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  • Opel Zafira-E Life, tre in uno ad emissioni zero

    Zafira-E Life e Vivaro-E. E fu così che anche Opel entrò nell’elettrificazione dei van multispazio, quella strana categoria di veicoli ibridi non per ragioni di propulsione. Riescono infatti a cavalcare il mondo dei veicoli commerciali come furgoni e quello delle automobili come monovolume.

    …van multispazio, quella strana categoria di veicoli ibridi non per ragioni di propulsione. Riescono infatti a cavalcare il mondo dei veicoli commerciali come furgoni e quello delle automobili come monovolume.

    Opel Vivaro-E
    Chi nella polvere, chi sull’altare

    La Zafira fu lanciata nel 1999 e in quell’anno la General Motors (allora padrona di Opel) chiudeva dopo solo 3 anni il sipario sulla EV1. La prima elettrica di serie della storia era stata un fallimento, mentre in Europa il primo monovolume compatto a 7 posti fu un successo enorme.

    Opel Zafira 1999
    Ai tempi di Volt e Ampera…

    General Motors nel 2007 tento la strada dell’elettrico ad autonomia estesa con la Chevrolet Volt. In Europa arrivò come Opel Ampera. A Detroit, come prossimo passo avevano immaginato un monovolume: la Volt MPV5, presentata come concept al NAIAS di Detroit del 2011.

    Chevrolet Volt MPV5 concept
    Da monovolume a multispazio

    Poi arrivarono i Suv, i monovolume caddero in disgrazia e ora sono a serio rischio di estinzione. O, come detto, di trasformazione. Solo negli ultimi 5 anni hanno perso il 60% delle vendite mentre i multispazio sono cresciuti del 50%. Ecco perché la Zafira è diventata una di loro.

    …in Europa il primo monovolume compatto a 7 posti fu un successo enorme. Poi arrivarono i Suv, i monovolume caddero in disgrazia e ora sono a serio rischio di estinzione. O, come detto, di trasformazione

    Opel Zafira-E Life
    Le gemelle diverse

    Dopo 3 generazioni e oltre un milione di unità, la Zafira cambia per non morire e diventa persino elettrica. Inoltre si ritrova gemella, per ragioni industriali, di Citroën Space Tourer, di Peugeot Traveller e anche del Toyota Proace Verso. Anche loro diventati elettrici o in procinto di farlo.

    Opel Zafira-E Life
    Necessità convergenti

    La Zafira-E (alias Vivaro-E) vuole essere dunque un van per le famiglie numerose, uno shuttle di affari o piacere e un furgone. Tre in uno. Ad emissioni zero. L’esplosione dell’e-commerce spinge la coscienza del nostro tempo e gli operatori della logistica verso mezzi di questo tipo.

    La Zafira-E (alias Vivaro-E) vuole essere dunque un van per le famiglie numerose, uno shuttle di affari o piacere e un furgone. Tre in uno. Ad emissioni zero

    Opel Zafira-E Life
    Una nuova etica del business

    Allo stesso tempo, anche per gli uomini d’affari e le aziende la questione etica è centrale. Un veicolo come la Zafira-E può fare da ufficio o salotto viaggiante per chi viaggia per lavoro o piacere. Può girare nei centri storici, nelle città d’arte, nei parchi e nelle località sciistiche.

    Opel Zafira-E Life
    La moltiplicazione degli utilizzi

    La Zafira può essere anche l’auto per chi ha tanti figli, per le case di riposo o anche per gli istituti religiosi e le parrocchie, visti gli ultimi orientamenti del papato. Vero è che l’autonomia massima (330 km) non è del tutto ideale. Anche per questo un’infrastruttura adeguata può creare, insieme ai nuovi mezzi, un nuovo modo di viaggiare.

    Leggi l’articolo su papa Francesco che usa una Toyota Mirai a Nagasaky

    Opel Zafira-E Life
    Tre lunghezze e dotazione da automobile

    La Zafira-E Life è disponibile in tre lunghezze (4,60, 4,95 e 5,30 metri) con abitacolo fino a 9 posti e un vano bagagli che può arrivare a 4,5 metri cubi. La dotazione di sicurezza è da vera automobile (ACC, mantenimento della corsia, specchietto virtuale, head-up display…).

    Opel Zafira-E Life
    Una piattaforma che non ingombra

    Da automobile è anche la piattaforma EMP di PSA, già usata su altri modelli come Peugeot 208 e 2008, DS3 Crossback e Opel Corsa. È definita multienergia perché può accogliere motori tradizionali ed elettrici mantenendo lo spazio interno. Anche per la Zafira-E è così.

