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  • Bosch al CES punta su Intelligenza Artificiale, Internet of Things e software per migliorare la vita

    Intelligenza artificiale e Internet of Things, coordinate insieme dal software, sono il nuovo faro di business di Bosch. Al CES di Las Vegas ha annunciato una strategia sempre più digitale e che prenderà una fetta sempre più importante per il colosso tecnologico di Stoccarda.

    Leggi l’articolo su Bosch punta su elettromobilità, idrogeno e Internet delle Cose

    Sempre più digitale

    «Stiamo sistematicamente digitalizzando il nostro core business per aumentare i vantaggi per i clienti. In futuro, puntiamo a trasformare i ricavi di ogni prodotto digitale inserendo anche gli introiti derivati dai servizi», ha dichiarato Tanja Rückert, Chief Digital Officer del Gruppo Bosch, al CES di Las Vegas ribadendo che Bosch si concentrerà sui vantaggi combinati che la connessione tra Internet of Things (IoT) e intelligenza artificiale (IA) può creare per i prodotti e i servizi a favore dei clienti.

    Leggi l’articolo su Bosch, l’intelligenza artificiale e il fratello virtuale

    «Riteniamo che la combinazione di IA e IoT – ha continuato la Rückert – sia la chiave per sfruttare al massimo i vantaggi per gli utenti derivanti da entrambe queste tecnologie. Oltre a consentirci di sviluppare nuovi modelli di business, questo approccio ci aiuta a offrire prodotti e soluzioni migliori che offrono un reale valore aggiunto per gli individui e la società nel suo complesso». Intanto le vendite di dispositivi connessi sono cresciute del 50% in un solo anno e pertanto tutti i nuovi prodotti Bosch saranno connessi.

    Il ruolo chiave della mobilità

    La mobilità rivestirà un ruolo di business chiave, come sempre, per Bosch anche per questo nuovo corso. Sui 4 miliardi di euro investiti ogni anno da Bosch nello sviluppo di software, ben tre quarti vanno al settore automotive. Dalla metà del 2022 tutte le attività di sviluppo software che mirano a rendere i veicoli sempre più intelligenti saranno scorporate e curate dalla consociata Etas. Quest’ultima continuerà il percorso verso la guida connessa e autonoma già avviato con i sistemi di assistenza alla guida.

    Quest’ultimi, tra hardware, software e sensoristica, hanno generato 9 miliardi di fatturato negli ultimi 5 anni. Anche il Bosch Center for Artificial Intelligence (BCAI) sta già dando risultati: circa 300 milioni di euro di fatturato. Dunque il domani della mobilità, a partire da oggi, sta nella capacità di calcolo e comunicazione dei veicoli con l’infrastruttura. E in questo l’intelligenza artificiale, la connettività e i sensori di vario tipo rappresentano, insieme al software, un asset decisivo. E, allo stesso tempo, nuove sfide e nuove opportunità per creare un mondo migliore.

    La fiducia nella tecnologia

    A questo proposito, Bosch ha commissionato lo studio Bosch Tech Compass, uno studio realizzato in cinque Paesi (Cina, India, Germania, UK e Stati Uniti) sul ruolo della Tecnologia nell’umanità e presentato per la prima volta al CES. Secondo lo studio, il 72% dei circa 8mila intervistati è convinta che il progresso tecnologico stia rendendo il mondo un posto migliore. Addirittura per il 76% rappresenta la chiave per combattere il cambiamento climatico. Quota anche superiore (83%) crede che la tecnologia debba servire più ad affrontare le grandi sfide dell’umanità piuttosto che a soddisfare i bisogni individuali.

    Bosch condivide questo approccio con la propria filosofia, incarnata dal motto “tecnologia per la vita”. E ne ha presentato al CES esempi concreti come il SoundSee. Questo sistema di sensori è utilizzato dal 2019 sulla stazione spaziale internazionale per individuare, grazie all’intelligenza artificiale, in anticipo le anomalie e dove intervenire per la manutenzione. In collaborazione con l’azienda sanitaria no profit Highmark di Pittsburgh (USA), Bosch sta sperimentando questa stessa tecnologia come strumento diagnostico per la medicina pediatrica.

    Dallo spazio ai bambini

    Grazie al SoundSee un domani si potrebbero scoprire problemi polmonari come l’asma semplicemente ascoltando il respiro dei bambini, anche in tenera età. Anche il sensore gas di Bosch, il primo dotato di intelligenza artificiale, potrebbero dare un aiuto decisivo per prevenire gli incendi e fungere da “naso digitale”. Il sistema Silvanet Wildfire Sensor di Dryad avverte il fuoco nei boschi in netto anticipo rispetto alle telecamere e ai satelliti, permettendo alle autorità di intervenire prima e in modo più efficace proteggendo il patrimonio boschivo e, allo stesso tempo, limitando le emissioni di CO2.

    La tecnologia dunque deve dare fiducia e tutto questo è percepito dal pubblico a livello globale. Ma nella ricerca Bosch Tech Compass emergono comunque diversità. Ad esempio, Cina ed India hanno grandi speranze nel 5G e nell’IA mentre quest’ultima è vista come la più grande minaccia tecnologica dagli intervistati di Usa ed Europa. Su questo tema dunque la cultura occidentale suggerisce un approccio nettamente differente rispetto a quella orientale. Curioso che il 39% dei tedeschi vorrebbero il teletrasporto per muoversi mentre in USA e India tale quota scende rispettivamente a 20% e 10%.

    Sentimento comune, ma con differenze

    Altrettanto significativo il fatto che lo strumento preferito per muoversi nel futuro è ancora l’auto a controllo umano (56%) seguita dall’aereo (40%) e dal treno (32%). Dunque tecnologia sì, ma non che stravolga la vita e che continui a dare libertà e sicurezza, ma tutelando il bene comune, l’unico che davvero conta per il futuro.

  • Microchip, ecco i dieci punti dell’auto dove ce ne sono di più

    Dove sono i microchip in un’auto moderna? Ecco dieci applicazioni dove sono più numerosi.

