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  • Kia EV6, il design sprizza futuro

    La Kia EV6 appare in figura intera, dopo aver fatto intravvedere il suo design mostrando soltanto il profilo e alcuni particolari in controluce.

    Adesso l’estetica esplode in tutta la sua verve innovativa, tracciata seguendo la filosofia degli “Opposti uniti”, che prende ispirazione dai contrasti presenti in natura, che ci circondano e ci affascinano tutti i giorni.

    Nuova identità

    Il risultato è che la Kia EV6 ha una nuova identità stilistica. Completamente inedita e molto riconoscibile con tagli e linee nette. Riconducibili all’estetica dei modelli Kia più amati e performanti, ma totalmente nuova nelle proporzioni finali.

    Il nuovo crossover è basato sulla piattaforma modulare elettrica globale E-GMP, sviluppata per tutti i modelli elettrici del futuro e nata per consentire funzionalità di eccellenza per la ricarica, la guidabilità e la performance.

    La Kia EV6 è il primo BEV del marchio, ha la responsabilità di mostrare al mondo l’ambizione della Kia nella corsa verso l’elettrificazione.

    Kia EV6, primo modello elettrico di Kia con piattaforma specifica, è il manifesto di un design innovativo che pone al centro l’uomo e la potenza dell’elettrificazione.

    Ha affermato Karim Habib, Senior Vice President and Head of Global Design Center della Kia.

    Kia EV6 frontale

    Unire gli opposti

    La filosofia Opposites United, che nasce con la Kia EV6, caratterizzerà il design di tutti i futuri modelli Kia.

    La casa indica cinque pilastri chiave, sui quali è costruita la nuova identità: “Bold for Nature”, “Joy for Reason”, “Power to Progress”, “Technology for Life” e “Tension for Serenity”.

    Bold for Nature

    Dà grande attenzione all’interazione con l’ambiente, valorizzando gli elementi, le forme e le proporzioni che si trovano in natura e negli ambienti quotidiani.

    Questo pilastro guida la realizzazione della struttura e la scelta delle finiture naturali e tecniche degli interni.

    Il design degli esterni è invece caratterizzato dalla ricerca di linee semplici e aperte a una successiva continua evoluzione.

    Joy for Reason

    È il pilastro dedicato alle sensazioni che i futuri veicoli di Kia dovranno trasmettere.

    Parte da qui la spinta per l’adozione di nuovi materiali naturali e colori vivaci, per stimolare sensazioni legate alla giovinezza e alla spensieratezza.

    Kia EV6 interno vista frontale

    Power to Progress

    Parte dagli attuali punti di forza dell’architettura del marchio. I progetti futuri dovernno far riferimento all’esperienza e alla creatività maturate durante la recente trasformazione di Kia.

    Technology for Life

    L’innovazione e le nuove tecnologie sono messe al centro del processo finalizzato a instaurare un rapporto ottimale tra uomo e macchina.

    Il fine principale è l’ottenimento della massima interazione tra l’automobile e l’utilizzatore.

    Tension for Serenity

    L’equilibrio progettuale è cercato nella contrapposizione di due forze opposte, identificate per esaltare le potenzialità dei contrasti e stimolare la creatività.

    L’obiettivo dichiarato è di disegnare elementi sorprendenti, con dettagli ben definiti e dall’animo altamente tecnologico.

    Obiettivo

    Il nostro obiettivo è quello di trasmettere nella vita di tutti i giorni l’esperienza del nostro brand, creando veicoli elettrici originali, dal carattere forte ed emozionanti.

    Ha aggiunto Karim Habib.

    Maggiori dettagli sulla filosofia “Opposites United” si trovano al link: https://www.youtube.com/watch?v=gqrfx2GzOYE

    Design esterno 

    Nella parte anteriore spicca la firma luminosa dei gruppi ottici di marcia diurna.

    Il muso è finalizzato all’effetto Digital Tiger Face e rappresenta una evoluzione del design con rimandi all’affermato Tiger Nose Grille dei modelli Kia.

    Kia EV6 da sopra

    I fari anteriori includono un sistema d’avanguardia ad illuminazione dinamica sequenziale. Nella parte inferiore spicca una grande presa d’aria che ha il compito di allargare visivamente il frontale dell’auto.

    L’aerodinamica è favorita dal fondo scocca sigillato che permette di convogliare al meglio i flussi d’aria per la massima efficienza.

    Le linee della Kia EV6 escono dalla collaborazione del global design network di Kia con studi in Namyang (Corea), Francoforte (Germania) e Irvine (California, Stati Uniti),

    Design interno 

    L’elemento che spicca nell’abitacolo è il grande display audiovisivo e di navigazione (AVN), caratterizzato da un profilo curvo e privo di interruzioni.

    Kia EV6 interno vista laterale

    Frontalmente al sedile del conducente viene visualizzato il display del quadro strumenti, mentre la parte centrale della plancia è destinata all’infotainment e alla navigazione.

