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  • Innovazione e sostenibilità, Continental punta su sensori Lidar e pneumatici verdi

    Dopo aver celebrato lo scorso anno il suo centocinquantesimo anno di attività, la storica azienda di pneumatici e componentistica elettronica tedesca Continental guarda ai prossimi decenni puntando sull’innovazione e sulla sostenibilità.

    LiDAR a lungo raggio

    Sono in arrivo i primi frutti dell’investimento Continental in AEye, azienda tra prime al mondo a sviluppare sensori LiDAR (Light detection and ranging) ad alte prestazioni con sede a Dublin, California.

    Il fiore all’occhiello della società americana è la tecnologia LiDAR che combina un laser 1550 nm con un sistema di controllo brevettato basato su scanner micro-elettromeccanico (MEMS). Questo sistema può essere configurato attraverso il software di controllo e si adatta quindi ad essere applicato e ottimizzato sulle singole applicazioni auto dei costruttori.

    LiDAR Continental HLR131

    Questa tecnologia di rilevamento di precisione rappresenta una componente fondamentale per lo sviluppo di veicoli a guida autonoma.

    Nel 2024 la Continental e la AEye lanceranno il modello HRL131, primo sensore LiDAR a lungo raggio ad alta risoluzione al mondo ad entrare nella produzione in serie nel mercato automobilistico, che andrà ad unirsi al LiDAR a corto raggio Continental HFL 110, già oggi in produzione in serie.

    Il modello HRL131 è adatto a soluzioni di guida automatizzata di Livello 3 e Livello 4, quindi per veicoli a guida completamente autonoma.

    Livelli SAE guida autonoma 2021

    La tecnologia LiDAR ad alte prestazioni abilita funzionalità chiave anche per il trasporto merci e persone combinando un’elevata risoluzione spaziale dinamica con il rilevamento a lungo raggio.

    I modelli di scansione definiti dal software possono essere completamente personalizzati per adattarsi a qualsiasi esigenza del cliente. Il sensore è impostato per gestire gli ambienti più difficili e dinamici per supportare la guida autonoma, dagli scenari autostradali ad alta velocità alle strade urbane densamente affollate.

    Pneumatico GreenConcept

    Continental ha presentato al CES di Las Vegas 2022 il suo nuovo concept di pneumatico sostenibile, Continental GreenConcept.

    Pneumatico verde Continental GreenConcept

    Si tratta di uno pneumatico costituito da una percentuale particolarmente elevata di materiali tracciabili, rinnovabili e riciclati. Il design è innovativo e leggero e permette di conservare risorse preziose garantendo una maggiore durata grazie a un battistrada riutilizzabile.

    Questo studio sfrutta gli approcci tecnologici attuali ed emergenti relativi alla progettazione di pneumatici sostenibili per le autovetture, con l’obiettivo di ridurre al minimo il consumo di risorse in ogni anello della filiera.

    Di conseguenza, lo studio affronta tutto il ciclo di approvvigionamento e produzione, arrivando fino all’utilizzo: dal prelievo delle materie prime nelle varie fasi di produzione per arrivare alle soluzioni per prolungare la vita utile dello pneumatico.

    Obiettivi di sostenibilità

    Continental ha dichiarato l’obiettivo ambizioso di diventare entro il 2030 l’azienda di pneumatici più all’avanguardia per quanto riguarda la responsabilità ecologica e sociale.

    Entro al più tardi il 2050, Continental ha comunicato che produrrà pneumatici utilizzando il 100% di materiali prodotti in modo sostenibile, raggiungendo la piena neutralità climatica in tutto le sue catene di approvvigionamento.

  • Buon Natale da Obiettivo Zero Emissioni

    Auguri di Buon Natale a tutti da Obiettivo Zero Emissioni.

    Il Natale è una festività speciale, dal significato tanto potente e importante da essere veramente universale.

    Il progetto Obiettivo Zero Emissioni si riconosce completamente nel Natale.

    La nostra missione

    La nostra missione è contribuire alla realizzazione di uno sviluppo che possa essere per tutti, rispettare gli equilibri naturali del pianeta e creare opportunità di lavoro, crescita e miglioramento sociale ed economico attraverso l’innovazione e la conoscenza.

    Albero auguri natale 2021

    Tutto questo non soltanto è possibile ma, come ci insegna proprio lo spirito natalizio, è semplicemente doveroso.

    Il resto, cioè lo sviluppo a scapito delle risorse non rinnovabili, l’emissione di inquinanti solidi, liquidi e gassosi, l’alterazione degli ecosistemi, è l’anti-Natale.

    Il mio augurio

    Il mio Buon Natale a chi ancora non riesce a vedere questa gigantesca evidenza, contiene l’augurio di aprire finalmente gli occhi e scorgerne la disarmante semplicità.

    La sostenibilità è semplice. Ciò che è complesso è riuscire ad adattare i nostri sistemi distorti alla sua logica elementare.