    1. Powertrain

    Il powertrain, cioè il sistema energetico di bordo, quello che fa muovere ogni auto, senza microchip rimane fermo come una pietra. In base alla tecnologia di trazione dell’auto, dai microprocessori dipendono il motore, le batterie, i motori elettrici, l’elettronica di potenza e anche il cambio.

    Microchip e motore

    2. Motore a benzina o diesel

    Se a bordo c’è un motore a combustione interna, sia a benzina che diesel, il sistema di iniezione del combustibile, il controllo della combustione e l’irrinunciabile trattamento gas di scarico, che comprende sistema di ricircolo, catalizzatore, alimentazione e dosaggio dell’urea nei motori a gasolio, senza chip non funzionano.

    3. Controllo trazione e stabilità

    Ma anche il comportamento su strada, ottenuto grazie al controllo elettronico della trazione e della stabilità di marcia, è ormai progettato dando per scontata la presenza nel sistema di microcircuiti.

    4. Impianto frenante

    L’impianto frenante dipende da microchip per l’azionamento controllato e differenziato sulle quattro ruote, il controllo di ogni singolo freno, il monitoraggio dello stato del sistema e della temperatura. Quasi tutto, insomma.

    Abitacolo e microchip

    5. Abitacolo

    Entrando nell’abitacolo, il navigatore ha microchip che permettono il funzionamento dello schermo, del processore, dove presente anche del cd, oltre che naturalmente dell’essenziale sistema di posizionamento Gps.

    6. Strumentazione conducente

    L’intera strumentazione a disposizione del conducente poi, dal pannello di controllo, al display, al computer di bordo e fino ai singoli indicatori, non può nemmeno accendersi senza l’attivazione di piccolissimi ed essenziali chip.

    7. Infotainment

    Quello che oggi viene chiamato infotainment e tutte le nuove funzioni collegate alla connettività dei veicoli (radio, riproduzione audio, telefono, scambio dati) sono un vero e proprio feudo dei microchip all’interno di ogni vettura.

    Infotainment e microchip

    8. Sicurezza e assistenza alla guida

    Le sempre più numerose tecnologie per la sicurezza e l’assistenza alla guida, dagli airbag, alle cinture di sicurezza con pretensionatore, fino ai sensori parcheggio, al radar, alle videocamere, al cruise control e alla modalità di mantenimento corsia, come anche la frenata d’emergenza, hanno bisogno di microchip addirittura su più livelli dell’architettura elettronica che le fa funzionare.

    9. Climatizzatore

    Il climatizzatore senza chip non sa nemmeno misurare la temperatura. Per riuscire a regolarla in accordo alle volontà di chi è a bordo ha bisogno di ulteriori microcircuiti, inseriti in più complessi sistemi elettronici miniaturizzati.

    Microchip

    10. Luci e tergicristalli

    A semiconduttori e circuiti stampati è affidato anche il funzionamento di due elementi apparentemente semplici, come le luci e i tergicristalli. Il fascio luminoso, la sequenza di attivazione dei led, gli stessi indicatori di direzione, così come il sensore di pioggia o la regolazione della velocità delle spazzole sul parabrezza dipendono tutti da quel piccolo, poco costoso, ma oggi a volte introvabile componente.

    Clicca qui e leggi l’articolo sulla nuova fabbrica di semiconduttori in Germania: Intelligenza artificiale e gemello virtuale, quella della Bosch a Dresda è veramente la fabbrica del futuro.

  • Bosch semplifica il cavo di ricarica dell’auto elettrica, ne basta uno per casa e colonnine

    La diffusione delle auto elettriche e ibride plug-in passa soprattutto dalla semplificazione dell’operazione chiave del nuovo modello di mobilità, la ricarica delle batterie.

    Poter avere a disposizione un punto di ricarica deve essere semplice, addirittura scontato.

    Questo vale per la ricarica domestica – vera colonna portante dell’utilizzo reale di un’auto a batterie – e per l’infrastruttura pubblica.

    Basta con i due cavi

    Il nuovo cavo Bosch è fornito di due adattatori , uno per prese di ricarica da infrastruttura pubblica di tipo 2, l’altro per spine domestiche.

    Cavo Bosch smart charging casa e colonnina

    Per ricaricare da una presa di corrente di casa o da una stazione di ricarica sulla strada non c’è quindi più bisogno di avere due diversi cavi.

    Con questo cavo di ricarica universale, Bosch rende l’elettromobilità ancora più comoda.

    Afferma Uwe Gackstatter, presidente della divisione Bosch Powertrain Solutions, che aggiunge:

    Vogliamo rendere il nuovo cavo standard per i veicoli elettrici.

    Bosch smart charging cable adattatore Schuko

    L’arrivo a bordo di nuovi modelli è molto vicino, visto che la Bosch prevede di iniziare a fornire il prodotto alle case auto a partire dalla metà del 2022.

    Un cavo per la ricarica a casa e in viaggio fino a 22 kW

    Il cavo trifase consente la cosiddetta modalità 2 e la modalità 3 di ricarica in corrente alternata fino a 22 kilowatt, quindi le due modalità più diffuse per l’utilizzo urbano e per gi spostamenti non autostradali.

    Bosch smart charging cable adattatore 22 kW

    La tecnologia di controllo è integrata in ciascuna delle spine di testa interscambiabili.

    Ciò garantisce che non si verifichino sovraccarichi o surriscaldamenti anche durante la ricarica da una presa di corrente domestica, con l’utilizzo di un massimo di 2,3 kilowatt di potenza.

    Niente più scatola di controllo

    Durante la ricarica da una presa di corrente a 230 volt, il nuovo cavo Bosch Flexible Smart Charging funziona senza quello che viene spesso chiamato “mattone di ricarica”, cioè la scatola di controllo integrata nel cavo normalmente presente.

    Bosch smart charging cable nell bagagliaio

    Più leggero

    Oltre ad essere più semplice da utilizzare, il cavo pesa il 40% in meno rispetto ai cavi di ricarica convenzionali attualmente dati in dotazione dalle case auto.

    Il peso del cavo Bosch Flexible Smart Charging è annunciato al di sotto dei tre chili.

