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  • Luiss Business School, l’alta formazione diventa immersiva

    L’alta formazione diventa immersiva e porta i partecipanti all’Executive Master Innovazione e Sostenibilità Luiss Business School di entrambe le Major (quella in Energia, acqua e rifiuti e quella in Mobilità Sostenibile, di cui sono direttore) a fare lezione direttamente nella sede della Toyota Italia, partner della Major in Mobilità Sostenibile.

    Quella della formazione immersiva è un’idea che mi porto appresso in tutte le esperienze di responsabilità e coordinamento di programmi universitari, aziendali e di training che mi trovo ad affrontare. Fin dall’inizio della mia carriera accademica, perchè ho sempre pensato che il mondo universitario dovesse essere direttamente collegato a quello aziendale e lavorativo in senso ampio.

    Lezione nella sede Toyota Italia

    L’esperienza inedita proposta dai due Master Major della Luiss Business School che riportano all’Executive Master in Innovazione e Sostenibilità, quello in Energia, acqua e rifiuti e quello in Mobilità Sostenibile, non porta semplicemente i partecipanti di un percorso di alta formazione all’interno di un’azienda.

    Lezione Master Luiss Toyota

    Questo già avviene in molti corsi con esperienze che vanno dalla semplice visita a un impianto produttivo, oppure a una sede aziendale, fino ad esperienze di training e di stage ormai consolidate.

    Nel nostro caso – grazie all’apertura all’innovazione dimostrata dalla Luiss Business School e dalla Toyota Italia in tutte le sue quattro aziende che hanno condividono la medesima sede direzionale di Roma (Toyota Motor Italia, Kinto, Toyota Financial Services, Toyota Insurance) – l’intera giornata formativa, così come prevista se si fosse svolta all’interno del campus, si sposta all’interno di una sede aziendale.

    Saccone lezione Master Luiss sede Toyota

    Programma dell’immersione

    I partecipanti delle due Major dell’Executive Master in Innovazione e sostenibilità hanno così vissuto un’intera giornata formativa composta dalle testimonianze dei top manager del gruppo Toyota in Italia e dalle lezioni dei docenti Luiss Business School svolte direttamente nella sede Toyota in sale riunioni trasformate per l’occasione in aule universitarie.

    Lezione Master Luiss sede Toyota Saccone

    Presentazioni aziendali focalizzate sul tema della sostenibilità, dei nuovi modelli di business e delle nuove soluzioni tecnologiche per l’auto e la mobilità e lezioni universitarie del prof. Matteo Caroli della Luiss (per la Major in Energia, Ambiente e Rifiuti) e mia (per la Major in Mobilità Sostenibile) hanno proposto contenuti teorici ed applicazioni pratiche direttamente all’interno di un contesto aziendale.

    La fase di Experience

    La giornata assume un senso ancora più concreto dopo le lezioni in aula (anzi, in sala riunioni) della mattina a della prima parte del pomeriggio, grazie all’esperienza diretta di soluzioni di mobilità e di tecnologie di trazione e di accesso alla multimodalità di spostamento permessa dalla Kinto Experience, offerta con il coinvolgimento di numerose figure professionali interne della Kinto ai partecipanti del Master.

    Auto Kinto Share sede Toyota

    Proprio sotto la sede Toyota son posizionate della tuo del servizio di car sharing Kinto Share e ai partecipanti viene messo a disposizione un voucher utilizzabile fin da subito sulla App che è stato chiesto loro di scaricare nei giorni precedenti.

    Tutti possono così provare direttamente alcuni dei meccanismi chiave della nuova mobilità ed entrare in contatto con persone de gruppo Toyota che già lavorano in questo settore. La formazione immersiva si completa così di ulteriori elementi, che vanno dall’esperienza diretta, alla conoscenza delle nuove tecnologie, al contatto con gli operatori già sul campo.

    Auto Kinto Share sede Toyota

    Formare al futuro

    L’idea portante del progetto di formazione immersiva che abbiamo realizzato insieme al Prof. Caroli per gli studenti del Master in Innovazione e Sostenibilità della Luiss Business School guarda inequivocabilmente al futuro.

    Non diamo attenzione soltanto a temi, contenuti, professionalità che riusciamo a individuare e coinvolgere per trasmettere il massimo della conoscenza, delle competenze e dell’esperienza sul campo ai partecipanti, ma arriviamo a costruire anche occasioni uniche che permettano di unire sensazioni ed esperienze proprie al sapere teorico.

    Riprese Luiss Maste rsede Toyota

    La formazione immersiva, che ha debuttato con l’esperienza in Toyota Italia sarà certamente replicata con altre aziende partner e ripresa anche da altri corsi universitari e di alta formazione.

    Le buone idee e le buone pratiche sono tali soltanto se si diffondono.

  • Volvo Recharge a Milano, l’auto al centro dell’ecosistema del futuro

    L’esposizione della Volvo Recharge al Volvo Studio di Milano è l’occasione per toccare con mano molte innovazioni in arrivo sulle auto in un futuro ormai imminente.

    Ho partecipato a una delle tre giornate (dedicate a sicurezza, elettrificazione e sosteniblità, design) organizzate per evidenziare le principali caratteristiche del prototipo, in gran parte previste anche per la Volvo EX90, nuovo Suv ammiraglio elettrico a sette posti del marchio che sarà disponibile sul nostro mercato all’inizio del prossimo anno.

