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  • Subaru, entro il 2030 il 40% saranno ibride e elettriche

    Per il 2030 almeno il 40% delle Subaru saranno elettriche e ibride. Un annuncio praticamente shock per un costruttore tradizionalista come quello delle Pleiadi eppure necessario. Per due motivi. Il primo è fare fronte alle normative, il secondo è essere membro del gruppo Toyota. Le Tre Ellissi sono presenti infatti nel capitale di Subaru dal 2005. La Toyota è salita al il 20% delle azioni e Subaru ha una partecipazione in Toyota, in base all’ultimo accordo di Ottobre 2019.

    Obiettivi simili alla Toyota

    Non a caso, il primo degli obiettivi è praticamente identico a uno dei 6 del Toyota Environmental Challenge: ridurre entro il 2050 del 90% le emissioni di CO2 well-to-wheel rispetto ai livelli del 2010. Gli altri due parlano invece di gamma prodotto. Il secondo è parla di 40% di ibrido ed elettrico entro il 2030, il terzo di applicazione dell’elettrificazione a tutte le Subaru entro il 2035.

    I due pilastri boxer e integrale

    Se il primo obiettivo appare quasi naturale e l’ultimo ragionevole, il secondo invece fa intravvedere una rivoluzione. Subaru infatti è da sempre fedele a due pilastri: motore boxer e trazione integrale permanente. In più, lo stile della carrozzeria e degli interni ha seguito ritmi evolutivi prudenti. Il presidente Tomomi Nakamura ha promesso che Subaru si manterrà fedele alla propria filosofia.

    La piattaforma elettrica

    Di certo non potrà farlo per l’elettrico alla quale Subaru sta lavorando proprio con Toyota, Suzuki, Mazda e Denso per creare una piattaforma unica dedicata. A sorpresa, Subaru ha anche mostrato l’immagine di un concept che anticipa lo stile di un crossover di segmento C. Difficile ipotizzarne le caratteristiche tecniche e quando diventerà realtà, ma si sa che ha sigla di progetto 202X e che sarà presentato nel 2021.

    Elettrificazione già avviata

    Intanto il processo di elettrificazione è già iniziato nel 2019 con le versioni ibride e-Boxer di XV e Forester, negli USA dal 2018 con la Crosstrek ibrida plug-in. La prossima novità è invece la nuova Levorg, presentata come concept al Salone di Tokyo. Subaru aveva “annusato” l’auto elettrica tra il 2006 e il 2007 realizzando due concept: la G1e e la G4e, più interessante per lo stile e la tecnologia della batteria al vanadio.

    Subaru G4e

    La raccolta degli indizi

    Numerosi inoltre i concept ibridi presentati nei vari saloni come la B9 Scrambler, la Viziv, la Viziv 2, la Advanced Tourer Concept e la Hybrid Tourer. Alcuni di essi hanno soluzioni di stile e tecniche mai passate alla produzione, ma altri potrebbero invece contenere spunti ritenuti meritevoli di essere sviluppati dai tecnici giapponesi. Non ci vorrà molto tempo per scoprirlo.

    Crescita lontana, ma impetuosa

    Nel frattempo, Subaru ha raggiunto dimensioni ragguardevoli: 987mila veicoli prodotti nel 2019 e l’obiettivo di superare di arrivare a 1,1 milioni nel 2020. La parte del leone la fanno gli USA che assorbiranno oltre 700mila unità. Ben diversi i numeri da noi: meno di 2.800 unità in Italia sulle circa 55mila in tutta Europa, numeri che tuttavia danno a Subaru il tempo di ritardare la tagliola dei 95 g/km di CO2.

    Subaru Viziv concept
  • Smart soltanto elettrica, EQ Fortwo e Forfour aprono una nuova era

    Per il marchio Smart inizia una nuova era, soltanto elettrica.

    Niente più auto a benzina

    Nelle concessionarie Smart non è più possibile acquistare un’auto nuova con motore a benzina. Il listino è composto esclusivamente dalla Fortwo e dalla Forfour a zero emissioni.

    Smart EQ Fortwo con scritta all electric Valencia 2020
    Smart EQ Fortwo con la scritta All electric, now!

    La nuova sede è in Cina

    Dall’inizio del 2020 la proprietà è cambiata, diventando condivisa tra i tedeschi della Daimler – fondatori e storici proprietari – e i cinesi della Geely, gigante automobilistico che in Europa possiede anche la Volvo.

    La sede della Smart è così volata in Cina, per la precisione nella città di Ningbo, provincia dello Zhejiang.

