocità, mentre l’inverter è stato inserito nell’alloggiamento dell’ERAD.

    L’intero modulo ERAD è integrato all’interno del sistema di sospensioni posteriori Integral Link e agisce esclusivamente sulle ruote posteriori

    A velocità superiori a 135 km/h, il motore elettrico viene disaccoppiato per ridurre la resistenza e quindi ottimizzare l’efficienza, reinnestandosi senza soluzione di continuità nel momento in cui la velocità scende al di sotto dei 135 km/h. 

    Jaguar E-Pace Phev ricarica posteriore

    Il connettore HVJB

    Il compatto connettore ad alta tensione (HVJB – High voltage junction box) posizionato sotto i sedili anteriori rappresenta un’innovazione ingegneristica dei tecnici Jaguar.

    Il dispositivo è composto da un convertitore CC/CC che trasforma la corrente erogata dalla batteria del sistema ibrido da alta a bassa tensione per supportare la rete a 12 Volt e da un caricatore di bordo da 7 kW, che viene utilizzato per caricare la batteria quando il veicolo è collegato alla rete.

    Batteria e autonomia elettrica

    Il modulo ERAD è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 15 kWh situata sotto il pianale del bagagliaio.

    Con una ricarica completa, il sistema ibrido consente un’autonomia in modalità elettrica fino a 68 km, adeguato – in base agli studi Jaguar – a per rla maggio parte degli spostamenti quotidiani casa-lavoro in sola modalità zero emissioni. 

    Modalità di carica

    Le modalità di ricarica previste sono:

    • Fast Charging (corrente continua a 32 kW) con tempo stimato di ricarica da 0 all’80% in 30 minuti.
    • Mode 3 (fino a 7 kW) con tempo stimato di ricarica da 0 all’80% in un’ora e 24 minuti.
    • Mode 2 (fino a 2,3 kW) con tempo stimato di ricarica da 0 al’80% in cinque ore.
    Jaguar E-pace Phev interno

    Modalità di guida

    Alla guida si possono scegliere tre modalità di guida :

    1. Modalità EV (Electric Vehicle) – la Jaguar E-Pace Phev viaggia esclusivamente in modalità elettrica ad emissioni zero con trazione posteriore, utilizzando l’energia immagazzinata nella batteria.
    2. Modalità Hybrid (modalità di guida predefinita) – combina la guida a benzina e quella con l’azione del motore elettrico. La modalità di trazione si adatta alle condizioni di guida e alla carica residua della batteria ibrida. L’inserimento di una destinazione nel sistema di navigazione abilita la funzione Predictive Energy Optimization (PEO), che integra in modo intelligente i dati del percorso e della posizione GPS per massimizzare l’efficienza e il comfort per il tragitto selezionato.
    3. Modalità Save – L’utilizzo del motore a combustione è finalizzato anche al mantenimento di uno stato di carica della batteria al livello scelto per l’utilizzo successivo in uno specifico tratto del percorso, ad esempio in aree urbane. La ricarica della batteria durante la guida – ad una velocità di circa 110 km/h – richiede circa 90 minuti per raggiungere l’85%.
  • Jaguar I-Pace si rinnova, più connessa e veloce nella ricarica

    Jaguar I-PACE, il SUV elettrico del marchio del giaguaro si rinnova ed è ora equipaggiato con un nuovo sistema d’infotainment e una ricarica domestica trifase a corrente alternata che garantisce tempi più corti per recuperare autonomia.

    Interno nuova Jaguar I-Pace

    Infotainment e ricarica

    Il sistema di infotainment Pivi Pro promette semplicità di utilizzo analoga a quella di uno smartphone. Il sistema di navigazione viene arricchito della capacità di autoapprendimento e indica la stazione di ricarica più vicina con informazioni sui costi e il tempo di ricarica necessario.

    La ricarica domestica diventa più veloce grazie alla compatibilità con wall box da 11 kW a corrente alternata trifase, che è in grado di garantire un recupero di autonomia di 53 km per ogni ora di ricarica (valore fornito dalla Jaguar e calcolato sul ciclo WLTP).

    Ricarica colonnina Jaguar I-Pace


    Prestazioni e autonomia rimangono di eccellenza. L’accelerazione da 0 a 100 km/h è realizzabile in 4,8 secondi e l’autonomia sul ciclo WLTP è di 470 chilometri.

    Nuova connettività

    La migliore connettività è dovuta al doppio modem con SIM integrata 4G. Il sistema di ricarica wireless, Spotify integrato e Bluetooth per la connessione contemporanea di due smartphone completano la dotazione.

