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  • Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid, l’elettrificazione entra nel vivo – Dossier

    Estetica rinnovata

    In attesa dell’arrivo della versione elettrica nel 2020, Kia alza il velo sul restyling della Niro Hybrid e plug in.

    Nuovo design esterno, interni più raffinati, dotazioni più ricche e nuove combinazioni cromatiche, sono le caratteristiche della gamma Hybrid e Plug-in Hybrid di Niro che adesso include anche il nuovo sistema telematico avanzato Kia Uvo Connect, che aggiunge inedite funzionalità di connessione all’auto.
    Da quando sono iniziate le vendite di Niro nel 2016, oltre 270.000 esemplari sono stati consegnati a livello globale, di questi oltre 100.000 solo in Europa.

    Kia Niro PHEV dinamica posteriore

    Niro si è confermato così per il 2018 il quinto modello più venduto di Kia in Europa, con numeri in crescita del 33%; 45.255 le unità vendute complessivamente, di cui 34.642 nella versione ibrida e 9.951 per il modello ibrido plug-in.

    Niro, con i suoi successi, è diventato un modello strategico per la crescita di Kia in Italia – afferma Giuseppe Bitti, Amministratore Delegato di Kia Motors Company Italy – oltre che un elemento chiave per la nostra strategia di elettrificazione.

    “Il suo design da crossover di tendenza, l’elevata versatilità, le basse emissioni e i costi di gestione contenuti ne fanno una proposta interessante sia per i privati, sia per le flotte aziendali. I miglioramenti introdotti nel 2019 in termini di qualità e design, sommati all’adozione del nostro sistema evoluto di connettività Uvo – continua Bitti – renderanno la famiglia Niro una proposta ancora più attraente”.

    IL DESIGN DEGLI ESTERNI

    Mantenendo il suo design elegante e daccalerainamico, Kia Niro per il 2019 beneficia di importanti aggiornamenti. In particolare, il nuovo design allinea stilisticamente le versioni Hybrid e Plug-in Hybrid alla versione e- Niro, il primo crossover completamente elettrico prodotto da Kia (non ancora commercializzato in Italia, ma in arrivo nel corso del 2020).

    Kia Niro Hybrid frontale

    Pur conservando il suo design distintivo e il suo iconico frontale “tiger-nose”, Niro adotta nuovi paraurti anteriori che gli conferiscono un aspetto più deciso e un’impronta stilistica più incisiva. Più in dettaglio, i gruppi ottici anteriori offerti di serie sono stati ridisegnati ispirandosi all’ “ice-cube” design, con la possibilità di ottenere a richiesta i fari full LED.

    Il nuovo aspetto del frontale è sottolineato anche dalla presenza, nel paraurti anteriore, di nuove luci diurne a LED caratterizzate dall’esclusivo layout a doppia freccia; a richiesta sono disponibili i fari fendinebbia con tecnologia a LED.

    Kia Niro Hybrid gruppi ottici posteriori led

    Nella parte posteriore, Niro è caratterizzato da inedite luci a LED che gli conferiscono una firma luminosa più distintiva e contemporanea. Il nuovo design del paraurti include lo skid plate in colore argento e, alle estremità, i nuovi catarifrangenti e le luci retronebbia. Tra gli elementi di personalizzazione due cerchi in lega da 16 pollici, oltre a un’inedita opzione da 18 pollici con finitura bicolore diamantata.

    INTERNI PIU’ SOFISTICATI

    Niro si evolve anche al suo interno, dove Kia ha introdotto una serie di aggiornamenti stilistici e nuovi materiali con l’obiettivo di aumentare la qualità percepita e di creare a bordo un’atmosfera più sofisticata.  La parte superiore del cruscotto è rifinita con un rivestimento soft-touch di alta qualità, mentre la plancia e il quadro strumenti si arricchiscono di eleganti finiture in nero lucido con dettagli cromati e satinati. Fra le novità per la gamma 2019, Kia introduce anche un nuovo schermo LCD opzionale da 10,25 pollici optional, che si aggiunge al display da 7 pollici TFT nel quadro strumenti (di serie su Niro è disponibile un sistema di infotainment con un display da 8 pollici touchscreen e un secondo display TFT da 4,2 pollici nel quadro strumenti).