    I sedili sono sottili per limitare l’ingombro e lasciare più spazio possibile ai passeggeri e sono rivestiti in tessuti dal design raffinato, realizzati utilizzando materiali riciclati ed ecosostenibili.

    Prima mondiale

    La prima mondiale della Kia EV6 è fissata per la seconda metà di marzo 2021, con uno speciale evento online.

  • Toyota Rav4 Plug-in Hybrid, doppia prova della versione con la spina del Suv più venduto al mondo

    La Toyota Rav4 plug-in hybrid è il primo modello ibrido con batterie ricaricabili dall’esterno che la Toyota propone al mercato europeo per raggiungere un grande numero di automobilisti.

    Toyota RAV4 PHEV

    Non è il primo ibrido plug-in del marchio, infatti, visto che segue ben due generazioni di Toyota Prius plug-in lanciate nel 2021 e nel 2017. Ma è la prima versione ibrida con la spina di un modello di larghissima diffusione come la Toyota Rav4, quindi del Suv più venduto al mondo.

    Clicca qui o all’immagine sotto e guarda il video con l’analisi di Fabio Orecchini registrata subito dopo la prova su strada in anteprima.

    Clicca qui per leggere l’articolo con il VIDEO della mia Videosfida: Full Hybrid vs plug-in Hybrid – Quale scegliere.

    Doppia prova

    Anche per la Toyota Rav4 Plug-in Hybrid, come per la Lexus UX 300e – prima elettrica del gruppo Toyota in Europa, Obiettivo Zero Emissioni propone una doppia prova su strada, svolta in anteprima rispetto all’arrivo in concessionaria.

    Sono messe a confronto le impressioni di guida di due tra i più grandi esperti del settore, Fabio Orecchini e Nicola Desiderio, che dopo aver testato l’auto sul percorso di prova si concentrano su quattro aspetti chiave: elettrificazione, ricarica, guida elettrica, prestazioni.

    Toyota Rav4 plug-in Hybrid con FO

    Elettrificazione

    Elettrificazione, andiamo a valutare il modo in cui il veicolo è stato elettrificato mettendo in rapporto i vantaggi e compromessi che questa comporta in termini di spazio, prestazioni, praticabilità.

    Fabio Orecchini – La Toyota Rav4 Plug-in rappresenta il secondo livello di elettrificazione del modello. Il primo livello – la versione Full Hybrid – è già nota e affermata sui principali mercati del mondo. Questo non significa, però, che il gradino verso il Plug-in fosse semplice… Anzi, tutt’altro. Perchè la versione ibrida non ricaricabile è un’ottima auto.

    Infatti la plug-in hybrid non è semplicemente la trasformazione in ricaricabile dall’esterno della versione ibrida già esistente. Si tratta di un’auto con un carattere tutto nuovo.

    Toyota RAV4 PHEV

    Il motorone elettrico che arriva sull’asse anteriore (ben 134 kW di potenza, 40 kW in più rispetto alla full hybrid), insieme alle batterie al litio da 18,1 kWh di capacità, cambia completamente l’identità dell’auto. Che diventa estremamente più elettrica – anche in modalità di guida ibrida – rispetto alla full hybrid.

    L’auto si dimostra capace su strada di poter fare praticamente tutto in solo elettrico, dagli spostamenti urbani alla guida veloce in autostrada, grazie alla risposta immediata dei motori elettrici e alla velocità di ben 135 km/h (da me testata fino a 130 km/h su un tratto autostradale). E poi, in modalità ibrida, diventa ancora più silenziosa della sorella senza spina, lasciando quasi sempre a riposo il motore a combustione interna.

    Nessuna rinuncia, quindi, rispetto alla full hybrid. E ulteriori vantaggi e pregi. Almeno secondo me… tu cosa ne pensi Nicola?

    Nicola Desiderio – Penso che la cosa più singolare di questa RAV4 Plug-in Hybrid è la posizione della batteria: sta sotto il pianale come su un’elettrica, al centro della vettura. Dunque dove meglio non potrebbe e diversamente dalla Prius che invece l’ha in parte sotto il piano di carico. Questa cosa ha tre vantaggi evidenti.

    Il primo è che per il bagagliaio si perdono solo 60 litri e ne rimangono 520 per fare spazio a caricatore e inverter. Non so sei ci hai fatto caso, ma per raffreddarli è stata mantenuta la presa d’aria interna che sulla versione ibrida serve alla batteria al Ni-Mh.

    Il secondo è che viene mantenuto serbatoio da 55 litri mentre su altre ibride plug-in viene ridotto. Dunque l’elettrificazione qui aggiunge e non implica alcuna rinuncia.

    Il terzo è che viene migliorato non solo il baricentro e il bilanciamento sui due assali, ma anche il momento polare della vettura perché la massa è effettivamente concentrata intorno all’asse di imbardata. Questo vuol dire equilibrio e sicurezza.

