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  • Simulatore di guida Volvo, la realtà supera i videogiochi

    Il nuovo simulatore di guida Volvo, secondo gli ingegneri svedesi che lo hanno sviluppato, è “il simulatore di guida definitivo”.

    L’innovativo sistema di realtà mista è di evidente derivazione dal mondo dei videogiochi e rappresenta una tecnologia chiave per portare avanti nuove soluzioni per la sicurezza e per la guida autonoma.

    La postazione include un sedile di guida con simulatore di movimento, un volante con feedback tattile e un visore per realtà virtuale con qualità cristallina delle immagini.

    Diventa veramente difficile distinguere la realtà dalla simulazione.

    Il kit da sogno per qualsiasi giocatore di videogame, insomma. Il simulatore di Volvo Cars spinge la percezione oltre il limite precedente.

    Postazione simulatore Volvo

    Piattaforma Unity e dispositivi Varjo

    Il simulatore utilizza l’avanzatissima tecnologia della principale piattaforma Unity di sviluppo 3D in tempo reale e i dispositivi professionali di realtà virtuale e mista della società finlandese Varjo per riprodurre la guida di un’auto vera su strade reali.

    Ciò è reso possibile dalla combinazione di una grafica 3D ad alta definizione estremamente realistica, un visore per la realtà aumentata e una tuta intera a marchio Teslasuit in grado di fornire un feedback tattile dal mondo virtuale e di monitorare al contempo le reazioni corporee.

    Questo particolare abbinamento di tecnologia software e hardware consente agli esperti di Volvo Cars di simulare infiniti scenari di traffico su un percorso di prova reale, utilizzando una vettura reale, il tutto in completa sicurezza.

    I tecnici possono così estrapolare importanti informazioni sull’interazione fra le persone e la vettura da utilizzare per lo sviluppo di nuove funzionalità e dotazioni di sicurezza, assistenza alla guida e guida autonoma. 

    Dettaglio simulatore Volvo

    I collaudatori possono interagire con ipotetiche funzionalità di sicurezza attiva e di assistenza alla guida, provare interfacce utente di guida autonoma di prossima realizzazione, testare futuri modelli di autovetture e simulare molti altri scenari.

    Il sistema può essere utilizzato su strade di prova reali oppure nel laboratorio di collaudo e ogni scenario è completamente personalizzabile.

    Simulazione in diretta streaming

    Un team di esperti in tecnologie innovative della Casa automobilistica ha realizzato una dimostrazione dell’utilizzo del “simulatore definitivo” di Volvo Cars nel corso di un evento trasmesso in diretta streaming dalla Open Innovation Area di Volvo. 

    L’anno scorso, Volvo Cars, insieme a Varjo, è stata la prima Casa automobilistica a rendere possibile la guida di un’auto reale indossando un visore per realtà mista.

    Tute con feedback tattile della Teslasuit

    La collaborazione esistente fra le due aziende è stata ora ampliata così da includere Unity e Teslasuit, azienda produttrice di tute intere con feedback tattile.

    Indossare simulatore di guida Volvo

    Secondo Casper Wickman, responsabile della divisione User Experience della Open Innovation Arena di Volvo e membro del team che ha partecipato alla diretta streaming, il simulatore permette a Volvo Cars di studiare reazioni umane autentiche in un ambiente sicuro e con un costo decisamente più basso di un test reale.

    La collaborazione della Volvo con aziende come Varjo, Unity e Teslasuit ci ha permesso di testare moltissimi scenari che sembrano reali in tutto e per tutto, senza dover costruire o allestire nulla.

    Spiega Casper Wickman., che prosegue: “Possiamo così provare auto reali in situazione di traffico in transito che sembrano assolutamente reali, ma che possono essere regolate semplicemente azionando un tasto”.

    Simulatore di guida Volvo

    Visore Varjo per realtà mista

    Il visore XR-1 Developer Edition prodotto da Varjo monta una serie di videocamere per creare un effetto di realtà mista e garantisce un’esperienza di realtà mista o virtuale con risoluzione ad alta definizione. Il visore XR-1 di Varjo consente di integrare nel mondo reale, senza soluzione di continuità, gli oggetti e gli ambienti creati nella piattaforma Unity.

    Teslasuit

    Sfruttando l’applicazione di forze, vibrazioni o movimenti, la tecnologia tattile permette di ricreare la sensazione del tatto quando si interagisce con il mondo virtuale.

    Indossando l’avanzata tuta tattile intera di Teslasuit, gli specialisti di Volvo incaricati delle simulazioni possono percepire, sebbene in misura ridotta, le forze cui sarebbe sottoposto il corpo in caso di incidente, senza tuttavia correre alcun rischio reale.

    La tuta consente inoltre agli ingegneri di Volvo di testare le reazioni del fisico umano studiando la variazione delle reazioni muscolari, dei livelli di stress e della frequenza cardiaca nelle situazioni di pericolo e di utilizzare poi quanto appreso per sviluppare la prossima generazione di sistemi di sicurezza volti a evitare e mitigare le situazioni di rischio.

    Simulatori Unity

    Gli scenari di simulazione vengono creati utilizzando i software 3D in tempo reale di Unity, l’azienda che ha sviluppato una delle piattaforme per lo sviluppo di videogiochi più popolari al mondo.

    Utilizzando Unity, gli esperti di Volvo possono creare ambienti e oggetti virtuali da utilizzare nelle simulazioni o inserire un dettagliatissimo modello tridimensionale di qualsiasi auto progettata da Volvo in qualunque ambiente virtuale, valutando il prototipo in diverse condizioni di illuminazione, in luoghi e condizioni atmosferiche differenti.

