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  • Jean Todt (presidente FIA): tutto il motorsport sarà ad emissioni zero, con elettrificazione o carburanti

    Tutto il motorsport sarà a emissioni zero. Perché, se lo fa la mobilità, è giusto che lo facciano anche le competizioni. E questo avverrà con l’elettrificazione e i carburanti. È questo il senso delle dichiarazioni fatte da Jean Todt a margine della seconda tappa (con doppio round) della stagione di Formula E a Roma.

    Tutto il motorsport sarà a emissioni zero. Perché, se lo fa la mobilità, è giusto che lo facciano anche le competizioni. E questo avverrà con l’elettrificazione e i carburanti

    Jean Todt
    La platea della Formula E

    Il presidente della FIA ha scelto l’unico campionato mondiale interamente ad emissioni zero per fissare la rotta. Nel 2022 i 5 campionati mondiali FIA saranno tutti elettrificati. La Formula 1 e il WEC hanno aperto la strada con l’ibrido, nel 2020 il WRX ha la categoria Projekt E elettrica e il WRC dal 2022 avrà la Rally1 ibrida plug-in.

    Nel 2022 i 5 campionati mondiali FIA saranno tutti elettrificati. La Formula 1 e il WEC hanno aperto la strada con l’ibrido, nel 2020 il WRX ha la categoria Projekt E elettrica e il WRC dal 2022 avrà la Rally1 ibrida plug-in

    Toyota GR10
    La tentazione del passato

    Di fronte a questa evoluzione, gli atteggiamenti sono contrastanti. C’è chi vede come necessaria l’evoluzione del motorsport per farlo rimanere il banco di prova tecnologico della mobilità. C’è invece chi guarda con nostalgia al rumore, ai tubi di scarico e ai pistoni come elementi imprescindibili del motorismo sportivo.

    Ferrari 312T
    Tu chiamale, se vuoi, emozioni

    Quest’ultima è una visione prevalentemente estetica nella quale si mescolano anche altre sensazioni come l’odore della gomma, dell’olio e della benzina. Sono gli elementi emozionali classici che, insieme alla velocità e al coraggio, hanno sempre reso il motorsport oggetto di fascino.

    Matra
    Avanti tutta verso il futuro

    I costi crescenti e il calo di attenzione, in particolare verso la Formula 1, ha ridato forza al secondo tipo di visione. Il presidente FIA ha dunque detto chiaramente: indietro non si torna e si punta verso le emissioni zero. Questo tuttavia non vuol dire che tutto il motorismo sportivo diventerà elettrico o ad idrogeno.

    Il presidente FIA ha dunque detto chiaramente: indietro non si torna e si punta verso le emissioni zero. Questo tuttavia non vuol dire che tutto il motorismo sportivo diventerà elettrico o ad idrogeno

    Mercedes F1
    L’opzione liquida

    C’è anche la strada dei carburanti. Todt allude a quelli di origine vegetale e ai sintetici prodotti con energia rinnovabile. Dunque non sono fossili e, oltre a ridurre le emissioni allo scarico, si autobilanciano in termini in CO2. La Formula 1 ha già intrapreso questa strada: nel 2022 saranno il 10%, nel 2025 saliranno al 100%.

    Hyundai i20 WRC
    Idrogeno nei motori

    Per la massima categoria c’è anche un’altra strada: l’utilizzo dell’idrogeno come combustibile e il ritorno all’aspirato eliminando la MGU-H, ovvero il turbocompressore elettrificato. L’unico costruttore che ha usato l’idrogeno in un motore a pistoni e non come vettore energetico è stata la BMW negli anni Duemila.

    BMW Hydrogen 7
    Idrogeno nelle celle a combustibile

    Questa strada non è stata abbandonata. Per l’idrogeno fuel cell le prospettive già definite sono la 24 Ore di Le Mans nel 2024 e la Dakar nel 2026. Todt ha definito l’idrogeno «uno sviluppo molto interessante della tecnologia» aggiungendo che molti vi stanno lavorando e che presto ci sarà un annuncio al proposito.

    Leggi l’articolo sull’idrogeno alla 24 Ore di Le Mans nel 2024

    Leggi l’articolo sui 5 costruttori al lavoro per i regolamenti dell’idrogeno alla 24 Ore di Le Mans

    Per l’idrogeno fuel cell le prospettive già definite sono la 24 Ore di Le Mans nel 2024 e la Dakar nel 2026. Todt ha definito l’idrogeno «uno sviluppo molto interessante della tecnologia» aggiungendo che molti vi stanno lavorando e che presto ci sarà un annuncio al proposito

    Un vincente dell’elettrico

    Tali notizie arrivano a 2 mesi dall’insediamento di Xavier Mestelan Pinon come direttore tecnico della divisione Sport della FIA. Pinon viene da DS Performance dove, sotto la sua conduzione, è stato sviluppato il powertrain che ha vinto i titoli Piloti e Team negli ultimi due anni in Formula E con la DS Techeetah.

