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  • Kia e-Niro è arrivata, inizia la mia prova nella quotidianità

    L’auto elettrica Kia e-Niro è arrivata! Ecco la consegna avvenuta direttamente dalla bisarca di trasporto.

    Kia e-Niro sulla bisarca

    Protocollo anti Covid

    L’auto scende giù dal piano di carico con l’autista della bisarca alla guida e facciamo anche un po’ di spettacolo in un’area adeguata allo scarico dove qualche curioso si ferma a guardare.

    Kia e-Niro scende dalla bisarca

    L’auto è perfettamente sanificata e le superfici di contatto sono adeguatamente protette. Ottimo il livello di sicurezza anti-Covid, quindi.

    Kia e-Niro volante protetto anti Covid

    Primo contatto

    Il primo contatto è fugace. Il tempo di firmare la documentazione insieme all’autista che ha effettuato il trasporto e la consegna per poi tuffarmi nella nuova esperienza.

    L’auto è completamente carica, posso entrare a bordo ed avviarmi verso casa. Il sistema di bordo indica 374 km di autonomia con la batteria completamente carica.

    Strumentazione Kia e-Niro

    Non è ancora il mio numero

    Il dato è soltanto indicativo di come sia stata guidata l’auto prima della consegna. Non è ancora il mio numero.

    Il sistema infatti calcola l’autonomia residua in base allo stile di guida e io sono appena salito a bordo.

    Avremo modo di conoscerci per bene, cara Kia e-Niro!

    Intanto benvenuta.

    Clicca qui e leggi il Dossier Kia e-Niro, crossover 100% elettrico compatto.

    Clicca qui e leggi Kia e-Niro attraversa l’Europa a zero emissioni.

  • Toyota Yaris Hybrid, video spiegazione del nuovo sistema ibrido

    Il sistema ibrido della nuova Toyota Yaris Hybrid è molto diverso da quello che equipaggia la precedente versione.

    La mia video-spiegazione

    Non cambia il principio generale di funzionamento, che sfrutta la tecnologia Toyota dotata di rotismo epicicloidale per gestire i flussi di potenza.

    Cosa cambia rispetto alla precedente versione

    Cambia significativamente la potenza del motore elettrico. Ed è nuovo il motore a benzina Ciclo Atkinson che adesso è un 3 cilindri 1.500 cc di cilindrata.

    Questo significa che le prestazioni attese, soprattutto nell’incremento di marcia in modalità elettrica e nell’abbassamento di consumi ed emissioni, sono di livello che pochi anni fa in molti ritenevano addirittura irraggiungibile.

    I contenuti disponibili sul sito

    Clicca qui e leggi il Dossier Nuova Toyota Yaris, l’auto ibrida da città.

    Clicca qui e leggi la nostra prova in anteprima Toyota Yaris Hybrid, la lezione dell’ibrido.

  • Range Rover Plug-in Hybrid, la mia prova d’inverno in montagna

    Durante la prova estiva della Range Rover Sport Phev in montagna (clicca qui per leggere l’articolo), mi ero ripromesso di svolgere un nuovo test in inverno.

    Questa volta tocca alla Range Rover Vogue Phev, sorella maggiore della Range Rover Sport Phev.

    Ricarica prima della partenza

    Ricarico completamente le batterie da 12,9 kWh, sistemo i bagagli nell’auto e mi metto in viaggio.

    Display ricarica dietro volante RR Phev
    Il display a ricarica completa indica 50 km di autonomia in elettrico

    La ricarica dalla normale presa Schuco del garage si completa senza problemi nella notte.

    Valigie nel bagagliaio

    Anche il bagagliaio, leggermente ridotto in altezza rispetto alla versione non Plug-in Hybrid, rimane incredibilmente generoso. Tutti gli ingombranti bagagli invernali possono entrare senza problemi sotto il livello della cappelliera.

    Non rimane nulla in vista, quindi, per le soste durante il viaggio questo è un indubbio vantaggio in termini di sicurezza.

    Bagagliaio carico della Range Rover Vogue Phev

    Durante la marcia, l’auto in modalità ibrida utilizza anche l’energia accumulata nelle batterie. Dopo circa duecentocinquanta chilometri di viaggio, l’autonomia in modalità elettrica riportata sul display arriva a zero.

    FO guida in autostrada
    Guida in autostrada

    Tutta l’energia accumulata nella notte è quindi stata utilizzata per ridurre consumi di benzina ed emissioni in autostrada.

    Se avessi voluto conservare parte della carica disponibile per utilizzarla in modalità di marcia ZEV successivamente, avrei dovuto selezionare l’apposita funzione dal computer di bordo.

    Finalmente la neve

    L’arrivo a contatto con la neve delle Dolomiti è una specie di ritorno a casa per la Range Rover. Qui si sente a suo agio, non c’è dubbio.

    Quello che voglio chiarire è se anche le funzioni della parte elettrica sono così appropriate in un ambiente di questo genere.

    RR Phev muso con neve
    Range Rover Plug-in Hybrid sulla neve

    Cominciando dalla ricarica, che in montagna d’inverno è comoda soprattutto di notte in garage.

    Ricarica in hotel

    Prima di partire ho chiesto all’hotel se ci fossero dei punti per la ricarica elettrica nel garage al coperto. La risposta è stata affermativa.

    Posso ricaricare la Range Rover Plug-in Hybrid ogni notte, collegandola a una normale presa presente proprio vicino al passaggio per accedere ai piani.

    RR Phev ricarica hotel
    Ricarica nel garage dell’Hotel

    Comodo ed efficace. Ogni mattina posso avere la Range Rover Plug-in Hybrid completamente ricaricata e pronta ad affrontare il tratto di alcuni chilometri in salita per arrivare agli impianti di risalita che mi permettono di arrivare alle cime e alle piste da sci.

    RR Phev con neve

    Autonomia di marcia in elettrico

    L’autonomia di marcia indicata sul display va dai 45 ai 50 chilometri. Viaggiando però in salita, dopo 2-3 chilometri anche dosando la pressione del piede sull’acceleratore e mantenendo rigorosamente – come d’abitudine – la velocità entro il limite, che qui è di 60 e 70 km/h a seconda dei tratti, si accende il motore a combustione interna.

    Paesaggio montagna neve
    Dolomiti d’inverno

    Facendo 15 chilometri tra andata e ritorno, con pari lunghezza per la salita dispendiosa nel primo tratto e per la discesa con il relativo recupero di carica in frenata nel secondo, si torna in garage con 25-30 chilometri di autonomia indicati sul display.

    Per percorrere 15 km in montagna vera e lasciando l’auto parcheggiata alcune ore con temperature appena sopra lo zero, quindi, se ne bruciano 20-25 di autonomia e si consuma anche un po’ di benzina nelle accensioni in salita.

    Pista sci neve con paesaggio
    Vista mozzafiato dalle piste innevate

    Ricarica alle colonnine Enel X

    In viaggio ricarico l’auto presso le colonnine Enel X.

    Ecco la card da accostare al punto indicato per l’inizio dell’operazione di ricarica.