    Toyota RAV4 PHEV

    Ricarica

    Ricarica, potenza caricatori, velocità di ricarica effettivamente raggiungibile, servizi di localizzazione e pagamento, servizi di locazione e di installazione wallbox.

    Fabio Orecchini – La questione della ricarica, per un’auto ibrida plug-in, è fondamentale. Se non la si può ricaricare regolarmente, meglio non sceglierla. Sia per chi la utilizza, che vede svanire molti dei vantaggi, sia per l’ambiente e la società, visto che si consuma e si emette troppo rispetto alle premesse.

    Le modalità di ricarica offerte dalla Toyota Rav4 plug-in sono esattamente quelle che servono per un’auto così. C’è la possibilità di ricaricare dalla normale presa domestica Schuko, già oggi presente in molti box auto. E in una nottata si riaccumula tranquillamente quanto consumato per spostamenti urbani di qualche decina di chilometri.

    E c’è il caricatore di bordo che arriva fino a 6,6 kW, quindi può supportare ricariche decisamente più veloci da wallbox domestiche, oppure da colonnine pubbliche. Queste sono importanti per chi utilizza l’auto anche per viaggiare, quindi si ritrova spesso a dover ricaricare completamente la batteria da zero, oppure ha tempi più stretti per la ricarica. In due ore e mezza si può ricaricare l’80%, quindi ciò che serve.

    Per l’installazione della wallbox e formule di tariffazione agevolata (ricarica gratis di notte per tutto il primo anno), la Toyota propone un interessante accordo con la Edison. Come sempre, consiglio di studiarlo bene e confrontare comunque con altre proposte presenti sul mercato, che per alcune aree d’Italia potrebbero essere anche più allettanti.

    Sei d’accordo Nicola?

    Nicola Desiderio – Sì, per le wallbox le proposte sono tante ed è giusto valutarle con attenzione. Però la possibilità di non pagare l’energia di notte è un bell’incentivo e un fattore di educazione al corretto utilizzo di un ibrido plug-in. Da intendersi “ricaricabile” non come facoltà, ma come elemento che dà il senso decisivo a queste auto.

    La ricarica domestica è l’incentivo naturale a contrarre le giuste abitudini. Ci si abitua anche ad usare l’app per programmare la ricarica e la preclimatizzazione.

    Spero che presto ci sia un servizio di pagamento unificato e il modo di programmare il viaggio. È vero infatti che l’ibrido plug-in ti dà la libertà di non fare lunghe soste, ma io credo che la possibilità di ricaricare per risparmiare possa ingolosire il cliente e creare nuove community. Un po’ come accade con i possessori di ibrido che sui forum si sfidano sui consumi e sul tempo di guida in elettrico. Con l’ibrido plug-in il terreno di confronto potrebbe essere la percentuale di percorrenza in elettrico grazie alle ricariche e alla programmazione.

    Il caricatore da 6,6 kW lo trovo adeguato. E’ una potenza facilmente installabile a casa e vuol dire ricaricare 50 km in due ore, il tempo giusto per un’ibrida plug-in.

    Toyota RAV4 PHEV

    Guida ibrida ed elettrica

    Guida ibrida ed elettrica, coerenza dati di consumo dichiarati e percorrenze effettivamente raggiungibili, comfort sospensivo ed acustico, gestione recupero dell’energia.

    Fabio Orecchini – Della grande presenza dell’elettrico nel comportamento su strada ho già scritto in precedenza… Per quanto riguarda i consumi, nella mia prova sono stati al di sotto delle mie aspettative, viste le prestazioni.

    Il consumo in elettrico è stato di poco superiore ai 20 kWh/100 chilometri, quindi migliore rispetto alla percorrenza di 75 km dichiarata per una ricarica completa delle batterie di 18,1 kWh. Questo nonostante la guida a velocità elevata (ovviamente all’interno dei limiti, quindi fino a 130 km/h) in autostrada.

    Questo calcolando indirettamente, però, perchè non ho testato direttamente l’autonomia in elettrico con la ricarica completa che avevo al ritiro della vettura.

    Lo hai fatto tu, giusto Nicola? Com’è andata e cosa ne pensi dei consumi?

    Nicola Desiderio – Io invece mi sono concentrato sulla guida in elettrico in condizioni oggettivamente sfavorevoli. Ho percorso il GRA e la Cassia Veientana e poi la Braccianese senza che il 4 cilindri facesse un solo giro.

    Si è avviato di fronte al lago di Bracciano che avevo fatto 62 km ad emissioni zero contro i 78 indicati in partenza dal computer di bordo, ma senza fare un metro in città e salendo costantemente di altitudine.

    In ibrido il tasso superiore di elettrificazione si sente perché il motore a scoppio gira più lentamente della versione Hybrid. Si arriva in souplesse ad andature sostenute senza effetto scooter e con grande silenziosità. Trovo indovinata la taratura del sistema di recupero: è efficiente, ma la vettura ha un freno motore molto naturale. Sullo sconnesso e in curva poi il peso in più non si sente affatto: la RAV4 rimane un’auto facile e sicura mantenendo il suo comfort.

