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  • Volvo investe nell’israeliana StoreDot, pioniera della ricarica ultrarapida

    Volvo investe in StoreDot, società israeliana che sta lavorando ad una tecnologia pionieristica che potrebbe portare alla realizzazione di batterie in grado di aggiungere una ricarica per 160 km di autonomia in soli cinque minuti.

    L’investimento consente a Volvo Cars di collaborare strettamente con StoreDot su una nuova tecnologia per le batterie, appositamente sviluppata per consentire cicli di ricarica rapida attualmente non raggiungibili. L’investimento risulta particolarmente importante visto che la Casa svedese punta a diventare un produttore di auto esclusivamente elettriche entro il 2030.

    Volvo StoreDot

    StoreDot

    La StoreDot punta a rivoluzionare la batteria agli ioni di litio progettando e sintetizzando composti organici e inorganici proprietari che rendono possibile la ricarica di un veicolo elettrico in soli cinque minuti, ossia il tempo necessario per rifornire un veicolo convenzionale con motore termico. 

    Grazie alla roadmap strategica denominata “100inX”, la tecnologia della batteria di StoreDot risulta ottimizzata per garantire la migliore esperienza di guida utilizzando la tecnologia XFC nelle batterie agli ioni di litio, nonché le future tecnologie per ottenere un’estrema densità di energia (XED). Tra gli investitori strategici di StoreDot ci sono VinFast, BP, Daimler, Ola Electric, Samsung Ventures e TDK. 

    Volvo StoreDot fully charged in minutes

    Nel 2019, la società ha realizzato un primato mondiale con la dimostrazione di una ricarica completa in diretta di un veicolo elettrico a due ruote effettuata in soli cinque minuti. Nel 2020, l’azienda ha dimostrato la scalabilità delle sue batterie XFC e ora sta lavorando per raggiungere l’obiettivo di una produzione su larga scala di batterie per veicoli elettrici entro il 2024.

    Sul mercato dal 2024

    Grazie alla collaborazione di Volvo Cars, StoreDot si propone di accelerare i tempi di commercializzazione della sua tecnologia, arrivando alla produzione di serie entro il 2024. Volvo Cars è il primo produttore di auto di lusso a investire in StoreDot.

    oadmap StoreDot

    Le due società collaboreranno principalmente nell’ambito della joint venture per la tecnologia delle batterie che Volvo Cars ha costituito l’anno scorso con Northvolt, il principale produttore svedese di batterie.

    Obiettivi Volvo

    Puntiamo ad essere il trasformatore più veloce nel nostro settore e il Tech Fund svolge un ruolo fondamentale per stabilire partnership con i futuri leader tecnologici.

    Ha dichiarato Alexander Petrofski, responsabile del Volvo Cars Tech Fund. “Il nostro investimento in StoreDot si inserisce perfettamente in questa logica e il loro impegno per l’elettrificazione e la mobilità a zero emissioni coincide con il nostro. Siamo impazienti di fare di questa collaborazione un successo per entrambe le parti e felici di adoperarci per portare questa tecnologia innovativa sul mercato”.

    Tempi ricarica attuali e StoreDot

    Anodo al silicio

    Il pionieristico progetto di sviluppo di batterie di StoreDot è incentrato su un’esclusiva tecnologia anodica a dominanza di silicio e sulla correlata integrazione di software.

    Batteria StoreDot

    Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di una tecnologia di batterie a ricarica ultra-rapida, che si allinea con l’ambizione di Volvo Cars di produrre vetture elettriche con un’autonomia maggiore, tempi di ricarica più brevi e costi inferiori.

    Clicca qui e leggi Volvo e Northvolt,per l’auto elettrica la priorità è creare posti di lavoro.

  • Ionity, 7mila punti di ricarica ultrafast entro il 2025 con il denaro di BlackRock

    Ionity incassa e rilancia: dall’obiettivo di 400 stazioni per 1.500 punti di ricarica ultrafast entro il 2020 si passa a oltre mille stazioni e 7mila punti entro il 2025. L’investimento è di 700 milioni di euro, possibile anche grazie all’ingresso di BlackRock, la più grande società di investimenti nel mondo con un capitale gestito che nel 2020 ammontava a 9,4 migliaia di miliardi di dollari.

    Arriva la grande finanza

    BlackRock è entrata nell’azionariato di Ionity attraverso il ramo Global Renewable Power, dedicato ai nuovi business legati alla transizione ecologica. Un business che BlackRock valuta potenzialmente in 10 migliaia di miliardi di dollari. Sono già oltre 250 i progetti e 150 i progetti nel portafoglio di BlackRock Global Renewable Power per un totale di 5,5 miliardi di dollari.

