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  • Faccia a faccia – La mia prova della Honda Cr-v Hybrid

    l’ibrido DELLA Honda TORNA FINALMENTE sul mercato IN EUROPA, ECCO IL MIO FACCIA A FACCIA

    HO PROVATO LA PRIMA HONDA INSIGHT IBRIDA NEL 1999 ED E’ STATA UNA GRANDE EMOZIONE. SEMBRAVA DI ESSERE A BORDO DI UN’AUTO DEL FUTURO ED ERA VERAMENTE COSI, OGGI L’IBRIDO è PER TUTTI.

    Il lancio vent’anni fa

    La Honda, che insieme alla Toyota è stata protagonista vent’anni fa del lancio dei primi modelli con doppia motorizzazione sui principali mercati mondiali, compreso quello italiano, con l’arrivo del Suv CR-V Hybrid riprende di diritto un posto in prima fila nella corsa verso la diffusione della trazione elettrica.

    L’ibrido è “metà elettrico” e questo non va mai dimenticato. Chi guida un’auto ibrida inizia a guidare una vettura con trazione elettrica a bordo.

    La prova

    Ho guidato il nuovo Honda CR-V Hybrid su un percorso misto, con tratti autostradali, extraurbani e anche stradine e vicoli all’interno dei paesini dell’Andalusia. Il faccia a faccia con la Honda CR-V Hybrid dà un’esperienza di guida nuova e interessante.

    Ciò che conta per un ibrido Full-Hybrid è la percorrenza in modalità Zero Emissioni in ogni condizione di marcia, unita all’economia in termini di consumo e alla riduzione delle emissioni inquinanti.

    L’auto ibrida è un’astronave che prende l’automobilista sulla Terra, dove le auto camminano soltanto grazie alla benzina o al gasolio, e lo porta a esplorare un altro pianeta fatto di guida in elettrico e Zero Emissioni.

    Questo la Honda CR-V Hybrid lo fa egregiamente. Alla guida viene voglia di utilizzare l’elettrico, capire come sia possibile che una batteria così piccola e un motore che la ricarica continuamente possano offrire un’esperienza al volante di grande confort a chi ha voglia di esplorare.

    Un nuovo tipo di ibrido

    I tecnici giapponesi sono reticenti nel dire quale sia la capacità energetica della batteria al litio. Quando li incontro a pranzo a Siviglia, però, di fronte a un piatto con troppa cipolla e dopo numerose ipotesi e piccole insistenze, si lasciano scappare che la capacità della batteria è di 1,4 kWh. Nonostante la capacità molto limitata, l’accumulatore si dimostra in grado di garantire percepibili percorrenze in modalità elettrica.

    Le informazioni fornite dalla Honda indicano che l’auto può percorrere fino a due chilometri in solo elettrico partendo da fermo.

    Il dato è tra quelli richiesti da alcuni clienti che si avvicinano all’auto ibrida per la prima volta. Chi già guida un modello Full-Hybrid sa bene che questo numero non ha alcun significato.

    Il faccia a faccia finisce con un viaggio in autostrada da Siviglia a Malaga. La guida autostradale non è il terreno preferito delle auto ibride, migliori certamente sul misto e in città.

    Eppure il saluto è un convinto “Arrivederci”, perché la trazione esclusivamente elettrica (con il motore a benzina che ricarica in tempo reale le batterie) a 120 km/h si dimostra capace di riprese impossibili per un’auto dotata esclusivamente di motore a combustione interna (sia Diesel, che a benzina) e l’auto elettrificata conferma la sua caratteristica principale:

    Se guidi un’auto con a bordo una motorizzazione elettrica, non vuoi più tornare indietro.

    Clicca qui e LEGGI l’approfondimento su COME FUNZIONA il sistema ibrido Full-Hybrid della Honda.

  • VIDEO SFIDA – ROBOTAXI BUSINESS DELL’AUTO A GUIDA AUTONOMA

    La guida autonoma sta arrivando a bordo di ogni auto ma c’è un segreto nel suo sviluppo che sta sfuggendo a tutti.

