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  • Internullo (Peugeot Italia): il 12% dei primi 5mila contratti di 208 è elettrico

    L’elettrico è convincente se è senza compromessi. Parola di Salvatore Internullo, direttore del marchio Peugeot per l’Italia e che, in occasione della presentazione alla stampa della 2008, ha fornito alcuni numeri sulla fase che sta precedendo il lancio commerciale della 208.

    Peugeot e-208

    Una dozzina di punti spontanea

    «Al 30 novembre abbiamo raccolto 5mila contratti e il 12% sono e-208», ha dichiarato Internullo che ha ribadito quanto già dichiarato da Jean-Philippe Imparato: «Non vogliamo costringere a comprare l’elettrico, per noi deve essere una scelta libera e naturale». La percentuale è più bassa di quella iniziale del 20%, ma è comunque ragguardevole per un modello che, seppure a fine vita, ha fatto oltre 29mila targhe in 11 mesi. Vorrebbe dire 2.500-3mila e, considerando che il 2019 si chiuderà con circa 11mila elettriche targate, corrisponderebbe ad un quarto del totale.

    Al 30 novembre abbiamo raccolto 5mila contratti e il 12% sono e-208

    Elettrico, un affare privato

    La nuova e-208 è stata ordinata per il 95% da clienti privati, dunque è un grado di suscitare interesse la versione elettrica di un’auto che appartiene al segmento più grande del mercato. Inoltre non è solo roba da aziende e dunque è un business anche per i concessionari. Chi ha scelto la Peugeot e-208 nel 65% dei casi l’ha presa con una delle formule di finanziamento Free2Move e per il 15% con quella del noleggio. «Questo dimostra che è sta passando il nostro messaggio la 208 non si compra, si guida» ha chiosato Internullo aggiungendo che solo il 10% l’ha acquistata in contanti.

    La nuova 208 è stata ordinata per il 95% da clienti privati, dunque è un grado di suscitare interesse la versione elettrica di un’auto che appartiene al segmento più grande del mercato

    Formidabile arma di conquista

    Anche le flotte tuttavia rappresentano un obiettivo. Aziende e Pubblica Amministrazione hanno già manifestato un interesse spontaneo verso la e-208 e anche per la 3008 ibrida plug-in che, senza avere ancora la vettura nelle concessionarie, ha già raccolto 300 ordini. Nel frattempo la 208 ha portato in Peugeot una clientela che è nuova per il 60%, percentuale che sale a 80% per l’elettrica. In questo caso la conquista ha funzionato anche verso altre auto elettriche come la BMW i3, prodotto diametralmente opposto alla francese. «Questo è la prova che la nostra filosofia convince anche chi aveva scelta l’elettrico andando incontro a diversi tipi di compromessi» ha chiuso il direttore di Peugeot Italia.

    Peugeot e-208

  • Hyundai Nexo, 778 km con un pieno nella Francia che guarda all’idrogeno

    La Hyundai Nexo ha percorso 778 km stabilendo il record mondiale di distanza con un solo pieno di idrogeno.

    Bertrand Piccard, presidente del Solar Impulse Foundation, ha guidato il suv a fuel cell dalla stazione di rifornimento FaHyence a Sarreguemines fino al Musée de l’Air et de l’Espace che si trova a Le Bourget.

    Hyundai Nexo

    Due ministri e due regnanti

    Come passeggeri si sono alternati personaggi del mondo della politica e dell’economia tra cui due ministri del governo francese (foto sotto: Nicholas Hulot, Ambiente), altrettanti regnanti come Alberto II di Monaco e il Granduca Henri di Lussemburgo. C’erano anche Michel Delphon che presiede il gruppo di studio con il quale l’Assemblea Nazionale (il parlamento francese) sta studiando l’idrogeno e Benoît Potier, CEO di Air Liquide.

    Nicholas Hulot

    La Cina è vicina, la Corea pure

    L’azienda francese è tra le leader nel mondo in questo campo e recentemente ha firmato una lettera di intenti con la Sinopec (China Petroleum & Chemical Corporation) per lo sviluppo della mobilità ad idrogeno in Cina con l’apertura contemporanea di due stazioni di rifornimento.

    Air Liquide Sinopec

    Si scommette a Las Vegas

    Air Liquide inoltre costruirà presso Las Vegas un impianto da 150 milioni di dollari per la produzione di 30 tonnellate di idrogeno liquido al giorno destinati a sostenere il piano dello stato della California che prevede 200 stazioni entro il 2025. La Francia invece ha un piano, finanziato nel 2019 per 100 milioni di euro, per avere 100 stazioni entro il 2023.