    BlackRock

    BlackRock è il primo investitore non automotive di Ionity, consorzio nato nel 2016. BMW, Ford, Mercedes, Volkswagen, Porsche e Audi sono gli azionisti fondatori, nel 2019 si è aggiunta la Hyundai. Tra i collaboratori del consorzio ci sono anche ENI e Enel X. L’obiettivo è costruire in 24 paesi europei una rete di ricarica ultrafast (da 150 kW a 350 kW) che favorisca la diffusione della mobilità elettrica.

    Già 224 milioni di km a emissioni zero

    Con il nuovo piano, cambia anche la strategia. Le stazioni di ricarica saranno posizionate non solo lungo le grandi direttrici, ma anche in prossimità dei centri urbani. Nuovo anche il concept per le stazioni denominato Oasis con 6-12 punti di ricarica ciascuno. Finora Ionity ha reso possibile percorrere 224 milioni di km a bilancio di emissioni zero con energia al 100% da fonti rinnovabili.

    Ionity

    L’ultima novità in ordine di tempo è il plug&charge, ovvero il riconoscimento automatico della vettura attraverso la spina, senza bisogno di scheda o app. Ionity è la prima rete aperta di rifornimento europea a conseguire questo risultato che aumenta notevolmente l’esperienza di utilizzo. Tesla lo fa da sempre poiché è un network chiuso, dedicato unicamente a clienti e auto Tesla, almeno per il momento.

    L’evoluzione di Ionity

    Dalla tariffa unica a 79 centesimi/kWh c’è stata una differenziazione. Ora c’è la anche la Passport: 17,99 euro al mese e 0,35 euro/kWh. Le case aderenti al consorzio offrono ai loro clienti tariffe intorno ai 0,30 euro/kWh, sempre all’interno di abbonamenti. Tali sistemi di riconoscimento e pagamento recano il brand del costruttore, ma sono realizzati attraverso società di interoperabilità come Hubject.

    Leggi l’articolo su Ionity, ricaricare ultrafast costa più che andare a benzina

    Ionity

    Per fare una comparazione con un’altra rete di ricarica ultrafast, Electrify America ha programmato un investimento di 2 miliardi di euro fino al 2027 per 800 stazioni di ricarica ultraveloce (da 150 kW a 320 kW). Siamo ancora lontani da Tesla che in Europa ha già quasi Supercharger, dei quali 43 in Italia. Ionity ha da noi 16 stazioni e altre 4 in costruzione.

    Leggi l’articolo su cosa è e cosa fa Electrify America

    Il ritardo, nonostante leggi e denaro

    L’Italia dunque è indietro e in modo clamoroso sulla rete ultrafast lungo le grandi direttrici. Nonostante il DL 257/2016 imponesse la realizzazione di un adeguato numero di colonnine in autostrada entro la fine del 2020, ne sono state realizzate solo 11 sulle 468 previste. È da capire perché, anche in presenza di strumenti legislativi, dati di mercato ed investimenti poderosi, la situazione sia ancora tale.

    Ionity

    La notizia infatti è che la transizione ecologica e la mobilità alternativa hanno già attivato capitali immensi. Reuters ha quantificato in 515 miliardi di dollari gli investimenti del settore automotive fino al 2030. BackRock valuta che il business green valga 20 volte tanto. L’ingresso in Ionity è il segno che costruire reti di ricarica è un business sul quale puntare.

    Ionity
  • Volvo Recharge, la prima ricarica ultraveloce in centro a Milano

    Con Volvo Recharge nasce la prima stazione di ricarica ultraveloce per auto elettriche in centro a Milano.

    Vicino al Volvo Studio nell’area di Porta Nuova, che con le sue torri è diventata uno dei simboli della città, nasce un nuovo elemento architettonico che ospita una doppia stazione di ricarica, capace di fornire energia alle auto elettriche con potenza fino a 150 kW.

    Volvo recharge stazione Porta Nuova

    Ricarica ultraveloce

    La tecnologia del nuovo punto di ricarica permette il ripristino dell’80% della capacità energetica di una Volvo XC40 Recharge e di una Volvo C40 Recharge con batteria da 78 kWh in 40 minuti.

    Per la maggior parte dei veicoli elettrici urbani (con batterie dai 30 ai 50 kWh di capacità) per il pieno bastano poche decine di minuti.

    Volvo C40 ricarica a Milano

    Durante il periodo di test, che durerà fino al 30 novembre, la stazione sarà utilizzabile soltanto se abbonati con Plugsurfing e Duferco, successivamente sarà disponibile anche sulla app degli altri fornitori di ricariche elettriche.

    Prezzo del kWh

    Il prezzo dell’energia, garantito in questa prima fase sia ai clienti Volvo, sia agli altri clienti che accedano con applicazione Plugsurfing, è di 35 centesimi di euro al chilowattora, particolarmente competitivo nel panorama delle ricariche ultraveloci.

