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  • Corea, viaggio all’interno della potenza elettronica che diventa sempre più elettrica

    Per l’Italia ci sono due Coree e anche per il resto del mondo. La differenza è che noi parliamo di calcio e tutti gli altri invece del 38° parallelo che dal 1953 divide una nazione dopo una guerra fratricida. Quando infatti il 18 giugno 2002 l’Italia fu buttata fuori dai mondiali con un golden gol al 117’, fu troppo facile ricordare quello che era successo il 19 luglio 1966 a Middlesborough.

    Italia Corea
    Dalla nostra Corea a Squid Game

    Era la conferma che “la nostra Corea”, dopo ben 36 anni, significava ancora una sconfitta inaspettata e cocente, la metafora di una bestia nera che negli anni è diventata una tigre. E qui non parliamo più di calcio, ma di economia e soprattutto di tecnologia e industria. E forse anche di cultura. Mai prima d’ora infatti la Corea del Sud riesce ad esportare personaggi e fenomeni.

    PSY Gangnam Style

    Alzi la mano chi, prima del 2012 e della famosa canzone di PSY sapesse che Gangnam fosse il quartiere più cool di Seoul senza contare motivetti come Baby Shark e, più recentemente, la valanga del cosiddetto K-pop fatta dai BTS e altre boy band costruite a tavolino.

    E che dire del cinema, della fiction e della letteratura, manga compresi? Il caso più eclatante è Squid Game, ma anche di Parasite, prima pellicola nella storia non in lingua inglese ad aver vinto nel 2019 l’Oscar per il miglior film (insieme ad altre tre statuette) dopo la Palma d’Oro di Cannes.

    Squid Game
    Elettronica e intrattenimento di consumo

    Abbiamo scoperto che, oltre a Bong Joon-ho, sotto il 38° parallelo vi sono altri eccellenti registi, ma soprattutto che la Corea del Sud ha per tutti noi qualcosa che ci rappresenta e ci assomiglia. La conseguenza? È sapere che la Corea non è una specie di Giappone – anche se le loro storie recenti si assomigliano – e che non sono solo produttori di smartphone, televisori, lavatrici e automobili.

    Per scoprire meglio che cosa un paese può e vuole dare al mondo è sempre meglio andare a vedere che cosa vuole e può dare a se stesso. Un viaggio a Seoul può essere illuminante. Il grande viale di Gwanghwamun, tra grattacieli, pannelli pubblicitari e centri commerciali, ospita almeno quattro simboli in poche centinaia di metri che chiunque voglia conoscere la Corea deve vedere e conoscere.

    I simboli di Seoul

    Il primo è il Gyeongbokgung Palace il palazzo reale della dinastia Joseon (1392-1897), ora in ristrutturazione. Accanto c’è Samcheong dove ci sono musei, gallerie d’arte e un pezzo di vecchia Corea fatte di case basse dal valore inestimabile.

    Seoul

    In una città dove 60 metri quadri in centro possono costare anche l’equivalente di 3 milioni di euro, piccoli negozi, ristoranti e angoli dove lo sguardo abbraccia la Seoul storica e moderna: una megalopoli da 10 milioni di abitanti che si espande e si spande come un liquido ai piedi di verdi colline.

    Seoul

    Su Gwanghwamun, a pochi centinaia di metri, c’è la statua dorata del re Sejon il Grande. Il piedistallo riporta tutti i caratteri dell’alfabeto Hangul che il sovrano fece introdurre nel 1444.

    Seoul

    Sono 19 consonanti e 21 vocali che vengono usati in blocchi sillabici. Dunque, niente a che vedere con gli ideogrammi cinesi e qualcosa di simile ai katakana e hiragana giapponesi che però si servono sempre degli ideogrammi (kanji).

    Una nazione a testuggine

    Altri 250 metri e c’è la bruna statua dell’ammiraglio Yi Sun-sin che per i coreani è quello che Nelson è per gli inglesi: semplicemente l’Eroe, con la lettera maiuscola. Il 26 ottobre 1597, proprio mentre l’Armada di Filippo II cercava di invadere l’isola britannica, sullo stretto di Myeongnyang Yi Sun-sin riuscì a battere con 13 navi la flotta giapponese grande 10 volte quella coreana.

    Uno dei segreti di quella vittoria è rappresentato proprio alla base della statua ed è il Kobukson o nave testuggine il cui ponte era protetto da un tetto in ferro e lo scafo era in pino e con chiglia ad U. In questo modo, resistevano meglio agli attacchi, erano vincenti nello speronamento e potevano navigare sotto costa in acque più basse dove quelle avversarie invece rischiavano di incagliarsi.

    Il rapporto con il Giappone

    Se qualcuno vuole ravvisare in tutto questo una metafora del rapporto che c’è tra la Corea e il Giappone, nel loro approccio e nella loro cultura, non è distante dalla realtà. Il fattore religioso ha il suo peso. Il 30% dei coreani del sud è cristiano e i battezzati, oltre al loro nome autoctono, hanno anche un nome latino. Le generalizzazioni sono sempre riduttive, ma si può dire che il coreano è più individualista del giapponese. Il primo decide da solo, il secondo sempre insieme al gruppo ed in presenza del gruppo cui appartiene.

    Senza approfondire le differenze culturali con un paese così vicino e – per ovvie ragioni – così tenuto a distanza, basta vedere quanto monumentale sia Gwanghwamun. Fa pensare alle avenida spagnole, alle avenue parigine o anche alle downtown nordamericane. La gestione degli spazi è già cultura.

    Seoul
    Vicino scomodo e chiassoso

    Quanto all’altro scomodo vicino, ovvero la Corea del Nord e il suo dittatore Kim Joung-Un, il paese vive un misto di rimozione ed assuefazione. Avere una potenza atomica ostile che dista a meno di 100 km dalla capitale e che lancia missili per dimostrare di poter colpire quando e come vuole non è una preoccupazione: perché dovrebbe esserlo se Pyongyang queste minacce arrivano da più di mezzo secolo e non si sono mai materializzate?  

    Qualche centinaio di metri e si incrocia Cheonggyecheon, la via che contiene un fiume. Al centro – e sotto – vi scorre infatti lo Jungnangcheon, un affluente dell’Han, il fiume che taglia Seoul e che nel territorio della capitale è attraversato da 27 ponti. Sullo Jungnangcheon avevano costruito una strada e una sopraelevata, ma nel 2005 ne hanno fatto un parco urbano dove il letto artificiale scorre tra grattacieli alternato da piccole cascate e fontane.

    Seoul
    Un’anima elevata al cielo

    Ancora due passi e ci si trova di fronte al municipio. Di fronte una piazza con uno spazio verde a forma ellittica e una grande scritta “I SEOUL U”, un gioco di parole che significa “ti medito” o anche “ti do un’anima” o “ti animo”. L’edificio è un esempio di sedimentazione tra una severa architettura che sembra presa da Berlino Est e, come se volesse inghiottirla, una gigantesca onda in vetro e acciaio che si staglia dietro.