    Las Vegas

    L’idrogeno è un credo economico

    La Nexo è il secondo modello di serie a idrogeno di Hyundai. Il costruttore coreano si dedica all’idrogeno dal 1998 e per il 2030 prevede di investire, insieme ai fornitori, l’equivalente 6 miliardi di euro e di produrre 700mila celle a combustibile, 500mila delle quali destinate a veicoli. La Nexo ha un motore da 120 kW e 395 Nm, accelera da 0 a 100 km/h in 9,2 s. e raggiunge 179 km/h.

    Hyundai Nexo

    Purificatore d’aria, per altri 49 km

    La Nexo ha 3 serbatoi da 52,2 litri ciascuno, pari a 6,3 kg, riempiti a 700 bar che permettono un’autonoma di 666 km (WLTP). Alla fine del percorso da record, il computer di bordo assegnava ancora 49 km e si calcola che, nei 778 km percorsi, all’atmosfera siano stati risparmiati 111,2 kg di CO2 e sono stati purificati 404,600 litri di aria, la quantità respirata da 23 persone adulte in un giorno.

    Hyundai Nexo

  • Papa Francesco, il pontefice ad emissioni zero a Nagasaki su una Toyota Mirai a idrogeno

    Papa Francesco va ad emissioni zero durante il suo viaggio apostolico in Giappone. Il santo padre infatti ha utilizzato una Toyota Mirai a idrogeno appositamente allestita per passare in rassegna i fedeli che riempivano lo stadio di baseball di Nagasaki. Un’auto identica sarà utilizzata da Tokyo da Francesco che è sicuramente il pontefice più attento all’ambiente che la storia ricordi.

    Nissan Leaf papamobile

    L’inquinamento è peccato

    A lui infatti si deve l’enciclica “Laudato si’” del 2015, ispirata al patrono d’Italia. Il documento mette al centro la cura della casa comune, ovvero il creato, il pianeta e la natura chiamando ad «una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità» e definendo il poverello di Assisi come «il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell’ecologia». Per la prima volta l’inquinamento è definito «un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio» e si parla di sviluppo sostenibile. Il Vaticano inoltre ha iniziato un percorso per diventare carbon neutral entro il 2020, almeno in alcuni settori.

    Renault Kangoo ZE papamobile

    Ad emissioni zero dal 2012

    Non è la prima volta che il papa e lo Stato del Vaticano hanno a che fare con le auto ad emissioni zero. Sono infatti in servizio dal 2012 presso la gendarmeria dello stato pontificio due Renault Kangoo ZE a passo lungo, consegnati nella mani di Benedetto XIV dall’ex presidente dell’Alleanza Renault Nissan, Carlos Ghosn. Nel 2017 lo stesso papa Francesco ha ricevuto, per il suo 80mo compleanno, una Nissan Leaf provvista di celle fotovoltaiche in dono dal gruppo tedesco Wermuth Asset Management GmbH e da DriWe, una piattaforma integrata per la mobilità elettrica. Lo stesso anno, la Opel ha donato, per mano dell’allora amministratore delegato Karl-Thomas Neumann, una Ampera-e.

    Toyota Land Cruiser BJ40 papamobile

    Tutto cominciò con una Land Cruiser

    La Mirai è invece la prima auto ad idrogeno utilizzata da un pontefice. In produzione dal 2014, sarà presto sostituito da un modello di nuova generazione presentato in forma di concept all’ultimo Salone di Tokyo. Non è invece la prima Toyota utilizzata da un Vescovo di Roma. Storicamente infatti la prima papamobile è stata proprio una Toyota: un Land Cruiser BJ40 del 1976. Lo stesso Bergoglio aveva inoltre benedetto una monoposto di Formula E ricevendo la visita di Alejandro Agag alla vigilia del primo E-Prix di Roma, nell’aprile del 2017.

    Papa Francesco Formula E

  • Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 dell’ONU, chi ne parla in Italia?

    Il nostro futuro in 17 obiettivi

    Nei diciassette punti indicati dalle Nazioni Unite c’è quasi tutto quello che dobbiamo riuscire a fare entro il 2030 per stare meglio come abitanti del pianeta Terra.