  • Bosch prepara il cambio per dare alle auto elettriche tante marce in più

    Anche i motori elettrici avranno le marce. Ne è sicura la Bosch che ha sviluppato una nuova trasmissione a variazione continua per motori elettrici denominata CVT4EV. Tale soluzione aumenta le prestazioni del 4% e offre altri vantaggi in termini di progettazione, modularità industriale e modalità di utilizzo.

    Bosch CVT4EV

    CVT4EV vuol dire continuously variable transmission for electric vehicle. Il primo vantaggio è tipico di questo tipo di trasmissione, ovvero permettere al motore di funzionare costantemente nel campo di utilizzo più favorevole aumentando prestazioni ed efficienza in ogni condizione di utilizzo.

    Sempre il rapporto giusto

    Il CVT infatti varia in modo continuo il rapporto di trasmissione fornendo rapporti infiniti tra due estremi. È anche il cambio concettualmente più semplice poiché la variazione del rapporto avviene regolando il diametro della puleggia primaria e di quella secondaria collegate da una cinghia.

    CVT cambio variazione continua

    Il motore elettrico ha un campo di utilizzo molto più ampio rispetto a quello a combustione interna e tutta la coppia allo spunto. Questo permette di utilizzare una trasmissione a rapporto fisso che, dal punto di vista teorico, rappresenta la soluzione migliore in termini di semplicità, costo, peso e assorbimento.

    La teoria e la pratica

    In molte situazioni reali tuttavia la possibilità di cambiare rapporto rappresenta un vantaggio. Ad esempio, in salita, in accelerazione e in condizioni di carico particolarmente gravose. In più, a velocità di crociera c’è la possibilità di far girare il motore a regimi ridotti aumentando il comfort e diminuendo il consumo di energia.

    Bosch CVT4EV

    Quest’ultimo punto è particolarmente importante per le auto elettriche che trovano nella marcia a velocità costante e autostradale le condizioni di efficienza peggiore. I cambi sono dunque una soluzione interessante per ottimizzare i consumi e ottimizzare le prestazioni globali del veicolo. Ma non solo.

    Il downsizing elettrico

    Secondo Bosch, una trasmissione CVT permette altre ottimizzazioni. Il primo è poter adottare un motore più piccolo. Con il cambio può infatti accelerare più prontamente, gestire masse superiori e assicurare buone velocità di crociera in modo più silenzioso. In questo modo parte del maggior peso è già compensata.

    Bosch CVT4EV

    Altra compensazione è fornita dalla batteria. Se infatti in velocità migliora l’efficienza, si può teoricamente utilizzare una batteria più piccola oppure la stessa per avere autonomie superiori. Ne deriva un ulteriore vantaggio: poter fornire a veicoli diversi caratteristiche diverse a parità di hardware.

    Più hardware e più software

    Con lo stesso motore e la trasmissione si può avere un suv dalle grandi capacità di traino oppure un’auto sportiva. Oppure dare al guidatore la possibilità di scegliere diverse modalità di guida. La trasmissione CVT4EV è dunque un hardware aggiuntivo che permette ulteriori possibilità di agire attraverso il software.

    Bosch CVT4EV

    Il costruttore ha dunque costi minori, maggiore standardizzazione industriale e maggiore flessibilità. Se un cambio dunque offre tali vantaggi sul motore elettrico perché non è stato utilizzato? Alcuni motivi sono già stati citati e ce ne sono molti altri che hanno solide giustificazioni, sia teoriche che basate sull’esperienza.

    Dalla Taycan in poi

    L’unica auto elettrica di serie ad avere una trasmissione a 2 rapporti fissi è la Porsche Taycan. E solo per il motore posteriore. Anche le Formula E, che hanno nel powertrain l’unico componente libero, hanno tutte la trasmissione a rapporto fisso. In passato ci sono stati sistemi fino a 5 velocità, ma alla fine tutti sono tornati al rapporto fisso.

    Leggi l’articolo sulla Taycan, in viaggio con la Porsche a 911 Volt

    Porsche Taycan

    Questo perché nelle competizioni la semplicità è funzione diretta dell’efficienza globale e delle prestazioni. Ma l’utilizzo quotidiano è cosa ben diversa. Non è dunque detto che le soluzioni migliori per le auto da corsa siano anche le migliori per le auto stradali. Anche se teoricamente lo sarebbero.

    Il caso Williams

    Un caso esemplare riguarda proprio il CVT. Tale tipo di cambio infatti permette di far funzionare costantemente il motore al regime ideale. Dunque il meglio sia per i consumi sia per le prestazioni. Eppure i guidatori normali gli preferiscono il cambio automatico a rapporti fissi per il tipo di risposta.

    Bosch CVT4EV

    Anche nelle competizioni ci fu il tentativo di sfruttare il cambio CVT. Ci provò la Williams nel 1993: nessuna cambiata, nessuna perdita di potenza e possibilità di far girare costantemente al regime ideale il V10 Renault, allora il motore migliore della Formula 1 grazie ad alcune soluzioni come le valvole pneumatiche.

    Un’arma troppo potente

    Anche le Williams era in quegli anni le monoposto migliori e, grazie al regime fisso e alla conseguente assenza di variazioni di carico tra i due assali, anche la guidabilità della vettura era migliore. Il risultato era che con il CVT la FW15C era ancora più veloce, secondo le testimonianze dirette, di alcuni secondi al giro.

    Williams FW15C

    La FIA intervenne prontamente vietando i cambi a variazione continua. Un risultato tecnico tuttavia vi fu. Il passaggio dalle cinghie in gomma a quelle formate da mini segmenti in metallo permise in quegli anni un vero e proprio ritorno del cambio inventato nel 1958 dall’olandese Hub Van Doorne e battezzato Variomatic.

    C’era una volta il Variomatic

    Van Doorne lo installò anche su automobili costruite dalla DAF, altra sua creazione. Oggi DAF produce solo mezzi pesanti e la sua società di trasmissioni, la Van Doorne Transmissie fondata nel 1972, è stata acquisita proprio da Bosch nel 1995 e ha preso il nome di Bosch Transmission Technology B.V. con sede e Tilburg.