  • Renault Megane e-Tech elettrica, con Sport e Salute per il tempo di qualità

    Vivere tempo di qualità. Questa è l’ispirazione che ha portato all’accordo tra Renault Italia e Sport e Salute, società pubblica per la promozione della pratica sportiva.

    La presentazione dell’accordo al Foro Italico di Roma, nella sala delle armi, è l’occasione per lanciare la Renault Megane e-Tech elettrica in Italia.

    Il connubio Renault Megane e-Tech elettrica e Sport e Salute evidenzia il punto cruciale: sostenibilità significa qualità della vita.

    Megane e-Tech presentazione

    La Renault sceglie la presentazione dell’accordo di collaborazione con Sport e Salute, società pubblica che fornisce servizi per lo sviluppo dell’attività sportiva in Italia, per annunciare i prezzi e aprire gli ordini della nuova Megane e-Tech elettrica.

    Testimonial Massimiliano Rosolino

    L’idea che il tempo di qualità possa essere assimilato a quello trascorso facondo sport e prendendosi cura del proprio benessere, come a quello passato a bordo di un’auto elettrica, trova nell’olimpionico Massimiliano Rosolino un attivo sostenitore.

    Megane e-Tech Massimiliano Rosolino Biagio Russo

    L’ex campione di nuovo guida infatti regolarmente un’auto elettrica e ne apprezza anche il tempo di ricarica delle batterie, che utilizza a volte per portare a passeggio il suo cane con la coscienza in ordine – viste le zero emissioni – e senza stress.

    Prezzi della Megane e-Tech

    Il listino dell’inedita berlina, realizzata sulla nuova piattaforma per veicoli a batterie CMF-EV dell’alleanza Renault-Nissan, parte da 37.100 euro per la versione Equilibre con batteria da 40 kWh, motore da 95 kW (130 cv) e ricarica con potenze fino a 85 kW, e arriva a 47.700 euro per la Iconic con accumulatore da 60 kWh, motore da 160 kW (220 cv) e ricarica fino a 130 kW.

    Megane e-TECH ELETTRICA PREZZI

    Prime consegne entro la primavera

    Le versioni con batteria da 60 kWh, che partono da un prezzo di 41.700 euro, sono già ordinabili con priorità per chi ha effettuato una prenotazione. “Entro la prossima primavera – assicura Raffaele Fusilli, amministratore delegato della Renault Italia – consegneremo le Megane e-Tech con batteria da 60 kWh e motore da 160 kW ai nostri primi clienti in Italia”.

    MEGANE E-TECH ELETTRICA POSTERIORE

    Accordo tra Renault e Sport e Salute

    L’accordo tra Renault Italia e Sport e Salute, a partire dal prossimo anno, porterà a iniziative congiunte in più di cento città italiane.

    Il tema della collaborazione è “Time for quality life” e punta a ispirare iniziative a livello locale, con il coinvolgimento degli uffici territoriali di Sport e Salute e delle concessionarie Renault, che attraverso la promozione dell’attività sportiva e della mobilità a zero emissioni portino a dare nuova attenzione alla qualità del tempo che ogni persona dedica alle attività quotidiane.

    Renault Sport e Salute Fusilli Cozzoli

    Tempo di qualità, quindi, come quello trascorso viaggiando a bordo di un’auto a zero emissioni o svolgendo un’attività sportiva.

    Ci siamo trovati in grande sintonia con la Renault – afferma Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute – nell’individuare nel benessere delle persone lo scopo della collaborazione.

    Sulla stessa lunghezza d’onda Raffaele Fusilli, Amministratore delegato Renault Italia.

    La nostra comune visione è di riuscire a dare tempo di qualità alle persone, la nuova Renault Megane e-Tech rende evidente ciò che intendiamo, regalando un’esperienza di guida e di viaggio estremamente appagante e in sintonia con l’ambiente.

    Logo Megane e-Tech

    Wall box domestica e Mobilize Charge Pass

    La Renault Megane e-Tech viene offerta anche con soluzioni integrate per l’installazione di una wall-box di ricarica nel proprio garage e per il Mobilize Charge Pass, attivo dalla fine del 2022, che permetterà l’accesso a ben 260.000 punti di ricarica in Europa localizzabili grazie all’applicazione e con pagamento gestito direttamente dal proprio contratto di ricarica.

  • Toyota, scatto verso le emissioni zero: 3,5 milioni di elettriche entro il 2030 e Lexus elettrica al 100%

    Toyota nel 2030 venderà 3,5 milioni di auto elettriche e Lexus sarà elettrica al 100% nei mercati di riferimento per poi diventarla globalmente 5 anni dopo. Ci saranno 30 modelli in gamma e un investimento di 8 trilioni di yen (pari a 62,4 miliardi di euro) ripartiti a metà tra elettrificate ed elettriche.