    La tecnologia Driver Assistance ha una nuova stereocamera 3D e si unisce allo specchietto retrovisore digitale ClearSight per la visualizzazione panoramica posteriore senza impedimenti visivi.

    Filtro aria abitacolo

    Il benessere per gli occupanti è curato anche grazie allo ionizzatore d’aria dell’abitacolo con sistema di filtrazione PM2.5 in grado di catturare le polveri sottili, gli allergeni e altre particelle ultrafini.

    Mentre l’auto è in ricarica, il sistema consente di filtrare l’aria all’interno prima di ogni viaggio.

    Jaguar I-Pace 2020

    Aggiornamenti Over The Air

    La funzionalità di aggiornamento Software Over The Air (SOTA) garantisce che i sistemi d’infotainment, di gestione della batteria e di ricarica vengano aggiornati da remoto e migliorino le prestazioni della I-PACE nel corso del tempo.

    Prezzo

    La versione rinnovata della Jaguar I-Pace è ordinabile fin da subito, con prezzo di partenza di 82.460 euro.

    L’auto è configurabile sul sito Jaguar.

  • BMW Serie 7, anche lei sarà ammiraglia elettrica dopo Jaguar XJ e Mercedes EQS

    La BMW Serie 7 di nuova generazione del 2022 avrà anche la versione elettrica. La Casa di Monaco dunque accetta la sfida di Jaguar e Mercedes che hanno già comunicato la XJ e la EQS quali prossime ammiraglie elettriche. Il nome potrebbe essere i7.

    BMW Serie 7 piattaforma BEV
    Il cuore sarà Gen5

    L’annuncio della Bmw Serie 7 elettrica è stato dato in occasione della presentazione del bilancio di BMW AG da parte dell’amministratore delegato del gruppo, Oliver Zipse. L’ammiraglia monterà il powertrain Gen5 che debutterà a breve sulla nuova iX3. Due le caratteristiche salienti: il motore fa a meno di terre rare e l’inverter è integrato. Tale configurazione permette di avere costi inferiori, minore dispendio di risorse, impronta di CO2 più bassa e un infine un approccio modulare.

    BMW Gen5
    Meglio la condivisione

    BMW è convinta, a differenza di altri costruttori, che l’auto elettrica non necessita di piattaforme specifiche che escludono i sistemi di propulsione tradizionali. Tale posizione sembra condivisa da Jaguar e Mercedes. Anche la XJ sarà basata su una piattaforma MLA capace di ospitare elettrico e motori a combustione interna ibridizzati. La EQS invece, anticipata da un concept omonimo, sarà basata sulla piattaforma EVA2 destinata a sostituire l’attuale MRA che oggi fa da base per le Classi C, E, S, CLS e GLC.

    Mercedes EQS concept
    Il cambio di paradigma

    BMW nel passato aveva fatto l’opposto con piattaforme specifiche per la i3 e la i8 utilizzando alluminio e fibra di carbonio. L’esperienza ha dimostrato che i costi industriali di un concept radicalmente diverso sono industrialmente onerosi e rischiosi. Al contrario, il gruppo Volkswagen, accanto alla piattaforma MEB, Audi e Porsche stanno sviluppando la PPE che sarebbe pronta ad ospitare solo powertrain elettrici. Un’ipotetica Audi A8 elettrica, dovrebbe utilizzare la propria piattaforma MLB Evo modificata come per la E-Tron.

    Audi piattaforme BEV
    L’altro tassello della strategia

    Con la Bmw Serie 7 elettrica si aggiunge un altro tassello della strategia di BMW che prevede 25 modelli elettrificati entro il 2023 tra cui la Mini Cooper SE, la BMW iX3, la i4 e la iNext. Dovrebbero esserci anche l’erede della i3 e della i8. Quest’ultimo dovrebbe avere le fattezze della Vision M Next. BMW ha già venduto mezzo milione di auto elettrificate (330mila ibride plug-in), ma conta di aumentare i volumi del 30% annuo. Industrialmente, dal 2021 sarà dismesso il 50% delle combinazioni di powertrain tradizionali.

    BMW gamma elettrificata

    Clicca qui per conoscere i piani BMW sull’elettrico.

    Oltre 10 miliardi di batterie

    BMW ha un accordo di fornitura per le celle delle batterie con la cinese CATL per 7,3 miliardi di euro per il periodo 2020-2031 per 2,9 miliardi con Samsung SDI nel periodo 2021-2031. Allo stesso tempo, il costruttore tedesco ha stabilito accordi diretti per le forniture di litio e cobalto. Il gruppo di Monaco ha inoltre un accordo con Jaguar Land Rover per lo sviluppo congiunto di sistemi di propulsione elettrici, la fornitura dei motori Gen5 e la centralizzazione degli acquisti legati all’elettrificazione.

