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  • L’ibrido spinge in alto la Toyota in Europa e in Italia

    La quota di mercato della Toyota in Europa nel 2020 cresce di 0,7 punti percentuali rispetto al 2019.

    I marchi Toyota e Lexus raggiungono il 6% del totale delle vendite continentali, facendo segnare un record assoluto per l’azienda in Europa.

    Fattore ibrido

    Il successo della Toyota in Europa e in Italia ha un motivo ben preciso, legato alla popolarità raggiunta della tecnologia ibrida tra i clienti. La domanda dell’intera gamma Full Hybrid, secondo i dati comunicati dalla casa giapponese, è in continua crescita.

    Il successo dell’ibrido ha spinto la Toyota al terzo posto assoluto tra i marchi di autovetture più venduti in Europa.

    Logo Toyota cofano

    La Toyota in Europa ha registrato nel 2020 un totale di vendite di 993.113 veicoli Toyota e Lexus, in calo del 9% rispetto al 2019 a causa della contrazione totale dovuta alla pandemia in corso, ma con un risultato decisamente migliore rispetto al mercato complessivo che si è contratto del 20%.

    Full Hybrid al 65%

    La percentuale di vetture ibride vendute sul totale dei mercati dell’area europea è del 53%, che però diventa il 65% nell’Europa occidentale di cui il nostro mercato fa parte.

    Le vendite di auto Full Hybrid, pari a 529.054 unità, registrano una diminuzione del 6% rispetto al 2019, con una contrazione ulteriormente inferiore – quindi – rispetto al totale delle vendite in Europa.

    Al termine del primo lockdown che ha interessato tutta l’Europa durante la primavera scorsa, le vendite della Toyota in Europa sono cresciute progressivamente tra luglio e dicembre 2020. In questo periodo i modelli Toyota hanno registrato un incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2019.

    Toyota Yaris Hybrid

    È stato decisivo, per il successo nell’anno, il lancio della nuova Toyota Yaris Hybrid, che a novembre 2020 ha raggiunto il secondo posto tra le auto più vendute in Europa.

    Risultati in Italia

    La Toyota in Italia nel 2020 ha registrato 75.250 immatricolazioni e una quota di mercato del 5,4%, in crescita di 0,4 punti percentuali rispetto al 2019.

    Siamo molto soddisfatti dell’andamento di Toyota e Lexus nel 2020, nonostante la pesante flessione che ha interessato il mercato dell’auto in Italia.

    Commenta Luigi Ksawery Luca’, Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia.

    Luigi Ksawery Lucà

    Elettrificate al 70%

    Il Gruppo Toyota ha visto ulteriormente crescere la quota di veicoli elettrificati sul totale delle sue vendite.

    Nel 2020 le auto elettrificate hanno raggiunto il 70% del totale delle vendite della Toyota in Italia (+1,7 punti percentuali rispetto alla percentuale del 2019).

    Questa percentuale è destinata a crescere ulteriormente – continua Luigi Ksawery Luca’ – in linea con la nostra strategia di sviluppare contemporaneamente tutte le soluzioni elettrificate: il Full Hybrid, l’ibrido plug-in, i veicoli elettrici a batteria e quelli alimentati ad idrogeno.

    Toyota Yaris Hybrid superstar

    Cruciale, anche nel nostro paese, il risultato della nuova Toyota Yaris Hybrid.

    Toyota Yaris Hybrid 2020

    Nel mese di dicembre la Toyota Yaris Hybrid ha confermato i risultati eccezionali del mese precedente, piazzandosi al secondo posto tra le auto più vendute in Italia con 4.946 immatricolazioni e la prima posizione nel segmento B, con una quota del 18,2%.

    Se si concentra l’attenzione sulla quota di vendita ai clienti privati, la prima posizione è rafforzata da una quota del 21,4%.

    Numeri che confermano il grande successo della vettura, l’ibrida più venduta di sempre in Italia con oltre 143.000 immatricolazioni dalla sua introduzione nel 2012.

  • Q8, ricarica elettrica ultrafast nelle stazioni di servizio grazie alla Porsche

    La Porsche accelera e la rete dei distributori Q8 si arricchisce di venti nuovi punti di ricarica ultrafast per veicoli elettrici.

    Entro la fine del 2021, grazie alla collaborazione tra Porsche Italia, Q8 e Enel X, in venti aree di servizio Q8 arriveranno le potenti colonnine High Power Charging (HPC) Enel X capaci di ricaricare le auto elettriche, dotate di appropriati sistemi di bordo, mettendo a disposizione ben 300 kW di potenza.

    Ricarica ultraveloce

    Le colonnine ultrafast da 300 kW permettono la ricarica di una grande quantità di energia in pochi minuti. Le HPC dell’Enel X possono ricaricare due veicoli elettrici contemporaneamente.

    Sportellino ricarica elettrica Porsche Taycan

    Le nuove stazioni di ricarica ultrafast delle stazioni di servizio Q8 saranno parte del cosiddetto “ecosistema di mobilità elettrica” della Porsche, ma saranno anche visibili nella rete raggiungibile con l’app JuicePass della Enel X insieme agli altri punti di ricarica dell’azienda presenti sul territorio italiano.

    Postazione dedicata Porsche

    L’accordo tra Porsche Italia, Q8 ed Enel X prevede che uno dei caricatori, con il relativo parcheggio, sia riservato ai esclusivamente ai clienti della Porsche in ciascuna stazione.

    Porsche Taycan trazione posteriore

    La Porsche Taycan e gli altri futuri modelli elettrici della Porsche avranno così una rete dedicata di punti di ricarica nella rete dei distributori Q8.

    La Porsche Taycan, grazie alla sua architettura elettrica di bordo a 800 Volt, potrà ricaricare, nelle colonnine ultrafast da 300 kW, le proprie batterie dino all’80% di capacità in circa 20 minuti.

    Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia, commenta:

    Grazie a questa collaborazione, siamo in grado di offrire ai nostri clienti un pacchetto di soluzioni di ricarica completo, che rende ancora più facile abbracciare la mobilità a zero emissioni.

    Porsche Taycan elettrica posteriore

    Prima stazione a Milano

    La prima stazione di ricarica ultrafast è prevista nell’area di servizio Q8 di Paderno Dugnano, vicino Milano.

    Seguiranno altri punti di posizionamento importanti per traffico quotidiano e turismo stagionale come Carate Brianza (MB), Erbusco (BS), Padova, Perugia, Roma, Napoli, Polignano a Mare (BA), Brindisi, Porto Rotondo (OT).

  • Nio, tra Apple, l’Italia e le batterie allo stato solido

    Apple vuole fare l’auto elettrica, ma con un partner. Tra i partner potenziali, c’è la cinese Nio. L’azienda fondata a Shanghai nel 2014, dopo un periodo interlocutorio a livello finanziario ha ripreso slancio. Dopo aver toccato il fondo a 1,5 dollari ad azione nell’ottobre del 2019, ha aperto il 2020 a 3,83 e ha in soli 370 giorni raggiunto i 58,92 (oltre 15 volte) l’8 gennaio 2021. Con 88 miliardi di valore, NIO è il quarto costruttore al mondo per capitalizzazione dopo Tesla (783 mld), Toyota (208) e Volkswagen (98).