    Il posto guida si arricchisce di nuovi paddle al volante dotati di doppia funzionalità. In modalità di guida “ECO” i paddle consentono di scegliere fra 3 livelli di recupero energetico: Level 1, Level 2, Level 3. Maggiore è il livello selezionato, maggiore è l’effetto frenata che si verifica al rilascio dell’acceleratore e il conseguente recupero dell’energia. In modalità di guida “sport” i paddle consentono di cambiare marcia senza staccare le mani dal volante a pieno beneficio della sicurezza e del piacere di guida. Niro Hybrid e Plug-in Hybrid sono inoltre equipaggiati con una trasmissione a doppia frizione a 6 marce che consente di ottenere una risposta più diretta e immediata del cambio e una guida più divertente rispetto ai sistemi a variazione continua disponibili su altri modelli ibridi. Fra le novità 2019, su Niro Hybrid e Plug-in Hybrid si segnalano anche l’adozione di un nuovo freno di stazionamento elettronico e freni posteriori di maggiori dimensioni per assicurare più potenza frenante in tutte le condizioni di guida.

    IL NUOVO SISTEMA UVO CONNECT

    Niro, insieme al crossover XCeed, è tra i primi modelli Kia in Europa a offrire l’innovativo sistema telematico Uvo Connect, che permette ai passeggeri di rimanere sempre connessi e di poter accedere a un’ampia gamma di informazioni preziose durante il viaggio.

    Kia Niro display Sistema UVO connect

    Accessibile tramite il nuovo display touchscreen da 10,25 pollici (disponibile a richiesta) o da uno smartphone, Uvo Connect dispone del sistema Kia Live che utilizza una Sim card dedicata per mantenere l’auto connessa e aggiornata in tempo reale.

    Il nuovo sistema permette ai passeggeri di accedere alle informazioni sul traffico in tempo reale, alle previsioni meteo, ai punti di interesse, ai prezzi del carburante e alla disponibilità di parcheggi pubblici o in aree specifiche, incluso (quando disponibili a seconda dei mercati) dettagli circa prezzo e posti disponibili.

    Fra le notizie utili, anche le informazioni sulle stazioni di ricarica elettrica, incluse disponibilità e tipologia di connessione.  Il secondo elemento che arricchisce il sistema di connettività di bordo di Niro è l’app Uvo, compatibile su smartphone Android e Apple. L’app dedicata offre agli utenti la possibilità di accedere a dati diagnostici sulla propria auto e sui viaggi, oltre alla possibilità di attivare una gamma di funzioni da remoto: a seconda del Paese, gli utenti possono inviare in remoto alla propria auto l’itinerario di un viaggio, controllare la posizione del proprio veicolo e accedere ai report e alle notifiche diagnostiche fornite dai sistemi di bordo.

    Kia Niro Hybrid display con flussi energia ibrido

    Il nuovo sistema di navigazione touchscreen con schermo da 10,25 pollici è dotato di connessione Bluetooth “multi-connection” di serie, che permette agli occupanti di collegare due dispositivi mobili contemporaneamente e di accedere alle funzionalità Apple CarPlay e Android Auto

    La tecnologia “split- screen” permette inoltre di visualizzare contemporaneamente sullo schermo informazioni diverse, con la possibilità di personalizzare il sistema con una serie di widget dedicati: il conducente può così, per esempio, visualizzare sul display informazioni sulla navigazione mentre il passeggero può scegliere le sue canzoni preferite o controllare le previsioni del tempo. Il nuovo sistema di infotainment con schermo da 10,25 pollici è disponibile a richiesta; di serie Niro continua a offrire l’apprezzato sistema da 8 pollici touchscreen.

    LA SICUREZZA ATTIVA

    La gamma Niro 2019 vede l’introduzione di una serie di nuove tecnologie dedicate alla sicurezza e alla guida assistita. I sistemi già disponibili come lo Smart Cruise Control, su nuovo Niro Hybrid e Plug-in Hybrid si arricchiscono della funzionalità Stop & Go che permette all’auto di arrestarsi e ripartire autonomamente, assicurando un maggior livello di comfort di guida e di sicurezza attiva.