    BMW Serie 7 batterie

    Clicca qui per conoscere i dettagli della collaborazione tra Bmw e Jaguar Land Rover sull’elettrico.

  • Audi e Jaguar come la Tesla, l’aggiornamento software fa notizia

    Audi e Jaguar hanno annunciato, praticamente in contemporanea, aggiornamenti al software delle loro auto elettriche con un conseguente aumento dell’autonomia effettiva. I due marchi si sono dunque allineati ad una pratica finora appannaggio della Tesla, pioniera non solo dell’auto a batteria, ma anche della comunicazione legata a questa nuova tecnologia.

    Tesla

    Audi, che cosa non si fa per 25 chilometri

    I tecnici Audi affermano di aver aggiunto 25 km portando l’autonomia totale della E-Tron a 436 km (WLTP) grazie ad alcune modifiche nella gestione dei motori, della batteria e della rigenerazione. Il motore posteriore ora lavora in modo prevalente o esclusivo mentre la parte effettivamente utilizzata della batteria è passata da 83,6 a 86,5 kWh sul totale nominale di 95 kWh, dunque dall’88% al 91%.

    Il motore posteriore ora lavora in modo prevalente o esclusivo mentre la parte effettivamente utilizzata della batteria è passata da 83,6 a 86,5 kWh sul totale nominale di 95 kWh, dunque dall’88% al 91%

    Caldo e freddo fanno meno paura

    È stata inoltre ridotta la portata dei 4 circuiti di raffreddamento a pompa di calore che si occupano di batteria, motori e inverter. La conseguente minore richiesta di energia può, secondo quanto dichiarato da Audi, migliorare l’autonomia effettiva fino al 10% in determinate condizioni climatiche. Aggiornato anche il recupero dell’energia che interviene di più a bassissima velocità e aumenta il “one-pedal-feeling” tanto che da 100 km/h si può arrivare a generare una coppia e una potenza negative rispettivamente di 300 Nm e 220 kW, ovvero il 70% del totale positivo.

    Audi E-Etron

    Meno spifferi, più chilometri

    Per la I-Pace Jaguar dichiara un miglioramento da 470 a 490 Km di autonomia (WLTP) grazie ad interventi sulla gestione dei motori, del raffreddamento e del recupero dell’energia. Anche in questo caso, l’intervento del motore elettrico anteriore è stato ridotto all’indispensabile inoltre i tecnici inglesi hanno deciso di diminuire l’utilizzo effettivo della batteria da 90 kWh, ma non si sa di quanto. Allo stesso tempo, hanno diminuito il raffreddamento riducendo l’apertura delle prese d’aria attive, con beneficio anche per l’aerodinamica.

    La Jaguar elettrica si aggiorna anche per diventare aggiornabile “over-the-air”. Le modifiche non si limitano al software, ma anche all’aggiunta di dispositivi che permetteranno al Suv inglese di migliorarsi senza passaggi presso la rete di assistenza

    L’aggiornamento la rende aggiornabile

    L’I-Pace riceve però due cose in più. La prima è un miglioramento dell’algoritmo che regola il calcolo dell’autonomia. Dando infatti al guidatore informazioni più precise, l’ansia diminuisce e migliora la gradevolezza di utilizzo. La seconda è che la Jaguar elettrica si aggiorna anche per diventare aggiornabile “over-the-air”. Per questo le modifiche non si limitano al software, ma anche all’aggiunta di dispositivi che permetteranno al Suv inglese di migliorarsi senza passaggi presso la rete di assistenza.

    Jaguar I-Pace eTrophy

    L’impalpabile peso del sofware

    Audi e Jaguar seguono dunque le orme di Tesla. La casa americana da anni interviene in remoto sui software di gestione di bordo non solo per la strumentazione, la batteria e il powertrain, ma persino per i dispositivi di assistenza alla guida. La prima auto, oltre alle Tesla, ad avere questa funzione sarà la nuova Ford Mustang Mach-E. La novità, oltre che per l’utente, riguarda la comunicazione: più di motori, potenze, allestimenti e prestazioni, i costruttori ci parleranno sempre di più di aspetti impalpabili, ma che miglioreranno il modo in cui vivremo la mobilità. Rendendola, se possibile, sempre più coinvolgente e interattiva.

