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  • Electrify America prepara il rifornimento robotizzato per le auto elettriche

    La stazione di rifornimento interamente automatizzata è in arrivo nel 2020. Ci sta lavorando Electrify America (https://www.fabioorecchini.it/electrify-america-anche-batterie-ad-alta-capacita-per-la-rete-di-ricarica-ultraveloce-negli-usa/) a San Francisco, in collaborazione con Stable e Black&Veatch. La prima è la ex Diatom Robostics, azienda che ha come missione il reinventare la stazione di rifornimento, la seconda è una società di consulenza e progettazione attiva sin dal 2015 e con un fatturato da 2,5 miliardi di dollari.

    Leggi l’articolo che spiega che cosa è Electrify America

    Il robot ci farà il pieno

    L’obiettivo primario è costruire una stazione di rifornimento completamente robotizzata per le flotte di auto elettriche a guida autonoma, campi nei quali la vicina Silicon Valley è all’avanguardia.  La stazione fornirà ricarica a 150 kW in corrente continua. Electrify America si occuperà degli aspetti che riguardano il collegamento alla rete e i sistemi di pagamento, Stable sovrintenderà l’intero progetto grazie alla propria competenza nel campo della robotica. Black&Veatch si occuperà infine dell’ingegnerizzazione del progetto.

    Electrify America e Stable

    Electrify America and Juliet

    Electrify America è nata invece nel 2016 ed è, con ogni probabilità, la più grande iniziativa al mondo per la costruzione di una rete di ricarica ultraveloce (fino a 350 kW). Ha un budget di 2 miliardi di dollari fino al 2027 e nasce per iniziativa di Volkswagen nell’ambito del rimborso per il Dieselgate. In parallelo, la casa tedesca in Italia sta portando avanti denominato Electrify Verona (https://www.fabioorecchini.it/electrify-verona-meglio-di-electrify-america-pali-della-luce-per-ricarica-auto-elettriche-video-sorveglianza-e-wi-fi/ e https://www.fabioorecchini.it/video-opinione-massimo-nordio-electrify-verona/), progetto pilota per altre città italiane di media grandezza. Volkswagen è anche impegnata nella creazione di una rete quanto più differenziata (vedi il progetto delle power bank per auto elettriche https://www.fabioorecchini.it/volkswagen-power-bank-per-auto-elettriche/).

    Leggi l’articolo su Electrify Verona e la video opinione sull’argomento con l’intervista a Massimo Nordio

    Tanti tipi di ricarica

    Tali progetti assumono inoltre un valore più ampio alla luce dei nuovi accordi con Ford e che riguardano proprio l’auto elettrica e la guida autonoma. La rete di Electrify America potrebbe dunque essere funzionale anche per la nuova alleanza. I nuovi sistemi di rifornimenti robotizzati potrebbero essere utili per gli altri tipi di flotte (car sharing, veicoli commerciali, noleggio, ride sharing, etc) e le normali auto elettriche. La differenziazione dei sistemi di ricarica non soltanto per livello di potenza, ma anche per tipologia di servizio, contribuirà sicuramente alla creazione di una segmentazione all’interno di un mercato in piena evoluzione: da chi vuole risparmiare e vuole farsi tutto da solo fino al self service completamente automatizzato.

    Herbert Diess e Jim Hackett

  • IL RUGGITO – NON BASTA DIRE TESLA

    DI MARIO CIANFLONE – GIORNALISTA DEL SOLE 24 ORE
    Fenomeno Tesla.
    Sulla casa di Elon Musk si è detto tutto e il contrario di tutto. Certo innovativa, ma con non pochi problemi che spaziano dalla produzione al design (datato quello della Model S, anonimo quello della Model 3).

    Ma in pochi ricordano che quello di Tesla è un fenomeno regionale, confinato a un’area, quella della Silicon Valley in California.

    Oltre i confini della ex terra dei chip e dei computer e ora patria soprattutto di service e social media company, il fenomeno Tesla diventa rarefatto fino a diventare evanescente.

    Di Tesla, auto che è bene ricordare appartengono al segmento premium e luxury, non se ne vedono. La loro apparizione è un miraggio. Eccezion fatta che per la Norvegia dove a botte di incentivi un paese che produce petrolio sta elettrificando la sua mobilità.

    La straordina concentrazione di Tesla nella contea di Santa Clara, tra i parcheggi del quartier generale di Intel e quello di Facebook fa riflettere. Per non parlare di Cupertino dove c’è la Apple.

    Del resto tra la Mela e la casa di Musk ci sono molte similitudini che spaziano dalla “gestione” dei media e della stampa alla creazione di una chiesa di utenti-adepti.

    E basta aver la fortuna di fare un giro da quelle parti per capire che Tesla è un fenomeno sovrastimatimato ma ben messo sotto i riflettori della Silicon Valley che crea miti e religioni tecnologiche a ciclo continua.

    Quale sarà la prossima?