    Nel 2022 arriva la prima Smart Made in China

    Sarà prodotto completamente in Cina il nuovo modello Smart previsto per il 2022, con trazione soltanto elettrica. La nuova Smart sarà importata in Europa fin dal lancio ma sarà Made in China.

    La mia prova su strada a Valencia

    A Valencia, in Spagna, nella prova su strada la Smart EQ Fortwo si svela con un’estetica rinnovata.

    Breve video-sensazione a bordo, a sinistra sopra il cruscotto si vede la nuova strumentazione relativa al sistema elettrico

    Arrivano nuove linee d’illuminazione led dei gruppi ottici e un nuovo stile del frontale, che rende ora più riconoscibile la Fortwo dalla Forfour.

    Smart EQ Fortwo luci led posteriori

    Su strada la Smart EQ Fortwo esalta i pregi della trazione elettrica, particolarmente fruibile in un utilizzo urbano. La coppia immediatamente disponibile fa scattare la Smart EQ Fortwo e il breve sibilo del motore elettrico accompagna un’accelerazione volutamente tenuta entro limiti di facile guidabilità.

    La maneggevolezza è addirittura irraggiungibile, vista la lunghezza di soli 2,69 metri. La Smart si infila silenziosamente anche in passaggi angusti tipici delle strade strette e trafficate della nostra Europa.

    Gli interni si arricchiscono di un maggior livello di rifinitura, specialmente nelle versioni Pulse e Prime, che con l’Exclusive Package arrivano a un equipaggiamento da modello alto di gamma.

    Maurizio Zaccaria, Responsabile Smart e Innovative Sales di Daimler Italia, parla delle nuove Smart EQ Fortwo e Forfour.

    Nuova digitalizzazione

    Arriva l’integrazione completa dello smartphone grazie ad Android Auto e, da aprile 2020, anche di Apple Car Play.

    Smart EQ Interni e digitale
    Arrivano a bordo Apple Car Play e Android Auto

    Aumentano le applicazioni che guardano all’evoluzione della mobilità. Particolarmente interessante è la Ready to share, che permette la condivisione attraverso una app di un’unica auto tra più utilizzatori all’interno di un piccolo gruppo, come una famiglia o uno studio professionale.

    Smart App
    Nuove app per controllare da remoto l’auto, accedere a parcheggi e ricariche elettriche e condividere l’utilizzo di una Smart

    Prezzo

    Il prezzo parte dai 25.000 euro per la Fortwo EQ e da 25.650 euro per la Forfour.

    La wallbox 3,7 kW è inclusa

    L’installazione della wallbox da 3,7 kW per la ricarica domestica è offerta in Italia dalla Mercedes-Smart nel prezzo dell’auto.

    Modellino powertrain Smart EQ
    Modellino del powertrain della Smart EQ

    Batteria, ricarica e autonomia

    La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 17,6 chilowattora.

    La ricarica dal 10% all’80% richiede 6 ore da una normale presa elettrica, 3,5 ore dalla wallbox 3,7 kW, soltanto 40 minuti da un impianto 22 kW.

    L’autonomia con una ricarica completa è di 133 chilometri sul ciclo Wltp.

    Foto dinamica Smart EQ Fortwo
    Ecco la Smart EQ Forfour su strada a Valencia

    Mille euro per ricaricare a 22 kW

    Per ricaricare a 22 kW è però necessario equipaggiare l’auto con il caricatore di bordo più potente, offerto in optional a circa mille euro.

  • BMW, arrivano iX3, i4, iNext e tutte le elettriche di nuova generazione

    La X3 sarà la prima BMW con 4 forme diverse di propulsione. L’arrivo infatti della versione iX3 elettrica andrà a completare la gamma già esistente che comprende le versioni a benzina, a gasolio e ibrida plug-in. La iX3 sarà anche il primo Suv elettrico della casa tedesca ed il secondo modello dopo la i3 nata nel 2013 e lasciata poi da sola a tenere la bandiera delle emissioni zero all’interno del gruppo tedesco.

    BMW ha comunque maturato nel tempo un’esperienza invidiabile e messo su strada oltre mezzo milione di auto elettrificate.

    BMW iX3 e i4
    Giocare d’anticipo

    Ora siamo alla vigilia di una vera e propria nuova ondata che, oltre alla Mini, comprende anche la iNext e la i4 attese per il 2021. BMW ha recentemente anticipato dal 2025 al 2023 il piano che prevede 25 modelli elettrificati, 12 dei quali elettrici.
    La iX3 sarà la prima BMW ad avere il sistema di propulsione eDrive di quinta generazione che fa a meno delle terre rare. Questa tecnologia deriva dal motore della monoposto di Formula E e sarà condivisa con Jaguar Land Rover.

    iNext iX3 e i4
    Cobalto e litio proprietari

    Il nuovo gruppo motopropulsore da 210 kW e 400 Nm integra l’elettronica di controllo e la trasmissione riducendo le dimensioni del 30%. È costruito direttamente da BMW così come la batteria che ha una densità energetica migliorata del 20%.

