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  • Be Charge, avanti tutta per l’infrastruttura di ricarica

    Be Charge conferma il piano di sviluppo da 150 milioni di euro nell’infrastruttura di ricarica in Italia.

    L’emergenza Coronavirus e il conseguente lockdown imposto da Governo e Regioni, che ha visto un blocco totale di circa cinquanta giorni,  ha provocato pesanti danni al settore automotive senza però riuscire a scoraggiare il processo di elettrificazione dell’intero comparto.

    A partire dalle aziende che si occupano della mobilità a zero emissioni e che hanno continuato a studiare e mettere a punto i progetti infrastrutturali avviati nella fase pre-Covid19.

    Be Charge piano di investimenti

    Un esempio su tutti quello dell’azienda Be Charge che è andato avanti con il piede sull’acceleratore, per proseguire il suo programma ambizioso di elettrificazione della Penisola, a partire proprio dalla fine del lockdown lo scorso 4 maggio.

    Centocinquanta milioni nei prossimi tre anni

    Centocinquanta milioni di euro per i prossimi 3-5 anni: questo l’investimento messo a punto dall’azienda.

    Sono già oltre 3.500 i punti di ricarica Be Charge operativi sul territorio italiano e altri 4.000 sono in fase avanzata di sviluppo per realizzare uno dei maggiori e più capillari network di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici in Italia.

    Rete di ricarica Be Charge in Italia

    «Ad oggi contiamo  1.500 punti di ricarica installati (quasi 800 colonnine) di cui una buona parte attualmente in fase di attivazione (attività sotto il controllo dei distributori locali di energia elettrica) vantando una diffusione ed una capillarità unica sul territorio nazionale –  dice Paolo Martini, ceo di Be Charge – . La messa a terra di altri 2.000 punti di ricarica (già contrattualizzati) è attualmente “work in progress” ed oltre 4.000 punti di ricarica sono in fase avanzata di sviluppo per un piano complessivo di medio termine di 30.000 punti di ricarica».

    L’auto elettrica è una risorsa

    Insomma, la mobilità elettrica sta piano piano prendendo piede anche nel nostro Paese.

    Anche e soprattutto per una serie di motivazioni che spingono le persone a non vivere più come un limite l’auto con la spina. A partire dal costo delle batterie che ormai è in rapida discesa: si è passati dai mille dollari per kWh del 2010 agli attuali circa 180 dollari per kWh con una proiezione a meno di 109 dollari per kWh nel 2025 e 73 dollari per kWh neo 2030 (fonte Morgan Stanley su dati del Politecnico di Monaco).

    Roberto Colicchio Be Charge

    Ecco quindi il motto: ansia da ricarica addio.

    La capacità produttiva di batterie sta velocemente crescendo da 103 GWh del 2017 a 271 GWh del 2021. I costi di produzione di vetture elettriche a batterie, inoltre, sta precipitando.

    Se nel 2017, ad esempio, il costo delle batterie da 50 kWh per un’auto elettrica incidevano per circa il 35% sul costo totale di produzione, si prevede che nel 2025 il peso economico di questa componente possa scendere sotto il 25%.

    Contestualmente il costo totale di produzione delle auto elettriche si ridurrà del 15% circa, rendendole economicamente più convenienti rispetto a vetture a benzina, Diesel o ibride.

    Be Charge

    Il quadro normativo punta ormai chiaramente alla riduzione delle emissioni di CO2, con la soglia di 59 g/km di CO2 emessi dall’intera flotta di vetture vendute nel 2030.

    Anche in caso di slittamenti per via della crisi sanitaria, la strada verso la riduzione delle emissioni climalteranti è chiara e sarà raggiungibile soltanto attraverso la vendita di un sempre crescente numero di auto elettriche a batterie.

    Il mercato dei veicoli a zero emissioni

    Il mercato dei veicoli elettrici sta velocemente crescendo trasformandosi da un contesto di nicchia ad un mercato di massa. Le auto elettriche circolanti in tutto il mondo a fine 2019 erano circa 5 milioni, ma già entro la fine di quest’anno si stima una crescita che porterà almeno al raddoppio: da 9 a 20 milioni.

    Nel 2025 si stimano 40-70 milioni veicoli elettrici circolanti, fino a raggiungere i 500 milioni nel 2050. (secondo i dati diffusi da The Electric Vehicle Outlook 2019 by Bloomberg New Energy Finance BNEF).

