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  • Riciclo batterie al litio per auto Volkswagen inizia la corsa industriale

    Lo smaltimento delle batterie al litio a fine vita e il possibile recupero dei materiali esauribili, rari e preziosi presenti al loro interno rappresenta un elemento di preoccupazione per molti.

    Dopo anni di poca chiarezza sulle reali possibilità o intenzioni da parte delle case auto e dei costruttori di batterie di mettere a punto processi efficaci, sta finalmente iniziando una vera e propria corsa industriale. La materia prima, cioè le batterie da riciclare, non sarà abbondante per almeno dieci-quindici anni, vista l’attuale scarsa diffusione dei veicoli elettrici e l’allettante possibilità di far vivere una seconda vita alle batterie dopo la loro utilizzazione a bordo delle auto.

    Le batterie al litio per automobili, quindi, hanno davanti 8-10 anni di onorata carriera all’interno del veicolo e ulteriori 5-8 anni in utilizzi stazionari, per i quali la capacità residua disponibile dopo l’utilizzo in auto rimane più che interessante ed economicamente vantaggiosa.

    A scattare in avanti, nella corsa al riciclaggio delle batterie al litio, è il Gruppo Volkswagen che nel sito industriale nel quale sta costruendo un impianto pilota per la produzione delle celle di cui sono composte le batterie, nel 2020 avvierà le attività di una struttura pilota per il riciclo.

    Nell’impianto della Volkswagen Salzgitter si potranno riciclare 1.200 tonnellate di batterie ogni anno, che corrispondono a circa 3.000 veicoli elettrici. La capacità crescerà costantemente, anche se – per motivi di mercato e legati al riutilizzo in seconda vita degli accumulatori –  non si prevedono quantità considerevoli di batterie da riciclare per i prossimi 10-15 anni.

    Tra le possibilità di riutilizzo in seconda vita delle batterie dismesse dalle auto elettriche, la Volkswagen prevede quello all’interno delle stazioni di ricarica mobili, che funzionano come grandi power bank e che la stessa Volkswagen sta mettendo a punto. (leggi l’articolo).

    Se le batterie non sono utilizzabili per una seconda vita, oppure al termine del loro secondo utilizzo,  i componenti vengono smontati e i materiali essiccati e setacciati. Viane così prodotta una prima graniglia in forma di polvere dalla quale sono estratte materie prime preziose come nichel, manganese, cobalto e litio. A questo punto gli elementi vengono separati e ritornano disponibili per la produzione di nuove batterie.

    L’obiettivo del Gruppo Volkswagen è arrivare a riciclare fino al 97% delle materie prime, partendo dal 53% attuale. Un dato che, proprio grazie all’apporto dello stabilimento di Salzgitter, salirà secondo i valori forniti dalla casa fino al 72%.

  • Volkswagen power bank mobile per auto elettriche

    Le stazioni di ricarica potranno essere anche temporanee, come le mostre e i negozi di tendenza, ma soprattutto ricaricabili e trasportabili.
    Ci sta pensando la Volkswagen che ha presentato inedito concept di stazione di ricarica mobile. L’idea è apparentemente semplice: come molti portano con sé una power bank per i telefoni cellulari, perché non fare altrettanto per i veicoli elettrici?

    Il concept della Volkswagen è un’enorme power bank, dislocabile con relativa facilità, della capacità di 360 kWh, abbastanza per ricaricare completamente 10 e-Golf.

    La Volkswagen e-Golf ha una batteria da 35,8 kWh e potrà essere ricaricata dalla power bank mobile con una potenza fino 100 kW attraverso quatto punti di ricarica: due a corrente alternate e altrettanti e corrente continua.

    Quando la batteria della power bank si esaurisce, può essere sostituita con un’altra. Ma non saranno certo questi gli obiettivi e il modus operandi tipico di queste stazioni mobili.

    E’ assai probabile che le grandi batterie mobili saranno collegate a impianti fotovoltaici o ad altre forme di produzione di energia da fonti rinnovabili.

    La ciclicità di queste ultime troverà dunque un “tampone” in grado di utilizzarle al massimo e di garantire un servizio puntuale, proprio dove e quando serve. Stessa funzione potranno avere se saranno collegate alla rete, alimentandosi solo quando è necessario fornendo un utile bilanciamento della rete.

    Ma c’è anche un altro motivo che rende la nuova stazione di ricarica mobile ed è la sua integrazione industriale con il piano che Volkswagen sta approntando per l’auto elettrica.

    I moduli della quale è composta questa enorme batteria sono gli stessi delle batterie di trazione delle auto elettriche che la casa tedesca sta sviluppando per la sua MEB, ovvero la piattaforma modulare che darà vita alla famiglia di modelli ID e di quelli per gli altri marchi del Gruppo.

    Questo concetto permette un’ulteriore possibilità per la “seconda vita” delle batterie di bordo che hanno perso parte della loro efficienza.

    Dunque permette un’integrazione industriale sia orizzontale sia verticale con il nascente sistema produttivo legato all’auto elettrica, in grado di creare economie di scala, ma anche legate all’immobilizzo del bene batteria, al suo valore residuale e al suo smaltimento.

    Si tratta dunque di un concept altamente flessibile che, oltre a permettere di sviluppare meglio la rete di ricarica, permette anche di promuovere nuove forme di mobilità come, ad esempio, il car sharing elettrico. La Volkswagen ha già pronto il suo servizio WeShare, che sarà operativo dalla primavera a Berlino con ben 1.500 e-Golf e 500 e-up! per poi essere allargato ad altre città della Germania e del mondo con popolazione superiore al milione.

    Grazie ad una rete di power bank, dislocabili con relativa facilità lì dove il servizio lo richiede, si potrà adattare la logistica per il rifornimento in base alle esigenze dei clienti, agli obiettivi commerciali del servizio e persino in base alla stagionalità (località di vacanza e grandi vie di comunicazione) oppure al calendario delle festività e degli eventi.

    La sperimentazione delle nuove stazioni di ricarica mobili inizierà tra qualche mese a Wolfsburg per poi essere allargata ad altre città.