    Volvo Studio Molano Fabio Orecchini

    Cicca qui e leggi Volvo EX90, l’ammiraglia elettrica è un computer su quattro ruote.

    La Volvo mi ha chiesto di esporre a un gruppo di giornalisti ed esperti le caratteristiche dell’ecosistema energetico nel quale si va a inserire il prototipo, quindi anche i prossimi modelli a listino, a partire proprio dalla Volvo EX90.

    Volvo Recharge interni

    Una tecnologia chiave per la realizzazione completa del futuro scenario è il sistema di ricarica bidirezionale. L’auto prende energia dalla rete elettrica in fase di ricarica ma può anche restituirne per avere un ruolo attivo nei confronti del sistema di distribuzione dell’elettricità, per alimentare
    carichi esterni, ricaricare altre auto oppure un’intera abitazione.

    Volvo Studio Ricarica bidirezionale Orecchini Lonardi

    Clicca qui e leggi Volvo, grazie alla ricarica bidirezionale la EX90 elettrica scambierà energia con la casa e la rete.

    La concept car Volvo Recharge, presentata nel corso dell’emergenza pandemica mondiale in un evento virtuale nel 2021 e bloccata a lungo in Cina a causa di limitazioni legate alla pandemia, fa bella mostra di sé accanto alla vetrina del Volvo Studio Milano in zona Porta Nuova, con uno sfondo estremamente fotogenico rappresentato dal bosco verticale, dai grattacieli di piazza Gae Aulenti e dal parco BAM – Biblioteca degli Alberi di Milano.

    Volvo Recharge Volvo Studio Milano

    La tecnologia viene chiamata dagli esperti vehiche-to-everything e identificata con la sigla V2X, l’auto connessa con qualsiasi cosa, quindi. Il sistema dell’energia, quello della mobilità e le innumerevoli funzioni di trasmissione delle informazioni, mettono l’auto al centro di uno scenario reso possibile dalle tecnologie digitali, completamente nuovo e affascinante orientato alla sostenibilità.

    Clicca qui e leggi la mia spiegazione con VIDEO del sistema Vehicle-to-grid e V2X.

    Il futuro sostenibile è il tema portante della Volvo Recharge, riconoscibile anche nei materiali di origine biologica o da riciclo, nell’aerodinamiche orientata alla massima efficienza e nella costruzione di una vita a bordo a
    misura di famiglia.

    Molto interessante, in proposito, è lo spazio appositamente progettato e realizzato nel bagagliaio per l’animale domestico, dotato anche di palline per il gioco e ciotola dedicata.

    Volvo Recharge animale domestico

    Analizzando la concept Volvo Recharge si arriva direttamente alla Volvo EX90 di serie. Le soluzioni di sicurezza delle nuove Volvo comprenderanno sistemi sempre più vicini alla guida autonoma, perchè si possa arrivare velocemente a un futuro senza incidenti, al monitoraggio delle condizioni di salute e di veglia di chi è alla guida, finchè a condurre l’auto sarà ancora un essere umano.

  • HySolarKit, l’idea italiana per l’ibrido solare su auto circolanti

    Il progetto italiano di ibrido solare HySolarKit per auto già circolanti, quindi spesso molto inquinanti, è portato avanti da un partenariato di 4 aziende: Mecaprom, Solbian, Landi Renzo ed eProInn – Energy and Propulsion Innovation, spin-off dell’Università di Salerno fondato dal professor Gianfranco Rizzo.

    Si tratta di un approccio all’elettrificazione che porta alla ribalta la rigenerazione funzionale ed energetica del parco auto già circolante, anche datato, per accelerare in modo deciso verso il raggiungimento dei traguardi sul contenimento delle emissioni.

    HySolar Kit ibrido solare gruppo di lavoro

    Interessata anche la Toyota

    Questo il nuovo filone di lavoro all’attenzione dei media dopo l’intervento di Akio Toyoda il 13 gennaio scorso, in occasione del Tokyo Auto Salon. Il Ceo di Toyota ha sostanzialmente proposto l’elettrificazione dei veicoli già esistenti, ovvero una sistematica operazione di retrofit che vede la conversione delle loro motorizzazioni endotermiche tradizionali in powertrain evoluti, capaci cioè di affiancare il contributo delle nuove auto nella lotta al cambiamento climatico.

    Tutto questo con una soglia di costo evidentemente pensata per il grandissimo numero  di automobilisti non propensi alla sostituzione immediata della vecchia vettura. Un metodo, dunque, anche con risvolti sociali abbinati alla necessità di velocizzare la transizione.

    Progetto Save per l’ibrido solare

    Anche l’Europa ha già sposato l’idea da tempo, come dimostra il progetto Save (Solar Aided Vehicle Electrification) finanziato dalla Commissione europea per lo sviluppo e l’industrializzazione del sistema HySolarKit, la conversione di vetture benzina o diesel in veicoli ibridi alimentati anche ad energia solare.

    Auto ibrida solare con kit HySolar

    Nella sede presso il campus di Fisciano, i ricercatori provenienti da eProLab, il gruppo di ricerca del Dipartimento d’Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno, lavorano alle fasi di industrializzazione finale del HySolarKit, che prevede l’aggiunta ad una vettura tradizionale, a trazione e propulsore  termico anteriore, di due motori elettrici integrati nelle ruote posteriori (Hybrid Electric Retrofit System, “HERS”). Si realizza in questo modo una trazione integrale ibrida, con i motori elettrici alimentati da una batteria addizionale al litio.