    Altra novità. Il Lane Following Assist, la tecnologia di guida autonoma Kia di “Livello 2”, dopo il recente debutto sul crossover completamente elettrico e-Niro, adesso è disponibile per la prima volta anche sui modelli Hybrid e Plug-in Hybrid: attraverso una serie di sensori esterni il sistema è in grado di monitorare il traffico, di verificare la posizione degli altri veicoli rendendo possibili i cambi di corsia in totale sicurezza e la guida nel traffico più fluida.

    Kia Niro Hybrid vista laterale dinamica

    Il sistema agisce su sterzo, freni e acceleratore, controllando anche il mantenimento di corsia ed è attivo in un range di velocità da 0 e 180 km/h.  In aggiunta al Lane Following Assist, su Niro sono disponibili numerose tecnologie di guida assistita Kia che contribuiscono a eliminare o a ridurre molti dei pericoli di guida sulle strade.

    Fra questi: Forward Collision-Avoidance Assist, High Beam Assist, Lane Keeping Assist, Driver Attention Warning, Blind-spot Collision Warning, Rear Cross-traffic Collision Warning e l’Intelligent Speed Limit Warning.

    TRAZIONE HYBRID E PLUG IN HYBRID

    Con sospensioni anteriori e posteriori completamente indipendenti e una trasmissione a doppia frizione a 6 marce, Kia Niro Hybrid e Plug-in Hybrid offrono un buon equilibrio tra comfort e divertimento di guida.

    KIa Niro PHEV badge posterior con luci led

    Le caratteristiche da crossover offerte da Niro, uniche nel panorama degli ibridi offrono il vantaggio di un ampio spazio interno riservato ai passeggeri, coniugato ad un’elevata capacità e flessibilità di carico. Inoltre, unico rispetto alla maggioranza dei competitors ibridi, Niro offre a richiesta il Towing Pack che consente di trainare carichi fino a 1.300 kg di peso (frenati).

    Kia Niro è equipaggiato con un efficiente motore GDi da 1,6 litri benzina a iniezione diretta, abbinato a un pacco batterie agli ioni di litio da 1.56 kWh (Niro Hybrid) o da 8.9 kWh (Plug-in Hybrid).

    Le emissioni di CO2 per Niro Hybrid sono pari a 99,8 g/km (ciclo combinato WLTP); il dato scende a 31,3 g/km (ciclo combinato WLTP) nel caso di Niro Plug-in Hybrid, che dispone di un’autonomia di guida in città in solo elettrico fino a 65 chilometri, o di 49 chilometri nel ciclo combinato WLTP.

    GAMMA E PREZZI

    La struttura della gamma di Nuova Kia Niro sia nella versione Hybrid che Plug In rimane invariata rispetto alla precedente tranne che per l’allestimento top che cambia nome in Evolution. Si mantengono quindi tre allestimenti: Urban, Style ed Evolution.

    Kia Niro Hybrid dinamica tre quarti davanti
    Per quanto riguarda la Hybrid si inizia con l’equipaggiamento “Urban”, a partire da 26.250 euro, una versione che è stata pensata come proposta d’entrata per un cliente che desidera una vettura completa di tutto ad un prezzo di listino competitivo.

    La “Style”, cuore di gamma a partire da 28.250 euro, si arricchisce di equipaggiamenti di design e di sicurezza che offrono un vantaggio cliente importante e che soddisfano le richieste di un cliente più esigente. Rispetto alla “Urban”, la “Style” offre infatti: cerchi in lega da 18’’, privacy glass, sedili in misto pelle e tessuto, barre longitudinali al tetto, sensori di parcheggio posteriori e wireless phone charger. È inoltre standard il pacchetto sicurezza descritto precedentemente.

    È disponibile come optional il pacchetto Techno che comprende: navigatore da 10,25’’ con Uvo Connect e 7 anni di traffico dati incluso, sistema audio premium JBL, sensori di parcheggio anteriori e smart key. Infine la “Evolution”, versione al top della gamma a partire da 31.500 euro, si rivolge a quei clienti che non amano i compromessi e che desiderano il massimo in termini di comfort e tecnologia.