    Più di motori, potenze, allestimenti e prestazioni, i costruttori ci parleranno sempre di più di aspetti impalpabili, ma che miglioreranno il modo in cui vivremo la mobilità. Rendendola, se possibile, sempre più coinvolgente e interattiva

    L’esperienza di strada e pista

    A questo proposito, Jaguar afferma che i miglioramenti derivano dai dati raccolti sia dagli oltre 80 milioni di chilometri percorsi dalle I-Pace circolanti sia dall’I-Pace eTrophy, il monomarca che si svolge in parallelo alla Formula E. Come è noto, anche l’Audi è coinvolta del campionato delle monoposto elettriche che dalla Stagione prossima diventerà ufficialmente mondiale. La casa tedesca però, a differenza della britannica, non fa alcun riferimento alle competizioni. In entrambi i casi, gli aggiornamenti sono gratuiti.

    Formula E

  • Jaguar Land Rover e BASF, la plastica riciclata caratterizzerà il vero lusso

    La guerra alla plastica è partita anche all’interno delle cause automobilistiche e in prima linea c’è Jaguar Land Rover.

    Il costruttore britannico ha annunciato un accordo di collaborazione con BASF per la partecipazione a ChemCycling, un progetto pilota per il riciclaggio di rifiuti plastici domestici trasformandoli in un materiale utilizzabile sia per le plance sia per le superfici esterne della carrozzeria dei veicoli.

    Queste plastiche infatti sono oggi indirizzate a inceneritori e discariche poiché miste o contaminate, dunque hanno un impatto sia sull’atmosfera sia sul suolo.

    La BASF invece ha inventato un procedimento termochimico che, attraverso lo steam cracking, le scompone prima in etilene e propilene e poi le trasforma in olio di pirolisi. Quest’ultimo, denominato Verbund, è utilizzabile come materiale crudo secondario, al posto di composti di origine fossile, per la produzione di parti in materiale plastico che ha la stessa qualità di quello vergine.

    ChemCycling

    Contro la plastica, un enorme sforzo corale

    Per Land Rover, il primo esperimento pilota riguarda il supporto frontale superiore della I-Pace, realizzato in Ultramid B3WG6 Ccycled Black 00564. Ultramid è il nome di questo materiale plastico e la scritta “Ccycled” indica che è realizzata secondo il nuovo processo. Il progetto coinvolge specialisti del packaging come Storopack e Südpack e la Schneider Electric.

    Basf è inoltre cofondatore della Alliance to End Plastic Waste, un consorzio che comprende 30 aziende di prima grandezza – Chevron, ExxonMobil, Henkel, Mitsubishi Chemical, Mitsui Chemicals, Procter&Gamble, Shell, Sumitomo Chemical, Total e Versalis del gruppo ENI, per citarne solo alcune – e che ha investito 1 miliardo di euro per l’eliminazione e la riduzione dei rifiuti plastici nell’ambiente.

    L’AEPW aumenterà i propri investimenti in questo campo fino a 1,5 miliardi nei prossimi 5 anni. Il consorzio ha l’obiettivo di sviluppare infrastrutture di raccolta, innovazione, educazione e sensibilità e infine pulizia del territorio controllando così sia l’immissione sia il recupero di materiale plastico nell’ambiente.

    ChemCycling Jaguar Basf

    Tutto il potenziale del riciclaggio chimico

    BASF stessa è un vero e proprio gigante della chimica: ha infatti realizzato nel 2018 un fatturato di 63 miliardi di euro, 1,9 solo in Italia dove è presente dal 1946. L’obiettivo è di realizzare una crescita neutra in termini di CO2 dal 2018 al 2030 e di raggiungere entro il 2025 vendite per 22 miliardi all’anno di prodotti “acceleratori”, ovvero in grado di innescare riduzioni di emissioni e impatto con l’ambiente.

    Secondo uno studio McKinsey, la plastica prodotta è recuperata e riciclata per il 16%, è possibile raggiungere il 50% entro il 2030. E l’apporto del riciclo chimico (come il ChemCycling) sarebbe determinante: oggi riguarda l’1% della plastica, ma può arrivare al 17% ovvero 74 milioni di tonnellate di rifiuti. Le problematiche da risolvere sono essenzialmente di due tipi.

    Le prime sono di carattere tecnico ed economico, le seconde di tipo normativo. Il riciclo chimico cioè deve essere riconosciuto come riciclo e devono essere definite le percentuali di reimmissione dell’olio di pirolisi nel processo produttivo. Basf è anche membro del World Plastics Council e prende parte ad un’altra iniziativa internazionale che mira a prevenire le perdite di pellet plastici nell’ambiente.