    Doppia possibilità di ricarica

    Questa può essere ricaricata dalla rete elettrica, con una opzione plug-in, oppure da pannelli solari flessibili ad alto rendimento prodotti da Solbian, partner del progetto, montati sul tetto e sul cofano dell’auto.

    In questo caso, la ricarica avviene in modo gratuito e tanto nelle fasi di guida che di sosta. La trazione integrale ibrida viene poi gestita attraverso una interfaccia passiva con la centralina di controllo del veicolo, chiamando cioè in causa l’intervento dei motori elettrici posteriori in base alle condizioni di carica degli accumulatori, ma senza interferire con le regolazioni originali del veicolo, dunque con una adattabilità elevata anche a vetture datate, circa il 70% del parco circolante europeo secondo quanto dichiarano gli esperti della eProInn.

    Auto circolante ibrida solare HySolarKit

    Per l’azienda, l’intervento dei motori elettrici consente un miglioramento evidente nelle prestazioni, con una riduzione del 20% nel tempo necessario per l’accelerazione 0-100 km/h, ma anche con una diminuzione nei consumi e nelle emissioni che può raggiungere il 25% nella tipica guida urbana.

    Il lavoro della eProInn si sta rivolgendo anche ad un update sostanziale del HySolarKit con il sostegno dei fondi di Campania Start Up Innovativa, per l’aggiunta di una funzionalità di guida in modalità 100% elettrica per brevi tratti.

  • Honda Civic Hybrid, bentornato piacere di guidare – la mia prova di utilizzo

    Honda Civic Hybrid è un’auto da guidare. La nuova generazione dell’amatissimo modello Honda guarda al futuro, con un sistema ibrido perfezionato e dotato di nuove soluzioni tecnologiche e maggiore risparmio nei consumi rispetto alla versione precedente, e al tempo stesso riesce a mantenere caratteristiche incredibilmente dirette nella restituzione delle sensazioni dinamiche al conducente.

    Lo avevo già notato nella mia prova al momento del lancio, in Spagna.

    Clicca qui e leggi: Honda Civic, ibrida è meglio che benzina, diesel e turbo.

    Simbiosi tra conducente a automobile

    Gli alleggerimenti mirati di telaio e carrozzeria, la nuova geometria per passo e carreggiata posteriore e una grande attenzione alla rigidità non soltanto si traducono in un ottimo controllo in curva, ma permettono una vera e propria simbiosi tra chi siede al volante e l’automobile.

    Honda Civic Hybrid prova

    Quando ci si mette alla guida, risulta inoltre evidente la grande dinamicità del nuovo sistema ibrido. Oltre alla meccanica fredda di telaio, carrozzeria e sospensioni (il cofano anteriore è in alluminio, più basso di 2,5 centimetri, il passo è allungato di 3,5 centimetri rispetto alla versione precedente, il portellone posteriore è realizzato per la prima volta in resina, più leggero del 20% rispetto al componente tradizionale) c’è il decisivo contributo della tecnologia di trazione nel design delle sensazioni di bordo.

    Design delle sensazioni

    Se si accelera con decisione, risulta evidente come la trasmissione e-Cvt non preveda un vero e proprio cambio ma una sorta di staffetta alle varie velocità tra trazione elettrica e motore a benzina basata su rapporti fissi, che simula, nell’andamento del numero dei giri del motore termico, un cambio sequenziale a rapporti molto corti, dando la netta sensazione di trovarsi al volante di un modello sportivo.

    Honda Civic  hybrid prova guida FO interni

    Anche a velocità moderata, quindi negli spostamenti familiari oppure lavorativi in città, permane il gusto di essere a bordo. Non soltanto al posto di guida, dove certamente vengono restituite le sensazioni più nette provenienti dal percorso e dalla strada, ma anche come passeggeri.

    La capacità dell’auto di garantire confort di bordo insieme a una guidabilità di impronta addirittura sportiva, si traduce in un sottile piacere di vivere l’abitacolo condiviso da tutti gli occupanti.

    Piacere di stare a bordo

    L’essenza ibrida della nuova generazione di Honda Civic, disponibile esclusivamente con motorizzazione full hybrid a benzina più elettrico, oltre ad essere rappresentata nei numeri che ne descrivono le prestazioni, trova il suo scopo nel piacere di stare a bordo progettato degli ingegneri della Honda minuziosamente per ogni posto dell’abitacolo.

    Questo è secondo me il carattere specifico di questo modello. Al piacere di guidare si affianca il piacere di stare a bordo.

    Honda Civic Hybrid tre quarti avanti

    Numeri e prestazioni

    Il sistema ibrido della Honda Civic Hybrid comprende un motore Atkinson 2 litri di cilindrata a benzina con iniezione diretta, batterie al litio da 1,05 kWh e una potenza globale di 135 kW, con coppia massima di 315 Nm.

    L’auto consuma meno della precedente versione 1.000 benzina, ha più coppia del precedente 1.600 Diesel ed è più potente del precedente 1.500 benzina turbo.

    In pratica, batte ognuna delle precedenti motorizzazioni proprio nella sua caratteristica migliore.

    Il consumo medio dichiarato è di 4,7 litri di benzina per cento chilometri di percorrenza (108 grammi al chilometro di emissioni di CO2).

    L’elettronica contribuisce al risultato numerico con un nuovo sistema di rilevamento dei tornanti e la gestione predittiva della carica della batteria, realizzata grazie ai dati del sistema di navigazione.