    Kia Niro PHEV laterale dinamica

    Rispetto alla versione “Style” sono disponibili di serie gli equipaggiamenti presenti nel pacchetto Techno e in aggiunta fari anteriori e fendinebbia full LED, sedile guidatore regolabile elettricamente in 8 direzioni + 2 lombari, sistema di monitoraggio dell’angolo cieco e sistema di riconoscimento dei limiti di velocità (ISLW).

    Su questa versione debutta inoltre il nuovo cluster centrale con schermo TFT da 7’’ e due schermi laterali digitali.  E’ disponibile in opzione il pacchetto Lounge che comprende: sedili in pelle con sistema memory lato guidatore, sedili anteriori riscaldati e ventilati, volante riscaldato.

    Volante Kia Niro Hybrid

    Sempre tre le varianti anche per quanto riguarda la versione Plug In che si presenta con i medesimi allestimenti della Hybrid con l’aggiunta dei pacchetti già inclusi nel prezzo. Si apre quindi con la “Urban”, a partire da 36.250 euro già equipaggiata del pacchetto sicurezza per passare alla “Style” a partire da 38.250 euro e infine la Evolution a partire da 41.500 euro.

  • Mitsubishi Mi-Tech ibrida Plug-in con il Turbogas al posto dei pistoni

    Prototipo Mitsubishi Mi-Tech al salone di Tokyo 2019

    La mia scelta tecnologica al Salone dell’auto di Tokyo 2019, che ho appena visitato, è il prototipo Mitsubishi Mi-Tech.

    Mitsubishi Mi-tech dune buggy

    Il risultato di un esercizio di stile applicato alla tecnologia è un’auto dalle forme originali, col design di un buggy fatto per correre tra le dune, che anticipa molti elementi del primo Suv compatto con sistema di trazione Plug-in hybrid della Mitsubishi.

    La Mitsubishi Mi-Tech presenta un’inedita architettura ibrida con quattro motori elettrici accoppiati alle singole ruote, batteria ricaricabile anche dall’esterno e un motore turbogas dedicato alla generazione di elettricità a bordo del veicolo.

    Turbogas invece del motore a pistoni ciclo Otto

    La presenza di una turbina a gas, al posto del classico motore a pistoni, permette di risparmiare spazio e guadagnare in efficienza, e porta nell’automobile la stessa tecnologia con cui viaggiano gli aerei o viene prodotta l’elettricità nelle centrali elettriche.

    Mitsubishi Mi-Tech Turbogas

    Negli anni Sessanta l’opinione dominante del mondo dei motori era che l’auto del Duemila sarebbe stata mossa da una turbina. La Mitsubishi Mi-Tech presenta una revisione in chiave moderna di quella storica visione mai realizzata.

    La turbina a gas produce elettricità per il sistema ibrido

    Nella Mitsubishi Mi-tech la turbina non è utilizzata per la trazione ma per produrre elettricità. Nell’enorme gruppo Mitsubishi c’è un’intera multinazionale che sviluppa e vende in tutto il mondo insieme ad Hitachi delle turbine a gas (turbogas, appunto) per la generazione elettrica di grande taglia che va ad alimentare le reti elettriche nazionali.

    Turbogas Mitsubishi Hitachi

    Quattro motori elettrici di trazione

    Oltre ad avere un turbogas che produce elettricità a bordo, a partire da un combustibile a scelta tra benzina, cherosene e alcool, la Mitsubishi Mi-Tech propone ben quattro motori elettrici, ognuno accoppiato a una singola ruota.

    Mitsubishi Mi-Tech motori elettrici

    Può ruotare su se stesSa

    Il risultato è un veicolo capace addirittura di ruotare su se stesso, azionando in verso opposto i motori e le ruote disposti sui due lati.

    Realtà aumentata sul parabrezza

    L’altra caratteristica molto interessante presentata dalla Mitsubishi a bordo del prototipo Mi-Tech è la realtà aumentata che va ad arricchire la visuale dall’interno.

    Realtà aumentata parabrezza Mitsubishi Mi-Tech

    Il sistema AR Windshield (Augmented reality windshield, cioè parabrezza con realtà aumentata) permette di visualizzare le informazioni relative al sistema di trazione sovrapposte rispetto alla visuale stradale.

