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  • VIDEO SFIDA – AUTO ELETTRICA RIVOLUZIONE SENZA ISTRUZIONI PER L’USO

    Tutti dicono elettrico. Il nostro smartphone si ricarica e ha le batterie, lo stesso vale per il nostro tablet.
    sono elettrici anche il computer, il forno, la lavatrice, la lavastoviglie e così via per un elenco lunghissimo che attraversa la nostra vita attuale. E poi il treno, il tram, la metropolitana.
    La cosa più ovvia pare che diventi ricaricabile con la corrente ELETTRICA anche la nostra auto.

    Viene da dire che ormai lo sanno anche i sassi: l’auto del futuro è elettrica.

    Il problema è capire quando arriverà questo futuro. Perché oggi di auto elettriche in giro se ne vedono veramente poche. E qualche motivo ci deve essere.

    GLI SFIDANTI. FORZE E DEBOLEZZE.

    I clienti tecnologici e conservatori.

    I tecnologici sono quelli che pensano che con la tecnologia riusciremo a fare tutto, anzi spesso lo possiamo già fare. L’auto elettrica è nelle loro corde e se hanno abbastanza denaro e le condizioni minime necessarie, cioè la possibilità economica, un garage e un punto di ricarica a casa e al lavoro, la comprano subito.

    Non sono abbastanza, però, per rappresentare realmente un mercato di sufficienti dimensioni.

    Inoltre spesso, oltre all’auto elettrica, hanno anche un’auto convenzionale o accesso a altre modalità di spostamento.

    I conservatori vogliono dall’auto di domani perlomeno ciò che hanno dall’auto di oggi. Nulla di meno e, anzi, qualcosa in più.

    Non sono disposti a spendere di più per averla, non vogliono aspettare ore per una ricarica, vogliono la stessa autonomia che garantisce oggi un pieno di diesel, vogliono poter rifornire la loro auto al bisogno, senza programmazione, e con una grande rete di distributiva a disposizione e ricariche velocissime.

    Le case auto di oggi e di domani.

    La grande sfida è tra le case auto di oggi, quelle che hanno già molti clienti, spesso anche soddisfatti, tra i conservatori, e le case di domani.

    Una su tutte la Tesla ma ne stanno arrivando altre pronte a cogliere l’onda dell’auto elettrica e magari anche della guida autonoma.

    Come la Dyson, che dagli aspirapolvere senza filo trae risorse da investire nell’auto elettrica e arriverà in un paio d’anni sul mercato, chissà forse Apple e certamente Uber, Google e moltissime start-up americane e asiatiche. La differenza tra case di oggi e di domani è nella possibilità di abbracciare il futuro senza rendere di colpo vecchio il presente. Chi è forte oggi ha i clienti. Non può rischiare di perderli. Chi arriva dal nulla non ha clienti e questo qualche problema lo crea. Ma può rischiare il tutto per tutto.

    CHE FUTURO FA.

    Il mercato parla chiaro, le auto elettriche quando va bene sono a pochi punti percentuali delle vendite.

    Stanno vincendo i conservatori ma questo crea un problema grosso.

    Perché tra i tecnologi ci sono le nuove generazioni e l’auto rischia di non saperle intercettare in tempo. Le case di oggi soprattutto, rischiano di saperli può attirare.

    DICO LA MIA. PERCHE’ LE COSE POSSONO CAMBIARE. E SPESSO E’ MEGLIO CHE CAMBINO.

    La mia opinione è che l’auto non si possa permettere di non avere un futuro.

    Questa volta la minoranza deve vincere sulla maggioranza, anche se lo squilibrio potrebbe sembrare schiacciante.

    L’auto ha ancora una volta l’occasione di essere protagonista del cambiamento, le Zero Emissioni allo scarico sono una condizione necessaria perché possa continuare a essere un prodotto guida .

    La mobilità del futuro è fatta di trasporti collettivi e condivisi, corse a chiamata – anche senza conducente – ma non deve farci rinunciare alla libertà, all’intimità e alla bellezza che può regalare un’auto.