    Ci sono cinque livelli della SAE (Society of Automotive Engineers) che la descrivono, fino al quarto livello SAE possiamo dire che la vettura sia un’automobile.

    Col quinto livello SAE di automazione non c’è dubbio, l’auto diventa un robot. Ed è qui che inizia l’affare.

    L’auto automatizzata non nasce per far riposare il guidatore, ma per renderlo superfluo.

    Aprendo incredibili opportunità di mercato, di affari, di fatturazione. Il cosiddetto robotaxi, dalle nostre parti poco trattato, è oggetto di enormi investimenti e sviluppo in America e in Asia. Stati Uniti, Giappone, Cina su tutti.

     

    GLI SFIDANTI. FORZE E DEBOLEZZE

    Gli automobilisti. Non sono al centro dello sviluppo ma con l’automazione possono avere i loro benefici. Anzi, ne hanno già avuti molti con l’arrivo di tutte le componenti che man mano stanno salendo a bordo: dall’Abs in poi non è più chi è al posto di guida ad avere il controllo completo dell’auto. Sono forti perché rappresentano il mercato di oggi, ma sono deboli perché potrebbero diventale marginali nel mercato di domani.

    I costruttori di auto. Sono loro a introdurre oggi le innovazioni più importanti e visibili. Ma non sono stati loro a iniziare il processo, che è stato spinto da Google, forse da Apple, poi da Uber e altri operatori che non sono ancora nel mondo dell’auto, oppure guadagnano sulla corsa in auto – non sulla vendita del singolo veicolo. I marchi auto tradizionali sono combattuti tra il coccolare il loro cliente attuale, che vuole guidare ed emozionarsi facendolo, oppure inseguire quello che forse sarà il cliente futuro. Come tutti i leader hanno paura di perdere la leadership e questo può essere un loro limite.

    Le società presenti e future che offrono servizi di mobilità. Uber, Waymo di Google, molte start-up cinesi e americane, forse MyTaxi e Car2go della Daimler. Per loro l’auto completamente automatica è certamente fonte di guadagno. Hanno il mercato attuale delle corse a pagamento, sono candidati ad avere anche quello futuro con margini ancora più elevati. Però hanno bisogno dei costruttori se vogliono auto fatte bene, perché costruire un veicolo per la strada non è affatto banale. Waymo-Google fa scuola, avendo iniziato da sola ed essendo poi passata a prendere le auto da Fiat Chrysler e Jaguar Land Rover. Poi c’è la Tesla. Che sembra aver previsto già tutto. Oggi auto elettriche per clienti, domani vendita di corse in auto col Tesla Network. La flotta? Quella dei clienti di oggi, che domani potranno riguadagnare il denaro speso per l’acquisto mettendo i loro veicoli a sistema.

     

    CHE FUTURO FA

    L’auto completamente automatica sta nascendo. A Phoenix in Arizona la Waymo sta iniziando a offrire corse di utilità quotidiana a utilizzatori qualunque, preregistrati online in una campagna di arruolamento che è già iniziata. Tutti i costruttori cercano di attrezzarsi ma hanno il problema di sempre. Il loro settore storico è un altro, la loro cultura è un’altra. Per cambiare dovrebbero forse rinnegarla e non lo faranno mai.

     

    dico la mia, perché le cose possono cambiare. E spesso è meglio che cambino.

    La mia opinione è che l’automazione della guida vada bene, se nasce nel modo giusto.

    Auto autonoma e auto a emissioni zero, anche se potrebbero essere due cose diverse, devono diventare sinonimi.

    Dobbiamo fare attenzione, però. Perché l’auto senza emissioni può e deve nascere prima, a prescindere dal fatto che si sviluppi o meno l’automazione. E deve essere per tutti.

    L’Italia deve accorgersi dell’enorme occasione che c’è all’orizzonte, ogni rivoluzione tecnologica porta con sé la possibilità di creare posti di lavoro e benessere. Non va mai sottovalutata.