    La curva di incremento della velocità è molto soddisfacente (il valore dichiarato da zero a 100 km/h è di 7,8 secondi) e soprattutto, grazie alla nuova capacità dei progettisti Honda di sfruttare in modo decisamente maggiore la parte elettrica, non fa mai salire di giri il motore a benzina in modo asincrono rispetto alle aspettative del conducente.

    Modalità “Engine” rinnovata

    Honda Civic hybrid posteriore

    La modalità “Engine” del sistema ibrido, che prevede l’invio diretto alle ruote di potenza dal motore termico, viene mantenuta anche in situazioni nelle quali precedentemente la medesima architettura ibrida Honda prevedeva l’attivazione della modalità “Hybrid” con necessità di aumento del regime di rotazione del motore a benzina per azionare anche il generatore elettrico destinato a inviare elettricità supplementare alle batterie.

    Il principale motivo di questo grande salto in avanti dal punto di vista della godibilità di guida è nelle nuove batterie al litio, di soli 1.05 kWh di capacità, che hanno una nuova tecnologia per le celle e nelle quali più di due decenni di esperienza nell’ibrido hanno consentito di ampliare nettamente l’intervallo di utilizzo della carica.

    Vita a bordo

    Gli interni sono caratterizzati dal nuovo display conducente da 10,2” e dal display centrale da 9”, che risultano certamente i due particolari più evidenti al primo accesso.

    Honda Civic hybrid prova interni FO

    Poi, però, vivendo l’automobile nella quotidianità e negli spostamenti più lunghi, il nuovo diffusore a nido d’ape che integra le bocchette d’uscita del climatizzatore e ne permette una maggiore escursione dimostra la sua importanza per il benessere nell’abitacolo e per l’impressione di contemporaneità del design.

    Prezzo

    La Honda Civic Hybrid e:Hev è a listino con prezzi di 36.900 euro per la già ben accessoriata versione Elegance, 38.000 per la versione Sport, 41.400 euro per la Advance .

  • Nasce il marchio Afeela, Sony e Honda accelerano verso l’auto digitale

    La nascita del marchio Afeela, nato dalla joint venture tra Sony e Honda, è l’anteprima di nuovi scenari nell’era dell’auto elettrica e digitale.

    Prende infatti forma l’ingresso delle grandi firme della tecnologia in un settore che vivrà di piattaforme tecnologiche hardware e software condivise tra in vari marchi, ma al tempo stesso personalizzate per ogni singolo costruttore e modello.

    L’auto e la mobilità sono attese da relazioni orizzontali tra produttori automobilistici tradizionali e fornitori hi-tech, il cui arrivo nel mondo dell’auto è stato finora annunciato e temuto, ma non si è mai compiutamente realizzato.

    Afeela concept car Ces 2023

    Prima auto di un gruppo hi-tech ad arrivare sul mercato

    La concept car a marchio Afeela, apparsa al Consumer Electronics Show di Las Vegas 2023, potrebbe essere il primo prodotto di un marchio nato da una grande azienda della tecnologia (Sony) a raggiungere il mercato, seppur grazie alla collaborazione con un costruttore tradizionale (Honda).

    Il Ceo della Sony Honda Mobility, da cui nasce il marchio Afeela, Yasuhide Mizuno, prevede tempi stretti.

    L’inizio dei preordini è fissato per la prima metà del 2025, la vendita entro la fine del 2025 e la consegna a partire dalla primavera del 2026 in Nord America.

    Con un potenziale sbarco successivo anche in Europa, naturalmente.

    Caratteristiche del prototipo

    Oltre la linea elegante a tre volumi lunga 490 cm, con telecamere a sostituire i classici specchietti, c’è soprattutto un progetto puntato sulla guida autonoma di Livello 3.

    Questo grazie a una tecnologia di visione stereoscopica attorno alla vettura ricavata dall’utilizzo di

    un totale di 45 tra telecamere e sensori all’interno e all’esterno del veicolo laterali

    come precisa Mizuno, che nella stessa conferenza stampa di presentazione al Las Vegas Convention Center ha anticipato anche la collaborazione con Epic Games, ovvero l’uso del suo motore grafico 3D Unreal Engine per l’interfaccia del monitor che attraversa completamente la plancia.

    Afeela interni concept

    Nuovi contenuti

    Non è un caso, se consideriamo come l’entrata di Sony nel mondo automobilistico permetta di far convergere nel settore, senza intermediari, la sterminata library di contenuti multimediali di cui l’azienda di Tokyo detiene i diritti o che direttamente produce, con i Sony Pictures Studios di Los Angeles in prima linea.

    C’è però ancora più spessore industriale nel concept Afeela, in assenza di dati tecnici forniti alla stampa, ma con la presenza allo stand Sony di Cristiano Amon, Ceo di Qualcomm.

    Qualcomm

    La Qualcomm dal 2004 ha costruito rapporti stretti di collaborazione con 24 marchi automobilistici nel mondo, con previsioni per un fatturato nel settore di 4 miliardi di dollari entro il 2026, ben 9 miliardi nel 2031.

    Con sede a San Diego, nel 2022 Qualcomm ha un fatturato 44 miliardi di dollari ed è tra le prime cinque aziende produttrici di chip al mondo, con una leadership ormai consolidata nelle architetture di tipo Arm, che secondo gli esperti hanno grandi potenzialità di ulteriore sviluppo.