    ChemCycling

    L’industria, le normative, ma non solo

    Il programma di BASF, al quale ha aderito anche la Jaguar Land Rover, dimostra come anche la grande industria abbia maturato la piena consapevolezza di sviluppare prodotti e processi che riducano la plastica e ne controllino il recupero.

    La casa britannica, dal canto suo, ha già raggiunto l’obiettivo “zero rifiuti in discarica” previsto per il 2020. Inoltre, in collaborazione con la Kvadrat, ha realizzato rivestimenti dei sedili per le Range Rover Velar ed Evoque in tessuto tecnico, misto a lana, con materiale proveniente da 53 bottiglie di plastica riciclate.

    Italia ed economia circolare

    Nella creazione di un’economia circolare, anche l’Italia può giocare un ruolo importante.

    È infatti il primo paese dell’UE ad avere recepito la normativa sui cotton fioc , in vista di quella che nel 2020 metterà al bando le microparticelle contenute nei cosmetici come gli scrub. Le iniziative messe in campo dall’Università la Sapienza e di Tor Vergata dimostrano che anche il mondo accademico e pronto a fare la propria parte, direttamente.

    ChemCycling

  • Jaguar I-Pace, la prima elettrica del Giaguaro – Dossier

    È stata svelata nel corso di un evento mondiale trasmesso in diretta streaming il primo marzo del 2018 la nuova I-PACE, primo veicolo  del brand interamente elettrico.

    Questa vettura, pulita, ecologica e sicura,  offre prestazioni sportive sostenibili, un’intelligenza artificiale (AI) di prossima generazione e la tipica praticità dei SUV cinque posti, che consentono a Jaguar di essere all’avanguardia nell’universo degli EV (Electric Vehicles). 

    ‘’Dal momento in cui abbiamo presentato la I-PACE Concept nel 2016, è partito il nostro conto alla rovescia che ci ha portato fino a questo momento. La all-electric Jaguar I-PACE non è solo un progetto pioneristico per la nostra azienda, ma promette di rivoluzionare anche il settore di appartenenza.

    Mai prima d’ora sono stato così emozionato per un lancio – il mondo ci sta guardando con grande aspettativa e non vedo l’ora che tutti possano vedere cosa abbiamo realizzato con questa auto’’ ha detto Ian Callum, Jaguar Director of Design. 

    Il progetto

    La I-PACE è stata progettata e ingegnerizzata da Jaguar Land Rover nel Regno Unito, il cuore di tutte le attività produttive, ingegneristiche e progettuali dell’azienda. Jaguar Land Rover produce la I-PACE in Austria nell’ambito di una partnership produttiva con Magna Steyr. 

    Tra le peculiarità di questa vettura a zero emissioni – il cui prezzo di attacco è di poco superiore agli 80.000 euro – la capacità di ricaricarsi rapidamente fino all’80% in appena 40 minuti. 

    ‘’Mentre gli altri parlano di futuro, noi lo costruiamo. Per realizzare la Jaguar I-PACE elettrica, la new entry della famiglia PACE, abbiamo infranto tutte le regole.

    L’assenza di emissioni, di particolato e di CO2, ci consente di avvicinarci sensibilmente alla nostra visione di un futuro sicuro, pulito e sostenibile’’ ha sottolineato Ralf Speth, ceo di Jaguar Land Rover.

    Jaguar I-Pace energie rinnovabili

    Alimentazione elettrica 

    Grazie ad una batteria agli ioni di litio da 90 kWh che impiega 432 celle “pouch” (a sacchetto), la I-PACE offre un’autonomia di 480 km (nel ciclo europeo WLTP).

    Utilizzando un dispositivo di ricarica rapida a corrente continua da 100 kW, i possessori saranno in grado di ricaricare la batteria, da 0 all’80% in appena 40 minuti mentre con un wall box domestico a corrente alternata da 7 kW, ideale per la ricarica notturna, sarà possibile raggiungere lo stesso livello di ricarica in poco più di 10 ore. 

    La vettura dispone di una suite di tecnologie intelligenti per l’ottimizzazione dell’autonomia, come ad esempio il sistema di pre-condizionamento della batteria che, una volta collegata la I-PACE per la ricarica, aumenterà o diminuirà la temperatura della sua batteria per massimizzare l’autonomia prima di partire.

    Jaguar I-Pace per famiglia

    Le prestazioni

    La vettura dispone di due motori elettrici progettati da Jaguar, con alberi di trasmissione passanti tra i motori stessi per una maggiore compattezza. Posizionati su ciascun asse, consentono alla I-PACE di erogare 400 CV di potenza e 696 Nm di coppia che, abbinati alla trazione integrale, assicurano eccellenti prestazioni e grande trazione su ogni superficie stradale.

