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  • MG Cyberster, il ritorno alla roadster nel segno dell’elettrico

    Una roadster per il futuro e per il passato. È la Cyberster, concept di auto scoperta che sarà presentata dalla MG al prossimo Salone di Shanghai (21-28 aprile). Il riferimento al futuro è che è una elettrica da 800 km di autonomia. Quello al passato è nello stile e nel brand che nel 2024 festeggerà i suoi 100 anni.

    Leggi l’articolo sul lancio della MG EHS plug-in hybrid

    MG Cyberster
    Disegnata a Londra

    Il concept è frutto dell’Advanced Design Centre MG, il centro stile che il marchio cinese ha nella sua patria di nascita. I riferimenti al passato sono visibili nel frontale con i fari rotondi di quasi tutti i modelli MG, comprese le MGA e della MGB degli anni ’60 e ’70 oltre che alla MG F a cavallo dell’anno 2000.

    MG B
    Bandiera luminosa

    I fari sono filiformi, annegati nella carrozzeria e percorsi da una sorta di palpebra. I gruppi ottici posteriori mimano la Union Jack, la bandiera britannica, come sulle Mini, e sono uniti da un profilo luminoso superiore. Altri elementi caratterizzanti sono i rollbar singoli per ognuno dei due sedili.

    MG F
    Autonomia di 800 km

    In attesa di sapere le caratteristiche e i dati tecnici della Cyberster, si sa che accelera da 0 a 100 km/h in 3 secondi e ha un’autonomia di 800 km, eccessiva per un’auto edonistica. La connettività è 5G, ma non ci sono ulteriori notizie, né immagini dell’abitacolo. Saranno rese note in occasione del debutto a Shanghai.

    MG Cyberster
    La coda di Kamm

    Ma l’elemento di stile più caratterizzante dello stile della Cyberster o la cosiddetta “Kamm tail” o “Kamm back”. In italiano diremmo “coda tronca”, ma è una descrizione fenotipica di un elemento della carrozzeria che invece ha una precisa base scientifica e aerodinamica.

    BMW 328 Kamm Coupé
    Il precursore dell’aerodinamica

    Tale soluzione infatti si deve a Wunibald Kamm, ingegnere tedesco di origine greca. La sua teoria è che, tagliando di netto la parte posteriore nella zona in cui la sezione è pari a circa il 45% della lunghezza si riduce la resistenza aerodinamica. Kamm negli anni ’30 fu un precursore dell’aerodinamica moderna.

    MG Cybertster
    Una Ferrari per consegnare il pane

    La prima auto a sperimentare tale soluzione nel 1938 fu la BMW Kamm Coupé basata sulla 328 Mille Miglia. Aveva un cx di 0,25, 10 punti in meno del modello di partenza. Le teorie di Kamm furono riprese negli anni ’60 e ’70. Il primo e più celebre esempio fu la Ferrari 250 GT Drogo detta Breadvan. Non fu dedicata a consegnare pagnotte, ma per correre la 24 Ore di Le Mans.

    Ferrari 250 GT Drogo Breadvan
    Le opere di Giotto

    Ma vi sono altri celebri esempi come l’Alfa Romeo Giulia TZ (Tubolare Zagato) e l’Alfasud, le Citroen CX e GS, la Fiat 850 Coupé o anche l’Autobianchi Y10. Anche la Lamborghini Miura aveva la coda tronca poiché, tra i suoi progettisti aveva Giotto Bizzarrini, che applico le teorie di Kamm a molte delle sue creazioni.

    Lamborghini Miura
    La Prius, la Ioniq e le Insight

    Esempi più recenti sono le Toyota Prius, la Hyundai Ioniq e le Honda Insight. Si tratta di un concetto estremo che implica compromessi per abitabilità e visibilità. Dunque più adatto a vetture sportive o che hanno l’efficienza come obiettivo primario. Per la Cyberster sono verificate tutte queste condizioni.

    Vocazione sportiva

    Non è la prima volta che MG presenta un concept sportivo. Nel 2017 aveva infatti mostrato la coupé E-Motion, anche in quell’occasione dal Salone di Shanghai. L’autonomia dichiarata era di 500 km. L’aumento sostanziale è dovuto probabilmente all’evoluzione delle batterie o anche al package del veicolo.

    MG E-Motion
    La Tesla Roadster insegna

    E a chi vede una spider elettrica come un’incoerenza giovi ricordare che la prima Tesla fu proprio la Roadster. E per di più su telaio Lotus, dunque britannico. La Tesla ha inoltre già annunciato una nuova Roadster. Persino la prossima generazione della Mazda MX-5 potrebbe essere elettrica.

    Leggi l’articolo sulla Lotus che ricomincia dalle zero emissioni

    Tesla Roadster
    Ritorno alle origini

    Sicuramente una MG elettrica sarebbe la più autentica delle MG. Il silenzio dell’elettrico e le emissioni zero esaltano la guida all’aria aperta e le danno un valore quasi spirituale. Per ora ci sono 4 modelli: la MG3 (segmento B), la MG5, una giardinetta elettrica lunga circa 4,5 metri da 114 kW e una batteria da 52,5 kWh e autonomia di 344 km, la EHS ibrida plug-in e la ZS elettrica. In arrivo anche la Marvel elettrica. Una MG elettrica sarebbe a più autentica delle MG.

    Il silenzio dell’elettrico e le emissioni zero esaltano la guida all’aria aperta e le danno un valore quasi spirituale

    MG Marvel

  • MG EHS Plug-in Hybrid, il cavallo di Troia della Cina è alla spina

    MG torna in Europa e in Italia, ma non aspettatevi da quello che una volta era il Morris Garages una spider 2 posti a trazione posteriore all’inglese.