    Afeela piattaforma digital chassis

    Digital chassis

    La rete di semiconduttori nell’auto diventa ora una vera e propria piattaforma hardware, come la Snapdragon Digital Chassis di Qualcomm, che verrà utilizzata per la prima volta proprio per la  concept Afeela.

    A cambiare è l’intera distribuzione delle operazioni di elaborazione delle informazioni destinate ai vari servizi, dagli Adas alla gestione della marcia o all’intrattenimento di bordo, non più distribuite su diversi processori ma affidate ad una unica Cpu.

    E’ l’inevitabile orizzonte su cui stanno lavorando in autonomia anche gruppi come Volkswagen, con la sua prossima piattaforma SSP.

    La Qualcomm proporrà il suo digital chassis sul mercato in modo orizzontale, a disposizione di molti costruttori e aggiornabile nelle funzioni grazie all’utilizzo di un ambiente software basato sulla distribuzione Yocto di Linux.

    L’approccio è centralizzato per le funzioni di connessione 5G di tipo C-V2X (Cellular-vehicle-to-everything), ovvero con altri veicoli e con le infrastrutture stradali, ma anche una linea Power Line Communications (PLC) per l’interfaccia con smart grid e stazioni di ricarica intelligente.

    All’unità di calcolo centrale, il nuovo chip Ride Flex, è anche affidata la gestione della sensoristica, l’assistenza alla guida autonoma e virtualizzazione delle condizioni di marcia, ovvero la determinazione assoluta della posizione del veicolo in rapporto alla cartografia e   al riconoscimento di ostacoli e segnali attraverso le videocamere.

    Piattaforma digital chassis Afeela

    Aggiornamento over-the-air

    Tutto questo con possibilità di aggiornamento Over The Air in un ambiente Car to Cloud che permette la personalizzazione della vettura e l’aggiunta incrementale di funzioni. 

    La concept Afeela rappresenta in tutto questo un’apripista, con il Gruppo Renault e quello Stellantis già coinvolti nell’adozione dello Snapdragon Digital Chassis, che ambisce a diventare uno standard.

    L’obiettivo è l’accorciamento in modo molto sensibile del Time to Market (cioè il tempo di sviluppo) delle nuove vetture, facendo nel contempo da volano ad un cambiamento sostanziale nel metodo.

    Afeela presentazione Ces Las Vegas 2023

    L’associazione giapponese dei costruttori gradisce

    Parlando a nome della Japan Automobile Manufacturers Association (JAMA), il vicepresidente Toshihiro Mibe, Ceo di Honda Motor, ha recentemente ribadito che:

    In Europa, Stati Uniti e Cina molti nuovi player entrano nella produzione di veicoli elettrici.

    Ci sarà una combinazione di approcci di produzione diversi e coesistenti. Quindi siamo molto positivi riguardo a tutti i cambiamenti nel settore.

    L’arrivo del gigante Sony è visto quindi dall’industria dell’auto giapponese come un’opportunità per mantenere fortemente radicata nell’arcipelago del Sol Levante gran parte della conoscenza e della capacità industriale necessaria per le future generazioni di veicoli.

  • E-Ink, come funziona la tecnologia che cambia colore all’auto in un attimo

    E-ink, la tecnologia per cambiare il colore della carrozzeria in modo dinamico e istantaneo è contenuta nello spessore di una pellicola.

    Già nell’edizione 2022 del Consumer Electronic Show di Las Vegas, con il suo concept iX Flow, Bmw aveva dimostrato come utilizzare la carta elettronica alle superfici di una vettura.

    Nel 2023 il prototipo Bmw iVision Dee fornisce un quadro ben più chiaro degli scenari possibili che apre questa soluzione, con la colorazione che passa dalla sola trasformazione del bianco in nero a ben 32 tonalità.  Si spiega così che non c’è solo l’opportunità di personalizzazione costante della vettura a guidarne lo sviluppo verso una applicazione in serie.

    Bmw iVision Dee e-ink

    Clicca qui per leggere l’articolo Bmw iVision Dee, la Bmw del futuro al Ces di Las Vegas.

    Tutto nasce al Massachussets Institute of Technology

    Bmw ha scelto come partner la E Ink Corporation con sede a Cambridge, in Massachusetts, ovvero l’azienda fondata nel 1996 dal fisico Joseph Jacobson del MIT, inventore di quella che comunemente viene chiamata carta elettronica, ovvero display basati sulla tecnica di colorazione elettroforetica, già utilizzata diffusamente a livello mondiale negli eReader

    La tecnica è quella di utilizzare una pellicola che contiene capsule di dimensioni paragonabili alla punta di un capello, ciascuna riempita di pigmenti colorati sospesi in un liquido chiaro.

    e-ink colori

    Ai lati opposti di ogni capsula, un elettrodo positivo e uno negativo che, se attivati, spostano pigmenti colorati o il fondo chiaro a seconda della carica impostata, su richiesta del software di gestione, fino a comporre la forma desiderata accendendo o spegnendo una serie di capsule.

    Capsule colorate

    Più complesso realizzare pellicole che restituiscano più colori, corrispondenti in questo caso a differenti stati di carica per le diverse tonalità di particelle. Il vantaggio di questi schermi è ovviamente quello di non richiedere una retroilluminazione, e neppure apporto di energia per mantenere lo status del colore, che viene successivamente modificato applicando un solo impulso a differente carica. 

