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  • Jeep entra nell’era elettrica con Renegade e Compass 4Xe, ibride plug-in e integrali

    Mentre in casa Fiat sta iniziando l’ibridizzazione morbida, la Jeep diventa anche elettrica con l’arrivo delle versioni ibride plug-in 4Xe per Renegade e Compass.

    A pochi mesi dalle prime consegne, comincia la prevendita per la versione di lancio First Edition delle Jeep ibride-elettriche: per la Renegade si parte da 40.900 euro, per la Compass da 45.900 euro. Due le configurazioni: Urban e Off-road, la prima più stradale, la seconda per sottolineare la vocazione fuoristradistica del marchio.

    Jeep 4Xe
    La First Edition di lancio

    In entrambi i casi, nel pacchetto è compresa la wallbox da 3 kW con tempi di ricarica di 3,5 ore. Con quella opzionale da 7,4 kW si scende a 100 minuti. Le due vetture, che condividono la stessa piattaforma, hanno la stessa disposizione della batteria, dislocata tra il pavimento e la zona sottostante il sedile posteriore. Identica anche la capacità di 11,4 kWh e la garanzia di 8 anni. La garanzia sull’intero veicolo passa a da 2 a 5 anni.

    Jeep Renegade 4Xe
    In elettrico 50 km e 130 km/h

    Il sistema si basa sull’1.3 turbo da 180 cv e 270 Nm, collegato alle ruote anteriori attraverso il cambio automatico a 9 rapporti e non accoppiato direttamente ad un motore elettrico di trazione. Alle ruote posteriori pensa un motore elettrico da 60 cv e 263 Nm. Notevole l’accelerazione (0-100 km/h in 7 secondi). In elettrico l’autonomia è di 50 km e si raggiungono i 130 km/h. Le emissioni di CO2 sono inferiori a 50 g/km.

    Jeep 4Xe
    Un assistente per i consumi

    Il guidatore può scegliere la modalità di guida ibrida, elettrica o e-save, per risparmiare la ricarica lungo i trasferimenti per sfruttarla nella marcia cittadina. Si possono sfruttare al massimo le prestazioni selezionando lo sport mode. Con l’Eco coaching si può rendere la propria guida più virtuosa attraverso la stessa app con la quale controllare a distanza il processo di ricarica.

    Jeep 4Xe
    Si arrampica da vera Jeep

    I puristi della guida in fuoristrada non devono temere: le Jeep ibride-elettriche Renegade e Compass 4Xe sono “trail rated” come tutte le altre Jeep, ovvero le loro capacità rispettano gli stessi capitolati delle 4×4 più specialistiche.

    Il sistema di gestione dell’energia inoltre permette di marciare con la trazione integrale anche con la batteria segnalata come scarica. Evidentemente, la batteria tiene sempre da parte una porzione consistente di energia.

    Jeep Renegade 4Xe
    Recupera l’energia e la plastica

    In previsione c’è anche un’altra versione da 190 cv con il motore termico da 120 cv. Interessante è che l’intero fondoscocca è in materiale riciclato, il serbatoio al 40%.

    Con le 4Xe Jeep entra nell’era dell’elettrificazione e delle trazioni integrali senza albero di trasmissione, uno schema inventato da Toyota e poi replicato da moltissimi costruttori grazie alla sua modularità, semplicità ed efficienza.

    Jeep Compass 4Xe
    I precedenti e i programmi

    La Renegade e la Compass non sono le prime ibride plug-in di FCA. In Nordamerica da un anno c’è il monovolume Chrysler Pacifica dotata però di un sistema totalmente diverso basato su un motore V6 a ciclo Atkinson, due motori elettrici e una trasmissione a variazione continua.

    FCA ha dichiarato di voler lanciare 30 modelli elettrificati entro il 2022 tra cui la 500 elettrica il cui debutto è atteso per il 4 luglio.