    Akio Toyoda
    Le mezze misure

    Per elettrificate si intendono le auto con propulsione full-hybrid, ibride plug-in e fuel cell a idrogeno. Nell’investimento sulle elettriche la metà sarà dedicato alle batterie. Toyota le produrrà da sola o con partner tecnologici, principalmente Panasonic ma anche CATL, BYD, GS Yuasa e Toshiba.

    Toyota bZ
    Spuntano le gigafactory

    Il volume annunciato è di 200 GWh e appare alquanto conservativo rispetto ai volumi previsti e a quelli che Toyota già genera. La prima gigafactory annunciata è per il 2025 negli USA, a Greensboro, nello stato del Nord Carolina e un investimento di 1,29 miliardi di dollari. Ancora in discussione il sito per l’Europa.

    Toyota EV Sports
    Crescita (abbastanza) improvvisa

    Per il nostro Continente Toyota aveva già fatto annunci in occasione del Kenshiki: 10% di elettrico nel 2025 e 50% nel 2030 con possibilità di salire al 100% nel 2035. Fino a pochi mesi fa si parlava di un milione di auto ad emissioni zero entro il 2030 globalmente, solo recentemente in alcuni documenti si parlava di 2 milioni di BEV.

    Leggi l’articolo Toyota anticipa i piani dell’elettrificazione dal 2030 al 2025

    Toyota EV
    Prova di forza e visibilità

    I numeri dunque sono completamente differenti. Da parte di Toyota, non si era mai vista né una tal precisione nelle cifre né uno schieramento così sfacciato di modelli. Sullo stand ve n’erano ben 15 alle spalle del presidente Akio Toyoda, Masahiko Maeda (responsabile sviluppo prodotto), Koji Sato (numero uno sia di Lexus sia di Gazoo Racing) e Simon Humphries (capo del design globale).

    Toyota Small SUV EV
    Le bZ in prima fila

    Erano disposti su 3 file e la prima era composta da 5 dei 7 modelli bZ previsti entro il 2025. Il primo è la bZ4X e accanto c’erano un suv compatto, una berlina, un suv grande e, proprio dietro Toyoda, un piccolo suv per il quale è annunciato un consumo di 125 Wh/km.

    Leggi l’articolo sulla Toyota bZ4X

    Leggi l’articolo su Beyond Zero, che cosa c’è dietro il nuovo marchio Toyota

    Toyota SuEV
    Le elettriche per tutti

    La terza linea era composta da 7 modelli tra cui un pick-up, un suv compatto ispirato ai primi Land Cruiser e alla FJ Cruiser. Al centro un crossover compatto accanto al piccolo suv SuEV il cui stile assomiglia molto alla nuova Aygo X. C’erano anche la sportiva Sports EV dalle dimensioni contenute, il quadriciclo Micro Box e la kei-car Micro Box, entrambi allestiti come mezzi commerciali.

    Lexus RZ
    Lexus cala il poker

    La seconda linea era invece dedicata tutta a Lexus. Mostrata per la prima volta la RZ, seconda elettrica del marchio dopo la UX 300e e prima nativa su base eTNGA. Chiaramente ispirata al concept LF-Z Electrified, arriverà nel 2022 accanto alla nuova RX. Quest’ultima sarà anche plug-in e avrà la veste dell’Electrified Suv presente sul palco.

    Leggi l’articolo sulla Lexus LF-Z Electrified, come sarà l’elettrificazione secondo i pionieri dell’ibrido

    Lexus
    Una supercar davvero… solida

    Erano visibili anche la Electrified Sedan, che preannuncia una berlina delle dimensioni della IS, e la supersportiva Electrified Sports. Era dalla LFA che Lexus non tornava sul tema: avrà 4 motori e la batteria allo stato solido per un’autonomia di 700 km. Dunque una vera “halo car” per il brand premium che punta a un milione di unità entro il 2030 e ad un’identità meglio definita rispetto a mamma Toyota.

    Lexus Electrified Sports
    Svolta solo apparente

    Una prova di forza e un ripensamento rispetto al passato. Ma questa è solo apparenza. Toyota si è sempre mossa con prudenza e, con ogni probabilità, anche stavolta ha detto meno di quanto potesse dire. Più che un cambio di direzione, gli annunci servivano a veicolare alcuni messaggi.

    Toyota EV Cruiser
    Elettrificazione, ma non solo

    Il primo è che Toyota crede nell’elettrico, ma non come il suo unico dio. L’elettrificazione deve essere sostenibile e deve tenere conto dei mercati e delle fonti di energia utilizzate per la ricarica. L’obiettivo fondamentale, più che togliere i tubi di scarico, rimane produrre auto che consumano sempre meno risorse nell’arco di tutto il ciclo di vita.

    Toyota BEV
    La mobilità deve essere per tutti

    Il secondo è l’accessibilità: le auto elettriche devono essere acquistabili da tutti, questo non è possibile attualmente. Anche qui, c’è da tenere conto delle esigenze di tutti gli automobilisti e di tutti i mercati. Costruire auto che si potranno permettere meno persone che in precedenza è un controsenso: la mobilità deve rimanere per tutti.

