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Coronavirus, l’auto elettrica è anti-contagio

Non è piacevole scoprirlo perchè ci troviamo nel pieno dell’emergenza Coronavirus, ma l’auto anti-contagio è elettrica.

Il dato di fatto è che il minor numero di contatti personali, per andare da casa al supermercato, si può avere proprio con una vettura a batterie.

Elettrica pura, oppure ibrida Plug-in

La cosa vale sia per l’elettrica pura, sia per l’ibrida plug-in. Ogni auto che possa fare il pieno di elettricità nel garage di casa e percorrere poi la manciata di chilometri che ci separa dalla destinazione, fa evitare qualsiasi tipo di contatto con estranei e infrastrutture tra origine e destinazione. E’ quindi la più sicura. Per noi e per gli altri.

Benzinaio e colonnina di ricarica

Meno soste significano infatti meno incontri, quindi un minore rischio.

Il fatto di poter evitare punti di rifornimento aperti al pubblico, inoltre, permette di evitare di toccare erogatori maneggiati anche da altri. Ovviamente i guanti usa e getta aiutano in quel caso, ma il rischio di toccare qualcosa senza adeguata protezione c’è comunque.

Colonnina per ricarica standard o ricarica veloce

Anche le colonnine di ricarica pubbliche comportano un rischio di questo genere.

ricarica elettrica Honda e
Ricarica standard

Il rischio è però decisamente inferiore, rispetto all’erogazione presso una pompa di benzina, nel caso di ricarica standard. Il cavo, infatti, è quello dell’auto. Sbloccando la ricarica con una card o la classica app, possono non esserci contatti tra la mano di chi ricarica e l’infrastruttura.

Ricarica veloce

Diverso è il caso della ricarica veloce. Tanto desiderata, nella maggior parte dei casi anche più costosa rispetto a quella lenta, ma legata all’utilizzo del cavo fisso. Molto simile alla pompa di benzina, quindi. Con l’aggravante – in questo caso – che di solito non ci sono guanti usa e getta messi a disposizione dal gestore.

Buona norma, anche in tempo di normalità, è averne di propri.

Ricarica domestica

Il vero segreto dell’auto elettrica anti-contagio è nella ricarica domestica che, a maggior ragione in tempo di Coronavirus, diventa la modalità di rifornimento preferita da ogni utilizzatore .

ricarica elettrica domestica anti-contagio

La comodità della ricarica a casa non è una scoperta di oggi. Chiunque guidi o abbia valutato l’acquisto di un’auto a batteria sa molto bene che nell’uso quotidiano è proprio questo il modo più comodo e meno costoso di approvvigionarsi di energia dalla rete.

Però quella caratteristica, così poco osservata fino ad oggi, di consentire di uscire di casa con le batterie cariche e di rientrare a casa senza doversi mai fermare per fare il pieno in una stazione di servizio balza prepotentemente agli occhi.

Nel momento in cui fermarsi o fare tappe intermedie diventa addirittura un rischio per se stessi e per gli altri, è un grosso vantaggio.

Vantaggio anche per le altre ibride

Se l’elettrica è anti-contagio, osservando con sguardo attento all’economia delle soste i vari tipi di auto in circolazione, va detto che anche le altre vetture ibride offrono un vantaggio.

In modo particolare le Full Hybrid, garantendo consumi sensibilmente inferiori – quindi percorrenze più alte – per ogni litro di combutibile, sono certamente da ritenersi auto a minor rischio di contagio nel corso dell’utilizzo.

Toyota Yaris Hybrid 2020

Bene anche il Diesel

Il maggiore tasso di anti-contagio non riguarda solo l’elettrico. Le lunghissime percorrenze offerte con un pieno rimettono in gioco prepotentemente anche le auto a gasolio.

autonomia anti-virus diesel

Un’auto Diesel, a parità di dimensioni e prestazioni, ha consumi chilometrici più bassi di un’auto a benzina non elettrificata.

Quindi, grazie al pieno fatto in un’unica sosta dal benzinaio, si può avere un’autonomia di più giorni senza doversi di nuovo fermare e, anche in questo caso, il rischio contagio si abbassa.

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