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  • Marghera, la torre di raffreddamento diventa incubatore di cultura d’impresa

    Marghera è un luogo di grande interesse. È la dimostrazione che esiste molto altro da vedere a Venezia, oltre alla città lagunare.

    Marghera vale la visita, qui si può realmente capire la cultura imprenditoriale italiana dello scorso secolo. La città è stata infatti dal 1904 un vero e proprio “prodotto” da promuovere in giro per il mondo per attrarre investitori in Italia.

    Marghera industria del 900

    Torre di raffreddamento

    C’è in particolare un elemento di urbanistica industriale a Marghera, nato circa un secolo fa mettendo insieme capacità architettoniche, ingegneristiche, matematiche e costruttive.

    Si tratta di quello che oggi è un vero un capolavoro di archeologia industriale. Una torre di raffreddamento in cemento armato alta 54,22 metri a forma di iperboloide.

    Costruita nel 1938, la torre è stata realizzata su progetto franco-olandese di fine Ottocento, recuperato e portato a Marghera dal Sen. Giovanni Agnelli, Presidente della Vetrocooke SPA dal 1924 al 1948.

    Porto Marghera torri di raffreddamento originali

    Si tratta dell’ultima torre di raffreddamento rimasta a Marghera delle 5 che campeggiavano un tempo sull’area industriale, l’unica salvata dalla demolizione.

    Venezia Heritage Tower

    Oggi la torre è il fulcro del progetto Venezia Heritage Tower realizzato avvalendosi di finanziamenti europei per lo sviluppo regionale POR.

    Venezia Heritage Tower è un’iniziativa unica nel panorama italiano ed europeo, nata con l’obiettivo di restituire ad imprese, istituzioni e cittadini un patrimonio culturale di tipo imprenditoriale.

    Venezia Heritage Tower

    La torre di raffreddamento è definita in modo molto efficace come un faro acceso sul cambiamento.

    Incubatore di cultura d’impresa

    La Venezia Heritage Tower è un luogo dove trovano casa molti servizi per la promozione e valorizzazione della cultura di impresa attraverso attrezzature tecnologiche, strumenti innovativi e attrattivi per la fruizione del patrimonio culturale, architettonico, naturale e imprenditoriale del territorio.

    Il visitatore può scegliere diversi percorsi di visita e utilizzare più sensi attraverso i quali fruire dei materiali espositivi. Realtà aumentata, storytelling audio immersivi, virtual reality permettono di valorizzare l’esperienza emozionale.

    Marghera torre di raffreddamento ultimo piano

    La torre di raffreddamento, forte della sua bellezza originale e rafforzata attraverso i contenuti espositivi e le occasioni di confronto e apprendimento, oltre che dal panorama mozzafiato che permette di ammirare, è secondo me un vero e proprio incubatore di cultura imprenditoriale.

    Come esistono gli incubatori d’impresa, noti contenitori virtuali capaci di offrire conoscenze, contatti, opportunità e attrezzature ad aziende nascenti o in corso di sviluppo, così la Venezia Heritage Tower mostra che esiste un ulteriore livello di intervento sul quale si può agire con efficacia per ottenere risultati positivi in termini di impatto socioeconomico e di sostenibilità industriale.

    Sostenibilità

    La sostenibilità dello sviluppo è strettamente legata alle occasioni di conoscenza, dell’innovazione come della storia industriale, che la Venezia Heritage Tower permette di offrire.

    Marghera Interno torre

    L’imprenditorialità italiana traspare in ogni aspetto del progetto Venezia Heritage Tower e in ogni angolo di Porto Marghera.

    Non ci può essere sviluppo sostenibile senza una sana evoluzione dell’imprenditorialità e della cultura d’impresa. Anche la sostenibilità, oggi presente molto più di quanto si immagini nelle aziende del complesso Marghera, trae vantaggio dall’evoluzione e dall’utilizzo di vecchi simboli, come la torre.

    Arte Marghera Torre

    In più c’è l’arte, che come in altre realtà fino a qualche anno fa post-industriali che guardano alla reindustrializzazione possibile in questo decennio, si rivela stimolo e catalizzatore estremamente prezioso.

    Street art Torre Marghera
  • Elezioni politiche, dieci domande a Livio De Santoli, esperto di sostenibilità che ha deciso di candidarsi

    Livio De Santoli si occupa di energia, ambiente e sostenibilità.

    Attualmente è prorettore alla sostenibilità della Sapienza Università di Roma, presidente del Coordinamento FREE (Fonti rinnovabili efficienza energetica), presidente dell’ATI (Associazione termotecnica italiana) e si occupa di molte altre cose.

    La sua candidatura alle prossime elezioni nelle liste del Movimento 5 Stelle mi incuriosisce molto.

    Lo conosco da molto tempo e con dieci domande cerco di capire perchè abbia accettato di scendere in campo e per cosa intenda lavorare in parlamento negli ambiti che per me sono più importanti: sostenibilità, sviluppo sociale, economico e industriale, ambiente, energia, mobilità, ricerca, scuola e università, auto elettrica, idrogeno e nuovi combustibili, politiche per i giovani.

    Livio De Santoli eolico

    Perchè la candidatura

    1 – QUAL È IL MOTIVO CHE TI HA SPINTO A CANDIDARTI?

    La mia candidatura nasce dalla volontà di mettere al sevizio del Paese il bagaglio di esperienze e conoscenze maturate in tanti anni di studi e applicazioni sul tema dell’energia, che più di altri oggi rappresenta sviluppo, crescita e democrazia di una società e che assume un carattere di urgenza anche per il contrasto al cambiamento climatico. Il  programma che presento è fortemente progressista perché, nell’ambito di un approccio di ecologia integrale, cioè quell’approccio complesso alla crisi ecologica che affronti contestualmente gli aspetti economici, ambientali e soprattutto sociali, si vogliono raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione imposti dall’Europa al 2030.

    Sostenibilità e politica italiana

    2 – C’È SPAZIO PER LA SOSTENIBILITÀ NELL’ATTUALE DIALETTICA POLITICA IN ITALIA?