    Il simbolo di Seoul e delle sue ambizioni è però dall’altra parte dell’Han e si chiama Lotte Tower: un grattacielo da 550 metri, altezza che ne fa il sesto al mondo, e 120 piani.

    È costato 2,5 miliardi di dollari e può resistere a terremoti fino al nono grado della scala Richter. Dal 79° all’101° piano un hotel tra i più lussuosi di Seoul, all’85° piano una piscina e in cima un ponte di cristallo da 7 metri da attraversare per i forti di cuore.

    Automobili, che passione

    Seoul ha 22 linee di metropolitana e il biglietto si paga solo in contanti, ma si vede ad occhio nudo che ama le automobili. E neppure di piccola taglia. Suv, ma soprattutto berline, anche di rappresentanza.

    L’automobile è status ed è orgoglio nazionale. I numeri sono da mercato chiuso: su 1,71 milioni di auto vendute nel 2021, 1,44 sono di costruzione domestica ovvero l’84% del totale. Le auto di importazione sono premium e lusso per quasi il 80%.

    Mercedes, BMW, Audi e Volvo coprono da sole il 67% di questo specie di Champions League. Il campionato invece vede solo 4 squadre e Hyundai si prende oltre il 50%, un altro 37% la Kia mentre Renault Samsung ha poco più del 4%, ancora meno SsangYong e GM Korea. Sempre partendo dalle prime impressioni, di elettriche sembrano essercene ben poche, molto meno che da noi, ma i numeri dicono che l’elettrificazione sta accelerando.

    Elettrificazione? Anche idrogeno, con convinzione

    Dal 2020 al 2021 si è passati da 36.300 a 71.700 unità di auto elettriche e solo nella prima metà del 2022 se ne sono aggiunte altre 67mila portando il circolante a circa 300mila su un totale di 25 milioni dove ci sono anche oltre un milione di ibride e quasi 25mila auto ad idrogeno. E anche in questo caso la sensazione è di trovarsi in un posto dove le fuel cell ci sono. Non è invasione, ma auto come la Hyundai Nexo si incontrano dentro e fuori la città.

    Leggi la mia prova della Hyundai Nexo a Milano

    Secondo le statistiche governative, entro il 2022 ci saranno 310 stazioni per l’idrogeno, 100 di queste a 700 bar. L’obiettivo è di arrivare a 450 entro il 2025 e 1.200 entro il 2040. Hyundai prevede di produrre 700.000 stack all’anno nel 2030, dei quali 500mila destinati a veicoli. Potente è anche la spinta che il governo sudcoreano sta dando alle auto elettriche, sia in incentivi all’acquisto sia per la rete di ricarica.

    Leggi l’articolo su Hyundai ci crede, il futuro è a Idrogeno

    La grande accelerazione

    Il piano di incentivi all’acquisto per tutti i veicoli ad emissioni zero è finanziato con l’equivalente di 4 miliardi di dollari fino al 2025 ed è a due fasce: per auto con prezzo fino a 55 milioni di won (39mila euro) il sussidio è di 19 milioni (circa 13.500 euro), per la fascia 55-85 milioni di won (poco meno di 60mila euro) il sussidio è dimezzato. L’obiettivo di questo piano è avere nel 2025 il 20% di auto vendute ad emissioni zero e 3 milioni circolanti.

    Molto interessante è il meccanismo delle quote di auto a basso impatto ambientale introdotta nel 2020. In questa categoria sono comprese anche le ibride e persino le auto a GPL. Sono numerosi i distributori per quest’ultimo tipo di carburante. Ogni costruttore ha l’obbligo di venderne almeno il 15%. Se ne vende di più, può cedere la sua quota eccedente ad un altro costruttore, come dei crediti di imposta o gli ETS (Emission Trading System) per la CO2.

    Spine come nessun altro

    I numeri della rete di ricarica elettrica sono impressionanti: oltre 90mila punti di ricarica a corrente alternata e 15mila ad alta potenza a corrente continua nel 2021. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, in un anno sono cresciute rispettivamente in numero del 50% e del 70% e la Corea del Sud è diventata il paese con la più alta densità di rete di ricarica al mondo con 2,6 veicoli ogni punto di ricarica.

    Per avere un ordine di grandezza, l’Europa è a 15,5 e la Cina a 7,2. Solo Hyundai lo scorso anno ha installato in patria 120 spine da 350 kW e conta di arrivare a 5mila nel 2025. Per il 2022 fondi per i punti a bassa potenza è di 74 miliardi di won (52 milioni di euro) e di 37 miliardi (26 milioni) per quelli ad alta potenza, dunque triplicati rispetto al passato, così come gli incentivi all’acquisto.

    Hyundai e Kia pronte

    Il sistema dunque si è messo in moto. E anche l’industria. Hyundai prevede 17 modelli elettrici, dei quali 6 con il marchio Genesis. Kia ha annunciato 14 modelli entro il 2027 e di raggiungere il 30% di vendite in elettrico. La Corea del Sud ha 50 milioni di abitanti su una superficie di 100.00 kmq (un terzo dell’Italia), ma ha il 5% della capacità produttiva mondiale relativa alle celle per le batterie.

    I tre maggiori produttori sono LG, Samsung e SK Innovation, veri e propri giganti industriali. C’è dunque già un sistema pronto a sostenere – e a sostenersi – attraverso sia il mercato interno, sia la forza commerciale e industriale acquisita su tutti i mercati. Basta dire che in Europa nei primi 8 mesi dell’anno la quota di Hyundai e Kia è passata rispettivamente dal 4% al 4,8% e dal 4% al 5,2%, negli USA dal 5,2% al 5,5% e dal 4,7% al 5%.

    La forza e la flessibilità del sistema

    Quale è la forza di questi due marchi di fronte all’elettrificazione? Tre elementi: una grande esperienza, una clientela già acquisita e soprattutto una varietà che va dal mild-hybrid all’idrogeno e spesso è disponibile anche per uno stesso modello. Dunque piattaforme flessibili accanto ad altre dedicate come la E-GMP che vanta tecnologie avanzate come l’architettura a 800 Volt e l’inverter al carburo di silicio. Ed in arrivo ve n’è un’altra per una piccola elettrica a basso costo.