    Alla fine ho consumato 4,1 litri/100 km per i 115 km del percorso. Trovo utile avere questi dati riassunti in modo facile sul display centrale della strumentazione.

    Toyota RAV4 PHEV

    Prestazioni

    Prestazioni, quantità e qualità di accelerazione.

    Fabio Orecchini – Le prestazioni mi hanno soddisfatto. L’accelerazione è eccellente sia in termini quantitativi, grazie alla potentissima motorizzazione elettrica e al 2.500 a benzina, sia in termini qualitativi. Perché, anche scegliendo di viaggiare in solo elettrico, se metti giù il piede sull’acceleratore la coppia arriva e il motore a combustione interna non si accende.

    Il motore a benzina ciclo Atkinson è il “grande assente” della mia prova. In senso positivo, però. Perché viaggiando in ibrido fa la sua parte quando serve. Ma non si fa quasi sentire. L’esuberante componente elettrica consente evidentemente al sistema ibrido di chiamarlo in causa con estrema progressività e senza scossoni.

    Tutto questo, c’è da esserne certi, si ripercuote in un livello molto alto di rendimento. In parole povere: bassi consumi e bassissime emissioni anche a motore acceso.

    Penso che anche tu abbia notato lo stesso silenzio, Nicola…

    Nicola Desiderio – Io ero molto incuriosito dai dati dichiarati. Da 0 a 100 in 6 secondi non è uno scherzo. Al dunque, non li ho provati, ma ho visto che cosa possono fari i 3 motori quando si scatenano e in ripresa sono una bella sicurezza.

    Il sistema non dà calci nel sedere, anzi fa percepire i 306 cavalli in modo dosato. Ma ci sono eccome e sono molto più “elettrici”. E questo te li fa sentire meglio quando si viaggia ad andature normali. Per trovarli non devi cercarli, sono sempre lì e il sistema li libera scomodando il motore a scoppio il meno possibile.

    L’effetto è quello di avere sotto il cofano un motore più grande e frazionato, di quelli che, basta sfiorare l’acceleratore per sentirti appagato. Quando si mette la modalità Sport, la reattività e la grinta diventano invitanti.

    Chi ha guidato l’ibrido Toyota, soprattutto quelli delle prime generazioni, si ritroverà in un’alta dimensione.

    Clicca qui e leggi l’articolo sulla prova della Toyota Rav4 Plug-in Hybrid di Fabio Orecchini su Repubblica.

    Toyota RAV4 PHEV
  • Bosch battery in the cloud, auto elettrica in salute grazie alla nuvola

    Si chiama Bosch battery in the cloud ed è la tecnologia dell’azienda tedesca che promette di mantenere sempre in piena efficienza le batterie dell’auto elettrica.

    Lo stress fa invecchiare le batterie più velocemente. Quello che vale per il corpo umano, è vero anche per le celle delle batterie al litio dei veicoli elettrici.

    Bosch auto elettriche ricarica

    Con l’invecchiamento delle batterie, diminuiscono le prestazioni, la capacità energetica e quindi l’autonomia del veicolo con una ricarica.

    Questione economica

    Se le batterie durano di più, anche l’auto mantiene maggiormente il suo valore nel tempo. E diventa più semplice e sicuro il passaggio da un proprietario a un altro di un’auto di seconda meno, come diventa maggiormente interessante l’ulteriore vita utile degli accumulatori nella cosiddetta second life.

    La seconda vita delle batterie al litio dopo l’utilizzo in auto è nelle applicazioni stazionarie di servizio alle reti di distribuzione elettrica, se la salute delle batterie è garantita, la seconda vita diventa più semplice da realizzare e maggiormente remunerativa.

    Gemella virtuale

    Il sistema Bosch Battery in the cloud prevede nuovi servizi nella nuvola digitale che si affiancano ai singoli sistemi di gestione della batteria dei veicoli.

    Le funzioni smart del software nel cloud analizzano continuamente lo stato di salute della batteria e agiscono di conseguenza per rallentare l’invecchiamento delle celle.

    Bosch Batteria e nuvola

    In pratica, ogni batteria di auto elettrica può avere una gemella virtuale nella nuvola digitale. Un clone virtuale della batterie realmente in funzione, uguale in tutto e per tutto – dal punto di vista dei dati – alla batteria reale. In questo modo la gemella virtuale può essere costantemente analizzata dal software che via via si evolve nella sua capacità analitica e predittiva.

    Vantaggi concreti

    Le condizioni di salute della gemella virtuale, grazie al Bosch Battery in the cloud, portano all’individuazione di interventi di manutenzione preventiva in caso di nascenti malfunzionamenti.