    L’elevata densità di coppia e l’efficienza energetica dei motori garantiscono delle prestazioni da vettura sportiva, che le consentono di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 4,8 secondi. 

    L’architettura in alluminio, progettata in modo specifico per questo veicolo elettrico, utilizza una tecnologia per l’incollaggio e la rivettatura dei componenti per una maggiore leggerezza e rigidità della struttura. Insieme alla batteria, la rigidità torsionale raggiunge i 36 kNm/grado, la più elevata di qualsiasi altra Jaguar. 

    La batteria è stata montata centralmente tra i due assi e nella posizione più ribassata possibile, chiusa tra l’alloggiamento e il sottopavimento, in modo da assicurare una perfetta distribuzione 50:50 del peso e un ridotto baricentro. Insieme al doppio braccio oscillante trasversale nell’anteriore e al sistema Integral Link nel posteriore, con sospensioni pneumatiche (opzionali) e Adaptive Dynamics, la I-PACE offre eccellenti livelli di maneggevolezza e comfort di guida.  

    Caratteristiche tecniche

    I due motori elettrici sincroni a magneti permanenti, progettati interamente da Jaguar, operano ognuno su un asse garantendo la trazione integrale. Ogni motore si adatta concentricamente ad una compatta trasmissione epicicloidale a singola velocità e ad un differenziale, consentendo una distribuzione immediata e precisa della coppia su tutte e quattro le ruote.

    In questo modo il bilanciamento dell’auto viene costantemente adattato alle condizioni stradali. 

    La sospensione anteriore a doppio braccio oscillante e il sistema Integral Link nel posteriore, offrono un elevato comfort di guida e la necessaria rigidità laterale, che assicurano un buon livello di maneggevolezza, aderenza e risposta dello sterzo.

    Il layout delle sospensioni prevede l’utilizzo di giunti e supporti in alluminio per ridurre il peso e massimizzare lo spazio interno.  

    Le opzionali sospensioni pneumatiche con Adaptive Dynamics e lo smorzamento a variazione continua donano alla I-PACE una reale sportività e un eccellente equilibrio. Il sistema autolivellante mantiene ottimale la geometria della sospensione anche con il veicolo completamente carico.

    Di conseguenza, gli occupanti potranno sempre godere di un eccellente comfort a bordo, grazie ad una combinazione di assorbimento degli urti e di controllo dell’auto, che sembrerà naturale in ogni condizione di guida. 

    Jaguar I-Pce su strada

    Il design 

    Sia per il suo design che per la sua guidabilità, sulle strade I-PACE riesce a distinguersi al primo sguardo. 

    La silhouette d’ispirazione coupé, risente delle contaminazioni provenienti dalla supercar C-X75, grazie soprattutto al cofano corto e ribassato, al design aerodinamico del tetto e al lunotto posteriore ricurvo. 

    Questo stile cab-forward contrasta con il posteriore squadrato, che contribuisce a ridurre il coefficiente di resistenza. Per ottimizzare l’equilibrio tra raffreddamento e aerodinamicità, le Active Vanes (alette attive) posizionate nella griglia, si aprono in caso sia necessaria una diminuzione della temperatura, al fine di reindirizzare l’aria attraverso la presa integrata sul cofano, omogeneizzando il flusso. 

    All’interno, lo spazio è stato ottimizzato per tutti i passeggeri, mentre i sofisticati materiali, come i rivestimenti premium Kvadrat e la maniacale attenzione al dettaglio, la identificano come una vera Jaguar.

    Abitabilità interna

    Nonostante sia un suv compatto, il design cab forward della I-PACE e il suo sistema di alimentazione le consentono di avere un abitacolo paragonabile a quello delle vetture di grandi dimensioni. Nel posteriore, lo spazio per le gambe è di 890 mm e l’assenza di un convenzionale tunnel di trasmissione consente di avere un utile scomparto centrale da 10,5 litri.

    Sotto i sedili posteriori è stato posizionato un vano portaoggetti ideale per computer e tablet, mentre il bagagliaio offre una capacità di carico di 656 litri, che diventano 1.453 con i sedili abbattuti. 

    La connettività

    La I-PACE adotta il sistema d’infotainment Jaguar Touch Pro Duo. Grazie ad un’innovativa combinazione di schermi, sensori capacitivi e comandi tattili, il Touch Pro Duo è molto intuitivo da utilizzare.

    Un nuovo sistema di navigazione analizza la topografia del percorso e i dati dei tragitti precedenti, come ad esempio lo stile di guida, per calcolare con eccezionale precisione l’autonomia e lo stato di carica della batteria. 