    Leggi l’articolo sulla piattaforma E-GMP base delle Hyundai e Kia del futuro

    Leggi l’articolo su Hyundai Ioniq 5, l’elettrica nata per diventare una stella

    Leggi larticolo su Kia EV6 che vince il titolo di Auto dell’Anno 2022

  • Kia EV6 è Auto dell’Anno 2022, l’elettrico vince per la terza volta. E stavolta ancora di più

    La Kia EV6 si è aggiudicato il premio “Car of The Year” per il 2022 ed è la prima auto coreana a vincere il prestigioso riconoscimento assegnato dal 1964 da una giuria composta da 61 giornalisti europei, compresi quelli di Regno Unito, Turchia, Svizzera e Russia. I voti di quest’ultima non sono stati considerati. I due giurati russi Vadim Ovsiankin e Sergey Znaemsky sono stati infatti sospesi il 28 febbraio scorso a seguito degli eventi in Ucraina. Secondo quanto dichiarato dalla direzione del premio, si tratta di un provvedimento non personale che non modifica né il risultato né la classifica finali.

    Kia EV6
    Vittoria quasi doppia

    La Kia EV6 ha vinto con 279 voti contro i 265 della Renault Mégane E-Tech e i 261 della Hyundai Ioniq 5 che con la EV6 condivide la piattaforma E-GMP. Segno inequivocabile che la giuria ha premiato il progetto e le soluzioni tecniche che, al di là delle preferenze dei giurati e delle scelte compiute dai singoli marchi, hanno un valore superiore rispetto a quanto offerto attualmente dalla concorrenza.

    Leggi l’articolo sulla piattaforma E-GMP del gruppo Hyundai

    Kia EV6
    La terza elettrica

    La Kia EV6 non è la prima né l’unica elettrica a vincere. La prima è stata la Nissan Leaf nel 2011 seguita dalla Jaguar I-Pace nel 2019. Mai però la rosa delle candidate era stata così “elettrizzata”: ben 6 su 7 sono infatti elettriche “native”. Esse sono, oltre a quelle già citate, la Skoda Enyaq, la Ford Mustang Mach-E e la Cupra Born. L’eccezione è la Peugeot 308 ma solo parziale: oltre alla ibrida plug-in, avrà comunque una versione elettrica.

    Car of the year
    Quasi 7 su 7

    Il Car of the Year si conferma quindi un premio che guarda al mercato, ma anche all’innovazione. E, nonostante la grande disparità tra i voti espressa dai singoli paesi, esprime una sintesi significativa. Ad ogni modo, il voto dei 6 giurati italiani ha seguito sostanzialmente quello generale: 28 voti per la EV6, 23 per la Mégane e 20 per la Ioniq 5 discostandosi solo per le preferenze assegnate alla Mustang Mach-E (24).

    Kia EV6
    Non solo per l’Europa

    A dimostrazione della sostanza contenuta nella Kia EV6 e nella Hyundai Ioniq 5 c’è anche un altro fatto. Entrambe le vetture sono tra le papabili di un altro prestigioso riconoscimento, il World Car of the Year (WCOTY) insieme alla Mustang Mach-E. Questo conferma il carattere globale dei giurati italiani che sono: Silvia Baruffaldi (Auto&Design), Andrea Brambilla (Auto), Guido Costantini (AlVolante), Gianluca Pellegrini (Quattroruote), Alberto Sabbatini (indipendente) e Giorgio Ursicino (Il Messaggero).

    Kia EV6
    Il voto italiano

    Come da regolamento, i giurati devono dare un voto da 1 a 10 ed esprimere un giudizio su ogni vettura. Stando alle loro parole, la Kia EV6 spicca per lo stile esterno, per i concetti ergonomici, la spaziosità, le prestazioni e le possibilità offerte dalla sua architettura elettrica 800 Volt. È piaciuto anche il comfort mentre non tutti si sono detti d’accordo sulle sue qualità stradali: per qualcuno è piacevole e precisa, per altri è impegnativa al limite.

    Leggi l’articolo su Kia EV6, il design sprizza futuro

    Kia EV6
    L’elettrificazione come missione

    Quel che è sicuro è che la vittoria della Kia EV6 è il coronamento di un percorso tecnologico e di immagine, impersonato proprio dallo stile. L’elettrica coreana non assomiglia a nessun’altra e sfrutta al massimo le possibilità permesse dalla nuova architettura. Oltre a questo, il dominio coreano è il riconoscimento di un’esperienza nell’elettrificazione che ha pochi uguali e ricchezza: dal mild-hybrid all’idrogeno.

    Kia EV6
    Dalla due ruote motrici alla GT

    Quello che pensiamo della Kia EV6 lo potete vedere sulla doppia prova. Ricordiamo che ha una batteria da 77,4 kWh, una versione monomotore da 168 kW e 350 Nm a trazione posteriore e una bimotore a trazione integrale da 239 kW e 605 Nm. La prima ha un’autonomia di 528 km, la seconda di 506 km. La versione GT avrà 430 kW e 740 Nm (260 km/h, 0-100 km/h in 3,5 s.) già ordinabile a listino. I prezzi vanno da 49.500 a 69.500 euro.

    Leggi l’articolo sulla doppia prova di Orecchini e Desiderio

    Leggi l’articolo e guarda il video sul test di accelerazione e guidabilità della Kia EV6

    Kia EV6
  • Kia Sportage, la quinta generazione è solo ibrida, dal mild al plug-in

    La Kia Sportage di quinta generazione è ufficialmente in vendita dal 15 gennaio ed è la prima disponibile con propulsioni solo elettrificate. Il nuovo Suv coreano infatti, avrà propulsori mild-hybrid 48 volt, full hybrid e plug-in hybrid. La Sportage dunque conferma la tradizione del gruppo Hyundai offrendo più livelli di elettrificazione per uno stesso modello.

    Leggi Kia punta dritto al futuro, 11 nuovi modelli elettrici entro il 2026

    Kia Sportage
    Più spazio, più bagagliaio

    La nuova Sportage è basata sulla piattaforma N3, la stessa della nuova Sorento e delle Hyundai Santa Fe e Tucson. Lunga 4,51 metri, è larga 1,86, alta 1,65 e ha un passo di 2,68 metri. Dunque è leggermente più grande della precedente, ma anche più ospitale sia per i passeggeri sia per i bagagli. La capacità del vano di carico va da 587 a 1.776 litri abbattendo lo schienale 40/20/40.

    Kia Sportage

    Netta l’evoluzione dello stile. La famosa calandra a naso di tigre si è allargata fino ad esplodere e, praticamente a sparire. A demarcarla ora ci sono due gruppi ottici a boomerang, anche se quelli principali (matrice di led) sono nella parte interna della curvatura. Inedita per la Sportage la verniciatura bicolore con tetto nero. Diverso anche il disegno del terzo montante. Si possono montare cerchi da 17, 18 e 19 pollici.

    Kia Sportage
    Tutta digitale, con tanti pulsanti

    Evoluta anche l’interfaccia uomo macchina. La strumentazione è digitale su pannello a cristalli liquidi da 12,3”. Di identiche dimensioni è lo schermo centrale del sistema infotelematico aggiornabile over-the-air anche per le mappe. Entrambi sono uniti dietro un unico pannello ricurvo e orientato verso il guidatore. Nuovi per Kia sono anche il comando del cambio a manopola e il pulsante di avviamento sul tunnel.