    Questo permette di evitare rotture, portando a quello che viene definito Repair instead of replace (Ripara invece di sostituire), che allunga la vita della batteria, evita le sostituzioni che sarebbero causate dal progredire di piccoli problemi, diminuisce la quantità di batterie da avviare al riciclo, aumentando quella destinata invece al riutilizzo alla fine della vita automobilistica.

    Usura ridotta del 20%

    Secondo gli esperti del Bosch Battery in the cloud, questi interventi possono ridurre l’usura della batteria, il componente più costoso di un veicolo elettrico, fino al 20%.

    Auto elettrica ricarica

    Secondo i dati forniti dalla Bosch, la durata media delle attuali batterie agli ioni di litio è pari a 8-10 anni o 500-1.000 cicli di carica.

    Solitamente, i produttori di batterie garantiscono un chilometraggio compreso tra 100.000 e 160.000 chilometri.

    Ma la rapidità di ricarica, il numero elevato di cicli di ricarica, lo stile di guida eccessivamente sportivo e temperature estremamente alte o basse sono fonti di stress per le batterie e contribuiscono ad accelerare il loro processo di invecchiamento .

    Parametri sotto controllo

    I servizi legati alla tecnologia Bosch Battery in the cloud sono ideati per riconoscere e contrastare le principali cause di deterioramento.

    Bosch dati batteria sullo schermo

    Tutti i dati rilevanti della batteria, dalla temperatura ambiente in ogni momento di utilizzo fino alle diverse modalità e condizioni di ricarica, vengono trasmessi in tempo reale alla nuvola digitale, dove vengono valutati da algoritmi di apprendimento automatico.

    Con questi servizi, Bosch non solo offre la possibilità di essere sempre a conoscenza dello stato della batteria, ma per la prima volta consente di effettuare una previsione affidabile della durata residua e delle prestazioni della batteria stessa.

    Per saperne di più, clicca qui e leggi l’articolo relativo al Talk sui motori elettrici di Electric Days 2021 con link al VIDEO in cui l’ing. Giulio Lancellotti della Bosch spiega le caratteristiche e i vantaggi del Bosch Battery in the cloud per gli automobilisti.

    FO Electric Days Bosch Lancellotti
  • Audi e-tron GT, emozione elettrica

    La Audi e-tron GT conferma il pensionamento di un vecchio stereotipo automobilistico.

    Le emozioni su quattro ruote, dagli anni Duemilaventi in poi, non avranno più bisogno del rombo di un motore a combustione interna.

    Audi e-tron GT galleria colori

    Fine di un’era

    I due modelli Audi e-tron GT quattro e Audi RS e-tron GT certificano infatti che non serve più il richiamo sonoro di un motore a benzina per vedere le teste dei passanti che si gira al passaggio di un’automobile.

    Le due nuove Audi e-tron non emettono fumo dal tubo di scappamento. Anzi, lo scarico nemmeno ce l’hanno visto che sono auto con trazione esclusivamente elettrica a batterie.

    Audi e-tron GT dinamica vista anteriore

    Eppure le loro prestazioni sono da brivido. E il design esprime nuove proporzioni, create dai designer in un lavoro ormai osmotico con gli ingegneri.

    Forma e sostanza

    Basta guardarle per capire che le loro prestazioni sono da urlo. La Audi e-tron GT quattro accelera da zero a 100 km/h in 4,1 secondi e l’addirittura più potente Audi RS e-tron GT fa fermare il cronometro a 3,3 secondi.

    Audi e-tron GT dinamica vista posteriore

    L’architettura di trazione è rigorosamente quattro, quindi con trazione integrale ottenuta con due motori elettrici montati sui due assi.

    Il motore anteriore in entrambe le versioni ha una potenza massima di 175 kW, mentre il motore posteriore ha una potenza massima di 320 kW a bordo della quattro e di 335 kW sulla RS.

    La potenza massima totale disponibile, frutto della gestione delle due macchine elettriche a disposizione, non è pari alla somma dei valori di potenza di picco dei due motori.

    Audi e-tron GT drivetrain

    La Audi e-tron GT quattro ha una potenza massima di 390 kW (530 cavalli), mentre la Audi RS e-tron GT arriva a quota 475 kW (646 cavalli). La coppia massima disponibile è sui due modelli rispettivamente di 630 Nm e 830 Nm.

    Numeri da capogiro, insomma, che fanno delle due GT Audi a zero emissioni il nuovo simbolo tecnologico del marchio dei quattro anelli.

    Boost di potenza

    La potenza di picco disponibile è erogata attivando una funzione boost che dura per un massimo di 2,5 secondi.

    Audi e-tron GT posteriore galleria luci

    Due secondi e mezzo che al volante sono ampiamente sufficienti ad effettuare un sorpasso veloce, oppure una partenza da fermo che fa sentire chi è a bordo come se fosse all’interno di un missile.

    Chi può, deve provare per credere: 2,5 secondi con un’accelerazione e velocità di quel livello si dimostrano lunghissimi.