  • Hyundai E-GMP, ecco la base tecnologica di Kia e Hyundai elettriche del futuro

    Hyundai E-GMP (Electric-Global Modular Platform) è la base tecnologica della gamma elettrica di prossima generazione di Hyundai e Kia.

    Già il prossimo anno la piattaforma E-GMP sarà alla base di due modelli “nati elettrici”, un’inedita Kia che verrà presentata entro l’anno e la Hyundai Ioniq 5.

    Entro il 2025, il gruppo Hyundai ha in programma di introdurre 23 modelli a batteria e la vendita di oltre un milione di veicoli elettrici a batteria in tutto il mondo 

    Piattaforma Hyundai E-GMP con telaio

    Vantaggi di una piattaforma dedicata

    Progettata esclusivamente per veicoli elettrici a batteria, la piattaforma Hyundai E-GMP offre diversi vantaggi rispetto a quelle derivate da piattaforme nate per motori a combustione interna.

    Principali vantaggi sono flessibilità nello sviluppo, miglioramento delle performance, incremento della sicurezza e dinamica di guida migliorata, oltre a maggiore autonomia e spazio interno per passeggeri e bagagli. 

    “Oggi i nostri modelli elettrici a trazione anteriore di Hyundai e Kia sono già tra i più efficienti nei rispettivi segmenti”, ha commentato Albert Biermann, President and Head of R&D Division di Hyundai Motor Group.

    Con la nostra piattaforma E-GMP a trazione posteriore estendiamo la nostra leadership tecnologica in categorie dove i clienti richiedono ottime dinamiche di guida ed eccezionali livelli di efficienza.

    Piattaforma Hyundai E-GMP tre quarti

    Molti modelli di diversi segmenti

    La piattaforma E-GMP permette lo sviluppo di diverse tipologie di veicoli, dalle berline ai SUV.

    Un modello ad alte prestazioni già in corso di sviluppo sarà capace di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 3,5 secondi e di raggiungere i 260 km/h di velocità massima. 

    Caratteristiche

    La piattaforma Hyundai E-GMP è stata sviluppata per offrire prestazioni migliorate in termini di performance e tenuta di strada ad alte velocità.

    La distribuzione del peso è bilanciata tra anteriore e posteriore e il baricentro è particolarmente basso, grazie al posizionamento del pacco batteria e al posizionamento dei motori elettrici nello spazio solitamente occupato dal motore, sotto il cofano anteriore.

    Piattaforma Hyundai E-GMP davanti

    Tenuta e stabilità sono migliorate dalle sospensioni posteriori a 5 link e dal primo Integrated Drive Axle (IDA) prodotto in serie al mondo, che combina in un’unica soluzione cuscinetti, rotismo e albero di trasmissione per portare potenza alle ruote.

    Sicurezza in caso di impatto

    La piattaforma garantisce la sicurezza della batteria attraverso una struttura di supporto in acciaio ad alta resistenza, irrigidita ulteriormente da elementi in acciaio stampato a caldo.

    Le forze derivanti dagli urti sono assorbite in maniera efficiente grazie a innovative strutture di assorbimento dei carichi ed una sezione centrale del pacco batteria fissato al corpo vettura.

    Una struttura di distribuzione del carico raccordata ai montanti anteriori previene la deformazione dell’abitacolo.

    Il pacco batteria avrà la densità di potenza migliorata del 10% rispetto all’attuale tecnologia e può essere posizionato più in basso, liberando spazio all’interno dell’abitacolo. 

    Modulo elettrico

    Il modulo Power Electric (PE) di E-GMP è composto da motore elettrico, una trasmissione EV e inverter tra loro integrati in un unico e compatto insieme.

    Modulo elettrico Hyundai E-GMP

    Questo garantisce elevate prestazioni aumentando fino al 70% la velocità massima di rotazione del motore rispetto ai motori già esistenti.

    Trazione posteriore oppure integrale

    La piattaforma Hyundai E-GMP è di base a trazione posteriore, con la possibilità di realizzare sia configurazioni a trazione posteriore, sia a trazione integrale.

    Batteria modulare

    Tutti i veicoli sviluppati sulla piattaforma E-GMP utilizzano un’unica tipologia di modulo batteria standardizzato, che è composto da celle di tipo pouch e può essere equipaggiato con un diverso numero di celle in base al veicolo. 

    Infografica Hyundai E-GMP

    Ricarica 800 V e 400 V bidirezionale ad alta velocità 

    La maggior parte dei modelli EV e le infrastrutture di ricarica rapida attuali possono arrivare a 50-150 kW e sono equipaggiati con un’architettura a 400V.

    Lo sviluppo dell’infrastruttura a 800V, che permette di arrivare fino a 350 kW, si espanderà in futuro, rendendo possibile una ricarica ancora più veloce. 

    Piattaforma Hyundai E-GMP su piedistallo

    Questo è in linea con l’ingresso del gruppo Hyundai in Ionity – il network di ricarica ad alta potenza leader in Europa – in qualità di partner strategico e azionista.

    La piattaforma E-GMP offre di serie capacità di ricarica a 800V, e permette anche la ricarica a 400V senza la necessità di componenti aggiuntive o adattatori.

    Il sistema multi-ricarica è la prima tecnologia brevettata al mondo ad adoperare il motore e l’inverter per variare da 400V a 800V e avere così una compatibilità di ricarica stabile.

    Autonomia di base 500 chilometri

    Un veicolo elettrico basato sulla E-GMP è progettato per un’autonomia di guida di almeno 500 km con una ricarica completa, secondo il ciclo WLTP.

    La piattaforma è progettata per una ricarica rapida della batteria all’80% in soli 18 minuti ed è capace di aggiungere fino a 100 chilometri di autonomia con una carica di cinque minuti.

