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  • Intrigo cinese in Europa, auto elettrica a batterie e non a idrogeno

    C’è un vero e proprio intrigo cinese dietro le grandi manovre che stanno interessando l’auto elettrica a batterie nel confronto, soprattuto in Europa, con l’auto a idrogeno.

    Anzi, contro l’auto a idrogeno. Perchè se in un futuro fatto di fonti rinnovabili e vettori energetici utilizzabili a zero emissioni c’è chiaramente spazio per entrambe le soluzioni, nell’auto c’è chi non la pensa così.

    Clicca qui e leggi Oltre il petrolio, siamo nell’era dei vettori energetici.

    Cina leader dell’elettrico a batterie

    L’intrigo cinese su auto elettrica a batterie e a idrogeno parte dal dato di fatto che la Cina è leader mondiale nel settore delle batterie al litio. Non soltanto nella produzione ma ormai anche nello sviluppo, nonché nell’approvvigionamento dei materiali chiave. Dal litio, al cobalto, al nichel e al manganese.

    Una filiera ben costruita e difesa con decisione e abilità dal governo di Pechino.

    Xi Jinping parata cinese

    Corea e Giappone avanti sull’idrogeno

    La Cina adesso passa però dalla difesa all’attacco.

    In prima linea nell’auto elettrica mondiale ci sono anche i Coreani e i Giapponesi. Entrambi – come la Cina – vantano un’industria di primo piano per lo sviluppo e la produzione delle batterie e delle auto.

    La coreana Hyundai e la giapponese Toyota sono però leader anche nel campo dell’auto a idrogeno, con la Hyundai Nexo e la Toyota Mirai che rappresentano i riferimenti mondiali dell’avanzamento tecnologico nella trazione con fuel cell.

    Clicca qui e leggi Hyundai Nexo a idrogeno, la mia prova su strada in centro a Milano.

    Clicca qui e leggi Toyota Mirai a idrogeno, un’auto del futuro – la mia prova faccia a faccia.

    La stessa cosa non vale, al momento, per le case auto cinesi. Ma proprio nel 2019 è partito un programma nazionale di sviluppo nel settore che mira a un milione di vetture a idrogeno in Cina entro il 2030.

    L’intrigo cinese parte dall’Europa

    In Europa le case auto cinesi hanno acquisito importanti quote di proprietà in marchi di primissimo piano.

    Intrigo cinese auto l'elettrica e idrogeno

    L’intrigo cinese su auto elettrica a batterie e a idrogeno, quindi, trova proprio qui da noi il suo terreno ideale. Apparentemente neutrale rispetto ai mercati interni di Cina, Corea e Giappone ma in realtà molto sbilanciato.

    La Volvo è controllata dalla cinese Geely, che ha una partecipazione molto forte anche nella Daimler e ha portato direttamente in Cina la sede della Smart.

    La cinese Dongfeng è azionista di primo piano della PSA (Peugeot, Citroen, Opel, DS) e anche la gloriosa Lotus appartiene da qualche anno al gruppo Geely.

    Daimler abbandona le auto a idrogeno

    La notizia di questi giorni per quanto riguarda l’idrogeno è nell’alleanza tra Volvo e Daimler per produrre camion fuel cell. Nel settore del trasporto su gomma a lunga percorrenza l’idrogeno è in effetti candidato al successo nel prossimo decennio.

    In Europa lanceranno veicoli pesanti a idrogeno proprio la Toyota e la Hyundai. E anche la Iveco sarà sul mercato nei prossimi anni grazie all’accordo con l’americana Nikola in un’operazione nella quale è presente anche la Bosch.

    Camion elettrico a idrogeno Nikola Bosch

    Se si accelera sul camion, però, in Europa si frena sull’auto a idrogeno. La Daimler infatti, ha annunciato l’abbandono delle auto con celle a combustibile, di cui è stata pioniera fin dalla prima generazione delle celle con tecnologia PEM alla fine degli anni Novanta.

    La regia della cinese Geely in tutto questo appare determinante. Il gruppo cinese, possiede il 7,9% di Volvo Group (con il 15,7% di diritto di voto) e il 9,7% di Daimler attraverso la Tenaciou3 Prospect Investment Ltd.

    Clicca qui e leggi Daimler con Volvo per i camion a idrogeno, ma abbandona le auto fuel cell.

    Il disegno cinese, imporre l’auto elettrica e imparare sull’idrogeno

    La strategia è presto detta. La Cina utilizza al massimo delle sue possibilità l’influenza sull’auto europea per far avanzare l’auto con batterie ricaricabili.

    Garantisce così un grande mercato alle sue potenzialità sulle batterie al litio e permea profondamente l’industria europea anche dal punto di vista tecnologico, oltre che finanziario.

    Intrigo cinese auto elettrica e idrogeno

    Al tempo stesso fa rallentare l’Europa sull’auto a idrogeno, togliendo possibili sbocchi a Coreani e Giapponesi. E limitando anche l’ulteriore avanzamento tecnologico dell’industria europea nel settore, quando invece le conoscenze da noi in quest’area sono tradizionalmente di primo livello.

    Per l’idrogeno in Europa rimane così soltanto la nicchia dei camion, dove è più facile essere competitivi visti i diversi spazi a bordo e il minor peso economico dell’infrastruttura di rifornimento. Dove quindi anche i marchi cinesi potranno presto trovare spazio.