    Batteria e ricarica

    L’Audi e-tron GT nasce sulla stessa piattaforma tecnologica della Porsche Taycan, con cui condivide molte delle soluzioni tecnologiche di base.

    Audi e-tron GT batteria al litio

    Una è certamente la gestione elettrica del sistema. Il pacco batterie agli ioni di litio è ottenuto con trecentonovantasei celle a sacchetto fornite dalla coreana LG Chem disposte in trentatré moduli da dodici celle l’uno.

    La capacità di accumulo energetico lordo è di 93 kWh e il sistema lavora a 800 Volt.

    La ricarica in corrente alternata, disponibile al lancio con sistema da 11 kW (che presto sarà affiancato da uno 22 kW), può essere effettuata da due prese posizionate sui due lati dell’auto, subito dietro la ruota anteriore.

    Audi e-tron GT ricarica ultrafast ionity

    La presa sul lato destro permette anche la ricarica in corrente continua in modalità ultraveloce fino a 270 kW di potenza, che consente in soli cinque minuti di accumulare energia utile per cento chilometri di percorrenza.

    L’autonomia di marcia annunciata dall’Audi con una ricarica completa è di oltre 450 chilometri.

    Audi e-tron GT presa di ricarica 270 kW

    Gestione termica

    La gestione termica del veicolo può contare su quattro circuiti di climatizzazione destinati al mantenimento del miglior livello di temperatura nel pacco batterie e nell’abitacolo.

    Nei viaggi autostradali, ai quali una Gran Turismo di questo livello è certamente destinata, il sistema di raffreddamento così avanzato dimostra tutta la sua utilità.

    Audi e-tron GT batteria e raffreddamento

    Quando si pianifica sul navigatore di bordo una sosta per la ricarica ultraveloce ad altissima tensione, il sistema programma un’apposita funzione di preraffreddamento delle batterie che permette, una volta arrivati al punto di ricarica, la massima velocità di accumulo e tempi estremamente rapidi per il completamento dell’operazione.

    Produzione

    Le Audi e-tron GT quattro e Audi RS e-tron GT sono prodotte nell’impianto della Audi Sport di Böllinger Höfe a Neckarsulm, in Germania.

    L’impianto di produzione è alimentato da fonti rinnovabili e consente un impatto zero in termini di emissioni di CO2, soprattutto grazie all’utilizzo di solare fotovoltaico e biogas.

    Audi e-tron GT quattro posteriore

    La produzione avviene sulla stessa linea di montaggio del bolide “convenzionale” Audi R8. Questo è stato ottenuto grazie a un completo ripensamento del ciclo produttivo avvenuto in tempi record e in piena pandemia da Coronavirus.

    Rivestimenti interni ecosostenibili

    L’attenzione all’ambiente può essere scelta dai clienti anche nella selezione dei rivestimenti interni e dei sedili.

    Audi e-tron GT interni

    È offerta infatti per la prima volta su auto di questo livello una versione completamente leather-free, cioè senza utilizzo della pelle ma con tessuti ecologici realizzati utilizzando plastica di riciclo.

    Prezzo

    I prezzi comunicati per il mercato tedesco sono di 99.800 euro per la Audi e-tron GT quattro e di 138.200 euro per la Audi RS e-tron GT.

    Famiglia Audi e-tron

    Clicca qui e leggi l’articolo con la mia prova faccia a faccia Audi e-tron, dal deserto di Abu Dhabi alla pioggia di Roma.

    FO con Audi e-tron statica deserto Abu Dhabi

    Clicca qui e leggi l’articolo Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback, potenza elettrica.

    Audi e-tron s sportback

  • Lexus UX 300e, doppia prova su strada della prima elettrica Toyota in Europa

    La Lexus UX 300e è un’auto molto importante per capire il futuro della mobilità elettrica su quattro ruote.

    Clicca qui o sull’immagine sotto e guarda il VIDEO con l’analisi di Fabio Orecchini.

    Si tratta infatti del primo modello elettrico della Toyota, appena tornata ad essere il primo costruttore mondiale di auto e leader assoluta nella tecnologia ibrida con oltre 15 milioni di vetture con doppia motorizzazione a bordo – a benzina ed elettrica – vendute nel mondo dal 1997 ad oggi.

    Lexus UX 300e

    Nasce “Doppia prova”

    Per questo motivo Obiettivo Zero Emissioni ha deciso di far esordire, in occasione del primo test su strada della Lexus UX 300e, il format inedito “Doppia prova”.

    Sono messe a confronto le impressioni di guida di Fabio Orecchini e Nicola Desiderio, che dopo aver testato l’auto sul percorso di prova si concentrano su quattro aspetti chiave: elettrificazione, ricarica, guida elettrica, prestazioni.

    Lexus UX 300e

    Elettrificazione

    Elettrificazione, andiamo a giudicare il modo in cui un veicolo è stato elettrificato mettendo in rapporto i vantaggi e compromessi che questa comporta in termini di spazio, prestazioni, praticabilità.