    Il recentemente progettato Integrated Charging Control Unit (ICCU) rappresenta un’evoluzione rispetto agli attuali On-Board Charger (OBC), che tipicamente consentono il flusso di energia da una fonte di energie esterna in una sola direzione.

    Hyundai E-GMP alimentazione carichi esterni

    L’auto può alimentare direttamente carichi esterni

    La ICCU apre la strada a una nuova funzione vehicle-to-load (V2L), capace anche di utilizzare l’energia della batteria del veicolo per alimentare carichi esterni senza componenti aggiuntivi.

    Questa tecnologia permette alle auto basate sulla piattaforma E-GMP di fornire corrente per apparecchiature elettriche (110/220V) in qualsiasi luogo.

    Ricarica da auto ad auto

    Il sistema può essere usato perfino per ricaricare un altro veicolo elettrico. 

    La funzione V2L può fornire fino a 3,5 kW di potenza, e può quindi far funzionare diversi elettrodomestici, come un condizionatore di medie dimensioni e un televisore da 55’’ fino a 24 ore.

  • Toyota RAV4 Plug-in Hybrid, insieme alla spina arrivano le batterie al litio

    Toyota RAV4 Plug-in Hybrid, iniziano le vendite in Italia della versione più potente che promette di essere anche la più efficiente in termini di consumo di carburante.ì ed emissioni.

    Dopo aver lanciato negli anni scorsi la versione Plug-in della Prius, la Toyota sceglie la tecnologia Plug-in Hybrid per un modello di volume.

    La sfida

    La sfida del Toyota RAV4 Plug-in Hybrid è chiara, riuscire a coniugare l’efficienza della tecnologia Full Hybrid Toyota con una capacità di percorrenza in modalità esclusivamente elettrica selezionabile dal guidatore e variabile – secondo i dati del costruttore – tra i 75 chilometri e i 98 chilometri.

    Toyota RAV4 Plug-in Hybrid avanti statico

    Prestazioni

    La potenza complessiva è di 225 kW (306 cavalli), è in grado di regalare un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6 secondi.

    La modalità di guida EV mode permette al RAV4 PHEV di comportarsi come un veicolo elettrico e percorrere 75 km a 0 emissioni nel ciclo combinato e fino a 98 km nel ciclo urbano.

    La velocità massima in modalità soltanto elettrica di 135km/h.

    Il modello può così percorrere in condizioni di test di omologazione 100km con 1 litro di benzina ed emettere 22 g di CO2 per km.

    A batteria scarica è un Full-Hybrid

    All’esaurimento dell’autonomia per la guida in EV mode, il RAV4 Plug-in utilizza la tecnologia Full Hybrid di Toyota.

    Il nuovo RAV4 Plug-in Hybrid è equipaggiato di serie con il sistema di trazione integrale elettrica AWD-i.

    Toyota RAV4 Plug-in Hybrid posteriore statica

    Batteria al litio

    La Toyota introduce una nuova batteria agli ioni di litio nel RAV4 PHEV, mentre il sistema ibrido con motore a benzina Hybrid Dynamic Force da 2,5 litri è praticamente quello dell’unità del RAV4 Hybrid, con affinamenti finalizzati a migliorare i requisiti prestazionali del sistema ibrido tradizionale nel passaggio all’architettura energetica plug-in.

    Le dimensioni compatte della batteria agli ioni di litio consentono di contenerla interamente sotto il pianale del veicolo.

    Il vano di carico del bagagliaio è di 520 litri. La posizione della batteria nel veicolo contribuisce a conferire al RAV4 Plug-in Hybrid un baricentro basso, migliorando la stabilità e il comfort di guida.

    Ricarica completa in 2,5 ore

    La presa di ricarica è protetta da uno sportellino che si blocca e sblocca automaticamente con le porte del veicolo.

    Il Toyota RAV4 Plug-in è equipaggiato con due cavi standard di cui uno collegabile ad una normale presa domestica e l’altro, di tipo Mennekes (32A, 6.6 kW), che consente di completare una ricarica in 2 ore e mezza se collegato a una wallbox.

    Toyota RAV4 Plug-in interni ampio

    Inoltre, grazie all’APP MyT ed ai servizi connessi diventa possibile controllare lo stato della batteria, pianificare l’orario di ricarica e programmare il sistema di condizionamento.

    Versioni e prezzi

    La gamma di lancio del RAV4 Plug-in Hybrid prevede due allestimenti.

    La versione d’ingresso è la Dynamic+, che offre di serie i cerchi in lega da 18’’, fari a LED, vetri posteriori oscurati, Power back door, sistema multimediale Toyota Touch 3 da 9’’ con DAB, navigatore satellitare e smartphone integration, wireless charger, sedili in pelle sintetica riscaldati e sedile guidatore regolabile elettricamente con supporto lombare e tutti i sistemi di sicurezza attiva con il Toyota Safety Sense.

    Il top di gamma è invece la versione Style+ con cerchi in lega da 19’’, tetto panoramico, sedili in pelle, sedili anteriori ventilati, Head-up display, sistema premium audio JBL, Panoramic view monitor a 360° e smart rear view mirror.

    La gamma RAV4 Plug-in parte dai 55.500 euro per la versione Dynamic+, un prezzo che, grazie agli Hybrid bonus ed agli attuali incentivi statali per il mese di dicembre si trasforma in un prezzo promozionale di 45.500€ in caso di rottamazione.

    Toyota RAV4 Plug-in interni posto guida

    Stessa dinamica per l’allestimento Style+ che partendo da un listino di 60.000 € sarà proposto ad un prezzo promozionale di 49.000€ in caso di rottamazione.

    Si può già ordinare

    Nuovo RAV4 Plug-in Hybrid è immediatamente ordinabile, l’arrivo delle vetture è previsto per il mese di aprile presso le concessionarie Toyota.