    Nessuno ne parla, credo invece che un dibattito franco, serio e competente debba essere affrontato da tutti visto che questo tema risulta centrale per la nostra vita e quella delle future generazioni. Ma ci sono idee al riguardo? Sembrano tutti troppo distratti a formulare i proclami più fantasiosi.

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    Priorità

    3 – QUALI SONO LE PRIORITÀ PER RENDERE SOSTENIBILE IL NOSTRO MODELLO DI SVILUPPO?

    Il nostro modello di sviluppo, per essere coerente con il processo di decarbonizzazione urgente, deve subire una profonda trasformazione in ogni aspetto della società.

    Sarà necessario sviluppare un vero e proprio piano industriale del Paese riguardante tutti i settori coinvolti nella transizione energetica. Il piano industriale deve favorire lo sviluppo di componentistica nazionale per il settore della produzione dei moduli fotovoltaici, sull’esempio di quanto recentemente si sta facendo a Catania per i moduli bifacciali, dei sistemi di accumulo come nella gigafactory di Termoli, degli accumulatori da utilizzare sui veicoli elettrificati e per il bilanciamento della rete e dei circuiti integrati. Sono settori cruciali per non essere totalmente dipendenti dall’estremo oriente.

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    La riconversione del comparto industriale implica la riconversione dei posti di lavoro. Infatti, l’impatto occupazionale dovuto a tale politica industriale sarebbe significativo (100.000 posti di lavoro permanenti e 1,5 milioni di posti di lavoro temporanei). Investire nella transizione energetica può quindi essere un modo per coniugare la decarbonizzazione del sistema energetico con la ripresa dell’economia italiana.

    Infine la lotta alle disuguaglianze deve essere un punto centrale dell’azione politica, perché nessun aspetto della sostenibilità (ambientale, economica e sociale) deve essere trascurato.

    Energia

    4 – CRISI ENERGETICA, QUAL È LA STRADA PER USCIRNE?

    Bisogna liberarsi definitivamente, e nel più breve tempo possibile dalle fonti fossili che stanno generando, in questo momento storico, una crisi che non ha forse precedenti. In prima battuta per ridurre la bolletta energetica sia delle imprese che delle famiglie più bisognose, sarebbe opportuno andare a modificare l’art.16 bis della Legge 34/2022 eliminando l’extraprofitto che attualmente si sta realizzando con la vendita dell’energia elettrica da fonti rinnovabili tra i produttori e il GSE. In questo modo sarebbe possibile vendere al GSE questa energia ad un prezzo concordato, per un tempo più lungo dei 3 anni attualmente previsti. Questa stessa energia, immessa nel mercato elettrico da parte del GSE e venduta al prezzo attuale di mercato, genererà un ricavo che verrà utilizzato per ridurre il caro bolletta.

    Livio De Santoli

    Per questo la priorità assoluta riguarda le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e i combustibili alternativi (biometano e idrogeno). In particolare, 60 GW di rinnovabile nei prossimi tre-cinque anni, 7 miliardi di metri cubi di biometano, 4 milioni di pompe di calore, che corrispondono a 40 miliardi di metri cubi di gas fossile.

    Mobilità

    5 – MOBILITÀ SOSTENIBILE, OCCASIONE OPPURE DISDETTA PER L’INDUSTRIA ITALIANA?

    Anche la trasformazione del settore dei trasporti è un’occasione per sviluppare un nuovo comparto industriale tutto italiano.

    mobilita sostenibile

    Sono determinato a favorire la diffusione della rete di ricarica per veicoli elettrici, con il chiaro obiettivo di raggiungere i 110.000 punti di ricarica ad accesso pubblico al 2030 e almeno i 3 milioni di punti di ricarica privati, domestici o aziendali, sempre al 2030 per una penetrazione di auto elettriche pari a 6.000.000

    Per il conseguimento di questo obiettivo gli aspetti  più importanti da considerare sono: la realizzazione di nuove Gigafactory (oltre a quelle già esistenti di Monterubbiano e Termoli) per la produzione di batterie realizzate con materiali green ed ecosostenibili; la ricerca per la produzione di batterie ad accumulo elevato con ridotto ingombro, la realizzazione di colonnine con tempi di ricarica ridotti (le cosiddette Fast Charge) e la realizzazione di infrastrutture nazionali in grado di distribuire nelle varie regioni i carichi di energia prelevata.

    Formazione e ricerca

    6 – SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA POSSONO DIVENTARE CENTRALI NEL SISTEMA DI SVILUPPO E NELL’ECONOMIA ITALIANA?

    Scuola, università e ricerca devono essere il motore della ripartenza della nostra economia. Su questi temi negli ultimi 30 anni ci sono stati solo tagli continui, questa tendenza deve essere invertita il prima possibile. Investire sulla formazione dei giovani significa investire sul futuro del nostro paese. Inoltre la ricerca può rendere l’Italia all’avanguardia in ogni settore, in particolare per la trasformazione del sistema energetico, nello sviluppo di nuove tecnologie e per la transizione digitalizzazione. Tenere presente poi che la grande maggioranza dei nuovi green jobs sono da impostare ex novo, sia per la progettazione dei sistemi, che per la loro gestione e manutenzione.

    Auto elettrica

    7 – L’AUTO ELETTRICA È INDICATA DA TUTTI COME PROTAGONISTA ASSOLUTA DEL NOSTRO FUTURO PROSSIMO MA SUL MERCATO IN ITALIA NON DECOLLA, QUALI POLITICHE DOVREBBERO ESSERE ADOTTATE?

    Nella risposta 5 ho mostrato come grandi numeri debbano essere raggiunti sia in termini di infrastruttura, che per quanto concerne i veicoli stessi. L’aspetto più importante sarà la riduzione della burocrazia comunale per le autorizzazioni all’installazione delle colonnine di ricarica e l’aumento percentuale delle colonnine nel centro e nel sud in modo da rendere più agevole la transizione dai veicoli a motore endotermico, inquinanti, verso quelli elettrici puliti.

    Auto elettrica batterie stato solido

    Ovviamente il programma prevederà di intensificare il sistema di incentivi a favore del rinnovamento del parco automobili verso l’elettrico e l’aumentare della flotta del trasporto pubblico con mezzi elettrici andando progressivamente a dismettere gli attuali.

