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  • Salone di Ginevra annullato per Coronavirus.

    La notizia che il Salone di Ginevra 2020 potesse essere annullato, a causa delle incertezze legate alla diffusione del Coronavirus – Covid19, era nell’aria ma fa comunque male.

    Vado al salone svizzero tutti gli anni ed è da decenni un appuntamento fisso e imperdibile per il mondo dell’auto.

    Molte assenze previste

    Quest’anno sarebbero mancati molti protagonisti, non per il virus ma perchè i saloni espositivi soffrono in un mondo che privilegia ormai in modo esasperato la comunicazione digitale. I social media hanno un meccanismo capace di raggiungere le singole persone e legarle, secondo gli esperti di marketing, al singolo marchio.

    Quindi sono sempre più ritenute spese poco remunerative quelle per gli eventi di massa e multi-marca. Anche il Salone di Ginevra soffre di questo fenomeno.

    Ci ha pensato il Consiglio Federale svizzero

    A soli tre giorni dall’apertura agli addetti ai lavori, prevista per lunedì prossimo nel pomeriggio, con la proclamazione del modello vincitore del premio Auto dell’Anno 2020 in Europa, il Consiglio Federale svizzero ha vietato lo svolgimento di manifestazioni che coinvolgano contemporaneamente nello stesso luogo oltre mille persone.

    Il Salone di Ginevra avrebbe contato certamente centinaia di migliaia di presenze (oltre 500.000 secondo le previsioni), quindi ricade nel divieto.

    Pass Ginevra strappato su tastiera
    Il mio pass del Salone di Ginevra già pronto, tristemente strappato sulla tastiera

    Cosa succede adesso

    Gli spazi espositivi sono in corso di allestimento, gli hotel confermati e nella maggior parte dei casi anche saldati, i voli aerei idem.

    Gli addetti ai lavori hanno già iniziato lo smantellamento, gli hotel saranno insolitamente vuoti e lo stesso vale per gli aerei.

    Per quanto riguarda i modelli, avremo modo certamente di vederli e provarli molto presto ma non sarà la stessa cosa.

    Il bello dei saloni è nel confronto tra molti contenuti, molte opinioni e molte reazioni (da parte degli appassionati) raccolte nello stesso luogo.

    Le singole presentazioni non avranno lo stesso sapore, né potranno dare le stesse informazioni.

    Malvolentieri devo cestinare il mio Pass

    Non rimane che prendere atto della situazione, buttare il Pass nel cestino della carta e guardare avanti, verso un mondo che deve imparare a gestire delle nuove e inedite globalità.

    La sostenibilità è anche questo, saper armonizzare le nostre esistenze, ovunque siamo posizionati a bordo della grande astronave chiamata Pianeta Terra.

  • Citroen Ami 100% elettrica la microcar simmetrica

    Nasce la Citroen Ami 100% elettrica e lo spirito Citroen torna quello di una volta.

    Grande originalità, semplicità di soluzioni e l’ambizione di diventare protagonista negli spostamenti quotidiani in città.

    La Citroen Ami è un quadriciclo leggero con velocità fino a 45km/h.

    Ami Citroen

    Piccola autonomia per una ricarica molto breve

    L’autonomia con una ricarica è di 70 chilometri. Poco rispetto alle promesse dei modelli extra-range che si rincorrono sul mercato, ma ampiamente superiore alla distanza media degli spostamenti urbani.

    La batteria agli ioni di litio da 5,5 kWh, situata sotto al pianale, si ricarica facilmente con il cavo elettrico già presente a bordo e integrato nella portiera lato passeggero.

    Servono soltanto 3 ore per una carica completa e non è necessaria una wallbox dedicata ma è previsto che si utilizzi una presa normale domestica da 220 V.

    Ricarica presa elettrica domestica
    Ricarica da una normale presa elettrica domestica

    L’utilizzo di Ami è quindi pensato per essere semplice e immediato come quello degli altri strumenti elettrici della nostra vita attuale. 

    L’auto può essere ricaricata anche da una colonnina pubblica o da una wallbox utilizzando un cavo dedicato, come avviene per le altre auto elettriche.

    Inedite simmetrie

    Gli elementi simmetrici della Ami sono la principale caratteristica del modello dal punto di vista della progettazione.

    Le porte sui due lati sono identiche a destra e a sinistra. E prevedono un’apertura differenziata.

    Una porta si apre di qua, l’altra di là

    Apertura antagonista per il conducente, apertura tradizionale per il passeggero.

    Porte simmetriche
    Le porte si aprono in versi opposti sui due lati

    I vetri laterali fissi semi-battenti, che si aprono verso l’alto come nella mitica 2CV, sono disegnati secondo lo stesso principio.

    I paraurti anteriori e posteriori, la parte inferiore del paraurti e la parte inferiore della scocca si ripetono identici, davanti e dietro.