  • Auto elettriche e ibride, Italiani sempre più vicini all’acquisto. Ma c’è ancora poca conoscenza della tecnologia

    Auto elettriche e ibride si avvicinano alla diffusione di massa proprio mentre l’auto personale si conferma il mezzo di trasporto preferito, in tempi di emergenza sanitaria.

    Auto personale preferenze

    Oltre 9 su 10 Italiani acquisterebbero vetture ibride e quasi 9 su 10 vetture elettriche.

    Italiani auto ibrida

    La principale motivazione sarebbe di carattere sociale, con la responsabilità per uno sviluppo più sostenibile che spingerebbe all’acquisto di una vettura ‘green’.

    Italiani auto elettrica 2020

    A scoraggiare, invece, gli acquirenti ci pensa il pricing, troppo elevato degli ibridi mentre per l’elettrico la paura maggiore è legata alle batterie (tempi di carica, colonnina, autonomia).

    Conoscenza di ibride ed elettriche

    In tanti però si esprimono senza conoscere da vicino ciò di cui stanno parlando: per questo per 9 su 10 il test drive è determinante ai fini della decisione di acquisto.

    Italiani conoscenza ibrida elettrica plug-in

    Nonostante resti bassa la conoscenza dei motori elettrici ed ibridi e ancora in pochi li abbiano guidati, 2 italiani su 3 per averli sono disposti a pagare fino al 10% in più rispetto ai veicoli tradizionali. Per procedere all’acquisto risulta determinante il test drive di prova, che consente di superare alcune resistenze. 

    Sono queste le principali evidenza che emergono dalla nuova survey “Vetture ibride ed elettriche, cosa ne pensate?”, condotta nel mese di novembre da Areté, azienda che si occupa di consulenza strategica fondata da Massimo Ghenzer.

    Gli incentivi e la corsa alle auto elettrificate

    Complice la campagna di incentivi messa in piedi dal Governo, nel mese di ottobre la quota di queste vetture sul totale immatricolato ha superato il 25%.

    Un boom oggi dovuto in particolar modo alle diverse soluzioni ibride.  La survey fotografa la propensione all’acquisto dei consumatori: oltre 9 su 10 si dicono pronti a comprare vetture ibride e quasi l’87% ad acquistare auto elettriche.

    Italiani prova prima dell'acquisto

    In entrambe i casi il principale motivo di acquisto dichiarato è di carattere sociale («per non inquinare»), anche se la leva economica, nelle sue diverse forme, costituisce una componente essenziale del cambio di costumi in atto, in particolar modo per: il risparmio sul carburante (indicato dal 33% del campione), l’utilizzo degli incentivi (13%), la possibilità di non pagare il bollo (5%), i saving sulla manutenzione (5%), il mancato pagamento del parcheggio sulle strisce blu (3%). 

    Prezzi elevati e ansia da ricarica

    Si riduce quindi il partito degli scettici su queste tecnologie, il cui mancato feeling resta dovuto a ragioni ormai “storiche”: prezzo elevato dei modelli, perplessità sull’autonomia (per l’elettrico), incertezza sul luogo in cui ricaricarla (per l’elettrico).

    Esperienza di guida elettriche

    Ragioni spesso legate alla scarsa conoscenza di queste motorizzazioni e che nascono dalle esperienze personali: solo il 32% conferma di aver guidato almeno una volta un’auto ibrida e il 23% è stato al volante di un’elettrica.

    Tra i punti di forza dell’esperienza su vetture elettrificate, gli automobilisti indicano la silenziosità (segnalata dal 44% dei rispondenti), la guida rilassata (27%) e i bassi consumi (17%).

    Ancora poche le esperienze con ibrido ed elettrico

    Le cose non vanno meglio sul fronte teorico. Complessivamente oltre il 50% degli italiani conosce poco o per nulla le caratteristiche dei motori full/mild/plug-in hybrid.

    Esperienza di guida ibrida

    Proprio a causa della scarsa consapevolezza di queste alimentazioni, 9 potenziali acquirenti su 10 ritengono il test drive di prova  determinante per maturare la decisione di acquisto e per farlo sono pronti a recarsi in concessionaria (88%) o ad attendere presso il proprio domicilio (12%). 

    Leasing o noleggio?

    Altro capitolo riguarda le modalità di acquisto delle vetture elettriche, per le quali si accentua la tendenza a seguire canali meno tradizionali che consentono di superare diverse potenziali criticità connesse alla gestione della vettura (ad esempio manutenzione e rivendita dell’usato): oltre la metà si dice pronto a richiedere un finanziamento, il 6% ad attivare un contratto di leasing e ben il 15% intende servirsi delle crescenti soluzioni offerte dalle società di noleggio.

    Italiani modalità d'acquisto

    L’auto a nolo mette al sicuro l’automobilista da possibili problemi dovuti al cambio di paradigma e gli consente di evitare significativi immobilizzi di capitale.

    I dati della nostra survey –  sottolinea Massimo Ghenzer, presidente di Areté – evidenziano un mercato pronto alla svolta ibrido-elettrica, anche se la conoscenza delle varie tipologie di vetture ibride resta bassa.

    “Il dato interessante – continua Ghenzer – iguarda l’aspetto economico: i potenziali acquirenti, stando ai nostri dati, sarebbero disposti a pagarle fino al 10% in più rispetto all’acquisto di una vettura dotata di motore termico tradizionale”.

    “Per promuovere in modo efficace la loro diffusione – aggiunge – nel nostro parco circolante sarà necessario rivedere e ampliare in modo sostanzioso le politiche di incentivo per questi veicoli’’. 

