
Il nuovo sistema a celle a combustibile sviluppato da Bosch debutta su strada in Europa nella capitale spagnola. Un test chiave che dimostra come l’idrogeno possa abbattere le emissioni senza i limiti di autonomia delle batterie tradizionali.
La corsa contro il tempo per la decarbonizzazione delle città europee ha un nuovo, cruciale banco di prova. Con il vincolo comunitario che impone di tagliare del 90% le emissioni di CO₂ dei nuovi autobus urbani entro il 2030, il settore della mobilità pubblica si trova a un bivio energetico. Se l’elettrico a batteria mostra il fiato corto sulle lunghe percorrenze, la risposta alle esigenze di continuità del servizio arriva dall’idrogeno. Proprio in queste settimane, le strade di Madrid stanno ospitando un test sul campo che potrebbe tracciare la rotta per i trasporti urbani del futuro.
Il test su strada nel traffico madrileno
Un autobus sperimentale della scuderia Irizar, integrato nella rete di trasporto pubblico locale gestita dall’operatore Alsa, sta circolando nella capitale spagnola con a bordo l’innovativa tecnologia Fuel Cell Power Module (FCPM) firmata da Bosch. Non si tratta di un semplice circuito di prova, ma di un inserimento vero e proprio nelle tratte quotidiane più impegnative. L’obiettivo è validare la solidità del sistema sotto lo stress del traffico reale e dimostrare che le celle a combustibile sono ormai mature per una diffusione su larga scala.

I numeri dell’idrogeno: autonomia e tempi da record
Il cuore del progetto è il modulo Bosch FCPM C190, una soluzione ingegneristica compatta a doppio stack orizzontale capace di erogare 190 kW di potenza continua. I dati raccolti evidenziano la competitività di questa tecnologia rispetto ai motori diesel e ai veicoli elettrici puri:
- Oltre 1.000 chilometri di autonomia: una percorrenza che permette di coprire agevolmente i turni giornalieri più lunghi ed estendere il servizio ai collegamenti extraurbani.
- Stop al distributore di soli 10-15 minuti: una rapidità di rifornimento identica a quella dei combustibili fossili, che azzera i lunghi tempi di fermo macchina richiesti dalle colonnine elettriche.

La strategia di Bosch: dall’infrastruttura alla vita di tutti i giorni
L’esperimento di Madrid è solo la punta dell’iceberg di una strategia industriale molto più ampia. Bosch si sta posizionando come player globale dell’intera filiera dell’idrogeno, con l’obiettivo di integrarlo stabilmente nella quotidianità delle persone e delle aziende. Il colosso tecnologico ha infatti differenziato la sua offerta per coprire ogni segmento del trasporto pubblico e commerciale:
- Città: il sistema ribassato FCPM C100 da 100 kW è ottimizzato per l’architettura dei classici bus urbani.
- Lunghe distanze: il modulo FCPM C300 è invece calibrato per le sollecitazioni dei pullman granturismo e dei tir pesanti.
Parallelamente, l’azienda sta investendo massicciamente sia sul fronte della produzione (con lo stack per elettrolisi PEM Hybrion per generare idrogeno) sia sui sistemi di iniezione diretta per i motori termici alimentati dal gas leggero. Un ecosistema tecnologico che ha già ottenuto massimi riconoscimenti scientifici, come il Deutscher Zukunftspreis assegnato alla cella a combustibile mobile, e che oggi cerca la sua consacrazione definitiva sull’asfalto delle metropoli europee.