    Tessera Card Enel X
    Card Enel X per la ricarica

    Non sempre è agevole collegare il cavo della colonnina ad alta potenza alla presa della Range Rover Plug-in Hybrid.

    L’auto è troppo lunga per essere ricaricata parcheggiando correttamente. Il cavo della colonnina non arriva allo sportellino, né parcheggiando con il muso in avanti, né posizionando l’auto al contrario.

    L’unica possibilità che ho è di occupare due posti e mettere il veicolo parallelamente al viale di passaggio.

    RR Phev ricarica colonnina Enel X
    L’unico modo per parcheggiare e ricaricare

    Le operazioni di ricarica procedono regolarmente e al ritorno dalla passeggiata nel centro commerciale che ospita il punto Enel X trovo gli accumulatori completamente carichi.

    Ricarica completa display Colonnina Enel X
    Display della colonnina Enel X

    Esperienza complessiva

    La tecnologia ibrida ricaricabile dall’esterno conferma il suo grande interesse per chi ama viaggiare liberamente ma vuole anche poter avere la possibilità di muoversi in sola modalità elettrica.

    Il punto chiave è nella disponibilità di un punto di ricarica notturno.

    Range Rover in ricarica vista da dietro
    Range Rover Phev in ricarica in garage
    Autonomia elettrica in montagna d’inverno

    L’autonomia in elettrico non è sempre sfruttabile completamente su percorsi di montagna e clima invernale. Nelle salite più ripide il sistema attiva il motore a benzina, anche se si è selezionata la modalità EV.

    Il contributo della parte elettrica è però sempre molto utile, anche in autostrada dove permette di ridurre i consumi e rende la motorizzazione Phev a benzina paragonabile, per costi di percorrenza, a quella diesel.

    FO viaggio in autostrada Range Rover
    In viaggio sulla A22 Modena-Brennero

    Cade quindi il mito del gasolio come alternativa sempre conveniente in condizioni di viaggio. La Range Rover Phev non teme il confronto.

  • Honda E, autentica cittadina alla prova

    La Honda E è la prima vera auto elettrica della casa giapponese. Negli anni scorsi abbiamo visto prima una versione sperimentale della Jazz e poi anche una Clarity che non è solo ad idrogeno, ma anche ibrida plug-in e full-electric. La “E” è però la prima Honda nata su una piattaforma specifica per essere solo elettrica.

    Honda E

    Le dimensioni sono da vera cittadina: 3,89 metri di lunghezza, 1,51 in altezza e una larghezza di 1,75 metri e nulla di più. La Honda E è infatti la prima auto al mondo con specchietti retrovisori virtuali di serie e le telecamere laterali sporgono quanto la larghezza dell’intero corpo vettura. Lo stile riprende al 100% quello del concept Urban EV presentato la prima volta nel 2017. Possiamo definirlo un retrò tecno-minimale: si ispira infatti alle N360 e N600 comparse alla fine degli anni ’60, ma con dettagli di stile molto raffinati.

    Honda E

    La Honda E è una cittadina molto sofisticata, dunque gli aspetti fondamentali sono:

    accessibilità e abitabilità

    capacità di carico

    maneggevolezza

    visibilità

    sistemi di sicurezza e assistenza alla guida

    connettività

    ricarica

    utilizzo elettrico

    guida

    Honda E
    Lo stile

    La Honda E è un oggetto più che un’automobile, che esteticamente esprime bene la propria raffinatezza tecnologica. Da notare, oltre all’assenza dei retrovisori, le superfici in nero lucido, i fari rotondi che rendono il suo look praticamente simmetrico e si accendono con una sequenza suggestiva. Da notare poi i cerchi neri: hanno 12 segmenti radiali in metallo che corrispondono alle ore e al centro incorporato un coperchio che tiene nascosto il disco del freno.

    Accessibilità e abitabilità

    Le maniglie sono a scomparsa e fuoriescono quando ci si avvicina alla vettura o si sblocca con la chiave. Volendo, si può usare anche lo smartphone con NFC, fino a 5 dispositivi. Notevole l’angolo di apertura delle portiere dotate di cristalli senza cornice mentre il pavimento è perfettamente allineato con i bordi inferiori. Dunque si entra e si esce facilmente, soprattutto davanti grazie alle maggiori dimensioni della portiera e al profilo dei sedili. Dietro si siede con le ginocchia sollevate e i ganci Isofix non sono comodi. La Honda E è omologata per 4 persone.

    Honda E
    Capacità di carico

    Il motore è dietro e questo limita il bagagliaio a 171 litri, per di più con l’ingombro della sacca che contiene i cavi per la ricarica e che si trova in piedi sul lato sinistro. Diventano 861 litri abbattendo lo schienale che è unico e si sblocca con una maniglia posta al centro. Il piano di carico, anche se non basso, è comunque allineato alla soglia, regolare e ben rivestito. Di fronte non c’è spazio, anzi aprendo il cofano sono visibili l’inverter e il caricatore.

    Honda E
    Visibilità

    Si vede molto bene davanti e di lato, dietro il lunotto è piccolo, ma il retrovisore interno virtuale dà un’ottima visuale. Quelli laterali sono molto funzionali: gli schermi sono posizionati correttamente e si regolano proprio come quelli normali, se si sceglie la modalità di visualizzazione normale. Se invece si utilizza quella grandangolare (+90% di cono visivo), diventano fissi. Ci sono anche le telecamere perimetrali e molto utile è il sistema di parcheggio completamente automatico. Sorprendente il raggio di sterzata: la Honda E gira quasi su sé stessa: inversioni e posteggi sono un divertimento.

    Honda E
    Sistemi di sicurezza e assistenza alla guida

    La Honda E ha tutti i più moderni di sistemi di assistenza alla guida. Ne ha anche altri che in città si rivelano davvero preziosi. Il cruise control adattivo ha la funzione stop&go e la frenata automatica interviene durante le manovre e se c’è un ostacolo nei pressi della vettura. Utile anche il sistema che impedisce di accelerare quando di fronte ci sono una vettura o un pedone. A volte sono queste piccole distrazioni che creano fastidi o, peggio ancora, danni alle persone. La Honda E aiuta ad evitarle.

    Honda E
    Connettività

    La Honda E è un’auto completamente digitale. Di fronte al guidatore c’è uno schermo da 8,8 pollici, al centro due schermi da 12,3 pollici che si possono scambiare le schermate in modo da servire al meglio il guidatore e gli occupanti. Ci sono poi i due schermi da 6 pollici per i retrovisori laterali e quello del retrovisore interno. Il sistema è ad attivazione vocale, connesso aggiornabile over-the-air. Tanta sofisticazione rende però difficili alcune cose semplici come la selezione della fonte sonora. L’app Honda+ permette di localizzare l’auto, programmare il climatizzatore e chiudere sportelli e i finestrini a distanza.

    Honda E
    Vita a bordo

    Con una presa da 230 volt messa davanti, accanto alle varie USB e a quella HDMI, si può collegare una consolle da gioco. Si sfruttano anche così i due grandi schermi centrali e il sistema audio molto coinvolgente. La Honda E dà per questo e per altro la sensazione di essere in un piccolo salotto. I tessuti dei sedili sono simili a quelle di una poltrona e le modanature in finto legno sembrano di essenza grezza anche al tatto. In auto così, si trascorre piacevolmente non solo il tempo nel traffico, ma anche quello da fermi, magari mentre l’auto si ricarica.

