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  • Mazda MX-30, la Launch Edition ordinabile online fino al 31 maggio, ripartire vuol dire partire.

    La Mazda CX-30 è ordinabile nell’allestimento Launch Edition fino al 31 maggio a 34.900 euro. L’offerta arrivava inizialmente al 31 marzo, ma è stata prorogata al 31 maggio in considerazione dell’emergenza Covid-19 che ha tenuto le persone a casa.

    Mazda MX-30
    Il valore emotivo della novità

    La Launch Edition ha lo stesso prezzo delle Executive, ma ha la stessa dotazione della Exceed senza arrivare alla Exclusive. Dunque c’è un valore (o sconto alla rovescia) di 2.700 euro rispetto ai 37.600 euro dell’allestimento di mezzo, sempre che non si vogliano spendere i 39.350 per quello di punta. Sulla Launch Edition inoltre, così come sulla Exceed, si può prendere la verniciatura tri-tono, anche con il Soul Red Crystal, il rosso brevettato da Mazda.

    Leggi l’articolo sulla Mazda MX-30 e su che cosa vuol dire elettrico Jinba Ittai

    Mazda MX-30
    I primi saranno i migliori

    La differenza tra la versione di lancio e gli allestimenti di listino è che la prima si ordina solo online, per la seconda si va in concessionaria. Questa strategia è comune a quella di altri costruttori: contribuisce a creare attesa di fronte ad un nuovo modello rendendone i clienti, in qualche modo, pionieri. Un atteggiamento sul quale si può e si deve giustamente puntare quando si parla di un’auto elettrica, ma non solo. La MX-30 è infatti la prima elettrica di Mazda.

    Mazda MX-30
    Come si comprerà un’automobile?

    Va detto anche che la pandemia da Covid-19 sta spostando online buona parte del processo di vendita dell’automobile, in qualche caso anche la firma dei contratti. La proroga della Launch Edition va vista anche in questa chiave, ma non solo. Il tempo commerciale dell’automobile si è fermato e si spera di recuperarlo. Inoltre l’emergenza ha accelerato evoluzioni e lasciato emergere nuovi comportamenti di acquisto. La loro portata deve essere ancora sperimentata e compresa, anche dai clienti stessi.

    Mazda MX-30
    Le emozioni, solite e inedite

    Le case si chiedono quanto possono e devono spingersi verso la smaterializzazione del processo di acquisto. Il cliente è invece alle prese con le sue esigenze e i suoi desideri, vissuti come non mai lontano dalla possibilità di poter toccare l’auto che fa per lui o addirittura dei suoi sogni. In questo andirivieni di sensazioni, torna in campo, più forte che mai, l’emotività. Una nuova emotività per l’auto vissuta con schemi diversi e sognando la ritrovata libertà.

    Mazda MX-30
    Una certezza: l’emergenza elettrifica

    Un’auto nel frattempo cambiata, e non poco. E questo potrebbe essere un vantaggio per le auto nuove e diverse. E con un certo costo. La ripresa della vita e del mercato porterà infatti due conseguenze: la riduzione delle vendite e anche del valore medio delle auto acquistate. Allo stesso tempo, con il lockdown è cresciuto enormemente il peso delle auto elettrificate. Il mercato (chi compra e chi vende) si sta chiedendo come cambierà dopo.

    Mazda MX-30
    La politica, il petrolio, il mercato

    Un peso lo avranno anche le politiche di incentivazione. Il mondo dell’automobile in Italia chiede la sospensione del “malus” e l’estensione del “bonus” fino a 95 g/km di CO2. Le decisioni politiche (e il prezzo del petrolio) saranno fondamentali per spingere di più la massa del mercato o invece le ibride plug-in e le elettriche che, come è noto, godono di un incentivo pari a 4.000 euro senza rottamazione e 6.000 senza che portano il prezzo di partenza della Mazda MX-30 a 28.900 euro.