    Idrogeno e altri combustibili

    8 – COME BEN SAI CI SONO ANCHE IDROGENO, BIOCOMBUSTIBILI E COMBUSTIBILI SINTETICI, E-FUELS COME POSSIBILI ALTERNATIVE ALL’ATTUALE DOMINIO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI, CHE RUOLO POTREBBERO AVERE?

    Lo sviluppo di combustibili alternativi è fondamentale nel prossimo futuro. Non tutti i settori possono essere facilmente elettrificati e la loro decarbonizzazione deve avvenire attraverso questi combustibili. Inoltre l’idrogeno è un modo per integrare la produzione aleatoria delle rinnovabili e il suo sviluppo sarà tanto più importante quanto aumenterà la penetrazione delle energie rinnovabili nella generazione elettrica. Il tema fondamentale è quello di sviluppare contemporaneamente sistemi di produzione con quelli di utilizzo, già oggi presenti e che necessiterebbero di una strategia nazionale consolidata.

    Hyundai Nexo idrogeno

    Nucleare

    9 – E IL NUCLEARE? CI SONO FORZE POLITICHE CHE LO HANNO INSERITO ESPLICITAMENTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE.

    Premesso che non bisogna avere pregiudizi ideologici sul nucleare, le ipotesi che circolano in questi giorni avrebbero bisogno di un approfondimento tecnico circa: tipologia del reattore, costo dell’impianto, tempi di installazione. Reattori di cosiddetta quarta generazione, anche se è oggetto di studi da un paio di decenni, hanno ancora la necessità di quantificare costi e tempi in quanto non è ancora una tecnologia commerciale ma solo sperimentale con pochi prototipi funzionanti. Più verosimilmente le proposte potrebbero riguardare reattori di terza generazione che commercialmente annoverano al momento solo quattro reattori di grande capacità nel mondo, comunque caratterizzati da costi e tempi elevati (almeno 15 anni). Dei microreattori di limitata capacità di terza generazione non è facile assumere informazioni plausibili. Ad oggi comunque il confronto dei costi con le rinnovabili è a tutto vantaggio di queste ultime. Lazard e IEA stimano un valore del fotovoltaico intorno ai 40 euro/MWh contro 165 euro/MWh, cioè quattro volte di meno. Anche considerando la presenza di sistemi di accumulo per il fotovoltaico, il costo del fotovoltaico è ancora inferiore a quello del nucleare. In definitiva per il nucleare ne riparleremo tra dieci anni almeno.

    Centrale nucleare

    Giovani

    10 – PARLIAMO DEI GIOVANI, SIAMO ENTRAMBI PROFESSORI UNIVERSITARI E IL LORO FUTURO CI STA MOLTO A CUORE. COSA ANDREBBE FATTO PER LORO?

    Su questa tema è già stato avviato da me in collaborazione con altri professori, alla Sapienza un corso interdisciplinare dal titolo Sviluppo Sostenibile: la transizione culturale, ecologica e digitale con il quale vogliamo fornire una formazione sulla comprensione del concetto di sostenibilità secondo una strategia trans-disciplinare che comprende aspetti  dall’individuale e quello sociale, la salute e i diritti dell’individuo, le risorse naturali, l’innovazione, la digitalizzazione, il paesaggio, il tema delle città ed il territorio, il rapporto con le istituzioni. Questo come esempio di un nuovo modo, veramente integrato, di affrontare tutte le discipline e insegnare ai ragazzi un approccio utile per affrontare il nostro futuro. Noi professori, dovremmo abbandonare i recinti dei SSD (Settori scientifici disciplinari secondo i quali sono organizzate le carriere dei docenti e la struttura dei corsi di studio) e individuare le nuove figure professionali che si renderanno necessarie in questa transizione.

    De Santoli sapienza
  • San Giovanni Addolorata di Roma, carpooling evoluto Kinto Join per i dipendenti dell’ospedale

    Il San Giovanni Addolorata di Roma è la prima azienda sanitaria pubblica del Lazio ad avviare un progetto di carpooling molto evoluto, realizzato grazie a Kinto Join.

    La grande e importante azienda ospedaliera adotta e promuove il servizio di carpooling fornito da Kinto, brand globale del Gruppo Toyota nato per soddisfare le nuove esigenze di mobilità.

    Obiettivi ambientali ed economici

    Gli obiettivi del progetto Kinto Join del San Giovanni Addolorata vanno oltre la sola riduzione delle emissioni di CO2 e NOX (certificata nei valori effettivi dal software Kinto Join) e mirano a ridurre i costi di spostamento per i dipendenti, semplificando ed ottimizzando al contempo l’utilizzo le aree di parcheggio e riducendo il traffico nella città di Roma.

    Kinto Join

    Kinto Join è una soluzione digitale per il carpooling che, tramite la sua tecnologia proprietaria, permette secondo una logica di utilizzo molto intuitiva ai dipendenti con abitudini di viaggio simili di organizzare spostamenti condivisi ottimizzando il tragitto casa-lavoro.

    Frittelli San Giovanni Addolorata

    Tiziana Frittelli, direttore generale San Giovanni Addolorata

    Siamo la prima azienda sanitaria pubblica nel Lazio ad avviare questo servizio. Oltre a garantire ai dipendenti una riduzione dei costi di viaggio.

    Il Direttore generale Tiziana Frittelli spiega: “La nuova app Kinto Join ci consente di semplificare la gestione dei parcheggi, riducendo l’occupazione di suolo pubblico e migliorando l’impronta ambientale a garanzia di maggiore benessere per le persone, più efficienza per l’azienda e più cura per la nostra città”.

    Intervista Mauro Caruccio Toyota

    Mauro Caruccio, amministratore delegato Kinto

    L’Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata rappresenta un importante ente pubblico che abbiamo l’orgoglio di accompagnare in questo percorso di promozione di una mobilità innovativa e sostenibile.

    Il CEO di Toyota Financial Services Italia e CEO e Chairman di KINTO Italia, Mauro Caruccio  spiega: “Il percorso che abbiamo disegnato con il San Giovanni Addolorata di Roma si basa su una forte condivisione di valori, in quanto anche Kinto si pone l’obiettivo di aggiungere qualità alla vita dell’individuo ma anche contribuire al benessere della società nella quale l’individuo è inserito attraverso una mobilità sostenibile, accessibile e che permetta a tutti di muoversi in modo sicuro e senza barriere.”