    I principali paesi del mondo stanno plasmando le loro economie e le loro politiche guidati da una semplice tabellina, a prova di ignoranza per quanto è esplicita, che riassume le grandi sfide e le priorità del prossimo decennio.

    Dalla fame all’ambiente, alla parità di genere

    Basta scorrere la tabella per scoprire quanto sia semplice capire come migliorare la condizione umana, se se ne ha realmente la voglia.

    Sustainable development goals 2030 UN logo

    Il silenzio italiano

    In Italia gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sono trattati come se fossero argomento di confronto e studio da specialisti. Roba da scienziati, filosofi, sociologi e pedagogisti.

    Roba che spaventa e non può essere capita dalla gente comune, quindi viene evitata accuratamente dalla politica. Non è così che funziona.

    Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile 2030 non sono fatti per essere oggetto di colloquio intellettuale. Possono essere compresi da tutti.

    Ribaltare la piramide

    Quello che dobbiamo fare, specialmente in Italia, è ribaltare la piramide.

    Far sì che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu siano conosciuti da tutti.

    La conoscenza di molti obbliga i pochi al comando ad agire

    E che il gran numero di persone che li conoscerà e li condividerà possa spingere i pochi, che necessariamente devono prendere le decisioni politiche ed economiche per renderli realizzabili, ad andare nell’unica direzione possibile per creare nuovo sviluppo.

    La strada obbligata

    La via delle Zero Emissioni e della sostenibilità dello sviluppo non è una delle opzioni che abbiamo di fronte. Si tratta dell’unica strada possibile per creare valore durevole. Ricchezza che non si esaurisca nell’arco di una generazione ma arrivi alle generazioni future con una formula che ha intrinsecamente il futuro al suo interno.

    Il Video dell’ONU

     

     

  • Akio Toyoda, l’uomo che sussurrerà alle automobili ovvero il cavallo e l’intelligenza artificiale

    Finalmente si riparla di cavalli. E non di quelli usati come unità per misurare la potenza dei motori, ma proprio di quei mammiferi della famiglia degli equidi che la meccanica ha di fatto sostituito in ogni loro precedente impiego umano, da quello lavorativo fino a quello militare.

    cavalli

    Là dove c’era l’erba, arrivò l’asfalto

    Il discorso lo ha tirato fuori di nuovo un certo Akio Toyoda in occasione della conferenza stampa tenuta all’ultimo Salone di Tokyo. Quando il presidentissimo delle Tre Ellissi ha mostrato la e-racer, un concept di auto biposto il cui unico scopo è divertire. Il ragionamento è il seguente: la nascita dell’automobile ha portato alla sostituzione di 15 milioni di cavalli solo negli Stati Uniti. Eppure esistono ancora i cavalli da corsa e tali animali sono adorati, giudicati semplicemente insostituibili. Sono un simbolo di intelligenza e suscitano affetti profondissimi perché sanno comunicare al cuore delle persone.

    Ford Mustang Logo

     

    Le emozioni che non puoi aspettarti

    Domani, quando ci muoveremo con auto a guida autonoma che non sono più di nostra proprietà, auto come le e-racer saranno come i cavalli: ci daranno emozioni indescrivibili, ma saranno anche così intelligenti da capire i nostri bisogni più profondi ed evitare per noi gli ostacoli e i pericoli. Loro, in qualche modo, provvederanno a noi e in loro riporremo molto più del semplice bisogno di muoverci. E in fondo all’epoca delle carrozze chi lo avrebbe mai detto che le automobili avrebbero coinvolto così tante emozioni?

    Toyota e-Racer

    Una macchina salverà il mondo. O no?

    Toyoda aveva già usato questa similitudine in una sua lettera aperta nell’ottobre del 2018, quando annunciava l’intenzione di trasformare Toyota in una mobility company. Nella filosofia di Toyota c’è poesia, fantascienza, voglia di futuro e fiducia del progresso. C’è anche la visione tutta giapponese della macchina e dell’umanoide che è parte di un tutto dove l’umanità “naturale” e quella artificiale si mescolano indissolubilmente. È un mondo nel quale l’automa non è affatto nemico dell’umano, ma lo completa così come il creato completa il creatore.