    Jeep 4x4e
  • Salone di Francoforte, la spina che vince ha ancora i pistoni

    Tanta spina, ma ancora con i pistoni. Il primo responso del Salone di Francoforte è inequivocabile: accanto al debutto di auto elettriche decisamente importanti, le ibride plug-in allungano decisamente il passo. E per passo intendiamo la loro autonomia in elettrico. Viene dunque confermata una tendenza inaugurata dalla Volkswagen Passat e dalle BMW accanto ad una diffusione oramai esponenziale delle versioni che mescolano il motore a combustione con l’elettrico alimentato da una batteria ricaricabile.

    Mercedes GLE350 de

    Un poker di spine per la Stella

    I casi più eclatanti arrivano da Mercedes che ha presentato ben quattro ibride plug-in con un’autonomia in elettrico che arriva a sfiorare i 100 km secondo l’omologazione WLTP. Detentrice di questo record è la GLE 350 de 4Matic con motore diesel 2 litri da 320 cv complessivi e un raggio d’azione ad emissioni zero dichiarato di 90-99 km secondo le regole WLTP e addirittura di 106 km secondo le uscenti NEDC. Per raggiungere questi risultati ci vuole una batteria da 31,2 kWh, ma anche la velocità massima di oltre 160 km/h raggiungibile in elettrico è da record. Se pensiamo che la prima Nissan Leaf aveva 24 kWh – e si fermava elettronicamente a 144 km/h – e la prima Chevrolet Volt l’aveva da 16 kWh (usandone effettivamente il 50%), si vede come e quanto si sia evoluta la tecnologia delle batterie e la progettazione delle vetture in funzione della loro elettrificazione.

    Skoda Superb iV

    Potenza pari, autonomia doppia

    Pari potenza (320 cv), cilindrata e persino coppia (700 Nm), ma a benzina, è la GLC 300 e che ha una batteria da 13,5 kWh per un’autonomia di 39-43 km (WLTP). Le ibride plug-in più interessanti per il mercato sono le nuove classi A e B denominate entrambe 250 e. Hanno un motore 1,3 litri a benzina e una potenza totale di 218 cv per un bilancio tra prestazioni e consumi davvero interessante: fino a 240 km/h e 0-100 km/h in 6,6 secondi con un’autonomia in elettrico WLTP che, nel migliore dei casi, arriva a 69 km e non è inferiore a 56 km. La batteria da 15,6 kWh, posizionata sotto il sedile posteriore, non influenza minimante lo spazio interno e, per non darle fastidio, l’impianto di scarico si ferma a metà del fondo della vettura. In Germania i prezzi annunciati sono intorno ai 37mila euro.

    Mercedes A250 e

    Il terzetto Ford, le debuttanti e le nuove promesse

    Dietro alla Mercedes c’è la Ford con 3 ibride plug-in. Trattasi di un terzetto alquanto eterogeneo, ma decisamente agguerrito: la gigantesca Explorer, per la prima volta in Europa con un poderoso V6 biturbo elettrificato da 450 cv con 40 km di autonomia, la Kuga che ha 3 ibride cui una ricaricabile da 225 cv con oltre 50 km di autonomia, e il Tourneo Custom. Quest’ultimo è l’unico commerciale con questo tipo di propulsione ed è anche in serie: l’unico motore di trazione cioè è elettrico e il mille 3 cilindri serve solo a ricaricare la batteria da 13,6 kWh una volta esaurita la ricarica alla spina dopo 50 km. È il momento del plug-in anche per la Opel Grandland X, la Seat Tarraco e la Skoda Superb. Presto lo sarà anche per la nuova Land Rover Defender e la Renault Captur, quest’ultima annunciata con un’autonomia in elettrico di 60 km.