    Grande compattezza

    La Citroen Ami è lunga 2,41 metri ed è larga 1,39 metri, mentre l’altezza è di 1,52 metri.

    Oltre all’ovvia facilità di parcheggio, si distingue per il suo diametro di sterzata di soli 7 metri.

    auto simmetrica

    Spazio per due passeggeri

    All’interno trovano posto due passeggeri. I due sedili simmetrici sono in posizione sfalsata.

    Il sedile del conducente scorre su guide ed è regolabile, mentre il sedile del passeggero è fisso. Una nicchia ai piedi del passeggero permette di riporre un bagaglio dalle dimensioni da cabina aerea e un’altra zona d’alloggiamento è stata ricavata nella parte posteriore.

    Citroen Ami interni

    Si può guidare a 14 anni

    Un’altra specificità è il fatto che la microcar elettrica sia guidabile già dall’età di 14 anni in Italia.

  • Volkswagen Golf Gte la plug-in hybrid sportiva

    Volkswagen Golf Gte, Gti e Gtd si presentano tutte insieme al Salone di Ginevra 2020.

    La nuova Volkswagen Golf Gte è una sportiva elettrificata

    Il nuovo sistema plug-in hybrid ad alte prestazioni promette di declinare la componente elettrica secondo parametri di grande dinamismo

    Golf Gte gti Gtd

    Potente come la Golf Gti

    Grazie al motore turbo benzina e al motore elettrico, la Golf Gte raggiunge la potenza di 245 CV (180 kW), pari a quella della Golf Gti

    La nuova batteria da 13 kWh ha il 50% di capacità in più rispetto alla versione precedente, che si traduce in un’autonomia in modalità esclusivamente elettrica di circa 60 km, secondo i dati forniti dalla Volkswagen.

    Il sistema ibrido plug-in della Golf Gte parte da fermo sempre in modalità elettrica.

    Sistema ibrido predittivo

    La trazione ibrida predittiva presentata dalla Volkswagen prevede che il sistema di gestione dell’elettronica di potenza della Golf Gte prenda in considerazione i dati GPS e i dati sul percorso importanti nel navigatore per la gestione ottimale dei motori e delle fonti di energia di bordo (serbatoio e batterie).

    Scritta Gte

    Guida assistita anche ad alta velocità

    Il Travel Assist supporta il guidatore mediante un sistema di guida assistita che interviene sullo sterzo, sulle accelerazioni e sulle frenate funzionante per velocità fino a 210 km/h.

    Segni distintivi e strumentazione

    La Golf  Gte non ha terminali di scarico visibili (mentre la Gti ha terminali di scarico sui lati destro e sinistro, la Gtd li ha doppi sul lato sinistro)
    La strumentazione digitale e l’infotainment hanno integrati indicatori di efficienza e autonomia specifici per il sistema ibrido.

    Strumentazione Golf GTE

    Caratteristiche e prestazioni

    L’architettura ibrida plug-in della Golf Gte si compone di un motore turbo benzina TSI da 1,4 litri con una potenza di 150 cavalli, di un motore-generatore elettrico da 85 kW (115 cv) e di un cambio DSG a 6 rapporti, oltre alla nuova batteria agli ioni di litio da 13 kWh.

    Il sistema eroga una potenza massima di 245 CV (180 kW) e una coppia massima di 400 Nm.

    Rispetto al modello precedente, è incrementata l’autonomia esclusivamente elettrica, che oggi raggiunge circa 60 km.

    Golf Gte Gti Gtd frontale

    Velocità massima e accelerazione

    La nuova Volkswagen Golf Gte ha una velocità massima di oltre 225 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede meno di 7 secondi.

    In modalità esclusivamente elettrica può raggiungere una velocità massima di 130 km/h.

    Con la batteria sufficientemente carica, la Golf Gte parte da fermo sempre in modalità elettrica E-Mode.

    Golf Gte sportello ricarica elettrica

    Se il livello di caricaa della batteria scende sotto il livello minimo previsto o la velocità aumenta oltre i 130 km/h, il sistema passa automaticamente alla modalità Hybrid.

    Funzionamento in modalità Hybrid

    In modalità Hybrid, mediante tre simboli visualizzati sullo schermo del sistema di infotainment, il guidatore ha la possibilità di mantenere invariato il livello di carica della batteria (utilizzando il segno dell’uguale) oppure di aumentarlo (freccia verso l’alto) o di ridurlo fino a un minimo predefinito (freccia verso il basso).

    In tal modo, anche alla fine di un lungo viaggio, è possibile raggiungere il luogo di destinazione, per esempio in un centro urbano, in modalità esclusivamente elettrica, ossia a emissioni zero.

    Golf Gte 2020 frontale

    Per assicurare che, giunti a destinazione, la batteria abbia il contenuto di energia desiderato, con il navigatore attivo, il sistema di gestione della batteria prende in considerazione anche i dati delle strade che si percorreranno e i dati topografici.