    Kinto Join scritta asfalto

    Benefici ottenibili

    L’app Kinto Join permette di raggiungere importanti benefici nel contenimento del traffico veicolare a vantaggio della mobilità in città ma anche nello sviluppo di rapporti sociali nella comunità lavorativa dell’azienda ospedaliera.

    Tutto questo va a favore dell’impatto globale degli spostamenti dei 2.600 dipendenti, certificatile e inservibile all’interno del Bilancio di Sostenibilità.

    L’App Kinto Join consente anche di integrare modalità alternative di spostamento, come il tragitto in bicicletta o a piedi.

    Funzionamento

    L’accesso al servizio richiede di:

    • scaricare l’app,
    • registrarsi con l’e-mail aziendale alla community dedicata,
    • connettersi con i colleghi che hanno orari e tragitti compatibili,
    • tracciare i propri viaggi casa-lavoro in carpooling, potendo così usufruire dei posti auto riservati all’iniziativa e visualizzando direttamente sull’app il proprio impatto ambientale.
  • Guerra e sostenibilità, ha senso parlare di sviluppo sostenibile nel mezzo di un conflitto?

    Guerra e sostenibilità sono agli opposti.

    Se però è chiaro a tutti che non ci sia alcuna sostenibilità possibile in caso di guerra, come mostra con evidenza ciò che sta avvenendo oggi in Ucraina e in altre decine di luoghi nel mondo, non è altrettanto condiviso il fatto che applicando i principi della sostenibilità la guerra possa realmente essere evitata.

    Realtà e astrazione

    Questo è comprensibile, vista la naturale predisposizione umana a considerare prioritari gli aspetti reali rispetto a quelli astratti.

    La realtà è ciò che secondo la nostra percezione ci accade oggi e per davvero, come la guerra in Ucraina, la crisi del gas, l’aumento delle bollette e le relative speculazioni finanziarie e di mercato nazionali e internazionali alle quali nessuno pare voglia realmente mettere un freno.

    Per reagire a una situazione percepita come reale, secondo il pensiero comune, bisogna agire nella realtà.

    Carbone, petrolio, altro gas oppure nucleare

    Quindi trovare altre fonti di approvvigionamento energetico, che sostituiscano il gas russo, pescando in ciò che abbiamo già dimostrato di saper fare in passato, come tornare a sfruttare petrolio e carbone (che sembravano dover uscire di scena nel giro di pochi decenni), trovare altro gas di diversa provenienza sul mercato internazionale oppure riaprire piattaforme di estrazione nei nostri mari, ripercorrere la strada del nucleare da fissione con tecnologie attualmente o velocemente disponibili (che fuori di scena, in Italia come in altri paesi, c’era già andato…).

    Impianto petrolio e carbone

    La strada della sostenibilità, in questo scenario, è vista invece come un’astrazione.

    Fonti energetiche rinnovabili

    Le fonti energetiche rinnovabili?

    Chi le ha mai viste soddisfare da sole e con continuità le esigenze di un intero paese…?

    Energia solare eolica

    La questione ambientale?

    Roba da fighetti ecochic, ad essere realisti morto un bosco se ne fa un altro… e poi non è nemmeno così evidente che esista veramente il cambiamento climatico… basta cercare su Internet e si trovano decine di pareri e spiegazioni che ne negano il legame con cause di origine umana.

    L’impatto sociale delle attività economiche?

    Paroloni da professori universitari, questioni da premi Nobel (tutti i recenti Nobel in Economia sono andati a studiosi che hanno dimostrato come senza una corretta valutazione socio-economico-ambientale il modello di crescita non regga), distanti anni luce dalle scadenze a fine mese delle famiglie…

    Tiriamo le somme

    Basta fare due conti per capire che nessuna delle soluzioni ritenute realistiche sia in grado di risolvere il problema a monte di ogni guerra, cioè l’interesse contrastante di due o più parti rispetto a una risorsa scarsa (territorio, ricchezze naturali, accesso al mare e ai corridoi di trasporto e comunicazione).

    Petrolio e carbone

    Petrolio e carbone sono geopoliticamente distribuiti in modo squilibrato sul pianeta, insufficienti per allargare lo sviluppo anche ai paesi emergenti, inquinanti a livello locale – oltre che fonti di emissioni climalteranti quando combusti.

    Pozzi di petrolio

    Gas naturale

    Lo stesso vale per il gas naturale, con un possibile miglioramento dell’impatto globale dal punto di vista ambientale che necessita però di un’attenta distribuzione e limitazione delle perdite lungo il percorso dall’estrazione all’utilizzo per avere reali vantaggi in termini di lotta al cambiamento climatico (il metano emesso direttamente in atmosfera è largamente più climalterante della CO2).

    Nucleare

    Il nucleare richiede risorse economiche ingentissime, lunghi tempi di realizzazione degli impianti (per i pochi impianti in costruzione in Europa i tempi di realizzazione si stanno rivelando lunghissimi…), per l’Italia presenterebbe lo stesso problema della dipendenza dall’importazione della materia prima dei combustibili fossili, genera senza dubbio una quantità importante di scorie radioattive attive per tempi che vanno ben oltre l’orizzonte prevedibile (ammesso che esista un orizzonte politicamente prevedibile, cosa smentita dalla crisi ucraina e dall’imprevista rottura con la Russia) ad oggi insoluto.

    Centrale nucleare

    Realismo… teorico

    Più che realistico, lo scenario dell’apparente realismo appare quanto di più teorico e astratto si possa immaginare.