    Fabio Orecchini – La Lexus UX non nasce elettrica, proprio come le sue concorrenti Volvo XC 40 Recharge e Mercedes EQA. Nasce però ibrida con tecnologia Full-Hybrid e questo si vede perché se le batterie al litio da 53,4 kWh della full Electric tolgono un po’ di spazio ai piedi di chi siede dietro – specialmente se chi guida è molto alto e deve tenere quindi il sedile in posizione ribassata – lo restituisce nel bagagliaio, per la nuova collocazione di batterie e sistemi di elettrificazione vengono acquistati 47 litri di capacità nell’elettrica rispetto alla ibrida.

    Un ulteriore vantaggio è nel baricentro che diventa ancora più basso e nella silenziosità, veramente incredibile grazie al nuovo isolamento che non fa penetrare il rumore di rotolamento delle ruote sull’asfalto. Tu cosa ne pensi, Nicola?

    FO Lexus UX 300e elettrica faccia a faccia

    Nicola Desiderio – Penso che Lexus abbia fatto un ottimo lavoro seguendo le proprie corde, dunque puntando a fattori poco visibili, ma di sostanza e con scelte che rivelano l’esperienza del gruppo Toyota.

    Leggi l’articolo sulla Lexus UX 300e, la prima elettrica con la batteria garantita un milione di chilometri

    E mi piace che un’auto nata elettrificata come questa rimanga praticamente identica da elettrica. Come se dicesse «Guardate che per me batterie, motori elettrici e elettronica di potenza sono il pane quotidiano…». Secondo me, questo è un elemento di credibilità e di coerenza proprio da parte di chi con l’elettrificazione ci ha visto prima, senza incertezze, e sull’elettrico invece ha riflettuto a lungo. Lo definirei “electric understatement” allo stato puro.

    Lo spazio non è mai stato il forte della UX e qui ce n’è un po’ meno per la testa e per i piedi, un po’ di più per le gambe e i bagagli. Direi che è un bilancio più che accettabile.

    Lexus UX300e

    Ricarica

    Ricarica, potenza caricatori, velocità di ricarica effettivamente raggiungibile, servizi di localizzazione e pagamento, servizi di locazione e di installazione wallbox.

    Fabio Orecchini – La doppia possibilità di ricarica, in corrente alternata fino a 6,6 kW per la wallbox domestica e le colonnine urbane, e in corrente continua fino a 50 kW per la ricarica veloce, è appropriata alla capacità delle batterie e all’utilizzo che ci si può attendere per il modello. La presa per la ricarica veloce è con lo standard giapponese ChaDeMo, non si tratta del sistema europeo CCS ma è comunque reperibile nell’infrastruttura esistente con quel livello di potenza.

    Secondo me, dal punto di vista delle dotazioni della vettura, ci siamo. Dove si può far meglio è nell’accordo con la Edison per l’installazione domestica della wallbox. Anche se caricando di notte si può avere un anno di energia gratis, mi piacerebbe vedere la gratuità anche per la wallbox, che invece al momento costa 1.400 euro. Offerta che però migliora in caso di leasing con formula aziendale, giusto Nicola?

    Lexus UX 300e

    Nicola Desiderio – Sì, stavolta Lexus ha scelto di spingere una formula di finanziamento meno di moda del noleggio, ma che le aziende continuano comunque a tenere in considerazione.

    Mi sembra interessante il fatto che la wallbox è connessa e dunque sia collegata con lo smartphone allo stesso modo in cui lo è con una colonnina.

    Proprio per questo credo tu abbia ragione Fabio: la wallbox deve far parte dell’esperienza di possesso di un marchio che punta a questi dettagli. E visto che Lexus per quest’auto non ha annunciato sconti, sarebbe stata una mossa azzeccata omaggiare del caricatore domestico il cliente della prima Lexus elettrica.

    Lexus UX 300e

    Guida elettrica

    Guida elettrica, coerenza dati di consumo dichiarati e costanza percorrenze effettivamente raggiungibili, comfort sospensivo ed acustico, gestione recupero dell’energia.

    Fabio Orecchini – L’esperienza di guida è la parte migliore della Lexus UX 300e. Nel comportamento del motore elettrico e nell’erogazione di coppia e potenza in funzione della pressione sul pedale dell’acceleratore si sente tutta l’esperienza degli oltre 15 milioni di auto elettrificate messi su strada negli ultimi venti anni dalla Toyota…

    Il livello di confort è veramente notevole. Questo è una diretta conseguenza dell’assenza di incertezze nell’erogazione della potenza da parte del motore elettrico, dell’insonorizzazione supplementare e della taratura eccellente delle sospensioni.