    Kia Sportage

    La sicurezza è raccolta sotto l’insegna DriveWise. Il cruise control adattivo tiene conto dei dati cartografici, rallentando la vettura in curva e la frenata automatica interviene anche agli incroci in presenza di mezzi, pedoni e ciclisti. La Sportage è capace anche di evitare le collisioni laterali, può essere parcheggiata all’esterno del veicolo e ha l’utilissimo Blind Spot View Monitor, già visto su altri modelli del gruppo.

    Kia Sportage
    Dalla “morbida” alla spina

    Dal punto di vista tecnico, da segnalare le sospensioni (posteriori multi-link) a controllo elettronico, la trazione integrale a controllo elettronico e il Terrain Mode che adatta questi ed altri parametri al tipo di fondo selezionato. I motori sono tutti 1,6 litri di cilindrata ad iniezione diretta, con turbocompressore e, come detto, elettrificati in vario grado. Ci sono versioni a trazione anteriore e con cambio automatico.

    Kia Sportage

    Per il mild-hybrid a 48 Volt c’è un’unità a benzina da 150 cv e una diesel da 136 cv che è quella con i consumi (WLTP)  e le emissioni inferiori: 4,8-5,8 litri/100 km pari a 127-154 g/km di CO2. Il cambio può essere manuale a 6 rapporto o doppia frizione in bagno d’olio a 7 rapporti. La batteria del sistema elettrico è al LiPb da 0,44 kWh di capacità e pesa 12 kg. La potenza del motorino-alternatore è di 12,5 kW.

    Kia Sportage
    Il motore che dura

    Le versioni ibrida e ibrida plug-in hanno una parte termica a benzina da 180 cv e 265 Nm dotata della distribuzione CVVD (Continuous Variable Valve Duration), capace di variare non solo la fasatura, ma anche la durata dell’alzata delle valvole. Il cambio è automatico con 6 rapporti, ma a convertitore idraulico di coppia ed incorpora il motore elettrico sincrono a magneti permanenti.

    Leggi l’articolo sul motore di Hyundai e Kia che dura di più per consumare meno

    Kia Sportage

    Sulla ibrida eroga 44,2 kW e 264 Nm. La batteria agli ioni-polimeri di litio è da 270 Volt, ha una capacità di 1,49 kWh ed eroga fino a 64 kW. Pesa 37,5 kg ed è posizionata sotto il divano posteriore. I dati cumulati sono 230 cv (169 kW) e 350 Nm. La velocità massima è di 193 km/h e l’accelerazione 0-100 km/h avviene in 8-8,3 s. Il consumo medio va da 5,5 a 6,6 litri/100 km e le emissioni di CO2 da 125 a 149 g/km.

    Kia Sportage
    In attesa della ricaricabile

    L’ibrida plug-in arriverà più avanti. Il motore elettrico ha 66,9 kW e fa salire la potenza totale a 265 cv (195 kW). La batteria si ricarica fino a 7,2 kW, ha una capacità di 13,8 kWh ed è posizionata sotto il fondo della vettura. Così come la ibrida, l’accumulatore è agli ioni-polimeri di litio, una tecnologia che Kia impiega da sempre e non abbandona per le “elettrificate” parziali mentre per le elettriche native come la EV6 è passata agli ioni di litio.

    Leggi Kia Sorento Plug-in hybrid, tanto spazio alla trazione elettrica

    Leggi Kia EV6, la doppia prova di Orecchini e Desiderio

    Kia Sportage

    Il listino parte da 29.950 euro con 4 allestimenti (Business, Style, GT-Line e GT-Line Plus). La mild-hybrid diesel parte da 31.850 euro, la full hybrid da 42.950 euro. La garanzia, così come le altre Kia, è di 7 anni o 150.000 km. Identico periodo anche per gli abbonamenti dei servizi online Kia Connect.

    Kia Sportage
  • Kia EV6, prime immagini del nuovo crossover nato elettrico

    Arrivano le prime immagini della Kia EV6, primo modello del marchio nato esclusivamente elettrico sulla nuova piattaforma globale dedicata ai veicoli a batterie dei prossimi anni.

    Nuovo logo

    La Kia EV6 è anche il primo modello con il nuovo logo Kia sul cofano, portatore quindi della filosofia “Movement that inspires” lanciata a livello mondiale per fare del marchio un protagonista della mobilità elettrificata dei prossimi decenni.

    Kia EV6 prima immagine avanti

    Piattaforma elettrica

    La prima automobile costruita sulla nuova piattaforma E-GMP (Electric-Global Modular Platform – sviluppata appositamente per i veicoli a trazione elettrica alimentati esclusivamente da batterie – è un Crossover dalle linee filanti e con molti elementi estetici inediti per la casa coreana.

    Nuovo design

    Prende forma così la nuova filosofia di design, che ha il compito di veicolare alla prima occhiata l’ attenzione del marchio Kia nei confronti dell’elettrificazione.

    Kia EV6 prima immagine faro posteriore

    Kia EV6 esprime al meglio la mission del nostro slogan “Movement that inspires” e della nostra nuova filosofia di design. Questo veicolo è stato progettato per fare di ogni singolo viaggio un motivo di ispirazione, andando a migliorare la vita quotidiana dei nostri clienti e fornendo loro il massimo di un’esperienza unica nella sua semplicità.

    Ha dichiarato Karim Habib, Senior Vice President e Head of Kia Global Design Center.

    Kia EV6 silhouette tre quarti avanti

    EV fin dal nome

    La denominazione del modello inizia direttamente con EV, come probabilmente sarà per tutti i prossimi veicoli elettrici a batterie dalla Kia. In questo modo non c’è possibilità di confusione in chi si avvicina all’auto, se c’è scritto EV vuol dire che è un’elettrica pura.

    Clicca qui per leggere l’articolo Kia punta dritto al futuro, undici nuovi modelli elettrici entro il 2026.

  • Ioniq 5, l’elettrica Hyundai nata per diventare una stella

    La Ioniq 5 non nasconde la sua ambizione. L’estetica ricercata di esterni ed interni dice subito a chi la guarda che quest’auto elettrica è nata per essere protagonista della rivoluzione elettrica.

    Nuovo marchio

    Il nuovo marchio Ioniq si affianca a quello Hyundai ed è dedicato ai soli modelli elettrici a batteria.

    Ioniq 5 interni

    Diverse versioni

    La Hyundai Ioniq 5 è disponibile con un’intera gamma di powertrain elettrici. I clienti possono scegliere tra due livelli di capacità di accumulo per il pacco batteria, da 58 kWh e 72,6 kWh.