    Scenario sostenibile

    Passando allo scenario della sostenibilità, risulta evidente come:

    • le fonti rinnovabili siano ampiamente sufficienti, con tecnologia attuale, quindi a maggior ragione in una prospettiva di sviluppo e innovazione, a garantire l’indipendenza energetica della grande maggioranza dei paesi e delle aree geopolitiche del mondo, comprese quelle emergenti e in via di sviluppo;
    • La questione ambientale sia ormai una priorità condivisa ed evidente a livello globale, con emissioni di gas serra, dispersione di plastiche e qualità dell’aria nelle aree urbane ai primi posti per urgenza di intervento;
    • L’impatto sociale delle attività economiche sia la nuova frontiera dell’industrializzazione, vissuta dalle comunità come risorsa preziosa quando è in grado di garantire lavoro, reddito, benessere e servizi.
    Guerra e sostenibilita

    Dal noto all’innato

    La guerra non è l’unico elemento reale nel dualismo con la sostenibilità.

    Gli elementi reali sono entrambi quelli in contrapposizione: uno (la guerra) noto e distruttivo, l’altro (la sostenibilità) innato e costruttivo.

    Sì, innato. Perché è nella natura umana preservare e conservare le risorse che permettono la vita e il miglioramento delle condizioni sociali. La sostenibilità non è altro che questo.

    Quindi non è affatto astratta, anzi.

    Cervello mente

    La sostenibilità, nella storia umana, nasce prima della guerra – anch’essa ancestrale ma affermatasi nella storia come strumento di supremazia, per certi versi concepito proprio per difendere o attuare piani di presunta sostenibilità (presunta perchè inevitabilmente a breve termine) di strutture sociali e comunità organizzate.

    Sviluppo duraturo

    La via della sostenibilità è l’unica possibilità che abbiamo per ambire a un mondo che costruisca invece di distruggere. Quindi a un mondo che possa durare nel tempo.

    Sviluppo duraturo e sostenibilità

    Non a caso in francese lo sviluppo sostenibile è detto developpement durable. Sviluppo duraturo, appunto.

    L’incognita della distribuzione del potere

    Certo, c’è un’incognita. Quella dell’elemento veramente intangibile eppure così decisivo che permea i rapporti umani, quindi anche quelli internazionali.

    L’incognita è il potere, inteso come controllo politico.

    Potere e sostenibilita

    Ogni scenario di sostenibilità socio-economico-ambientale tende a indebolire i poteri centrali classici e attualmente strutturati, a favore della diffusione e parcellizzazione del potere e delle responsabilità. A spese soprattutto della politica.

    Questa è l’incognita. Trovare nuovi meccanismi e un nuovo ruolo per la politica e per la distribuzione del potere in un mondo sostenibile.

  • Innovazione e sostenibilità, Continental punta su sensori Lidar e pneumatici verdi

    Dopo aver celebrato lo scorso anno il suo centocinquantesimo anno di attività, la storica azienda di pneumatici e componentistica elettronica tedesca Continental guarda ai prossimi decenni puntando sull’innovazione e sulla sostenibilità.

    LiDAR a lungo raggio

    Sono in arrivo i primi frutti dell’investimento Continental in AEye, azienda tra prime al mondo a sviluppare sensori LiDAR (Light detection and ranging) ad alte prestazioni con sede a Dublin, California.

    Il fiore all’occhiello della società americana è la tecnologia LiDAR che combina un laser 1550 nm con un sistema di controllo brevettato basato su scanner micro-elettromeccanico (MEMS). Questo sistema può essere configurato attraverso il software di controllo e si adatta quindi ad essere applicato e ottimizzato sulle singole applicazioni auto dei costruttori.

    LiDAR Continental HLR131

    Questa tecnologia di rilevamento di precisione rappresenta una componente fondamentale per lo sviluppo di veicoli a guida autonoma.

    Nel 2024 la Continental e la AEye lanceranno il modello HRL131, primo sensore LiDAR a lungo raggio ad alta risoluzione al mondo ad entrare nella produzione in serie nel mercato automobilistico, che andrà ad unirsi al LiDAR a corto raggio Continental HFL 110, già oggi in produzione in serie.

    Il modello HRL131 è adatto a soluzioni di guida automatizzata di Livello 3 e Livello 4, quindi per veicoli a guida completamente autonoma.

    Livelli SAE guida autonoma 2021

    La tecnologia LiDAR ad alte prestazioni abilita funzionalità chiave anche per il trasporto merci e persone combinando un’elevata risoluzione spaziale dinamica con il rilevamento a lungo raggio.

    I modelli di scansione definiti dal software possono essere completamente personalizzati per adattarsi a qualsiasi esigenza del cliente. Il sensore è impostato per gestire gli ambienti più difficili e dinamici per supportare la guida autonoma, dagli scenari autostradali ad alta velocità alle strade urbane densamente affollate.

    Pneumatico GreenConcept

    Continental ha presentato al CES di Las Vegas 2022 il suo nuovo concept di pneumatico sostenibile, Continental GreenConcept.

    Pneumatico verde Continental GreenConcept

    Si tratta di uno pneumatico costituito da una percentuale particolarmente elevata di materiali tracciabili, rinnovabili e riciclati. Il design è innovativo e leggero e permette di conservare risorse preziose garantendo una maggiore durata grazie a un battistrada riutilizzabile.

    Questo studio sfrutta gli approcci tecnologici attuali ed emergenti relativi alla progettazione di pneumatici sostenibili per le autovetture, con l’obiettivo di ridurre al minimo il consumo di risorse in ogni anello della filiera.

    Di conseguenza, lo studio affronta tutto il ciclo di approvvigionamento e produzione, arrivando fino all’utilizzo: dal prelievo delle materie prime nelle varie fasi di produzione per arrivare alle soluzioni per prolungare la vita utile dello pneumatico.

    Obiettivi di sostenibilità

    Continental ha dichiarato l’obiettivo ambizioso di diventare entro il 2030 l’azienda di pneumatici più all’avanguardia per quanto riguarda la responsabilità ecologica e sociale.

    Entro al più tardi il 2050, Continental ha comunicato che produrrà pneumatici utilizzando il 100% di materiali prodotti in modo sostenibile, raggiungendo la piena neutralità climatica in tutto le sue catene di approvvigionamento.

  • Buon Natale da Obiettivo Zero Emissioni

    Auguri di Buon Natale a tutti da Obiettivo Zero Emissioni.

    Il Natale è una festività speciale, dal significato tanto potente e importante da essere veramente universale.

