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  • Toyota e Lexus amano Venezia – Dossier

    È un connubio molto forte quello che lega il gruppo Toyota alla città di Venezia.

    Car sharing Yuko with Toyota

    Esattamente un anno fa, la casa nipponica, ha lanciato sul territorio il car sharing “YUKÕ with Toyota”, il primo car sharing Full Hybrid Electric in Italia. Il servizio, in dodici mesi, ha raggiunto quota 3.000 iscritti, dopo aver toccato quota 2.500 utenti a gennaio 2019. Dal primo giugno 2018, infatti, sono stati effettuati 7.900 noleggi (a 8 mesi dal lancio erano 4.900), di cui l’80% in modalità Station Based (Yuko One) e il 20% in modalità Free Floating (Yuko Way). Grazie alla tecnologia Full Hybrid Electric di Toyota sono state di conseguenza risparmiate circa 10 tonnellate di CO2, contribuendo a ridurre in modo drastico le emissioni di inquinanti in città grazie ai circa 240.000 chilometri percorsi per il 47,7% in modalità “zero emissioni”.

    Soddisfazione Toyota

    «La tecnologia Full Hybrid Electric di Toyota – dichiara Andrea Saccone, responsabile Relazioni Esterne della casa giapponese – è infatti in grado di ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx) di oltre il 92% per Yaris Hybrid e del 96% per Prius Plug-in rispetto ai limiti oggi indicati dalla normativa prevista per l’omologazione. Ciò a riprova della efficacia di questa soluzione tecnologica per garantire una mobilità sostenibile».

    Il servizio di car sharing ‘YUKÕ with Toyota’ dispone di un parco di 50 vetture composto da Yaris Hybrid, Prius Plug – In Hybrid e un Toyota Proace Verso, con allestimento specifico per garantire l’utilizzo anche alle persone con mobilità ridotta.

    Il punto di vista del Comune di Venezia

    «Siamo non solo soddisfatti ma anche orgogliosi dei risultati raggiunti a un anno dall’introduzione del servizio ‘YUKÕ with Toyota’ – dichiara l’assessore alla Mobilità Renato Boraso – perché sfruttando tecnologie all’avanguardia e puntando forte sull’innovazione siamo stati in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini contribuendo anche alla salvaguardia dell’ambiente. Del resto collaborare con un’azienda leader a livello internazionale non può che garantire i lusinghieri risultati che stiamo presentando. È questa una delle ricette principali che l’Amministrazione Brugnaro sta sviluppando, ossia coinvolgere i privati nello sviluppo della città a tutto vantaggio dei suoi cittadini in un’ottica di sussidiarietà. Per questo intendiamo potenziare ‘YUKÕ with Toyota’ introducendo nello stesso tempo tariffe ancora più convenienti, augurandoci di continuare a lavorare fianco a fianco con il gruppo giapponese per ulteriori progetti che permetteranno a Venezia di presentarsi ancora più come una città sinonimo di innovazione e sguardo all’avanguardia verso il futuro».

    Bilancio dei primi 12 mesi

    «Il bilancio dei primi 12 mesi di esperienza di YUKÕ per noi è positivo e per questo ringraziamo il Comune di Venezia e tutti i cittadini che hanno utilizzato questo servizio e che, con le loro segnalazioni, ci hanno fornito preziosi spunti di miglioramento – sottolinea il Responsabile Relazioni Esterne di Toyota Andrea Saccone. Questo ci permette di crescere nella qualità di un servizio che si è rivelato una delle azioni concrete principali che il nostro gruppo sta sviluppando per raggiungere i propri ambiziosi obiettivi in termini di mobilità sostenibile. Il secondo anno del servizio si apre all’insegna delle novità – aggiunge Saccone. Oltre che nuovi pacchetti e servizi, ci sarà un parziale rinnovo della flotta Hybrid messa a disposizione dei nostri clienti. Siamo certi che con il nuovo modello che stiamo pensando di introdurre riusciremo a soddisfare anche le necessità di un pubblico più esigente».