    Toyota Micro Box
    Diversità e gradualità

    Il terzo è la diversità. Come indicato dal piano, ancora metà degli investimenti per il 2030 sarà indirizzata verso le non elettriche. In Europa nel 2025 ancora l’80% di Toyota saranno ibride (full e plug-in) e il 10% termiche in purezza. Le vie di mezzo, parlando di mobilità, non sono eticamente sbagliate, anzi sono la garanzia che tutti potremo ancora muoverci secondo le nostre esigenze.

    Lexus Electrified SUV
    Il desiderio di farsi volere bene

    Il quarto risponde invece all’accettabilità sociale e politica che Toyota da sempre persegue come obiettivo strategico. Toyota si è anzi sbilanciata notevolmente negli ultimi tempi, anche andando contro corrente. Le dichiarazioni di Akio Toyoda e i suoi avvertimenti sui rischi dell’elettrificazione frettolosa sono stati interpretati come ammissione di debolezza e arretratezza tecnologica.

    Toyota e-palette
    Stesse idee, stessa attitudine

    Per questo Toyoda e Toyota si sono attirati molteplici critiche, spesso da chi non conosce il mondo dell’automotive, dimentica la storia di Toyota, la realtà del mercato o agisce in modo ideologico. Il messaggio di oggi è dunque interpretabile così: noi non cambiamo idea, ma sappiate che siamo pronti a tutto, come sempre.

    Akio Toyoda
  • Volvo Italia con il parco BAM Biblioteca degli Alberi Milano per il terzo anno

    La Volvo Italia conferma per il terzo anno consecutivo il suo ruolo di Park Ambassador di BAM Biblioteca degli Alberi Milano, lo spazio verde ed educativo nel cuore del quartiere Porta Nuova.

    Volvo e BAM Milano

    L’idea di una casa auto che collabora con un parco urbano mi piace molto. I parchi ci restituiscono il contatto con la natura proprio là dove rischiamo di perderlo, nelle aree urbane.

    La partnership della Volvo con il parco BAM è fatta inoltre di contenuti, incontri, programmi musicali e culturali. Grazie a questo palinsesto l’area di Porta Nuova, fino a pochi anni fa degradata e quasi dimenticata nonostante la vicinanza con la stazione Centrale e con il centro della città, si anima di un’energia contagiosa.

    BAM Milano

    Punto di aggregazione

    L’icona della skyline della Milano degli anni Duemila vive il suo parco, esempio di collaborazione tra pubblico e privato, come un punto di preziosa aggregazione sociale. Il BAM, come ogni parco, è capace di attirare artisti, pensatori e scienziati per un seminario a petto al pubblico, come famiglie e bambini per una semplice passeggiata all’aria aperta.

    La filiale italiana di Volvo continua così a promuovere e a sostenere iniziative chiamate a coinvolgere le persone e a diffondere la Cultura in città. Lo spirito che anima il Volvo Studio Milano, situato in prossimità del parco, si riflette dunque nel rinnovato impegno di Volvo a favore di BAM, in perfetta sintonia con le finalità del parco.

    Programma eventi

    Attraverso il programma culturale definito per il 2021 – che prevede oltre 180 BAMoment (eventi) di cui 17 digitali – BAM punta a riconfermarsi come parco pubblico inclusivo in grado di offrire ai cittadini la possibilità di vivere esperienze culturali di qualità a contatto con la natura.

    Volvo BAM Milano Back to the city

    In tale contesto viene confermato, nel prossimo mese di settembre, il Back to the City Concert, divenuto ormai appuntamento fisso nel panorama culturale milanese di fine estate, che vedrà una volta di più protagoniste una grande orchestra milanese e la musica classica al massimo livello.

    Volvo e Milano

    Le attività condivise con BAM offrono a Volvo la possibilità di sottolineare alcuni valori fondamentali del marchio. Volvo mette al centro delle proprie scelte le Persone, intese come individui e collettività, con l’obiettivo di migliorarne la qualità di vita.

    Volvo Studio Milano

    BAM parla inoltre di tutela dell’Ambiente, finalità assoluta di Volvosulla base di un senso di responsabilità etica che è vincolo imprescindibile. Volvo opera per minimizzare il proprio impatto sull’ambiente che la circonda e al tempo stesso per massimizzare il proprio effetto positivo anche in senso civico attraverso azioni concrete.

    Clicca qui e leggi l’articolo Oggi insieme a Volvo al parco BAM di Milano per tornare a crescere grazie alla sostenibilità.

    BAM Chiara Angeli

    Le ragioni di Volvo Car Italia nel ruolo di Park Ambassador di BAM sono esposte da Chiara Angeli, Head of Commercial Operations Volvo Car Italia:

    “Il ruolo del Park Ambassador è quello di garantire ai cittadini di Milano che BAM sia sempre in grado di offrire loro il meglio in termini di attività. È anche questo il nostro contributo alla città di Milano e alla sostenibilità, un contributo costante e sempre presente, al di là dei singoli progetti o momenti.”