  • I droni sono il seme dell’aeronautica di domani ad emissioni zero

    Ibrido, elettrico o idrogeno? Non parliamo di automobili ma di droni e, in seconda battuta di eVTOL ovvero gli electrical Vehicle Take Off and Landing e tutti i tipi di velivolo. I droni infatti hanno “in nuce” le tecnologie che vedremo su tutto ciò che vola. La discussione è quale sia la fonte di energia migliore: un motore a scoppio, una batteria o uno stack di celle a combustibile?

    I droni infatti hanno “in nuce” le tecnologie che vedremo su tutto ciò che vola. La discussione è quale sia la fonte di energia migliore: un motore a scoppio, una batteria o uno stack di celle a combustibile?

    Ibrido a 2 tempi

    La spagnola Quaternium ha segnato un altro punto per la prima delle tre fissando in 10 ore e 14 minuti il record per droni elettrici. Il quadricoptero HYBRiX ha consumato 16 litri di benzina a 95 ottani utilizzando come range extender un motore 2 tempi. Di certo, non il massimo per l’ambiente.

    drone
    L’elettrico è lontano…

    Un limite inavvicinabile per un drone elettrico. Il record relativo appartiene al turco Okzuz: 1 ora 5 minuti e 51 secondi. Interessante che il velivolo pesasse meno di 5 kg e che il record risalga al 2015. Segno che le caratteristiche attuali delle batterie costringe a guardare altrove.

    Leggi l’articolo sul primo volo elettrico della Boeing

    L’idrogeno vola a lungo

    L’idrogeno è decisamente più competitivo. Nel 2019 il sud coreano MetaVista ha volato per 12 ore, 7 minuti e 5 secondi. Montava uno stack da 800 Watt e un serbatoio da 6 litri di idrogeno liquido. Dunque quasi 2 ore in più in aria, ma con un ‘combustibile’ decisamente più impegnativo.

    drone
    Una tecnologia ancora liquida

    L’idrogeno ribadisce la sua supremazia per il rapporto energia/massa: 6 kg di idrogeno danno quasi il 20% in più di autonomia rispetto a 16 litri di benzina. Ma quest’ultima, per essere liquida, non ha bisogno di -252,9 °C, occupa un volume molto inferiore e non si disperde al ritmo dell’1% al giorno.

    O società o niente

    L’idrogeno dunque ha un potenziale enorme per l’aviazione, ma la sua produzione e gestione deve essere strutturata. I problemi sono analoghi a quelli per i veicoli terrestri. Per quelli volanti, l’idrogeno andrebbe prodotto e stoccato nelle aerostazioni, pronto per il rifornimento. Per l’idrogeno ci vuole una società dell’idrogeno.

    L’idrogeno dunque ha un potenziale enorme per l’aviazione, ma la sua produzione e gestione deve essere strutturata. I problemi sono analoghi a quelli per i veicoli terrestri

    drone
    La via degli ioni

    Ma c’è anche una quarta via e l’ha intrapresa la Undefined Technology. Il suo drone sfrutta un vento ionico o plasma creato attraverso un forte campo magnetico che ionizza le particelle di ossigeno e azoto presenti nell’aria. Molte le analogie con la tecnologia che il MIT sta studiando per gli aerei.

    Leggi l’articolo sulla sfida tra MT e Wuhan per l’aereo del futuro

    Elettrica senza movimento

    Si tratta di una forma di propulsione elettrica senza parti in movimento che però non elimina un problema fondamentale: come generare l’energia necessaria? Un altro problema è il rumore. La Undefined Technology afferma però di essere riuscita a tenerlo sotto i 70 dB, dunque ai livelli di un aspirapolvere.

    drone
    Il vento potrebbe cambiare

    Il prototipo della start-up di Doral (15 miglia a Est di Miami) dimostra che anche per la propulsione a vento ionico ci stiamo avvicinando ad un bilancio tra massa, potenza ed energia competitivo. Peccato che proprio il fatto di non avere parti in movimento lo escludano da applicazioni “terrestri”.

    Il futuro è già in volo

    Chi vincerà? Probabilmente accadrà quello che sta succedendo anche per i veicoli: coesistenza tra tante tecnologie con tassi di elettrificazione che cresceranno gradualmente. L’altro fattore di differenziazione sarà il tipo di utilizzo. Tra aerei a corto, medio o lungo raggio, elicotteri, eVOTL per servizi taxi o logistici e droni c’è sicuramente spazio per tecnologie e applicazioni diverse.

  • Porsche Taycan nel Guinness dei primati, è sua la derapata elettrica più lunga del mondo

    La Porsche Taycan elettrica entra nel Guinness dei primati con la derapata più lunga mai realizzata con un veicolo elettrico.

    Il record mondiale è stato stabilito dall’istruttore della Porsche Dennis Retera nel Porsche Experience Centre (PEC) del Circuito di Hockenheim in Germania.

    Duecentodieci giri in derapata

    Nel tempo complessivo di 55 minuti, l’istruttore Porsche esperto di derapata ha percorso 42,171 chilometri. In base ai registri ufficiali del Guinness World record, si tratta del record mondiale per la più lunga derapata continua al volante di un’auto elettrica.

    Porsche Taycan record derapata bagnato

    L’auto utilizzata è la versione a trazione posteriore della Taycan, attualmente in vendita in Cina. La velocità media è stata 46 km/h.

    La Porsche Taycan elettrica guidata da Dennis Retera ha corso in derapata completando per 210 volte l’anello di 200 metri senza mai tornare a puntare le ruote anteriori verso la curva.

    Anello pista Porsche Experience Center Hockenheim

    La tecnica spiegata dall’istruttore Porsche

    L’olandese Dennis Ratera è il capo istruttore presso il Porsche Experience Centre di Hockenheim e ha gareggiato in passato nelle categorie kart e monoposto e partecipato a gare di resistenza.

