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  • Opel Grandland X, la prima elettrificata del nuovo corso di PSA

    Opel Grandland X Hybrid4, così si chiama la prima ibrida plug-in del marchio tedesco, la prima ed unica a versione a trazione integrale.  E’ il primo dei 4 modelli elettrificati previsti entro il 2020 dal piano strategico PACE!. Il primo passo verso una gamma dove nel 2024 ogni modello avrà una versione elettrica. all’inizio del prossimo anno quando Rüsselsheim, storico quartier generale della casa del Fulmine, avrà una rete di ricarica da 1.300 punti.

    Opel Grandland X Hybrid4

    prodotto energico e sinergico

    La Grandland X Hybrid4 beneficia delle sinergie con il gruppo PSA e, così come per gli altri motori, adotta lo stesso sistema ibrido della 3008 composto da un’unita termica 1.6 a benzina da 200 cv con due elettriche da 80 kW ciascuna; una anteriore inserita nel cambio automatico a 8 rapporti e l’altra dedicata solo alle ruote posteriori in modo da avere la trazione integrale “on demand”. La batteria è agli ioni di litio da 13,2 kWh di capacità, è alloggiata sotto i sedili posteriori ed è sufficiente per percorrere 50 km (WLTP) in modalità totalmente elettrica . Il consumo NEDC: 2,2 litri/100 km pari a 49 g/km di CO2. Il caricatore di bordo di serie è da 3,3 kW, ma c’è in opzione quella da 6,6 kW ed in questo caso una ricarica completa da una wallbox da 7,4 kW avviene in un’ora e 50 minuti. Per la ricarica pubblica invece PSA, attraverso la propria consociata Free2Move Services, sta mettendo a punto una tessera che permetterà di utilizzare 85mila punti di ricarica in tutta Europa.

    Opel Grandland X Hybrid4

    elettrificazione per abbattere le emissioni

    La Grandland X sarà la prima Opel ricaricabile del nuovo corso, ma non in assoluto. Nel 2012 ci fu infatti la Ampera, gemella della Chevrolet Volt, elettrica ad autonomia estesa, anche se in realtà era un’ibrida plug-in. Il motore a scoppio infatti, in determinate situazioni, veniva collegato alle ruote motrici. La batteria aveva una capacità nominale di 16 kWh, ma effettiva per la metà. In alcuni paesi inoltre è ancora in vendita la Ampera-e, elettrica pura e gemella della Chevrolet Bolt con una batteria da 60 kWh per un’autonomia di 380 km (WLTP). Fu lanciata su alcuni mercati all’inizio del 2017 e sarebbe dovuta arrivare anche in Italia nel 2018, ma il cambio di padrone ha cambiato i piani. Rimane per tutti i costruttori l’urgenza di abbassare le emissioni di CO2 in vista del limite di 95 g/km di CO2. Nel 2018, secondo Jato, il valore medio del venduto Opel nell’Unione Europea era di 125,6 g/km e in aumento a causa dell’aumento dei Suv in gamma, della loro sempre maggiore incidenza nelle immatricolazioni e del calo del diesel.

    Opel Ampera-e

    Opel Ampera-e

  • A Oslo entro quattro anni solo taxi elettrici e ricarica wireless

    Le flotte possono e devono anticipare le tendenze della mobilità. Tra queste ci sono i taxi che in Italia, assai prima che tra i clienti privati o aziendali, hanno adottato l’ibrido e hanno nella loro flotta percentuali elevatissime di elettrificazione che non trovano eguali in alcun altro tipo di parco veicoli.

    Anche in Norvegia pensano che i taxi debbano essere l’avanguardia della mobilità. A Oslo, nella capitale del paese dove le immatricolazioni di auto elettriche rappresentano il 37,8% del totale (dati relativi ai primi mesi del 2019 – leggi l’articolo https://www.fabioorecchini.it/perche-la-norvegia-e-il-paradiso-delle-auto-elettriche/) e dov’è stato deciso che dal 2025 verrà vietata la vendita di auto dotate di motore a scoppio, pensano che i taxi debbano raggiungere gli obiettivi più ambiziosi della mobilità elettrica, cioè il 100% di diffusione e la ricarica wireless, già nel 2023.