    Hub van Doorne

    IL CVT è un cambio teoricamente perfetto, per la sua semplicità ed efficienza. Tuttavia, i suoi unici estimatori sono i costruttori giapponesi, in particolare Nissan e Subaru che lo hanno perfezionato. Eppure, ben un quinto di tutte le auto con cambio automatico circolanti sfruttano l’invenzione di Hub Van Doorne.

    Il futuro ha una marcia in più

    Anche l’unione tra Bosch e il CVT ha un valore ideale, sia per il passato sia per il futuro. L’azienda tedesca ha infatti nel suo logo un motore elettrico e il CVT potrebbe essere il complemento ideale per le auto elettriche del futuro. E Bosch non è la sola a pensare che sui motori elettrici del futuro tornerà il cambio.

    DAF CVT

    Anche i futuri powertrain eATS 2.0 di Mercedes avranno un cambio a 2 velocità. L’obiettivo è di aver il miglior bilancio tra costi e prestazioni. Dunque l’obiettivo è il medesimo di Bosch: standardizzare quanto possibile la parte meccanica per diminuire i costi, ma senza compromessi per efficienza e sensazioni.

    Il potenziale della variazione continua

    Da questo punto di vista il CVT offre il potenziale maggiore poiché, tra le funzionalità acquisite nel tempo, c’è anche la modalità di selezione sequenziale. Dunque l’auto elettrica sarà in grado di offrire sensazioni sportive senza compromessi con la fluidità e continuità di erogazione tipiche del motore ad elettroni.

    Mercedes eATS 2.0

    D’altro canto, è alquanto interessante quanti e quali progressi presenti il motore elettrico. Sembrava un componente troppo semplice e scontato per essere migliorato. Ed invece sempre più costruttori si stanno dedicando in modo diretto, alla ricerca di caratteristiche che possano migliorarne l’efficienza e dare un’esperienza di guida sempre più appagante.

    Leggi l’articolo sui motori elettrici ad alte prestazioni Yamaha

    DAF
  • Intelligenza artificiale e gemello virtuale, quella della Bosch a Dresda è veramente la fabbrica del futuro

    La nuova fabbrica Bosch di microchip a Dresda costa un miliardo di euro. La cifra spesa per la costruzione della nuova struttura produttiva rappresenta il più grande investimento unico mai realizzato dalla Bosch nei suoi centotrenta anni di storia.

    Basta questo a dare la misura del livello di innovazione presente nel processo.

    Comanda l’intelligenza artificiale

    Intelligenza artificiale, internet delle cose e microchip sono impacchettati tutti insieme dentro alla nuova fabbrica di Dresda della Bosch.

    Per la prima volta un sito produttivo del gigante della componentistica tedesco si auto-ottimizza grazie ai metodi dell’intelligenza artificiale e realizza una connessione totale tra le diverse macchine ad elevata automazione.

    Produce microchip

    Il prodotto finale della fabbrica sono proprio gli indispensabili chip che rendono possibili tutte le funzioni elettroniche e sensoristiche delle automobili, diventati peraltro molto scarsi negli ultimi mesi sul mercato mondiale.

    Bosch Microchip

    Tanto da causare interruzioni di produzione negli impianti di quasi tutti i grandi costruttori.

    Fabbrica gemella virtuale

    L’ulteriore unicità della fabbrica è di nascere fin dalla progettazione con un gemello virtuale.

    In pratica, dal 2018 ad oggi non è stata costruita soltanto una fabbrica reale fatta di muri, macchinari e infrastrutture. Mentre la realtà prendeva forma, ne è stata sviluppata anche una copia esatta completamente virtuale, che somiglia nei minimi particolari all’originale e ne rappresenta il gemello identico, che permetterà di velocizzare ogni miglioramento e correzione che si renderà possibile.

    La fabbrica digitale – gemella di quella reale – è composta da mezzo milione di oggetti virtuali tridimensionali, che comprendono gli edifici, le infrastrutture, tutti i macchinari e perfino le canaline di alloggiamento dei cavi, oltre all’impianto di aerazione.

    Bosch Dresda robot produzione

    Come un Lego digitale

    Una sorta di incredibile costruzione Lego immateriale contenuta nelle memorie e nei programmi dei computer, che permette di intervenire da remoto, a una distanza che può essere anche di migliaia di chilometri, grazie a degli occhiali a realtà aumentata alla manutenzione di ogni componente della fabbrica.

    Questa tecnologia ha dato già i suoi frutti, permettendo in piena emergenza Covid-19 di portare avanti i lavori con istruttori e operatori separati da grandi distanze, eppure messi in condizione di lavorare insieme al completamento del sito.

     “Questa è la nostra prima fabbrica AIoT, che integra intelligenza artificiale e internet della cose – annuncia Volkmar Denner, numero uno della Bosch – fin dall’inizio completamente connessa, basata sui dati e che si ottimizza autonomamente”.

    Tempi da record

    La corsa alla realizzazione del sito e del suo gemello virtuale è stata velocissima, tanto che l’impianto inizierà a produrre i primi chip già a luglio, sei mesi prima rispetto alla pianificazione originariamente prevista. Si tratterà di microcircuiti per elettroutensili a marchio Bosch.

    Fabbrica Bosch Dresda microchip

    L’avvio di chip per automobili inizierà invece a settembre, anche in questo caso in anticipo (di tre mesi) rispetto al previsto.

    Alta formazione

    Sono già 250 le persone altamente qualificate che lavorano nell’impianto, principalmente ingegneri. Con il completamente di parti di edificio e di processo ancora in costruzione, nei prossimi mesi il personale del sito raggiungerà le 700 unità.

    Quella che già oggi viene definita la Silicon Saxony, risposta dello stato della Sassonia alla Silicon Valley californiana, si arricchisce così ulteriormente di competenze e unicità tecnologiche che non potranno che attirare nell’area ulteriori attori dell’alta tecnologia.

    Clicca qui e leggi il mio articolo su Repubblica: Crisi microchip, a Dresda la prima fabbrica gestita dall’intelligenza artificiale.

  • Bosch punta su elettromobilità, idrogeno e internet delle cose

    Bosch individua in elettromobilità, idrogeno e Internet delle cose (IoT) i tre filoni chiave per il suo futuro.