    Honda E
    La ricarica

    La Honda E ha una batteria da 35,5 kWh (assemblata da Honda con moduli forniti da Panasonic) sistemata sotto il pavimento e si ricarica fino a 6,6 kW in corrente alternata e 50 kW in continua. La presa CCS2 è di fronte, sotto un elegante sportello in vetro scuro che si sblocca con un piccolo pulsante, la chiave o l’app. I cavi invece bisogna prenderli dal bagagliaio. Anche queste scelte rivelano un orientamento prettamente cittadino: per i 200 km (e poco più) di autonomia non servono batteria grande e caricatori potenti. La Honda sta anche sperimentando il V2G e metterà a disposizione dei clienti proprie wallbox. Allo studio anche un sistema di pagamento per la ricarica con un operatore nazionale.

    Honda E
    L’utilizzo elettrico

    L’autonomia indicata varia da 150 a 180 km. Attraverso le palette dietro al volante, si possono selezionare 4 livelli di recupero. Premendo il pulsante che consente la guida “one pedal” ci sono 3 livelli più intensi e la possibilità di arrestare la vettura. Quando è il momento, intervengono automaticamente i freni che si sbloccano quando si riaccelera. Honda è il più grande produttore di motori al mondo e continua la tradizione anche con la “E”. Ha 100 kW o 113 kW, in entrambi i casi con una coppia di 315 Nm, una spinta sempre morbida, ma immediata quanto efficace.

    Honda E
    La guida

    La Honda E è agile come un piccolo kart grazie ad un assetto piatto, un’eccellente disposizione delle masse e uno sterzo pronto quanto omogeneo. Merito anche ad una gommatura alquanto sportiva – 205/45 R17 anteriori e 225/45 R17 posteriori – decisamente insolita per un’auto elettrica. Un ulteriore elemento che rende la Honda E un’auto alquanto particolare e difficilmente catalogabile. Il controllo di trazione è così preciso da sembrare assente, la frenata è molto potente e modulabile come poche volte si trova su auto elettrificate. La Honda E accelera in 9 s. (100 kW) o 8,3 s (113 kW) e raggiunge 145 km/h. Oltre i 100-110 km/h si avverte qualche fruscio, apprezzabile l’assorbimento delle sospensioni.

    Honda E
    Personalità da comprare

    La Honda E parte da 35.500 euro con una dotazione molto completa. Il prezzo non è da saldo, ma si tratta di un’auto moderna concepita più come un oggetto personale che come un’automobile, una piccola lounge da portare con sé con tutti i comfort piuttosto che un semplice mezzo di trasporto. Ha limiti oggettivi, ma tante particolarità che la rendono unica: un’auto nuova e innovativa, dalla grande personalità.

    Honda E
  • Lexus ES Hybrid, la mia prova per l’utilizzo business

    La mia prova della Lexus ES Hybrid nell’uso quotidiano inizia direttamente dalla sede della Toyota a Roma.

    Lexus ES Hybrid sede Toyota Italia
    Inizio della prova davanti alla sede Toyota di Roma

    Quest’auto la provo in situazione business

    L’idea che ho maturato nella prima prova su strada della Lexus ES Hybrid, quella del lancio di circa un anno fa (Clicca qui e leggi la mia prova faccia a faccia in Andalusia), è che questo modello sia particolarmente appropriato per un utilizzo lavorativo.

    Punti cruciali dell’uso business

    Chi si muove per business viaggia soprattutto in autostrada.

    Gli interessano poche, imprescindibili cose in un’auto:

    • Spazio e comodità,
    • Possibilità di carico di bagagli o attrezzature,
    • Sicurezza e affidabilità,
    • Consumo di carburante,
    • Sistemi di connessione e assistenza alla guida.

    Il test più classico: Roma-Napoli in autostrada

    FO posto guida
    Eccomi alla guida in autostrada
    Spazio e comodità

    Lo spazio a bordo della Lexus ES Hybrid non manca. E la comodità è ai massimi livelli, con tutti i posti a bordo – specialmente se si è in due, tre o quattro passeggeri – concepiti con un’attenzione particolare al benessere.

    Nella versione top che guido ci sono quattro posti con sedili riscaldati, comandi infotainment anche dal divano posteriore, tendine oscuranti sui tre lati, compreso quindi il lunotto posteriore.

    Possibilità di carico di bagagli e attrezzature

    Questo è un punto di forza della Lexus ES Hybrid. Non c’è un’altra berlina ibrida di questo livello e dimensioni che offra un bagagliaio migliore.

    Quando si apre il cofano posteriore e ci si affaccia sul vano di carico si ha la tentazione di emettere un suono per vedere se ritorna un’eco… altezza, larghezza, regolarità di forma e profondità da vero utilizzo professionale.

    Laterale FO posto guida
    La prova è a velocità elevate, tipiche del business
    Sicurezza e affidabilità

    Il pacchetto offerto dalla Lexus, in quanto a sistemi di sicurezza attiva e passiva, è alla pari con le concorrenti Audi, Mercedes, Bmw.

    La sensazione di sicurezza è molto elevata e la trazione ibrida, anche se non è direttamente collegata a questo punto, aiuta comunque con la sua silenziosità e la fluidità delle accelerazioni ad aumentare la percezione di protezione a bordo.

    Consumo di carburante

    Non si sceglie un’auto ibrida se non si ha intenzione di consumare e inquinare meno, rispetto alle auto dotate soltanto di motore a combustione interna.

    Chi guida molto sa benissimo che il consumo dipende in gran parte dallo stile di guida. Specialmente su automobili di questo livello e in utilizzo autostradale.

    Velocità di legge

    Se si guida la Lexus ES Hybrid a velocità di legge, quindi con velocità fino ai 130 km/h, come faccio io nella mia prova, non solo si consuma meno che con auto esclusivamente a benzina, ma si può risparmiare anche rispetto alle diesel.

    FO guida autostrada lexus
    Molti sorpassi ma rigorosamente entro i limiti di legge

    Il confronto è difficile, perchè molto dipende dalle condizioni di traffico. Ma già con traffico moderatamente presente, quindi con rallentamenti e accelerazioni durante il percorso che rendono possibile il recupero dell’energia in frenata e il suo riutilizzo nell’aiuto fornito dalla motorizzazione elettrica, l’ibrido della Lexus ES 300h vince come consumi anche sulla maggior parte dei diesel concorrenti.

    Velocità oltre i limiti di legge

    Se si guida a velocità oltre i limiti di legge, che per ovvie ragioni non raggiungo nella mia prova sull’autostrada Roma-Napoli, allora le auto diesel possono essere competitive nei consumi.

    Mani FO volante Lexus
    La posizione alla guida è ottimale

    Ma si tratta di una situazione che non dovrebbe aver luogo e spero tenda a scomparire dalle nostre autostrade.

