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  • Canada incentivi a tutto campo per l’auto Zero Emissioni

    Anche in Canada incentivi a tutto campo per l’auto a Zero Emissioni.

    Per la prima volta il paese ora ha un programma di incentivi per l’auto elettrica e ibrida plug-in. Per quanto infatti appaia incredibile, il grande paese nordamericano non aveva mai approntato a livello federale una legge specifica ed erano stati sempre i singoli stati e gli enti locali ad aiutare la diffusione delle auto alla spina.

    Il piano degli incentivi Federali: elettrico e idrogeno

    Questo piano ora esiste e prevede lo stanziamento di 300 milioni di dollari canadesi (pari a 200 milioni di euro) per 3 anni e un incentivo fino a 5.000 dollari per l’acquisto di auto ad emissioni zero, elettrica o a idrogeno. E 2.500 dollari per le auto ibride plug-in purché abbiano un prezzo di listino inferiore a 45mila dollari che sale a 55mila per i veicoli a 7 posti.

    Queste soglie salgono rispettivamente a 55mila e 60mila dollari in caso di allestimenti più ricchi.

    L’incentivo viene riconosciuto anche per le auto in leasing per un periodo di almeno 48 mesi e diminuiscono in modo proporzionale per piani di finanziamento di durata inferiore. Il ministero dei trasporti ha già pubblicato la liste dei veicoli che possono accedere al programma e ha già annunciato che sarà aggiornato in base alle novità di mercato.

    Gli incentivi sono disponibili dal I maggio per veicoli acquistati dal 23 marzo 2019 fino al I gennaio 2024 e vi potranno accedere anche le flotte degli enti provinciali o comunali. Con un limite però di 10 veicoli all’anno.Anche per i privati vi è il limite di un incentivo all’anno.

    Il piano prevede inoltre per i veicoli ad emissioni zero la deduzione al 100% del costo della vettura e la detrazione fino a 55mila dollari.

    Si sommano agli incentivi statali di Quebec e British Columbia

    I piani si sommano a quelli statali del Quebec (fino a 8mila dollari) e del British Columbia (fino a 6mila dollari).

    Un mercato dell’auto grande come quello italiano

    Il mercato dell’auto canadese ha chiuso il 2018 con 2 milioni di auto vendute (-1,9%) dei quali il 2,2% sono elettriche con un aumento del 125% rispetto al 2017 e un parco circolante di 93mila unità.

    Gli ambiziosi Obiettivi del governo

    Il governo lancia in Canada incentivi a tutto campo perchè prevede che le vendite dei veicoli elettrici possano raggiungere il 4-6% nel 2025 e il 5-10% nel 2030. Ma vuole spingere per raggiungere il 10% nel 2025, il 30% nel 2030 e il 100% nel 2040.

    Questo vuol dire avere un parco circolante ad emissioni zero di 825mila unità nel 2025, di 2,7 milioni nel 2030 e di 14 milioni nel 2040 pari rispettivamente al 3%, 10% e 48% del totale del parco circolante.

    Nel piano il governo canadese ha previsto altri 130 milioni per lo sviluppo in 5 anni della infrastruttura di ricarica pubblica (che si aggiunge a quello da 97 milioni già in corso per il periodo 2016-2022).

    Le stazioni di ricarica e di rifornimento a idrogeno

    Al momento in Canada vi sono 4.263 stazioni di ricarica (527 rapide). Oltre a sole stazioni di rifornimento ad idrogeno: una pubblica (Mississauga, Ontario) e una della Shell (Vancouver, British Columbia), ma il piano è di portarle a 6. Mentre la Petro Canada ha annunciato l’installazione di 50 stazioni di ricarica fino a 350 kW sugli oltre 8mila km della rete Trans-Canada Highway.

    Il governo ha inoltre previsto 5 milioni per incentivare le case automobilistiche a introdurre nei listini nuovi modelli a zero emissioni e 800 milioni del Fondo Strategico di Innovazione riservati all’industria e alla filiera.

    L’Attenzione alla filiera industriale

    Il Canada, come l’Italia, è un paese produttore ed esportatore di automobili.

    In Canada incentivi a tutto campo significano tenere giustamente conto del fatto che nel 2018 sono state prodotte qui oltre 2 milioni di automobili. Sono presenti ben 5 costruttori (FCA, Ford, General Motors, Honda e Toyota) serviti da circa 700 diversi fornitori, alcuni di livello mondiale come la Magna (40,8 miliardi di dollari di fatturato).