    Questo sistema utilizza la tecnologia “Smart Settings”, basata su algoritmi AI, per individuare le preferenze del guidatore e adeguare sia le impostazioni che l’ambiente di guida della vettura. 

    Jaguar I-Pace posteriore

    Testata in ogni condizione

    La Jaguar I-PACE è stata rigorosamente testata su terreni e temperature estreme da -40°C a 40°C.  Con oltre 2,4 milioni di chilometri percorsi e altre 11.000 ore di simulazioni con più di 200 prototipi, i designer e gli ingegneri Jaguar sono riusciti a dar vita a questo modello capace di affrontare qualsiasi condizione climatica. 

    La bassa resistenza delle celle “pouch”, l’isolamento del gruppo batteria e l’avanzato sistema di gestione termica lavorano in modo armonico per garantire alla I-PACE la massima operatività in tutte le condizioni. 

    A temperature moderate, la batteria utilizza un dispositivo di raffreddamento per massimizzare l’efficienza energetica. Un’unità di refrigerazione, collegata al sistema principale di climatizzazione, viene attivata solo alle temperature più elevate per controllare la condizione termica delle celle e massimizzare la potenza disponibile.  

    In condizioni di freddo, una pompa di calore contribuisce a mantenere ottimali le condizioni operative per le celle e gli interni. 

    premi e riconoscimenti

    Numerosi sono stati i riconoscimenti che questa vettura ha ottenuto dal suo lancio ad oggi. Il più noto al grande pubblico è senz’altro il premio Car of the Year 2019.. 

    Con un risultato a sorpresa per molti, il Suv elettrico si è classificato al primo posto della votazione con 250 punti.

    Clicca qui e LEGGI la fotonotizia Jaguar I-Pace Auto dell’anno 2019.

    Jaguar I-Pace auto dell'anno 2019

  • BMW e Jaguar Land Rover, di nuovo insieme per l’elettrificazione

     

    BMW e Jaguar Land Rover tornano amici in nome dell’elettrificazione. Le due aziende hanno infatti annunciato un accordo per lo sviluppo congiunto di sistemi di propulsioni elettrici. Land Rover era appartenuta alla BMW dal 1994 al 2000, quando fu poi acquistata dalla Ford per 2,7 miliardi di dollari. L’Ovale Blu la accorpò alla Jaguar e nel 2007 la rivendette alla Tata per 2,3 miliardi. L’accordo prevede la costituzione di una task force di tecnici che avrà sede a Monaco dove entrambi i costruttori condivideranno i loro patrimoni tecnologici e industriali. L’obiettivo è accelerare il processo di sviluppo e ingegnerizzazione dei sistemi di propulsione elettrici rendendoli più competitivi e, dunque più profittevoli.

    BMW i3S

    Si parte dal motore della iX3

    La BMW sul piatto metterà il proprio patrimonio in termini di industrializzazione maturato con la i3 e la i8 presso il suo modernissimo stabilimento di Lipsia, l’esperienza con i numerosi modelli ibridi plug-in quali X5, Serie 3, Serie 5 e X3 che nel 2020 avrà anche una versione elettrica. La iX3 sarà dotata di un nuovo sistema di propulsione dotato del nuovo motore Gen5 che sarà condiviso anche con Jaguar Land Rover insieme alla tecnologia che permette a BMW di produrre i propri motori elettrici privi delle costose terre rare. Jaguar Land Rover ha messo sul mercato l’i-Pace, il primo Suv elettrico di fascia premium, e le versioni ibride plug-in delle Range Rover Classic e Range Rover Sport. Entrambe corrono in Formula E e, anche se l’accordo non vi fa alcun riferimento, è possibile ipotizzare che in futuro le Jaguar utilizzeranno il powertrain di BMW per le loro monoposto.

    Jaguar I-Pace

    Osmosi tecnica già in atto

    Jaguar Land Rover in verità sta già da tempo utilizzando risorse BMW. Da Monaco infatti arrivano l’attuale amministratore delegato, Ralf Speth, dopo 20 anni in Baviera, e Wolfgang Ziebart, l’ex capo della Ricerca e Sviluppo di BMW arrivato a Castle Bromwich proprio per condurre il progetto della I-Pace. Entrambe le aziende sono impegnate in un piano di risparmi consistente. La Jaguar Land Rover ha fatto registrare un passivo pari a 4 miliardi di dollari dovuto alle spese per l’adeguamento della gamma alle nuove norme di omologazione e il calo delle vendite in Cina. BMW nel 2018 ha fatto registrare margini più bassi che in passato (7,9%) e, per recuperare redditività, ha annunciato un piano di risparmi per 12 miliardi di euro. L’accordo prevede la centralizzazione degli acquisti per i componenti del sistema elettrico e non menziona le batterie mentre è sul tavolo la fornitura di motori V8 da parte di BMW al posto di quelli attuale di origine Ford.