    È composta da celle prismatiche con un contenuto ridotto di due terzi del cobalto. Quest’ultimo e il litio sono acquistati direttamente dalla BMW. L’alloggiamento sul fondo della vettura permette di mantenere l’abitabilità e la capacità del bagagliaio.

    BMW motore gen5
    La CO2 calcolata come si deve

    La capacità netta è di 74 kWh e l’autonomia WLTP annunciata è di oltre 440 km dunque il consumo è di 16,8 kWh/100 km, un dato molto interessante.

    Altrettanto di rilievo è il bilancio globale di CO2. Secondo BMW, la iX3 ha un vantaggio del 30% rispetto alla X3 sDrive 20d considerando la media dell’energia rinnovabile disponibile. Se quest’ultima è verde al 100%, il vantaggio sale al 60% e diventa ancora più favorevole considerano la seconda vita della batteria, già prevista in sede di progetto.

    BMW iX3 prototipo
    La i4, prima coupé 4 porte elettrica

    La i4 sarà la prima Gran Coupé elettrica e utilizzerà lo stesso tecnologia motoristica della iX3 ma con una potenza di ben 390 kW per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4 s.

    La batteria da circa 80 kWh pesa 550 kg, è ricaricabile a 150 kW presso la rete Ionity, consorzio del quale BMW è socio sin dalla fondazione e offre un’autonomia di 600 km. Anche questi due dati sono di assoluto rilievo, soprattutto in rapporto alle prestazioni e indicano quale livello di efficienza BMW abbia raggiunto.

    BMW i4
    La iNext, batteria a 3 cifre e 5G

    La i4 sarà costruita a Monaco, negli stessi stabilimenti dove nasce la Serie 3 e a due passi dal quartier generale e sarà ricaricabile a 150 kW.
    La iX3 invece sarà costruita in Cina a Shenyang, grazie alla joint-venture con Brilliance.

    A Dingolfing avrà invece la sua casa la iNext, un grande Suv con batteria fino a 120 kWh, per un’autonomia che sfiorerà i 700 km e sarà dotata di connettività 5G.

    BMW batterie
  • Jeep entra nell’era elettrica con Renegade e Compass 4Xe, ibride plug-in e integrali

    Mentre in casa Fiat sta iniziando l’ibridizzazione morbida, la Jeep diventa anche elettrica con l’arrivo delle versioni ibride plug-in 4Xe per Renegade e Compass.

    A pochi mesi dalle prime consegne, comincia la prevendita per la versione di lancio First Edition delle Jeep ibride-elettriche: per la Renegade si parte da 40.900 euro, per la Compass da 45.900 euro. Due le configurazioni: Urban e Off-road, la prima più stradale, la seconda per sottolineare la vocazione fuoristradistica del marchio.

    Jeep 4Xe
    La First Edition di lancio

    In entrambi i casi, nel pacchetto è compresa la wallbox da 3 kW con tempi di ricarica di 3,5 ore. Con quella opzionale da 7,4 kW si scende a 100 minuti. Le due vetture, che condividono la stessa piattaforma, hanno la stessa disposizione della batteria, dislocata tra il pavimento e la zona sottostante il sedile posteriore. Identica anche la capacità di 11,4 kWh e la garanzia di 8 anni. La garanzia sull’intero veicolo passa a da 2 a 5 anni.

    Jeep Renegade 4Xe
    In elettrico 50 km e 130 km/h

    Il sistema si basa sull’1.3 turbo da 180 cv e 270 Nm, collegato alle ruote anteriori attraverso il cambio automatico a 9 rapporti e non accoppiato direttamente ad un motore elettrico di trazione. Alle ruote posteriori pensa un motore elettrico da 60 cv e 263 Nm. Notevole l’accelerazione (0-100 km/h in 7 secondi). In elettrico l’autonomia è di 50 km e si raggiungono i 130 km/h. Le emissioni di CO2 sono inferiori a 50 g/km.

    Jeep 4Xe
    Un assistente per i consumi

    Il guidatore può scegliere la modalità di guida ibrida, elettrica o e-save, per risparmiare la ricarica lungo i trasferimenti per sfruttarla nella marcia cittadina. Si possono sfruttare al massimo le prestazioni selezionando lo sport mode. Con l’Eco coaching si può rendere la propria guida più virtuosa attraverso la stessa app con la quale controllare a distanza il processo di ricarica.

