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  • Coronavirus Fase 2, il rimbalzo di traffico ed emissioni non ce lo possiamo permettere

    Coronavirus Fase 2, la prova di maturità è arrivata e noi non abbiamo studiato. Con le auto, infatti, tornano in città il traffico e le emissioni.

    Probabilmente, man mano che il lockdown verrà auspicabilmente e progressivamente allentato per un numero crescente di attività, i problemi saranno ancora più gravi di prima.

    Più veicoli in strada

    Con il trasporto pubblico fortemente ridotto e le possibilità di contagio che faranno sentire tutti decisamente più sicuri all’interno di un abitacolo, il numero di veicoli in strada sarà maggiore rispetto alla situazione pre-Coronavirus.

    Quella del Coronavirus Fase 2 è roba da piani e investimenti straordinari in nuove tecnologie di gestione dei flussi di traffico, coinvolgimento pieno e pressante dei cittadini chiamati a confrontarsi con una prova ancora una volta inedita e dai rischi esplosivi. Invece niente.

    Coronavirus Fase 2 traffico ed emissioni

    Il mondo migliore

    Eppure traffico in tilt e inquinamento alle stelle non sono certo caratteristiche di quel mondo diverso e migliore che in tanti hanno prefigurato per il dopo crisi mentre eravamo tutti chiusi in casa.

    Il rischio va compreso e affrontato adesso, all’inizio della ripresa delle attività, quando è già tardi ma forse ancora non troppo.

    Perché se la città è stata silenziosa e pulita mentre era deserta, un effetto rimbalzo – che cioè porti con il Coronavirus Fase 2 i valori di ingorghi e inquinanti ben al di sopra di quelli precedenti rispetto allo stop – secondo gli esperti è praticamente certo.

    Attenti al rimbalzo

    L’esperimento involontario al quale ci siamo sottoposti nelle ultime settimane suggerisce che le polveri sottili sospese in aria dipendano più dal meteo che dal traffico del momento, questo è vero e non era poi così ignoto.

    Coronavirus fase 2 inquinamento emissioni

    Ma tutti gli inquinanti sono scesi nel lockdown e con essi le emissioni di CO2 micidiali per il clima.

    Visto che la situazione era già grave prima, un rimbalzo non ce lo possiamo permettere.

    Clicca qui e leggi Mobilità Fase 2, prepariamoci al caos.

    Clicca qui e leggi L’automobile è dimenticata.

  • Mobilità della Fase 2, prepariamoci al caos

    Di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore

    La mobilità della Fase 2, quella del post lockdown sarà caotica.  E questo è facilmente prevedibile.

    Per alcuni mesi  i mezzi pubblici non potranno offrire la massima capienza possibile perché sarà fondamentale garantire  il distanzamento sociale antivirale. E questo significa code per prendere la metro o salire su un treno per pendolari.

    Molte auto su strada

    Una situazione che, inevitabilmente, spingerà molti a usare l’auto propria in massa. Facile immaginare che il sistema viario di una città come Milano o Roma andrà totalmente in tilt.

    E con tale prospettiva sarebbe logico attuare iniziative per fluidifucare il traffico, anche tramite strumenti tecnologici come semafori intelligenti e incroci smart.

    Il Ruggito di Mario Cianflone Sole 24 Ore

    Emissioni e smog

    Più traffico vuol dire più emissioni e smog. E non è più il momento di giocare alla “mobilità nuova”, di restingere carreggiate, fare imbuti per creare intoppi alle auto e costruire ciclabili larghe come autostrade.

    Con l’emergenza traffico che si verrà a creare non si può immaginare di vedere nuove iniziative di traffic calming o, come si è sentito in questi giorni, di avviare lavori per nuove ciclabili al fine di favorire e sostenere la bicicletta come veicolo primario della fase 2.

    La soluzione non è la bici

    Diciamolo una volta per tutte. La bici è un bellissimo modo per muoversi ma ha grandi limiti: non si possono percorre grandi distanze, fare la spesa, portare i figli a scuola. Inoltre, il fattore meteo la penalizza e di certo non è una soluzione per i pendolari o per attraversare un’intera città come Milano.

    Chi è allenato e ha voglia di farlo si accomodi pure in sella, ma non è il momento di sostenere azioni lobbistiche di ciclofanatici per i quali le due ruote a pedali sono un feticio totemico.

    Nel post covid-19 ci dovremo muovere tutti al meglio, sarà difficile ed è il momento per le amministrazioni locali di fare scelte intelletualmente oneste e intelligenti.

    Ztl e guerra al Diesel

    Sarebbe anche il caso di eliminare Ztl, come la famigerata Area B di Milano, un giochetto che serve a rimpiguare le casse comunali, ma che non migliora sostanzialmente la qualità dell’aria.

    Sono in molti che avranno bisogno di usare l’auto, non si può pensare più di fermare le diesel Euro 4 e procedere nella roadmap della insensata guerra all’automibile e della  lotta al diesel.

    Serve una moratoria, anche perché la crisi economica difficilmente potrà agevolare acquisti di auto nuove.

    Un occhio di riguardo per il buon usato

    Meglio dunque favorire l’usato più fresco in modo da far demolire magari le vecchie euro 3 diesel e far circolare le ben più pulite euro 5.

    Tuttavia dagli amminstratori locali, come quelli romani, che riuscirono a bloccare la circolazione delle Euro 6, anche di quelle appena immatricolate, non ci aspettiamo nulla di buono.