    HAL 9000

    Il mondo visto da due punti opposti

    È il robot che salva il mondo come Goldrake, Gundam o Mazinga, l’esatto contrario del calcolatore che si ammutina nell’immaginario collettivo occidentale, sublimato in molteplici rappresentazioni della letteratura e del cinema come HAL 9000 in “2001 Odissea nello Spazio”. È l’auto tamagotchi come non l’avremmo mai potuta immaginare. Ci ha pensato un giapponese a farlo per noi e a farci vedere una parte della nuova mobilità che – forse – non siamo ancora pronti ad accettare o neppure disposti ad immaginare serenamente.

    Gundam

    Mazda e il mito del centauro

    L’altro lato interessante è l’accostamento al cavallo. C’è un altro costruttore giapponese che parla dell’unità dell’uomo con il suo cavallo ed è Mazda. Nel concetto di “jinba-ittai” c’è l’essenza di quello che noi chiamiamo “centauro”: l’unione tra l’umano e l’equino impersonato da un essere della mitologia greca che è metà uomo e metà cavallo. Solitamente la figura del centauro è associata al motociclista: all’uomo che, salendo sul suo mezzo – e domandolo – diventa tutt’uno con esso.

    Mazda Jinba-ittai

    Chi ha le redini della mobilità

    Per Mazda tale fusione è un fatto “meccanico”, per la Toyota è invece una questione di reciprocità attraverso l’interfaccia uomo-macchina e l’intelligenza artificiale. Per usare un’altra similitudine: una Mazda chiede di essere montata “a pelo”, una Toyota va tenuta per le redini. Questo termine è usato espressamente sul comunicato che accompagnava la Lexus LF-30, il primo concept elettrico di Lexus e ribadisce quel concetto di comprensione reciproca tra uomo e cavallo espresso da Akio Toyoda.

    Lexus LF-30 posto guida

    Dall’aeronautica all’elettrificazione

    Per quanto riguarda il cavallo, l’ultima automobile ad averlo tirato in ballo è la Porsche Taycan, parola che in turco vuol dire “anima di un cavallo vivace”, ma i casi sono numerosi e celeberrimi. Le Ford Mustang portano come stemma un cavallo perché il nome deriva dal messicano “mestengo”, ovvero il cavallo non domato ed è lo stesso del caccia militare americano P-51 usato della Seconda Guerra Mondiale. E pensare che Ford sta per lanciare un crossover elettrico ispirato proprio alla Mustang.

    Ford Mustang & P-51

    Una stemma concesso in cavalleria

    Ma c’è un’altra vicenda che porta la i cavalli e la cavalleria dall’aeronautica alle automobili. È quella della Ferrari. Come è noto, Enzo Ferrari racconta di aver preso nel 1923 il Cavallino Rampante del suo stemma da Francesco Baracca che lo aveva preso, a sua volta, da quello del 2° Reggimento Piemonte Reale. Baracca infatti, prima di diventare il famoso aviere della Prima Guerra Mondiale, era un militare a cavallo.

    Francesco Baracca

    Tedesco o sabaudo? Meglio giapponese

    Il cavallo, anzi la cavallina, sta anche nello stemma della Porsche dal 1953. Anche qui trattasi di citazione anzi di sintesi perché viene dallo stemma della città di Stoccarda – Stuttgart deriverebbe da Stutengarten che vuol dire “giardino delle giumente” – mentre le corna di cervo da quello del land del Baden-Württenberg dove si trova. Secondo il libro “La saga dei Porsche”, scritto da Ferry Porsche (figlio del fondatore Ferdinand) e Gunther Molter, il cavallino di Maranello viene dalla Germania perché Baracca, dopo aver abbattuto un aereo tedesco, trovò sui suoi resti lo stemma di Stoccarda e lo applicò sul suo velivolo come trofeo. Insomma, il Cavallino della Ferrari sarebbe in realtà la stessa Cavallina della Porsche. Ma per Akio Toyoda il problema non si pone: l’intelligenza artificiale – e anche quella naturale – non hanno sesso.

    Ferrari e Porsche Logo

  • Ecomondo e Key Energy, a Rimini l’industria del futuro

    Il motore del nuovo sviluppo

    L’ambiente è il motore del nuovo sviluppo. Sostenibilità e compatibità ambientale non devono essere limiti che imbrigliano l’industria ma l’essenza delle nuove attività economiche.

    L’immagine chiave dell’edizione 2019 di Ecomondo e Key Energy, due eventi fieristici che condividono la sede e la finalità dell’attuazione reale dell’Economia Circolare, è secondo me un motore.

    Fabio Orecchini con motore Scania Ecomondo 2019

    Un motore grosso e potente, che è capace di sfruttare le infinite potenzialità contenute nella parola magica SOSTENIBILITA’.