    Jeep 4Xe
    Si arrampica da vera Jeep

    I puristi della guida in fuoristrada non devono temere: le Jeep ibride-elettriche Renegade e Compass 4Xe sono “trail rated” come tutte le altre Jeep, ovvero le loro capacità rispettano gli stessi capitolati delle 4×4 più specialistiche.

    Il sistema di gestione dell’energia inoltre permette di marciare con la trazione integrale anche con la batteria segnalata come scarica. Evidentemente, la batteria tiene sempre da parte una porzione consistente di energia.

    Jeep Renegade 4Xe
    Recupera l’energia e la plastica

    In previsione c’è anche un’altra versione da 190 cv con il motore termico da 120 cv. Interessante è che l’intero fondoscocca è in materiale riciclato, il serbatoio al 40%.

    Con le 4Xe Jeep entra nell’era dell’elettrificazione e delle trazioni integrali senza albero di trasmissione, uno schema inventato da Toyota e poi replicato da moltissimi costruttori grazie alla sua modularità, semplicità ed efficienza.

    Jeep Compass 4Xe
    I precedenti e i programmi

    La Renegade e la Compass non sono le prime ibride plug-in di FCA. In Nordamerica da un anno c’è il monovolume Chrysler Pacifica dotata però di un sistema totalmente diverso basato su un motore V6 a ciclo Atkinson, due motori elettrici e una trasmissione a variazione continua.

    FCA ha dichiarato di voler lanciare 30 modelli elettrificati entro il 2022 tra cui la 500 elettrica il cui debutto è atteso per il 4 luglio.

    Jeep 4x4e
  • Ionity, ricaricare ultra-fast costa più che andare a benzina

    La rete di ricarica ultrarapida Ionity ha comunicato le tariffe definitive. Ogni kWh costerà 79 centesimi, un bel salto rispetto alle 8 euro forfettarie che basteranno fino al 30 gennaio. Dal 31 si cambia: il consorzio del quale fanno parte BMW Group, Mercedes, Ford, gruppo Hyundai e gruppo Volkswagen (Audi e Porsche comprese) comincerà a praticare la nuova tariffa unica.

    Ionity
    Prezzi variabili

    Il prezzo si riferisce ai clienti privati, non a quelli che beneficiano di accordi di tipo corporate. Dunque avranno tariffe specifiche e vantaggiose i possessori di card business o che fanno capo ai sistemi di pagamento unificati, innanzitutto quelli forniti dalle case stesse.

    Porsche Taycan Ionity
    Tariffe di lancio

    E per fortuna, perché chi possiede un’elettrica con una batteria da 90 kWh fino al 30 gennaio spende meno di 9 centesimi al kWh. Se si calcola un consumo di 20 kWh/100 km, vuol dire 1,8 euro ogni 100 km, come una Toyota Prius Plug-in a batteria carica, senza calcolare il costo per il rifornimento alla spina.

    Mercedes EQC
    Come cambiano i costi

    Dal 31 gennaio con la stessa vettura si spendono 71 euro, 8 volte di più, ed è come avere un’auto a benzina che fa meno di 10 km con un litro.

    Certo, si ricarica a 350 kW, ma solo la Porsche Taycan arriva a 270 kW, la Mercedes EQC si ferma a 110 kW e l’Audi E-Tron a 150 kW, come sarà per la Ford Mustang Mach-E.

    Ford Mustang Mach-E
    Un confronto Oltreoceano

    Per fare un confronto con Electrify America, in California si paga un fisso di 1 dollaro a ricarica e 99 centesimi al minuto per caricare a 350 kW. Ipotizzando di avere una Taycan e una potenza di ricarica media di 200 kW per una batteria da 90 kWh, vuol dire sbrigarsela con 27 minuti e meno di 28 dollari ovvero 25 euro.

    Electrify America
    Le reti in divenire

    Il rapporto è quasi 1 a 3. Ricaricare a 50 kW dalle colonnine di Eva+ costa 50 centesimi/kWh mentre caricare da 7 a 22 kW dalla rete Enel X costa 45 centesimi/kWh. Al momento la rete Ionity conta 200 stazioni di ricarica per un totale di 860 spine. L’obiettivo e averne 400 entro la fine del 2020 con 6 punti a stazione.

    Ionity
    L’alta velocità in Italia

    In Italia ne sono in funzione due: presso l’Outlet Valdichiana (AR) e a Carpi (MO). Altre 7 sono in costruzione. La rete ad alta velocità più sviluppata nel nostro paese è sicuramente quella dei Supercharger Tesla: ve ne sono 30, 20 sono in costruzione e hanno potenze fino a 250 kW. Il costo medio di ogni kWh è di 30 centesimi.