    Il progetto Obiettivo Zero Emissioni si riconosce completamente nel Natale.

    La nostra missione

    La nostra missione è contribuire alla realizzazione di uno sviluppo che possa essere per tutti, rispettare gli equilibri naturali del pianeta e creare opportunità di lavoro, crescita e miglioramento sociale ed economico attraverso l’innovazione e la conoscenza.

    Albero auguri natale 2021

    Tutto questo non soltanto è possibile ma, come ci insegna proprio lo spirito natalizio, è semplicemente doveroso.

    Il resto, cioè lo sviluppo a scapito delle risorse non rinnovabili, l’emissione di inquinanti solidi, liquidi e gassosi, l’alterazione degli ecosistemi, è l’anti-Natale.

    Il mio augurio

    Il mio Buon Natale a chi ancora non riesce a vedere questa gigantesca evidenza, contiene l’augurio di aprire finalmente gli occhi e scorgerne la disarmante semplicità.

    La sostenibilità è semplice. Ciò che è complesso è riuscire ad adattare i nostri sistemi distorti alla sua logica elementare.

  • Renault Megane e-Tech elettrica, con Sport e Salute per il tempo di qualità

    Vivere tempo di qualità. Questa è l’ispirazione che ha portato all’accordo tra Renault Italia e Sport e Salute, società pubblica per la promozione della pratica sportiva.

    La presentazione dell’accordo al Foro Italico di Roma, nella sala delle armi, è l’occasione per lanciare la Renault Megane e-Tech elettrica in Italia.

    Il connubio Renault Megane e-Tech elettrica e Sport e Salute evidenzia il punto cruciale: sostenibilità significa qualità della vita.

    Megane e-Tech presentazione

    La Renault sceglie la presentazione dell’accordo di collaborazione con Sport e Salute, società pubblica che fornisce servizi per lo sviluppo dell’attività sportiva in Italia, per annunciare i prezzi e aprire gli ordini della nuova Megane e-Tech elettrica.

    Testimonial Massimiliano Rosolino

    L’idea che il tempo di qualità possa essere assimilato a quello trascorso facondo sport e prendendosi cura del proprio benessere, come a quello passato a bordo di un’auto elettrica, trova nell’olimpionico Massimiliano Rosolino un attivo sostenitore.

    Megane e-Tech Massimiliano Rosolino Biagio Russo

    L’ex campione di nuovo guida infatti regolarmente un’auto elettrica e ne apprezza anche il tempo di ricarica delle batterie, che utilizza a volte per portare a passeggio il suo cane con la coscienza in ordine – viste le zero emissioni – e senza stress.

    Prezzi della Megane e-Tech

    Il listino dell’inedita berlina, realizzata sulla nuova piattaforma per veicoli a batterie CMF-EV dell’alleanza Renault-Nissan, parte da 37.100 euro per la versione Equilibre con batteria da 40 kWh, motore da 95 kW (130 cv) e ricarica con potenze fino a 85 kW, e arriva a 47.700 euro per la Iconic con accumulatore da 60 kWh, motore da 160 kW (220 cv) e ricarica fino a 130 kW.

    Megane e-TECH ELETTRICA PREZZI

    Prime consegne entro la primavera

    Le versioni con batteria da 60 kWh, che partono da un prezzo di 41.700 euro, sono già ordinabili con priorità per chi ha effettuato una prenotazione. “Entro la prossima primavera – assicura Raffaele Fusilli, amministratore delegato della Renault Italia – consegneremo le Megane e-Tech con batteria da 60 kWh e motore da 160 kW ai nostri primi clienti in Italia”.

    MEGANE E-TECH ELETTRICA POSTERIORE

    Accordo tra Renault e Sport e Salute

    L’accordo tra Renault Italia e Sport e Salute, a partire dal prossimo anno, porterà a iniziative congiunte in più di cento città italiane.

    Il tema della collaborazione è “Time for quality life” e punta a ispirare iniziative a livello locale, con il coinvolgimento degli uffici territoriali di Sport e Salute e delle concessionarie Renault, che attraverso la promozione dell’attività sportiva e della mobilità a zero emissioni portino a dare nuova attenzione alla qualità del tempo che ogni persona dedica alle attività quotidiane.

    Renault Sport e Salute Fusilli Cozzoli

    Tempo di qualità, quindi, come quello trascorso viaggiando a bordo di un’auto a zero emissioni o svolgendo un’attività sportiva.

    Ci siamo trovati in grande sintonia con la Renault – afferma Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute – nell’individuare nel benessere delle persone lo scopo della collaborazione.

    Sulla stessa lunghezza d’onda Raffaele Fusilli, Amministratore delegato Renault Italia.

    La nostra comune visione è di riuscire a dare tempo di qualità alle persone, la nuova Renault Megane e-Tech rende evidente ciò che intendiamo, regalando un’esperienza di guida e di viaggio estremamente appagante e in sintonia con l’ambiente.

    Logo Megane e-Tech

    Wall box domestica e Mobilize Charge Pass

    La Renault Megane e-Tech viene offerta anche con soluzioni integrate per l’installazione di una wall-box di ricarica nel proprio garage e per il Mobilize Charge Pass, attivo dalla fine del 2022, che permetterà l’accesso a ben 260.000 punti di ricarica in Europa localizzabili grazie all’applicazione e con pagamento gestito direttamente dal proprio contratto di ricarica.

  • Toyota, scatto verso le emissioni zero: 3,5 milioni di elettriche entro il 2030 e Lexus elettrica al 100%

    Toyota nel 2030 venderà 3,5 milioni di auto elettriche e Lexus sarà elettrica al 100% nei mercati di riferimento per poi diventarla globalmente 5 anni dopo. Ci saranno 30 modelli in gamma e un investimento di 8 trilioni di yen (pari a 62,4 miliardi di euro) ripartiti a metà tra elettrificate ed elettriche.

    Akio Toyoda
    Le mezze misure

    Per elettrificate si intendono le auto con propulsione full-hybrid, ibride plug-in e fuel cell a idrogeno. Nell’investimento sulle elettriche la metà sarà dedicato alle batterie. Toyota le produrrà da sola o con partner tecnologici, principalmente Panasonic ma anche CATL, BYD, GS Yuasa e Toshiba.