    Opel Zafira-E Life
    Anche per la corta, capacità elevata

    La versione small, viaggiando in 5, ha un bagagliaio da 1,5 metri cubi (fino al tetto). Si arriva a 3.397 litri smontando tutti i sedili. Quest’ultimi hanno un sistema che permette loro di scorrere lungo i binari in alluminio. Dunque le configurazioni possibili sono molteplici.

    Opel Zafira-E Life
    Fino a 100 kW in corrente continua

    Legati alla piattaforma il motore (100 kW e 260 Nm), e le due batterie: da 50 kWh per un’autonomia di 230 km e da 75 kWh e 330 km, ma solo per le varianti medium e large. Si ricaricano a 7,4 kW in corrente alternata (11 kW trifase optional) e fino a 100 kW in corrente continua.

    Legati alla piattaforma il motore (100 kW e 260 Nm), e le due batterie: da 50 kWh per un’autonomia di 230 km e da 75 kWh e 330 km

    Opel Zafira-E Life
    Facilitare la ricarica

    Per ricaricare la più piccola all’80% occorre mezz’ora, 45 minuti per quella più grande. Free2move, il brand di mobilità PSA, permette di avere accesso a 195mila punti di ricarica in Europa a tariffa unica. L’app permette di controllare a distanza ricarica e climatizzazione.

    Opel Zafira-E Life
    Quando l’elettrico migliora il servizio

    Per gli NCC, solitamente di colore scuro, è un bel vantaggio se si deve parcheggiare sotto il sole. In questi casi, occorre avviare la climatizzazione al massimo. E non fa bene a comfort e salute. Con l’elettrico si aprono (con il telecomando o con un movimento del piede) le portiere scorrevoli e si parte freschi, senza correnti d’aria e la batteria carica.

    Opel Zafira-E Life
    Avanti ricarica!

    La presa CCS2 Combo si trova nei pressi del parafango anteriore, lato guida, dietro uno sportellino che si apre a scatto facendo pressione. Al posto del bocchettone, posto più dietro, è stato messo un semplice coperchio. Ragioni di costo, ma si poteva fare meglio.

    Opel Zafira-E Life
    Dalla leva alla levetta

    Sulla strumentazione il contagiri sostituisce l’indicatore di potenza, l’indicatore dello stato di carica quello del serbatoio. La leva del cambio in plancia è sostituita da una levetta e due pulsanti: P per il parcheggio e B per intensificare il recupero dell’energia in rilascio.

    Opel Zafira-E Life
    Agile all’acceleratore

    Con la modalità di guida Normal la Zafira ha 80 kW, con la Eco scende a 60 kW e con la Sport spara tutti i suoi 100 kW. La differenza si sente, ma l’acceleratore si mantiene sempre reattivo, piacevolmente ma con giudizio. In ogni caso, la velocità massima è di 130 km/h.

    Con la modalità di guida Normal la Zafira ha 80 kW, con la Eco scende a 60 kW e con la Sport spara tutti i suoi 100 kW

    Opel Zafira-E Life
    Rigida, ma non perché è tedesca

    Come da copione, l’accelerazione nei primi metri è il piatto forte della Zafira-E insieme alla silenziosità, fino alle medie velocità. Rispetto ad un’auto si percepisce la maggiore rigidità del retrotreno, causa la struttura (assale rigido), il peso e la capacità di carico necessaria ad un tale mezzo.

    Opel Zafira-E Life
    Gli incontri della natura e della mobilità

    Di contro, il peso delle batterie e il baricentro basso danno maggiore stabilità. Nel breve tratto di prova, tra Francoforte, Rüsselsheim, Wiesbaden e Mainz, dove il Meno si butta nel Reno, l’incontro tra multispazio e furgone dà esito positivo. Anche con l’elettrico, anzi acquisisce senso maggiore.

    Nel breve tratto di prova, tra Francoforte, Rüsselsheim, Wiesbaden e Mainz, dove il Meno si butta nel Reno, l’incontro tra multispazio e furgone dà esito positivo. Anche con l’elettrico, anzi acquisisce senso maggiore

    Meno Reno
    Autonomia? Promessa mantenuta

    Alla prova dei fatti, l’autonomia reale indicata è simile a quella dichiarata. E si mantiene prevedibilmente costante anche percorrendo tratti veloci. Nella marcia stop&go si può fare sicuramente meglio. Come si sa, i semafori e le decelerazioni sono un tesoro per l’elettrico.