    Ionity Italia
    Le percezioni contano

    I numeri ci dicono dunque che ricaricare velocemente un’auto elettrica è tutt’altro che economico e confermano l’adagio che le emissioni zero costano. Questo potrebbe influire sulla percezione dei clienti potenziali, pronti ad abbracciare un diverso modo di muoversi a fronte anche di vantaggi economici. Sono già attivi sul mercato fattori di calmierazione dei costi di ricarica come gli aggregatori e si spera che vi sia l’ingresso di nuovi attori che rendano il contesto più concorrenziale.

    Tesla Supercharger
    Il carico della ricarica

    La tematica va comunque tenuta sotto controllo. Al momento l’energia per auto trazione è un “carburante” esente da tassazione. Che cosa accadrà quando il legislatore vorrà applicarla? Il processo è inevitabile di fronte a 2 fattori: il calo dei consumi dei carburanti tradizionali, dunque del gettito per l’erario e il fatto che anche le auto elettriche utilizzano l’infrastruttura stradale e, una volta conclusa la fase di sviluppo, sarà lecito che anche la ricarica venga… “caricata” di oneri a favore della collettività.

    Hyundai Kona Electric
  • Porsche Italia da record e adesso la Taycan elettrica

    Il 2019 si è chiuso con il record assoluto di vendite per la Porsche Italia. Grazie a 6.710 consegne, il marchio è cresciuto di ben il 28% rispetto al 2018.

    Pietro Innocenti risultati Porsche 2019
    Pietro Innocenti, Amministratore Delegato Porsche Italia, presenta i risultati 2019 a Milano

    Il 2020 è l’anno della Porsche Taycan elettrica

    La Porsche Taycan conferma quello che chi conosce l’auto elettrica ritiene scontato ma che non è affatto chiaro a chi non ha mai avuto modo di guidarne una, la trazione elettrica aggiunge contenuti importanti a qualsiasi automobile. Anche a una Porsche.

    Il 2019 è stato ricco di successi – dice Pietro Innocenti, Amministratore Delegato della Porsche Italia – ma il 2020 è forse l’anno più importante della nostra storia, segnato dall’inizio delle consegne della Porsche Taycan.

    Ricarica ultra rapida nelle concessionarie Porsche

    La Porsche Italia e la rete di vendita stanno lavorando all’istallazione di 28 stazioni di ricarica in corrente continua presso i Centri Porsche in Italia.

    La prima ricarica ultra rapida con potenza fino a 350 kW è in costruzione presso il Centro Porsche di Milano Nord.

    Porsche Taycan a Milano 2020

    Porsche Charging Solutions per la ricarica a casa

    La formula Porsche Charging Solutions permette inoltre ai clienti di Porsche Taycan in Italia di installare – a casa o presso il luogo di lavoro – un punto di ricarica con potenza di 11 kW.

    Porsche Charging Solutions 2020

    La formula prevede la ricarica illimitata per una tariffa fissa di 100 euro al mese.

    Porsche Destination Charging in Hotel, ristoranti, centri sportivi

    Per incrementare le possibilità di ricarica dei clienti di Porsche Taycan, la Porsche Italia sta allargando ulteriormente la rete dei Destination Charging, già arrivati a 130 punti di ricarica, nelle strutture per il tempo libero.

    L’obiettivo è di arrivare a quota 200 entro la fine dell’anno 2020.

  • Kia, insieme a Hyundai investe 100 milioni su Arrival per i PBV elettrici

    I mezzi commerciali Kia non esistono, almeno da noi, ma presto potremmo vederli sulle nostre strade, senza emettere un grammo di CO2. La casa coreana infatti, insieme alla casa madre Hyundai, ha deciso di investire 100 milioni di euro in Arrival, start-up britannica specializzata nella realizzazione di PBV (Purpose Built Vehicles), ovvero veicoli per utilizzi specifici.

    Scommessa sulla start-up inglese Arrival

    Arrival è un’azienda fondata nel 2015 e impiega circa 800 persone. Il suo quartier generale è Londra e ha centri di ricerca anche in Usa, Germania, Israele e Russia. Il suo asso è una piattaforma a skateboard per veicoli elettrici che permette di costruire entro 3 mesi, in modo profittevole e all’interno di piccolo stabilimenti di assemblaggio, anche serie relativamente piccole di veicoli per utilizzi specifici, dotati di carrozzeria e attrezzatura su misura per il cliente.