    L’utilizzo della batteria viene così adeguato in base al percorso, al fine di raggiungere l’autonomia elettrica ottimale.

  • Mercedes e-Vito, van elettrico per le consegne in città

    Con il nuovo Mercedes eVito la tecnologia elettrica di Mercedes Benz sbarca sui veicoli commerciali ed approda su uno dei van di medie dimensioni più richiesti del mercato.

    Il Mercedes Vito arriva in modalità full electric con un’autonomia capace di raggiungere i 150 km, range che lo rende ideale per le consegne in città. 

    Mercedes eVito a Roma

    LA TECNOLOGIA

    Per la versione elettrica dell’eVito (che è disponibile sia nella declinazione Furgone che Tourer per il trasporto fino a nove passeggeri, clicca qui e leggi l’articolo sulla Mercedes Classe V elettrica), la casa di Stoccarda ha attinto dalle tecnologie già sviluppate.

    Il motore è quello della gamma elettrica EQ, i pacchi batteria sono ripresi dalla versione ibrida plug-in della Classe S e l’architettura è la medesima del nuovo Vito a trazione anteriore.

    In particolare, la capacità delle batterie installate, pari a 41 kWh, assicura un’autonomia di circa 150 chilometri che diventano 100 km in condizione sfavorevoli.

    Il 100% dell’autonomia è inoltre disponibile dopo un tempo di ricarica di sei ore da una wallbox standard con potenza di 7,4 kW..

    La trazione elettrica a batterie eroga 84 kW di potenza e sviluppa una coppia fino a 300 Nm: l’ideale per l’uso urbano.

    Mercedes eVito fiancata con scritta

    Velocità massima su misura

    La velocità massima, invece, può essere adattata alla rispettiva destinazione d’uso.

    Se l’eVito viene impiegato prevalentemente nei centri urbani, una velocità massima di 80 km/h permette di risparmiare energia ed incrementare l’autonomia. In alternativa, è possibile impostare la velocità massima fino a 120 km/h. 

    DIMENSIONI E VERSIONI

    Il van mid-size è disponibile con due diverse varianti di passo: la versione base presenta una lunghezza complessiva di 5.140 millimetri ed un carico utile massimo pari a 1.073 chilogrammi, che lo pongono sullo stesso livello del Vito a propulsione convenzionale.

    La versione extra-long raggiunge, invece, una lunghezza complessiva di 5.370 millimetri. All’interno del vano di carico è possibile trasportare prodotti e merci di vario genere fino a un carico utile di 1.048 chilogrammi, mentre il peso massimo ammesso si attesta su 3.200 chilogrammi.

    Mercedes eVito ruderi Roma

    La versatilità della capacità di carico (compresa tra 6,0 e 6,6 m3) è anche merito della posizione delle batterie, che, essendo installate sotto il veicolo, non limitano in alcun modo il vano di carico e non riducono lo spazio adibito alla collocazione dei pacchi per le consegne. 

    LA STRATEGIA DELLA STELLA 

    Mercedes-Benz ha adottato un nuovo approccio dall’introduzione della strategia eDrive@VANs: la destinazione d’uso diventa ora il fattore chiave nella valutazione dei vari sistemi di propulsione.

    La scelta tra il motore elettrico a batterie o il tradizionale motore a combustione interna dipende, quindi, esclusivamente dalla presenza di presupposti ottimali per una determinata applicazione.

    La gamma di sistemi propulsivi sarà completata a medio termine dalla cella a combustile. Questa strategia comprende, oltre all’elettrificazione della flotta di veicoli, anche la definizione di una soluzione di sistema a 360 gradi per il parco veicoli in questione.

    La consulenza prima della scelta elettrica

    Questo processo comprende, per esempio, la consulenza per la scelta del veicolo, il supporto con strumenti come l’app eVAN Ready o l’analisi complessiva del Total Cost of Ownership.

    Dopo aver fatto il punto della situazione, si passa allo sviluppo condiviso delle soluzioni per risolvere il problema caso per caso, in stretta collaborazione con il cliente, per concludere con una consulenza qualificata, che copre tutti gli aspetti secondari: dalla scelta dei veicoli, all’infrastruttura per la ricarica fino all’upgrade energetico dei singoli siti. 

    L’app ad esempio consente all’utente di verificare se i modelli elettrici a batterie possono essere o meno adatti al proprio parco veicoli attraverso la possibilità di effettuare una serie di test sul tragitto previsto.

    Mercedes eVito su strada

    IL RECUPERO DI ENERGIA

    Il recupero dell’energia consente di aumentare ancora di più l’autonomia. Il potenziale di risparmio effettivo dipende dalla destinazione d’uso (tra cui il carico utile) e dai cicli di marcia.

    Questa forma di recupero dell’energia sviluppa tutto il suo potenziale soprattutto nel traffico cittadino, caratterizzato da numerose fasi di decelerazione.