    Il grande fornitore tedesco di tecnologia e servizi combina l’Internet delle cose (IoT) con l’intelligenza artificiale e punta tutto sull’hi-tech e sull’ecosostenibilità mettendo al centro della sua strategia l’elettromobilità.

    Il marchio tedesco sostiene infatti che attraverso una mobilità elettrica a zero emissioni sarà possibile creare nuove opportunità di business sulla scia dei cambiamenti tecnologici ed ecologici in atto. 

    Bosch software e Ai

    Espansione software

    Volkmar Denner, Ceo di Bosch, ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto annuale dell’azienda:

    ‘’Bosch ha superato bene il primo anno della pandemia, siamo fra i vincitori nella transizione verso l’elettrificazione e stiamo significativamente espandendo la nostra attività software integrando l’intelligenza artificiale’’.

    Nella tecnologia powertrain, l’elettromobilità si sta affermando come il core business di Bosch.

    Cinque miliardi sull’elettromobilità

    Non a caso il marchio ha effettuato ingenti investimenti in questo settore: solo per quest’anno sono previsti ulteriori 700 milioni di euro. Ad oggi sono già stati investiti 5 miliardi di euro nell’elettromobilità.

    Bosch Press conference 2021

    Attualmente il fatturato Bosch dei componenti dei sistemi di propulsione elettrici sta registrando una crescita doppia rispetto al mercato, pari a quasi il 40%. L’obiettivo è incrementare il fatturato annuale di cinque volte, per un totale di circa cinque miliardi di euro entro il 2025. 

    L’impegno globale per combattere i cambiamenti climatici sta spingendo verso l’elettrificazione e l’idrogeno verde.

    ‘’L’elettrificazione richiede soluzioni non soltanto per la mobilità, ma anche per il riscaldamento negli edifici’’

    Ha specificato Denner. 

    Nell’elettromobilità, gli elementi chiave del cambiamento sono la riduzione dei costi delle batterie e le norme sulle emissioni per raggiungere gli obiettivi climatici.

    Elettrico negli edifici

    Nella tecnologia per l’edilizia, in particolare per quanto riguarda il riscaldamento e la climatizzazione, l’impiego di pompe di calore ed energie rinnovabili sta acquisendo un ruolo sempre più importante. 

    Per esempio, negli impianti di riscaldamento, Bosch sta registrando una crescita molto più rapida rispetto al mercato, con soluzioni basate sull’elettricità.

    Bosch impianto produzione

    Il fatturato delle pompe di calore è cresciuto di oltre il 20% nel 2020; Denner prevede che triplicherà entro il 2025. Inoltre, l’azienda stima che la ristrutturazione degli edifici residenziali prevista dal Green Deal europeo darà un ulteriore forte impulso. 
    In questa prospettiva, il marchio intende sfruttare la propria ‘’capacità di investimento e di produzione su larga e scala e il suo know-how nella commercializzazione’’.

    Solo per quanto riguarda le pompe di calore aria- acqua dell’azienda, particolarmente efficienti e silenziose, nel 2020 le vendite sono quasi raddoppiate in Germania.

    L’idrogeno è strategico

    Bosch si sta anche concentrando sul mercato in crescita dell’idrogeno: l’azienda ritiene in particolare che il settore legato all’idrogeno verde nell’UE avrà un valore di quasi 40 miliardi di euro entro il 2030, con tassi di crescita annuali del 65%.

    Bosch Denner Idrogeno

    Le celle a combustibile convertono l’idrogeno in elettricità e Bosch sta sviluppando soluzioni di celle a combustibile sia stazionarie sia per applicazioni nel settore della mobilità.

    Un miliardo sulle celle a combustibile

    Dal 2021 al 2024 Bosch prevede di investire oltre un miliardo di euro in questa tecnologia.

    “Bosch è già H2-ready”.

    Ha dichiarato Denner. Il piano prevede di mettere in funzione quest’anno 100 impianti di celle a combustibile stazionarie. Forniranno elettricità ad utenze quali data center, produttori industriali e aree residenziali. Una cella a combustibile ad ossidi solidi stazionaria, situata al centro di Bamberg, in Germania, è stata messa in funzione alla fine di marzo 2021 insieme a Stadtwerke Bamberg, l’ente dei servizi pubblici della città. 

    Bosch cella a combustibile

    Mercato da 18 miliardi entro il 2030

    Bosch stima che il mercato dei componenti per le celle a combustibile mobili avrà un valore di circa 18 miliardi di euro entro la fine del decennio. Denner è convinto che sotto questo punto di vista Bosch vanti un’ottima posizione:

    ‘’Abbiamo ciò che serve per essere leader anche in questo mercato’’.

    Di recente Bosch ha costituito una joint venture con il gruppo cinese Qingling Motors per produrre sistemi di propulsione a celle a combustibile. Entro la fine di quest’anno scenderà in strada una prima flotta di 70 autocarri. 

    Clicca qui e leggi Bosch e Qingling Motors insieme per spingere l’idrogeno in Cina.

    Intelligenza artificiale

    Non solo elettromobilità ma anche intelligenza artificiale che, secondo Bosch, genererà un fatturato di miliardi di euro nei prossimi anni.

    Si prevede il raddoppio delle vendite dei dispositivi dotati di connettività per la casa: dai quattro milioni di unità dello scorso anno a circa otto milioni nel 2021

    Bosch IoT

    Inoltre, Bosch intende utilizzare l’IA per valutare i dati relativi al modo in cui i clienti utilizzano i prodotti al fine di fornire aggiornamenti software per creare nuove funzioni e servizi per i clienti. 

    Per esempio, nel settore della videosorveglianza, l’analisi video basata sulle reti neurali apre la strada a nuove possibilità. A questo scopo Bosch sta integrando rilevatori sia nelle nuove telecamere sia in un box IA da collegare ai dispositivi installati.

    La prima applicazione è un rilevatore di traffico che inizialmente sarà in grado di rilevare e individuare i veicoli con precisione nelle situazioni di traffico intenso, anche in condizioni di scarsa illuminazione. Secondo l’azienda, maggiore è la quantità di dati che confluisce nell’applicazione del cliente, più aumentano le capacità dell’IA, tra cui rilevare gli incidenti con precisione. 