    Ford Kuga plug-in hybrid

    La maturità portata dal realismo

    Anche le auto compatte dunque sono cominciano ad abbracciare una elettrificazione mista con spina. I motivi sono molteplici. Il primo è l’esigenza primaria da parte delle case di mettere effettivamente su strada auto a basse emissioni e capaci di fare numeri di rilievo, non solo di tagliare con l’accetta quelle dei Suv. Il secondo è avviare l’elettrificazione in modo più rassicurante e meno traumatico. Il terzo è ridare fiato ad un sistema di propulsione che non è mai riuscito a decollare proprio perché il bilancio tra costi, percorrenze in elettrico e risparmio effettivo per il cliente non era ancora ottimale. La dimostrazione è che, anche in paesi ad elevato tasso di elettrificazione, gli ibridi plug-in hanno perso quota in favore dell’elettrico. Rimangono obbligatori l’ottimismo e idealismo per una veloce conversione, almeno parziale, del parco circolante alle emissioni zero, ma deve comandare il realismo: sia quello di chi le auto le produce sia di chi deve acquistarle per muoversi in modo efficiente.

  • SALONE DI GINEVRA 2019 AUTO IBRIDA REGINA PIU’ DELL’ELETTRICA

    Ogni Salone dell’auto ha la sua Regina.

    Il Salone di Ginevra 2019 secondo me incorona una tecnologia, il sistema ibrido-elettrico che permette di non cambiare troppo le abitudini di guida e di rifornimento, aggiungendo la parte elettrica di ricarica se si parla di ibrido plug-in, ma lasciando sempre e comunque la sicurezza di un pieno alla stazione di servizio tradizionale come possibilità e certezza.

    Tutti aspettavano quindi l’exploit dell’auto elettrica a Ginevra, e molti stanno anche scrivendo proprio in queste ore che questo è il senso del Salone svizzero di quest’anno.

    Io non sono d’accordo. L’auto elettrica c’è, ovviamente. Anche con una rappresentanza estremamente numerosa e interessante. Ma non è lei la Regina. Perché servono soluzioni subito, per l’automobilista, per l’inizio di un percorso ambientale virtuoso e per l’industria dell’auto. L’infrastruttura di ricarica sta crescendo in tutto il mondo a non si costruisce in pochi mesi e nemmeno in una manciata di anni. Specialmente se deve essere ad alta potenza e adeguata quindi alle ricariche veloci e ultra-veloci che tutti vogliamo.

    Quindi le proposte più stuzzicanti, per avere la certezza che la strada verso le Zero Emissioni inizi davvero, sono quelle ibride, numerosissime e “spinte” dai costruttori in maniera molto decisa quest’anno a Ginevra. Questo mi fa dire che la Regina sia l’ibrido: la convinzione e l’evoluzione dell’offerta che ho visto tra gli stand.

    Il Full-Hybrid, ritenuto fino a poco tempo fa una sorta di iniziativa solitaria della Toyota in Europa, vede arrivare ulteriori marchi e diverse tecnologie. Il sistema Honda spiegato nel “Come Funziona” che lo riguarda in questo sito, ha un grosso motore elettrico e un dimensionamento molto spostato sulla trazione elettrica – come un plug-in – il sistema Kia e Hyundai mantiene un comportamento alla guida molto simile all’auto non-ibrida, la tecnologia Toyota si evolve nella nuova generazione e trova la trazione integrale Hybrid i-Awd proprio a Ginevra per il suo modello simbolo Toyota Prius. Inoltre, arriva la prima proposta di nuova generazione da parte di un marchio francese con la tecnologia Renault E-Tech che arriverà alla fine del 2019 (su strada dal 2020) sulla nuova Renault Clio e poi anche sulla Renault Megane e sulla Renault Captur – in questi ultimi due casi anche in versione ricaricabile plug-in e con autonomia di alcune decine di chilometri esclusivamente in modalità elettrica.

    Si moltiplica e si evolve inoltre la proposta di auto ibride plug-in, con l’offensiva dell’Audi, il ritorno dal prossimo settembre della Volkswagen Passat GTE, l’esordio sui marchi del gruppo FCA.

    La Jeep Compass plug-in hybrid e la Jeep Renegade plug-in hybrid vengono esposte molto esplicitamente con il cavo di ricarica attaccato alla colonnina. L’ammiratissima e già super-desiderata Alfa Romeo Tonale è annunciata fin dalla presentazione del prototipo di Ginevra anche in modalità ibrida plug-in.