    Quando i dispositivi di stabilità di marcia sono disattivati, è molto facile realizzare un power slide con la Porsche elettrica, soprattutto con questa versione a trazione esclusivamente posteriore

    Continua Dennis Retera. “Si ha sempre potenza sufficiente a disposizione. Il baricentro basso e il passo lungo garantiscono la stabilità del veicolo. La precisa configurazione di telaio e sterzo consentono un controllo perfetto in ogni momento, anche quando la vettura si muove lateralmente”.

    Porsche Taycan derapata

    Ma non tutto è facile come sembra sentendo parlare il super-esperto Matera.

    “È stato molto faticoso mantenere alta la concentrazione per 210 giri, soprattutto perché l’asfalto irrigato del circuito di drifting non garantisce un’aderenza omogenea. Mi sono concentrato sul controllo della derapata con lo sterzo, un approccio che è più efficiente rispetto all’uso del pedale dell’acceleratore e riduce il rischio di testacoda”. 

    Record ufficiale

    Il tentativo si è svolto sotto la supervisione della giudice ufficiale del Guinness dei Primati, Joanne Brent, sul circuito irrigato del PEC riservato alle prove di guida dinamica.

    Porsche derapata record Guinness

    Ci era già capitato di assistere ad alcuni record di drifting, ma il fatto che fosse coinvolta un’auto sportiva elettrica ha rappresentato qualcosa di molto speciale anche per noi. In questo caso, Porsche ha davvero fatto qualcosa di pionieristico.

    L’esperta del Guinness ha documentato il record supportata da tutti gli di ausili tecnici e da altri tecnici indipendenti.

    Fra gli esperti indipendenti c’era anche l’ingegnere Denise Ritzmann, la quale, prima del tentativo di record e su incarico della società di testing Dekra, ha confermato la condizione di regolarità e di idoneità alla circolazione su strada della Taycan di pre-produzione a trazione posteriore.

    Porsche Taycan derapata posteriore

    Denise Ritzmann è esperta di drifting, visto che è stata campionessa europea di questo sport nel 2018 e nel 2019.

    La Ritzmann si è occupata di verificare che la Taycan rimanesse in derapata permanente per tutto il tentativo di record.

    Si vede immediatamente se le ruote anteriori puntano in una direzione diversa rispetto alla curva. Finché è così, significa che l’auto è in derapata.

    Ha spiegato la pilota Denise Ritzmann, che ha vissuto col fiato sospeso tutti i giri – uno per uno – fino all’impresa della Porsche Taycan.

    Pilota Porsche Taycan record derapata
  • Kia e-Niro, il design di muso e sportellino fa la differenza

    Attualmente guido una Kia e-Niro color bianco neve con vernice perlata.

    Tornerò nelle prossime settimane a parlarne per descrivere l’esperienza dal punto di vista della funzionalità, dell’efficienza energetica e della capacità del modello di mantenere le promesse in termini tecnologici.

    Emozione, colore e design

    Adesso, però, voglio condividere la prima emozione, quella che quando la vivi si attacca al modello in modo indelebile e lo accompagna a lungo nella percezione personale.

    Ho già avuto un’altra Kia e-Niro color grigio scuro interstellare. Bellissimo colore, anche comodo da gestire.

    Clicca qui per vedere l’arrivo in bisarca della mia precedente Kia e-Niro color grigio interstellare.

    Ma bianca neve con vernice perlata è un’altra cosa. Per me è il colore giusto per questo modello. E spiego anche perchè…

    Muso e sportellino Kia e-Niro

    Muso e sportellino

    Il colore bianco perlato esalta la percezione del muso completamente chiuso quando si guarda l’auto sia ferma, sia in movimento.

    Questo esalta l’altro particolare che per un’auto così è tutt’altro che secondario. Il design dello sportellino di ricarica, al sagomatura e l’integrazione nelle forme e nelle linee anteriori si vede bene col colore bianco.

    Con i colori scuri non è la stessa cosa.

    Effetto Wow

    Con il bianco neve perlato il design di muso e sportellino fa scattare l’effetto Wow, cioè proprio quello che un’auto che guarda al futuro forte delle sue Zero Emissioni allo scarico, deve stimolare.

    Sportellino Kia e-Niro bianca

    Clicca qui per leggere Kia e-Niro crossover 100% elettrico compatto – Dossier.

  • Roma Capitale e BePooler per il carpooling del comune e di tre grandi Università

    Roma Capitale punta sul carpooling. La Città Eterna sceglie l’azienda svizzera BePooler per operare il servizio di condivisione delle auto per i dipendenti del Comune e per le tre grandi Università statali Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre. 

    Oltre duecentomila potenziali utilizzatori

    Attraverso Roma Servizi per la Mobilità (RSM), ha preso il via uno dei capisaldi del Piano sulla Mobilità Sostenibile che potrà coinvolgere oltre 180.000 potenziali utilizzatori delle tre grandi Università della Capitale e oltre 24.000 potenziali utilizzatori delle strutture dell’amministrazione capitolina incaricando la piattaforma per l’organizzazione di viaggi condivisi più innovativa d’Europa. 

    Sapienza Università di Roma

    Con oltre 200.000 potenziali utenti BePooler e il Roma Capitale sono convinti di poter dare un ausilio e un valido supporto al Trasporto Pubblico Locale, anche in tempi di emergenza sanitaria. 

    Possibile anche in era Covid

    Il carpooling tracciato e certificato di BePooler è coerente anche con le recentissime indicazioni ministeriali per il trasporto con auto privata.

    I passeggeri non conviventi possono viaggiare distanziati indossando la mascherina fino a tre componenti (il guidatore sul sedile anteriore e fino a due passeggeri sul sedile posteriore). 

