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  • Stop alle auto benzina e diesel dal 2035, l’82% degli Italiani è favorevole

    La ricerca realizzata da Arval Mobility Observatory, la piattaforma di ricerca e di scambio di informazioni nell’ambito della mobilità, in collaborazione con Doxa, parla chiaro.

    Una larghissima maggioranza degli Italiani è favorevole all’abbandono dal 2035 delle auto con motore a combustione interna.

    Arval Mobility Observatory logo

    Risultato inatteso

    L’attenzione degli Italiani nei confronti della sostenibilità va molto oltre le aspettative.

    Ho partecipato direttamente al gruppo di lavoro che ha messo a punto gli argomenti da sviluppare con la Doxa per comprendere quale fosse il pensiero del Paese su argomenti cruciali per la mobilità del futuro.

    Beh, nessuno di noi si sarebbe aspettato che il 66% dei nostri connazionali fosse a conoscenza della proposta contenuta nel Piano della Commissione Europea “Fit for 55”, il pacchetto di riforme proposte all’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas serra presentato nel mese di luglio 2021.

    Fit for 55 European Commission

    Proprio quel piano prevede, dal 2035, l’obbligo per le case costruttrici di commercializzare in Europa solo auto a zero emissioni.

    Quattro su cinque sono favorevoli

    Ma non è tutto, perchè addirittura l’82% dei rispondenti si dichiara favorevole rispetto a quell’indicazione.

    Stop benzina diesel

    Più di quattro Italiani su cinque, quindi, ritengono che vada presa una decisione netta e precisa: basta motori inquinanti entro quattordici anni a partire da oggi.

    Auto protagonista assoluta della mobilità

    L’auto si conferma ancora il principale mezzo di trasporto a cui ricorrono gli Italiani: l’87%, infatti la usa almeno una volta a settimana, il 63% tutti i giorni o quasi.

    E se oggi il 77% dichiara di avere un veicolo diesel o benzina, per il futuro si prospetta una vera svolta green.

    Per due Italiani su tre la prossima auto sarà elettrificata

    È pari al 64% la quota di coloro che sceglierà come prossima auto un veicolo ibrido (45%) o elettrico (19%).

    Auto elettrica disegno

    Il 66% degli intervistati ritiene che la maggior diffusione delle auto elettriche avrà un impatto positivo sull’ambiente. Alcune preoccupazioni sono tuttavia ancora presenti, come l’accessibilità economica (per il 78% degli intervistati) e la gestione del fine vita delle batterie (per l’87% del campione). 

    Voglia di mobilità sostenibile

    Una mobilità sostenibile, però, non passa solamente per le auto elettrificate. 8 intervistati su 10 ritengono che l’offerta combinata di differenti opzioni contribuisca a una mobilità più ecologica e l’82% auspica la diffusione di soluzioni che permettano la gestione integrata delle diverse possibilità di mobilità secondo un approccio MaaS (Mobility as a Service). 

    Mobilità

    Molto apprezzata dai connazionali anche la mobilità “dolce”: ben l’84% si dichiara a favore con la linea delle amministrazioni delle grandi città che incentiva le forme di mobilità alternative all’automobile, come ad esempio la creazione di piste ciclabili.

    Da evidenziare che il 56% si è dichiarato molto favorevole, percentuale che sale al 75% nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni.

    Proprietà in declino

    Alla luce di tutto questo, sono più del 20% i rispondenti che pensano che in un prossimo futuro non avranno bisogno dell’auto di proprietà. Tra le alternative, il noleggio conquista il primo posto con il 31% delle preferenze. Segue il ricorso ad altri mezzi di proprietà, tra cui bici, monopattino e scooter (27%) e il car sharing (25%).

    La lettura dei dati

    “Dalla ricerca – dichiara Massimiliano Abriola, Head of Strategy, Consulting & Arval Mobility Observatory – affiora un senso di urgenza per un approccio sistemico alle sfide che viviamo, in cui la mobilità è percepita cruciale per il raggiungimento di più vasti obiettivi di sostenibilità

    Massimiliano Abriola Arval

    Molto significativa è la conoscenza emersa sulle evoluzioni normative, che conferma il grande interesse delle persone per una mobilità più sostenibile, connessa e integrata con soluzioni di micromobilità e microusabilità, considerate un viatico per tornare al pieno esercizio delle libertà individuali e collettive”.