    Opel Zafira-E Life
    Il carico di energia

    A questo proposito, sarebbe interessante verificare se il sistema di recupero viene intensificato in base alle ingenti variazioni di carico. Potrebbe essere comfort di guida in più e possibilità di fare un raccolto migliore proprio mentre si lavora più forte.

    Opel Zafira-E Life
    Un bell’incentivo, un piano ambizioso

    La Zafira Zafira–E Life parte da 48.910 euro. Grazie però all’ecobonus statale e agli incentivi commerciali Opel si può scendere fino a 31.678 euro. Opel punta entro il 2024 ad elettrificare tutti e 9 i modelli della propria gamma, tra questi, 5 automobili e 4 veicoli commerciali.

    Opel Zafira-E Life
  • Questo è l’anno dell’auto ibrida. Ecco tutti i modelli del 2020

    Il 2020 è un anno storico per l’evoluzione dell’auto verso la tecnologia ibrida.

    Non si è mai vista prima un’inondazione di nuovi prodotti con doppia motorizzazione ampia come quella dell’anno in corso.

    Full-Hybrid e Plug-in Hybrid in tutti i segmenti

    Dai modelli compatti fino ai grandi Suv, tutte le tipologie di vettura sono interessate nel corso dell’anno dall’arrivo di modelli ibridi di tipo full-hybrid, quindi senza ricarica elettrica dall’esterno, oppure plug-in hybrid, caratterizzati cioè dalla possibilità di ricaricare le batterie anche dalla presa elettrica.

    Nuova Toyota Yaris, la regina del mercato si rinnova

    Tra le auto compatte è particolarmente attesa la nuova Toyota Yaris Hybrid, che già nella versione attuale è il modello ibrido più venduto nel nostro paese.

    Toyota Yaris 2020

    Grazie al sistema ibrido di quarta generazione, la piccola Toyota promette percorrenze in modalità zero emissioni ancora maggiori (addirittura l’80% del percorso in città) e una più spinta economia nei consumi di benzina.

    Renault Clio E-Tech, il Full-Hybrid Made in Europe

    La competizione ibrida nel corso dei dodici mesi è resa interessante anche dall’arrivo dell’inedito sistema E-Tech a bordo della nuova Renault Clio.

    La mia spiegazione della tecnologia Renault E-Tech al salone di Ginevra

    Si tratta di una tecnologia molto diversa rispetto a quella della Toyota, e promette anch’essa prestazioni di assoluto livello. Anche in questo caso è stato comunicato il valore dell’80% del percorso in modalità zero emissioni in città.

    Honda Jazz Hybrid, l’altro ibrido giapponese

    Completa l’avanzata della tecnologia ibrida full-hybrid tra le auto compatte l’arrivo della Honda Jazz Hybrid, disponibile esclusivamente in versione ibrida.

    Honda Jazz e Honda Jazz Crosstar

    Il sistema Honda è completamente diverso da quello Toyota ed è particolarmente centrato sull’utilizzo del motore elettrico nelle diverse condizioni di marcia.

    Clicca qui e leggi il Dossier: Honda I-MMD l’altro ibrido Made in Japan.

    Kia e Hyundai, massiccia offensiva ibrida dei marchi coreani

    Per i marchi coreani l’offerta ibrida si arricchisce in casa Hyundai grazie alla Kona Hybrid e alle rinnovate Hyundai Ioniq.

    Hyundai Kona Hybridvista laterale

    Novità anche per la Kia con la Niro Hybrid e l’arrivo della Kia Xceed in versione plug-in hybrid.

    Kia Niro PHEV dinamica muso
    Kia Niro Plug-in Hybrid

    Clicca qui e leggi il Dossier: Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid.

    Marchi tedeschi, soltanto Plug-in Hybrid

    A dir poco impressionante il programma di introduzione di modelli ibridi per i marchi tedeschi.

    Nella prima parte dell’anno debutta la versione ibrida plug-in della Bmw X1, che ha il compito di trainare la gamma con doppia motorizzazione del marchio, già ben articolata, verso obiettivi di vendita molto elevati.

    Il piano di attacco dell’Audi in tema di ibrido vede il debutto dell’Audi Q5 plug-in hybrid come modello di maggiore diffusione. Entro la fine dell’anno è previsto l’arrivo sul mercato anche della Audi Q4 ibrida plug-in.