    Carpooling BePooler

    Il servizio, di cui si sono fatti promotori Annalisa Mangone di BePooler e Stefano Brinchi di RSM, sarà lanciato a brevissimo.

    Parcheggi e percorsi dedicati

    Darà la possibilità ai dipendenti e agli studenti di effettuare viaggi condivisi fruendo anche di parcheggi dedicati e, ove possibile, accesso alle zone a traffico limitato e transito privilegiato su talune direttrici. 

    BePooler

    ‘’E’ un grande privilegio poter lavorare ad un progetto tanto stimolante quanto utile che premia il grande impegno di BePooler per funzionalità tecnologiche della piattaforma e la grande attenzione all’esperienza d’uso degli utilizzatori – ha dichiarato Marco Mauri, Presidente di BePooler.

    Cartello Car Pooling

    Università Roma Tre

    A fargli eco Stefano Carrese, delegato di Roma Tre per la mobilità sostenibile  che ha commentato: ‘’Le Università hanno aderito con entusiasmo alla proposta di Roma Capitale ritenendo di offrire sia al proprio personale che agli studenti un ottimo strumenti di mobilità, versatile, sicuro sotto il profilo sanitario e soprattutto innovativo e che rende le Università Romane competitive anche con le altre Università europee in termini di accesso e logistica che sono, dopo la qualità degli insegnamenti, elementi di fondamentale importanza per studenti e dipendenti’’. 

    Car Pooling

    Sperimentazione positiva

    Dopo una fase di positiva sperimentazione nata dalla collaborazione con Roma Servizi per la Mobilità e BePooler, Roma Capitale ha potuto verificare concretamente le potenzialità del carpooling per i dipendenti del Colle Capitolino.

    L’esperienza di comunità inizia ad essere ora replicata anche in altre comunità di utilizzatori e distretti operativi della Città, affiancando e fornendo ausilio al Trasporto Pubblico Locale anche in questi momenti di difficoltà organizzativa generati dalla crisi sanitaria. 

  • Kia Sorento Plug-in Hybrid, tanto spazio alla trazione elettrica

    Il nuovo Kia Sorento in versione plug-in hybrid arriverà sul mercato in Italia nel primo trimestre del prossimo anno.

    Pacco batterie, serbatoio per il carburante, motore termico e motore elettrico sono stati integrati nella struttura del veicolo per lasciare più spazio possibile nell’abitacolo e nel vano di carico.

    A bordo c’è così posto per sette passeggeri e il bagagliaio con la terza fila di sedili ripiegata offre una capacità di 809 litri.

    Motori e autonomia elettrica

    Il motore a combustione interna è quattro cilindri T-GDi da 1,6 litri turbo con iniezione diretta di benzina co potenza massima di 180 CV e coppia massima di 265 Nm.

    Il motore elettrico ha una potenza di 67 kW con una coppia massima di 304 Nm.

    Il funzionamento combinato dei due motori rende disponibili a bordo del Kia Sorento Plug-in Hybrid265 CV e 350 Nm di coppia. 

    L’autonomia in modalità totalmente elettrica è indicativamente di 50 Km ed è garantita da una batteria al litio di tipo polimerico con capacità di 13,8 kWh.

    Tutti i componenti energetici sotto l’abitacolo

    La batteria è collocata sotto i sedili anteriori, ben integrata nel pianale della vettura, ed è raffreddata ad acqua grazie a un circuito indipendente. la posizione bassa – come avviene per i veicoli esclusivamente elettrici – permette di migliorare le doti di stabilità.

    La forma a “sella” e la collocazione al di sopra dell’albero di trasmissione consentono di non sottrarre spazio né all’abitacolo, né al vano bagagli.

    Questo lascia inalterata la possibilità di una configurazione a 7 posti con terza fila di sedili.

    Anche il serbatoio del carburante da 67 litri del Kia Sorento Plug-in Hybrid si trova sotto il pavimento dell’abitacolo. Mentre la prima fila di sedili ha sotto i piedi la batteria, infatti, la seconda fila è posizionata sopra il serbatoio di benzina.

    Completa la collocazione al di sotto degli spazi utilizzabili dei componenti energetici il fatto che l’alimentatore delle batterie da 3,3 kW è posto sotto il pianale di carico del bagagliaio.

    Kia Sorento premio Germania

    Premio in Germania

    Il nuovo Kia Sorento si è aggiudicato il prestigioso premio Golden Steering
    Wheels (Das Goldene Lenkrad) in Germania.

    Il premio è assegnato ogni anno dalle testate AUTO BILD e BILD am SONNTAG. I lettori delle due pubblicazioni hanno premiato il Suv della Kia, nella categoria Grandi SUV.

    Il Kia Sorento ha superato nella fase finale due finaliste di tutto rispetto come Aston Martin DBX e BMW X6.

    Kia e Ionity

    Hyundai-Kia e Ionity

    A conferma dell’ambiziosa e convinta strategia di elettrificazione, il gruppo Hyundai è da poco entrato come partner strategico e azionista in Ionity, la principale rete di rifornimento per veicoli elettrici ad alta potenza in Europa.

    La rete di ricarica veloce Ionity adotta lo standard europeo CCS (Combined Charging System) e utilizza energie rinnovabili al 100%.

  • La mobilità condivisa è una soluzione, ancora troppo costosa secondo l’ACI

    La mobilità condivisa va bene per il traffico e per l’ambiente, ma è ancora troppo costosa. È quanto emerge da una ricerca realizzata dalla Fondazione Filippo Caracciolo di ACI e presentata in occasione dell’Executive Master in Circular Economy Management della Luiss il cui modulo Smart Mobility è coordinato dal professor Fabio Orecchini.