    La concept i Vision Dee segna un passaggio netto in questo senso, grazie all’utilizzo di Prism 3, la più recente generazione di display E Ink Corporation, con capacità di cambiamento colore molto dinamiche e soprattutto una duttilità della pellicola che la rende lavorabile, con un taglio laser in singole sezioni che possono essere poi incollate alla carrozzeria in metallo sottostante, con definizione e precisione.

    32 colori diversi

    Prism 3 utilizza impulsi a 30 V di picco. Visualizzare 32 colori differenti sui 240 segmenti di E Ink in cui è stata divisa la carrozzeria della i Vision Dee, ciascuno dei quali programmabile via software.

    e-ink collegamenti elettrici

    L’aspetto ambientale è protagonista anche nella scelta della E Ink Corporation di utilizzare per la produzione il 20% di energia proveniente da fonti rinnovabili. Le potenzialità di questa tecnologia in campo automobilistico attualmente prese come riferimento sono orientate in particolare al mondo dell’auto elettrica e alla prospettiva di veicoli a guida autonoma.

    Chiara d’estate e scura d’inverno

    E’ evidente come l’utilizzo di una colorazione chiara permetta in estate un utilizzo meno massiccio del sistema di climatizzazione, come del resto la stessa logica porta a sfruttare il calore solare in inverno nel caso di colorazione scura, con una richiesta inferiore di riscaldamento per l’abitacolo. Nella ricerca della migliore autonomia possibile ricavata dalle batterie, il guadagno andrà misurato in maggiore percorrenza chilometrica, quindi non di design. 

    Bmw iVision Dee e-ink rossa

    Colorazione come codice di sicurezza

    C’è poi un secondo filone promettente nella diffusione delle pellicole E Ink, legato ad un utilizzo attivo della superficie della carrozzeria, in direzione della sicurezza e della diffusione della guida autonoma. Andando oltre la possibilità di accendere determinate colorazioni ad alto contrasto per segnalare la sosta in emergenza o la condizione di rischio della vettura, ciò che è molto promettente è anche l’opportunità di sfruttare la colorazione dinamica anche per dare risalto a determinate aree della vettura.

    Quindi non solo restano a disposizione i colori chiari per evidenziare la sagoma nella guida notturna, o quella forte contrasto da utilizzare nella porzione di coda della carrozzeria in caso di frenate di emergenza, ma soprattutto si può costruire un profilo cromatico di marcia frontale e posteriore compatibile con la migliore leggibilità di sistemi di guida autonoma basati su videocamere e sensori.

  • Bmw iVision Dee, la Bmw del futuro al Ces di Las Vegas

    La Bmw iVision Dee anticipa i contenuti, in termini di tecnologie digitali e di trazione, delle Bmw della seconda metà del decennio.

    All’interno debutta la futura generazione di head-up display, il sistema introdotto proprio dal marchio di Monaco nel 2003 sulla Serie 7 per mostrare al guidatore alcune informazioni chiave della vettura direttamente all’interno del suo campo visivo, senza necessità di spostare lo sguardo dalla strada.

    Il nuovo head-up display allarga l’area di proiezione delle informazioni a tutta la larghezza del parabrezza anteriore, diventando così visibile anche dagli altri passeggeri.

    Bmw iVision Dee Head-up display

    La quantità di informazioni ottenibili e la qualità grafica delle immagini sono a livello di uno schermo curvo ad alta definizione, eppure non sono necessariamente invasivi rispetto alla vita di bordo.

    Un sistema di gestione tattile, nascosto dietro il tessuto di rivestimento del cruscotto, diventa visibile illuminandosi e permette di modulare la larghezza del campo di proiezione e adattare la complessità grafica alle proprie preferenze.

    Bmw iVision Dee frontale

    “L’essenza dell’auto del futuro è nel saper mettere insieme hardware e software, perché un’automobile non è uno smartphone su ruote. E noi ci consideriamo leader nella capacità di integrazione”.

    Oliver Zipse Bmw

    A parlare è Oliver Zipse, Ceo del gruppo Bmw, che ha appena presentato il prototipo Bmw i Vision Dee (Digital emotional experience) coniando la definizione di “auto con l’anima digitale”.

    La piattaforma Neue Klasse (Nuova classe) anticipata dalla Bmw iVision Dee nasce per auto elettriche a zero emissioni ma non è dedicata esclusivamente all’auto a batterie.

    Abbiamo deciso di realizzare un sistema aperto a più tecnologie di trazione e la piattaforma alla base dei nostri futuri modelli è progettata anche per sistemi a idrogeno con celle a combustibile.

    Annuncia Zipse, che continua: “Noi siamo degli integratori di sistema, dobbiamo quindi essere sempre aperti a diversi pacchetti tecnologici, sia digitali che meccanici e chimici. Mantenendo così la leadership nella capacità di mettere insieme le diverse componenti disponibili in ogni momento, per realizzare la migliore auto possibile per i nostri clienti”.

    Bmw iVision Dee posteriore e-ink

     La Bmw iVision Dee dimostra anche un ulteriore salto di livello del marchio nella realizzazione di parti di carrozzeria a colore variabile con tecnologia e-Ink. Lo scorso anno, proprio al Ces di Las Vegas, la Bmw ha fatto debuttare l’auto che cambiava colore da bianco a nero e viceversa.

    La iVision Dee ha questa caratteristica nella fascia posteriore dove sono alloggiati i gruppi ottici, che cambia da bianca a nera.