    Sistemi di connessione e assistenza alla guida

    La Lexus ES Hybrid ha un sistema di comandi vocali che funziona bene, come ormai tutti quelli di questo tipo, anche su vetture decisamente più piccole e meno accessoriate.

    Nei primi utilizzi si capisce la logica di ricerca di indirizzi e numeri telefonici, poi si va tranquillamente senza problemi.

    Touch pad Lexus
    Touch pad per l’inserimento dei comandi

    La particolarità è nel touch pad che la Lexus utilizza come interfaccia. Il sistema è sensibile e rodato nel meccanismo di risposta tridimensionale e acustica all’inserimento dei comandi.

    Siamo tutti abituati anche al touch screen, ma questa modalità di inserimento ha caratteristiche di affidabilità e sicurezza durante la guida molto elevate.

    L’analisi

    La percezione è netta, sono andato a provare la Lexus ES Hybrid esattamente in un utilizzo che le può attirare molti potenziali clienti.

    In viaggio è una fedele compagna di lavoro. Spazio, sicurezza, confort di marcia, parsimonia nei consumi sono al di sopra delle mie aspettative.

    Consumi da record

    I consumi molto contenuti, in particolare, sono da sottolineare. Mentre l’idea diffusa è infatti che le auto ibride consumino più delle non ibride in viaggi autostradali, la Lexus ES 300h fa registrare sul Roma-Napoli soltanto 5,3 litri/100 chilometri.

    Questo intendendo compresi i tratti urbani di circa 30 chilometri a Roma e poco più di 25 a Napoli.
    Un valore che la mette tranquillamente tra le prime della categoria tra le grandi berline business con qualsiasi motorizzazione.

    Scritta Hybrid e ruota posteriore Lexus
  • Peugeot 3008 Plug-in Hybrid prova e consigli pratici

    La Peugeot 3008 Plug-in hybrid arriva sul mercato con due e quattro ruote motrici.

    Nella mia prova su strada a Sitges, vicino Barcellona in Spagna, l’auto mi trasmette sensazioni che ben si coniugano con le meravigliose giornate di sole di un bellissimo inverno mediterraneo e coi percorsi in collina con vista sulla lunga spiaggia e sul mare.

    Foto mare 3008
    La bellissima vista dalle colline sul mare nei dintorni di Sitges, Spagna

    L’auto Plug-in Hybrid come un puzzle

    La tecnologia ibrida con batterie ricaricabili dall’esterno offre un puzzle di modalità di guida e utilizzo quotidiano completamente inedito per la grande maggioranza degli automobilisti.

    La prima esigenza che sento, quindi, è di individuare alcuni punti chiave di questa tecnologia che inizia ad affacciarsi sul mercato con l’ambizione di conquistare molti clienti.

    Consigli pratici per la guida, l’uso e l’acquisto

    Consigli pratici di guida e utilizzo durante la mia prova a Sitges (Barcellona), Spagna

    Le modalità di marcia

    Trazione soltanto elettrica

    La Peugeot 3008 Plug-in hybrid viaggia silenziosamente e continuamente in modalità esclusivamente elettrica, impostando l’apposita funzione dal selettore.

    Cavo ricarica attaccato Peugeot 3008
    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid in ricarica

    La condizione per viaggiare esclusivamente in zero emissioni è di avere sufficiente carica nelle batterie.

    Per pensare di passare a un’auto Plug-in Hybrid è fondamentale poter disporre di un punto di ricarica certo per la notte.

    L’autonomia massima di marcia in elettrico dichiarata è di 59 chilometri, più che sufficiente per la maggior parte dei tragitti quotidiani casa-lavoro.

    Marcia ibrida

    Se si sceglie una delle altre modalità previste, che sono hybrid, confort e sport, la marcia diventa ibrida e l’auto attiva frequentemente il motore a benzina.

    Peugeot 3008 vista alto

    Alla trazione contribuiscono cioè sia il motore elettrico, che quello a combustione interna.

    Anche in ibrido occhio alle batterie

    Una particolarità da tenere presente è che le batterie al litio da 13,2 kWh (11,8 kWh per la due ruote motrici) – che è bene ricaricare completamente prima della partenza – vengono scaricate anche durante la marcia in modalità ibrida.

    Funzione “Save”

    Se si vuole conservare pertanto una porzione di funzionamento in solo elettrico, bisogna deciderlo e impostare la funzione “Save” dal computer di bordo.

    Serie in ricarica foto dritta Peugeot 3008

    Si può scegliere se mantenere nelle batterie una carica sufficiente per un’autonomia elettrica di 10 chilometri, 20 chilometri oppure congelare tutta la carica disponibile per un successivo utilizzo.

    Cosa succede a batterie scariche

    Se si fa scaricare completamente la batteria durante l’utilizzo ibrido, senza salvare parte dell’energia per utilizzarla in modalità elettrica, non si ha più energia accumulata nella ricarica dalla presa esterna da utilizzare per un funzionamento in zero emissioni.

    Quello che si può fare, se si vuole ricostituire in marcia una riserva di carica da usare poi in solo elettrico, è chiedere al sistema di ricaricare le batterie utilizzando il motore a benzina come generatore.

    La funzione esiste e può essere necessaria in determinate situazioni ma va attivata in modo specifico.

    Da un punto di vista energetico il rendimento decresce (si hanno due conversioni a bordo: da energia chimica nella benzina a elettricità e poi da elettricità a energia meccanica alle ruote) e il sistema non è ottimizzato per la modalità ibrido serie.
    Che è quella che di fatto si va a realizzare in questo caso.

    L’attivazione di questa funzione è automatica in caso di richiesta di marcia in 4×4 a batterie scariche.

    Visto che sull’asse posteriore la trazione è soltanto elettrica, il motore viene utilizzato in automatico come generatore e le 4 ruote motrici sono garantite.
    L’ho provato, può servire e funziona egregiamente, ma energetica mente non è la miglior soluzione.

    Nuovi comportamenti alla guida

    Si tratta di comportamenti non usuali per l’automobilista, che devono però entrare ben presto nella normalità per sfruttare a pieno la nuova soluzione tecnologica.

    Peugeot 3008 Plug-in Hybrid anche 4×4

    La situazione è ancora più ricca di opzioni, quindi, quando ci si mette alla guida della Peugeot 3008 Hybrid4, versione della Plug-in hybrid con quattro ruote motrici.

    Peugeot 3008 muso fango

    Da notare che questo è l’unico modello della gamma 3008 ad offrire la trazione integrale, realizzata grazie a un sistema ibrido benzina-elettrico sull’asse anteriore e a un secondo motore elettrico montato sull’asse posteriore.

    Comportamento in fuoristrada

    Il percorso in fuori strada nell’area del vecchio circuito di Terramar mette in evidenza notevoli capacità di superamento di pendenze e dossi in sola modalità elettrica.

    Muso scritta 3008

    Il controllo dell’aderenza in discesa, attivabile col cambio in posizione di folle e gestita completamente in automatico dal sistema di bordo, non mostra tentennamenti nemmeno andando a cercare tratti in sconnesso particolarmente ostici.