    Nuove tariffe speciali

    A breve saranno infatti rilasciate sulla app del servizio nuove “tariffe speciali” per il noleggio di un intero weekend, di una settimana o, su richiesta, di un intero mese: “Grazie a queste nuove proposte i clienti YUKÕ potranno utilizzare il servizio per periodi più lunghi, con la tranquillità di sostenere un costo fisso predefinito e allo stesso tempo estremamente conveniente – spiega Saccone. Nella fattispecie, selezionando la ‘Tariffa Weekend’, nella fase di prenotazione potrà essere noleggiata una Yaris Hybrid dal primo pomeriggio del venerdì alla mattina del lunedì per soli 100 euro, comprensivi di 250 chilometri. Ma anche per chi avrà la necessità di utilizzare il servizio per brevi periodi anche durante la settimana, la ricca offerta dei ‘Pacchetti Risparmio’ consentirà di pre-acquistare (sia sul sito che tramite la app) crediti di guida YUKÕ, ottenendo una scontistica sulle tariffe base fino al 20% – continua. Quindi, per esempio, il cliente che pre-acquista un Pacchetto Risparmio YUKÕ 200 (200 euro di crediti di guida al costo di 160 euro, 20% di sconto) e decide di prenotare l’auto per un weekend, selezionando la tariffa dedicata, sosterrà una spesa reale complessiva di 80 euro. Queste soluzioni di risparmio, nuove e flessibili, rappresenteranno un ulteriore driver di crescita del gradimento e dell’utilizzo del servizio – conclude il Responsabile Relazioni Esterne di Toyota – il tutto per i clienti privati ma anche per le aziende che, oggi, possono ridurre sensibilmente il loro costo totale di mobilità utilizzando i servizi di auto in condivisione”.

    App Yuko Toyota venezia

    Ma quella del car sharing non è l’unica attività che lega inscindibilmente il gruppo nipponico alla città sull’acqua.

    Lexus e la mostra del cinema

    Per il terzo anno consecutivo, Lexus è sponsor della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia, che si svolgerà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre 2019, e che vedrà la regista argentina Lucrecia Martel Presidente della Giuria internazionale del Concorso.

    Manifesto Lexus Venezia 2019

    In questa occasione sarà protagonista il nuovo Lexus UX Hybrid, primo SUV dinamico compatto ibrido elettrificato del segmento C SUV premium, che sarà affiancato dall’ammiraglia Lexus LS, dalla berlina Lexus ES Hybrid e dal luxury Lexus suv RX. Come Auto Ufficiale dell’evento, durante tutta la Mostra, Lexus avrà il privilegio di accompagnare attori, registi e volti noti del cinema fino al red carpet. Lo farà con 35 vetture, tutte dotate di Tecnologia Full Hybrid Electric.

    «Per il terzo anno consecutivo Lexus è sponsor della Mostra del Cinema di Venezia, la più importante rassegna cinematografica italiana e una delle principali al mondo – ha dichiarato Fabio Capano, Director Lexus Division – a conferma di come la magia del cinema si unisca alla capacità di Lexus di stupire ed emozionare, combinando livelli di artigianalità, qualità e tecnologia ai vertici del mercato. Questa ricerca si sposa perfettamente con iniziative e appuntamenti come questo, che assicurano e trasmettono ai nostri clienti un’esperienza con un forte senso di esclusività, in linea con l’”Experience Amazing» di Lexus.

    Il Suv compatto Lexus UX Hybrid

    Lexus UX Hybrid è il primo suv compatto proposto in Italia esclusivamente con tecnologia Full Hybrid Electric. Presenta un sistema ibrido elettrico di quarta generazione che abbina un nuovo motore benzina 2.0L a ciclo Atkinson con un potente motore elettrico (80kW) per una potenza complessiva di 184 CV, il migliore rapporto prestazioni/consumi e i più bassi livelli di emissioni CO2 e degli ossidi di azoto NOx della categoria*. È il primo modello progettato sulla piattaforma Global Architecture-C sviluppata per assicurare i massimi livelli di sicurezza, stabilità e piacere di guida.