    A questi si aggiungono due sistemi di propulsione elettrica, con due ruote motrici e un solo motore elettrico sull’asse posteriore, oppure con due motori, uno montato sull’asse anteriore e l’altro sul posteriore.

    Ioniq 5 ricarica

    La velocità massima per tutte le versioni è di 185 km/h.

    Al vertice della gamma si colloca la configurazione con trazione integrale (AWD) abbinata alla batteria da 72,6 kWh, in grado di sprigionare una potenza combinata di 225 kW e una coppia massima di 605 Nm per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi.

    Autonomia e ricarica

    Se equipaggiata con due ruote motrici (2WD) e la batteria da 72,6 kWh, l’autonomia di IONIQ 5 con una singola è annunciata in circa 480 km­­­ secondo lo standard WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicle Test Procedure).

    La piattaforma E-GMP della Hyundai Ioniq 5 è compatibile con infrastrutture di ricarica a 400V e 800V, offrendo di serie la capacità di ricarica a 800V e permettendo anche la ricarica a 400V senza la necessità di componenti aggiuntivi o adattatori.

    Ricarica Ioniq

    Il sistema multi-ricarica è la prima tecnologia brevettata al mondo ad agire sul motore e sull’inverter per variare da 400V a 800V ottenendo una compatibilità di ricarica stabile.

    Utilizzando un caricatore da 350 kW, la Hyundai Ioniq 5 consente una ricarica dal 10% all’80% in appena 18 minuti. Ai possessori di IONIQ 5 basterà ricaricare il veicolo cinque minuti per ottenere 100 km di autonomia secondo lo standard WLTP.

    Fornisce elettricità all’esterno

    La Ioniq 5 offre l’innovativa funzione V2L (Vehicle to load), che permette di alimentare o ricaricare liberamente qualsiasi dispositivo elettrico, come biciclette, monopattini o attrezzatura da campeggio, fungendo da alimentatore su ruote.

    Clicca qui e leggi Hyundai e Kia elettriche come gli smartphone, sarà possibile la ricarica da auto ad auto.

    La funzione V2L può erogare fino a 3,6 kW di potenza. La porta V2L si trova sotto i sedili posteriori e può essere attivata quando il veicolo è acceso, mentre una seconda porta è posizionata nello sportello di ricarica esterno e può fungere da alimentatore anche quando il veicolo è spento. Utilizzando un convertitore, è possibile ricaricare dispositivi elettrici ad alta potenza.

    Ioniq 5 profilo

    Passo record

    Il passo di 3.000 mm di Ioniq 5 – 100 mm in più rispetto al maxi-SUV Hyundai Palisade – offre la spaziosità di una vettura di grandi dimensioni in un crossover medio. Questo passo così lungo ha permesso ai designer di Hyundai di applicare il tema “Living Space” agli interni, anziché un tema di design convenzionale.

    Divisorio scorrevole

    Si chiama Universal Island ed è il primo divisorio tra sedili anteriori che può scorrere all’indietro per essere utilizzato dai passeggeri seduti sul divano posteriore.

    Universal Island

    La consolle scorrevole consente ai passeggeri non solo di avere una maggiore flessibilità, ma anche di entrare e uscire liberamente da entrambi i lati del veicolo in caso di parcheggi stretti.

    I passeggeri della seconda fila possono usufruire delle funzioni della consolle centrale, come portabicchieri, ricarica wireless rapida a 15 W e porte USB.

    La Universal Island è certamente più pratica rispetto a un alloggiamento statico.

    Bagagliaio

    Il bagagliaio di IONIQ 5 offre una capacità di 531 litri, che aumenta fino a quasi 1.600 litri quando i sedili posteriori sono completamente reclinati.

    Per una maggiore versatilità, i sedili della seconda fila possono scorrere in avanti fino a un massimo di 135 mm ed essere abbattuti con modulo 60:40

    Un ulteriore spazio per riporre gli oggetti è situato sotto al cofano anteriore e può arrivare fino a 57 litri.

    Ioniq 5 posteriore

    Piattaforma dedicata

    Si tratta del primo modello del gruppo realizzato sulla nuova piattaforma E-GMP, progettata e sviluppata appositamente per far nascere le auto elettriche che nei prossimi anni affolleranno i listini dei merchi Hyundai e Kia.

    Clicca qui e leggi Hyundai E-GMP ecco la base tecnologica di Kia e Hyundai elettriche del futuro.

    Gli altri modelli

    Il livello attuale delle versioni elettriche dei modelli dei due marchi coreani è già da primi della classe, perciò l’arrivo di una piattaforma dedicata alla trazione elettrica alza decisamente le aspettative.

    Per saperne di più clicca qui e leggi l’articolo Kia Niro elettrica, la mia prova in autostrada.

  • Kia punta dritto al futuro, undici nuovi modelli elettrici entro il 2026

    Il futuro della Kia svelato in una roadmap che arricchisce la gamma con 11 nuovi modelli elettrici entro il 2026.

    La svolta inizierà con la presentazione del primo modello elettrico Kia concepito sulla nuova piattaforma dedicata Electric-Global-Modular Platform (E-GMP), previsto già durante l’anno in corso.

    La gamma di veicoli elettrici entro il 2026 si arricchirà di ben 11 nuovi modelli: sette basati sulla piattaforma E-GMP e 4 derivati dall’evoluzione dei modelli in gamma dotati di motori a combustione interna. 

    Hyundai E-GMP profilo

    Clicca qui e leggi l’articolo E-GMP, ecco la base tecnologica di Kia e Hyundai del futuro.

    Ambizioni da leader

    L’obiettivo di vendita è ambiziosissimo e il traguardo del piano è fissato a 1,6 milioni di unità all’anno a partire dal 2030.

    Entro il 2030 i veicoli dotati di trazione elettrificata (elettrici, ibridi e ibridi plug-in) rappresenteranno il 40% del totale delle vendite globali della Kia.

    La Kia, come anticipato da Obiettivo Zero Emissioni alla presentazione del nuovo marchio (clicca qui e leggi l’articolo Nuovo marchio Kia svelato da droni pirotecnici, ambizioni da leader), mira ad essere protagonista di questa evoluzione.

    Le vendite delle auto totalmente elettriche (EV) sono stimate in 880.000 unità annue nel 2030, che si tradurrà in una posizione tra i top seller globali di settore. 

    Futuro kia elettrico e mobilità

    Alta innovazione

    Il primo veicolo elettrico della Kia basato sulla nuova piattaforma, atteso nel corso del 2021 e il cui nome in codice è CV, sarà caratterizzato dalla tecnologia HDA2 (Highway Driving Assist Level 2).

    A partire dal 2023 i veicoli elettrici Kia saranno equipaggiati con l’Highway Driving Pilot (HDP), un’evoluzione definita dal marchio di primaria importanza nei sistemi di guida autonoma di livello 3.

    Servizi di mobilità

    L’offerta di servizi di mobilità che Kia si appresta a presentare a livello globale si preannuncia molto ampia.