    Skateboard per guida autonoma

    Lo skateboard di Arrival sfrutta la piattaforma software Blackberry QNX a 64 bit, pronta supportare anche la guida autonoma di livello 4 e 5. L’obiettivo è dunque andare incontro alla crescente richiesta di veicoli per la piccola logistica, per il ride hailing, il car sharing, lo shuttling e tutti gli altri servizi di mobilità emergenti. Arrival ha già in atto programmi di sperimentazione con alcune grandi aziende del settore.

    Kia e Hyundai in Ionity per l’infrastruttura di ricarica veloce in Europa

    Kia e Hyundai hanno già compiuto altri investimenti sull’auto elettrica e ad emissioni zero in Europa. Sono entrate da poco a far parte di Ionity, il consorzio per sviluppare una rete di ricarica fino a 350 kW.

    Ma c’è anche l’idrogeno

    Hyundai Hydrogen Mobility, joint-venture tra Hyundai Motor Company e la svizzera H2 Energy con l’obiettivo di commercializzare 1.600 mezzi pesanti fuel cell entro il 2025. Entrambe poi hanno investito nella Rimac, costruttore elettrico di supercar elettriche posseduto al 15,5% da Porsche.

  • Toyota, quando i maestri dell’elettrificazione suonano la carica verso il 2025

    L’elettrificazione è un campo neutro la cui soglia di ingresso è il full-hybrid, ma che nel 2025 interesserà almeno il 90% di tutte le auto vendute in Europa per Toyota e Lexus. Il costruttore giapponese ha chiara la propria visione, termine che nella lingua parlata del Sol Levante si dice “kenshiki”. Sarà per questo che si chiama così l’evento con il quale Toyota Europe ha voluto condividere con la stampa ad Amsterdam i propri obiettivi per il quinquennio a venire.

    Nove su 10 con un motore elettrico

    La casa di Nagoya vuole passare da 1,089 milioni e una quota del 5,3% a 1,4 milioni e il 6,5%. Di questi, il 70% sarà ibrido, il 10% ibrido plug-in e un altro 10% ad emissioni zero, dunque elettrico e ad idrogeno. Al momento, la quota di elettrificazione di Toyota in Europa è del 52% che, nei paesi della zona occidentale del Continente, sale al 63% per la casa madre e addirittura al 96% per Lexus. Per Toyota Motor Italia, la quota totale dell’ibrido nel 2019 ha superato il 75%. Si tratta dunque di numeri a portata di mano, magari meno ottimistici di quelli diffusi da altri costruttori, dettati più dall’ottimismo della ragione o dall’urgenza di accelerare.

    Da ibridizzazione a elettrificazione

    Toyota invece sembra non avere fretta. Dal 1997, anno di debutto della prima Prius, ha venduto 15 milioni di auto ibride, 2,8 milioni solo in Europa e, di queste, 400mila sono Lexus, marchio che in Italia è al 100% ibrido dal 2013. I numeri dunque ci restituiscono un’azienda che da noi ci ha visto bene e prima rispetto ad altri paesi dando compiutezza commerciale e di immagine ai propri marchi. Toyota e Lexus sono “le” ibride per definizione anche se ora la parola d’ordine è diventata “elettrificazione”, spendibile anche per l’ibrido plug-in, per l’elettrico e per l’idrogeno, ma soprattutto adatta a sottolineare una continuità che oggi rappresenta un bagaglio inestimabile di esperienza, tecnologia e reputazione.

    La parola d’ordine è diventata “elettrificazione”, spendibile anche per l’ibrido plug-in, per l’elettrico e per l’idrogeno, ma soprattutto adatta a sottolineare una continuità che oggi rappresenta un bagaglio inestimabile di esperienza, tecnologia e reputazione

    Alta da terra e nei numeri

    La vedette dell’anno entrante è sicuramente la Yaris di quarta generazione, poi arriveranno la RAV4 ibrida plug-in e la Lexus UX 300e, ovvero la prima ricaricabile dopo la prima ed unica (Prius nel 2007) e la prima elettrica del gruppo. All’inizio del 2021 arriverà la Mirai di seconda generazione della quale ora si sa anche che avrà 3 serbatoi e un’autonomia di 600 km. Pochi mesi dopo sarà il turno del B-Suv che sarà svelato però già al Salone di Ginevra di quest’anno e avrà anche la trazione integrale grazie ad un motore elettrico sistemato al retrotreno. Sarà basato sulla piattaforma GA-B della Yaris e prodotto nello stesso stabilimento di Valenciennes. La sua importanza è capitale: nel 2025, su 10 Toyota vendute in Europa 3 saranno B-Suv.

