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Toyota Mirai a idrogeno, un’auto del futuro – La mia prova faccia a faccia

Negli ultimi vent’anni ho guidato molte auto a idrogeno, quasi tutte quelle che sono state messe a punto da grandi centri di ricerca o dalle case automobilistiche in forma di prototipi, modelli pre-serie, modelli prodotti in serie più o meno limitata.

Questa volta, però, la prova della Toyota Mirai a idrogeno con celle a combustibile non è soltanto tecnica e non è finalizzata alla sola valutazione del funzionamento del sistema.

Con la Toyota Italia ho concordato una vera e propria prova nella vita di tutti i giorni. Che l’auto a idrogeno vada ormai ottimamente su strada, infatti, non è più una novità.

Adesso il punto più importante da capire è se – come sta cercando di dimostrare la sua cugina auto elettrica a batterie – c’è spazio nel mercato e nell’utilizzo quotidiano per modelli alimentati dal nuovo combustibile.

Il mondo deve scegliere le sue strategie energetiche per il secolo appena iniziato, che secondo me ci deve condurre fin dai primi decenni a tecnologie caratterizzate dall’utilizzo di risorse rinnovabili e dalle emissioni zero.

In questo scenario sono cruciali i vettori energetici che sapremo integrare nel sistema.

L’idrogeno, l’elettricità e i biocombustibili sono candidati ad essere protagonisti.

Clicca qui e LEGGI l’articolo Oltre il petrolio, siamo nell’era dei vettori energetici.

L’auto a idrogeno nel garage di casa

Il primo segno di normalità nella mia prova della Toyota Mirai è nel fatto di poterla comodamente portare a casa e parcheggiare nel mio garage.

Ovvio e normale, appunto, con ogni altra automobile che mi trovi a testare, per niente scontato per un’auto a idrogeno fino ad oggi. Il tabù cade, la Toyota Mirai entra silenziosamente nel box auto e l’unica peculiarità è nelle poche gocce d’acqua che fa cadere a terra dallo scarico se la lascio accesa per un po’ di tempo.

Al supermercato e all’Ikea

Altra tappa obbligatoria per ogni auto nella vita normale di ogni persona, single o con famiglia, è quella al supermercato per la spesa settimanale.

Ho dedicato un articolo specifico alla mia esperienza (clicca qui e LEGGI Al supermercato con l’auto a idrogeno) andando a fare la spesa. Come approfondimento devo dire che, nonostante il serbatoio che ruba volume nella sagomatura del bagagliaio, lo spazio di carico è più che sufficiente.

Dopo il supermarket, però, non ho saputo resistere e sono andato all’Ikea.

Qui il parcheggio è sotto il centro commerciale e di nuovo i passanti si girano a guardare. Mentre all’aperto, però, è il silenzio ad attirare l’attenzione, qui si sente anche il sibilo del compressore che asseconda le richieste di potenza che faccio premendo l’acceleratore.

Il bambino nel parcheggio: “è un’auto del futuro”

Mi ferma un automobilista e chiede: “E’ elettrica? Non ho mai sentito questo suono”. E il bambino che lo accompagna: “Secondo me è un’auto del futuro”.

Beh… ci voleva un bambino sconosciuto all’Ikea per mettermi nelle orecchie quello che sarà il pensiero-tormentone per tutto il resto del test. Se n’è accorto anche lui, questa non è un’auto normale.

Siamo nel futuro e ci piacerebbe rimanerci.

In autostrada

Guidando a velocità più elevate in autostrada, la risposta del sistema fuel cell – batterie inserito nell’architettura ibrida della Toyota rimane immediata.

Le prima auto a idrogeno con celle a combustibile non avevano le batterie, la risposta alle richieste di potenza era affidata soltanto alle celle. Questo però causa un’usura troppo veloce dovuta ai continui stress nei transitori e – in alcune condizioni, tra le quali proprio la guida in autostrada con accelerazioni partendo da velocità sostenute – non è gradevole per il conducente perché è percepibile un piccolo ritardo nella risposta.

La Toyota Mirai non presenta minimamente questo problema. Quando chiedo potenza, me la dà immediatamente.

Toyota Mirai interni di notte

In città

L’altro banco di prova decisivo per ogni auto che si candidi alla diffusione di massa è la guida in città.

La mia prova di guida si svolge nel traffico intenso di Roma, arricchito come difficoltà dalla presenza frequente di tratti con pavimentazione non asfaltata ma costituita dai micidiali sampietrini.

La Toyota Mirai è una grande berlina, la maggiore difficoltà riguarda perciò la ricerca di spazi utili al parcheggio in strada. Ne trovo sulle strisce blu e la parcheggio senza problemi.

Il dubbio: l’auto a idrogeno paga sulle strisce blu?

Me ne vado tranquillo senza pagare, l’elettrico non paga sulle strisce blu a Roma e la Mirai ha trazione completamente elettrica.

Poi però mi viene un dubbio: al Comune di Roma (e negli altri comuni d’Italia) hanno tenuto conto del fatto che un’auto a idrogeno sia elettrica e non abbia emissioni inquinanti (proprio come un’auto a batterie) nel fare la delibera?

Quando torno la multa non c’è e gli addetti al controllo sono passati. A Roma tutto ok (almeno nella mia esperienza), quindi. Sarà così anche altrove?

Venendo al comportamento su strada, è interessante notare che il test si svolge in condizioni di caldo forte e con parcheggio che nel tempo si è andato scoprendo completamente all’irraggimento diretto del sole.

Per la Toyota Mirai, nonostante le temperature, va benissimo anche la prova-città.

Il sistema risponde adeguatamente nel traffico stop-and-go, ripartendo con temperature dell’abitacolo e della carrozzeria estremamente elevate l’insieme non dà nessun segno di irregolarità. Sui sampietrini l’auto si comporta da grande berlina qual è, con ondeggiamenti comunque limitati anche nei rari casi a velocità più elevata.

il tassello mancante

C’è una mancanza grave nella mia prova della Toyota Mirai fatta a misura di normalità.

L’ho portata a casa, l’ho guidata in autostrada e in città. Ci sono andato al supermercato, nel traffico e ho parcheggiato sulle strisce blu.

Non ho potuto però fare rifornimento, perchè a Roma c’è il palazzo dell’Eni sul laghetto dell’Eur ma non c’è un distributore di idrogeno. Conosco bene l’esperienza, perchè ho fatto il pieno di idrogeno a 700 bar in numerose altre occasioni. Posso descriverla, quindi. E dire che si tratta di un’ulteriore dimostrazione di normalità.

Però non è la stessa cosa. Una prova è una prova e conta ciò che si vive facendola, nient’altro.

La Toyota ha concluso un accordo con l’Eni per Milano (clicca qui e LEGGI l’articolo Toyota ed Eni accordo per una stazione a idrogeno) ma ho una richiesta.

Sbrigatevi a realizzare almeno una stazione di rifornimento che possa erogare a idrogeno Roma.

Clicca qui e LEGGI l’articolo per capire come funzioni un’auto a idrogeno con celle a combustibile e per vedere il VIDEO con la goccia che esce dallo scarico.