    Audi Q5 TFSI e vista laterale dinamica
    Audi Q5 Plug-in Hybrid

    Per la Mercedes l’arrivo di modelli ibridi plug-in va dalla nuova Classe A, alla Classe B e comprende i Suv Glc e Gle.

    Con la particolarità dell’abbinamento tra motore diesel e motore elettrico per la Mercedes Gle ibrida plug-in, come già avviene per le Classe E e Classe C station-wagon.

    In casa Volkswagen è la Golf 8 Gte a rappresentare la maggiore novità, con sistema ibrido ricaricabile offerto con un doppio livello di potenza.

    Volkswagen Golf 2020
    Anche la Volkswagen Golf 8 arriva in versione Plug-in Hybrid

    Anche il gruppo PSA punta sul Plug-in Hybrid

    Notevole il numero di novità ibride per i marchi del gruppo Psa, con particolare importanza sul nostro mercato per le Peugeot 508 e 3008 Hybrid4, la Citroen C5 Aircross Hybrid la Opel Grandland X Hybrid4.

    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid ricarica
    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid in ricarica

    La Ford accelera l’elettrificazione in Europa

    In casa Ford è l’arrivo della Kuga Phev ibrida ricaricabile il punto di maggior interesse.

    Ford Kuga plug-in hybrid

    Ma anche il debutto in Europa del grande Suv Ford Explorer proprio grazie alla doppia motorizzazione è una novità molto importante per il futuro del marchio sul nostro mercato.

    Gruppo FCA, tocca alla Jeep

    Per il gruppo Fca è il marchio Jeep a iniziare il percorso ibrido di elevata elettrificazione.

    La soluzione plug-in hybrid arriva a bordo della Jeep Renegade e della Jeep Compass.

    Jeep Renegade & Compass 4Xe

    Il simbolo dell’ibrido 2020 è la Ferrari

    Ma è decisamente made in Italy il modello simbolo di un 2020 da consegnare alla storia come l’anno dell’ibrido.

    Ferrari SF90 Stradale Cavallino volante

    La Ferrari SF90 Stradale, primo modello ibrido plug-in del cavallino rampante, suggella infatti l’elettrificazione irreversibile dei sistemi di trazione, anche di quelli ad alte prestazioni.

    Il mio video sulla Ferrari SF90 Plug-in Hybrid

  • Salone di Francoforte, la spina che vince ha ancora i pistoni

    Tanta spina, ma ancora con i pistoni. Il primo responso del Salone di Francoforte è inequivocabile: accanto al debutto di auto elettriche decisamente importanti, le ibride plug-in allungano decisamente il passo. E per passo intendiamo la loro autonomia in elettrico. Viene dunque confermata una tendenza inaugurata dalla Volkswagen Passat e dalle BMW accanto ad una diffusione oramai esponenziale delle versioni che mescolano il motore a combustione con l’elettrico alimentato da una batteria ricaricabile.

    Mercedes GLE350 de

    Un poker di spine per la Stella

    I casi più eclatanti arrivano da Mercedes che ha presentato ben quattro ibride plug-in con un’autonomia in elettrico che arriva a sfiorare i 100 km secondo l’omologazione WLTP. Detentrice di questo record è la GLE 350 de 4Matic con motore diesel 2 litri da 320 cv complessivi e un raggio d’azione ad emissioni zero dichiarato di 90-99 km secondo le regole WLTP e addirittura di 106 km secondo le uscenti NEDC. Per raggiungere questi risultati ci vuole una batteria da 31,2 kWh, ma anche la velocità massima di oltre 160 km/h raggiungibile in elettrico è da record. Se pensiamo che la prima Nissan Leaf aveva 24 kWh – e si fermava elettronicamente a 144 km/h – e la prima Chevrolet Volt l’aveva da 16 kWh (usandone effettivamente il 50%), si vede come e quanto si sia evoluta la tecnologia delle batterie e la progettazione delle vetture in funzione della loro elettrificazione.

    Skoda Superb iV

    Potenza pari, autonomia doppia

    Pari potenza (320 cv), cilindrata e persino coppia (700 Nm), ma a benzina, è la GLC 300 e che ha una batteria da 13,5 kWh per un’autonomia di 39-43 km (WLTP). Le ibride plug-in più interessanti per il mercato sono le nuove classi A e B denominate entrambe 250 e. Hanno un motore 1,3 litri a benzina e una potenza totale di 218 cv per un bilancio tra prestazioni e consumi davvero interessante: fino a 240 km/h e 0-100 km/h in 6,6 secondi con un’autonomia in elettrico WLTP che, nel migliore dei casi, arriva a 69 km e non è inferiore a 56 km. La batteria da 15,6 kWh, posizionata sotto il sedile posteriore, non influenza minimante lo spazio interno e, per non darle fastidio, l’impianto di scarico si ferma a metà del fondo della vettura. In Germania i prezzi annunciati sono intorno ai 37mila euro.