    In Europa solo energie rinnovabili

    Toyota ha inoltre conseguito un altro importante risultato ambientale in Europa. Nel corso del 2019 ha infatti raggiunto il 100% di utilizzo di energia rinnovabile, per tutte le proprie strutture. Il traguardo è stato raggiunto un anno in anticipo e riguarda 4 uffici centrali di Toyota Europe, il centro di Ricerca e Sviluppo, 29 distributori nazionali 21 centri logistici e 9 stabilimenti. In quest’ultimi il consumo di energia per produrre un veicolo è stato ridotto del 18% dal 2013 ed è attualmente inferiore del 48% rispetto alla media dei 28 stati europei. Approccio dunque a 360 gradi avendo in mente l’obiettivo globale del 2050: diminuire del 90% le emissioni totali di CO2 rispetto ai livelli del 2010.

  • Peugeot e-2008, uno zero in più anche per le emissioni

    Uno zero e qualche centimetro di altezza in più, ma filosofia identica. Dopo la 208, Peugeot presenta la 2008 e anche lei può andare a benzina, a gasolio o ad elettricità. Il Leone piazza dunque un uno-due perentorio nel segmento B, che vale un terzo esatto del mercato italiano (33,5% nel 2019) praticamente pari al segmento C (33,7%). Il primo vede una ripartizione delle vendite ancora pari tra berline e Suv, ma il bilancio è destinato presto a rovesciarsi anche grazie all’arrivo di novità fondamentali come la 2008 e la nuova Renault Captur.

    Peugeot e-2008
    Il derby francese dell’elettrificazione

    Il confronto tra le due non sarà solo un derby francese, ma anche tra due forme e due livelli di elettrificazione. Vincerà l’elettrico della Peugeot o l’ibrido plug-in della Renault? E tra le berline, la e-208 saprà far valere le proprie ragioni di fronte alla Clio E-Tech ibrida? Si tratta di due scelte strategiche legate alla normativa che limita le emissioni di CO2 a 95 g/km. Da questo punto di vista, 2008 e Captur si equivalgono perché, avendo meno di 50 g/km di CO2, tolgono dal computo 2 unità targate che hanno più di 95 g/km. Diversa la situazione per e-208 e Clio: meglio puntare direttamente alle emissioni zero o piuttosto avere un’auto che, grazie ad un prezzo inferiore e volumi superiori, dà un taglio effettivo e più generalizzato alle emissioni del parco circolante?

    Meglio puntare direttamente alle emissioni zero o piuttosto avere un’auto che, grazie ad un prezzo inferiore e volumi superiori, dà un taglio effettivo e più generalizzato alle emissioni del parco circolante?

    Segmento B, ma è praticamente una C

    Due scuole di pensiero, due strategie e due posizionamenti diversi per due protagonisti del mercato alle quali se ne aggiunge un’altra: la Ford con la sua nuova Puma dotata di sistema mild-hybrid a 48 Volt. Qui l’equazione tasso di elettrificazione/volumi/prezzo sarà ancora più sbilanciata verso i due ultimi fattori. Di sicuro la 2008 ha ormai dimensioni da berlina di segmento C: è lunga infatti 4,3 metri, 24 cm in più della 208, 14 cm più della precedente. Cresce dunque l’abitabilità, ma anche i centimetri da parcheggiare in città e da infilare nel box. In compenso cresce anche il bagagliaio: 405 litri cui aggiungere 29 litri sotto il piano, abbattendo lo schienale 60/40 si arriva a 1.467 litri. Ma crescono anche i prezzi: si parte da 21.050 euro, 5.900 euro più della 208 e solo 700 euro in meno della 308.

    Peugeot e-2008
    Differenze variabili, il gioco degli zeri

    La versione elettrica parte da 38.050 euro, dunque 4.450 euro in più della 208. Per l’1.2 da 100 cv la differenza di prezzo è invece di 3.200 euro (21.050 contro 17.850 euro). Differenze dovute evidentemente a due posizionamenti diversi, ma anche al fatto che Peugeot punta alle forme di finanziamento. Secondo il costruttore francese, sommando il canone o della rata ai consumi, si ottengono gli stessi costi mensili delle versioni a benzina. Così come per la e-208, sono previsti 3 pacchetti per i servizi di ricarica con Enel X, che comprendono o meno l’istallazione della wallbox a casa. In arrivo, così come per altri marchi, anche un servizio di pagamento europeo per avere una tariffa unica presso oltre 100mila punti di ricarica.