    Mazda MX-30
  • Mazda MX-30, l’elettrica “leggera” è jinba ittai

    L’elettrico secondo Mazda è arrivato, si chiama MX-30 e promette di essere diverso. La casa giapponese non è certo tra le più entusiaste di questa evoluzione o rivoluzione. Prima dell’elettrificazione – hanno sempre sostenuto i tecnici di Hiroshima – bisogna esplorare il potenziale delle tecnologie tradizionali. E così hanno sempre fatto seguendo strade spesso innovative e insolite, se non controcorrente.

    Mazda MX-30

    Una vita contro-corrente

    Gli esempi sono numerosi. Quando tutti parlavano di turbo e downsizing, in Mazda hanno invece portato avanti gli aspirati e il concetto di “rightsizing”. Prima ancora, quando tutti vedevano nell’alluminio l’unico modo per ridurre il peso, Mazda ha perorato gli acciai ad alta resistenza, una causa sostenuta ora da tutti, anche da chi era integralista delle leghe leggere. Alla casa giapponese si deve il diesel con il più basso rapporto di compressione del mondo (14:1), in grado di diventare Euro6 senza sistemi di post trattamento.

    Mazda MX-30

    Il futuro è nel passato

    L’ultimo colpo di scena è lo Skyactiv X, il primo motore a benzina che funziona per autoaccensione, come il diesel. E proprio mentre tutti annunciano la morte del diesel, a Hiroshima hanno già fatto sapere che ne stanno preparando uno tutto nuovo, a 4 e anche a 6 cilindri. Questi della Mazda insomma sono testardi: basta vedere quanti anni hanno investito nel motore rotativo Wankel, a tal punto che, dopo l’ultimo atto nel 2012 con la RX-8, faranno rivivere il motore rotativo e, per giunta, proprio con l’elettrico.

    Questi della Mazda insomma sono testardi: basta vedere quanti anni hanno investito nel motore rotativo Wankel, a tal punto che, dopo l’ultimo atto nel 2012 con la RX-8, faranno rivivere il motore rotativo e, per giunta, proprio con l’elettrico

    Il rightsizing vale anche per la batteria

    Perché allora hanno cambiato idea? Per le normative europee sulla CO2 e per come si sta muovendo il mercato cinese. Ma se dobbiamo farlo – hanno pensato – allora lo facciamo a modo nostro. Molto gira intorno alla batteria: 192 celle prismatiche della Panasonic per una capacità di 35,5 kWh. Dunque è più piccola di quella di una Zoe o di una Leaf e basta per 200 km di autonomia. Per i giapponesi l’auto elettrica è da città. Dunque per Mazda il rightsizing vale anche per la batteria e vuole un elettrico “leggero”.

    Mazda MX-30 batteria

    L’inquinamento non è solo allo scarico

    Se si vuole un’auto davvero amica della natura, bisogna misurarne l’impatto lungo tutto il suo ciclo di vita, non solo allo scarico. La batteria ha un forte costo ecologico ed economico, sia per la costruzione sia per il riciclo. Gran parte dell’energia per ricaricarla inoltre non proviene da fonti rinnovabili. Dunque meglio piccola e con un caricatore da 50 kW, meno bisognosa di raffreddamento e non troppo pesante da influenzare la dinamica di marcia “jinba-ittai”, basata sull’integrazione tra uomo e veicolo prediletta da Mazda.

    Mazda MX-30 interni

    Dalla CX-30 alla MX-30

    La base di partenza tecnica è quella della CX-30. Anche per questo, il prototipo provato è esternamente identico all’ultimo dei Suv di Mazda. Ma come è la MX-30 si sa perché è stato già presentata al Salone di Tokyo. Le forme sono diverse, ma la lunghezza di 4,39 metri e l’abitabilità sono le stesse. La verniciatura è in tre tinte e le portiere posteriori si aprono al contrario, senza il montante centrale. L’abitacolo è rivestito di sughero, di un materiale ricavato da PET riciclato e da tessuti per il 20% riciclati o da pelle vegana.