    Giraci
    Sotto gli 8.000 km l’anno la condivisione conviene

    Secondo lo studio infatti ogni spostamento urbano costa 4,5 euro in scooter sharing, 7,2 euro in car sharing 11,9 euro in taxi. Una bella differenza rispetto agli 1,5 euro per costo del biglietto per il trasporto urbano a Roma. Se quest’ultima non imponesse un’attesa media di 20 minuti, sarebbe la soluzione migliore. A queste condizioni, la mobilità pubblica e condivisa conviene solo se si percorrono meno di 8.000 km all’anno.

    Secondo lo studio ogni spostamento urbano costa 4,5 euro in scooter sharing, 7,2 euro in car sharing 11,9 euro in taxi. Una bella differenza rispetto agli 1,5 euro per costo del biglietto per il trasporto urbano a Roma

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    Il ritorno all’auto di proprietà

    Questi numeri derivano dai dati forniti dagli operatori della mobilità condivisa, dal PRA, dalle statistiche ACI-Istat sugli incidenti stradali e dalle scatole nere installate sui veicoli. L’automobile di proprietà costa mediamente 3.926 euro all’anno, il suo utilizzo è cresciuto durante la pandemia da Covid-19 eppure è economicamente la più conveniente, se si calcolano soltanto i costi diretti.

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    Il fattore parcheggio

    Il ragionamento cambia se si considerano i costi indiretti derivanti da una mobilità inefficiente. Taxi e scooter sharing sono infatti i più veloci (velocità media di 19 km/h) poiché non hanno problemi di parcheggio. Per il car sharing invece la ricerca di uno spazio per posteggiare copre fino al 30% ed oltre il tempo complessivo di trasferimento. Fattore che influenza pesantemente il bilancio delle emissioni.

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    L’incentivazione della mobilità condivisa

    Per rendere allora più conveniente la mobilità condivisa occorrerebbe ridurre il costo del car sharing almeno del 15% e del 10% i tempi di percorrenza del taxi. Questo grazie alla diminuzione del traffico e all’aumento delle corsie preferenziali. In questo caso, la soglia di convenienza dell’auto di proprietà si alzerebbe a 11.000 km, dunque oltre la media di percorrenza media annua.

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    I benefici potenziali per il dopo Covid-19

    Facendo la somma di tutti i benefici, le famiglie potrebbero risparmiare tra i 390 e i 935 euro all’anno. Questo però sarebbe possibile solo con una politica di incentivazione pubblica. Ma questa è una prospettiva fattibile per il dopo Covid-19? Va detto che già nel 2019 si è assistito ad un consolidamento del car sharing in Italia con un calo degli utenti attivi del 30% e una crescente segmentazione dell’utilizzo.

    Enjoy
    Un fenomeno già in consolidamento

    Gli iscritti, come segnala l’Aniasa, sono circa 2,2 milioni formato da strati di utenza ben precisi che vanno dai “curiosi” ai saltuari fino agli utilizzatori fidelizzati. Fino al 2019 erano rimasti costanti sia il numero di noleggi (11,7 milioni) sia la flotta (circa 6.300 veicoli). Crescevano invece la durata (da 28 a 32 minuti) e le percorrenze (da 6,8 a 7,4 km), con un abbassamento della velocità media (da 4, a 4,3 km al minuto).

    Kinto Go
    La mannaia della pandemia

    Il profilo dell’utente è fondamentalmente maschio (65%) e al di sotto dei 36 anni (68%), utilizza il servizio prevalentemente tra le ore 16 e 19, lo evita dalla 7 alle 9, quando cioè il pendolarismo in ingresso rende più lento il traffico. In tempo di pandemia, l’utilizzo e il fatturato del car sharing è si è ridotto di tre quarti nel corso del lockdown nazionale tornando ad un -50% successivamente.

    Roma Car Sharing
    Un’opinione condivisa

    La paura del contagio accompagna l’incentivazione alle nuove forme più “aerate” come il monopattino elettrico e la bici assistita. Tutti sono comunque d’accordo sul ruolo che la mobilità condivisa può avere per il dopo-pandemia. Anche il rapporto Isfort in collaborazione con il Cnel e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti è d’accordo su questo punto. Vale però osservare però il fenomeno carsharing come business case. Da questo punto di vista emerge chiaramente la sua problematicità.

    Corrente
    I limiti del modello di business

    Il primo punto è la sua applicabilità solo in città e aree metropolitane di una certa grandezza, il secondo è la sua sostenibilità economica, non certo facile. Anche BMW e Daimler stanno mollando la presa. Dopo aver fuso Share Now e Car2Go in DriveNow, si sono prima ritirati dagli USA e ora hanno messo ufficialmente in vendita parte dei loro servizi di mobilità tra cui il car sharing che nel frattempo avevano integrato con altri come Free Now.

    Free Now
    Il cavallo di Troia di Uber

    Proprio per quest’ultimo sembra che vi sia un’offerta da parte di Uber per 1,2 miliardi di dollari. Tale mossa farebbe parte del piano di conquista dell’Europa. Il gigante di San Francisco ha infatti trovato fortissime resistenze a ogni livello e, dopo l’attacco frontale, sta provando l’accerchiamento elettrificando la flotta e appropriandosi di gestori che ritiene di poter gestire in modo efficiente.

    Leggi l’articolo sul piano di elettrificazione di Uber per l’Europa

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    Facile dire: facciamo mobilità…

    Un punto che ribadisce la difficoltà da parte dei costruttori nel diventare fornitori di mobilità. Pone anche interrogativi su come potrebbe svilupparsi un servizio pubblico di mobilità condivisa in grado davvero di incidere sulla massa critica dei comportamenti. In modo da rendere il sistema più efficiente nel suo complesso e più conveniente per l’utilizzatore.

    Uber