    Nio
    Tesla nel mirino, anche nello stile

    Da poco si era chiuso un anno con 43.728 unità vendute (+121%) e il giorno ci sarebbe stato il NIO Day a Chengdu. Nella regione del Sichuan, patria del panda e del famoso pepe, la NIO ha fatto vedere le sue carte, in stile convention Tesla. E le sorprese non sono mancate.

    Nio
    Una berlina tutta aggiornabile

    La superstar è stata la ET7, berlina lunga 5 metri e 10 dotata di guida autonoma di livello 4 e di una piattaforma che permette aggiornamenti software e anche hardware. Dunque non solo nuovi firmware over-the-air, ma la possibilità di sostituire la batteria montandone una uguale o più capiente.  

    Nio
    Lo scambio di batteria

    Il servizio si chiama BaaS (Battery as a Service) e si attua in stazioni di scambio. Better Place aveva provato questa via già nel 2012 insieme a Renault. Nio ha depositato 1.200 brevetti e le sue stazioni robotizzate sono in grado di operare ben 312 “swap” al giorno. Entro il 2021 ne saranno operative 500.

    Nio
    Lo stato solido nel 2022

    La ET7 può montare batterie da 70, 100 e addirittura da 150 kWh con tecnologia allo stato solido di CATL. Quest’ultima opzione sarà disponibile dal 2022, permetterà di avere 900 km di autonomia (WLTP) e una velocità di ricarica superiore. Con il BaaS anche chi l’ha presa da 70 kWh potrà procedere all’aggiornamento.

    Leggi l’articolo sulle batterie allo stato solido di Toyota

    Leggi l’articolo sulle batterie allo stato solido di Volkswagen

    Nio
    Tanti kW, poca resistenza

    La ET7 è spinta da due motori elettrici: uno anteriore asincrono da 180 kW e uno posteriore a eccitazione da 300 kW con un coppia totale di 850 Nm. Accelera da 0 a 100 km/h in 3,9 s. e da 100 km/h frena in 33,5 metri. L’aerodinamica eccellente con un cx di 0,23 grazie anche alle maniglie a scomparsa.

    Partenza con la supersportiva

    Lo stile dunque è funzionale, ma anche elegante e in linea con il resto della gamma composta da 3 Suv (EC6, ES6 e EC8) oltre che della EP9, supersportiva da 1.000 kW e 323 km/h. Ha girato al Nurburgring in 6’45”900, tempo ottenuto con pneumatici slick e paragonabile al record della Mercedes-AMG GT Black Series.

    Nio
    Vincente in Formula E

    Del resto la Nio è presente anche in Formula E e con il suo primo nome di NextEV ha vinto il titolo per team nella stagione 1 (2014-2015). Il team ha la sede operativa a Oxford, nel Regno Unito. Il centro stile e il quartier generale commerciale è invece a Monaco di Baviera. Altre sedi sono a Hefei, Pechino e a San Jose, nella Silicon Valley.

    Nio
    Rattan e schermo Amoled

    La ET7 è un’auto interessante anche per l’abitacolo. I rivestimenti sono in rattan Karuun rinnovabile, l’illuminazione ambiente è in 64 colori e le bocchette di aerazione sono invisibili. Il sistema infotelematico ha connettività 5G e su schermo verticale Amoled da 12,8 pollici. Il sistema audio da 1.000 Watt ha 20 canali e 23 altoparlanti.

    Nio
    Si vede, ma con stile

    Lo stile nella ET7 è interessante anche per come integra visivamente il sistema NAD di guida autonoma di livello 4. I 33 sensori comprendono: un Lidar a 1.550 nm, 11 camere da 8 MP, radar da 5 mm e 12 sensori a ultrasuoni. Il sistema di localizzazione e di ridondanza conta su cartografia ad alta definizione e del V2X.

    Nio
    Sicurezza aggiornabile

    Il NAD conta su un cervello basato su 4 processori NVIDIA Drive Orin SoCS per una potenza di 1.016 TOPS. Altrettanto impressionante la capacità della rete di bordo: 6,4 GP al secondo. Nio ha un accordo di collaborazione con Bosch e MobilEye. Anche in questo caso il firmware è aggiornabile over-the-air.

    Nio
    Guida autonoma, vista lunga

    Con questo apparato la ET7 guarda fino a 687 metri, individua un ostacolo a 262 metri e una persona a 223 metri. Dati praticamente triplicati rispetto ad altri sistemi in commercio. La progettazione di tutto il sistema, compresa la parte di intelligenza artificiale e machine learning, è proprietaria.

    Nio
    Lo sguardo da Monaco verso Nord

    Vedremo mai la NIO in Europa e in Italia? La prima presenza ufficiale è stata al Salone del Mobile di Milano con uno monopattino elettrico disegnato da Benjamin Hubert. Ma NIO si sta già muovendo facendo base a Monaco di Baviera. L’intenzione è partire con i paesi del Nord Europa, ma il modello distributivo non è ancora chiaro.

    Nio
    La pista emiliana

    Nio sarebbe anche alla ricerca di teste di ponte per le attività di ricerca e sviluppo e per la produzione. Una delle opzioni al vaglio sarebbe la Motor Valley emiliana seguendo l’esempio di FAW. Una decisione definitiva tuttavia deve ancora essere presa in base all’andamento della pandemia e alla ripresa dei mercati.

    Nio
    Apple o non Apple?

    Quello che conta è che, Apple o non Apple, Nio è diventata un “best buy” per gli investitori. Le tecnologie, il posizionamento premium e i livelli di servizio proposti sono innovativi e credibili. Realistici appaiono anche gli obiettivi di vendita: 150mila unità entro il 2021 da raddoppiare entro pochi anni.

    Nio
  • Suzuki Across Plug-in Hybrid, la mia prova estrema sulla neve

    Per la mia prova di guida della Suzuki Plug-in Hybrid ho scelto di andare sulla neve.

    Ho cercato in giro per il web, anche tra i test drive di testate, giornalisti e blogger di altri paesi e non ho trovato niente. Tutti comodamente su strada, al massimo su qualche tratto sterrato e con un ciuffo d’erba sullo sfondo.

    Faccia a faccia sulla neve

    La vera prova del nove per un Suv 4×4 è la neve. Non c’è superficie migliore per capire se è vero che la trazione integrale della Suzuki Across Plug-in Hybrid, realizzata con un motore a combustione interna a benzina e due motori elettrici, offre a chi è alla guida una possibilità elevata di controllo su stabilità e traiettorie.

    Suzuki Across Plug-in Hybrid guida neve

    Il tracciato che ho scelto non è semplice, né per chi guida, né – soprattutto – per l’auto che si trova a doverlo affrontare.

    La neve è caduta copiosa e la temperatura si sta alzando ma è ancora molto bassa, con parecchio ghiaccio sul percorso.

    Sulla Suzuki Across plug-in Hybrid i motori elettrici di trazione sono due, uno sull’asse anteriore, che garantisce una potenza massima di 182 cavalli e il secondo, sull’asse posteriore, con potenza massima di 54 cavalli.