  • Electrify America prepara il rifornimento robotizzato per le auto elettriche

    La stazione di rifornimento interamente automatizzata è in arrivo nel 2020. Ci sta lavorando Electrify America (https://www.fabioorecchini.it/electrify-america-anche-batterie-ad-alta-capacita-per-la-rete-di-ricarica-ultraveloce-negli-usa/) a San Francisco, in collaborazione con Stable e Black&Veatch. La prima è la ex Diatom Robostics, azienda che ha come missione il reinventare la stazione di rifornimento, la seconda è una società di consulenza e progettazione attiva sin dal 2015 e con un fatturato da 2,5 miliardi di dollari.

    Leggi l’articolo che spiega che cosa è Electrify America

    Il robot ci farà il pieno

    L’obiettivo primario è costruire una stazione di rifornimento completamente robotizzata per le flotte di auto elettriche a guida autonoma, campi nei quali la vicina Silicon Valley è all’avanguardia.  La stazione fornirà ricarica a 150 kW in corrente continua. Electrify America si occuperà degli aspetti che riguardano il collegamento alla rete e i sistemi di pagamento, Stable sovrintenderà l’intero progetto grazie alla propria competenza nel campo della robotica. Black&Veatch si occuperà infine dell’ingegnerizzazione del progetto.

    Electrify America e Stable

    Electrify America and Juliet

    Electrify America è nata invece nel 2016 ed è, con ogni probabilità, la più grande iniziativa al mondo per la costruzione di una rete di ricarica ultraveloce (fino a 350 kW). Ha un budget di 2 miliardi di dollari fino al 2027 e nasce per iniziativa di Volkswagen nell’ambito del rimborso per il Dieselgate. In parallelo, la casa tedesca in Italia sta portando avanti denominato Electrify Verona (https://www.fabioorecchini.it/electrify-verona-meglio-di-electrify-america-pali-della-luce-per-ricarica-auto-elettriche-video-sorveglianza-e-wi-fi/ e https://www.fabioorecchini.it/video-opinione-massimo-nordio-electrify-verona/), progetto pilota per altre città italiane di media grandezza. Volkswagen è anche impegnata nella creazione di una rete quanto più differenziata (vedi il progetto delle power bank per auto elettriche https://www.fabioorecchini.it/volkswagen-power-bank-per-auto-elettriche/).

    Leggi l’articolo su Electrify Verona e la video opinione sull’argomento con l’intervista a Massimo Nordio

    Tanti tipi di ricarica

    Tali progetti assumono inoltre un valore più ampio alla luce dei nuovi accordi con Ford e che riguardano proprio l’auto elettrica e la guida autonoma. La rete di Electrify America potrebbe dunque essere funzionale anche per la nuova alleanza. I nuovi sistemi di rifornimenti robotizzati potrebbero essere utili per gli altri tipi di flotte (car sharing, veicoli commerciali, noleggio, ride sharing, etc) e le normali auto elettriche. La differenziazione dei sistemi di ricarica non soltanto per livello di potenza, ma anche per tipologia di servizio, contribuirà sicuramente alla creazione di una segmentazione all’interno di un mercato in piena evoluzione: da chi vuole risparmiare e vuole farsi tutto da solo fino al self service completamente automatizzato.

    Herbert Diess e Jim Hackett

  • #27 EMISSIONE IMPOSSIBILE QUANDO CONDIVIDERE PERMETTE DI GUADAGNARE

    Insieme a Motor1 Italia realizziamo la prima webserie italiana che affronta gli argomenti più caldi nel percorso verso la mobilità a Zero Emissioni.

    La collaborazione con Motor1 Italia rappresenta un’occasione imperdibile di confronto con una delle più grandi community di appassionati di auto su YouTube.