    In Spagna il car sharing dell’azienda leader Wible verrà implementato con Wible Màs e Wible Empresas (nome provvisorio).

    Il servizio KiaMobility presentato nel settembre dello scorso anno come progetto pilota proprio in Italia, oltre che in Russia, verrà esteso anche in altri Paesi europei.

    Nuovo Marchio Kia

    Le potenzialità dei veicoli elettrici saranno inoltre ampliate con innovative formule di abbonamento e car-sharing.

    Sulla base del nuovo approccio, orientato alla mobilità, i veicoli Kia potranno essere utilizzati per il lavoro nei giorni feriali così e noleggiati dai privati nei giorni festivi e durante i week-end. 

    Veicoli commerciali

    La Kia presenterà il suo primo purpose-built vehicle (PBV) nel 2022.

    L’obiettivo è di un milione di unità all’anno entro il 2030, obiettivo da leader mondiale per il segmento dei veicoli commerciali elettrici per uso urbano.

    A questo scopo Kia svilupperà una gamma di veicoli specifici, utilizzando piattaforme skateboard appositamente realizzate e declinabili in funzione delle esigenze dei singoli mercati.

    Kia prevede di espandere ulteriormente il business dei PBV attraverso collaborazioni per la realizzazione di PVB destinati alle consegne a domicilio e al mondo dell’e-commerce

  • Kia e-Niro elettrica, la mia prova in autostrada

    Ho preso la Kia e-Niro elettrica e l’ho messa in autostrada per fare un viaggio andata e ritorno, di quelli in cui hai fretta e non puoi fermarti a ricaricare.

    Non è la prima volta che faccio questa esperienza con un’auto elettrica e non sempre è andata bene.

    Viaggiare elettrico non è come farlo al volante di un’auto con il serbatoio di benzina. Non ancora. Per viaggiare in auto elettrica bisogna saper programmare – perlomeno facendo riferimento ad alcuni punti chiave – il proprio spostamento.

    Pochi punti chiave

    Lunghezza del viaggio, traffico, pendenze, durata della trasferta ed eventuali infrastrutture di ricarica presenti sul percorso, oppure a destinazione, devono essere sotto controllo.

    FO di volto al volante Kia e-Niro

    Scopo della prova

    Lo scopo della prova è molto semplice e riguarda la facilità d’utilizzo e la reale incidenza dell’eventuale ansia da ricarica e delle prestazioni della Kia e-Niro elettrica sulla percezione del viaggio.

    Il viaggio autostradale con la Kia e-Niro elettrica non è un viaggio qualsiasi. Quando si entra in autostrada si hanno aspettative ben precise, non tutte esplicite ma molto chiare alla nostra mente e ai nostri sensi.

    In autostrada contano la fluidità e l’immediatezza di accelerazione. Certamente più della velocità di punta, che è ritenuta importante da chi valuta sulla carta e non certo da chi guida, come me, e ben sa che per un’auto conta soltanto il comportamento su strada, tutto il resto è fuffa.

    Sottolineo il mio pensiero di studioso, progettista, tester e automobilista:

    Per un’auto conta solo la strada.

    Kia e-Niro mani sul volante

    Percorso

    Il tracciato più appropriato, per valutare un’auto in un viaggio automobilistico in autostrada, non è quello che parte da un casello ed arriva a un altro casello.

    Anche il tracciato urbano che ci conduce in autostrada va incluso nella prova.

    Nel mio caso, parto da Piazza S. Giovanni in Laterano – nella parte centrale di Roma ma ben collegata da arterie di ampio scorrimento e intenso traffico – ed arrivo a Valmontone, dov’è ubicato Raimbow Magicland, uno dei parchi divertimenti della capitale.

    Si tratta di una tipica gita fuori porta di un abitante di grande città, lunga poco più di 40 chilometri, con traffico anche intenso nella parte iniziale, un breve tratto di tangenziale GRA – Grande Raccordo Anulare e poi una parte significativa dello spostamento in autostrada.

    FO alla guida Kia e-Niro autostrada

    Sensazioni di guida

    La prova in autostrada della Kia e-Niro Long Range (dotata cioè di batterie al litio con capacità di accumulo di 60 kWh) non dà nessuno stress dal punto di vista dell’autonomia di marcia.

    Il mio percorso andata e ritorno è di 85 chilometri in tutto, valore ben lontano dai circa 400 chilometri di autonomia segnati dall’indicatore sul cruscotto con una ricarica completa e il mio usuale stile di guida.

    La mia non è una prova di autonomia, né di consumo, ma di utilizzo. La lunghezza del percorso non dipende quindi dalle caratteristiche dell’auto, ma dalle esigenze tipiche di utilizzo.

    La capacità di accelerazione e la fluidità di erogazione della potenza, queste sicuramente molto importanti in tratti autostradali molto trafficati come quelli di uscita dalle grandi città, sono a dir poco soddisfacenti.

    L’accelerazione da lanciato, quindi partendo da una velocità di base di 100-110 km/h e volendo arrivare ai 130 km/h consentiti come limite, è decisamente appropriata.

    FO di spalle alla guida Kia e-Niro

    Assistenza alla guida

    Un elemento di grande importanza, per un’auto da viaggio autostradale, è rappresentato dai sistemi di assistenza alla guida.

    I cosiddetti ADAS – Advanced driver assistance systems sono una vera manna per il viaggio autostradale e la Kia e-Niro mette a disposizione del guidatore (e della sicurezza di tutti gli occupanti) un pacchetto particolarmente completo.

    Quello che utilizzo di più nel viaggio è certamente il cruise control adattativo, accompagnato dal sistema di mantenimento della corsia.

    L’utilizzo è semplice e prevede la pressione di pulsanti raggiungibili direttamente dal posto di guida. I comandi del controllo adattativo della velocità di crociera (cruise control) si toccano senza togliere la mano destra dal volante e permettono anche di impostare diverse distanze minime dal veicolo che precede.

    Il mantenimento della corsia va utilizzato per gradi, prendendoci via via confidenza. Io guido molte auto e sono abituato ad entrare velocemente in sintonia con i diversi sistemi dei vari modelli e costruttori.

    Ma so bene che per chi non è abituato ad avere una “mano invisibile” che corregge la traiettoria, ci vuole un po’ per capire esattamente come sfruttare i vantaggi senza incorrere in qualche – seppur minimo – momento di incomprensione con la guida automatica di riallineamento dell’auto all’interno dello spazio delimitato dalle linee sull’asfalto.

    Il consiglio comunque non può che essere soltanto uno: utilizzate auto dotate di ottimi ADAS e imparate a sfruttarli, ci guadagna parecchio anche la qualità del viaggio, oltre che la sicurezza

    Fabio Orecchini guida Kia e-Niro

    Per conoscere tutti i dettagli della Kia e-Niro elettrica clicca qui e leggi il Dossier Kia e-Niro, il crossover 100% elettrico compatto.