    C’è inoltre un terzo motore-generatore elettrico, dedicato principalmente alle funzioni di alternatore e starter in avviamento, anche se in caso di necessità, quando richiesto dal sistema di controllo della potenza, può fungere da supporto aggiuntivo per la trazione.

    FO sullo sportello Suzuki Across Plug-in Hybrid neve

    Tecnologia ibrida Toyota

    Il sistema ibrido è quello della Toyota, montato anche a bordo della Toyota RAV4 4 Plug-in Hybrid della quale la Suzuki Across è sorella gemella.

    Chi conosce la Toyota RAV4 4 non farà alcuna fatica a riconoscere le somiglianze, molto marcate guardando l’auto di profilo e dal posteriore, decisamente meno evidenti sul frontale.

    L’esperienza della Toyota nella realizzazione di powertrain ibridi si sente tutta nella prova di guida della Suzuki Across Plug-in.

    Il motore a combustione interna è un quattro cilindri 2.5 litri di cilindrata ciclo Atkinson con elevatissima efficienza (secondo i dati del costruttore raggiunge il 41%).

    Suzuki Across Plug-in Hybrid dinamica neve posteriore

    Le prestazioni sulla carta sono di grande rilievo, con una potenza massima complessiva di 225 kW (306 cavalli) e soli 6 secondi per l’accelerazione da zero a 100 km/h. A questo si aggiungono fino a 98 km di autonomia in modalità esclusivamente elettrica con una ricarica completa delle batterie sui percorsi urbani, che diventano 75 km sul ciclo misto.

    La batteria agli ioni di litio può essere ricaricata da una presa domestica in 7,5 ore. Ina punti di ricarica pubblici con corrente alternata fino a 15A, oppure dalla wallbox domestica, la ricarica completa può essere ottenuta in 5 ore.

    Test sulla neve

    La Suzuki Across Plug-in Hybrid è dotata di una modalità di controllo della trazione specifica per superficie a bassissima aderenza.

    Il sistema di controllo del differenziale a slittamento limitato, che assicura il miglior grip su superfici scivolose come neve e ghiaccio che mi trovo ad affrontare, è chiamato Trail Mode.
    Il sistema applica una forza frenante alle ruote quando queste iniziano a perdere aderenza, redistribuendo la coppia disponibile sulle ruote in presa.

    Suzuki Across Plug-in Hybrid guida neve

    Il sistema Trail Mode adegua l’erogazione di potenza alla massima motricità e nella mia prova sulla neve è estremamente efficace nei tratti con maggiore pendenza e differenza di aderenza tra i quattro punti di presa dell’auto al di sotto delle quattro ruote.

    Da elettrica a ibrida

    Il sistema ibrido può essere gestito attraverso quattro diverse modalità e predilige la marcia in elettrico:

    La modalità EV è quella proposta dall’auto in automatico, quando si avvia il sistema e dà precedenza assoluta alla trazione elettrica, rendendo di fatto la Suzuki Across Plug-in una vera e propria vettura elettrica;

    La modalità Auto EV/HV consente al sistema di bordo di gestire automaticamente il funzionamento tra configurazione puramente elettrica e ibrida, in base alle condizioni di carica della batteria e al tipo di percorso;

    Sistema ibrido Suzuki Across

    La modalità HV gestisce la combinazione tra motore a benzina e motori elettrici in una classica configurazione ibrida Full-Hybrid, con i tratti in modalità elettrica spezzettati lungo il percorso e la combinazione delle due motorizzazioni ottimizzata per l’efficienza globale e la prestazione;

    La modalità CHG è dedicata alla di ricarica delle batterie direttamente a bordo. Il motore a combustione interna funge da vero e proprio generatore di elettricità, oltre a garantire la trazione in modalità ibrida, con lo scopo di ricaricare al massimo la batteria. Questa funzione, tipica delle auto ibride plug-in, permette di ricaricare completamente la batteria lungo il percorso, per poi poter viaggiare in modalità solo elettrica all’arrivo in una specifica area (per esempio le future aree urbane a zero emissioni) senza doversi fermare a ricaricare da una colonnina.

    Modalità di marcia

    Oltre alle modalità di gestione del sistema ibrido, la Suzuki Across Plug-in offre la possibilità di selezionare una tra tre modalità di marcia (driving mode) in base alle quali variano le modalità di risposta all’acceleratore e dello sterzo e viene tarato il climatizzatore.

    Posto guida Suzuki Across

    Eco: la risposta dell’acceleratore e la taratura del climatizzatore sono orientati alla massima efficienza, quindi al minimo possibile in termini di emissioni e consumi;

    Normal: pensato per la guida di tutti i giorni, finalizzato ai bilanciare in maniera ritenuta ottimale le prestazioni dinamiche con consumi ed emissioni;

    Sport: mette a disposizione la massima potenza con risposta veloce dell’acceleratore per uno stile di guida più veloce e dinamico.

    4×4 soltanto elettrico

    La possibilità più interessante, che ho sfruttato a pieno nella mia prova sulla neve, è quella di viaggiare in 4×4 con trazione esclusivamente elettrica.

    Suzuki Across Plug-in Hybrid posteriore sera

    Poter sentire lo scricchiolio della neve sotto le ruote, mentre si attraversa un bosco o si punta verso il cielo azzurro con il muso dell’auto all’insù nell’attraversamento di un dosso, è un piacere assoluto.

    Un piacere dei sensi, perchè se il rumore dei motori a combustione interna e l’odore dei gas di scarico stridono sempre con un contesto naturale, questo appare in modo ancora più evidente e a tratti ormai inaccettabile se ci si trova nel bianco innevato della montagna.

    E un piacere della ragione, perchè fare rumore e sbuffare sostanze di scarto della combustione dal tubo di scappamento è particolarmente anacronistico quando si ammira l’ambiente per ciò che sa regalarci.

    Guida Suzuki Across neve

    Batteria

    La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 18,1 kWh ed è costituita da 96 celle da 3,7 V ciascuna, per una tensione complessiva di 355,2V.

    La tensione nominale dei motori elettrici di trazione è di 650V, ottenuti con un inverter DC/AC che, insieme all’unità di controllo, è inserito in un unico contenitore a temperatura controllata.

    Il pacco batterie è condizionato termicamente per avere le migliori performance sia in fase di scarica durante la marcia, sia in quella di ricarica.

    La ricarica avviene con un caricabatteria integrato da 3,3 kW, in dotazione ci sono due cavi, uno per la ricarica casalinga e l’altro per la connessione alle colonnine pubbliche.

    Ricarica Suzuki Across Plug-in Hybrid
  • Toyota Highlander, grande Suv ibrido con sette posti

    La Toyota lancia sul mercato in Italia il grande Suv Highlander, esclusivamente in versione ibrida e con tecnologia Full-Hybrid.

    Si tratta di una tipologia di vettura che mancava nella gamma Toyota sul nostro mercato. Il grande Suv arriva per la prima volta in Europa, pur essendo tra i modelli storici del marchio in altre parti del pianeta, come gli Stati Uniti.

    Gamma Suv completamente ibrida

    Il nuovo Toyota Highlander è la prima delle due grandi novità di prodotto in arrivo quest’anno per completare la gamma della casa nel settore dei Suv.