    Il Mercedes eVito viene proposto con tre programmi di marcia più quattro livelli di recupero dell’energia, che permettono al conducente di ottenere sempre il massimo rendimento dal proprio veicolo, in base a diversi parametri di utilizzo ed allo stile di guida personale.

    LA PARTNERSHIP CON AIRLITE

    In occasione del lancio dell’eVito, la Mercedes ha  nasce una nuova importante partnershi.

    La Mercedes-Benz Italia Vans collabora infatti con la Airlite, brand di AM Technology Srl, società italiana costituita nel 2013, attiva nello studio, produzione, commercializzazione di materiali innovativi e sostenibili.

    La casa di Stoccarda amplia così la visione della mobilità del futuro. La cooperazione con il brand Airlite che, attraverso una nuova tecnologia 100% naturale, produce e commercializza pittura murale architettonica in grado eliminare batteri e purificare l’aria riducendo CO2 e NOx, ne è un’ottima rappresentazione

    La Mercedes-Benz Vans, per ogni eVito acquistato doterà l’acquirente di una confezione di pittura murale Airlite che potrà essere utilizzata in diversi modi a seconda delle necessità dei clienti. 

  • Ford Mustang Mach-E, al via le prenotazioni

    La Ford Mustang Mach-E elettrica è ordinabile da oggi presso la rete dei concessionari Ford.

    Il prezzo dell’inedito Suv col mitico marchio Mustang parte dai 49.900 euro del modello Mustang Mach-E Standard Range 258CV.

    La Mustang Mach-E nasce sulla prima piattaforma di Ford per auto elettriche, è lunga 4,71 metri, alta 1,6 e larga 1,88 con un passo di 2,98 metri.

     Lo stile è Mustang più nei particolari, come i fari posteriori, che nelle forme vere e proprie.

    Mustang Mach-E posteriore

    Due livelli di batterie

    Il primo Suv elettrico della Ford è configurabile su due livelli di potenza abbinati sia alla trazione posteriore, sia a quella integrale.

    La versione standard range ha batterie da 75,7 kWh, mentre la extended range è dotata di accumulatori da 98,8 kWh e promette un’autonomia massima fino a 600 km – secondo i dati del costruttore riferiti al protocollo WLTP.

    Due o quattro ruote motrici

    Può inoltre avere trazione posteriore, con una dotazione di serie che include il Ford Co-Pilot per l’assistenza alla guida avanzata e un sistema di infotainment e connettività di ultima generazione. Oppure trazione integrale con grandi cerchi da 19 pollici, pinze freno rosse e inserti della plancia definiti carbon look.

    La Ford Mustang Mach-E può essere ricaricata presso le stazioni ad alta potenza del circuito Ionity fino a 150 kW. In 10 minuti di ricarica può essere così garantita un’autonomia di marcia di oltre 90 chilometri, secondo le anticipazioni fornite dalla Ford.

    Mustang Mach-E frontale

    Per la ricarica dal 10% all’80% di capacità delle batterie, in una stazione di ricarica rapida Ionity sono sufficienti circa 38 minuti, sempre secondo le simulazioni della Ford.

    Clicca qui per leggere l’articolo con la presentazione completa della Ford Mustang Mach-E.

    Aggiornamento software Over-the-Air

    Il Suv elettrico è dotato di aggiornamento OTA (over-the-air) del software di bordo.

    Questo nel tempo potrebbe addirittura permettere di migliorare le prestazioni, grazie alla correzione e all’adattamento di parametri impostati in modo conservativo al momento del lancio.

  • Decontenting, le cose utili si pagano come optional

    di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore

    Decontenting. Come dire ti tolgo qualcosa magari utile e data per scontata e, forse, te ne metto un’altra che va di moda ma tendenzialmente inutile.

    Ecco la nuova parola magica delle case automobilistiche che dopo l’era della qualità percepita (sorta di cosmesi per nascondere orrori qualitativi reali) ora tolgono a mani basse accessori e dotazioni spesso indispensabili.

    E lo fanno per recuperare quei margini vaporizzati dall’elettrificazione forzata e per rispondere in parte a perverse regole del marketing.

    Il Ruggito di Mario Cianflone Sole 24 Ore

    Le cose utili sono optional

    Giusto per fare un esempio, col decontenting si dice addio alla cinture di sicurezza regolabili in altezza, il keyless entry torna a essere un optional e praticamente anche la vernice lo è visto che quasi tutti i colori sono a pagamento.

    I giochini sono di serie

    E così ci troviamo auto con sistemi di guida assistita che sono il più delle volte solo un bel giochino, sistemi anticollisione che, mal concepiti e messi li solo per scatenare l’effetto wow, continuano a dare falsi allarmi e alla fine di tutti gli “Al Lupo, Al Lupo” finisce che li disattivi.

    Meglio avere poco ma ben fatto e invece a bordo di molte vetture troviamo dotazioni migliorabili e sistemi del tutto inutili.