  • Nuovo marchio Kia svelato da droni pirotecnici, ambizioni da leader

    La Kia sceglie di fare letteralmente i fuochi di artificio per presentare il nuovo marchio, con cui il gruppo automobilistico entra nella fase decisiva di elettrificazione della sua gamma.

    La casa coreana mostra così di voler affrontare con grande credibilità il futuro dell’industria automobilistica, caratterizzato – oltre che da modelli elettrici e altamente elettrificati – dalla nascita di nuovi modelli di business legati ai servizi di mobilità.

    Fuochi d’artificio

    I fuochi d’artificio, protagonisti del grande show nei cieli di Incheon in Corea, sono anch’essi innovativi, visto che sono realizzati con l’ausilio di oltre trecento droni pirotecnici.

    Fuochi d'artificio marchio Kia

    Lo show pirotecnico nei cieli della città di Incheon in Corea è di quelli che entrano nei libri, oltre che nelle cronache.

    Gli effetti luminosi realizzati per la scrittura del marchio nel cielo, infatti, hanno permesso allo spettacolo di presentazione di entrare nel Guinness dei primati nella categoria “numero più elevato mai utilizzato di aeromobili a pilotaggio remoto (UAVs) che lanciano simultaneamente fuochi d’artificio”.

    Droni pirotecnici da Guinness dei primati

    L’evento ha visto infatti ben 303 droni pirotecnici lanciare centinaia di fuochi d’artificio per festeggiare la nuova alba per Kia.

    Insieme al nuovo logo, la Kia ha presentato anche il nuovo slogan con cui lo accompagnerà in tutto il mondo e avviato una trasformazione del marchio che ambisce a farne uno dei protagonisti nel prossimo futuro dell’industria dell’auto.

    Logo Kia fuochi artificio

    Nuovo logo

    Il nuovo logo si basa sullo sviluppo grafico di una traccia che richiama una firma scritta a mano. La linea che compone il nuovo logo è segnata con un tratto continuo e molto forte.

    Questo, secondo le spiegazioni fornite dai vertici della casa coreana, vuole trasmettere l’impegno di Kia nell’essere motivo d’ispirazione, mentre la dimensione simmetrica è metafora di fiducia e sicurezza di sé.

    Marchio Kia con slogan

    Ambizione da leader

    La firma crescente del logo vuole quindi incarnare l’ambizione di Kia per il proprio brand e, cosa più importante, l’impegno per l’offerta ai propri clienti.

    Il nuovo logo di Kia rappresenta l’intenzione dell’azienda di diventare un’icona del cambiamento e dell’innovazione

    Ha spiegato Ho Sung Song, Presidente & CEO di Kia.

    Che ha continuato: “L’industria automotive sta sperimentando un periodo di rapida trasformazione e Kia si sta adattando in maniera proattiva a questi cambiamenti. Il nuovo logo rappresenta il nostro desiderio di accontentare sempre i nostri clienti considerando l’evoluzione continua delle esigenze di mobilità e aiutare i nostri dipendenti ad accogliere le sfide che dobbiamo affrontare in uno scenario globale in rapido mutamento”. 

  • Kia e Hyundai elettriche come gli smartphone, sarà possibile la ricarica da auto ad auto

    Kia e Hyundai elettriche aprono l’era della ricarica da veicolo a veicolo. Le nuove auto, sviluppate sulla piattaforma Hyundai E-GMP, renderanno possibile il passaggio di energia da un’auto all’altra.

    La nuova piattaforma Hyundai E-GMP, dedicata allo sviluppo di modelli esclusivamente elettrici a batteria dei marchi Hyundai e Kia, apre per l’auto il ruolo di vera e propria banca dell’energia.

    La piattaforma E-GMP permette al veicolo elettrico Kia e Hyundai di fornire energia all’esterno, andando oltre l’integrazione dell’auto nel nascente mercato degli scambi energetici Vehicle-to-grid.

    Piattaforma Hyundai E-GMP su piedistallo

    Oltre il Vehicle-to-grid

    Il Vehicle-to-grid (V2G) prevede la possibilità per un veicolo elettrico, collegato alla presa di ricarica, di restituire elettricità alla rete.

    Il V2G permette al possessore dell’auto elettrica di ottenere benefici economici che vanno oltre il solo costo dei chilowattora restituiti, fornendo un servizio di stabilizzazione alla rete di distribuzione elettrica.

    Il sistema bidirezionale di ricarica della piattaforma Kia-Hyundai sarà abilitato al V2G.

    Ma non è questa la novità.

    Clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO Vehicle-to-grid, l’auto scambia energia con la rete elettrica e la casa.

    PowerShare, l’esempio degli smartphone

    Con le auto Kia e Hyundai sarà possibile la ricarica elettrica da auto ad auto, intuitivamente comoda ma finora impossibile.

    Samsung Galaxi PowerShare con scritta

    Proprio come fanno alcuni smartphone dotati di funzione PowerShare, quindi di condivisione della carica.

    Nasce il Vehicle-to-vehicle, da veicolo a veicolo

    La ricarica da auto ad auto si definisce Vehicle-to-vehicle (V2V) ed è oggi prevista soltanto con mezzi speciali adibiti alla ricarica mobile.

    Veicolo di ricarica mobile auto elettriche

    Grazie alla piattaforma Hyundai E-GMP la possibilità di ricarica diventa anche una questione tra automobili.

    Vehicle-to-load, l’auto alimenta carichi esterni

    Allo stesso modo sarà possibile alimentare anche degli elettrodomestici con una potenza massima di 3,5 kW.

    Una potenza di tutto rispetto, superiore a quella prevista nella maggioranza delle case italiane e con cui funziona di norma l’intera abitazione, fissata per contratto a 3,3 kW.

    Hyundai E-GMP alimentazione carichi esterni

    L’auto con la spina diventa l’auto con la presa

    Le funzioni V2V – Vehicle-to-vehicle (ricarica tra automobili analoga al PowerShare tra telefoni) e V2L – Vehicle-to-load (alimentazione di carichi elettrici esterni, analoga al meccanismo di una PowerBank o all’utilizzo di un generatore mobile di elettricità) prevedono una presa elettrica accessibile dall’esterno dall’auto.

    La presa sarà probabilmente posizionata vicino alla presa di ingresso per la ricarica e sarà compatibile con le normali spine di televisori, ventilatori, aspirapolvere.

    Piattaforma Hyundai E-GMP verticale

    La tensione di alimentazione sarà di 220 Volt in Europa e 110 Volt negli Usa e negli altri paesi dov’è questa la normale tensione domestica.

    Clicca qui per leggere Hyundai E-GMP, ecco la base tecnologica per Kia e Hyundai elettriche del futuro con tutti i dettagli sulla piattaforma.

