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  • Mobilità cafona – Il Ruggito

    di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore

    Mobilità dolce? Ecologica e condivisa? Anche no.

    Benvenuti nella giungla

    No grazie se trasforma le città in una giungla senza regole. Non si può tollerare di muoversi con qualsiasi mezzo e trovare bici contromano, biker che fanno consegne sfrecciando sui marciapiedi incuranti di regole e del normale buon senso. Per non parlare di quelli che credono di salvare il mondo dal petrolio muovendosi come api impazzite con monopattini e segway senza aver la minima idea del pericolo.

    I maleducati del Carsharing

    E poi ci sono gli automobilisti che usano il carsharing.

    Fra di loro si annida il peggio del peggio. Favoriti da politiche di mobilità che vedono nella condivisione delle auto una sorta di simbolico valore technomarxista assoluto, credono di poter parcheggiare ovunque. Tanto la macchina mica è loro.

    E come guidano? Spesso in modo demenziale. Tanto, come sopra, l’automobile non è di loro pertinenza. E allora chissenefrega.

    Car2Go

    Ci sono quelli con le Smart di Car2Go che fanno a gara con gli scooter e zigzagano senza senso con il cellulare in mano. Se li incontri e sei in scooter rischi di avere davvero paura.

    Enjoy

    Poi ci sono i piloti delle 500 di Enjoy che tengono il cellulare in mano perché la società di noleggio (lo sharing è noleggio!) ha montato un supporto che è demenziale (ci sta forse un vecchio iPhone o un Galaxy obsoleto) e il navigatore non c’è. E anche loro guidano nel totale disprezzo del codice della strada.

    DriveNow

    E poi magari di sera arrivano loro; i gran piloti di Mini e Bmw firmate DriveNow che conducono auto premium senza rispetto per gli altri utenti della strada e anche per le macchine stesse.

    Maltrattamenti urbani

    E su questo si apre un capitolo; possibile che gli utentI di veicoli in sharing (bici e scooter compresi) devono maltrattare questi oggetti? E infatti spesso sono in condizioni pietose e non per colpa delle società di noleggio.

    Tutt’altro. Ma solo per una assoluta manca di senso civico e di rispetto degli altri. E ci saranno problemi se nessuno pone un freno, a questi comportamenti magari perché l’obiettivo è quello di non creare ostacoli alle nuove forme di mobilità ammantate di valori ecogreen. 

  • IL RUGGITO – AIUTO LA STRADA E’ PIENA DI “STRANE COSE”

    DI MARIO CIANFLONE – GIORNALISTA DEL SOLE 24 ORE
    Micromobilità.
    Bel parolone di moda che nasconde l’ultima hype eco green super cool del momentO.
    i monopattini elettrici e i loro, più o meno sofisticati, simili che spaziano dagli overboard (gli skate a batteria con le ruote ai lati) ai vari Segway.

    Sono oggetti divertenti ma il dramma è cercare di trasformarli in veri veicoli, in mezzi di trasporto per i microspostamenti sostenibili.

    Al momento questi “cosi” non sono omologati, sono in un limbo del codice e non è possibile usarli in strada o sul marciapiede. Si attendono provvedimenti normativi e set di regole e nel frattempo i buoi sono scappati dalla stalla con il placet di amministrazioni comunali come quella di Milano che ha addirittura dato le autorizzazioni a una società che fa sharing di monopattini a batteria.

    Mancano le regole in un mondo dove le regole quasi mai si rispettano. E in città impestate da ciclisti contromano e sui marciapiedi sono arrivati anche i monopattinatori che sfrecciano con le ali sotto in piedi.

    Sono mezzi pericolosi, usati spesso senza perizia e in un Europa che vuole fare della sicurezza stradale un punto fermo, permettere la circolazione di questi veicoli sembra essere una follia quando anche gli scooter hanno l’Abs.

    E lo è a maggior ragione senza regole: qualcuno ha idea di cosa succede se uno di questi investe una persona e la ferisce o la uccide? E trovarsene uno contromano mentre si guida un’auto o si è in sella a una moto, a uno scooter o una bici? E che dire di passeggiare sereni e farsi buttare in terra da uno genio a ruote sul marciapiede?

    A parte il fatto che un trauma spinale fa forse più male dell’NOx (provate a cadere di schiena con un overboard) in molti casi si tratta di prodotti di qualità infima: mal costruiti e poco sicuri.

    Certo ce ne sono di belli e ben fatti come lo Xiami che meriterebbe una vera omologazione, mentre altri sono giocattoli spacciati per veicoli al servizio della mobilità green rigorosamente “no oil”.

    Se la mobilità è micro allora meglio andare a piedi.