    Mercedes A250 e

    Il terzetto Ford, le debuttanti e le nuove promesse

    Dietro alla Mercedes c’è la Ford con 3 ibride plug-in. Trattasi di un terzetto alquanto eterogeneo, ma decisamente agguerrito: la gigantesca Explorer, per la prima volta in Europa con un poderoso V6 biturbo elettrificato da 450 cv con 40 km di autonomia, la Kuga che ha 3 ibride cui una ricaricabile da 225 cv con oltre 50 km di autonomia, e il Tourneo Custom. Quest’ultimo è l’unico commerciale con questo tipo di propulsione ed è anche in serie: l’unico motore di trazione cioè è elettrico e il mille 3 cilindri serve solo a ricaricare la batteria da 13,6 kWh una volta esaurita la ricarica alla spina dopo 50 km. È il momento del plug-in anche per la Opel Grandland X, la Seat Tarraco e la Skoda Superb. Presto lo sarà anche per la nuova Land Rover Defender e la Renault Captur, quest’ultima annunciata con un’autonomia in elettrico di 60 km.

    Ford Kuga plug-in hybrid

    La maturità portata dal realismo

    Anche le auto compatte dunque sono cominciano ad abbracciare una elettrificazione mista con spina. I motivi sono molteplici. Il primo è l’esigenza primaria da parte delle case di mettere effettivamente su strada auto a basse emissioni e capaci di fare numeri di rilievo, non solo di tagliare con l’accetta quelle dei Suv. Il secondo è avviare l’elettrificazione in modo più rassicurante e meno traumatico. Il terzo è ridare fiato ad un sistema di propulsione che non è mai riuscito a decollare proprio perché il bilancio tra costi, percorrenze in elettrico e risparmio effettivo per il cliente non era ancora ottimale. La dimostrazione è che, anche in paesi ad elevato tasso di elettrificazione, gli ibridi plug-in hanno perso quota in favore dell’elettrico. Rimangono obbligatori l’ottimismo e idealismo per una veloce conversione, almeno parziale, del parco circolante alle emissioni zero, ma deve comandare il realismo: sia quello di chi le auto le produce sia di chi deve acquistarle per muoversi in modo efficiente.

  • Opel Grandland X, la prima elettrificata del nuovo corso di PSA

    Opel Grandland X Hybrid4, così si chiama la prima ibrida plug-in del marchio tedesco, la prima ed unica a versione a trazione integrale.  E’ il primo dei 4 modelli elettrificati previsti entro il 2020 dal piano strategico PACE!. Il primo passo verso una gamma dove nel 2024 ogni modello avrà una versione elettrica. all’inizio del prossimo anno quando Rüsselsheim, storico quartier generale della casa del Fulmine, avrà una rete di ricarica da 1.300 punti.

    Opel Grandland X Hybrid4

    prodotto energico e sinergico

    La Grandland X Hybrid4 beneficia delle sinergie con il gruppo PSA e, così come per gli altri motori, adotta lo stesso sistema ibrido della 3008 composto da un’unita termica 1.6 a benzina da 200 cv con due elettriche da 80 kW ciascuna; una anteriore inserita nel cambio automatico a 8 rapporti e l’altra dedicata solo alle ruote posteriori in modo da avere la trazione integrale “on demand”. La batteria è agli ioni di litio da 13,2 kWh di capacità, è alloggiata sotto i sedili posteriori ed è sufficiente per percorrere 50 km (WLTP) in modalità totalmente elettrica . Il consumo NEDC: 2,2 litri/100 km pari a 49 g/km di CO2. Il caricatore di bordo di serie è da 3,3 kW, ma c’è in opzione quella da 6,6 kW ed in questo caso una ricarica completa da una wallbox da 7,4 kW avviene in un’ora e 50 minuti. Per la ricarica pubblica invece PSA, attraverso la propria consociata Free2Move Services, sta mettendo a punto una tessera che permetterà di utilizzare 85mila punti di ricarica in tutta Europa.