    La seconda novità, attesissima, è il Suv compatto Toyota Yaris Cross. Con la Toyota Highlander e la Toyota Yaris Cross, la gamma andrà dal segmento B al segmento E con tecnologia Full Hybrid.

    Toyota Highlander Hybrid

    Sette posti a bordo

    Il Toyota Highlander è lungo quasi cinque metri (per la precisione 4966 mm) e viene proposto con un allestimento di livello premium.

    Ha 7 posti a bordo e la seconda fila di sedili può scorrere di 18 centimetri, garantendo la sistemazione comoda di due adulti nella terza fila, oltre ad agevolare l’accesso a bordo e l’uscita.

    Il bagagliaio nella configurazione 5 posti ha un volume di 658 litri e può essere notevolmente ampliato grazie al ripiegamento completamente piatto sia della terza che della seconda fila di sedili, portando la capacità di carico totale fino a 1.909 litri.

    Bagagliaio Toyota Highlander

    I diversi livelli di equipaggiamento offrono nelle versioni più equipaggiate un display multimediale da 12,3″ con navigazione satellitare, head-up display, Apple CarPlay e Android Auto, ricarica senza fili del telefono, ventilazione del sedile e specchietto retrovisore digitale commutabile che visualizza l’immagine posteriore senza problemi di intralcio dei poggiatesta dei sedili o degli altri occupanti.

    Toyota Highlander Hybrid 2021 Interno

    Sistema ibrido

    Il sistema di trazione Full Hybrid della Toyota Highlander combina un motore a benzina a ciclo Atkinson da 2,5 litri con motori elettrici anteriori e posteriori.

    Il motore elettrico posteriore garantisce la trazione integrale AWD-i (All-Wheel Drive-intelligent).

    La batteria è al Nichel-Idruri metallici (NiMH) ed è posizionata sotto i sedili della seconda fila.

    La potenza totale del sistema è di 248 CV con emissioni di CO2 di 149 g/km (WLTP).

    Toyota Highlander laterale

    Sistemi di assistenza alla guida

    Il nuovo Toyota Highlander Hybrid è dotato del pacchetto di sicurezza Toyota Safety Sense, un insieme di tecnologie di sicurezza attiva progettate per aiutare a prevenire o mitigare le collisioni in molte condizioni di marcia.

    Il pacchetto Toyota Safety Sense del Toyota Highlander comprende il Sistema Pre-Collisione con riconoscimento pedoni (diurno e notturno) e ciclisti, il Cruise Control Adattivo Intelligente (i-ACC) con Full Range e Stop&Go, il sistema di mantenimento attivo della corsia (LTA), l’assistenza alle intersezioni stradali e alla sterzata d’emergenza.

    Versioni

    La gamma del nuovo Highlander Hybrid si articola su tre allestimenti.

    La versione d’ingresso Trend è pensata per i clienti Business, ha cerchi in lega da 18”, fari anteriori a LED, Toyota Touch 3 da 8’’ con DAB, wireless charger e smartphone integration, clima automatico tri-zona, sedili in pelle sintetica Black, privacy glass, sedili anteriori riscaldati, sedile guida regolabile elettricamente e sistemi di sicurezza attiva con il Toyota Safety Sense.

    Toyota Highlander interni

    La versione Lounge aggiunge alle dotazioni della Trend i cerchi in lega da 20’’, fari anteriori a LED con lavafari, sedili in pelle naturale Black, sedile guida con memorie, sedile passeggero regolabile elettricamente, paddle al volante, power back door, audio premium JBL e navigatore satellitare.

    Completa la gamma l’allestimento Executive, pensato per chi vuole avere una vettura full optional con sedili in pelle naturale traforata (Graphite), sedili anteriori ventilati, sedili posteriori riscaldati e volante riscaldato, Panoramic View monitor 360°, Smart Rear View Mirror, Head up Display, portellone con kick sensor, parabrezza termico, Toyota Touch 3 da 12,3’’ con DAB e tetto panoramico.

    Prezzi

    La gamma Highlander Hybrid parte da un listino di 52.200€ che grazie agli Hybrid Bonus si trasforma in un prezzo di lancio di 47.200€ in caso di permuta.

    L’offerta riservata alla Lounge, cuore della gamma Highlander, parte invece da un listino di 58.200€ e prevede un prezzo promozionale di 52.200€ in caso di permuta.

    Per la top di gamma Executive è previsto un listino di 64.200€ con prezzo di lancio di 57.200, sempre in caso di permuta.

    Toyota highlander Posteriore

    Pay per drive

    Il Pay per drive è il programma Toyota che prevede la possibilità di restituire l’auto in qualsiasi momento grazie al Valore Futuro Garantito.

    La formula Connected rappresenta un prodotto di acquisto legato all’utilizzo effettivo dell’auto.

    Il cliente può quindi scegliere da subito i km da percorrere in un anno e adattare nel tempo il piano alle reali percorrenze.

    Questo grazie alla possibilità di personalizzare i pagamenti mensili in base ai chilometri effettivi rilevati attraverso il modulo di trasmissione Data Communication Management installato sulla vettura.

    Toyota Highlander dinamica

    L’offerta finanziaria con PAY PER DRIVE CONNECTED vedrà rate a partire da 349€ al mese, con un passaggio incrementale di soli 50€ per salire sul top di gamma.

    La nuova formula di noleggio KINTO ONE prevede un canone mensile a partire da 459€ (iva esclusa, 36 mesi e percorrenza di 45.000 km). Un prodotto all inclusive che prevede manutenzione ordinaria e straordinaria, pneumatici invernali con deposito inclusi e servizi assicurativi.

    Nuovo Highlander è già ordinabile, l’arrivo delle vetture è previsto per il mese di febbraio presso le concessionarie Toyota.

  • Nissan e-Power, l’ibrido serie debutta in Europa sul nuovo Qashqai

    Il Nuovo Nissan Qashqai segna il debutto europeo del sistema di trazione ibrido serie e‑Power.

    La particolare tecnologia ibrida messa a punto dalla Nissan, già presente sul mercato con successo in Giappone, è una componente della strategia globale Nissan Intelligent Mobility.

    Ibrido serie

    Il sistema e-Power del NuovoNissan Qashqai è costituito da una batteria agli ioni di litio, un motore benzina da 157 CV con rapporto di compressione variabile, un generatore, un inverter e un motore elettrico da 140 kW di potenza con caratteristiche analoghe a quelle degli altri veicoli elettrici della gamma Nissan.

    Nissan e-Power logo

    Una soluzione al momento unica nel panorama automobilistico, che offre l’accelerazione e le caratteristiche dinamiche dei veicoli elettrici, senza la necessità di ricarica dall’esperno.

    Il motore a combustione interna, infatti, funziona da vero e proprio generatore elettrico integrato a bordo.

    Giappone ed Europa

    Il sistema e-Power è già offerto ai clienti in Giappone sui modelli Nissan Note e Nissan Serena.

    Nel paese del Sol Levante il sistema e-Power sui modelli Nissan Note e Nissan Serena ha riscosso un largo successo: oltre il 70% delle vendite di Note e quasi la metà delle vendite di Serena nel paese sono rappresentate da versioni e-Power.