    Toyota bZ
    Spuntano le gigafactory

    Il volume annunciato è di 200 GWh e appare alquanto conservativo rispetto ai volumi previsti e a quelli che Toyota già genera. La prima gigafactory annunciata è per il 2025 negli USA, a Greensboro, nello stato del Nord Carolina e un investimento di 1,29 miliardi di dollari. Ancora in discussione il sito per l’Europa.

    Toyota EV Sports
    Crescita (abbastanza) improvvisa

    Per il nostro Continente Toyota aveva già fatto annunci in occasione del Kenshiki: 10% di elettrico nel 2025 e 50% nel 2030 con possibilità di salire al 100% nel 2035. Fino a pochi mesi fa si parlava di un milione di auto ad emissioni zero entro il 2030 globalmente, solo recentemente in alcuni documenti si parlava di 2 milioni di BEV.

    Leggi l’articolo Toyota anticipa i piani dell’elettrificazione dal 2030 al 2025

    Toyota EV
    Prova di forza e visibilità

    I numeri dunque sono completamente differenti. Da parte di Toyota, non si era mai vista né una tal precisione nelle cifre né uno schieramento così sfacciato di modelli. Sullo stand ve n’erano ben 15 alle spalle del presidente Akio Toyoda, Masahiko Maeda (responsabile sviluppo prodotto), Koji Sato (numero uno sia di Lexus sia di Gazoo Racing) e Simon Humphries (capo del design globale).

    Toyota Small SUV EV
    Le bZ in prima fila

    Erano disposti su 3 file e la prima era composta da 5 dei 7 modelli bZ previsti entro il 2025. Il primo è la bZ4X e accanto c’erano un suv compatto, una berlina, un suv grande e, proprio dietro Toyoda, un piccolo suv per il quale è annunciato un consumo di 125 Wh/km.

    Leggi l’articolo sulla Toyota bZ4X

    Leggi l’articolo su Beyond Zero, che cosa c’è dietro il nuovo marchio Toyota

    Toyota SuEV
    Le elettriche per tutti

    La terza linea era composta da 7 modelli tra cui un pick-up, un suv compatto ispirato ai primi Land Cruiser e alla FJ Cruiser. Al centro un crossover compatto accanto al piccolo suv SuEV il cui stile assomiglia molto alla nuova Aygo X. C’erano anche la sportiva Sports EV dalle dimensioni contenute, il quadriciclo Micro Box e la kei-car Micro Box, entrambi allestiti come mezzi commerciali.

    Lexus RZ
    Lexus cala il poker

    La seconda linea era invece dedicata tutta a Lexus. Mostrata per la prima volta la RZ, seconda elettrica del marchio dopo la UX 300e e prima nativa su base eTNGA. Chiaramente ispirata al concept LF-Z Electrified, arriverà nel 2022 accanto alla nuova RX. Quest’ultima sarà anche plug-in e avrà la veste dell’Electrified Suv presente sul palco.

    Leggi l’articolo sulla Lexus LF-Z Electrified, come sarà l’elettrificazione secondo i pionieri dell’ibrido

    Lexus
    Una supercar davvero… solida

    Erano visibili anche la Electrified Sedan, che preannuncia una berlina delle dimensioni della IS, e la supersportiva Electrified Sports. Era dalla LFA che Lexus non tornava sul tema: avrà 4 motori e la batteria allo stato solido per un’autonomia di 700 km. Dunque una vera “halo car” per il brand premium che punta a un milione di unità entro il 2030 e ad un’identità meglio definita rispetto a mamma Toyota.

    Lexus Electrified Sports
    Svolta solo apparente

    Una prova di forza e un ripensamento rispetto al passato. Ma questa è solo apparenza. Toyota si è sempre mossa con prudenza e, con ogni probabilità, anche stavolta ha detto meno di quanto potesse dire. Più che un cambio di direzione, gli annunci servivano a veicolare alcuni messaggi.

    Toyota EV Cruiser
    Elettrificazione, ma non solo

    Il primo è che Toyota crede nell’elettrico, ma non come il suo unico dio. L’elettrificazione deve essere sostenibile e deve tenere conto dei mercati e delle fonti di energia utilizzate per la ricarica. L’obiettivo fondamentale, più che togliere i tubi di scarico, rimane produrre auto che consumano sempre meno risorse nell’arco di tutto il ciclo di vita.

    Toyota BEV
    La mobilità deve essere per tutti

    Il secondo è l’accessibilità: le auto elettriche devono essere acquistabili da tutti, questo non è possibile attualmente. Anche qui, c’è da tenere conto delle esigenze di tutti gli automobilisti e di tutti i mercati. Costruire auto che si potranno permettere meno persone che in precedenza è un controsenso: la mobilità deve rimanere per tutti.

    Toyota Micro Box
    Diversità e gradualità

    Il terzo è la diversità. Come indicato dal piano, ancora metà degli investimenti per il 2030 sarà indirizzata verso le non elettriche. In Europa nel 2025 ancora l’80% di Toyota saranno ibride (full e plug-in) e il 10% termiche in purezza. Le vie di mezzo, parlando di mobilità, non sono eticamente sbagliate, anzi sono la garanzia che tutti potremo ancora muoverci secondo le nostre esigenze.

    Lexus Electrified SUV
    Il desiderio di farsi volere bene

    Il quarto risponde invece all’accettabilità sociale e politica che Toyota da sempre persegue come obiettivo strategico. Toyota si è anzi sbilanciata notevolmente negli ultimi tempi, anche andando contro corrente. Le dichiarazioni di Akio Toyoda e i suoi avvertimenti sui rischi dell’elettrificazione frettolosa sono stati interpretati come ammissione di debolezza e arretratezza tecnologica.

    Toyota e-palette
    Stesse idee, stessa attitudine

    Per questo Toyoda e Toyota si sono attirati molteplici critiche, spesso da chi non conosce il mondo dell’automotive, dimentica la storia di Toyota, la realtà del mercato o agisce in modo ideologico. Il messaggio di oggi è dunque interpretabile così: noi non cambiamo idea, ma sappiate che siamo pronti a tutto, come sempre.