    Prezzi

    Il prezzo della Peugeot 3008 plug-in hybrid 4×4 parte da 51.930 euro, che si riducono a 44.430 euro per la due ruote motrici.

    Parliamo di auto dalle tante funzioni ma anche con prezzi più alti di 15-20 mila euro rispetto alle versioni non ibride, tra le quali però non c’è una quattro ruote motrici.

    Due Peugeot 3008 Plug-in hybrid davanti

    Come scegliere: Plug-in Hybrid vs Full-Hybrid

  • Smart soltanto elettrica, EQ Fortwo e Forfour aprono una nuova era

    Per il marchio Smart inizia una nuova era, soltanto elettrica.

    Niente più auto a benzina

    Nelle concessionarie Smart non è più possibile acquistare un’auto nuova con motore a benzina. Il listino è composto esclusivamente dalla Fortwo e dalla Forfour a zero emissioni.

    Smart EQ Fortwo con scritta all electric Valencia 2020
    Smart EQ Fortwo con la scritta All electric, now!

    La nuova sede è in Cina

    Dall’inizio del 2020 la proprietà è cambiata, diventando condivisa tra i tedeschi della Daimler – fondatori e storici proprietari – e i cinesi della Geely, gigante automobilistico che in Europa possiede anche la Volvo.

    La sede della Smart è così volata in Cina, per la precisione nella città di Ningbo, provincia dello Zhejiang.

    Nel 2022 arriva la prima Smart Made in China

    Sarà prodotto completamente in Cina il nuovo modello Smart previsto per il 2022, con trazione soltanto elettrica. La nuova Smart sarà importata in Europa fin dal lancio ma sarà Made in China.

    La mia prova su strada a Valencia

    A Valencia, in Spagna, nella prova su strada la Smart EQ Fortwo si svela con un’estetica rinnovata.

    Breve video-sensazione a bordo, a sinistra sopra il cruscotto si vede la nuova strumentazione relativa al sistema elettrico

    Arrivano nuove linee d’illuminazione led dei gruppi ottici e un nuovo stile del frontale, che rende ora più riconoscibile la Fortwo dalla Forfour.

    Smart EQ Fortwo luci led posteriori

    Su strada la Smart EQ Fortwo esalta i pregi della trazione elettrica, particolarmente fruibile in un utilizzo urbano. La coppia immediatamente disponibile fa scattare la Smart EQ Fortwo e il breve sibilo del motore elettrico accompagna un’accelerazione volutamente tenuta entro limiti di facile guidabilità.

    La maneggevolezza è addirittura irraggiungibile, vista la lunghezza di soli 2,69 metri. La Smart si infila silenziosamente anche in passaggi angusti tipici delle strade strette e trafficate della nostra Europa.

    Gli interni si arricchiscono di un maggior livello di rifinitura, specialmente nelle versioni Pulse e Prime, che con l’Exclusive Package arrivano a un equipaggiamento da modello alto di gamma.

    Maurizio Zaccaria, Responsabile Smart e Innovative Sales di Daimler Italia, parla delle nuove Smart EQ Fortwo e Forfour.

    Nuova digitalizzazione

    Arriva l’integrazione completa dello smartphone grazie ad Android Auto e, da aprile 2020, anche di Apple Car Play.

    Smart EQ Interni e digitale
    Arrivano a bordo Apple Car Play e Android Auto

    Aumentano le applicazioni che guardano all’evoluzione della mobilità. Particolarmente interessante è la Ready to share, che permette la condivisione attraverso una app di un’unica auto tra più utilizzatori all’interno di un piccolo gruppo, come una famiglia o uno studio professionale.

    Smart App
    Nuove app per controllare da remoto l’auto, accedere a parcheggi e ricariche elettriche e condividere l’utilizzo di una Smart

    Prezzo

    Il prezzo parte dai 25.000 euro per la Fortwo EQ e da 25.650 euro per la Forfour.

    La wallbox 3,7 kW è inclusa

    L’installazione della wallbox da 3,7 kW per la ricarica domestica è offerta in Italia dalla Mercedes-Smart nel prezzo dell’auto.

    Modellino powertrain Smart EQ
    Modellino del powertrain della Smart EQ

    Batteria, ricarica e autonomia

    La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 17,6 chilowattora.

    La ricarica dal 10% all’80% richiede 6 ore da una normale presa elettrica, 3,5 ore dalla wallbox 3,7 kW, soltanto 40 minuti da un impianto 22 kW.

    L’autonomia con una ricarica completa è di 133 chilometri sul ciclo Wltp.

    Foto dinamica Smart EQ Fortwo
    Ecco la Smart EQ Forfour su strada a Valencia

    Mille euro per ricaricare a 22 kW

    Per ricaricare a 22 kW è però necessario equipaggiare l’auto con il caricatore di bordo più potente, offerto in optional a circa mille euro.

  • Audi e-tron elettrica, dal deserto di Abu Dhabi alla pioggia di Roma – la mia prova faccia a faccia

    Tutto inizia ad Abu Dhabi a novembre 2018

    Le dune rosse del deserto degli Emirati Arabi rappresentano lo scenario del debutto su strada della Audi e-tron, il primo di una serie di modelli totalmente elettrici in arrivo con ritmo veloce nei prossimi anni col marchio dei quattro anelli.

    L’avventura di un’auto che può fare a meno dei combustibili fossili, quindi, inizia proprio in uno dei paesi simbolo dell’economia del petrolio.

    FO con Audi e-tron statica deserto Abu Dhabi

    Può sembrare incredibile che questo passaggio storico nella storia dell’auto possa prendere forma nel Golfo Persico, che all’oro nero deve tutto.

    La Audi e-tron, col suo comportamento in questo ambiente apparentemente ostile, mostra subito chiaramente che il cambio tecnologico è possibile.

    La guida sulle dune di finissima sabbia rossa

    Basta spingere con decisione sull’acceleratore e, lasciando la sola scia di un sibilo e una nuvola porpora alle spalle, quasi si vola sulle dune di sabbia rese ancora più rosse dal tramonto.

    Eccomi sulle dune di Abu Dhabi alla guida della Audi e-tron.

    Audi e-tron deserto Abu Dhabi FO guida su dune

    Tecnica e potenza

    Emozione indicibile e tecnica di attacco della duna realizzabile alla perfezione grazie alla grande coppia elettrica immediatamente disponibile.

    La potenza di 300 chilowatt, ben suddivisa tra i due motori elettrici montati sui due assi, trasmette grande sicurezza anche in condizioni apparentemente difficili

    FO guida Audi e-tron su dune Abu Dhabi 2018

    Il sogno di Masdar City, la città con energia 100% da fonti rinnovabili

    Ad Abu Dhabi il primo contatto con la Audi e-tron avviene in un luogo emblematico.

    La città di Masdar, fondata dieci anni fa dagli sceicchi a due passi l’aeroporto internazionale dell’emirato, sta crescendo infatti nel nome della sostenibilità totale.