    Opel Grandland X Hybrid4

    elettrificazione per abbattere le emissioni

    La Grandland X sarà la prima Opel ricaricabile del nuovo corso, ma non in assoluto. Nel 2012 ci fu infatti la Ampera, gemella della Chevrolet Volt, elettrica ad autonomia estesa, anche se in realtà era un’ibrida plug-in. Il motore a scoppio infatti, in determinate situazioni, veniva collegato alle ruote motrici. La batteria aveva una capacità nominale di 16 kWh, ma effettiva per la metà. In alcuni paesi inoltre è ancora in vendita la Ampera-e, elettrica pura e gemella della Chevrolet Bolt con una batteria da 60 kWh per un’autonomia di 380 km (WLTP). Fu lanciata su alcuni mercati all’inizio del 2017 e sarebbe dovuta arrivare anche in Italia nel 2018, ma il cambio di padrone ha cambiato i piani. Rimane per tutti i costruttori l’urgenza di abbassare le emissioni di CO2 in vista del limite di 95 g/km di CO2. Nel 2018, secondo Jato, il valore medio del venduto Opel nell’Unione Europea era di 125,6 g/km e in aumento a causa dell’aumento dei Suv in gamma, della loro sempre maggiore incidenza nelle immatricolazioni e del calo del diesel.

    Opel Ampera-e

    Opel Ampera-e

  • La Città della Opel diventa elettrica

    la Opel accelera sulla strada dell’elettrico.
    Lo fa iniziando da “Casa propria”, come tutti dicono bisognerebbe fare ma in pochi davvero fanno.

    La Opel farà di Rüsselsheim – città tedesca dove è stata fondata nel 1862 e costruisce automobili dal 1901 – una città ideale per la mobilità elettrica, con ben 1.300 punti di ricarica entro il 2020.

    La località, che ospita anche il centro di ricerca e sviluppo europeo del gruppo Hyundai, dista 10-15 minuti dall’aeroporto di Francoforte e, visto che la sua popolazione non supera i 65mila abitanti, avrà la più alta concentrazione di colonnine di tutta l’Unione Europea.

    Basti pensare che attualmente Amburgo, la città più “densa” in Germania, ha 785 punti di ricarica a fronte di una popolazione di 1,8 milioni di abitanti.

    Nell’iniziativa saranno investiti 12,8 milioni di euro (dunque circa 10mila euro a punto di ricarica), grazie a un finanziamento del Ministero dell’Economia tedesco e sarà curata da un consorzio del quale fanno parte la municipalità, la Opel e la RheinMain University.

    L’Università, grazie ai dati raccolti, studierà anche i comportamenti di mobilità. Lo stesso ateneo avrà 20 nuovi punti di ricarica. Altri saranno dislocati nei complessi residenziali, presso i supermercati e i centri commerciali e anche nei presso del locale ospedale.

    Nei parcheggi ce ne saranno 600 e ben 350 negli spazi adibiti alle auto aziendali della stessa Opel. Altri 50 saranno su altre proprietà private.

    Il progetto di fare di Rüsselsheim un punto di riferimento e di studio per l’infrastruttura di ricarica era stato già scritto nel 2017 sul PACE!

    Ovvero nel piano strategico di rilancio che PSA ha messo in campo per Opel.

    Il PACE! prevede il lancio di 4 modelli elettrificati entro il 2020 e dal 2024 prevede che tutte le Opel abbiano una versione elettrica. Per farlo, saranno sfruttate al massimo le sinergie con il gruppo PSA.

    La Grandland PHEV infatti, che condivide la stessa piattaforma della 3008, sarà la prima Opel ibrida plug-in. E anche la futura Opel Corsa, che nascerà sulla stessa base tecnica della DS3 Crossback e della Peugeot 308, avrà una versione elettrica.

    Altrettanto interessante è che queste vetture, appena uscite dalla fabbrica troveranno l’ambiente migliore per vivere e prosperare.

    Immaginate, ad esempio, che un’iniziativa analoga a Rüsselsheim venga attuata a Wolfsburg, Stoccarda, Detroit, Nagoya oppure a Cassino, a Mirafiori o a Melfi.

    Sarebbe segnale giusto per dimostrare che si tratti di un futuro nel quale i costruttori credono.

    Coinvolgendo, prima di tutto, le persone che queste nuove auto sono chiamate a produrle e, magari, a comprarle o ad utilizzarle.

    Sì, proprio in un unico sistema nel quale l’elettrico non si veda solo passare, ma si possa vivere tutti i giorni. Un’occasione a disposizione dei costruttori per tornare ad essere più sociali, oltre che “social”.