    Ci sono poi realtà di assoluto riferimento nel campo dell’elettrificazione come la Ballard, specialista nelle celle a combustibile. E il gruppo di lavoro ad Halifax di Jeffrey Dahn, uno dei massimi esperti mondiali delle batterie al litio. L’industria dell’automobile canadese sviluppa un fatturato di 19 miliardi di dollari dando lavoro a 125mila persone nell’industria e 400mila impiegati nelle reti di vendita e assistenza.

    Il quadro internazionale

    La Norvegia, nazione-simbolo per l’elettrificazione dell’auto (clicca qui e LEGGI articolo Perchè la Norvegia è il paradiso delle auto elettriche), è quindi sempre meno sola.

    Se la capitale Oslo (clicca qui e LEGGI articolo A Oslo entro quattro anni solo Taxi elettrici e ricarica wireless), insegue una mobilità su quattro ruote a Zero Emissioni, anche in America le municipalità si muovono decise.

    Come dimostrato da Los Angeles nella sua attenzione alla diffusione di camion a idrogeno (clicca qui e LEGGI articolo) e da Chicago con il suo programma per l’energia da fonti rinnovabili (clicca qui e LEGGI articolo)

  • TOYOTA IL CAMION A IDROGENO SALPA DAL PORTO DI LOS ANGELES

    L’idrogeno rappresenta una delle soluzioni chiave in prospettiva della perfetta mobilità ad emissioni zero.
    Con ogni probabilità, farà partire il proprio sviluppo dai veicoli pesanti e dal trasporto delle merci.

    A questa prospettiva guarda il California Air Resource Board (CARB) che ha finanziato circa la metà del ZNZEFF (Zero and Near-Zero Emissions Freight Facilities), un piano da 82 milioni di dollari che servirà a fornire il porto di Los Angeles di un sistema di trasporto a idrogeno composto da 10 camion e 2 motrici a idrogeno più 2 nuove stazioni di rifornimento capaci di produrre oltre una tonnellata di idrogeno “verde” al giorno.

    I primi mezzi saranno realizzati sulla base di camion T680 Kenworth in collaborazione con la Toyota. Ciascun mezzo sarà dotato di due stack di fuel cell della Toyota Mirai e di una batteria tampone agli ioni di litio da 12 kWh.

    Il primo esemplare pilota è già stato realizzato nella primavera del 2017 e ha percorso oltre 10.000 miglia.

    E’ stato testato facendo la spola tra il porto di Los Angeles e quello di Long Beach (poco meno di 6 km e mezzo), ha una potenza di oltre 500 kW e 1.800 Nm di coppia con una portata di 80.000 libbre (oltre 36 tonnellate) e un’autonomia di oltre 200 miglia che sui nuovi esemplari dovrebbe essere portata a 300 miglia.

    Le stazioni di ricarica saranno invece realizzate dalla Shell e il sistema di rifornimento coinvolto potrà contare anche sulle altre 3 stazioni che la Toyota ha nell’area di Los Angeles.

    Lo ZNZEFF consentirà di evitare di emettere nell’atmosfera 462 tonnellate di anidride carbonica e 0,72 tonnellate di emissioni inquinanti tra NOX, idrocarburi incombusti e PM10. L’obiettivo per le aziende coinvolte è ovviamente valutare con attenzione la praticità, i costi e la loro scalabilità qualora i numeri crescessero.

    La filosofia del sistema logistico è quella del “shore to store” (dalla costa al negozio) e non coinvolgerà dunque solo l’interazione tra i due porti vicini, ma anche località verso l’interno come San Bernardino e Ontario che distano rispettivamente 90 e 120 km dall’approdo della Città degli Angeli il cui volume di merci scambiate è stato nel 2017 pari a 284 miliardi di dollari e dove nel 2016 sono transitati 8,86 milioni di container – quasi 4 volte il volume di traffico del porto di Genova e un quarto di quello di Shanghai – facendone il 14mo scalo al mondo secondo i dati della IAPH (Internation Association of Ports and Harbors).

    L’esperienza di Los Angeles sarà anche interessante per stabilire se l’idrogeno può reggere la concorrenza dell’elettrico puro, almeno per il trasporto pesante.

    Visto che ci sono più costruttori che stanno sviluppando camion a batteria convinti che anche in questo ambito gli elettroni presi alla spina vinceranno su quelli prodotti a bordo dalle fuel cell.

    Di sicuro, con l’allargamento della produzione e della rete di rifornimento, ci saranno benefici anche per le automobili ad idrogeno. Potrebbero dunque essere i porti uno degli hub dai quali far affermare un sistema di mobilità che sfrutta l’elemento chimico più diffuso in natura.