
La nuova Audi A2 propone una silhouette da monovolume per scardinare il dominio dei Suv, puntando tutto su efficienza aerodinamica e accessibilità.
Con questo manifesto programmatico Audi si prepara a svelare in autunno la versione definitiva della nuova A2, attesa sul mercato entro la fine dell’anno. A vent’anni dall’uscita di scena dello storico e pionieristico modello del 1999 – la cui produzione si interruppe nel 2005 dopo soli sei anni – il marchio dei quattro anelli rimette in gioco una delle sue sigle più iconiche, declinandola esclusivamente in modalità nativa elettrica. Al volante di un prototipo stradale tra la Danimarca e la Svezia, abbiamo saggiato in anteprima le doti di quella che diventerà la nuova porta d’accesso alla gamma EV di Ingolstadt.

Spazio da Sport Utility e aerodinamica record
Visivamente l’impatto è netto: le linee richiamano in modo esplicito l’antenata di venticinque anni fa, ma le dimensioni si fanno decisamente più generose. Se l’altezza da terra e l’abitabilità interna – eccellente anche per i passeggeri posteriori grazie alla gestione della linea curva del tetto – rivaleggiano senza timore con i moderni Sport Utility Vehicle, la vera rivoluzione si gioca sul fronte dell’efficienza.
Addio al costoso telaio spaceframe in alluminio che caratterizzava la prima generazione; la nuova ricetta per battere la resistenza all’avanzamento si chiama aerodinamica. Il coefficiente Cx scende infatti a un eccezionale 0,24 (contro lo 0,25 del modello del ’99), un risultato sorprendente se si considera la presenza di imponenti ruote da 18 pollici, ben più grandi dei piccoli cerchi da 14 pollici del passato.

Architettura tecnica e ricarica bidirezionale
Sotto la carrozzeria si nascondono innovazioni tecnologiche di rilievo, a partire dai semiconduttori al carburo di silicio per l’ottimizzazione della trazione. Il pacco batteria adotta la tecnologia Litio-ferro-fosfato (LFP) con configurazione cell-to-pack, che integra le celle direttamente nella struttura del telaio. Una scelta che premia il bilanciamento tra costi e prestazioni, supportata da un’inedita strategia di raffreddamento.

I dati di ricarica parlano di una potenza massima in corrente continua fino a 105 kW, che si traduce nella possibilità di passare dal 10 all’80% di energia in appena 26 minuti. Non manca, infine, la tecnologia di ricarica bidirezionale, pronta a trasformare l’auto in una fonte energetica per carichi esterni o per la rete domestica, laddove le normative lo consentano.
Quattro varianti al lancio, tutte a trazione posteriore
La strategia commerciale di Audi per la A2 prevede una gamma versatile e strutturata, con potenze complessive comprese tra i 170 CV e i 326 CV. Pur con un naming commerciale ancora in via di definizione, l’offerta si articolerà al lancio su quattro varianti di potenza:
- 125 kW (170 CV)
- 140 kW (190 CV)
- 170 kW (231 CV)
- 240 kW (326 CV)
L’intera gamma condividerà la medesima impostazione tecnica, affidata esclusivamente alla trazione posteriore. Molto promettenti i dati sull’autonomia complessiva che, seppur ancora in fase di omologazione, dichiarano una percorrenza massima capace di spingersi fino a 650 chilometri nel ciclo WLTP per le versioni più capaci.

Focus sul test stradale: i consumi della versione da 140 kW
Il nostro efficiency drive da Copenaghen verso le spiagge svedesi del Mar Baltico ha visto come protagonista la variante intermedia da 140 kW (190 CV), equipaggiata con la batteria da 61 kWh nominali e accreditata di un’autonomia teorica (ancora non omologata) fino a 499 km WLTP.

In condizioni di traffico fluido e ordinato, la vettura ha fatto registrare un consumo medio straordinariamente basso, fermandosi a soli 12,3 kWh/100 km.

Anche nel percorso di ritorno, affrontato a velocità autostradali superiori ai 100 km/h, l’efficienza è rimasta elevata, con l’indicatore di bordo stabile sui 13,6 kWh/100 km.
In attesa dei prezzi di listino e dei dati di omologazione ufficiali, la nuova Audi A2 dimostra di avere le carte in regola per intercettare le esigenze delle famiglie e dei clienti pragmatici. Un progetto concreto, focalizzato sulla reale sfruttabilità quotidiana e sul contenimento dei costi di utilizzo.