  • Buon anno 2021 da FabioOrecchini.it – Obiettivo Zero Emissioni

    Buon anno 2021 da FabioOrecchini.it – Obiettivo Zero Emissioni!

    Ci lasciamo alle spalle un anno che sarà ricordato nei libri di storia a causa della pandemia di Covid-19 e del dissesto socio-economico-sanitario mondiale che ne è derivato.

    Ho grande rispetto per il passato e per tutte le difficoltà, le sofferenze e i lutti che il Coronavirus ha causato nel 2020, però voglio sfruttare l’occasione di questi semplici auguri per guardare al futuro.

    Il futuro è tutto

    Il futuro è tutto, sempre. Lo è certamente per la mia vita professionale, che proprio alla ricerca di nuove soluzioni e tecnologie più efficienti e sostenibili è completamente dedicata.

    Ma a mio parere il futuro è tutto per tutti. Specialmente in questo momento, dal quale dobbiamo ripartire per costruire basi più solide per la nostra salute pubblica, strutture più efficienti per i nostri servizi e la nostra economia, tecnologie affidabili, efficienti e sostenibili per nutrire il nostro sviluppo.

    Buon anno 2021 disallineato

    Sviluppo sostenibile

    Ormai ne parlano ovunque. Gli spot pubblicitari sono pieni della parola sostenibilità, cosa impensabile soltanto pochi anni fa e sognata da noi – che ce ne occupiamo da tempo – tra gli sfottò ebeti di economisti, politici e (pochi) sedicenti scienziati che facevano del “pragmatismo” il loro scudo, contrapposto al nostro arco che scagliava frecce, dirette senza indugi verso un futuro migliore.

    Oggi molti di quei presunti sapienti del “non si può fare” sono schierati in prima fila nella nuova (per loro) crociata verso l’economia circolare, tanto semplice nella sua essenza eppure incompresa per decenni.

    Ma questa non è una cattiva notizia, nell’arca della sostenibilità c’è posto per tutti, anche per loro. Perchè il nuovo sviluppo sostenibile tutti deve contenere, per essere veramente tale.

    Buon anno 2021

    Il mio augurio per il nuovo anno 2021 è semplice: che sia un anno di grande slancio verso un nuovo sviluppo sociale ed economico rispettoso dell’ambiente.

    Che possa riguardare un gran numero di persone in tutto il pianeta e sia basato su meccanismi tali da poter essere – almeno teoricamente – per tutti.

    Clicca qui oppure sull’immagine per leggere l’articolo con VIDEO – Sostenibilità, la parola che salverà il pianeta.

    Video copertina sostenibilità

  • Recovery Plan Italia, tutti a caccia dei soldi e nessuno vede l’occasione

    Il Recovery Plan Italia è visto come un grande salvadanaio da rompere il prima possibile per dividersi il bottino.

    Certo, siamo in una condizione difficile dal punto di vista socio-economico e la sete di denaro è più che comprensibile. Però scambiare uno strumento politico e strategico – prima ancora che economico – per un mero serbatoio di denaro pubblico da distribuire per alimentare un ipotetico infinito benessere sarebbe l’errore del secolo.

    I soldi da soli non bastano

    La realtà è spietata. Per quanto grande, visto che vale la cifra enorme di oltre duecento miliardi di euro, il Recovery Fund europeo non ci basterà a lungo.

    Conte Guarnieri insieme

    Anzi, non ci basterà affatto se vogliamo utilizzarlo come unica leva per alimentare l’agognato ritorno alla tranquillità (per alcuni), oppure la costruzione di un nuovo benessere (per tutti o quasi).

    Siamo sempre più disastrati a causa della pandemia, dalla quale usciremo soltanto dopo aver trascorso ancora parecchi e durissimi mesi a distanziarci, chiudere, evitare occasioni di contagio.

    Percepire l’Occasione

    Quello che serve davvero è percepire l’Occasione – quella con la “O” maiuscola – e non azzannarsi gli uni con gli altri per accaparrarsi una parte più o meno consistente del gruzzolo. Che se utilizzato in questo modo finirà molto presto e senza lasciare nulla di buono.

    L’Occasione è già scritta nel documento europeo e nelle linee di destinazione previste per i soldi in arrivo.

    Eppure, nessuno lo dice. Si fa a gara per spiegare agli Italiani quali siano i settori che potranno beneficiare dei nuovi finanziamenti, quali le infrastrutture. E si arriva addirittura a dettagliare – in incontri con le categorie – le possibili micro-ricadute del fiume di denaro in arrivo.

    Recovery Fund Europa linee guida

    E non si spiega che l’Europa Unita, di cui l’Italia è membro fondatore e in questo caso anche attivo, ha finalmente definito una visione per il suo futuro.