    Il nuovo Suv compatto Nissan Kicks con e-POWER si è aggiudicato il riconoscimento Technology of the Year 2021 assegnato dall’Automotive Researchers’ and Journalists’ Conference of Japan.

    Viene adesso lanciato anche in Europa, con caratteristiche specificamente sviluppate per rispondere alle esigenze del nostro mercato.

    In Giappone, la Nissan Note è equipaggiata con un motore benzina da 1.2 litri e il motore elettrico eroga una potenza decisamente inferiore, di soli 108 CV.

    Per l’Europa, invece, il motore benzina è da 1.5 litri e la potenza del motore elettrico è pari a 190 CV (140 kW).

    Come un’auto elettrica

    L’elemento di distinzione dei sistemi basati su un’architettura ibrido serie, ai quali l’ibrido Nissan e-Power appartiene, è che il motore a combustione interna viene usato esclusivamente per generare elettricità.

    Le ruote sono quindi azionate esclusivamente dal motore elettrico.

    Questo significa che il motore termico funziona sempre nel suo range ottimale, massimizzando l’efficienza, ottimizzando i consumi e riducendo le emissioni inquinanti e di CO2.

    La coppia alle ruote è interamente fornita dal motore elettrico e questo rende le auto equipaggiate con sistemi ibrida serie esenti dai ritardi alla riposta dei motori termici.

    L’erogazione di potenza è immediata e garantisce eccellenti prestazioni in accelerazione a tutte le velocità.

    Modalità di funzionamento

    Il sistema Nissan e-Power prevede tre modalità di funzionamento, selezionabili dal conducente: Standard, Sport ed Eco.

    La modalità Standard è finalizzata a dotare l’auto di buone accelerazioni e la frenata rigenerativa è calibrata in modo da simulare il classico freno motore di un tradizionale veicolo a benzina.

    La modalità Sport offre un’accelerazione più brillante e intervalli a motore spento più brevi, specie nelle situazioni in cui si richiedono alla vettura prestazioni di punta.

    La modalità Eco è finalizzata alla massima economia di combustibile, l’auto ha una risposta più tranquilla e il sistema di controllo dei flussi di potenza ottimizza la gestione della batteria, introducendo la modalità di marcia detta Coasting, specialmente in autostrada, per ridurre i consumi nella guida.

    Sistema e-Pedal

    In tutte le modalità è possibile selezionare l’opzione B Mode, che aumenta il recupero di energia in fase di decelerazione, rallentando l’auto sfruttando in modo più efficiente il recupero energetico rispetto al solo uso del pedale del freno.

    La Nissan Qashqai, come le altre auto elettriche Nissan, rende possibile la guida con il sistema e-Pedal, che consente di condurre il veicolo con il solo pedale dell’acceleratore.

    Il guidatore può avviare l’auto, accelerare e rallentare usando solo il pedale dell’acceleratore in molte situazioni di guida, specialmente in città.

    Nella guida extraurbana, il sistema e-Pedal consente una tipologia di controllo del veicolo molto interessante, riducendo nella maggior parte dei tracciati la necessità di intervento diretto sul freno.

    Sul mercato dal 2022

    L’inizio delle vendite di Nuovo Nissan Qashqai con e-POWER è previsto per il 2022.

    Clicca qui oppure sulla foto e leggi l’articolo con VIDEO di spiegazione del sistema Nissan e-Power nella mia intervista al Presidente della Nissan Italia al Salone di Ginevra 2019.

    Bruno Mattucci spiega l'ibrido Nissan e-Power
  • Volvo e il comune di Göteborg insieme per la città a impatto zero

    Volvo e il comune di Göteborg collaborano per fare della municipalità svedese – dove la Volvo è nata ed ha sede – una città neutrale dal punto di vista climatico entro il 2030.

    La Volvo sta collaborando in particolare con la città svedese per la creazione di nuove zone urbane da rendere delle vere e proprie aree sperimentali per le nuove tecnologie finalizzate alla sostenibilità.

    Green city zone

    L’iniziativa, denominata Göteborg Green City Zone, mira a realizzare all’interno della grande città portuale un’area completamente priva di emissioni.

    Volvo Göteborg

    La Green City Zone sarà dotata di diverse modalità di trasporto a impatto climatico zero e di un’infrastruttura di connessione molto avanzata.

    Utilizzando un’area della città reale come banco di prova, la Volvo potrà accelerare lo sviluppo di tecnologie e servizi nei campi dell’elettrificazione, della mobilità condivisa, della guida autonoma, della connettività e della sicurezza.

    L’iniziativa Green City Zone prenderà il via nella primavera 2021 e si intensificherà gradualmente in futuro.

    Robotaxi Volvo

    Nell’ambito del progetto rientra il programma di Volvo di inserire all’interno della zona di test dei robotaxi gestiti dal provider di mobilità M, di cui la Volvo è proprietaria al 100%.

    Per saperne di più sui robotaxi clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO Robotaxi, il vero business dell’auto a guida autonoma.

    “Di fatto abbiamo avviato un progetto che intende limitare il numero di auto circolanti in città e che è pienamente in linea con gli obiettivi perseguiti dalla Volvo”

    Ha dichiarato Håkan Samuelsson, CEO di Volvo Cars.

    Håkan Samuelsson

    Che ha aggiunto: “Ciò è confermato dal nostro investimento nel servizio di mobilità condivisa M, azienda che ha sviluppato una piattaforma A.I. proprietaria per migliorare l’efficienza e l’utilizzo dei trasporti. Vogliamo partecipare attivamente alla creazione delle città del futuro e far sì che rimangano luoghi vivibili. Questa iniziativa ci offre l’opportunità di farlo e, al contempo, di assumerci questa responsabilità nella nostra città natale”.

    Tecnologie sperimentali

    Tra le tecnologie sperimentali vi sono soluzioni e servizi di geo-abilitazione (che garantiscono che le auto circolanti nell’area sperimentale operino in modalità solo elettrica e rimangano entro i limiti di velocità), nonché infrastrutture di traffico che possono connettersi ai dispositivi di sicurezza attiva delle automobili e consentire la condivisione delle informazioni tra gli utenti della strada.

    Altri esempi di potenziali nuove soluzioni sono rappresentati dagli hub di mobilità completamente elettrica, vale a dire una rete di ricarica completa e facile da usare per le auto elettriche e dai taxi con guida autonoma.

    Per conoscere lo stato dell’arte nel mondo clicca qui e leggi l’articolo Waymo avvia il primo robotaxi veramente senza conducente a bordo.

    L’azienda di mobilità Volvo M

    Nel corso del 2020, grazie alla sua tecnologia di I.A. proprietaria, l’azienda di mobilità della Volvo denominata M ha dimostrato di poter ridurre la congestione stradale e le emissioni in atmosfera a Göteborg.

    In città oggi, in base alle elaborazione dei dati di utilizzo, la Volvo afferma che un veicolo di M sostituisca ben otto auto private.

    Neutralità climatica Volvo

    Allineandosi all’obiettivo del comune di Göteborg, Volvo Cars sta riducendo gradualmente e in modo costante la sua impronta di carbonio, puntando a raggiungere la neutralità climatica entro il 2040.