    Mitsubishi Mi-Tech rparabrezza con ealtà aumentata

    Senza spostare lo sguardo dalla strada, il guidatore e i passeggeri possono così avere una serie di informazioni. Non soltanto relative all’auto, ma anche alla realtà che li circonda.

     

  • Lamborghini Siàn, l’elettrificazione del Toro arriverà in un lampo

    La prima ibrida di Lamborghini è un lampo, un Siàn, come si dice a Bologna. Ed è un’auto in serie limitata che sarà prodotta in 63 esemplari, come l’anno in cui la casa del Toro è stata fondata. Naturalmente, visto il prezzo di realizzo di 2,5 milioni di euro, sono andati già tutti venduti. Ma la Siàn è preziosa per il suo pacchetto tecnico che potrebbe prefigurare l’erede della Aventador.

    Maurzio Reggiani
    L’ibrido leggero e sportivo

    «Sarà sicuramente un’auto PHEV – afferma Maurizio Reggiani (foto sopra), capo dello sviluppo tecnico di Lamborghini dal 2006 – e oggi stiamo definendo quale può essere la batteria migliore o la combinazione migliore tra gli accumulatori che si possano avere». La Siàn ha un sistema ibrido composto dal V12 6.5 della Aventador SVJ potenziato da 770 cv a 785 cv, da un motore elettrico da 34 cv (25 kW) e da un supercondensatore (o supercapacitor) a 48 Volt alloggiato in una scatola di carbonio posizionata dietro il parafiamma, tra l’abitacolo e il vano motore. La parte elettrica pesa 34 kg, dunque l’ibridizzazione ha un rapporto peso/potenza pari ad 1, la metà delle migliori supersportive. Il motore elettrico è montato all’interno del cambio, direttamente sull’albero secondario, dopo la frizione e prima del sistema di trazione integrale. L’inverter è integrato nella trasmissione.

    Lamborghini V12 ordine di scoppio

    La docilità delle emissioni zero

    La potenza totale è di 819 cv per prestazioni da sogno (oltre 350 km/h, meno di 2,8 s. per lo 0-100 km/h), ma in Lamborghini hanno pensato di più alla loro percepibilità. Il motore elettrico infatti agisce fino a 130 km/h e la sua azione è evidente nella risposta e in ripresa. In terza, quarta e quinta, il motore elettrico aumenta la coppia totale del 10%; in sesta e settima del 20%. Nel passaggio 30-60 km/h in terza, la Siàn è più veloce di 2 decimi, da 70 a 120 km/h in sesta guadagna 1,2 secondi. Se il guidatore sceglie la modalità di guida Comfort, il motore elettrico “riempie” i passaggi di marcia rendendoli più fluidi. Nelle modalità Sport e Corsa, fornisce invece il massimo della spinta. Nelle manovre a bassissima velocità e in retromarcia, fa tutto ad emissioni zero aumentando la docilità della vettura. È la prima volta che un ibrido a supercondensatore alimenta direttamente la catena cinematica.

    Tutte le delizie del supercondensatore

    La Lamborghini utilizza dal 2017 sull’Aventador un supercondensatore a 12 Volt al posto della batteria. In passato, la Mazda ha usato questo tipo di accumulatore per alimentare i servizi di bordo, PSA e Cadillac per il sistema stop&start. La Toyota lo ha utilizzato sulla Supra HV-R, vincitrice della 24 Ore di Tokachi nel 2007, nel WEC tra il 2012 e il 2015 sulle TS030 (foto sotto) e TS040 e sul concept Toyota Hybrid-R con un 1.6 turbo e 3 motori elettrici da 420 cv presentata a Francoforte nel 2013. Rispetto alla batteria agli ioni di litio, il supercondensatore ha una densità di potenza 8 volte superiore (2.400 W/kg contro 300 W/kg) erogandola in modo più veloce e in modo perfettamente simmetrico sia in erogazione sia in ricarica. Inoltre resiste a milioni di cicli di ricarica. Tra i contro: la densità di energia inferiore, la tenuta della carica e il costo elevato.