    Bmw iVision Dee

    Quest’anno la Bmw iVision Dee è in grado di far cambiare il colore di tutta la sua carrozzeria, oppure di singole parti, attingendo a un gran numero di tinte possibili.

    L’effetto camaleontico è raggiunto grazie a film di “inchiostro elettronico” e-Ink, che ad ogni singolo impulso elettrico riposizionano particelle colorate all’interno del loro spessore, portando nello strato visibile esterno quelle della tonalità desiderata.

    Bmw iVision Dee e-ink multicolore

    La colorazione raggiunta dopo ogni cambio di colorazione rimane stabile finchè non si invia un nuovo impulso elettrico. Una specie di magia tecnologica degna delle illusioni di David Copperfield, che si esibisce regolarmente proprio a Las Vegas. 

  • Ces 2023, così nasce l’auto con l’anima digitale

    Il Consumer Electronics Show di Las Vegas anche quest’anno non delude le aspettative e mette in luce un aspetto cruciale per l’auto del futuro, caratterizzata da un’integrazione totale tra hardware e software.

    Un domani tutt’altro che remoto, anzi per molti versi già iniziato, nel quale l’automobile conferma la sua centralità e diventa protagonista assoluta anche del mondo digitale.

    Nasce l’automobile con l’anima digitale, come l’ha definita esplicitamente Oliver Zipse, numero uno mondiale della Bmw, nel suo discorso di apertura al CES 2023.

    Oliver Zipse Bmw iVision Dee

    Bmw iVision Dee

    Quando pronuncia quella frase, Zipse ha vicino a sé il prototipo Bmw i Vision Dee (Digital emotional experience) che interagisce con lui, gli parla e sembra fargli l’occhiolino, grazie alla tecnologia e-ink che muta la colorazione del doppio rene frontale.

    Bmw iVision Dee

    La Bmw iVision Dee anticipa i contenuti della futura piattaforma Neue Klasse (Nuova classe) su cui a Monaco stanno nascendo le auto elettriche in arrivo sul mercato a partire dal 2025. Non si tratta di una piattaforma nel senso tradizionale del termine, ma di un’architettura integrata fatta di hardware e software.

    Software protagonista

    Proprio il software, con le sue applicazioni in tutti gli ambiti dell’auto e della mobilità, è il principale filo conduttore delle numerose presenze di aziende del settore auto.

    Volkswagen ID.7

    La Volkswagen presenta la berlina elettrica ID.7, destinata principalmente al mercato americano con il compito di rinnovare i successi della Passat in versione zero emissioni. Anche la Volkswagen ID.7 fa dell’interazione digitale con l’esterno, comunicata attraverso l’inedita verniciatura luminescente scelta per camuffarne l’aspetto, uno dei suoi punti di forza.

    Volkswagen ID.7

    Audi Holoride

    L’Audi punta sulla realtà aumentata con il nuovo visore Holoride, progettato per essere indossato in auto. Il visore fonde l’esperienza digitale con quella reale in base alle situazioni in cui ci si trova su strada.

    Stellantis, grandi novità software

    Il gruppo Stellantis presenta grandi novità e il Ceo Carlos Tavares annuncia un’accelerazione ulteriore proprio nel campo dello sviluppo software, in collaborazione con partner di primo piano come Amazon e Qualcomm.

    Peugeot Inception con Hypersquare

    Il prototipo Peugeot Inception mostra contenuti che vanno ben oltre l’atteso debutto della futura generazione dell’i-cockpit, successo tecnologico attuale dei modelli del leone.

    Peugeot Inception

    La tecnologia Hypersquare, presentata dalla numero uno della Peugeot Linda Jackson, arriva a sostituire addirittura il volante con un nuovo interfaccia digitale dalle enormi potenzialità.

    Peugeot Hypersquare

    Dodge e Ram, rivoluzione elettrica

    Novità anche per i marchi americani del gruppo Stellantis, Dodge e Ram, per i quali vengono svelati due prototipi che porteranno nei prossimi anni all’arrivo di modelli elettrici inediti. Il Ram 1500 Revolution, in particolare, anticipa un grande pick-up elettrico dalle caratteristiche estetiche e di utilizzo da primo della classe.

    Fiat 500e in vendita nel Metaverso

    La Fiat 500e preparare il debutto sul mercato americano, previsto per il 2024, scegliendo il Ces per inaugurare la sua prima concessionaria digitale nel Metaverso, realizzata in collaborazione con Microsoft.

    Hyundai, Kia e il nuovo marchio Mobis

    Hyundai e Kia danno evidenza al progetto Zero1ne, con progetti a elevato contenuto tecnologico e digitale opera di altrettante start-up. Hyundai Mobis, marchio del gruppo dedicato alla nuova mobilità, presenta la navetta a guida autonoma M.Vision To, destinata all’utilizzo urbano e capace di interagire con gli occupanti anche per la pianificazione degli spostamenti.

    Ioniq 5 guida autonoma

    In giro per Las Vegas, inoltre, si incontrano le Ioniq 5 a guida autonoma in fase di acquisizione dati, per passare al test vero e proprio senza conducente nei prossimi mesi.

    Infrastruttura di ricarica ultraveloce a marchio Mercedes

    La Mercedes annuncia la costruzione di un’infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici realizzata direttamente dal gruppo con l’obiettivo di rendere disponibili ben diecimila punti di ricarica ultraveloce ad elevata potenza nel mondo.