    Volvo XC 40 ricarica

    Per realizzare questo obiettivo, la Casa automobilistica ha fissato una serie di traguardi da raggiungere entro il 2025.

    Alcuni esempi includono la riduzione del 40% dell’impronta di CO2 per auto, vendite globali costituite per il 50% da auto completamente elettriche e per la restante parte da vetture ibride e una riduzione del 25% delle emissioni di carbonio generate dalle attività operative complessive della Casa, incluse la produzione e la logistica.

    Clicca qui e leggi l’articolo Volvo sarà carbon neutralità nel 2040 ma chi farà questi conti?

  • Renault 4 elettrica, inizia così il futuro vintage del marchio

    La Renault 4 elettrica sarà il primo modello della nuova ventata vintage che soffia a Parigi.

    Da quando l’italiano Luca De Meo è al vertice dal gruppo, in molti hanno iniziato ad attendersi per il gruppo francese, che naviga in grossi problemi economici e di posizionamento sul mercato da anni, un recupero dei valori rappresentati per la clientela dai modelli più significativi modelli del passato.

    Esperienza Fiat 500

    Tutto inizia anni fa, quando il giovane e promettente Luca De Meo è in Fiat. Il neo-arrivato condottiero Sergio Marchionne cerca nuovi e giovani talenti da mettere a capo di progetti chiave, primo tra tutti quello più rischioso e cruciale,.

    La riproposizione in chiave moderna della Fiat 500 che nell’immaginario collettivo riassume la capacità del marchio torinese di essere leader nelle auto utilitarie.

    Luca De Meo e Sergio Marchionne Fiat 500

    In molti storcono il naso, il progetto di recupero del modello Fiat 500 non convince tutti e il fatto che sia legato ai valori chiave del marchio – secondo i manager più ingrigiti – non consiglia affatto di affidarne il lancio a giovani risorse, magari nemmeno nate e cresciute a Torino.

    Invece è proprio Luca De Meo, giovane di indubbio talento originario di Locorotondo in Puglia e laureato alla Bocconi di Milano, proveniente da esperienze in Renault e Toyota, prima di essere messo a capo del Marketing della Fiat, a curare il lancio e il posizionamento della Fiat 500 degli Anni Duemila.

    Il resto è storia recente e ben nota, con la Fiat 500 che diventa un simbolo del nuovo design e di un vero e proprio modo di essere, Luca De Meo che passa per il Gruppo Volkswagen – dopo la Fiat – e miete ulteriori successi diventando numero uno della Seat rilanciandola e inventando il marchio Cupra, per poi approdare a Parigi.

    Renault 4 elettrica e-plein air posteriore

    Linea vintage Renault

    Il rilancio della Renault, secondo fonti vicine al numero uno De Meo riportate da Automotive News Europe, passa per la riscoperta di modelli che arrivano dal glorioso e redditizio passato degli anni Sessanta e Settanta declinati rigorosamente in versione elettrica.

    Renault 4

    Si comincerà dalla Renault 4 elettrica, compatta dalle linee anticonvenzionali che ha rappresentato un vero e proprio modo di essere nella sua lunga epoca di produzione.

    Renault 4 elettrica e-plein air muso

    Inizia la Renault 4 elettrica

    Nel 2019 il centro stile della Renault, in collaborazione con fornitori di componenti, ha realizzato la Renault 4 e-Plein Air per l’esposizione di auto d’epoca al Parco delle Esposizioni di Lione (8-10 novembre 2019).

    Renault 4 e-plein air e classica

    La versione elettrica arriva a 50 anni esatti dal lancio della Renault 4 Plein Air del 1969 ed anticipa gli studi in corso per la reinvenzione in chiave moderna della Renault 4 grazie alla trazione elettrica.

    Renault 5 turbo

    Seguirà la Renault 5 elettrica

    Secondo le indiscrezioni che arrivano dagli uffici vicini al vertice della Renault, la nuova linea Vintage con trazione elettrica del marchio si allargherà presto anche alla Renault 5, altro simbolo del successo e dei valori del marchio negli anni Settanta e Ottanta, arrivando fino agli anni Novanta con la SuperCinque.

    Renault super 5
  • Kia e-Niro elettrica, la mia prova in autostrada

    Ho preso la Kia e-Niro elettrica e l’ho messa in autostrada per fare un viaggio andata e ritorno, di quelli in cui hai fretta e non puoi fermarti a ricaricare.

    Non è la prima volta che faccio questa esperienza con un’auto elettrica e non sempre è andata bene.

    Viaggiare elettrico non è come farlo al volante di un’auto con il serbatoio di benzina. Non ancora. Per viaggiare in auto elettrica bisogna saper programmare – perlomeno facendo riferimento ad alcuni punti chiave – il proprio spostamento.

    Pochi punti chiave

    Lunghezza del viaggio, traffico, pendenze, durata della trasferta ed eventuali infrastrutture di ricarica presenti sul percorso, oppure a destinazione, devono essere sotto controllo.

    FO di volto al volante Kia e-Niro

    Scopo della prova

    Lo scopo della prova è molto semplice e riguarda la facilità d’utilizzo e la reale incidenza dell’eventuale ansia da ricarica e delle prestazioni della Kia e-Niro elettrica sulla percezione del viaggio.

    Il viaggio autostradale con la Kia e-Niro elettrica non è un viaggio qualsiasi. Quando si entra in autostrada si hanno aspettative ben precise, non tutte esplicite ma molto chiare alla nostra mente e ai nostri sensi.

    In autostrada contano la fluidità e l’immediatezza di accelerazione. Certamente più della velocità di punta, che è ritenuta importante da chi valuta sulla carta e non certo da chi guida, come me, e ben sa che per un’auto conta soltanto il comportamento su strada, tutto il resto è fuffa.

    Sottolineo il mio pensiero di studioso, progettista, tester e automobilista:

    Per un’auto conta solo la strada.

    Kia e-Niro mani sul volante

    Percorso

    Il tracciato più appropriato, per valutare un’auto in un viaggio automobilistico in autostrada, non è quello che parte da un casello ed arriva a un altro casello.

    Anche il tracciato urbano che ci conduce in autostrada va incluso nella prova.

    Nel mio caso, parto da Piazza S. Giovanni in Laterano – nella parte centrale di Roma ma ben collegata da arterie di ampio scorrimento e intenso traffico – ed arrivo a Valmontone, dov’è ubicato Raimbow Magicland, uno dei parchi divertimenti della capitale.

    Si tratta di una tipica gita fuori porta di un abitante di grande città, lunga poco più di 40 chilometri, con traffico anche intenso nella parte iniziale, un breve tratto di tangenziale GRA – Grande Raccordo Anulare e poi una parte significativa dello spostamento in autostrada.

    FO alla guida Kia e-Niro autostrada

    Sensazioni di guida

    La prova in autostrada della Kia e-Niro Long Range (dotata cioè di batterie al litio con capacità di accumulo di 60 kWh) non dà nessuno stress dal punto di vista dell’autonomia di marcia.