    Record di inutilità

    E fra questi un posto d’onore lo meritano  gli assistenti vocali proprietari, oggetti software di rara stupidità (altro che intelligenza artificiale) e totalmente inutili visto che Google Assistant, Siri di Apple e Amazon Alexa funzionano quantomeno dignitosamente.

    Non si capisce perché le case devono buttare soldi (e ne hanno pochi) per farsi il loro sistema.

    Forse perché i geni del marketing pensano che sia indispensabile averne uno. E sono gli stessi che poi fanno pagare extra Android Auto o CarPlay e il display più grande di quello base inutile e superstriminzito.

    L’automobile sta cambiando ma non la testa di chi la produce.

  • Bmw i4 elettrica ecco la prima immagine dell’anti Tesla Model 3

    Le prime immagini della Bmw i4 prendono forma grazie a una sorta di colata di metallo.

    Tease e logo Bmw i4

    Anti Tesla Model 3

    La Bmw i4 è l’anti Tesla Model 3 della casa di Monaco e sarà presentata in anteprima mondiale tra pochi giorni al Salone di Ginevra 2020.

    Arriverà nel 2021

    La Bmw i4 sarà sul mercato dalla metà del 2021 e sarà prodotta in Germania.

    Colata Bmw i4
    Ecco la linea della Bmw i4

    Nell’immagine si vede bene la linea affusolata.

  • Renault Twingo Z.E. accende la sfida elettrica in città

    Arriva anche la Renault Twingo Z.E. ad arricchire il gruppo sempre più numeroso delle city car elettriche.

    Aspettando la Fiat 500 elettrica

    La Renault Twingo Z.E. e la Honda e (Clicca qui e leggi l’articolo che la mette alla prova) aspettano ora la Fiat 500 elettrica per dar vita a una sfida che si annuncia molto agguerrita.

    Twingo elettrica ricarica wallbox
    Renault Twingo Z.E. in ricarica alla wallbox

    L’arrivo della Fiat 500 a batterie farà infatti salire parecchio l’attenzione dei potenziali clienti italiani nei confronti della soluzione elettrica per uso cittadino. Se saranno competitive, le sfidanti ne potranno trarre vantaggio.

    La settima Renault elettrica

    La piccola Twingo Z.E. è il settimo veicolo completamente a zero emissioni introdotto dalla Renault.

    Si va ad aggiungere alla compatta Renault Zoe, al quadriciclo Twizy, ai veicoli commerciali Kangoo Z.E. e Master Z.E. e a due modelli venduti in estremo Oriente, la berlina RSM SM3 Z.E. e il piccolo SUV Renault City K-ZE, a listino rispettivamente in Corea e Cina.

    Gamma elettrica Renault in Italia

    Batteria e ricarica

    La Renault Twingo è costruita su una piattaforma predisposta per la trazione elettrica.

    La batteria realizzata con celle agli ioni di litio della LG Chem ha una capacità di 22 kWh .

    L’integrazione nel pianale non compromette in nessun modo l’abitabilità a bordo e lascia invariato il volume del bagagliaio rispetto alle versioni con motore a combustione interna.

    Renault tingo trasparenza da sopra

    La gestione termica è indicata dalla Renault come un elemento di punta della tecnologia complessiva. Il sistema di raffreddamento è infatti ad acqua e questo rappresenta una novità assoluta per la Renault.

    Batteria e caricabatterie Caméléon, lo stesso della Renault Zoe, consentono la ricarica su colonnine in corrente alternata di potenza fino a 22 kW.

    Il gruppo motopropulsore costituito da motore, riduttore e caricatore è anch’esso lo stesso della Zoe ed è prodotto a Cléon, in Normandia.  

    Renault Twingo Z.E.
    Renault Twingo Z.E.

    L’auto esce nella sua veste finale dallo stabilimento di Novo Mesto in Slovenia, che produce sulle sue linee di assemblaggio tutte le versioni della Renault Twingo.

    Motore e prestazioni

    Il motore ha una potenza di 60 kW (82 cv) ed eroga una coppia massima di 160 Nm.

    L’accelerazione da 0 a 50 km/h si effettua in 4 secondi. La velocità di punta è di 135 km/h. 

    Renault Twingo elettrica interni
    Interni personalizzabili della Renault Twingo Z.E.

    Autonomia

    La sua batteria da 22 kWh, secondo i dati forniti dalla Renault, garantisce circa 250 chilometri d’autonomia in ciclo WLTP cittadino e 180 chilometri nel ciclo WLTP Completo.

    L’attivazione della modalità di marcia Eco-Mode, sempre secondo i dati della casa, permette di raggiungere un’autonomia di circa 215 chilometri su percorsi misti.

    Renault Twingo elettrica interni dall'alto

    Frenata rigenerativa

    Il guidatore può scegliere tra tre livelli di frenata rigenerativa. Nell’impostazione più accentuata, l’auto decelera con decisione al rilascio dell’acceleratore.