    Le portiere posteriori si aprono al contrario, senza il montante centrale. L’abitacolo è rivestito di sughero, di un materiale ricavato da PET riciclato e da tessuti per il 20% riciclati o da pelle vegana

    Il suono che accompagna

    Il momento della verità è la guida. La tinta di lancio della MX-30 è il bianco ad effetto ceramica, il prototipo è verniciato in nero opaco. Le uniche indicazioni della strumentazione sono il tachimetro è lo stato di ricarica. Il resto non funziona e anche i dispositivi di sicurezza sono disinseriti. La prima sensazione è legata alla correlazione tra spinta e suono. Nessun sibilo o suono artificiale, ma una campionatura del motore elettrico modificata nelle frequenze a seconda della velocità e della coppia richiesta dal guidatore.

    Mazda MX-30 prototipo

    Accelerazioni e decelerazioni umane

    Anche il recupero di energia è “diverso” e la decelerazione prefissata è raggiunta dopo una breve transizione. Sul prototipo la modalità è fissa, ma sul modello di serie ce ne saranno tre e quello provato è l’intermedio che i tecnici giapponesi definiscono “human” perché limita le spinte sul corpo. In questo modo anche la correlazione tra rallentamento e ricorso al pedale del freno risulta più simile ad un’auto normale. Il livello più intenso permetterà un misurato one pedal feeling, ma non di arrestare la vettura.

    Mazda MX-30 prototipo

    La suggestione dei sensi

    La sensazione globale è un’auto meno wow di altre elettriche, ma molto più riposante e naturale. Qui non si punta a stupire con accelerazioni warp, ma a far sentire il guidatore tutt’uno con la vettura. La Mazda elettrica è così vicina alla “normalità” da sembrare lenta. Ma non è così. La verità è che c’è stato un lavoro molto attento sulla correlazione tra i movimenti e le informazioni ricevute da tutti i nostri sensi, così che il nostro cervello possa elaborarli rispettando gli istinti maturati con le automobili tradizionali.

    La sensazione globale è un’auto meno wow di altre elettriche, ma molto più riposante e naturale. Qui non si punta a stupire con accelerazioni warp, ma a far sentire il guidatore tutt’uno con la vettura

    Naturalmente leggera

    Anche il comportamento stradale è una sorpresa. Le auto elettriche hanno sì un baricentro molto basso, ma sono pesanti e le sospensioni devono essere rigide, a scapito del comfort e della facilità di guida. Sul nostro prototipo bastano qualche curva e un paio di avvallamenti per capire che guidiamo un’elettrica più leggera di altre: più lineare nei cambi di direzione e più spigliata nell’assorbire le imperfezioni sull’asfalto. Anche in questo la MX-30 si annuncia come un’elettrica diversa, autenticamente Mazda.

    Mazda MX-30 prototipo interno

    La vendetta del rotativo

    La MX-30 sarà Mazda anche per la versione ad autonomia estesa che vedremo nel 2021. L’“estensore” sarà infatti un piccolo rotativo monorotore. Sarà alimentato a benzina, ma potenzialmente può funzionare anche a GPL, Metano, biocarburanti sintetici e persino idrogeno. Si sa che avrà una potenza compresa tra 10 e 17 kW, non si sa invece di quanto sarà ampliato il raggio d’azione della MX-30. Di sicuro il Wankel si prenderà una saporita rivincita: messo fuori gioco per i suoi consumi, torna su un’auto elettrica.

    Mazda motore rotativo

    L’audace equazione di Mazda

    L’ultima domanda è: costerà come un’auto normale? La risposta è sì. La MX-30 Launch Edition parte da 34.900 euro, meno di una CX-30 con motore Skyactiv X 2 litri da 180 cv e pari equipaggiamento. Se si preordina entro il 31 marzo con 1.000 euro, c’è in regalo la wallbox da 7,4 kW. Per chi l’avesse già o non può montarla, Mazda Italia sta pensando ad un equivalente in energia per la ricarica. L’elettrico secondo Mazda vuole essere agile e leggero, anche per le tasche. Resta da vedere se questa è l’esatta equazione di marketing che può portarla al successo: far capire al pubblico che la MX-30 è una seconda o terza auto lunga 4,4 metri da 35mila euro e 200 km di autonomia non sarà facile.

    Mazda MX-30