    Sono oltre 380.000 gli iscritti al canale YouTube di Motor1 Italia, una platea incredibilmente estesa e interessante per portare i temi del progetto Obiettivo Zero Emissioni all’attenzione di chi ama l’automobile e desidera muoversi liberamente. E deve continuare a poterlo fare con costi ragionevoli e senza troppi problemi anche quando dal veicolo scompaiono le emissioni inquinanti.

    Il titolo fa capire subito che la questione è di enorme complessità.

    Le emissioni devono sparire dalla scheda tecnica delle auto. Questo è chiaro a tutti. Come riuscire a centrare l’obiettivo traghettando verso il cambiamento tecnologico un intero settore che garantisce centinaia di migliaia di posti di lavoro e percentuali significative del PIL nazionale in tutte le più grandi economie mondiali è tutt’altro che definito.

    Emissione Impossibile approfondisce le caratteristiche tecnologiche delle soluzioni in campo, gli scenari energetici ai quali devono essere associate, le dinamiche socio-economiche e gli effetti sull’ambiente e sulla salute umana da tenere in considerazione.

  • L’auto è viva. Viva l’auto – Il ruggito

    Di Mario Cianflone – Giornalista del Sole 24 ore

    Attraversi l’Italia, quella dei tanti campanili, con la Mille Miglia, respiri adore di benzina di macchine meravigliose e senti il calore della gente ai lati delle strade che magari incitano di “dare motore”.

    L’auto è viva

    Allora non hai più alcun dubbio: l’automobile non è morta.

    La passione per i motori, il futurista sogno della velocità non è svanito del tutto. Anzi. E questo deve far riflettere. In primo luogo l’Italia non è solo fatta grandi metropoli dove la mobilità deve essere razionale e razionalizzata. In secondo luogo, l’auto è mobilità ed è in questo senso uno strumento irrinciabile se vivi in un piccolo centro e lavori magari in un paese.

    Viva l’auto

    Nessuna mai potrà offrire servizi di car sharing tanto capillare fino a coprire territori cosi vasti. Ma non è solo questo: l’automobile è ancora passione, sogno, voglia di muoversi liberamente e fascino.

    La sfida è declinare questi concetti in un mondo che cambia sulla spinta di una tecnologia dell’auto in profonda e radicale trasformazione.

    Immaginare automobili elettriche prive di anima e appeal non ha senso perché sta solo cambiando il motore non il ruolo della macchina nelle nostre vite che resta centrale nonostante le possibilità nuove di utilizzo e condivisione. 

    Possedere un’auto indipendentemente dal suo powertrain resta dunque un piacere e una necessità.
  • La Lotus ricomincia dalle zero emissioni

    La Lotus ricomincia dalle zero emissioni e al Salone di Shanghai ha annunciato che entro il 2019 lancerà la Lotus Type 130, la prima hypercar elettrica britannica.

    Si tratta della prima vera novità da parte della casa fondata da Colin Chapman dopo oltre 2 decenni scanditi da tre modelli basati sullo stesso telaio in alluminio (Elise, Exige e Evora) e da diverse avventure societarie. Adesso le vicissitudini sembrano terminate, con l’acquisizione lo scorso anno da parte del gruppo cinese Geely e l’arrivo come amministratore delegato di Phil Popham, ex Jaguar Land Rover.

    Type 130 elettrica

    La Type 130 sarà figlia del progetto Omega, annunciato nello scorso dicembre e che la Lotus sta portando avanti con la Williams Advanced Engineering, con l’obiettivo di portare su una vettura sportiva da 2 milioni di sterline e 1.000 cv di potenza la filosofia della leggerezza di Lotus con l’esperienza maturata dal partner in diversi ambiti dell’elettrificazione, tra cui la batteria delle monoposto di Formula E di prima generazione.

    Ironia del caso, Lotus ha già sfiorato nel proprio passato sia il nome Omega sia le emissioni zero.