    Un motore che può essere anche colorato, se vogliamo distinguerlo da quello del passato. Una nuova macchina energetica che non consuma più risorse fossili e non emette sostanze inquinanti e climalteranti.

    Motore rosa ad Ecomondo Key Energy 2019

    La ricetta è chiara

    La ricetta per fare quello che pare sfugga a troppi, è molto semplice e a dir poco evidente.

    Gli ingredienti sono noti e li ripeto per estrema chiarezza: risorse rinnovabili e zero emissioni.

    Passando per le tecnologie e il valore economico del riciclo dei materiali, la costruzione di sistemi efficienti di raccolta differenziata.

    Riciclo dei materiali

    Un bellissimo spazio espositivo di Ecomondo Key Energy 2019 celebra la tavola periodica degli elementi chimici e indica quanto sia ovvia la strada e noto il percorso.

    Tavola elementi Alluminio e Carbonio

    Raccolta efficiente di scarti, prodotti a fine vita e rifiuti

    Il simbolo della differenziazione sono i contenitori colorati, qui quelli presenti nello spazio espositivo della Lady Plastic a Ecomondo Key Energy di Rimini. I rifiuti domestici sono soltato la punta di un iceberg enorme e ricchissimo, che non va certo buttato in discarica, né con le attuali possibilità, banalmente bruciato in un inceneritore.

    Contenitori rifiuti raccolta differenziata

    La tartaruga con le pinne

    Anche quest’anno la Hera propone a Ecomondo Key Energy opere d’arte che riutilizzano materiali e rifiuti, evidenziando un problema che attende urgente soluzione. Quello della plastica in mare, ben rappresentato da questa tartaruga di bottoni con le pinne da sommozzatore.

    Tartaruga di bottoni con pinne da sub Ecomondo 2019 Hera

     

  • I spoke to an Artificial Intelligence Cartoon Character – Ho parlato con un cartone animato (English text + testo italiano)

    English text

    Here is what’s next in human machine interaction

    Natachi is a computer created Artificial Intelligence cartoon character.

    It knows about Italian pizza, and has never had spaghetti. It only has cat food in the future and speaks to me in Tokyo, Japan

    This video shows how machines will be able in a very near future to fully interact with humans.

    It will happen very soon

    My conversation with the Artificial Intelligence cartoon character Natachi shows how we will interact with our domestic appliances, as well as cars very soon in the future.

    Artificial Intelligence

    To learn more about Artificial Intelligence, click here and read my article (in Italian) with a VIDEO (in Italian) Nuova intelligenza artificiale, lavoro di gruppo per i Robot.  

    Testo in italiano

    Ecco il futuro prossimo dell’interazione tra uomo e macchina

    Natachi è un personaggio dei cartoni animati creato al computer e dotato di intelligenza artificiale.

    Conosce la pizza italiana e non ha mai mangiato gli spaghetti. Mangia soltanto cibo per gatti del futuro e parla con me a Tokyo, in Giappone.

    Questo video mostra come le macchine saranno capaci in un futuro molto vicino di interagire completamente con gli uomini.

    Accadrà molto presto

    La mia conversazione con il cartone animato dotato di intelligenza artificiale Natachi mostra come interagiremo con i nostri elettrodomestici e le nostre auto robot.

    Intelligenza artificiale

    Per saperne di più di Intelligenza Artificiale, clicca qui e LEGGI il mio articolo con VIDEO (in lingua italiana) Nuova intelligenza artificiale, lavoro di gruppo per i Robot.  

     

     

  • Salone di Tokyo, tutte le idee per vincere la corsa alla mobilità

    Poche automobili, molte idee. L’istantanea della 46ma edizione del Salone di Tokyo è significativamente nuova, ma non troppo per una manifestazione che ha messo l’innovazione sempre prima della mera novità commerciale da mettere in vetrina e da vendere. Chi si aspettava un Tokyo Big Sight traboccante di nuovi modelli sarà forse deluso, ma la sua lettura è troppo riduttiva e superficiale.

    Le novità che guardano oltremare

    Il Salone di Tokyo ha visto il debutto ufficiale di novità come Mazda MX-30, la prima elettrica della casa di Hiroshima, della Honda Jazz che in Giappone si chiama Fit e della Toyota Yaris che per i mercati patrii abbandona la denominazione Vitz e assume quella globale. E poi ci sono la nuova Toyota Mirai ad idrogeno e la Subaru Levorg, entrambi concept solo formalmente, ma già pronti e finiti.