    Combustibili rinnovabili

    ‘’L’azione per il clima non consiste nel porre fine al motore a combustione interna. Consiste nel dire addio ai combustibili fossili. E mentre l’elettromobilità e l’energia di ricarica verde rendono il trasporto su strada a zero emissioni, lo stesso vale per i carburanti rinnovabili’’ ha detto Denner. Il ceo di Bosch ha ricordato che la mobilità a zero emissioni è un obiettivo ambizioso quasi quanto lo era andare sulla Luna negli anni Sessanta.

    Bosch Pannelli fotovoltaici

    Tuttavia, a differenza dell’allora presidente USA Kennedy, che si limitò a porre il grande obiettivo di “mandare il primo uomo sulla Luna” lasciando che fossero gli ingegneri a decidere come fare, la Commissione europea sta agendo nel modo opposto. “Questo è un modo per bloccare le alternative per l’azione per il clima – ha dichiarato Denner – Se la società vuole davvero agire a favore dell’ambiente, è essenziale che gli approcci tecnologici non vengano messi l’uno contro l’altro. Dobbiamo invece combinarli’’. 

    Bosch Carbon neutral

    Bosch sta portando avanti i propri obiettivi sull’azione per il clima come pianificato. Ora che è stato certificato lo stato “climate-neutral” del Gruppo Bosch nelle oltre 400 sedi di tutto il mondo, Bosch sta dando forma ai propri piani per il cosiddetto “Scope 3”

    L’azienda punta a ridurre le emissioni di carbonio del 15%, rispetto al livello del 2018, lungo la sua intera catena del valore, dai fornitori ai clienti, entro il 2030, per una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 67 milioni di tonnellate. ‘’Sicuramente i nostri sforzi faranno virare la nostra gamma di prodotti verso l’efficienza energetica o addirittura il cambiamento tecnologico. In futuro, l’impronta di carbonio di un fornitore di merci o di servizi logistici sarà uno dei criteri per l’assegnazione dei nuovi contratti di fornitura – ha spiegato Denner – Questo darà i suoi frutti in termini di mitigazione del riscaldamento globale’’. 

    Bosch Carbon neutral azioni

    Per il 2021 Bosch prevede che l’economia mondiale crescerà di poco meno del 4% quest’anno, dopo una contrazione di circa il 3,8% dello scorso anno. Bosch infatti ritiene di essere consapevole dei rischi che interessano il settore automotive, in particolare per quanto riguarda i semiconduttori che sono molto richiesti. L’azienda sta facendo tutto quanto in suo potere per supportare i propri clienti in questa situazione difficile.Tuttavia, non è previsto un miglioramento a breve termine e la situazione potrebbe anche influire sugli sviluppi dell’attività nell’anno in corso.

    A lungo termine, Asenkerschbaumer ritiene che sia necessario rendere tutte le catene di approvvigionamento dell’industria automobilistica meno soggette a interruzioni. Inoltre, l’allineamento del business della mobilità con aree di importanza futura quali l’elettromobilità, la guida autonoma e le architetture future dell’elettronica richiedono enormi investimenti anticipati.

    ‘’In questo contesto di profonda trasformazione, il 2021 è un anno molto importante e sfidante’’. 

    Secondo Denner, la trasformazione di Bosch da un lato costerà posti di lavoro, dall’altro presenterà nuove prospettive per i collaboratori. Negli stabilimenti principali, Bosch sta sfruttando le abilità acquisite dallo sviluppo e dalla produzione di sistemi a benzina e diesel per applicarle a nuove tecnologie quali le celle a combustibile.

    Bosch risorse umane

    Ricollocazione delle risorse umane

    ‘’Abbiamo già ricoperto oltre metà delle posizioni legate all’elettromobilità con collaboratori del settore dei motori a combustione’’.

    Ha dichiarato il ceo di Bosch. Inoltre, è stata creata una piattaforma di collocamento a livello aziendale per individuare rapidamente gli specialisti per le posizioni nelle aree di importanza futura.

    Bosch sta compiendo progressi anche nei programmi di digitalizzazione: dall’inizio del 2020, il portale di formazione interno ha registrato oltre 400.000 accessi. Nel 2020, più di una sessione di formazione su tre si è svolta online; si prevede che questo numero salirà del 50% entro il 2023. 

  • Bosch e Qingling Motors insieme per spingere l’idrogeno in Cina

    Bosch punta all’idrogeno in Cina con la Hydrogen Powertrain Systems (Chongquing) Co. Ltd, joint-venture con Qingling Motors. La società si occuperà dell’assemblaggio e la commercializzazione di sistemi di celle a combustibile per il mercato cinese.

    Bosch fuel cell
    Idrogeno a moduli

    In termini più chiari, si occuperà di produrre e vendere i cosiddetti Fuel Cell Power Module. Le unità modulari rappresentano il futuro dell’idrogeno poiché ottimizzano i costi e gli spazi per ogni tipo di utilizzo, sia veicolari sia stazionari. I moduli integrano stack, elettronica di controllo e sensori e sono facilmente componibili e collegabili in serie. Anche Toyota punta ai moduli per promuovere la società dell’idrogeno.

    Leggi l’articolo su Toyota Mirai e i moduli ad idrogeno

    Bosch
    Pensare in grande

    Il target è la mobilità di grandi dimensioni e per le lunghe percorrenze in Cina. Anche qui dunque c’è la crescente consapevolezza che l’elettrificazione e la riduzione delle emissioni per camion, navi, bus e mezzi industriali passa inevitabilmente per l’idrogeno. Per questi mezzi l’elettrico a batteria è difficilmente praticabile. Tale consapevolezza coinvolge anche l’Unione Europa ed è espressa dal Green Deal.