    Akio Toyoda
  • Volvo Italia con il parco BAM Biblioteca degli Alberi Milano per il terzo anno

    La Volvo Italia conferma per il terzo anno consecutivo il suo ruolo di Park Ambassador di BAM Biblioteca degli Alberi Milano, lo spazio verde ed educativo nel cuore del quartiere Porta Nuova.

    Volvo e BAM Milano

    L’idea di una casa auto che collabora con un parco urbano mi piace molto. I parchi ci restituiscono il contatto con la natura proprio là dove rischiamo di perderlo, nelle aree urbane.

    La partnership della Volvo con il parco BAM è fatta inoltre di contenuti, incontri, programmi musicali e culturali. Grazie a questo palinsesto l’area di Porta Nuova, fino a pochi anni fa degradata e quasi dimenticata nonostante la vicinanza con la stazione Centrale e con il centro della città, si anima di un’energia contagiosa.

    BAM Milano

    Punto di aggregazione

    L’icona della skyline della Milano degli anni Duemila vive il suo parco, esempio di collaborazione tra pubblico e privato, come un punto di preziosa aggregazione sociale. Il BAM, come ogni parco, è capace di attirare artisti, pensatori e scienziati per un seminario a petto al pubblico, come famiglie e bambini per una semplice passeggiata all’aria aperta.

    La filiale italiana di Volvo continua così a promuovere e a sostenere iniziative chiamate a coinvolgere le persone e a diffondere la Cultura in città. Lo spirito che anima il Volvo Studio Milano, situato in prossimità del parco, si riflette dunque nel rinnovato impegno di Volvo a favore di BAM, in perfetta sintonia con le finalità del parco.

    Programma eventi

    Attraverso il programma culturale definito per il 2021 – che prevede oltre 180 BAMoment (eventi) di cui 17 digitali – BAM punta a riconfermarsi come parco pubblico inclusivo in grado di offrire ai cittadini la possibilità di vivere esperienze culturali di qualità a contatto con la natura.

    Volvo BAM Milano Back to the city

    In tale contesto viene confermato, nel prossimo mese di settembre, il Back to the City Concert, divenuto ormai appuntamento fisso nel panorama culturale milanese di fine estate, che vedrà una volta di più protagoniste una grande orchestra milanese e la musica classica al massimo livello.

    Volvo e Milano

    Le attività condivise con BAM offrono a Volvo la possibilità di sottolineare alcuni valori fondamentali del marchio. Volvo mette al centro delle proprie scelte le Persone, intese come individui e collettività, con l’obiettivo di migliorarne la qualità di vita.

    Volvo Studio Milano

    BAM parla inoltre di tutela dell’Ambiente, finalità assoluta di Volvosulla base di un senso di responsabilità etica che è vincolo imprescindibile. Volvo opera per minimizzare il proprio impatto sull’ambiente che la circonda e al tempo stesso per massimizzare il proprio effetto positivo anche in senso civico attraverso azioni concrete.

    Clicca qui e leggi l’articolo Oggi insieme a Volvo al parco BAM di Milano per tornare a crescere grazie alla sostenibilità.

    BAM Chiara Angeli

    Le ragioni di Volvo Car Italia nel ruolo di Park Ambassador di BAM sono esposte da Chiara Angeli, Head of Commercial Operations Volvo Car Italia:

    “Il ruolo del Park Ambassador è quello di garantire ai cittadini di Milano che BAM sia sempre in grado di offrire loro il meglio in termini di attività. È anche questo il nostro contributo alla città di Milano e alla sostenibilità, un contributo costante e sempre presente, al di là dei singoli progetti o momenti.”

  • Buon anno 2021 da FabioOrecchini.it – Obiettivo Zero Emissioni

    Buon anno 2021 da FabioOrecchini.it – Obiettivo Zero Emissioni!

    Ci lasciamo alle spalle un anno che sarà ricordato nei libri di storia a causa della pandemia di Covid-19 e del dissesto socio-economico-sanitario mondiale che ne è derivato.

    Ho grande rispetto per il passato e per tutte le difficoltà, le sofferenze e i lutti che il Coronavirus ha causato nel 2020, però voglio sfruttare l’occasione di questi semplici auguri per guardare al futuro.

    Il futuro è tutto

    Il futuro è tutto, sempre. Lo è certamente per la mia vita professionale, che proprio alla ricerca di nuove soluzioni e tecnologie più efficienti e sostenibili è completamente dedicata.

    Ma a mio parere il futuro è tutto per tutti. Specialmente in questo momento, dal quale dobbiamo ripartire per costruire basi più solide per la nostra salute pubblica, strutture più efficienti per i nostri servizi e la nostra economia, tecnologie affidabili, efficienti e sostenibili per nutrire il nostro sviluppo.

    Buon anno 2021 disallineato

    Sviluppo sostenibile

    Ormai ne parlano ovunque. Gli spot pubblicitari sono pieni della parola sostenibilità, cosa impensabile soltanto pochi anni fa e sognata da noi – che ce ne occupiamo da tempo – tra gli sfottò ebeti di economisti, politici e (pochi) sedicenti scienziati che facevano del “pragmatismo” il loro scudo, contrapposto al nostro arco che scagliava frecce, dirette senza indugi verso un futuro migliore.

    Oggi molti di quei presunti sapienti del “non si può fare” sono schierati in prima fila nella nuova (per loro) crociata verso l’economia circolare, tanto semplice nella sua essenza eppure incompresa per decenni.

    Ma questa non è una cattiva notizia, nell’arca della sostenibilità c’è posto per tutti, anche per loro. Perchè il nuovo sviluppo sostenibile tutti deve contenere, per essere veramente tale.

    Buon anno 2021

    Il mio augurio per il nuovo anno 2021 è semplice: che sia un anno di grande slancio verso un nuovo sviluppo sociale ed economico rispettoso dell’ambiente.

    Che possa riguardare un gran numero di persone in tutto il pianeta e sia basato su meccanismi tali da poter essere – almeno teoricamente – per tutti.

    Clicca qui oppure sull’immagine per leggere l’articolo con VIDEO – Sostenibilità, la parola che salverà il pianeta.

    Video copertina sostenibilità