    Fabio Orecchini Volvo Recharge Porta Nuova Milano

    Sintonia con la natura

    Il punto di ricarica di Milano Porta Nuova è progettato e realizzato architettonicamente per essere in sintonia con gli elementi naturali che lo circondano. Primo tra tutti un albero di platano che ne rappresenta il legame diretto con l’ambiente ed è piantato proprio all’interno del perimetro della struttura.

    Albero Platano stazione Volvo recharge Porta Nuova pensilina

    L’albero trova spazio nel profilo della pensilina di copertura, che è a sua volta un vero e proprio giardino pensile e sarà ricoperta di vegetazione.

    Ricariche Volvo in tutta Italia

    Con l’inaugurazione di questo primo ultrafast charger, la Volvo Italia dà il via al suo piano di diffusione di infrastrutture di ricarica in tutta Italia realizzato insieme alle concessionarie, che porterà entro il prossimo anno alla nascita di ben 60 nuove ricariche ultraveloci su tutto il territorio nazionale.

    Crisci e Catella inaugurano stazione di ricarica Volvo Recharge Milano Porta Nuova

    Clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO Volvo C40 Recharge soltanto a batterie e infrastruttura di ricarica Volvo in tutta Italia.

    Car-sharing ElectriCity

    In occasione dell’inaugurazione dell’infrastruttura di Milano Porta Nuova, la Volvo Italia insieme alla Coima – società che ha sviluppato e gestisce il patrimonio immobiliare di Porta Nuova – presenta anche il servizio di car sharing innovativo ElectriCity destinato ad aziende e residenti dell’area.

    Michele Crisci presenta ElectriCity Porta Nuova Milano

    Il servizio potrà contare su quindici Volvo XC40 Recharge elettriche che saranno utilizzabili su prenotazione per periodi di tempo da un’ora a tre giorni, con partenza e riconsegna nei garage sotterranei del complesso edilizio.

    Un servizio di auto in condivisione destinato a chi vive o lavora nel comprensorio immobiliare, quindi, che apre la strada a flotte di car-sharing locali a zero emissioni che potrebbero diffondersi in molte altre realtà.

    Sintesi video

    Clicca qui oppure sul VIDEO qui sotto per vedere la mia chiacchierata con Michele Crisci, residente Volvo Italia, che fa la sintesi sulla stazione di ricarica di Milano, il piano di infrastrutture per tutta la penisola e il car-sharing innovativo ElectriCity.

  • Electrify America prepara il rifornimento robotizzato per le auto elettriche

    La stazione di rifornimento interamente automatizzata è in arrivo nel 2020. Ci sta lavorando Electrify America (https://www.fabioorecchini.it/electrify-america-anche-batterie-ad-alta-capacita-per-la-rete-di-ricarica-ultraveloce-negli-usa/) a San Francisco, in collaborazione con Stable e Black&Veatch. La prima è la ex Diatom Robostics, azienda che ha come missione il reinventare la stazione di rifornimento, la seconda è una società di consulenza e progettazione attiva sin dal 2015 e con un fatturato da 2,5 miliardi di dollari.

    Leggi l’articolo che spiega che cosa è Electrify America

    Il robot ci farà il pieno

    L’obiettivo primario è costruire una stazione di rifornimento completamente robotizzata per le flotte di auto elettriche a guida autonoma, campi nei quali la vicina Silicon Valley è all’avanguardia.  La stazione fornirà ricarica a 150 kW in corrente continua. Electrify America si occuperà degli aspetti che riguardano il collegamento alla rete e i sistemi di pagamento, Stable sovrintenderà l’intero progetto grazie alla propria competenza nel campo della robotica. Black&Veatch si occuperà infine dell’ingegnerizzazione del progetto.

    Electrify America e Stable

    Electrify America and Juliet

    Electrify America è nata invece nel 2016 ed è, con ogni probabilità, la più grande iniziativa al mondo per la costruzione di una rete di ricarica ultraveloce (fino a 350 kW). Ha un budget di 2 miliardi di dollari fino al 2027 e nasce per iniziativa di Volkswagen nell’ambito del rimborso per il Dieselgate. In parallelo, la casa tedesca in Italia sta portando avanti denominato Electrify Verona (https://www.fabioorecchini.it/electrify-verona-meglio-di-electrify-america-pali-della-luce-per-ricarica-auto-elettriche-video-sorveglianza-e-wi-fi/ e https://www.fabioorecchini.it/video-opinione-massimo-nordio-electrify-verona/), progetto pilota per altre città italiane di media grandezza. Volkswagen è anche impegnata nella creazione di una rete quanto più differenziata (vedi il progetto delle power bank per auto elettriche https://www.fabioorecchini.it/volkswagen-power-bank-per-auto-elettriche/).