    Ecco qual è l’Occasione

    L’Europa ha deciso di finanziare il piano Next Generation Europe per arrivare a potersi definire nel corso dei prossimi tre decenni (anni Duemilaventi, Duemilatrenta e Duemilaquaranta): verde, digitale e resiliente.

    L’Occasione è enorme, quanto semplice.

    La mano pubblica deve attivare grandi linee di co-finanziamento e grandi progetti infrastrutturali, oltre che politiche industriali, economiche, ambientali e sociali finalizzate alla visione di un’Italia sostenibile.

    Recovery plan Conte Von Der Leyen

    Basta una parola, infatti, per riassumere tutti i concetti chiave del nuovo sviluppo che possiamo costruire.

    La parola è Sostenibilità e sarà lei a salvarci, non il denaro che se speso diversamente finirà presto lasciando macerie.

    Clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO Sostenibilità, la parola che salverà il pianeta.

    Come funziona

    Lo sviluppo socio-economico di cui abbiamo bisogno non si costruisce con 209 miliardi di euro. E nemmeno con il doppio.

    Lo sviluppo di cui abbiamo bisogno si costruisce con un obiettivo fermo, chiaro a tutti e che guarda al futuro.

    I finanziamenti, i progetti, le linee di credito attivate dal Recovery Plan Italia devono mettere in moto l’iniziativa privata, l’energia di ogni singolo cittadino.

    Se è così, i miliardi a disposizione non sono quelli del Recovery Fund, ma dieci volte di più perchè si attiva il vero meccanismo dello sviluppo socio-economico.

    Fatto di idee, imprenditorialità e iniziative, anche di volontariato orientato a raggiungere l’obiettivo.

    Next generation EU

    Rendere inutile il Recovery Fund

    L’obiettivo dal Recovery Plan, quindi, non deve essere quello di spartire nel modo migliore i soldi del Recovery Fund europeo.

    L’obiettivo deve essere di rendere inutile al più presto il ricorso a quel prestito.

    Perchè la macchina dell’Italia sostenibile è in grado di finanziarsi da sola in misura enormemente maggiore rispetto alle sole quote previste o prevedibili anche dalla più illuminata spartizione.

    Clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO Dialogo sulla sostenibilità con Michele Crisci presidente della Volvo Italia.

  • Polestar è trasparente: produrre auto elettriche aumenta le emissioni di CO2

    L’auto elettrica dà reali vantaggi sull’impronta di CO2 solo dopo 50mila km. E solo se è alimentata ad energia eolica. Ce ne vogliono 78mila con il mix energetico europeo e addirittura 112mila con quello medio globale. Non è una scoperta, ma un’ammissione e l’ha fatta la Polestar, il marchio elettrico che fa capo a Geely e stretto parente di Volvo.

    Polestar
    Polestar 2 contro Volvo XC40

    Il calcolo è stato effettuato secondo gli standard 14044 e LCA (Lyfe Cycle Assessment) dell’ISO. Dunque sono stati considerati il prima, il durante e il dopo della vita della vettura: materiali, produzione, logistica, vendita, utilizzo e infine recupero e riciclo. I riferimenti sono la nuova Polestar 2 elettrica e la Volvo XC40 dotata di motore a combustione interna.

    Leggi l’articolo sulle emissioni dell’automobile e il ciclo di vita

    Volvo XC 40 Recharge
    L’automobile e i suoi 10mila ingredienti

    I risultati sono in un documento di 38 pagine intitolato semplicemente “2”. È pieno di numeri, ma forse il più sconvolgente è che in un’automobile ci sono oltre 10mila materiali diversi riconducibili a circa 70 categorie. Dati che misurano la complessità di questo business e le sfide da affrontare per intraprendere cambiamenti radicali.

    …in un’automobile ci sono oltre 10mila materiali diversi riconducibili a circa 70 categorie. Dati che misurano la complessità di questo business e le sfide da affrontare per intraprendere cambiamenti radicali

    Polestar
    Pesi diversi per le emissioni  

    Calcolando una vita di 200.000 km, la XC40 produce 58 tonnellate di CO2 dunque un’impronta di 290 g/km di CO2. La Polestar 2 si ferma a 50 tonnellate (250 g/km) che diventano 42 (210 g/km) se utilizzata in Europa e 27 (135 g/km) con energia eolica. La sola produzione delle batterie comporta emissioni per 7 tonnellate dunque dall’8,3% al 38,6% del totale.

    La sola produzione delle batterie comporta emissioni per 7 tonnellate dunque dall’8,3% al 38,6% del totale

    Muso e calandra Volvo XC 40 recharge
    Gallina vecchia fa basse emissioni

    La XC40 utilizza materiali che impattano meno (14 tonnellate di CO2 contro 17). Il costo ambientale di produzione è praticamente identico (2,1 contro 2,2), leggermente più alto per il fine vita (0,6 contro 0,5). I dati del prima e del dopo sono identici nonostante la XC40 si fabbrichi in Europa e la Polestar 2 in Cina. Segno che l’industria usa standard globali identici a livello ambientale.