    Secondo il costruttore francese, sommando il canone o della rata ai consumi, si ottengono gli stessi costi mensili delle versioni a benzina

    Tutte uguali tranne le alimentazioni

    La e-3008 ripropone dunque la stessa ricetta della e-208: analogia pressoché totale tra le tre forme di alimentazione, sia funzionale sia estetica per una totale libertà di scelta. Il merito è della piattaforma multienergia CMP che permette di alloggiare la batteria tra gli spazi sotto le de file di sedili e il tunnel. In questo modo rimangono inalterate l’abitabilità (molto buona), la capacità del bagagliaio. Identici anche la plancia, i comandi, la posizione dello sportellino del rifornimento e persino gli allestimenti. L’elettrica si ricarica fino a 100 kW e la batteria, raffreddata con pompa di calore, ha una capacità di 50 kWh per un’autonomia dichiarata di 330 km (WLTP), 10 km in meno rispetto alla sorellina con uno zero in meno.

    Peugeot e-2008
    Questione di aria e di altezza

    L’esemplare da noi provato segnava invece una percorrenza possibile con il pieno di energia pari a 260 km, 40 in meno della berlina. Determinante è il fattore aerodinamico, meno il peso: il Suv pesa dichiara solo 18 kg in più. Il motore eroga 60 kW in modalità Eco, 80 kW in Normal e 100 kW in Sport così da raggiungere 150 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi. Dunque è più rapida della versione a benzina da 130 cv con cambio automatico a 8 rapporti pur pesando oltre 3 quintali in più (1.548 kg contro 1.205). Questo fattore invece pesa di più sul comportamento stradale e sul comfort. Il baricentro si abbassa, ma le sospensioni sono più dure togliendo un po’ del comfort e della precisione di guida delle versioni con motore a pistoni.

    Il motore eroga 60 kW in modalità Eco, 80 kW in Normal e 100 kW in Sport così da raggiungere 150 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi

    Un’elettrica con strumentazione 3D

    La 2008 offre comunque tutta la brillantezza dell’elettrico senza inutili esuberanze con uno stile più netto, solido e aggressivo delle sorellina. L’impostazione di guida con il volante piccolo e cruscotto alto può non piacere, ma è impossibile non rimanere impressionati dalla strumentazione digitale 3D già vista sulla 208. Altrettanto d’effetto sono i materiali, i comandi a registro e a sfioramento e infine l’illuminazione a Led per l’abitacolo, regolabile sia per la tonalità sia per l’intensità. Semplici anche le funzioni dedicate all’utilizzo elettrico. L’unica mancanza è legata alla possibilità di non poter selezionare l’intensità del recupero di energia, magari attraverso le levette sul volante. Se le versioni con motore tradizionale e il cambio automatico ce l’hanno, allora perché non sull’elettrica?

  • Al CES di Las Vegas c’è la Vision-S. S come Sony

    Ci hanno provato Apple, Google e persino Dyson. Ora ci prova anche Sony. La mobilità anzi – e chiamiamola con il suo nome! – l’automobile ha colpito ancora al cuore e anche la grande azienda giapponese non ha resistito presentando al CES di Las Vegas la Vision-S.

    Sony S-Vision

    Un’elettrica quasi normale

    La Vision-S è un’automobile 5 porte con carrozzeria a 2 volumi lunga 4,92 metri e spinta da un motore elettrico per assale da 200 kW. Raggiunge i 240 km/h e accelera da 0-100 km/h in 4,8 secondi, numeri alquanto prudenziali vista la potenza totale che, tradotta in cavalli, ammonta a 544 anche se pesa 2,3 tonnellate.

    Chi inventò la batteria al litio?

    La responsabile principale è ovviamente la batteria che, con ogni probabilità è firmata Sony. Bisogna infatti ricordare che nel 1991 fu proprio lei a introdurre la tecnologia degli ioni di litio. E poi c’è tutto quello che Sony già dà o potrebbe dare al mondo dell’automobile come sensori fotografici, sensoriali e LiDAR.

    Sony S-Vision

    Tutte le tecnologie per l’automobile

    Ci sono poi il 5G, la fusione sensoriale, il Time-of-Flight, il deep learning e l’intelligenza artificiale, tecnologie fondamentali per la guida autonoma (livello 4), l’interfaccia uomo-macchina e l’over-the-air. Tanti gli schermi, immancabile bagagliaio di uno dei giganti mondiali dell’intrattenimento e del costruttore della Playstation.

    Sony S-Vision

    La bacheca dei desideri

    Nessuno speri però di vedere la Vision-S su strada. Trattasi della vetrina tecnologica di un’azienda che ha molto da dare al mondo della mobilità mentre quest’ultimo ha sempre più bisogno di tutto quello che Sony sa fare, software e hardware.