    Il target è la mobilità di grandi dimensioni e per le lunghe percorrenze in Cina. Anche qui dunque c’è la crescente consapevolezza che l’elettrificazione e la riduzione delle emissioni per camion, navi, bus e mezzi industriali passa inevitabilmente per l’idrogeno

    Bosch fuel cell
    Un milione entro il 2030

    E che la Cina rappresenti un enorme mercato potenziale per l’idrogeno “pesante” lo dimostra la joint-venture tra Daimler Truck e Volvo Group, avvenuta con la benedizione della Geely. La Energy Saving and New Energy Vehicle Technology Roadmap 2.0 pubblicata dalla China Society of Automotive Engineers (China-SAE) prevede un milione di mezzi ad idrogeno nel 2030 immatricolati sotto la Grande Muraglia.

    Leggi l’articolo sull’accordo tra Daimler e Volvo Group per i camion ad idrogeno

    Grande Muraglia cinese
    Un quinto dell’elettrificazione

    Bosch intanto si è già portata avanti con il centro di Wuxi, dedicato alla costruzione delle celle a combustibile. L’azienda tedesca prevede che nel 2030 sarà ad idrogeno il 20% della mobilità elettrica (25% del totale). Per le zero emissioni sta già investendo 700 milioni di euro all’anno, ha dedicato tre stabilimenti (Bamberg, Feuerbach e Homburg) e ha un accordo con la svedese PowerCell operativo del 2022.

    Leggi l’articolo sulle previsioni di Bosch che vedono il 20% dell’elettrificazione ad idrogeno

    Bosch Powercell
    I primi 70 mezzi entro l’anno

    I primi mezzi (70 autocarri) della Qingling Motors saranno su strada già nel corso dell’anno. L’inizio per la produzione in serie invece è previsto a cavallo del 2022 e 2023. L’obiettivo commerciale è però rifornire tutti i costruttori cinesi in modo da permettere al settore dei trasporti di accedere ad una tecnologia che permetta di abbattere le emissioni. L’obiettivo industriale è raggiungere rapidamente economie di scala.

    Camion elettrico a idrogeno Nikola Bosch
    La Cina più della Germania

    Bosch è il più grande fornitore di tecnologie per il settore Automotive. Nel 2020 ha realizzato un fatturato di 71,6 miliardi di euro, di questi 42,3 provengono dalla divisione Mobility Solutions che è dunque la più significativa, di gran lunga. Nel 2020, per la prima volta nella storia, il fatturato generato dalla Cina è stato superiore a quello in Germania. Rispetto al 2020, gli investimenti per le emissioni zero sono saliti del 40%.

    Bosch fuel cell
  • Bosch battery in the cloud, auto elettrica in salute grazie alla nuvola

    Si chiama Bosch battery in the cloud ed è la tecnologia dell’azienda tedesca che promette di mantenere sempre in piena efficienza le batterie dell’auto elettrica.

    Lo stress fa invecchiare le batterie più velocemente. Quello che vale per il corpo umano, è vero anche per le celle delle batterie al litio dei veicoli elettrici.

    Bosch auto elettriche ricarica

    Con l’invecchiamento delle batterie, diminuiscono le prestazioni, la capacità energetica e quindi l’autonomia del veicolo con una ricarica.

    Questione economica

    Se le batterie durano di più, anche l’auto mantiene maggiormente il suo valore nel tempo. E diventa più semplice e sicuro il passaggio da un proprietario a un altro di un’auto di seconda meno, come diventa maggiormente interessante l’ulteriore vita utile degli accumulatori nella cosiddetta second life.

    La seconda vita delle batterie al litio dopo l’utilizzo in auto è nelle applicazioni stazionarie di servizio alle reti di distribuzione elettrica, se la salute delle batterie è garantita, la seconda vita diventa più semplice da realizzare e maggiormente remunerativa.

    Gemella virtuale

    Il sistema Bosch Battery in the cloud prevede nuovi servizi nella nuvola digitale che si affiancano ai singoli sistemi di gestione della batteria dei veicoli.

    Le funzioni smart del software nel cloud analizzano continuamente lo stato di salute della batteria e agiscono di conseguenza per rallentare l’invecchiamento delle celle.

    Bosch Batteria e nuvola

    In pratica, ogni batteria di auto elettrica può avere una gemella virtuale nella nuvola digitale. Un clone virtuale della batterie realmente in funzione, uguale in tutto e per tutto – dal punto di vista dei dati – alla batteria reale. In questo modo la gemella virtuale può essere costantemente analizzata dal software che via via si evolve nella sua capacità analitica e predittiva.

    Vantaggi concreti

    Le condizioni di salute della gemella virtuale, grazie al Bosch Battery in the cloud, portano all’individuazione di interventi di manutenzione preventiva in caso di nascenti malfunzionamenti.

    Questo permette di evitare rotture, portando a quello che viene definito Repair instead of replace (Ripara invece di sostituire), che allunga la vita della batteria, evita le sostituzioni che sarebbero causate dal progredire di piccoli problemi, diminuisce la quantità di batterie da avviare al riciclo, aumentando quella destinata invece al riutilizzo alla fine della vita automobilistica.

    Usura ridotta del 20%

    Secondo gli esperti del Bosch Battery in the cloud, questi interventi possono ridurre l’usura della batteria, il componente più costoso di un veicolo elettrico, fino al 20%.

    Auto elettrica ricarica

    Secondo i dati forniti dalla Bosch, la durata media delle attuali batterie agli ioni di litio è pari a 8-10 anni o 500-1.000 cicli di carica.

    Solitamente, i produttori di batterie garantiscono un chilometraggio compreso tra 100.000 e 160.000 chilometri.

    Ma la rapidità di ricarica, il numero elevato di cicli di ricarica, lo stile di guida eccessivamente sportivo e temperature estremamente alte o basse sono fonti di stress per le batterie e contribuiscono ad accelerare il loro processo di invecchiamento .

    Parametri sotto controllo

    I servizi legati alla tecnologia Bosch Battery in the cloud sono ideati per riconoscere e contrastare le principali cause di deterioramento.

    Bosch dati batteria sullo schermo

    Tutti i dati rilevanti della batteria, dalla temperatura ambiente in ogni momento di utilizzo fino alle diverse modalità e condizioni di ricarica, vengono trasmessi in tempo reale alla nuvola digitale, dove vengono valutati da algoritmi di apprendimento automatico.