    Questo permette di evitare, in molte situazioni di guida urbana, il ricorso al freno e realizza la cosiddetta guida con un solo pedale. 

  • Range Rover Plug-in Hybrid, la mia prova d’inverno in montagna

    Durante la prova estiva della Range Rover Sport Phev in montagna (clicca qui per leggere l’articolo), mi ero ripromesso di svolgere un nuovo test in inverno.

    Questa volta tocca alla Range Rover Vogue Phev, sorella maggiore della Range Rover Sport Phev.

    Ricarica prima della partenza

    Ricarico completamente le batterie da 12,9 kWh, sistemo i bagagli nell’auto e mi metto in viaggio.

    Display ricarica dietro volante RR Phev
    Il display a ricarica completa indica 50 km di autonomia in elettrico

    La ricarica dalla normale presa Schuco del garage si completa senza problemi nella notte.

    Valigie nel bagagliaio

    Anche il bagagliaio, leggermente ridotto in altezza rispetto alla versione non Plug-in Hybrid, rimane incredibilmente generoso. Tutti gli ingombranti bagagli invernali possono entrare senza problemi sotto il livello della cappelliera.

    Non rimane nulla in vista, quindi, per le soste durante il viaggio questo è un indubbio vantaggio in termini di sicurezza.

    Bagagliaio carico della Range Rover Vogue Phev

    Durante la marcia, l’auto in modalità ibrida utilizza anche l’energia accumulata nelle batterie. Dopo circa duecentocinquanta chilometri di viaggio, l’autonomia in modalità elettrica riportata sul display arriva a zero.

    FO guida in autostrada
    Guida in autostrada

    Tutta l’energia accumulata nella notte è quindi stata utilizzata per ridurre consumi di benzina ed emissioni in autostrada.

    Se avessi voluto conservare parte della carica disponibile per utilizzarla in modalità di marcia ZEV successivamente, avrei dovuto selezionare l’apposita funzione dal computer di bordo.

    Finalmente la neve

    L’arrivo a contatto con la neve delle Dolomiti è una specie di ritorno a casa per la Range Rover. Qui si sente a suo agio, non c’è dubbio.

    Quello che voglio chiarire è se anche le funzioni della parte elettrica sono così appropriate in un ambiente di questo genere.

    RR Phev muso con neve
    Range Rover Plug-in Hybrid sulla neve

    Cominciando dalla ricarica, che in montagna d’inverno è comoda soprattutto di notte in garage.

    Ricarica in hotel

    Prima di partire ho chiesto all’hotel se ci fossero dei punti per la ricarica elettrica nel garage al coperto. La risposta è stata affermativa.

    Posso ricaricare la Range Rover Plug-in Hybrid ogni notte, collegandola a una normale presa presente proprio vicino al passaggio per accedere ai piani.

    RR Phev ricarica hotel
    Ricarica nel garage dell’Hotel

    Comodo ed efficace. Ogni mattina posso avere la Range Rover Plug-in Hybrid completamente ricaricata e pronta ad affrontare il tratto di alcuni chilometri in salita per arrivare agli impianti di risalita che mi permettono di arrivare alle cime e alle piste da sci.

    RR Phev con neve

    Autonomia di marcia in elettrico

    L’autonomia di marcia indicata sul display va dai 45 ai 50 chilometri. Viaggiando però in salita, dopo 2-3 chilometri anche dosando la pressione del piede sull’acceleratore e mantenendo rigorosamente – come d’abitudine – la velocità entro il limite, che qui è di 60 e 70 km/h a seconda dei tratti, si accende il motore a combustione interna.

    Paesaggio montagna neve
    Dolomiti d’inverno

    Facendo 15 chilometri tra andata e ritorno, con pari lunghezza per la salita dispendiosa nel primo tratto e per la discesa con il relativo recupero di carica in frenata nel secondo, si torna in garage con 25-30 chilometri di autonomia indicati sul display.

    Per percorrere 15 km in montagna vera e lasciando l’auto parcheggiata alcune ore con temperature appena sopra lo zero, quindi, se ne bruciano 20-25 di autonomia e si consuma anche un po’ di benzina nelle accensioni in salita.

    Pista sci neve con paesaggio
    Vista mozzafiato dalle piste innevate

    Ricarica alle colonnine Enel X

    In viaggio ricarico l’auto presso le colonnine Enel X.

    Ecco la card da accostare al punto indicato per l’inizio dell’operazione di ricarica.

    Tessera Card Enel X
    Card Enel X per la ricarica

    Non sempre è agevole collegare il cavo della colonnina ad alta potenza alla presa della Range Rover Plug-in Hybrid.

    L’auto è troppo lunga per essere ricaricata parcheggiando correttamente. Il cavo della colonnina non arriva allo sportellino, né parcheggiando con il muso in avanti, né posizionando l’auto al contrario.