  • Formula E Roma e-Prix vince la Jaguar

    Formula E Roma e-Prix vince la Jaguar e l’Eur consegna a Mitch Evans la sua prima vittoria.

    Sette vincitori in sette gare

    Il campionato ha così il 7° vincitore in 7 gare che hanno visto altrettanti nomi diversi partire in pole position. Numeri che dimostrano all’istante il livello di competitività di questa stagione 5 di Formula E che nella Città Eterna non è riuscita ancora a trovare un dominatore, ma ha confermato la consistenza e la costanza dell’unico pilota che in questa stagione è riuscito ad andare sempre a punti.

    Mitch Evans prende la vittoria sfuggita l’anno scorso e scaccia la crisi

    Eppure Mitch Evans aveva rischiato di vincere già lo scorso anno proprio a Roma, ma la sua batteria è entrata in riserva proprio sul più bello rimandando di un anno l’appuntamento che stavolta non è stato mancato. Questa vittoria tuttavia è arrivata nel momento più difficile del team Panasonic Jaguar Racing dal debutto in Formula E nel 2016.

    Una crisi acuita anche da tensioni all’interno. Dopo l’E-Prix di Hong Kong, Nelson Piquet jr si era scagliato contro la vettura definendola più lenta di un secondo al giro rispetto alle migliori. Dopo Sanya era arrivata la risoluzione del contratto tra la squadra britannica e il primo pilota a vincere il campionato di Formula E – nonché figlio di quel Nelson Piquet capace di vincere 3 titoli di Formula 1 (1981, 1983 e 1987) – ma che nei 6 primi appuntamenti della stagione in corso aveva racimolato un solo punto, con 2 corse fuori dalla zona punti e 3 finite con un ritiro.

    Come nell’Auto dell’anno con la Jaguar I-Pace anche nel Formula E Roma e-Prix vince la Jaguar

    La vittoria è dunque un grande atto di orgoglio da parte di Jaguar, il costruttore che ha appena vinto il titolo di Auto dell’Anno 2019 proprio con il Suv elettrico Jaguar I-Pace (clicca qui LEGGI fotonotizia Jaguar I-Pace Auto dell’Anno) intorno al quale è stato costruito un campionato monomarca che si corre in parallelo con il calendario della Formula E.

    La gara

    La vittoria di Evans e della Jaguar non fanno una grinza perché il neozelandese è stato sempre tra i più veloci in qualifica, anzi aveva conquistato la Superpole quando negli ultimi minuti della sessione è arrivato Andrè Lotterer a strappargli la gioia della sua prima partenza al palo.

    Sono stati proprio Evans e il tedesco (3 volte vincitore alla 24 Ore di Le Mans) a contendersi la vittoria, ma è stato il pilota Jaguar ad avere la meglio grazie ad un sorpasso davvero ardito, ad una gestione strategica dell’energia e ad una scelta perfetta dei tempi di attivazione dell’attack mode.

    Tre buone notizie per l’auto elettrica dal Formula E Roma e-Prix 2019

    Tecnicamente ci sono tre elementi decisamente interessanti che segnalano il grande salto rispetto al passato.

    Il primo è cronometrico. Il miglior tempo realizzato durante le prove è stato di 1’29”370 contro l’1’35”467 delle scorso anno, un progresso enorme e molto più ampio di quello registrato su altri circuiti. I motivi di questa differenza sono due: il primo sono i miglioramenti nella messa punto della vetture a questo punto del campionato.

    Il secondo è la conformazione del tracciato capitolino con tratti particolarmente veloci che esaltano la maggiore potenza delle nuove monoposto.

    Il terzo dato è l’efficienza delle monoposto. I 45 minuti di gara sono scaduti un secondo prima che Evans passi il traguardo obbligando dunque tutti i concorrenti a compiere un giro in più, eppure nessuno si è ritirato per mancanza di energia.

    Le nuove monoposto insomma, dopo sole 7 gare, sono maturate parecchio e sembrano già andare oltre il semplice completamento della gara. Questo potrebbe permettere ai team e ai piloti di spingere di più sul piano delle prestazioni, per la gioia dei sempre più numerosi appassionati della Formula E.

    Ecco il VIDEO che spiega a cosa serva la Formula E e quali tecnologie possano arrivare sull’auto di serie grazie all’esasperazione agonistica delle gare.