    La capitale e i taxi insomma devono fare meglio di tutta la Norvegia e per farlo il governo della città ha già deciso di mettere a disposizione dei taxi elettrici una rete di ricarica wireless. La realizzeranno la società energetica finlandese Fortum e la Momentum Dynamics, azienda americana specializzata nella ricarica ad induzione e che ha già in atto progetti analoghi per i bus e le flotte di mezzi commerciali.

    Le piazzole di ricarica, provviste di piastre, saranno posizionate accanto alle stazioni di sosta dei taxi e forniranno una potenza di 75 kW. La potenza è inferiore quella massima accettabile dalla maggior parte delle auto elettriche in commercio, compresa tra 100 e 150 kW, ma è comunque sufficiente per mantenere l’operatività dei taxi rifornendoli mentre sono in fila per attendere i clienti. Così, quando dovranno muoversi, i tassisti potranno farlo istantaneamente, senza che vi sia bisogno di scendere dalla vettura per scollegarla dal punto di ricarica e sistemare il cavo.

    Resta invece da vedere quali saranno gli adeguamenti tecnici che dovranno essere effettuati sulle vetture per accogliere la ricarica senza fili. Attualmente infatti, nessun modello elettrico la offre, neppure in opzione. E se ormai la ricarica wireless è comune per gli smartphone, sia a casa sia all’interno delle stesse autovetture, con lo standard Qi, per gli altri utilizzi c’è ancora incertezza e l’unica casa che offre la ricarica wireless per le proprie auto – ma non in Italia – è la BMW per la 530e, dunque solo per una ibrida plug-in con un sistema della potenza di 3,2 kW che risulta troppo bassa per auto con batterie più capienti e, oltretutto, ha un rendimento inferiore alla ricarica via cavo.

    La casa tedesca sperimenta da anni la ricarica wireless per la Bmw i8 impiegata come safety car nella gare di Formula E. La tecnologia scelta è quella della ricarica a risonanza magnetica, dunque diversa dall’induzione, che offre diversi vantaggi costruttivi e di utilizzo oltre che la possibilità di carica bidirezionale. L’azienda fornitrice è la Halo, ramo d’azienda della Qualcomm ceduta di recente a WiTricity, spinoff del MIT – Massachusetts Institute of Technology dedicata proprio alla ricarica wireless.

    Per ora si parla di una potenza 22 kW, mentre la Momentum Dynamics dichiara di avere in atto programmi di sperimentazione fino a 200 kW e l’obiettivo è di pareggiare i 350 kW che rappresentano l’obiettivo attuale della ricarica “wired”.

  • E-TECH IL NUOVO FULL HYBRID MADE IN EUROPE DELLA RENAULT

    Una delle novità tecnologiche più interessanti del Salone di Ginevra 2019 è certamente l’inedito sistema ibrido full-hybrid E-Tech presentato dalla Renault.

    Scopri nel video come funziona e iscriviti al mio canale YouTube Fabio Orecchini Obiettivo Zero Emissioni.

    La nuova tecnologia Renault per auto ibride full-hybrid e plug-in hybrid sarà sul mercato dal 2020 sulla nuova Renault Clio e poi sulla Renault Megane e sulla Renault Captur, in questi ultimi due casi anche in versione plug-in con batterie ricaricabili dall’esterno.

    Le caratteristiche tecniche principali della nuova proposta tecnologica sono nell’assenza completa di frizioni, sostituite da una soluzione con motore elettrico che mette in sincronia le rotazioni per permettere un semplice accoppiamento meccanico con innesto dock clutch.

    Il motore elettrico di trazione di origine Nissan è annunciato con una potenza tra i 40 kW e i 50 kW, mentre il motore a benzina, anch’esso di origine Nissan, è a 4 marce con cambio automatico.

    La Renault Clio ibrida equipaggiata con questa tecnologia sarà in grado di garantire l’80% di funzionamento in modalità Emissioni Zero con motore a combustione interna spento nella guida urbana.