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  • Velocità è la password che nessuno pronuncia – Il Ruggito

    DI MARIO CIANFLONE – GIORNALISTA DEL SOLE 24 ORE

    Velocità. È questa la chiave per abbattere consumi ed emissioni senza stravolgere l’industria dell’auto.

    Due settimane fa Volvo ha annunciato di voler ridurre la velocità massima delle sue vetture a 180 km/h. Una mossa fatta per aumentare la sicurezza anche perché gli ADAS, i sistemi digitali per la guida assistita, funzionano tanto meglio quanto più bassa è la velocità.

    Tuttavia ridurre la velocità è da sempre la chiave per consumare meno carburante. E allora perché non ridurre i limiti di di velocità, in autostrada e nelle grandi arterie? Probabilmente la velocità media non ne risentirebbe, ma ci sarebbero benefici enormi per l’ambiente e per i portafogli degli automobilisti.

    Forse una mossa più facile a dirsi che a farsi ma le case potrebbero farsi carico di una campagna di sensibilizzazione e spiegare che viaggiando a 120 ora si risparmia molto carburante rispetto ai fatidici 130.

    Inoltre, cruise control adattivi vengono incontro perché mantenere un’andatura costante riduce gli sprechi di benzina e di gasolio.

    Sono soluzioni a portata di mano, applicabili se i legislatori avessero davvero a cuore l’ambiente e non piuttosto esigenze non chiare di spingere verso l’adozione di tecnologie elettriche non ancora mature e che mettono a rischio un comparto industriale strategico per l’Europa.

    La CO2 è il vero problema globale? Bene, allora si possono schierare soluzioni semplici e sostenibili economicamente  e non va dimenticata che in tutta la questione “carbon” l’auto non è il vero nemico ma resta il primo e facile bersaglio di una politica ambientale impreparata o in mala fede.

  • IL RUGGITO – AUTO E SMARTPHONE MATRIMONIO INDISPENSABILE PER LA SICUREZZA

    DI MARIO CIANFLONE – GIORNALISTA DEL SOLE 24 ORE

    Quante volte abbiamo sentito dire che l’auto è diventata uno smartphone su ruote.
    Tante, Vero? Forse troppe.

    E, in effetti, si tratta di un’iperbole. Tuttavia il matrimonio tra device personali e macchina deve esserci, anche per consumare meno ed essere più efficienti e soprattutto per ridurre i sinistri che portano morti e feriti oltre a danni materiali in un’emergenza vera di sostenibilità della mobilità automobilistica.

    Altro che CO2, NOX e polveri sottili: di smartphone e distrazione si muore.

    Tuttavia, in un’era di auto supertecnologiche, ibride ed elettriche stupisce vedere modelli di ultimissima generazione com la Lexus ES, ammiraglia super pulita, prive di Android Auto e Apple CarPlay. Per non parlare di Bmw e anche di Porsche che escludono Android e scelgono solo Apple. Speriamo che con iNext e Taycan ci abbiano ripensato.

    In un’auto moderna, pulita, e sostenibile non si può fare a meno di un sistema di infotainment decente e strutturato con un’interfaccia utente comprensibile ed intuitiva.

    Invece vediamo automobili nuovissime da mettersi a gridare solo a immettere la destinazione nel navigatore con il risultato che prendi lo smartphone, attivi Google Maps e guidi tenendolo in mano. Super pericoloso e anche criminale. Ma questo è quello che accade e si vede tutti i giorni sulle strade.

    Signori delle Case automobilistiche e luminari della tecnica ecogreen è il momento di svegliarsi: l’automobile autenticamente sostenibile deve sposare la tecnologia nel vero senso della parola e non si può più andare avanti a due velocita: powertrain superpuliti, magari full electric, e infotainment belli da vedere ma penosi (e pericolosi) da usare.