    Audi e-tron a Masdar city 2018

    Grazie al riciclo completo dell’acqua, all’architettura bioclimatica che permette di abbassare anche di dieci gradi la temperatura percepita senza consumare un solo chilowattora di energia, allo sviluppo quasi ossessivo degli impianti di produzione di energia da fonte solare, Masdar City rappresenta una promessa per il mondo intero.

    Regime fiscale vantaggioso

    Gli Emirati Arabi ne stanno coccolando lo sviluppo con un regime economico e fiscale da paradiso del Medio Oriente per gli investimenti.

    Zero tasse per imprese e persone che decidano di stabilire nella città-esperimento le loro attività, “one-stop-shop” per far fronte a tutte le necessità burocratiche.

    Uscire dall’era del petrolio

    E un messaggio che fa da collante a tutta l’operazione e rende assolutamente speciale la prova di guida della nuova Audi e-tron elettrica: è ora di prepararsi all’uscita dal petrolio.

    La scomparsa dello specchietto laterale

    Al posto degli specchietti retrovisori esterni ci sono delle telecamere e la visione di ciò che accade lateralmente avviene grazie a dei display trapezoidali incastonati all’interno delle portiere anteriori.

    Dopo tanti prototipi che hanno prospettato l’addio agli specchietti, con la Audi e-tron quest’innovazione arriva sul mercato.

     

    telecamera specchietto Audi e-tron Masdar City 2018

     

    Vero fuoristrada su terra e sassi

    La Audi e-tron debutta con una bella dose di innovazione al suo interno, concentrata in modo particolare nel sistema di gestione termica delle batterie, dell’elettronica di potenza e dei motori, che apre un capitolo tecnologico destinato a caratterizzare tutti i prossimi modelli elettrici del marchio.

    FO su e-tron con livrea concept Abu Dhabi 2018

    Spingerla in fuoristrada sulle colline rocciose dell’Emirato rappresenta una sfida per tutto il sistema. Polvere e sassi prendono il posto della sabbia sottile come cipria.

    Controllo elettronico della temperature di sistema

    La temperatura è mite, quindi le condizioni climatiche sembrerebbero non rappresentare un problema.

    Non è così. In questo caso la prova è nella capacità dei sistemi di controllo di non rimanere danneggiati dalle insidie ambientali. Non servono mesi in queste condizioni per far saltare tutto, se la progettazione e l’assemblaggio non sono all’altezza. Bastano pochi minuti e qualche scossone.

    Il treno di Audi e-tron procede senza problemi, pendenze e condizioni da vero off-road sono alla portata della trazione elettrica dell’Audi.

    Audi e-tron livrea concept off-road Abu Dhabi 2018

    La pioggia di Roma a novembre 2019

    Un anno dopo Abu Dhabi, la prova più interessante è rappresentata dall’opposto di quanto ho voluto mettere alla prova negli Emirati.

    La pioggia e le temperature che si fanno sempre più rigide sono una condizione classica sui mercati europei e anche in Italia,

    Il controllo delle temperature è fondamentale per il rendimento e la durata di un sistema di trazione elettrico e l’Audi pare aver progettato il suo per farne un vero e proprio motivo di vanto.

    badge e-tron con pioggia

    Anche le batterie al litio, di tipo “pouch” come quelle della Jaguar I-Pace, dotate di tecnologia per ricariche con sistemi da 150 kW di potenza, capaci di ripristinare l’80% della carica partendo da zero in soltanto mezz’ora, rappresentano al momento il punto di riferimento del mercato.

    Guidare nel traffico con lo specchietto videocamera

    Se sulle strade poco trafficate di Abu Dhabi l’utilizzo delle videocamere poteva sembrare fin troppo facile, nel traffico di Roma e sotto la pioggia la prova è ben più severa.

    Quello che succede non appena ci si abitua a indirizzare lo sguardo leggermente più in basso rispetto all’usuale collocazione dell’immagine posteriore negli specchietti, è completamente naturale. Si butta l’occhio e si vede chi segue lateralmente.

    Vantaggio con la pioggia

    Quando piove, le videocamere sono addirittura vantaggiose. Dovendo guardare l’immagine nello specchietto laterale, infatti, le gocce sul vetro e sullo specchio impediscono inevitabilmente una visione nitida. Con pioggia forte, la visione con gli specchietti tradizionali è a volte addirittura ridotta a zero.

    Tutto questo non accade con il display e la videocamera. La lente è ben protetta e rimane asciutta, così l’immagine può risultare limpida come se non piovesse.

    telecamera specchietto Audi e-tron traffico Roma pioggia

    Comportamento su strada nella vita quotidiana

    I 95 kWh di capacità energetica degli accumulatori garantiscono 400 chilometri di autonomia secondo il nuovo ciclo di omologazione Wltp.

    Nella mia prova l’autonomia indicata con le batterie completamente cariche è di 300 chilometri. Nell’utilizzo urbano l’auto non consuma molto, se non si schiaccia forte l’acceleratore e si imposta la modalità Efficiency.

    Ben altra musica, che giustifica i 300 chilometri indicati dal sistema di calcolo, se si viaggia in autostrada a 130 km/h.

    In città basta poter ricaricare la notte a casa per essere sempre ampiamente al sicuro dal punto di vista della disponibilità energetica nelle batterie.

    Mano FO guida Audi e-tron roma pioggia strada

    Per viaggiare tra una città e l’altra, invece, diventa fondamentale poter avere un’infrastruttura di ricarica veloce a disposizione.

    Super-ricarica Ionity

    La buona notizia è che anche in Italia stanno arrivando le super-colonnine di Ionity, azienda tedesca creata da Volkswagen, Audi, Porsche, Daimler, Bmw e Ford per costruire una rete di ricarica veloce ad alta potenza sulla rete autostradale europea

    Audi e-tron parcheggio telecamera esterna lato guida

    Ciao Audi e-tron, numero zero di una lunga serie

    La sensazione a fine prova, quando nella semi-oscurità del tramonto saluto la Audi e-tron dopo la prova romana, è che ho conosciuto un’auto i cui contenuti – nelle diverse forme e con le evoluzioni che arriveranno nei prossimi anni – sono destinati a rimanere a lungo nella mia vita professionale.

    Non un’auto qualsiasi e nemmeno semplicemente la prima Audi elettrica della storia ad arrivare sul mercato.

    Qualcosa di più. Il numero Zero di una lunga serie.

    Audi e-tron posteriore sera con luci e stop

  • Lexus Rx Hybrid 2020, la mia prova della prima auto diventata ibrida nella storia – faccia a faccia

    La prima auto diventata ibrida

    Mentre tutti identificano la nascita dell’auto ibrida, nella quale il motore a benzina viene affiancato da motori elettrici e batterie, con il lancio della Toyota Prius nel 1997, è l’arrivo della Lexus Rx Hybrid del 2005 a portare l’ibrido a bordo di un modello disponibile anche con sistema di trazione non elettrificato.

    Il marchio Lexus compie 30 anni

    Proprio la nuova Lexus Rx Hybrid 2020 è il modello con cui la Lexus celebra i suoi primi trent’anni di storia.