    Leggi l’articolo su Electrify Verona e la video opinione sull’argomento con l’intervista a Massimo Nordio

    Tanti tipi di ricarica

    Tali progetti assumono inoltre un valore più ampio alla luce dei nuovi accordi con Ford e che riguardano proprio l’auto elettrica e la guida autonoma. La rete di Electrify America potrebbe dunque essere funzionale anche per la nuova alleanza. I nuovi sistemi di rifornimenti robotizzati potrebbero essere utili per gli altri tipi di flotte (car sharing, veicoli commerciali, noleggio, ride sharing, etc) e le normali auto elettriche. La differenziazione dei sistemi di ricarica non soltanto per livello di potenza, ma anche per tipologia di servizio, contribuirà sicuramente alla creazione di una segmentazione all’interno di un mercato in piena evoluzione: da chi vuole risparmiare e vuole farsi tutto da solo fino al self service completamente automatizzato.

    Herbert Diess e Jim Hackett

  • ELECTRIFY AMERICA ANCHE BATTERIE AD ALTA CAPACITA’ PER LA RETE DI RICARICA ULTRAVELOCE NEGLI USA

    Electrify America è la principale iniziativa d’Oltreoceano e – molto probabilmente – del mondo per la creazione di una rete di ricarica ultraveloce ha un piano di investimenti da ben 2 miliardi di dollari entro il 2027 e, di questi, 800 milioni soltanto in California.

    Electrify America ha base a Reston, nello stato della Virginia e nasce nel 2016.Dall’aprile del 2018 è capitanata dall’italiano Giovanni Palazzo, una delle figure aziendali con maggiori competenze in tema di auto elettriche a livello internazionale.

    Il piano di Electrify America è suddiviso in 4 cicli di investimento, ciascuno da 30 mesi e 300 milioni per l’intero paese e 200 milioni per la California.

    Per la prima fase, si prevedono circa 550 stazioni di ricarica ultraveloce, ciascuna con un numero di punti di ricarica variabile da 4 a 10, delle quali 240 da 150 kW e 320 kW dislocate su 35 grandi direttrici che uniscono 39 stati. Le stazioni sono progettate per essere distanziate mediamente a 66 miglia e a non più di 120 miglia l’una dall’altra e permetteranno di rifornirsi ad una velocità di ricarica di 9-19 miglia al minuto.

    Le altre saranno dislocate in 11 grandi aree metropolitane (New York, Washington, Chicago, Portland, Boston, Seattle, Philadelphia, Denver, Huston, Miami e Raleigh) e saranno da 150 kW, 50 kW ed L2 (7,2 kW e oltre).

    In California sono previste oltre 400 stazioni delle quali più di 50 stazioni dislocate lungo le grandi vie di comunicazione. Le altre 350 e più saranno dislocate nelle aree di Los Angeles, San Francisco, San Jose, San Diego e Sacramento.

    Il secondo ciclo prevede circa 215 stazioni, tutte da 150 kW e 350 kW e, alcune di queste, saranno anche completamente automatiche mentre sarà allargato a 18 il numero delle grandi aree urbane oggetto del piano. Per la California la seconda fase prevede altre 85 stazioni.

    È così che una soluzione intelligente, trovata con l’EPA – Environmental Protection Agency americana e con la californiana CARB – California air resources board dopo i problemi avuti con i test di omologazione delle auto diesel, sta per diventare per la Volkswagen, che ha creato e controlla Electrify America, un fondamentale punto di forza per preparare l’ondata di lanci di auto a batteria che tutti i suoi marchi stanno per intensificare.

    La novità del momento è rappresentata dalle batterie che arriveranno per “rinforzare” la rete di ricarica.

    Electrify America acquisterà dalla Tesla accumulatori da 350 kWh di capacità e 210 kW di potenza che saranno installati entro il 2019 in 100 stazioni di ricarica per “spalleggiare” un network che a metà dell’anno dovrebbe contare 900 stazioni e 5mila punti di ricarica.

    Per la collettività c’è così una visione dell’elettrificazione che parte dalle grandi direttrici, ovvero dal sistema Interstate Highways creato dal presidente Dwight Eisenhower e che è ancora il principale sistema circolatorio degli USA.

    Dunque elettrificare quest’ultimo vuol dire elettrificare la mobilità e renderla praticabile in un paese dove le grandi distanze percorse in automobile sono un’abitudine consolidata: le ultime statistiche della Federal Highway Admnistration parlano di 13.476 miglia all’anno (21.688 km) con punte di 18.858 miglia (30.349 km) per gli uomini tra i 35 e 54 anni, ben più elevate degli 11mila km percorsi in media da un’automobilista italiano.