    Viaggiano con un anticipo di 1 o 2 anni altri concept come la Mitsubishi Mi-Tech e la Nissan Ariya. Nel primo caso, sotto la veste di buggy ibrido plug-in a turbina va vista la nuova ASX. Nel secondo c’è un inedito crossover elettrico per il quale i discorsi erano iniziati proprio 2 anni fa, qui a Tokyo, la IMx. Ma se è per questo, anche la LQ di Toyota è un’evoluzione della Concept-i mostrata al CES di Las Vegas nel 2017, ma qui c’è Yui, il nuovo assistente ad intelligenza artificiale. Le idee sullo stile per la Ariya sono invece evidentemente cambiate da allora, con linee più semplici, ma il succo è che la Leaf avrà una sorella a ruote alte.

    Mitsubishi Mi-Tech concept

    Un concept “vero” è, senza dubbio, la Lexus LF-30: una show car che non si trasformerà in alcun modello, ma è piena di messaggi ed esce dal centro stile ED2 che Toyota ha in Francia, non a Nagoya. La Lexus non è nuova a questi voli in avanti accanto invece a studi che anticipavano quasi per intero un modello di serie.

    Lexus LF-30 Concept

    Tutto in 3,4 metri. O poco più

    E finora abbiamo elencato solo ciò che ha a che fare con quello che i giapponesi definiscono “overseas”. Per lo scenario locale, l’obiettivo si sposta verso le kei-car, le auto non più lunghe di 3,4 metri che in Giappone godono di una serie di vantaggi, anche fiscali, e riguardano la metà degli oltre 5 milioni di auto venduti ogni anno sull’Arcipelago. La Nissan la vede elettrica nella IMk, ma c’è chi è decisamente più creativo sul tema.

    Suzuki Every

    La Suzuki Every è una Wagon R trasformata in nursery mentre la nuova Hustler (piccolo crossover) è declinata in due allestimenti sperimentali. Eppure la proposta più interessante di Hamamatsu ha una taglia leggermente superiore (3,7 metri) e si chiama Waku Spo: è un coupé ibrido plug-in che, premendo un pulsante, si trasforma in una station wagon. Un esempio insolito di veicolo polifunzionale.

    Suzuki Waku Spo

    La Daihatsu, che ha lasciato il mercato europeo nel 2013, guarda agli altri paesi asiatici e per loro ha pronta la Perodua, suv lungo 4 metri. Poi ha 4 proposte e un… dono: il prestito alla “padrona” Toyota per fare del micro-roadster Copen la più piccola delle sportive marchiate GR. Il resto sono concept all’insegna della socialità. L’Icolco ha un sapore autenticamente nipponico: un microbus provvisto di Nipote, un piccolo robot che fa da assistente e dimostra ancora una volta quanto i nomi italiani suonino bene agli orecchi giapponesi. Sono le affinità elettive create da due lingue profondamente distanti e diverse, ma accomunate dall’elevata densità di vocali.

    Daihatsu Icolco & Nipote

    Dallo shinkansen alla mobilità individuale, per tutti

    I temi del primo e dell’ultimo miglio, e della micromobilità, sono evidentemente molto sentiti in Giappone. I motivi sono strutturali e contingenti. Parliamo di un paese poco più grande dell’Italia, ma con una popolazione più che doppia e più concentrata in agglomerati urbani: nell’area metropolitana di Tokyo vivono 38 milioni di persone. La bassissima natalità (8,3 su 1.000) e la longevità (oltre 83 anni) rappresentano un serio problema sociale per una nazione che vive il paradosso di essere una grande potenza industriale e tecnologica, ma è ancora fondamentalmente chiusa verso l’esterno.

    Inoltre sono in arrivo le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Tokyo del 2020 e i giapponesi vogliono farne la vetrina e il laboratorio di nuove soluzioni. I giochi Di Tokyo del 1964 furono l’occasione per il lancio dello Shinkansen e del concetto di treno ad alta velocità. Stavolta dal Sol Levante potrebbero arrivare le ricette giuste per distanze molto più brevi.