    Con questi servizi, Bosch non solo offre la possibilità di essere sempre a conoscenza dello stato della batteria, ma per la prima volta consente di effettuare una previsione affidabile della durata residua e delle prestazioni della batteria stessa.

    Per saperne di più, clicca qui e leggi l’articolo relativo al Talk sui motori elettrici di Electric Days 2021 con link al VIDEO in cui l’ing. Giulio Lancellotti della Bosch spiega le caratteristiche e i vantaggi del Bosch Battery in the cloud per gli automobilisti.

    FO Electric Days Bosch Lancellotti
  • Il futuro dei motori elettrici nel mio Talk a Electric days

    L’auto elettrica è vista da molti in modo semplicistico: batterie, motori elettrici, ruote e il gioco è fatto.

    Forse un secolo fa era vero, ma oggi non è così.

    L’auto elettrica moderna è un sistema complesso che interagisce con altri sistemi complessi. Al suo interno c’è una tecnologia che lascia aperte molte strade, alcune in coesistenza col motore a combustione interna, altre che portano fino all’idrogeno, quasi tutte con applicazioni non limitate alla sola automobile.

    FO con telecamera talk motori elettrici

    Poi c’è il “fuori”, che nell’era delle comunicazioni digitali permette addirittura di sdoppiarne gli elementi.

    Quattro ingegneri

    Ne parlo nel mio appuntamento “Talk” a Electric Days 2021 con Davide De Silvio di FPT Industrial, Giovanni Gaviani di Texa, Giulio Lancellotti della Bosch.

    Siamo quattro ingegneri e nella conversazione questo si dimostra un grande vantaggio.

    Io nella mia attività universitaria formo proprio ingegneri. Lo faccio con convinzione e grande soddisfazione, perché l’approccio ingegneristico è prezioso per guardare al futuro nel modo giusto.

    Talk Motori elettrici Electric Days panoramica studio laterale

    Giovanni Gaviani – Texa

    Con Gaviani partiamo subito dal motore elettrico, protagonista del titolo del Talk.

    Il motore elettrico ha più di cento anni e un’infinità di applicazioni. Ma quali sono i margini di miglioramento sulle automobili?

    Electric Days Texa Motori elettrici

    Motori a magneti permanenti a flusso radiale, flusso assiale, motori a induzione. Ci sarà spazio per tutti o avremo un vincitore?

    Qual è il consiglio di chi si occupa di sviluppo di nuovi prodotti a chi vuole passare all’elettrico per scegliere l’auto guardando al motore?

    Nel Talk, visibile nel VIDEO in fondo a questo articolo, le sue risposte.

    Giulio Lancellotti – Bosch

    Con la Bosch usciamo fuori dall’auto. Cos’ha a che fare la nuvola digitale con le batterie?

    FO Electric Days Bosch Lancellotti

    Parliamo con particolare degli automobilisti, qual è per loro il vantaggio di avere una batteria “salvata” anche nel cloud?

    Anche a Lancellotti chiedo un consiglio. A quali elementi dell’Internet delle cose deve dare particolare attenzione l’automobilista?

    Nel Talk, visibile nel VIDEO in fondo a questo articolo, le sue risposte.

    Davide De Silvio FPT Industrial

    Con FPT Industrial allarghiamo la visuale.

    Infatti nei veicoli il motore è parte di un sistema di trazione e FPT ne sviluppa le applicazioni fino ai Tir e anche ai trattori agricoli, qual è l’interesse di queste applicazioni?

    Talk Electric Days FPT Industrial

    Motori, inverter, batterie ma nei camion grazie al lavoro della FPT Industrial è in arrivo anche l’idrogeno.

    Anche a De Silvio chiedo il suo consiglio per chi sta ipotizzando di passare a un veicolo pesante a zero emissioni.

    Nel Talk, visibile nel VIDEO qui sotto, le sue risposte.

  • Bosch E-Bike Nyon, al computer da bici l’Innovation Award CES 2021

    Il computer da bici Bosch Nyon, soluzione innovativa di Connected Biking, vince il CES 2021 Innovation Award nella categoria Vehicle Intelligence & Transportation.

    Cos’è il CES Innovation Award

    Ogni anno la Consumer Technology Association assegna, in occasione del CES – Consumer electronics show di Las Vegas, i suoi riconoscimenti alle innovazioni di tecnologia e design di prodotti tecnologici di largo consumo ritenuti pionieristici a livello globale.

    Il CES è l’appuntamento espositivo più importante del mondo nel settore dell’hi-tech e da anni rappresenta un’occasione di grande interesse anche per case auto e operatori della mobilità attivi nell’innovazione di prodotto e di processo.

    Bosch e-Bike

    Smart mobility anche in bici

    La società del gruppo Bosch attiva nel settore delle bici elettriche si chiama Bosch eBike Systems e porta su due ruote molte delle innovazioni che in parallelo vengono sviluppate anche per le auto.

    Soluzioni digitali come il ciclocomputer Bosch Nyon migliorano l’esperienza di guida delle eBike e ridefiniscono la mobilità perché offrono un modo di spostarsi flessibile, rilassato e sicuro.

    Spiega Claus Fleischer, CEO di Bosch eBike Systems.

    Il CES 2021 Innovation Award è un riconoscimento per il nostro lavoro e ci stimola a perseguire la nostra visione di mobilità con le soluzioni di Connected Biking.

    Bosch Nyon CES award 2021

    Computer da bici Bosch Nyon

    Il computer da bici Bosch Nyon all-in-one è definito dalla Bosch un “ciclocomputer”.

    Lo strumento permette di accedere dalla propria bici a funzionalità di navigazione, fitness tracking, orologio digitale e informazioni basate sulla topografia del luogo e del percorso programmato.

    Il computer Bosch Nyon consente al ciclista di connettersi alla rete digitale mediante Bluetooth e WiFi.

    Bosch Nyon

    Come funziona

    L’utente deve scaricare l’app eBike Connect sul suo smartphone, attivarla e scambiare così dati sui percorsi e le attività.

    Il Bosch Nyon può essere usato in modo semplice e immediato mentre si pedala, grazie al display touch.