  • Hyundai E-GMP, ecco la base tecnologica di Kia e Hyundai elettriche del futuro

    Hyundai E-GMP (Electric-Global Modular Platform) è la base tecnologica della gamma elettrica di prossima generazione di Hyundai e Kia.

    Già il prossimo anno la piattaforma E-GMP sarà alla base di due modelli “nati elettrici”, un’inedita Kia che verrà presentata entro l’anno e la Hyundai Ioniq 5.

    Entro il 2025, il gruppo Hyundai ha in programma di introdurre 23 modelli a batteria e la vendita di oltre un milione di veicoli elettrici a batteria in tutto il mondo 

    Piattaforma Hyundai E-GMP con telaio

    Vantaggi di una piattaforma dedicata

    Progettata esclusivamente per veicoli elettrici a batteria, la piattaforma Hyundai E-GMP offre diversi vantaggi rispetto a quelle derivate da piattaforme nate per motori a combustione interna.

    Principali vantaggi sono flessibilità nello sviluppo, miglioramento delle performance, incremento della sicurezza e dinamica di guida migliorata, oltre a maggiore autonomia e spazio interno per passeggeri e bagagli. 

    “Oggi i nostri modelli elettrici a trazione anteriore di Hyundai e Kia sono già tra i più efficienti nei rispettivi segmenti”, ha commentato Albert Biermann, President and Head of R&D Division di Hyundai Motor Group.

    Con la nostra piattaforma E-GMP a trazione posteriore estendiamo la nostra leadership tecnologica in categorie dove i clienti richiedono ottime dinamiche di guida ed eccezionali livelli di efficienza.

    Piattaforma Hyundai E-GMP tre quarti

    Molti modelli di diversi segmenti

    La piattaforma E-GMP permette lo sviluppo di diverse tipologie di veicoli, dalle berline ai SUV.

    Un modello ad alte prestazioni già in corso di sviluppo sarà capace di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 3,5 secondi e di raggiungere i 260 km/h di velocità massima. 

    Caratteristiche

    La piattaforma Hyundai E-GMP è stata sviluppata per offrire prestazioni migliorate in termini di performance e tenuta di strada ad alte velocità.

    La distribuzione del peso è bilanciata tra anteriore e posteriore e il baricentro è particolarmente basso, grazie al posizionamento del pacco batteria e al posizionamento dei motori elettrici nello spazio solitamente occupato dal motore, sotto il cofano anteriore.

    Piattaforma Hyundai E-GMP davanti

    Tenuta e stabilità sono migliorate dalle sospensioni posteriori a 5 link e dal primo Integrated Drive Axle (IDA) prodotto in serie al mondo, che combina in un’unica soluzione cuscinetti, rotismo e albero di trasmissione per portare potenza alle ruote.

    Sicurezza in caso di impatto

    La piattaforma garantisce la sicurezza della batteria attraverso una struttura di supporto in acciaio ad alta resistenza, irrigidita ulteriormente da elementi in acciaio stampato a caldo.

    Le forze derivanti dagli urti sono assorbite in maniera efficiente grazie a innovative strutture di assorbimento dei carichi ed una sezione centrale del pacco batteria fissato al corpo vettura.

    Una struttura di distribuzione del carico raccordata ai montanti anteriori previene la deformazione dell’abitacolo.

    Il pacco batteria avrà la densità di potenza migliorata del 10% rispetto all’attuale tecnologia e può essere posizionato più in basso, liberando spazio all’interno dell’abitacolo. 

    Modulo elettrico

    Il modulo Power Electric (PE) di E-GMP è composto da motore elettrico, una trasmissione EV e inverter tra loro integrati in un unico e compatto insieme.

    Modulo elettrico Hyundai E-GMP

    Questo garantisce elevate prestazioni aumentando fino al 70% la velocità massima di rotazione del motore rispetto ai motori già esistenti.

    Trazione posteriore oppure integrale

    La piattaforma Hyundai E-GMP è di base a trazione posteriore, con la possibilità di realizzare sia configurazioni a trazione posteriore, sia a trazione integrale.

    Batteria modulare

    Tutti i veicoli sviluppati sulla piattaforma E-GMP utilizzano un’unica tipologia di modulo batteria standardizzato, che è composto da celle di tipo pouch e può essere equipaggiato con un diverso numero di celle in base al veicolo. 

    Infografica Hyundai E-GMP

    Ricarica 800 V e 400 V bidirezionale ad alta velocità 

    La maggior parte dei modelli EV e le infrastrutture di ricarica rapida attuali possono arrivare a 50-150 kW e sono equipaggiati con un’architettura a 400V.

    Lo sviluppo dell’infrastruttura a 800V, che permette di arrivare fino a 350 kW, si espanderà in futuro, rendendo possibile una ricarica ancora più veloce. 

    Piattaforma Hyundai E-GMP su piedistallo

    Questo è in linea con l’ingresso del gruppo Hyundai in Ionity – il network di ricarica ad alta potenza leader in Europa – in qualità di partner strategico e azionista.

    La piattaforma E-GMP offre di serie capacità di ricarica a 800V, e permette anche la ricarica a 400V senza la necessità di componenti aggiuntive o adattatori.

    Il sistema multi-ricarica è la prima tecnologia brevettata al mondo ad adoperare il motore e l’inverter per variare da 400V a 800V e avere così una compatibilità di ricarica stabile.

    Autonomia di base 500 chilometri

    Un veicolo elettrico basato sulla E-GMP è progettato per un’autonomia di guida di almeno 500 km con una ricarica completa, secondo il ciclo WLTP.

    La piattaforma è progettata per una ricarica rapida della batteria all’80% in soli 18 minuti ed è capace di aggiungere fino a 100 chilometri di autonomia con una carica di cinque minuti.

    Il recentemente progettato Integrated Charging Control Unit (ICCU) rappresenta un’evoluzione rispetto agli attuali On-Board Charger (OBC), che tipicamente consentono il flusso di energia da una fonte di energie esterna in una sola direzione.

    Hyundai E-GMP alimentazione carichi esterni

    L’auto può alimentare direttamente carichi esterni

    La ICCU apre la strada a una nuova funzione vehicle-to-load (V2L), capace anche di utilizzare l’energia della batteria del veicolo per alimentare carichi esterni senza componenti aggiuntivi.

    Questa tecnologia permette alle auto basate sulla piattaforma E-GMP di fornire corrente per apparecchiature elettriche (110/220V) in qualsiasi luogo.

    Ricarica da auto ad auto

    Il sistema può essere usato perfino per ricaricare un altro veicolo elettrico. 

    La funzione V2L può fornire fino a 3,5 kW di potenza, e può quindi far funzionare diversi elettrodomestici, come un condizionatore di medie dimensioni e un televisore da 55’’ fino a 24 ore.