    Mentre l’auto a idrogeno può crescere indisturbata e in modo controllato sul mercato interno, quello cinese. Accompagnando l’industria nazionale in una crescita tecnologica che, quando sarà il momento, la renderà protagonista anche in questo…

  • Asse Italia-Cina, andrà oltre l’emergenza Coronavirus

    Asse Italia-Cina come possibile sviluppo dei segnali di amicizia scambiati tra i due paesi durante l’emergenza, che li ha colpiti entrambi in modo pesante.

    La storia non stava prendendo la migliore delle pieghe possibili, quando in Italia qualche scellerato ha pensato bene di prendersela coi Cinesi presenti nelle nostre città, soltanto per la loro origine, all’inizio dell’emergenza Coronavirus.

    Ci ha pensato il Presidente Mattarella

    Il Presidente della Repubblica Mattarella è sceso opportunamente in campo per dare un segnale forte al governo cinese.

    La visita del 6 febbraio alla scuola Manin del quartiere Esquilino a Roma – frequentata da molti bambini di origine cinese – è il nostro biglietto ufficiale di scuse e amicizia alla Cina.

    Mattarella costruisce l'asse Italia-Cina

    Il presidente cinese Xi Jinping ha gradito e – in occasione di un successivo ulteriore segnale di amicizia, rappresentato dal concerto di una pianista di origini cinesi al Quirinale – ha inviato attraverso l’ambasciatore cinese a Roma un messaggio contenente frasi molto chiare.

    “La scorsa settimana  Lei ha voluto incontrare gli studenti di una scuola elementare presso un quartiere di Roma in cui la comunità cinese è molto numerosa – ha scritto Xi Jinping a Mattarella – e ha voluto organizzare un concerto straordinario di una pianista di origini cinesi. Si tratta di gesti concreti che mostrano come la vera amicizia si veda nel momento del bisogno e io ne sono profondamente commosso”.

    Adesso gli aiuti dalla Cina

    La storia di questi giorni è nota, grazie al nuovo asse Italia-Cina sono arrivate apparecchiature e dotazioni personali di cui l’Italia ha urgente bisogno.

    medici cinesi asse Italia-Cina coronavirus

    Da notare il fatto che che i nostri parenti-serpenti europei si sono guardati dal volercele vendere.

    Si badi bene: vendere, nessuno ha chiesto di regalare…

    Aiuti grazie all'asse Italia-Cina

    I Cinesi, allora, si sono fatti avanti. Non si tratta di beneficienza, sia chiaro. Noi abbiamo aiutato concretamente la Cina nel momento dell’emergenza, prendendo spunto dalle mosse diplomatiche di Mattarella per inviare materiali utili e un pieno sostegno medico-scientifico.

    Asse Italia-Cina medici coronavirus

    La rete scientifica

    La rete scientifica sull’asse Italia-Cina è anche quella che ci ha aiutato ad arrivare presto all’utilizzo del farmaco anti-artrite Tocilizumab per tentare la cura dei pazienti afflitti dalle polmoniti più gravi e ricoverati nelle terapie intensive.

    In questo caso è l’asse Napoli-Cina quello che fa la differenza.

    Il team di super-dottori capitanato dal dott. Paolo Ascierto e nato dalla collaborazione tra l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “Pascale” e l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli si è infatti confrontato con il collega cinese dottor Wei Haiming Ming del First Affiliated Hospital of University of Science and Technology of China, prima di dar seguito alla brillante intuizione di utilizzare il farmaco anti-artrite Tocilizumab della Roche.

    Paolo Antonio Ascierto

    La task force di esperti guidata da Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “Pascale” di Napoli, Franco Buonaguro, direttore di Biologia Molecolare e Oncogenesi virale del Pascale, e Vincenzo Montesarchio, direttore Oncologia dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, ha ora sviluppato un protocollo nazionale per estendere ad altri centri in Italia l’impiego di Tocilizumab nei pazienti contagiati da coronavirus che si trovano in condizioni molto critiche.

    Il nuovo asse ha un futuro

    L’Italia imprenditoriale ha grandi interessi in Cina. Si tratta di impianti produttivi, avviati ormai da anni anche da consorzi di piccole e medie imprese, oltre che dalle aziende più grandi.

    Il mercato cinese è il più ricco, importante e dotato di rosea prospettiva per due settori strategici per l’economia italiana, come la moda e il turismo.

    Quando si tratterà di ripartire dopo lo shock del Coronavirus, il nostro paese – come molti altri che probabilmente si troveranno nei prossimi mesi ad affrontare analoghe difficoltà – avrà di fronte uno spartiacque netto tra passato e futuro.

    Asse Italia-Cina presidenti Mattarella e Xi Jinping

    Nulla sarà come prima. E l’asse con la Cina potrà continuare anche su ambiente ed energia, oltre che su medicina, moda, industria manifatturiera, turismo.

    Ci sarà da ricostruire. E il nuovo-vecchio amico cinese potrà essere un valido interlocutore.

    Grazie alla via aperta da Marco Polo, per primo tra gli occidentali, se sapremo fare attenzione al pericolo che c’è ovviamente quando si abbraccia un gigante, recupereremo velocemente e con forza un ruolo in Europa e nel mondo anche grazie al rapporto con la Cina.