    Xavier Mestelan Pinon
    La specificità della Formula E

    Todt ha parlato anche di Formula E. «È una categoria nuova che deve educare la gente parlando del futuro. È molto importante avere un motorsport che usi l’elettricità – ha concluso il presidente della FIA – e lo faccia al centro delle città affinché la mobilità ad emissioni zero diventi quotidianità per tutti».

    Leggi l’articolo sulla Formula E che guarda al futuro e alla Gen3 dall’E-Prix di Roma

    «…È molto importante avere un motorsport che usi l’elettricità – ha concluso il presidente della FIA – e lo faccia al centro delle città affinché la mobilità ad emissioni zero diventi quotidianità per tutti»

    Formula E
  • Cos’è e a cosa serve Green NCAP il test ambientale indipendente per auto

    Un’autorità in grado di stabilire le auto più efficienti, ovvero quelle che utilizzano meno combustibile, riducendo al minimo o addirittura annullando le emissioni allo scarico, in condizioni di utilizzo reale e per tutta la loro vita.

    È questa la missione del Green NCAP, il consorzio che vuole ripercorrere in campo ambientale le orme dell’EuroNCAP, ovvero l’ente che, nato per valutare su base indipendente la sicurezza delle automobili. L’EuroNCAP è diventato il riferimento con standard sempre più sfidanti e comunque più difficili da raggiungere rispetto a quelli minimi quelli fissati dai sistemi ufficiali di omologazione. Il Green NCAP vuole fare altrettanto saggiando le prestazioni ambientali di un’automobile, attraverso un capitolato in continua evoluzione, dotato di standard più esigenti e realistici rispetto a quelli omologativi, e strutture di prova indipendenti, che nulla hanno a che fare con i costruttori.

    Del consorzio fanno parte la FIA – Federazione Internazionale dell’Auto e diversi enti governativi, tecnici e automobil club. Per l’Italia partecipano al consorzio l’Aci e CSI Automotive. Le vetture scelte per il test inoltre vengono acquistate in incognito attraverso i normali concessionari affinché vi sia la certezza assoluta che siano le stesse che vanno in mano ai normali clienti. I test vengono svolti in laboratorio e su strada sfruttando, come base di partenza, gli standard WLTC, ma andando ben oltre.

    Per quelli in laboratorio infatti viene utilizzata una temperatura di riferimento di 14 °C, ma con le luci e il climatizzatore accesi e utilizzando una gamma più ampia di carichi per il motore con velocità fino a 130 km/h e più accelerazioni da 80 a 130 km/h. I test inoltre valutano la funzionalità dei sistemi di post trattamento ripetendo più volte la stessa procedura e in condizioni diverse di temperatura, cambiando anche le modalità di guida impostabili a bordo del veicolo. Ancora più probanti sono i test su strada. Tanto per cominciare, rispetto a quanto previsto dal WLTC, la gamma di temperature va da -7 a 35 °C invece di 0-30 °C e quella altimetrica è di 0-1.300 mslm invece di 0-700 mslm

    . Le misurazioni, così come nei test RDE (Real Driving Emissions) previsti dal WLTC, sono condotte con l’ausilio di un sistema di misurazione portatile definito tecnicamente PEMS (Portable Emissions Measurement System) e installato direttamente sul veicolo. Il Green NCAP si occupa anche di misurare tutte le forme di resistenza che il veicolo deve superare – massa, aerodinamica, meccanica (trasmissione) e rotolamento degli pneumatici – per valutare quanta dell’energia prodotta dal suo powertrain sia poi realmente trasformata in movimento.

    Gli standard tuttavia sono in continua evoluzione e il Green NCAP ha già fissato una roadmap da qui al 2030 che culminerà con una completa valutazione well-to-wheel e che prevede la definizione entro il 2020 di una procedura per le auto ibride, più complessa rispetto a quella delle auto con sistema di propulsione a benzina o gasolio ed elettriche.

    Nel frattempo sono già state testate le prime automobili alle quali vengono assegnati un voto globale da 0 a 5 stelle accanto ad una valutazione di inquinamento e ad un’altra di efficienza energetica. Ebbene le migliori sono ovviamente due auto elettriche, la BMW i3 e la Hyundai Ioniq elettrica con 5 stelle. Tra le tradizionali svetta la Volkswagen up! GTI (4 stelle.) Mentre a sorpresa non hanno sfigurato un Suv come la Bmw  X1 sDrive18d e l’Audi A7 Sportback 50 TDI Quattro.

    Ma siamo solo all’inizio.