    Il mio percorso andata e ritorno è di 85 chilometri in tutto, valore ben lontano dai circa 400 chilometri di autonomia segnati dall’indicatore sul cruscotto con una ricarica completa e il mio usuale stile di guida.

    La mia non è una prova di autonomia, né di consumo, ma di utilizzo. La lunghezza del percorso non dipende quindi dalle caratteristiche dell’auto, ma dalle esigenze tipiche di utilizzo.

    La capacità di accelerazione e la fluidità di erogazione della potenza, queste sicuramente molto importanti in tratti autostradali molto trafficati come quelli di uscita dalle grandi città, sono a dir poco soddisfacenti.

    L’accelerazione da lanciato, quindi partendo da una velocità di base di 100-110 km/h e volendo arrivare ai 130 km/h consentiti come limite, è decisamente appropriata.

    FO di spalle alla guida Kia e-Niro

    Assistenza alla guida

    Un elemento di grande importanza, per un’auto da viaggio autostradale, è rappresentato dai sistemi di assistenza alla guida.

    I cosiddetti ADAS – Advanced driver assistance systems sono una vera manna per il viaggio autostradale e la Kia e-Niro mette a disposizione del guidatore (e della sicurezza di tutti gli occupanti) un pacchetto particolarmente completo.

    Quello che utilizzo di più nel viaggio è certamente il cruise control adattativo, accompagnato dal sistema di mantenimento della corsia.

    L’utilizzo è semplice e prevede la pressione di pulsanti raggiungibili direttamente dal posto di guida. I comandi del controllo adattativo della velocità di crociera (cruise control) si toccano senza togliere la mano destra dal volante e permettono anche di impostare diverse distanze minime dal veicolo che precede.

    Il mantenimento della corsia va utilizzato per gradi, prendendoci via via confidenza. Io guido molte auto e sono abituato ad entrare velocemente in sintonia con i diversi sistemi dei vari modelli e costruttori.

    Ma so bene che per chi non è abituato ad avere una “mano invisibile” che corregge la traiettoria, ci vuole un po’ per capire esattamente come sfruttare i vantaggi senza incorrere in qualche – seppur minimo – momento di incomprensione con la guida automatica di riallineamento dell’auto all’interno dello spazio delimitato dalle linee sull’asfalto.

    Il consiglio comunque non può che essere soltanto uno: utilizzate auto dotate di ottimi ADAS e imparate a sfruttarli, ci guadagna parecchio anche la qualità del viaggio, oltre che la sicurezza

    Fabio Orecchini guida Kia e-Niro

    Per conoscere tutti i dettagli della Kia e-Niro elettrica clicca qui e leggi il Dossier Kia e-Niro, il crossover 100% elettrico compatto.

  • Bentley, il lusso è essere carbon neutral dal 2030

    La Bentley sarà carbon neutral nel 2030 e avrà auto solo alla spina dal 2026. Questo ed altro prevede la strategia Beyond100 e che sembra quasi un botta e risposta con La Rolls-Royce. È di qualche settimane fa la notizia che l’altro grande marchio di lusso britannico passerà all’elettrico entro il 2030.

    Leggi l’articolo su l’elettrico per Rolls-Royce

    Leggi l’articolo sul concept Bentley EXP100, l’auto di lusso nel 2035

    Bentley EXP 100 GT
    Botta e risposta con Rolls-Royce

    Se in questo caso si trattava della dichiarazione contenuta all’interno di un’intervista con il CEO, Torsten Müller-Ötvös, in quello della Bentley di un piano dettagliato e articolato. Tra i punti salienti, c’è la riduzione del 75% dell’impatto dello storico stabilimento di Crewe entro il 2025 rispetto ai livelli del 2010.

    Bentley
    2020 da record, grazie al suv

    Un bel passo avanti per quello che oggi è il più grande produttore di motori 12 cilindri del Regno Unito. Entro il 2023 ogni modello avrà una variante ibrida, nel 2025 ci sarà la prima elettrica. Intanto è stata presentata la nuova Bentayga Hybrid e Bentley ha chiuso il 2020 con il record di vendite (11.206, +2%).

    Entro il 2023 ogni modello avrà una variante ibrida, nel 2025 ci sarà la prima elettrica. Intanto è stata presentata la nuova Bentayga Hybrid e Bentley ha chiuso il 2020 con il record di vendite (11.206, +2%)

    Bentley Bentayga Hybrid
    La Bentayga apre la strada

    La prima ibrida plug-in di Bentley monta un sistema composto da un V6 3 litri a benzina, un elettrico da 94 kW e 350 Nm inserito nel cambio automatico a 8 rapporti. La batteria è formata da 168 celle, ha una capacità di 17,3 kWh e il caricatore è a corrente alternata da 7,2 kW.

    Bentley Bentayga Hybrid
    Evoluzione breve

    Il sistema eroga 449 cv e 700 Nm, permette di marciare in elettrico per 50 km fino a 135 km/h e dichiara un consumo di 3,3 litri/100 km pari a 78 g/km di CO2. La versione precedente aveva un batteria meno capiente e dichiarava un’autonomia in elettrico di 31 km con 3,6 litri/100 km e 82 g/km di CO2.

    Bentley Bentayga Hybrid
    Coppia per metà elettrica

    La potenza totale è la stessa, ma il motore elettrico aveva una coppia di 400 Nm. Le prestazioni dovrebbero essere dunque le stesse: 254 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi. La Bentayga ha anche una versione con ibrido a 48 Volt ed è il primo passo verso una gamma totalmente elettrica entro il 2030.

    Bentley Bentayga Hybrid
    Operazione OCTOPUS

    A tal proposito, lo scorso agosto Bentley ha presentato un sistema propulsivo bimotore coassiale integrato frutto del progetto OCTOPUS. Un nome che ricorda i film di 007 e invece è una sigla: Optimised Components, Test and simulatiOn, toolkits for Powertrains which integrate Ultra high-speed motor Solutions).

    Octopus
    In 9 per l’elettrico

    Oltre a Bentley, vi hanno partecipato altri 8 tra enti ed aziende. Tra questi: The Thinking Pod Innovations & Nottingham University, The Institute for Advanced Automotive Propulsion Systems (IAAPS) della University of Bath, HiETA Technologies, FD Sims, Talga Technologies, Diamond Light Source e Hartree Centre.

    Octopus
    Il motore della ricerca

    Alla lista vanno aggiunte due consociate della Advanced Electric Machines Group. Spin-off della Università di Newcastle dal 2017, è già presente su scala mondiale e sta studiando motori definiti SSRD, privi di rame e terre rare. Quello per Bentley ha 300 kW di picco (150 kW continui) e 325 Nm, pesa 44 kg e ha un’efficienza di oltre il 95%.

    Octopus
    Inverter come coperchi

    Ha densità di potenza pari a 21 kW/litro e 6,5 kW/kg. In Formula E si parla di poco più di 5 kW/kg. Può girare ad altissimi regimi senza che i magneti perdano il loro potere a causa del calore. Il sistema di raffreddamento, ancora top secret, è così efficiente che permette anche di integrare gli inverter come coperchi esterni.

    Carburo o nitruro?