    Toyota Prius soltanto ibrida

    La Toyota Prius nasce infatti con tecnologia esclusivamente ibrida, attorno alla quale è disegnata e progettata. Non permette nessun reale confronto, se non con modelli profondamente diversi.

    Lexus Rx Hybrid permette il confronto tra tecnologie

    Grazie alla Lexus Rx, invece, la tecnologia ibrida-elettrica nel 2005 diventa per la prima volta confrontabile con i sistemi tradizionali. La stessa auto può così essere scelta con il solo motore a combustione interna, oppure in versione elettrificata.

    Lexus Rx Hybrid 2020 foto davanti

    La mia Prova su strada

    Alla guida, percorrendo un tracciato caratterizzato da strade tortuose tipiche dell’isola di Ibiza, la caratteristica più evidente è la capacità di ingresso in curva con un assetto molto piatto.

    Grande lavoro su sospensioni e rigidità

    Il lavoro fatto dagli ingegneri giapponesi nell’evoluzione delle sospensioni, grazie all’inserimento di un elemento di controllo degli attriti (fiction control device), e in una revisione profonda delle rigidità dei materiali e degli accoppiamenti del telaio, restituisce risultati di guida che vanno oltre le aspettative.

    La minimizzazione delle oscillazioni è massima scegliendo la modalità Sport, ma anche in modalità Normal non c’è traccia della pastosità e della morbidezza caratteristiche delle versioni del passato.

    Foto sospensioni Lexus Rx Hybrid 2020

    Tecnologia Full Hybrid

    La nuova Lexus Rx Hybrid è dotata di un sistema full-hybrid con motore a benzina da 3,5 litri di cilindrata che nel ciclo Wltp fa registrare consumo medio di 7,6 litri/100 chilometri, pari a 172 g/km di emissioni di CO2, erogando una potenza massima di 313 cavalli e garantendo accelerazioni da zero a 100 km/h di 7,7 secondi e velocità massima di 200 km/h.

    Sicurezza

    Per quanto riguarda la sicurezza, insieme alle avanzate dotazioni del Lexus Safety System Plus debuttano sulla nuova Rx Hybrid i fari Led con tecnologia Bladescan.

    Fari led con tecnologia Bladescan

    Il sistema, grazie a due specchi rotanti all’interno dei proiettori, fa arrivare il fascio luminoso molto più lontano, tanto che secondo la casa chi è a bordo può distinguere un ciclista a 56 metri di distanza, quasi il doppio rispetto alla soluzione precedente.

    Questo migliora anche la capacità di selezione dell’area illuminata, evitando l’abbagliamento di chi arriva in senso opposto pur mantenendo il raggio degli abbaglianti per le aree fuori abbaglio. Il prezzo della nuova Lexus Rx Hybrid non è ancora disponibile, ma la Lexus Italia garantisce che sarà molto vicino a quello della versione attuale.

    Lexus Rx Hybrid 2020 posteriore

    Schermo touch

    Arriva a bordo lo schermo touch, che va ad affiancare il touchpad raggiungibile vicino al bracciolo centrale da guidatore e passeggero anteriore.

    Apple Car Play e Android auto

    Il sistema multimediale diventa compatibile con Apple Car Play e Android Auto, così le app e i contenuti dello smartphone possono diventare disponibili anche in auto.

    Nuova Connettività

    Arriva a bordo anche una nuova connettività, che permette il monitoraggio a distanza dei principali parametri di funzionamento

    Lexus Pay per drive

    Diventa così possibile anche l’attivazione delle offerte “Pay per drive” della Lexus che consentano a chi le sceglie di pagare una rata proporzionale al reale utilizzo della vettura.

    Lexus Rx Hybrid 2020 muso primo piano

  • Sulle Dolomiti con la Range Rover Sport ibrida Plug-in – La mia prova faccia a faccia

    Le Dolomiti sono il posto giusto per godere al massimo i vantaggi della Range Rover Ibrida plug-in.

    Tanta strada a Zero Emissioni

    I suoi 50 chilometri di autonomia in sola modalità elettrica permettono di spostarsi tranquillamente a Zero Emissioni tra le città e i paesini delle valli dell’Alto Adige. Riuscire a viaggiare senza emettere inquinanti allo scarico mi dà sempre una bella soddisfazione quando sono alla guida.

    Alla guida della Range Rover sulle Dolomiti

    Poterlo fare tra i paesaggi meravigliosi delle Dolomiti, con tanto verde attorno, la roccia delle vette che si affaccia dal tetto panoramico e il cielo che sembra proprio lì a portata di mano mi fa sfiorare addirittura l’entusiasmo.

    Range Rover e la montagna

    Il mondo che dobbiamo costruire deve essere rispettoso dell’ambiente e capace di creare sviluppo tecnologico ed economico. Questo è il mio pensiero fin da quando ho iniziato ad occuparmi di tecnologia e questo è lo scenario che mi si prospetta quando mi trovo in Val Gardena tra le curve che si arrampicano a Passo Sella, oppure verso Passo Gardena proprio sotto il massiccio dolomitico del Sella.

    Range Rover ibrida plug-in dolomiti con zaino

    La Range Rover Sport è a suo agio in questi luoghi. Sembra progettata appositamente per muoversi da queste parti ed arrivare in posti dai quali partire a piedi per escursioni o arrampicate zaino in spalla. Infatti se ne vedono molte di Land Rover in giro.

    Chi ama la montagna cerca probabilmente di portarsela un po’ a casa, anche se abita in città o in pianure industrializzate. E guidando un’auto così può di tenere vivi tutto l’anno i ricordi delle avventure vissute all’aria aperta.

    Massiccio del sella Dolomiti

    Se il lato delle emozioni è certamente appagato dai panorami, quello delle sensazioni ha bisogno di fatti concreti. Non basta avere la possibilità di circolare col motore a combustione interna spento. Bisogna riuscire a farlo utilizzando l’infrastruttura di ricarica e verificando che le autonomie garantite siano realmente appropriate agli spostamenti.

    Ricarica Alperia a Ortisei

    Il mio punto di ricarica più frequente è quello di Piazza Fever a Ortisei. Due postazioni ben segnalate, quasi sempre rispettate dagli automobilisti “non elettrici” che non le invadono, nonostante il parcheggio sia quasi sempre pieno e regolato dalla sosta con disco orario a causa di un supermercato e del centro di Ortisei proprio lì vicino.

    La colonnina funziona perfettamente in tutte le occasioni in cui me ne servo. Sia con il portachiavi-card della EVWay che ho attaccato alla chiave della Range Rover Sport, sia utilizzando dallo smartphone la app EVWay. Attacco l’auto con il cavo fornito in dotazione dalla Land Rover, chiudo l’auto e in tre ore la batteria è completamente carica.

    Range Rover ricarica Ortisei

    Ricarica sotto la pioggia

    Anche in caso di temporale o di pioggia battente, il sistema non mostra alcun problema. In montagna, si sa, le condizioni meteo possono variare repentinamente anche d’estate. Ho colto l’occasione di un temporale estivo per realizzare un video che non avevo mai trovato in Rete, capace di mostrare cosa succeda realmente all’auto in ricarica sotto la pioggia battente.