    Impressionante la mole di mezzi presentata da Toyota. Si parte dal bus Sora a idrogeno e si arriva agli strumenti di mobilità individuale passando per l’E-Palette, un minibus elettrico a guida autonoma per 20 persone: altrettanti saranno quelli che presteranno servizio presso il villaggio olimpico. E ci sono anche i Walking Area BEV tra cui il supporto per motorizzare le carrozzelle in pochi secondi. La casa delle Tre Ellissi vuole diventare una mobility company offrendo una soluzione per ogni esigenza, sia dal punto di vista del prodotto sia del servizio, anzi è la loro integrazione che costituisce un unico servizio.

     

  • Zero incidenti significa zero errori, per i robot è possibile?

    Il Robot cestista della Toyota non deve sbagliare

    Sembra un gioco ma non lo è perchè a queste tecnologie sarà affidata la nostra vita.

    Se il robot  fa canestro, allora la guida autonoma è possibile…

    Intelligenza Artificiale

    In queste due parole magiche c’è buona parte del nostro futuro.

    Tutte le grandi aziende stanno investendo vere e proprie fortune nello sviluppo delle nuove logiche di calcolo e delle necessarie tecnologie.

     

  • Per scoprire il futuro dell’energia e dell’auto il mondo guarda al Giappone

    Il nuovo Imperatore

    Il 22 ottobre 2019 è una giornata storica per il Giappone, viene incoronato il nuovo imperatore Naruhito in una cerimonia dalle origini antiche e dalla forma minuziosamente impostata.

    Forse sarà proprio il nuovo imperatore Naruhito a decidere di modificarne le modalità, visto che il suo rapporto con la consorte Masako è descritto da chi è vicino alla famiglia imperiale come decisamente più moderno rispetto ai canoni che la stessa cerimonia descrive.

    La tradizione vuole infatti soltanto la presenza di ospiti di genere maschile e la stessa prima donna dell’impero ha una posizione secondaria e simbolicamente sottomessa rispetto all’autorità imperiale.

    Il futuro dell’energia e dell’auto

    Il 23 ottobre 2019 apre i battenti il Salone dell’auto di Tokyo, dove il nuovo sistema energetico basato sulle fonti rinnovabili ha un ruolo di assoluto protagonista.

    Nuovi modelli, presentazioni e interviste. Ma soprattutto futuro.

    Fonti rinnovabili, Idrogeno, elettricità e batterie al litio

    Il sistema che il Giappone sta costruendo per un futuro che lo liberi dalla grande dipendenza dall’energia nucleare (per la produzione elettrica) e dai combustibili fossili (per la mobilità di auto e bus) è basato sui quattro pilastri fonti rinnovabili, idrogeno, elettricità e batterie al litio.

    Fonti rinnovabili, innanzitutto il solare, l’eolico e il geotermico, diffusione del nuovo combustibile idrogeno e sviluppo della sua promettentissima filiera industriale, utilizzo di elettricità e batterie al litio – che sono valse al Giapponese Yoshino il premio Nobel per la Chimica 2019 LEGGI articolo Ioni di litio, la batteria da Premio Nobel per la Chimica – per un panorama che sia in grado di rispettare l’ambiente ed alimentare una delle più grandi economie del mondo anche per i prossimi decenni.

    Toyoya, Mitsubishi, Honda e Nissan

    Debutta la nuova Toyota Mirai a idrogeno, che sarà su strada entro la fine del 2020. Ma arriva anche la nuova inedita piattaforma dedicata all’auto elettrica a batterie della stessa Toyota.

    La Mitsubishi sviluppa la sua già consolidata presenza tecnologica nella trazione elettrica a batterie e la congiunge in maniera emblematica all’intero sistema energetico, mostrando il suo sistema Dendo Drive House che mostra le grandi potenzialità di un’auto finalmente in rete anche da un punto di vista energetico.

    Mitsubishi Dando Drive House V2H

    Clicca qui e LEGGI l’articolo e guarda il VIDEO Vehicle-to-grid, L’auto scambia energia con la rete elettrica e la casa.

    La Honda sviluppa la sua strategia su tutti i tre fronti, con nuovi modelli elettrici LEGGI Dossier – Honda e L’auto elettrica è una questione di stile.

    La Nissan evolve il suo sistema già leader di vendite nel mondo per le auto elettriche a batterei con la Nissan Leaf e prepara lo sbarco su tutti i principali mercati, Europa ed Italia compresi, della nuova tecnologia ibrida serie E-Power., LEGGI articolo con Video-Opinione Bruno Mattucci Nissan Italia, arriva l’ibrido E-Power.