    L’unica possibilità che ho è di occupare due posti e mettere il veicolo parallelamente al viale di passaggio.

    RR Phev ricarica colonnina Enel X
    L’unico modo per parcheggiare e ricaricare

    Le operazioni di ricarica procedono regolarmente e al ritorno dalla passeggiata nel centro commerciale che ospita il punto Enel X trovo gli accumulatori completamente carichi.

    Ricarica completa display Colonnina Enel X
    Display della colonnina Enel X

    Esperienza complessiva

    La tecnologia ibrida ricaricabile dall’esterno conferma il suo grande interesse per chi ama viaggiare liberamente ma vuole anche poter avere la possibilità di muoversi in sola modalità elettrica.

    Il punto chiave è nella disponibilità di un punto di ricarica notturno.

    Range Rover in ricarica vista da dietro
    Range Rover Phev in ricarica in garage
    Autonomia elettrica in montagna d’inverno

    L’autonomia in elettrico non è sempre sfruttabile completamente su percorsi di montagna e clima invernale. Nelle salite più ripide il sistema attiva il motore a benzina, anche se si è selezionata la modalità EV.

    Il contributo della parte elettrica è però sempre molto utile, anche in autostrada dove permette di ridurre i consumi e rende la motorizzazione Phev a benzina paragonabile, per costi di percorrenza, a quella diesel.

    FO viaggio in autostrada Range Rover
    In viaggio sulla A22 Modena-Brennero

    Cade quindi il mito del gasolio come alternativa sempre conveniente in condizioni di viaggio. La Range Rover Phev non teme il confronto.

  • Honda E, autentica cittadina alla prova

    La Honda E è la prima vera auto elettrica della casa giapponese. Negli anni scorsi abbiamo visto prima una versione sperimentale della Jazz e poi anche una Clarity che non è solo ad idrogeno, ma anche ibrida plug-in e full-electric. La “E” è però la prima Honda nata su una piattaforma specifica per essere solo elettrica.

    Honda E

    Le dimensioni sono da vera cittadina: 3,89 metri di lunghezza, 1,51 in altezza e una larghezza di 1,75 metri e nulla di più. La Honda E è infatti la prima auto al mondo con specchietti retrovisori virtuali di serie e le telecamere laterali sporgono quanto la larghezza dell’intero corpo vettura. Lo stile riprende al 100% quello del concept Urban EV presentato la prima volta nel 2017. Possiamo definirlo un retrò tecno-minimale: si ispira infatti alle N360 e N600 comparse alla fine degli anni ’60, ma con dettagli di stile molto raffinati.

    Honda E

    La Honda E è una cittadina molto sofisticata, dunque gli aspetti fondamentali sono:

    accessibilità e abitabilità

    capacità di carico

    maneggevolezza

    visibilità

    sistemi di sicurezza e assistenza alla guida

    connettività

    ricarica

    utilizzo elettrico

    guida

    Honda E
    Lo stile

    La Honda E è un oggetto più che un’automobile, che esteticamente esprime bene la propria raffinatezza tecnologica. Da notare, oltre all’assenza dei retrovisori, le superfici in nero lucido, i fari rotondi che rendono il suo look praticamente simmetrico e si accendono con una sequenza suggestiva. Da notare poi i cerchi neri: hanno 12 segmenti radiali in metallo che corrispondono alle ore e al centro incorporato un coperchio che tiene nascosto il disco del freno.

    Accessibilità e abitabilità

    Le maniglie sono a scomparsa e fuoriescono quando ci si avvicina alla vettura o si sblocca con la chiave. Volendo, si può usare anche lo smartphone con NFC, fino a 5 dispositivi. Notevole l’angolo di apertura delle portiere dotate di cristalli senza cornice mentre il pavimento è perfettamente allineato con i bordi inferiori. Dunque si entra e si esce facilmente, soprattutto davanti grazie alle maggiori dimensioni della portiera e al profilo dei sedili. Dietro si siede con le ginocchia sollevate e i ganci Isofix non sono comodi. La Honda E è omologata per 4 persone.

    Honda E
    Capacità di carico

    Il motore è dietro e questo limita il bagagliaio a 171 litri, per di più con l’ingombro della sacca che contiene i cavi per la ricarica e che si trova in piedi sul lato sinistro. Diventano 861 litri abbattendo lo schienale che è unico e si sblocca con una maniglia posta al centro. Il piano di carico, anche se non basso, è comunque allineato alla soglia, regolare e ben rivestito. Di fronte non c’è spazio, anzi aprendo il cofano sono visibili l’inverter e il caricatore.

    Honda E
    Visibilità

    Si vede molto bene davanti e di lato, dietro il lunotto è piccolo, ma il retrovisore interno virtuale dà un’ottima visuale. Quelli laterali sono molto funzionali: gli schermi sono posizionati correttamente e si regolano proprio come quelli normali, se si sceglie la modalità di visualizzazione normale. Se invece si utilizza quella grandangolare (+90% di cono visivo), diventano fissi. Ci sono anche le telecamere perimetrali e molto utile è il sistema di parcheggio completamente automatico. Sorprendente il raggio di sterzata: la Honda E gira quasi su sé stessa: inversioni e posteggi sono un divertimento.