    Clicca qui e LEGGI l’articolo con VIDEO Ricarica elettrica della Range Rover Sport ibrida Plug-in sotto la pioggia battente.

    Range Rover ricarica sotto la pioggia

    Postazione di ricarica veloce Alperia a Selva di valgardena

    A Selva di Valgardena, proprio di fianco all’ufficio postale e a un passo dal centro della cittadina, c’è l’unico punto di ricarica veloce della Alperia in Valgardena. La colonnina è in grado di erogare fino a 50 kW di potenza sia con connettore Chademo, sia con connettore CCS.

    A me non serve la ricarica veloce, la range Rover Sport plug-in ha un sistema di ricarica a 7 kW e il vantaggio di ricaricare qui è quindi soltanto quello di poter utilizzare il cavo integrato nella stazione, invece di dover estrarre quella della Land Rover dal portabagagli.

    Ricarica selva Gardena Fabio Orecchini

    In questo caso, vista la presenza dell’erogatore direttamente sulla colonnina (come se si trattasse dell’erogatore di una pompa di benzina/gasolio self-service) ricaricare è ancora più semplice.

    Anche se bisogna fare attenzione a un passaggio in più da fare rispetto alla carica presso una colonnina standard. Dopo aver connesso l’auto, si deve tornare al display del punto di ricarica e avviare l’erogazione toccando il riquadro “Start” sullo schermo.

    Range Rover ricarica Selva Gardena

    Tutto più complicato a Bolzano

    Se la vita a Zero Emissioni a bordo della Range Rover nelle valli e sulle montagne si rivela molto semplice e gratificante, quando si entra nella città principale dell’Alto Adige le cose si complicano.

    Ci sono numerosi punti di ricarica segnalati dalla app EVWay, uno dei quali è molto comodo anche per chi deve recarsi alla stazione ferroviaria di Bolzano. Quindi scelgo di servirmi proprio di quello, situato in Piazza Verdi e indicato come punto di ricarica veloce.

    L’accesso alle postazioni di ricarica è a dir poco complesso, visto che si deve entrare praticamente “al contrario” rispetto al flusso di marcia del traffico. Forse si tratta di una situazione provvisoria e la viabilità sarà rivista in futuro… non so. Fatto sta che è complicato raggiungere la colonnina e non si ha nemmeno la completa certezza di aver fatto tutto rispettando il codice della strada per riuscire a portare l’auto nella corretta posizione.

    Una volta completata la manovra, tutto si svolge comunque nel migliore dei modi e dal punto di vista della ricarica nulla da eccepire.

    Range Rover ibrida ricarica a Bolzano

    Esperienza shock nella ricarica alla sede dell’Alperia

    Il bello, anzi… il brutto, arriva quando voglio provare la ricarica apparentemente più affidabile, cioè quella in Via Dodiciville proprio presso la sede centrale dell’Alperia a Bolzano. Qui rischio addirittura di rimanere appiedato… visto che al mio ritorno l’auto in ricarica è stata chiusa dentro il parcheggio e non c’è apparentemente modo di venirne fuori…

    Per conoscere i particolari clicca qui e LEGGI l’articolo Ahi Ahi Ahi Alperia. La Range Rover in ricarica viene chiusa dentro la sede a Bolzano!

    Rabe River in ricarica nella sede Alperia

    La colonnina incartata nella busta di plastica

    L’auto imprigionata non è unico problema che incontro ne cercare punti di ricarica a Bolzano, anche la colonnina di Via Perathoner – secondo la mia app EVWay funzionante e disponibile – non solo non funziona ma è addirittura incartata in un sacco di plastica nero.

    Colonnina Alperia incartata non funzionante Via Perathoner Bolzano

    Tutto OK a Bressanone

    Volendo mettere alla prova l’infrastruttura, fondamentale per permettere alla tecnologia ibrida plug-in di garantire buone percorrenze totali in modalità elettrica nel corso delle diverse giornate, dopo Bolzano vado a vedere la situazione  a Bressanone. Si tratta di una cittadina dalla posizione strategica per muoversi in Alto Adige.

    La stazione di ricarica migliore per visitare il centro ed essere poi in ottima posizione per raggiungere altre località, secondo le mie considerazioni è quella di Via Roma. La trovo facilmente e parcheggio. Qui un problemino ce l’ho con il portachiavi-card che non viene riconosciuto dalla colonnina.

    Provo però con la seconda possibilità a mia disposizione, cioè lo sblocco e l’avvio della ricarica dalla app EVWay, e tutto funziona benissimo. Auto riconosciuta, ricarica avviata correttamente.

    Ricarica Range Rover Bressanone

    Dopo poco più di tre ore e una piacevole passeggiata per le vie di Bressanone torno alla colonnina. Ha iniziato a piovere copiosamente ed è quindi il caso di muoversi.

    La ricarica è completa, l’indicatore segna di nuovo 50 chilometri di autonomia elettrica possibili e posso tornare verso le valli, i passi e la montagna così piacevoli a bordo della Range Rover Sport in modalità di marcia a Zero Emissioni.

    Ricarica Range Rover Bressanone

    Ricarica presso l’Hotel

    Per provare un’ulteriore possibilità di ricarica offerta dal network EVWay, arrivo a Passo Pinei. Sono sulla strada per Castelrotto, subito sotto il famosissimo altopiano (d’inverno ampia stazione sciistica) dell’Alpe di Siusi.

    Nel parcheggio dell’Hotel Passo Pinei c’è una colonnina del Travel Network di EVWay. Funziona tutto ed è comodissima per ricaricare a metà strada tra diverse mete, oppure anche per cogliere l’occasione per un’escursione che parta direttamente dal Passo.

    Ricarica EVWay a Passo Pinei

    Range RoVer e Dolomiti matrimonio riuscito

    Viaggiare a Zero Emissioni sulle Dolomiti a bordo di una Range Rover è un’esperienza fantastica. Per chi ama la montagna, l’ambiente, le auto e la tecnologia. Mi hanno guardato in tanti mentre mi muovevo silenziosamente a pochi passi dalle rocce considerate tra le più belle del mondo.

    FO con range Rover Dolomiti paesaggio

    Molti si sono anche fermati, hanno aspettato che parcheggiassi ed hanno chiesto:

    Ma è elettrica? Ibrida ed elettrica? E’ l’auto giusta per venire in montagna.

    Beh, sono d’accordo con loro. Il viaggio da Roma l’ho fatto in modalità ibrida, facendo rifornimento di benzina nella normale rete autostradale. Poi ho iniziato a ricaricare regolarmente ed ho usato tantissimo la modalità elettrica. Ho rispettato l’ambiente, le Dolomiti e messo alla prova un’infrastruttura che ha bisogno di crescere e dimostrarsi più affidabile – come insegna l’esperienza di Bolzano – ma tra Bressanone, Ortisei, Selva di Valgardena, Passo Pinei verso Castelrotto ha dimostrato di funzionare molto bene.

    Il mio consiglio finale

    Le Dolomiti in Range Rover a Zero Emissioni rappresentano un’esperienza che consiglio a tutti. E che mi auguro possa diventare presto la normalità.