    Leggi l’articolo sulla XC40 Recharge elettrica

    Leggi l’articolo sulla Polestar 2, l’altro modo di essere Volvo

    Polestar
    Tutto quello che si può recuperare

    Per alcuni materiali Volvo fornisce anche dati precisi sul loro recupero. L’alluminio in fusione è al 96%, quello lavorato al 62%. L’acciaio standard e quello inossidabile al 63%, Volvo si tiene per sé il tasso relativo agli acciai speciali prodotti internamente. Si può recuperare la metà dei materiali grezzi e addirittura il 98% dei polimeri.

    Polestar
    Due impronte nettamente diverse

    Nettamente diversi anche entità e mix di carbon footprint a livello produttivo. La Polestar 2 ha un impatto superiore di circa il 40% rispetto alla XC40 e il suo mix è: 29% alluminio, 29% batteria agli ioni di litio, 17% acciaio e ferro, 10% elettronica e 7% polimeri. Per la Volvo: 34% alluminio, 34% acciaio e ferro, 13% elettronica e 11% polimeri.

    Polestar
    Ripulire i processi

    Ci sono margini di miglioramento a livello industriale. Volvo ha già detto che è possibile ridurre nel 2025 su approvvigionamento, fabbricazione e utilizzo l’impronta di CO2 del 25% rispetto al 2018. Il problema è che in quella data Volvo vuole vendere il 50% in elettrico e, contemporaneamente, abbattere l’impronta di CO2 del 40% con prodotti però intrinsecamente più impattanti.

    Polestar
    Qual buon vento

    Nella fase dell’uso la XC40 emette 41 tonnellate di CO2 (205 g/km). La Polestar, calcolando un consumo medio di 19,8 kWh/100 km, ne genera 23 con il mix energetico globale. Si scende a 14 in Unione Europea, e a 0,4 con energia eolica. Considerando che un albero assorbe da 10 a 50 kg di CO2 all’anno, 400 kg si possono bilanciare in modo relativamente facile.

    Polestar
    La strada è molto lunga

    Da questi numeri si traggono i punti di pareggio ambientale citati all’inizio. I 200.000 km sono la percorrenza di un’automobilista medio europeo in 16 anni e mezzo, 20 anni per un italiano. I dati di emissione considerati sono superiori del 25% a quelli dichiarati: la media della XC40 è di 163 g/km, il consumo WLTP della Polestar è di 15,6 kWh/100 km.

    Il confronto mancato

    A livello metodologico, la maggiorazione è dovuta a fattori logistici. Per l’auto a combustione interna ci sono i costi ambientali dovuti a estrazione, raffinazione e distribuzione. Per l’elettrica c’è la dispersione dell’impianto di ricarica. C’è solo da chiedersi perché tale raffronto non sia stato fatto con la XC40 elettrica che consuma leggermente di più (16,8 kWh/100 km).

    Batteria della Volvo XC40 Recharge
    Il contesto energetico

    Il problema è di sistema energetico. A livello europeo, siamo vicini all’obiettivo del 20% di consumo per il 2020 e l’Italia ha già raggiunto il proprio del 17% nel 2018. La produzione di energia verde nel nostro paese sfiora il 40%. L’obiettivo della UE è essere carbon neutral nel 2050, Volvo ci arriverà, come altri costruttori, nel 2040.

    Polestar 2
    L’industria conduce, la politica segue

    L’industria è dunque più avanti della politica. Per dispiegare tutto il potenziale dell’auto elettrica non bastano gli incentivi all’acquisto, ma bisogna agire sul sistema energetico. Anche Volkswagen ha compiuto uno studio simile con risultati che parlano chiaro: al momento, il pareggio di impronta di CO2 tra una e-Golf e Golf TDI a 125.000 km.

    Leggi l’articolo su elettrico contro diesel per le emissioni di CO2

    L’industria è dunque più avanti della politica. Per dispiegare tutto il potenziale dell’auto elettrica non bastano gli incentivi all’acquisto, ma bisogna agire sul sistema energetico

    Polestar
    Il valore dell’onestà

    «I costruttori di automobili nel passato non sono stati chiari con i clienti sull’impatto ambientale dei loro prodotti. Abbiamo bisogno di essere onesti, anche se la lettura dei dati crea imbarazzo» ha scritto Fredrika Klarén (foto sotto), responsabile per la Sustainability in Polestar, commentando i dati della ricerca prodotti dal costruttore svedese.

    La consapevolezza sta a zero

    Con questo rapporto Polestar rilancia quanto già detto da Volvo: occorre trasparenza da parte di tutta l’industria e arrivare ad un metodo di calcolo comune dell’impronta di CO2. L’obiettivo è mettere il cliente nella condizione di compiere la scelta giusta e dargli la consapevolezza che la rotta verso le emissioni zero è obbligata, ma tutt’altro che facile.