  • Faccia a faccia – La mia prova della Honda Cr-v Hybrid

    l’ibrido DELLA Honda TORNA FINALMENTE sul mercato IN EUROPA, ECCO IL MIO FACCIA A FACCIA

    HO PROVATO LA PRIMA HONDA INSIGHT IBRIDA NEL 1999 ED E’ STATA UNA GRANDE EMOZIONE. SEMBRAVA DI ESSERE A BORDO DI UN’AUTO DEL FUTURO ED ERA VERAMENTE COSI, OGGI L’IBRIDO è PER TUTTI.

    Il lancio vent’anni fa

    La Honda, che insieme alla Toyota è stata protagonista vent’anni fa del lancio dei primi modelli con doppia motorizzazione sui principali mercati mondiali, compreso quello italiano, con l’arrivo del Suv CR-V Hybrid riprende di diritto un posto in prima fila nella corsa verso la diffusione della trazione elettrica.

    L’ibrido è “metà elettrico” e questo non va mai dimenticato. Chi guida un’auto ibrida inizia a guidare una vettura con trazione elettrica a bordo.

    La prova

    Ho guidato il nuovo Honda CR-V Hybrid su un percorso misto, con tratti autostradali, extraurbani e anche stradine e vicoli all’interno dei paesini dell’Andalusia. Il faccia a faccia con la Honda CR-V Hybrid dà un’esperienza di guida nuova e interessante.

    Ciò che conta per un ibrido Full-Hybrid è la percorrenza in modalità Zero Emissioni in ogni condizione di marcia, unita all’economia in termini di consumo e alla riduzione delle emissioni inquinanti.

    L’auto ibrida è un’astronave che prende l’automobilista sulla Terra, dove le auto camminano soltanto grazie alla benzina o al gasolio, e lo porta a esplorare un altro pianeta fatto di guida in elettrico e Zero Emissioni.

    Questo la Honda CR-V Hybrid lo fa egregiamente. Alla guida viene voglia di utilizzare l’elettrico, capire come sia possibile che una batteria così piccola e un motore che la ricarica continuamente possano offrire un’esperienza al volante di grande confort a chi ha voglia di esplorare.

    Un nuovo tipo di ibrido

    I tecnici giapponesi sono reticenti nel dire quale sia la capacità energetica della batteria al litio. Quando li incontro a pranzo a Siviglia, però, di fronte a un piatto con troppa cipolla e dopo numerose ipotesi e piccole insistenze, si lasciano scappare che la capacità della batteria è di 1,4 kWh. Nonostante la capacità molto limitata, l’accumulatore si dimostra in grado di garantire percepibili percorrenze in modalità elettrica.

    Le informazioni fornite dalla Honda indicano che l’auto può percorrere fino a due chilometri in solo elettrico partendo da fermo.

    Il dato è tra quelli richiesti da alcuni clienti che si avvicinano all’auto ibrida per la prima volta. Chi già guida un modello Full-Hybrid sa bene che questo numero non ha alcun significato.

    Il faccia a faccia finisce con un viaggio in autostrada da Siviglia a Malaga. La guida autostradale non è il terreno preferito delle auto ibride, migliori certamente sul misto e in città.

    Eppure il saluto è un convinto “Arrivederci”, perché la trazione esclusivamente elettrica (con il motore a benzina che ricarica in tempo reale le batterie) a 120 km/h si dimostra capace di riprese impossibili per un’auto dotata esclusivamente di motore a combustione interna (sia Diesel, che a benzina) e l’auto elettrificata conferma la sua caratteristica principale:

    Se guidi un’auto con a bordo una motorizzazione elettrica, non vuoi più tornare indietro.

    Clicca qui e LEGGI l’approfondimento su COME FUNZIONA il sistema ibrido Full-Hybrid della Honda.

  • VIDEO SFIDA – ROBOTAXI BUSINESS DELL’AUTO A GUIDA AUTONOMA

    La guida autonoma sta arrivando a bordo di ogni auto ma c’è un segreto nel suo sviluppo che sta sfuggendo a tutti.