    Il primo modello è infatti la MG EHS Plug-in Hybrid, un suv di segmento C che punta al cuore pulsante del mercato. Lunga 4,57, larga 1,88, alta 1,66 e con un passo di 2,72 metri, la EHS è la versione ricaricabile del modello a benzina già venduto nel Regno Unito.

    MG EHS Plug-in Hybrid
    Stile europeo

    Il suo stile è europeo e lo è anche la sostanza. Il suo sistema ibrido è composto da un 1.5 turbo a iniezione diretta da 163 cv e 250 Nm combinato con un elettrico da 90 kW e 220 Nm per un totale di 258 cv e 370 Nm.

    La batteria da 16,6 kWh è corredata di un caricatore da 3,7 kW per un tempo di rifornimento di 4,5 ore. La trasmissione combina 6 rapporti “termici” con 4 “elettrici” per un totale di 10 rapporti.

    MG EHS Plug-in Hybrid
    CO2 a 42 g/km

    La MG EHS raggiunge 190 km/h, accelera da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi e dichiara un consumo di 1,9 litri/100 km pari a 43 g/km di CO2.

    L’autonomia in elettrico è di 52 km con un consumo energetico di 240 Wh/km che porta a dire che la capacità utile della batteria è di 12,48 kWh, dunque il 75%. Il serbatoio per la benzina ha una capacità di 37 litri.

    MG EHS Plug-in Hybrid
    Design senza eccessi

    L’abitacolo ha un design sobrio, illuminazione ambiente a 64 colori ed è disponibile in nero o in rosso. Il cruscotto è digitale con pannello da 12,3 pollici e l’infotelematica conta su uno schermo da 10,1 pollici.

    Ci sono Android Auto, Apple Carplay e la radio DAB. I sedili posteriori sono regolabili in altezza e serviti da bocchette per la climatizzazione, 2 porte USB e bracciolo. Il bagagliaio va da 448 a 1.375 litri.

    MG EHS Plug-in Hybrid
    Sicurezza a 5 stelle

    La sicurezza è a 5 stelle EuroNCAP, ottenute dalla versione a benzina nel 2019. Merito della struttura moderna del suo pianale e dei dispositivi di assistenza alla guida quali l’adaptive cruise control, l’allerta per l’angolo cieco e l’allontanamento dalla corsia, la frenata automatica d’emergenza e il sistema di visione perimetrica a 360 gradi.

    Il prezzo

    La MG EHS parte da 34mila euro negli allestimenti Comfort e Luxury e ha una garanzia di 7 anni o 150.000 km.

    MG EHS Plug-in Hybrid
    Un po’ di storia

    Ma dov’era finita la MG? La MG faceva parte delle gruppo MG Rover praticamente fallito nel 2005, dopo un quinquennio di traversie finanziarie seguito alla cessione da parte di BMW alla Phoenix Ventures.

    I tedeschi si erano disfatto di un ramo d’azienda storico per l’industria britannica dopo solo 6 anni (anno in cui Honda aveva ceduto il suo 20% dopo 5 anni) tenendosi solo la Mini e cedendo la Land Rover alla Ford.

    MG Longwall Street
    Il luogo del delitto

    L’epilogo ha visto subentrare la Nanjing Automobile Group poi confluita nella SAIC, il più grande gruppo automobilistico cinese.

    Il rilancio è avvenuto nel 2011, praticamente incurante della tradizione del marchio e del suo radicamento.

    La nuova proprietà ha guardato al mercato e ha utilizzato il nome come leva, spostando la produzione interamente in Cina ma ripartendo commercialmente dal Regno Unito.

    Longbridge
    Tre quarti ricaricabili

    La gamma prevede 4 modelli: la MG3 (segmento B), la MG5, una giardinetta elettrica lunga circa 4,5 metri da 114 kW e una batteria da 52,5 kWh e autonomia di 344 km, la ZS e la HS.

    La penultima è disponibile con un mille turbo, un 1.5 aspirato e anche in versione elettrica con motore da 105 kW e batteria da 44,5 kWh per un’autonomia di 262 km e un prezzo che parte da 25.495 sterline.

    MG
    Alle origini del motorismo inglese

    Una storia più che travagliata dove si incrociano industria, politica e lotte sindacali intorno allo stabilimento di Longbridge, alla periferia di Birmingham. L’impianto era stato acquistato nel 1905 da un certo Herbert Austin, uno dei capitani d’industria dell’automobilismo britannico.

    La storia della MG invece inizia nel 1924 ad Oxford per opera di William Morris (foto sopra, il secondo da sinistra), un altro nome del pantheon del motorismo d’Oltremanica.

    MG
    Da Longbridge alla Cina e ritorno

    L’epilogo è ben lontano da quelle origini e oggi guarda ai suv e ai modelli ad elevata elettrificazione. Il quartier generale per l’Europa è ad Amsteleen, nell’area metropolitana di Amsterdam e la rete di vendita e assistenza in Europa, Italia compresa, è in costruzione.

    Di sicuro, oltre l’HS ibrida plug-in, arriverà anche la ZS ad emissioni zero che ha già ottenuto anch’essa le 5 stelle EuroNCAP.

    MG ZS EV
    Una sportiva? Chissà….

    Ma c’è qualche speranza che l’ottagono della MG stia ancora su un’auto sportiva? La speranza la dà la E-Motion, concept di coupé 2 posti elettrica presentata al Salone di Shanghaji nel 2017.

    Ha un’autonomia di oltre 500 km basata ed è basata su una nuova piattaforma modulare elettrica. Non sarà una spider, ma almeno è qualcosa…