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  • Tutti pazzi per la Renault Twizy F1 Oakley Design

    Tutti pazzi per la Renault Twizy F1 Oakley Design e per i suoi particolari esplicitamente ispirati alla Formula Uno.

    L’interesse di appassionati ed esperti non è tanto per le prestazioni che, seppur descritte dalla Oakley Design come leggermente superiori, sono molto vicine a quelle della Renault Twizy di serie.

    Non potrebbe essere diversamente, visto che si tratta comunque di un quadriciclo.

    L’elaborazione è dell’azienda inglese Oakley Design di Jon Oakley, molto conosciuta per fantastici pezzi unici realizzati sulla base di auto supersportive.

    Pochi sanno però che prende spunto da un’idea originale della Renault.

    La concept car originale

    Nel 2013 la Renault, per attirare l’interesse degli appassionati nei confronti della sua strana creatura Renault Twizy, presenta la concept car Twizy Renault Sport F1 e ne realizza un esemplare funzionante.

    Twizy Renault Sport F1 concept frontale

    Tocca nientemeno che a Sebastian Vettel mettersi alla guida del prototipo Twizy Renault Sport F1 nel maggio del 2013 sul circuito di prove di Boulogne-Billancourt vicino Parigi.

    La Twizy realizzata dal Team Renault di Formula Uno ha caratteristiche da brivido.

    Grazie all’integrazione del sistema KERS F1 la potenza aumenta di quasi circa 60 kW. Gli originali 20 CV e la velocità massima di 80 km/h, si trasformano in una potenza complessiva di 97 CV e in un’accelerazione da 0 a 100 km/h in sei secondi, con velocità autolimitata (per ovvie ragioni di sicurezza) di 120 km/h.

    L’elettronica di bordo è stravolta rispetto agli schemi classici e il tradizionale recupero di energia in frenata si trasforma in due modalità di funzionamento.

    La modalità Recovery fa funzionare il motore elettrico da generatore e fornisce fino a 4 kW per ricaricare il KERS in movimento. La modalità Boost si attiva con una leva sul volante e chiama all’azione entrambi i motori elettrici per erogare completamente i 97 CV disponibili.

    Twizy Renault Sport F1 concept tre quarti

    Con la difficoltà supplementare dovuta al fatto che il motore principale di trazione lavora a 10.000 giri, mentre quello del KERS arriva a 36.000 giri. Il tutto è ottenuto inserendo nella trasmissione un riduttore sviluppato sull’esperienza della Formula 1.

    Seguono cinque esemplari della Oakley Design

    Se il prototipo originale della Renault non è mai stato prodotto per il mercato, ci ha pensato l’inglese Oakley Design a realizzare cinque esemplari di Renault Twizy F1 esteticamente molto vicini alla concept car.

    Renault Twizy F1 Oakley Design verde

    Sia davanti, sia dietro la Renault Twizy F1 Oakley Design è molto simile all’originale concept della casa francese e non mancano particolari specifici della Formula Uno, come il led rosso di segnalazione posteriore.

    La meccanica e l’elettronica, però, sono esattamente quelle originali. mancano quindi i contenuti tecnologici espressi dal team di Formula Uno della Renault e testati su pista da Sebastian Vettel.

    Ranault Twizy F1 Oakley Design Blu

    Fascino e mistero

    Molto fascino circonda le poche auto prodotte dalla Oakley Design di Jon Oakley (carrozzeria che non esiste più dal 2018). Ma anche qualche mistero.

    Le unità proposte da venditori specializzati di auto da collezione vengono a volte fatte risalire al 2012. La cosa è a dir poco dubbia, visto che l’originale della Renault è stato svelato in tre momenti successivi a quell’anno, tra aprile e maggio del 2013.

    Anche il numero di auto prodotte pare un mistero. Ecco però la prova del numero indicato dalla Oakley nella targhetta apposta su ogni esemplare.

    La targhetta originale non lascia dubbi. Gli esemplari prodotti dalla Oakley Design sono cinque.

    In giro per Londra

    Anche la leggenda che vuole queste auto come semplici esemplari da salotto, incapaci di funzionare su strada, è una grande bufala.

    Le auto funzionano e sono state fatte circolare in quattro colori in giro per Londra. Eccole davanti a Harrods.

    Renault Twizy F1 Harrods Londra

    Il giro fotografico non ha mancato di passare anche davanti alle vetrine di Dolce&Gabbana, offrendo un effetto scenico di tutto rispetto.

    Renault Twizy F Oakley Design Dolce Gabbana Londra

    Ma la foto simbolo del giro turistico a zero emissioni e con parvenze da Formula Uno per la metropoli inglese è quella con il Big Ben.

    Renault Twizy Oakley Design Big Ben Londra

    Particolari da corsa

    I particolari sono realizzati con largo uso della fibra di carbonio, con grande attenzione dettaglio come è tipico dei prototipi e dei modelli in serie limitata della Oakley Design.