    La Lotus, il nome Omega e la General Motors

    La casa di Ethel infatti mise a punto la celebre Opel Omega Lotus, trasformando una tranquilla berlina 4 porte in una sportiva dalle prestazioni terrificanti (283 km/h, 0-100 km/h in 4,9 secondi), superiori persino alla BMW M5 e alla Porsche 911 Turbo dell’epoca grazie al 6 cilindri 3.6 biturbo da 377 cv accoppiato con un cambio a 6 rapporti derivato nientedimeno della Chevrolet Corvette.

    In quegli anni (dal 1986 al 1993) la Lotus apparteneva alla General Motors come la Opel e sviluppò la Lotus Elise che diede vita anche dalla Opel GT.

    La Tesla Roadster nasce proprio da una Lotus

    La Lotus Elise fece da base anche per la Tesla Roadster, il modello con il quale la Tesla ha iniziato nel 2008 la propria avventura.

    La Lotus, in base ad un accordo con la Tesla stipulato nel 2005 e che ebbe effetto fino al 2012, produceva una versione del telaio allungata di 5 cm per fare spazio alla batteria. Produceva e poi spediva i glider – letteralmente alianti, ovvero veicoli privi di motore – in California perché fosse montato il sistema di trazione elettrico.

    Volvo, Polestar, i taxi di Londra e anche la smart

    Stavolta invece si parla di sinergie con Volvo, Polestar e tutti gli altri marchi elettrici che fanno parte del gruppo Geely tra cui Lynk&Co, la London EV Company (che produce i famosi cab). E, ultima arrivata, la Smart, che la Daimler ha ceduto per il 50% ai cinesi che la produrranno dal 2022 all’ombra della Grande Muraglia.

    In questo modo la Geely si prepara a creare una galassia elettrica dove si spazia dalla citycar alla supersportiva. Passando per i marchi concepiti per il mercato interno e il car sharing (Lynk&Co), i taxi (London EV), il premium (Volvo) e il lusso sportivo (Polestar).

    Target specifici, ma che non escludono cooperazioni e scambio di tecnologie e componenti realizzando quelle economie di scala che potrebbero dare all’operazione Lotus il futuro che merita.

  • Attenti però agli Eco Talebani – Il Ruggito

    Di mario cianflone – Giornalista del Sole 24 Ore
    I RADICAL CHIC NON SONO MAI SCOMPARSI.

    Purtroppo. Anzi si sono reincarnati in una nuova specie antropologica: gli eco talebani. Una categoria molto ampia che spazia dai vegani dell’auto dal portafogli gonfio che vanno in giro con una Tesla Model S agli econazi, i quali dopo aver sbloccato lo schermo dell’ “aifon” con la foto di Greta Thunberg attivano l’app per noleggiare un monopattino elettrico (anche se è più figo dire sharing che noleggio) e sfrecciare contromano e sui marciapiedi felici della loro (solo presunta) vita a emissioni zero.

    Tanto loro abitano in centro città e lavorano a due passi.

    Loro si possono permettere di pedalare sereni ma se piove poi magari usano la macchina diesel della zia o una vettura del car sharing (che peraltro inquina come le altre). Loro non vanno al lavoro prendendo la macchina e poi il treno, e la spesa la fanno solo online. Loro possono. Altri no.

    Gli eco taliban vivono in un mulino bianco green.

    E da bravi democratici detestano a morte tutti quelli che, per necessità o scelta conducono, una vita diversa usando una mobilità tradizionale ed  economicamente sostenibile.

    Il mondo reale è però ben diverso, più povero e più difficile.

    È fatto di persone che comprano una Panda con rate di durata generazionale e con i 40mila euro che servono per comprare una elettrica “per tutti” mandano i figli all’università. Ed è ingiusto e insostenibile negare loro il diritto alla mobilità costringendoli a buttare via auto efficienti e poco inquinante come le Euro 4 in virtù di idee rivoluzionarie ed ecomilitanti come l’Area B di Milano.