    ZF, guida autonoma e cinture di sicurezza riscaldate

    La tedesca Zf, oltre a tecnologie di integrazione di componenti e piattaforme digitali per l’elettrificazione e la guida autonoma, presenta le prime cinture di sicurezza riscaldate.

    Navetta autonoma ZF

    La riduzione dei consumi energetici per la climatizzazione, ottenibile grazie al tepore trasmesso direttamente al corpo degli occupanti, secondo i progettisti permette di aumentare anche del 15% l’autonomia di marcia di un’auto elettrica a parità di confort nell’abitacolo. 

    Holon Mover disegnato da Pininfarina

    Tra le molte navette a guida autonoma presenti al Ces, svettano due soluzioni a firma italiana. Il Mover della Holon, disegnato da Pininfarina, oltre al design particolarmente originale promette grande qualità costruttiva.

    Holon Mover Pininfarina

    Italdesign e Politecnico di Torino, la navetta è anche spazio da aggiungere a casa e ufficio

    L’Italdesign presenta a Las Vegas un concetto completamente inedito di navetta, messo a punto insieme al Politecnico di Torino. La Climb-e, oltre a guida autonoma e trazione elettrica, propone infatti un’integrazione concettualmente rivoluzionaria del mezzo di trasporto con l’ambiente costruito.

    Italdesign Climb-e

    La Climb-e è costituita da due parti, una piattaforma di trazione e un abitacolo. L’abitacolo può staccarsi dalla piattaforma per “collegarsi” ad edifici dotati di appositi sistemi di attacco e sollevamento verticale, andando così ad aggiungere uno spazio supplementare a un ufficio, oppure a un appartamento privato.

    Climb-e dettaglio nome

    Made in Italy, sempre idee che vanno “oltre”

    Al Ces di Las Vegas la navetta Made in Italy non si limita quindi alla rivoluzione della mobilità, ma la utilizza per reinventare anche l’architettura. 

  • Futuro elettrico, libro da leggere sull’auto a batterie

    Futuro elettrico è un libro che nasce da un’inchiesta alla quale ho partecipato come mentore. L’inchiesta di Presa Diretta di Rai Tre è una delle migliori realizzate in tivù negli ultimi anni.

    Il libro è anche meglio dell’inchiesta, da leggere e rileggere, custodendo con cura anche i tanti rimandi che contiene in forma di QR code, che prendono il posto della vecchia bibliografia.

    QR code OZE libro futuro elettrico

    Il primo rimando bibliografico e di approfondimento non istituzionale è per Obiettivo Zero Emissioni. Ringraziamo Giuseppe Laganà e Marcello Brecciaroli per aver voluto dare evidenza al nostro progetto.

    L’approccio giusto

    Quando ho ricevuto la prima telefonata dal redattore di Presa Diretta ho capito subito che l’approccio era quello giusto.

    Tante domande, tutte sensate ed evidentemente non orientate alla dimostrazione di una tesi preconfezionata. Ce n’era abbastanza per dare spago, investire del tempo con quei giornalisti e cercare di capire se volessero veramente comprendere la complessità dell’argomento.

    Fabio Orecchini intervista Raitre Presadiretta 2021

    Duello sui Social

    Perchè l’auto elettrica nell’era dei Social purtroppo è così: se sei a favore, devi dire che la vita a batterie non ha difetti e tutto il resto è roba da dinosauri motorizzati.

    Se sei contro, allora puoi sfogare liberamente la tua rabbia contro bielle e pistoni, dichiarandoti amante di rombi assordanti, puzza d’olio bruciato e fumo nero che esce impetuoso da tubi di scarico grandi come oleodotti.

    Un libro pieno di informazioni

    Futuro elettrico è un libro pieno zeppo di informazioni utili, a volte scomode ma mai scandalistiche.

    Sulle materie prime, sul futuro industriale in Europa, in Italia e nel mondo. Con un occhio attento al ruolo al quale ambisce la Cina, alla risposta in America e – soprattutto – alle possibili ricette per l’Europa.

    copertina Libro futuro elettrico

    L’impostazione

    L’impostazione del libro nasce probabilmente dalle numerose telefonate e poi dal mio incontro con Giuseppe Laganà.

    Quando la troupe di Rai Tre Presa Diretta è venuta a trovarmi nella sede dell’Università Guglielmo Marconi di Roma, non abbiamo soltanto registrato un’intervista – come mi è successo altre volte.

    Intervista Raitre presadiretta FO di spalle

    Questa volta abbiamo analizzato una grande opportunità per lo sviluppo mondiale, perchè possa continuare ad essere fonte di benessere per le popolazioni già sufficientemente benestanti e consentire anche la crescita di tutte le altre. Quelle che ogni non hanno accesso all’energia, all’acqua potabile per tutti, alla sanità e – a volte – addirittura al cibo.

    L’auto elettrica

    L’auto elettrica è una grande opportunità per il pianeta. Ma va maneggiata con cura e lungimiranza. Come non è mai accaduto prima per nessun altro grande prodotto rivoluzionario dell’era industriale.

    Fabio Orecchini in libro futuro elettrico

    L’attenzione del libro e del lettore vanno su materie prime, capacità produttiva, coesistenza con altre tecnologie che offrono molti vantaggi e la moltiplicazione delle filiere industriali (come l’idrogeno e le celle a combustibile, oppure i combustibili sintetici e i biocombustibili) capaci di mitigare dipendenze e dominazioni di singoli stati o aree geopolitiche.

    Buona lettura!

    Gli autori

    Autori libro futuro elettrico