    Be Charge sistema ricarica

    La crescita del mercato dei veicoli elettrici a batteria è in pieno sviluppo anche in Italia con oltre 48.000 vetture già vendute e circolanti ad inizio 2020 e 4-6 milioni previste entro dieci anni.

    Di pari passo cresce la rete dei punti di ricarica che a inizio 2020 contava già 7.000 stazioni di ricarica con una previsione di oltre 45.000 per il 2030.

    La crisi sanitaria e il ruolo dell’infrastruttura

    La recente crisi sanitaria ha sicuramente impattato sul comparto come sul resto dell’economia, ma si stima che il minor utilizzo di mezzi pubblici porterà ad una maggiore diffusione del car sharing elettrico, così come la minor propensione ai viaggi al di fuori dei confini nazionali porterà alla riscoperta delle bellezze del nostro Paese attraverso una mobilità dolce, probabilmente elettrica.

    L’accresciuta attenzione collettiva alle problematiche ambientali indurrà probabilmente a comportamenti dei consumatori maggiormente consapevoli e quindi ad una maggiore propensione all’acquisto di vetture elettriche ed elettrificate.

    Be Charge logo

    Il ruolo dell’infrastruttura pubblica nel nostro Paese risulta determinante per via della scarsità di posti auto privati disponibili per la moltitudine di cittadini che abita in condominii.

    Soltanto con investimenti sostanziali per l’ampliamento delle infrastrutture pubbliche di ricarica su tutto il territorio sarà possibile garantire una graduale transizione verso l’elettrificazione. Investimenti che peraltro non incidono sul debito pubblico perché interamente a carico dei privati titolari dei punti di ricarica.

    Considerando un parco circolante di oltre 40 milioni di autovetture (oltre 660 ogni mille abitanti) l’Italia è uno dei Paesi a più alto tasso di motorizzazione al mondo e con una popolazione di oltre 60 milioni di abitanti (la quarta per estensione nell’UE), lavorare all’infrastruttura pubblica significa anche democratizzare l’accesso alla mobilità elettrica.

  • Porsche Italia da record e adesso la Taycan elettrica

    Il 2019 si è chiuso con il record assoluto di vendite per la Porsche Italia. Grazie a 6.710 consegne, il marchio è cresciuto di ben il 28% rispetto al 2018.

    Pietro Innocenti risultati Porsche 2019
    Pietro Innocenti, Amministratore Delegato Porsche Italia, presenta i risultati 2019 a Milano

    Il 2020 è l’anno della Porsche Taycan elettrica

    La Porsche Taycan conferma quello che chi conosce l’auto elettrica ritiene scontato ma che non è affatto chiaro a chi non ha mai avuto modo di guidarne una, la trazione elettrica aggiunge contenuti importanti a qualsiasi automobile. Anche a una Porsche.

    Il 2019 è stato ricco di successi – dice Pietro Innocenti, Amministratore Delegato della Porsche Italia – ma il 2020 è forse l’anno più importante della nostra storia, segnato dall’inizio delle consegne della Porsche Taycan.

    Ricarica ultra rapida nelle concessionarie Porsche

    La Porsche Italia e la rete di vendita stanno lavorando all’istallazione di 28 stazioni di ricarica in corrente continua presso i Centri Porsche in Italia.

    La prima ricarica ultra rapida con potenza fino a 350 kW è in costruzione presso il Centro Porsche di Milano Nord.

    Porsche Taycan a Milano 2020

    Porsche Charging Solutions per la ricarica a casa

    La formula Porsche Charging Solutions permette inoltre ai clienti di Porsche Taycan in Italia di installare – a casa o presso il luogo di lavoro – un punto di ricarica con potenza di 11 kW.

    Porsche Charging Solutions 2020

    La formula prevede la ricarica illimitata per una tariffa fissa di 100 euro al mese.

    Porsche Destination Charging in Hotel, ristoranti, centri sportivi

    Per incrementare le possibilità di ricarica dei clienti di Porsche Taycan, la Porsche Italia sta allargando ulteriormente la rete dei Destination Charging, già arrivati a 130 punti di ricarica, nelle strutture per il tempo libero.

    L’obiettivo è di arrivare a quota 200 entro la fine dell’anno 2020.