    Honda E
    Sistemi di sicurezza e assistenza alla guida

    La Honda E ha tutti i più moderni di sistemi di assistenza alla guida. Ne ha anche altri che in città si rivelano davvero preziosi. Il cruise control adattivo ha la funzione stop&go e la frenata automatica interviene durante le manovre e se c’è un ostacolo nei pressi della vettura. Utile anche il sistema che impedisce di accelerare quando di fronte ci sono una vettura o un pedone. A volte sono queste piccole distrazioni che creano fastidi o, peggio ancora, danni alle persone. La Honda E aiuta ad evitarle.

    Honda E
    Connettività

    La Honda E è un’auto completamente digitale. Di fronte al guidatore c’è uno schermo da 8,8 pollici, al centro due schermi da 12,3 pollici che si possono scambiare le schermate in modo da servire al meglio il guidatore e gli occupanti. Ci sono poi i due schermi da 6 pollici per i retrovisori laterali e quello del retrovisore interno. Il sistema è ad attivazione vocale, connesso aggiornabile over-the-air. Tanta sofisticazione rende però difficili alcune cose semplici come la selezione della fonte sonora. L’app Honda+ permette di localizzare l’auto, programmare il climatizzatore e chiudere sportelli e i finestrini a distanza.

    Honda E
    Vita a bordo

    Con una presa da 230 volt messa davanti, accanto alle varie USB e a quella HDMI, si può collegare una consolle da gioco. Si sfruttano anche così i due grandi schermi centrali e il sistema audio molto coinvolgente. La Honda E dà per questo e per altro la sensazione di essere in un piccolo salotto. I tessuti dei sedili sono simili a quelle di una poltrona e le modanature in finto legno sembrano di essenza grezza anche al tatto. In auto così, si trascorre piacevolmente non solo il tempo nel traffico, ma anche quello da fermi, magari mentre l’auto si ricarica.

    Honda E
    La ricarica

    La Honda E ha una batteria da 35,5 kWh (assemblata da Honda con moduli forniti da Panasonic) sistemata sotto il pavimento e si ricarica fino a 6,6 kW in corrente alternata e 50 kW in continua. La presa CCS2 è di fronte, sotto un elegante sportello in vetro scuro che si sblocca con un piccolo pulsante, la chiave o l’app. I cavi invece bisogna prenderli dal bagagliaio. Anche queste scelte rivelano un orientamento prettamente cittadino: per i 200 km (e poco più) di autonomia non servono batteria grande e caricatori potenti. La Honda sta anche sperimentando il V2G e metterà a disposizione dei clienti proprie wallbox. Allo studio anche un sistema di pagamento per la ricarica con un operatore nazionale.

    Honda E
    L’utilizzo elettrico

    L’autonomia indicata varia da 150 a 180 km. Attraverso le palette dietro al volante, si possono selezionare 4 livelli di recupero. Premendo il pulsante che consente la guida “one pedal” ci sono 3 livelli più intensi e la possibilità di arrestare la vettura. Quando è il momento, intervengono automaticamente i freni che si sbloccano quando si riaccelera. Honda è il più grande produttore di motori al mondo e continua la tradizione anche con la “E”. Ha 100 kW o 113 kW, in entrambi i casi con una coppia di 315 Nm, una spinta sempre morbida, ma immediata quanto efficace.

    Honda E
    La guida

    La Honda E è agile come un piccolo kart grazie ad un assetto piatto, un’eccellente disposizione delle masse e uno sterzo pronto quanto omogeneo. Merito anche ad una gommatura alquanto sportiva – 205/45 R17 anteriori e 225/45 R17 posteriori – decisamente insolita per un’auto elettrica. Un ulteriore elemento che rende la Honda E un’auto alquanto particolare e difficilmente catalogabile. Il controllo di trazione è così preciso da sembrare assente, la frenata è molto potente e modulabile come poche volte si trova su auto elettrificate. La Honda E accelera in 9 s. (100 kW) o 8,3 s (113 kW) e raggiunge 145 km/h. Oltre i 100-110 km/h si avverte qualche fruscio, apprezzabile l’assorbimento delle sospensioni.

    Honda E
    Personalità da comprare

    La Honda E parte da 35.500 euro con una dotazione molto completa. Il prezzo non è da saldo, ma si tratta di un’auto moderna concepita più come un oggetto personale che come un’automobile, una piccola lounge da portare con sé con tutti i comfort piuttosto che un semplice mezzo di trasporto. Ha limiti oggettivi, ma tante particolarità che la rendono unica: un’auto nuova e innovativa, dalla grande personalità.

    Honda E