    Si sa che gli inverter del motore SSRD utilizzano un semiconduttore ad ampio intervallo di banda come il carburo di Silicio o il nitruro di Gallio. Il primo è già usato in Formula E e sta entrando già nella produzione di serie. L’altro rappresenta invece la frontiera successiva e a livello sperimentale promette già bene.

    SSRD
    Senza rame e terre rare

    Il sistema OCTOPUS ha infine due caratteristiche fondamentali per la sua industrializzazione. È costruito in materiali completamente riciclabili, il suo business case è stato sviluppato per produrne 12mila unità all’anno utilizzando materie prime che costano il 60% in meno. Dunque l’ideale per un costruttore che vuole essere carbon neutral e sostenibile.

    Il sistema OCTOPUS ha due caratteristiche fondamentali per la sua industrializzazione. È costruito in materiali completamente riciclabili, il suo business case è stato sviluppato per produrne 12mila unità all’anno utilizzando materie prime che costano il 60% in meno

    Octopus
    Soldi inglesi, cervello italiano

    OCTUPUS è un progetto finanziato dal governo britannico attraverso Innovate UK e UKRI (United Kingdom Research Investment) condotto da Francesca Iudiciello, un nome che lascia poche interpretazioni sulle sue origini. Da vedere invece se e quando vedremo OCTOPUS su una Bentley.

    PPE
    Integrazione con il Gruppo

    Le Bentley elettriche infatti presumibilmente utilizzeranno il pianale PPE (Premium Platform Electric) sviluppato da Porsche e Audi all’interno del gruppo Volkswagen. Già adesso a Crewe la Bentayga e le Continental utilizzano piattaforme condivise. Domani questo avverrà sicuramente in misura maggiore.

    Leggi l’articolo sulla Porsche Macan di prossima generazione che sarà basata sulla PPE

    Crewe
    Stabilimento neutrale

    Intanto Bentley nel 2018 ha già reso carbon neutral lo stabilimento di Crewe. Sono installati 30.000 pannelli per 7,7 MW di potenza e ha messo in atto altre strategia di efficientamento energetico, recupero materiale taglio delle sostanze inquinanti. Per la fine del 2020 ha imposto ai suoi fornitori di non utilizzare più plastica.

    Logistica a biocarburante

    Il prossimo passo è alimentare la propria logistica interna con GreenD+, un biocarburante HVO derivato a oli e grassi usati. Permette di tagliare la CO2 dell’86% e i NOx dell’80%. Al momento, sono utilizzati 10.000 litri al mese di biocarburante per 500.000 km all’anno. Si sta studiando la sua implementazione anche per la logistica esterna.

    Crewe
    Passato e futuro

    Lo storico stabilimento di Crewe rappresenta dunque il futuro di Bentley dopo esserne stato il passato. Tutt’altro che neutrale, e non solo per le emissioni. Nacque infatti nel 1938 per produrre i famosi motori V12 Merlin, montati su aerei da guerra come lo Spitfire e il Mustang. Nomi poi passati ad automobili.

    Lo storico stabilimento di Crewe rappresenta dunque il futuro di Bentley dopo esserne stato il passato. Tutt’altro che neutrale, e non solo per le emissioni. Nacque infatti nel 1938 per produrre i famosi motori V12 Merlin

    Spitfire
    Sostenibile anche nel motorsport

    Ma c’è anche un altro aspetto estremamente interessante di Beyond100 ed è il Motorsport. Bentley ha terminato nel 2020 il programma nel GT3 e vuole tornare a gareggiare ai massimi livelli in una categoria elettrificata. Lo ha detto il CEO, Adrian Hallmark, lo ha ribadito il responsabile delle attività racing, Paul Williams.

    Bentley ha terminato nel 2020 il programma nel GT3 e vuole tornare a gareggiare ai massimi livelli in una categoria elettrificata. Lo ha detto il CEO, Adrian Hallmark, lo ha ribadito il responsabile delle attività racing, Paul Williams

    Bentley Le Mans
    Le opzioni elettriche

    Sarebbero 4 o 5 le opzioni prese in considerazione. La prima è la Formula E: con l’uscita di Audi alla fine della stagione 7 potrebbe esserci una staffetta. La seconda è la Extreme E, visto che Bentley ha un suv e ne avrà sicuramente almeno uno elettrico in futuro. Ma sembra che questa ipotesi sia la più debole.

    Bentley Le Mans
    L’ibrido per le corse di durata

    La terza è un campionato GT elettrico al quale la FIA sta lavorando. I costruttori lo caldeggiano perché vi sarebbe la corrispondenza estetica tra le auto di serie e quelle da competizione. La quarta è un campionato di durata elettrico, con gare di 4 ore e un rifornimento. Ma si pensa anche all’ibrido.

    Bentley Le Mans
    Tre modi per tornare a Le Mans

    La quinta opzione infatti è tornare al WEC e alla 24 Ore di Le Mans. I modi possibili sono tre. Il primo è nella nuova classe LMDh, dai costi più contenuti. Tecnologicamente più forte, ma anche sensibilmente più costosa è la LMH, dove saranno presenti Toyota, Peugeot ed è sotto la lente di molti costruttori.

    Bentley Le Mans 1929
    L’idrogeno. Perché no?

    Ma Williams guarda con attenzione anche al terzo modo: l’idrogeno che a Le Mans arriverà nel 2024. «È una cosa alla quale sono particolarmente interessato – ha detto – come forma di competizione di durata elettrica». Bentley ha dunque nel mirino anche l’idrogeno e ne vede l’integrazione con la propria strategia.

    Leggi l’articolo sull’Idrogeno alla 24 Ore di Le Mans nel 2024

    Leggi l’articolo sui 5 costruttori al lavoro sul regolamento per l’idrogeno alla 24 Ore di Le Mans

    Le Sarthe, antico amore

    Di sicuro, le corse di durata sono quelle che incontrano di più le corde di un costruttore che ha vinto ben 6 edizioni della 24 Ore di Le Mans. L’ultima nel 2003, le altre tra il 1924 e il 1930, un’era ricordata come quella dei “Bentley Boys” e interrotta dall’arrivo di una nuova dominatrice: l’Alfa Romeo 8C.

    Beyond100
    La testa di ponte verso la neutralità

    A 102 anni dalla fondazione, Bentley dunque ha una visione chiara del futuro: di lusso, sostenibile e sportiva. Un ruolo da recitare sia in proprio sia all’interno della galassia Volkswagen. Bentley anzi si prepara ad essere il primo brand carbon neutral del gruppo tedesco che ha fissato invece tale obiettivo al 2050.

    …una visione chiara del futuro: di lusso, sostenibile e sportiva. Un ruolo da recitare sia in proprio sia all’interno della galassia Volkswagen. Bentley anzi si prepara ad essere il primo brand carbon neutral del gruppo tedesco.

    Bentley Le Mans 1930
    Tanti zeri per lo zero

    Ulteriore dimostrazione che le emissioni zero, non solo quelle allo scarico, costano e i primi a potersele permettere sono i marchi dai numeri bassi e ad altissima redditività. Allo stesso tempo, è fondamentale il supporto finanziario e tecnologico di un grande gruppo per affrontare la transizione. Il vero lusso sarà essere carbon neutral e diventarlo prima degli altri.

    Bentley Blower Car Zero