    toyota-ts030-hybrid

    Due sentieri, una destinazione

    Per quest’ultimo capitolo, Reggiani è ottimista e parla con cognizione. «Quando due anni fa abbiamo cominciato la nostra collaborazione con il MIT, abbiamo inaugurato due laboratori: uno sulle nanontecnologie per lo storage dell’energia nel carbonio e l’altro sui supercapacitor». A Sant’Agata dunque i sogni sono due: fare una batteria in carbonio (magari integrandola nella scocca) e un supercondensatore che abbia un rapporto vantaggioso tra capacità, costo, peso e ingombri. E il terzo sogno magari è di integrarle in un unico sistema: la batteria ricaricabile sarebbe il serbatoio di energia principale mentre il supercondensatore assicurerebbe potenza, reattività e, facendo da tampone, la possibilità di recuperare più energia di quanto concesso dai sistemi attuali. L’idea non è nuova visto che Suzuki ci stava lavorando tempo fa.

    Lamborghini Terzo Millennio

    Le promesse da mantenere

    E che i supercondensatori abbiano un futuro non lo pensa solo Lamborghini. Nel maggio scorso Tesla ha acquistato per 235 milioni di dollari la Maxwell, leader mondiale delle celle per supercondensatori. Sono Maxwell anche le celle degli accumulatori Continental che equipaggiano la Aventador e – presumibilmente – anche quelle della Siàn. E che il Toro tenga d’occhio entrambe le tecnologie per la propria strategia di elettrificazione lo dimostrano due concept. Il primo è la LPI 910-4 Asterion (foto sotto), un’ibrida plug-in con motore V10, 3 elettrici e batteria agli ioni di litio da 910 cv presentata al Salone di Parigi del 2014. Il secondo è la Terzo Millennio (foto sopra), presentata proprio in occasione dell’inaugurazione dei laboratori Lamborghini al MIT: ha 4 motori elettrici, direttamente calettati sulle ruote alimentati da supercondensatori.

    Lamborghini LPI 910-4 Asterion

    Aspettando la svolta

    Dunque quale sarà la scelta finale della Lamborghini per la erede della Aventador? «È una partita a poker con la tecnologia. Se oggi guardiamo lo stato dell’arte – conclude Reggiani – i valori di potenza ed energia si spostano sempre di più verso l’alto. Siamo in una fase in cui le evoluzioni non sono lineari, ma potrebbero essere improvvise. Quando si fa ricerca inoltre, non è possibile darsi un obiettivo temporale: bisogna mettere in conto il fallimento o che non ci siano economie di scala che permettano la fattibilità di una soluzione. Per una Urus qualche centinaio di chili di batterie non cambiano la vita, per una supersportiva sì. Per questo prenderemo una decisione definitiva il più tardi possibile per essere sicuri di mettere a bordo la migliore tecnologia possibile».Maxwell supercapacitors

  • L’Ibrido Plug-in è un ponte verso il futuro – Il Ruggito

    Di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore

    Perché ci piace l’ibrido plug-in?

    La risposta è semplice: è un compromesso accettabile, una soluzione intelligente che abbina il meglio di due mondi, anzi di tre visto che le auto PHEV, alias plug-in hybrid electric vehicle, sono tre macchine in una. Una ibrida classica dove l’elettrico aiuta il termico, una auto a batteria a corto raggio, circa 50 km, per muoversi in città senza inquinare (parliamo di polveri ed NOx, non di CO2) e una vettura benzina o turbodiesel che viaggia ovunque, consuma poco e non fa venire patemi da range anxiety come le elettriche.

    E in questo ultimo ambito stiamo aspettando le reali autonomie sul campo delle compatte di nuova generazione come le gemelle diverse Peugeot 208 ed Opel Corsa in edizione EV.

    Le plug-in in hybrid, inoltre, convincono per un’altro punto che afferisce al loro impatto industriale. Non sono disruptive come le elettriche pure che per la loro natura di auto semplici desertificano la filiera vaporizzando posti di lavoro.

    Le PHEV, invece, mantengono, anzi aumentano, la complessità costruttiva garantendo la sopravvivenza di aziende di componenti e dei loro lavoratori.

    Insomma, sembrano essere il ponte perfetto verso il lontano futuro full electric.

    Peccato per il prezzo. Costano davvero care. Forse troppo.

    Clicca qui e LEGGI l’articolo con VIDEO Plug-in Hybrid e Full Hybrid, quale scegliere.