    Ci sono cinque livelli della SAE (Society of Automotive Engineers) che la descrivono, fino al quarto livello SAE possiamo dire che la vettura sia un’automobile.

    Col quinto livello SAE di automazione non c’è dubbio, l’auto diventa un robot. Ed è qui che inizia l’affare.

    L’auto automatizzata non nasce per far riposare il guidatore, ma per renderlo superfluo.

    Aprendo incredibili opportunità di mercato, di affari, di fatturazione. Il cosiddetto robotaxi, dalle nostre parti poco trattato, è oggetto di enormi investimenti e sviluppo in America e in Asia. Stati Uniti, Giappone, Cina su tutti.

     

    GLI SFIDANTI. FORZE E DEBOLEZZE

    Gli automobilisti. Non sono al centro dello sviluppo ma con l’automazione possono avere i loro benefici. Anzi, ne hanno già avuti molti con l’arrivo di tutte le componenti che man mano stanno salendo a bordo: dall’Abs in poi non è più chi è al posto di guida ad avere il controllo completo dell’auto. Sono forti perché rappresentano il mercato di oggi, ma sono deboli perché potrebbero diventale marginali nel mercato di domani.

    I costruttori di auto. Sono loro a introdurre oggi le innovazioni più importanti e visibili. Ma non sono stati loro a iniziare il processo, che è stato spinto da Google, forse da Apple, poi da Uber e altri operatori che non sono ancora nel mondo dell’auto, oppure guadagnano sulla corsa in auto – non sulla vendita del singolo veicolo. I marchi auto tradizionali sono combattuti tra il coccolare il loro cliente attuale, che vuole guidare ed emozionarsi facendolo, oppure inseguire quello che forse sarà il cliente futuro. Come tutti i leader hanno paura di perdere la leadership e questo può essere un loro limite.

    Le società presenti e future che offrono servizi di mobilità. Uber, Waymo di Google, molte start-up cinesi e americane, forse MyTaxi e Car2go della Daimler. Per loro l’auto completamente automatica è certamente fonte di guadagno. Hanno il mercato attuale delle corse a pagamento, sono candidati ad avere anche quello futuro con margini ancora più elevati. Però hanno bisogno dei costruttori se vogliono auto fatte bene, perché costruire un veicolo per la strada non è affatto banale. Waymo-Google fa scuola, avendo iniziato da sola ed essendo poi passata a prendere le auto da Fiat Chrysler e Jaguar Land Rover. Poi c’è la Tesla. Che sembra aver previsto già tutto. Oggi auto elettriche per clienti, domani vendita di corse in auto col Tesla Network. La flotta? Quella dei clienti di oggi, che domani potranno riguadagnare il denaro speso per l’acquisto mettendo i loro veicoli a sistema.

     

    CHE FUTURO FA

    L’auto completamente automatica sta nascendo. A Phoenix in Arizona la Waymo sta iniziando a offrire corse di utilità quotidiana a utilizzatori qualunque, preregistrati online in una campagna di arruolamento che è già iniziata. Tutti i costruttori cercano di attrezzarsi ma hanno il problema di sempre. Il loro settore storico è un altro, la loro cultura è un’altra. Per cambiare dovrebbero forse rinnegarla e non lo faranno mai.

     

    dico la mia, perché le cose possono cambiare. E spesso è meglio che cambino.

    La mia opinione è che l’automazione della guida vada bene, se nasce nel modo giusto.

    Auto autonoma e auto a emissioni zero, anche se potrebbero essere due cose diverse, devono diventare sinonimi.

    Dobbiamo fare attenzione, però. Perché l’auto senza emissioni può e deve nascere prima, a prescindere dal fatto che si sviluppi o meno l’automazione. E deve essere per tutti.

    L’Italia deve accorgersi dell’enorme occasione che c’è all’orizzonte, ogni rivoluzione tecnologica porta con sé la possibilità di creare posti di lavoro e benessere. Non va mai sottovalutata.