    Leggi l’articolo su Volvo che vuole diventare carbon neutral nel 2040

    Polestar
  • Verde e Blu Festival a Milano dal 25 al 27 settembre

    Sabato 26 settembre 2020 sarò al Verde e Blu Festival di Milano. La manifestazione segue una serie di precedenti esperienze degli organizzatori che hanno dato vita anni fa al festival dell’Energia.

    Sabato 26 ore 18,15 – Rivoluzione mobilità

    Condurrò l’incontro in piazza Gae Aulenti vicino al BAM – Biblioteca degli alberi di Milano.

    Saranno protagonisti con me Michele Crisci, presidente della Volvo Italia, Federica Foiadelli del Politecnico di Milano, Marco Granelli assessore alla mobilità e ai lavori pubblici del Comune di Milano, Francesco Di Lucia Team Leader della squadra corse del Politecnico di Milano.

    Titolo verde e blu festival 2020

    Clicca qui per vedere il programma completo e per iscriverti gratuitamente.

    Contenuti

    Vi aspetto a Milano sabato 26 settembre, parleremo con gli ospiti partendo da queste considerazioni.

    Sostenibilità, la parola chiave per un nuovo sviluppo.

    Auto, la rivoluzione energetica va ben oltre il veicolo.

    Case auto da costruttori di veicoli a fornitori di mobilità.

    L’auto e la città, costruzione di un nuovo equilibrio.

    Auto, passione e prestazioni nell’era dell’elettrificazione.

    Ricerca e sviluppo, la mobilità personale oltre il 2030

    Programma rivoluzione mobilità

    Clicca qui per andare al sito web della manifestazione.

  • Energia, mobilità e ambiente, cinque pilastri per ripartire davvero

    Bisogna costruire in modo solido e veloce cinque pilastri nei settori giusti per ripartire.

    Miopia generale

    Energia e mobilità sono considerate alla stregua di altri settori da troppi analisti, strateghi e decisori. Tutti affetti da grave miopia, evidentemente. O da incapacità di lettura di situazioni complesse.

    Industria manifatturiera, turismo, cultura, agricoltura, allevamento, edilizia sono ovviamente aree cruciali per il rilancio e il successivo successo del nostro paese.

    Tutti parlano di ripartenza in questi ed altri settori ma per fare in fretta e bene servono idee chiare e priorità ben definite.

    Ingredienti base per lo sviluppo

    Lo sviluppo, in tutti i settori, ha bisogno di molti ingredienti. Gli ingredienti di base, però sono relativamente pochi e variano in funzione dei tempi.

    Nel nostro tempo le risorse capaci di mettere in moto tutte le altre sono l’energia, la mobilità e l’ambiente.

    Crescita economica
    Energia

    L’energia è un requisito primario da sempre.

    Mobilità

    La mobilità, invece, è un bisogno del nostro tempo fatto di mercati e relazioni senza confini e senza distanze.

    La mobilità non è soltanto quella di uomini e merci, ma anche dei dati e delle informazioni, dell’energia e dei nuovi combustibili.

    Le nuove infrastrutture di trasporto – si intenda bene – sono anche quelle relative alla digitalizzazione, alla produzione e distribuzione elettrica intelligente, ai nuovi vettori energetici utilizzabili a zero emissioni.

    Ambiente

    L’ambiente è un requisito di ritorno; ritenuto fondamentale per millenni è stato dimenticato negli ultimi due secoli, in modo particolare a partire dall’avvento dei combustibili fossili.

    Oggi l’ambiente non è più soltanto quello naturale ma anche il contesto socio-economico.

    Cinque pilastri

    Nel 2011 ho pubblicato un lavoro scientifico che diventa oggi di stringente attualità.

    Il lavoro, in una situazione generale che parla di sviluppo sostenibile senza essere capace di indicarne realmente il percorso, individua i pilastri della sostenibilità energetica (Energy Sustainability Pillars, International Journal of Hydrogen Energy, Elsevier, 2011):

    Cinque pilastri bianchi
    • Rinnovabilità delle risorse;
    • Efficienza di conversione, distribuzione e utilizzo;
    • Contenimento dell’impatto ambientale;
    • Incremento dell’accessibilità;
    • Adattamento delle soluzioni alle situazioni socio-economico-ambientali locali.

    Cinque punti per la ripartenza

    Proprio quei cinque pilastri, identificati per garantire la sostenibilità delle soluzioni energetiche, offrono ora una semplice bussola grazie alla quale non sbagliare strada nella ripartenza possibile e meritata, per la nostra nazione e l’Europa, nel contesto globale.

    Tutti e cinque sono perfettamente applicabili ai tre settori chiave: energia, appunto, ma anche mobilità ed ecosistema socio-economico-ambientale.