    Renault Twizy F1 Spoiler anteriore
    Renault Twizy F1 Oakley Design alettone
    Renault Twizy F1 Oakley Design Blu dettaglio anteriore
    Renault Twizy F Oakley Design Mantis Cars UK
  • Auto elettrica ecco il menù al Salone di Ginevra

    Il Salone di Ginevra 2019 conferma le previsioni: il futuro è dell’auto elettrica.

    Ma i nuovi modelli in grado di fare la differenza sul mercato si vedranno dalla fine del prossimo anno, con filosofie e obiettivi diversi.

    L’obiettivo dell’Audi è allargare la gamma dei modelli denominati E-tron e, accanto al Suv omonimo, in arrivo in questi giorni nelle concessionarie italiane, arriveranno altri 3 modelli i cui embrioni si sono visti a Ginevra e si chiamano Audi E-tron Sportback, Audi E-Tron GT e Audi Q4 E-tron che sarà la prima Audi su base MEB, nuova piattaforma di sviluppo dedicata a modelli elettrificati 

    È la stessa utilizzata da Volkswagen per la famiglia ID della quale potrebbe fare parte anche il concept di Dune Buggy che dimostra quale flessibilità possa avere un sistema di propulsione racchiuso in un grande skateboard. Anche Skoda ha sfruttato la MEB per la sua Vision iV e Seat per allestire il concept El-Born. La casa spagnola ha anche portato la Minimò, un quadriciclo realizzato pensando alla Renault Twizy aggiungendovi la batteria estraibile. È un’idea non nuova, ma a Martorell pensano di poterla realizzare integrandola in un sistema di mobilità condivisa.

    Al car sharing pensa anche Citroen con la Citroen Ami One, un cubetto lungo 2,5 metri guidabile anche dai 14enni.

    Le batterie rimovibili a sorpresa piacciono anche alla Fiat: la Fiat Centoventi Concept le ha modulari con la possibilità di comporre a piacere l’autonomia e modificarla in ogni momento, da 100 a 500 km. La soluzione è suggestiva, ma è tutta da verificare.

    Più pragmatica la Honda che entro l’anno metterà sul mercato il modello derivato dalla Honda e-Prototype: 4 metri di stile retrò su una piattaforma completamente nuova, trazione posteriore e circa 200 km di autonomia. Secondo i giapponesi è quello che basta e sarà un modello di nicchia, ma i piani per l’Europa sono ambiziosi: tutto elettrico per il 2025.

    C’è invece chi mette l’elettrico in una gamma di scelte possibili, come la Kia. La Kia Niro va dal full hybrid, all’ibrido plug-in all’elettrico puro che invece, almeno per l’Europa, sarà l’unica opzione possibile per la nuova Kia Soul.

    Tre scelte anche per la nuova Peugeot 208 che si offre anche in elettrico con 340 km di autonomia dissimulati in una veste perfettamente identica a quella delle versioni a benzina e a gasolio. Il brand soprattutto dando all’elettrico un look “normale”. Una specificità misurata immagina invece la Mercedes con il suo EQV, ovvero la Classe V ad emissioni zero preceduta due lettere che indicano l’elettrificazione all’interno di Daimler dalla Smart fino alla monoposto di Formula E la cui veste e il cui nome evoca le Frecce d’Argento degli anni ’50.

    Integralismo elettrico viene dalla Polestar 2, il marchio di Volvo dedicato solo alle emissioni zero, e dalla Lagonda che invece fa resuscitare un brand famoso per le sue berline V12 e invece destinato a impersonare il lusso elettrico, a partire da un Suv mastodontico che nel 2022 deriverà dalla All-Terrain concept.

    La Mitsubishi è stata pioniera dell’elettrico con la eMiEV (declinata in Europa anche nella Peugeot iOn e la Citroen CZero) e continua a predicalo con la Mitsubishi Engelberg Tourer, Suv a emissioni zero che offre un assaggio della futura Mitsubishi Outlander.

    L’elettrico vuol dire anche supercar. La più potente al mondo è la Pininfarina Battista: oltre 1900 cv per superare i 400 km/h e avere un’autonomia di 450 nel nome del fondatore della famosa carrozzeria torinese. La più veloce a ricaricarsi invece dovrebbe essere la Piëch Mark Zero: 3 motori elettrici da 150 kW e una misteriosa batteria da 500 km di autonomia capace di ricaricarsi all’80% in 4 minuti e 40 secondi. Se così fosse, tutti gli altri costruttori avrebbero bussato alle porte sbagliate o, come penserebbero i complottisti, nessuno vi ha voluto bussare.

    Ma visto quanto le case stanno investendo nell’elettrico impegnando la propria credibilità con annunci alquanto impegnativi, sarebbe davvero folle pensare che qualcuno ci abbia volutamente nascosto questa chimica quasi miracolosa che risolverebbe in un colpo uno dei problemi principali dell’auto a batteria.