    Il recupero dell’energia è regolabile su quattro livelli ma non arriva a decelerazioni significative. Non si può certamente guidare con un solo pedale, ma si recupera tanta energia anche senza essere sballottolati. Anche questo è dovuto all’esperienza ibrida. I sistemi di recupero delle ibride Toyota sono di livello assoluto. E l’autonomia indicata dal display di bordo è risultata molto affidabile nella mia esperienza al volante, cosa importantissima per un’auto elettrica.

    FO Lexus UX 300e posteriore

    La tua prova di guida com’è andata Nicola?

    Nicola Desiderio – Bene direi. Conoscevo già la versione ibrida ed ero curioso. Le differenze sono venute fuori immediatamente e, oltre alla silenziosità, sono rimasto piacevolmente colpito dalle sospensioni. Le auto elettriche sono più pesanti dunque più dure. Invece sembra che questa UX elettrica, anche avendo 250 kg di massa in più, copi le sconnessioni meglio della ibrida.

    Ma ci sono altri tre elementi di nota secondo me. Il primo è lo sterzo che non sembra molto influenzato dalla grande coppia dell’elettrico. Il secondo è un miglior bilanciamento che rende l’avantreno più preciso ed è meglio piantata sulle 4 ruote. Il terzo è un’elettronica che lascia maggiore libertà in trazione e stabilità. E questa è una novità e rivela una filosofia diversa per definire la dinamica globale della vettura.

    Avrei voluto che la scalatura dei quattro gradi del recupero dell’energia fosse più marcata. Vista la loro presenza, non ho capito a cosa serve la posizione B della trasmissione. Entrando in auto con la batteria piena il display segnava 298 km e durante la prova il calo è stato costante, prevedibile. Insomma: come deve essere su un tipo di auto il cui rifornimento richiede tempo e pianificazione.

    Lexus UX 300e

    Prestazioni

    Prestazioni, quantità e qualità di accelerazione.

    Fabio Orecchini – L’accelerazione non è da calcio dietro l’automobile, come abbiamo visto – soprattutto in passato – su altri modelli elettrici. Ma quando cerchi potenza, la trovi sempre.

    Anche in autostrada, volendo accelerare da 100 km/h a 130 km/h per un sorpasso, la risposta è immediata ed efficace. Arriva la potenza, sale velocemente la velocità ma rimane intatta la sensazione di pieno controllo sul veicolo.

    La potenza massima di 150 kW (204 cv) del motore elettrico e la coppia massima di 300 Nm sono ben dimensionati per un’esperienza di guida confortevole e veloce.

    C’è la quantità ma c’è anche la qualità dell’accelerazione, sei d’accordo Nicola?

    Lexus UX 300e

    Nicola Desiderio – Direi che c’è soprattutto la qualità! Di elettriche che puntano all’effetto “wow!” ne abbiamo viste tante: impressionano subito, ma per tutti i giorni abbiamo bisogno invece di auto che rispondono ai nostri comandi in modo docile e rassicurante.

    Come hai detto tu Fabio, credo che questa sia la caratteristica globale migliore della nuova UX elettrica: le sfiori l’acceleratore e lei è morbida, schiacci e scatta con vigore, ma sempre liscia. Trovo che il motore abbia un’erogazione davvero ottima perché è pieno e va molto bene in progressione senza appiattirsi verso l’alto. Un elettrico così ben disposto a distendersi non è da tutti. Secondo me, questa è una dote che si può apprezzare solo dopo avere guidato diverse auto elettriche.

  • Nissan Ariya elettrica debutta su strada in Giappone

    Arriverà anche in Italia il crossover Nissan Ariya, modello della casa giapponese che apre un nuovo capitolo nell’avventura elettrica del marchio.

    Nissan Ariya logo posteriore

    Se la Nissan Leaf ha aperto in giochi, infatti, diventando l’auto elettrica più venduta e tracciando il percorso verso l’automobile a batterie per tutta la famiglia, l’arrivo della Nissan Ariya vuole segnare un vero e proprio salto di livello.

    Clicca qui e leggi l’articolo Nissan Leaf, raggiunto il traguardo del mezzo milione di unità vendute.

    Crossover elettrico

    Ecco per la prima volta delle immagini che vedono la Nissan Ariya impegnata in test su strada ad Atsugi, in Giappone.

    Nissan Ariya frontale

    Con il crossover Ariya 100% elettrico la Nissan introduce una nuova piattaforma progettata appositamente per veicoli elettrici e orientata a una guida “fluida e silenziosa”, secondo le definizioni fatte filtrare dalla casa. 

    La versione con quattro ruote motrici introduce la nuova tecnologia di trazione integrale detta e-4ORCE, che prevede due motori elettrici, uno per ogni asse, per inviare potenza alle quattro ruote migliorando stabilità e prestazioni con una trazione 4×4 maggiormente e finemente controllabile dai sistemi di bordo nelle fasi più critiche su ogni superficie.

    Nissan Ariya posteriore

    Clicca qui e leggi l’articolo Nissan Ariya, la prima “reale” è per l’Italia.

    La Nissan Ariya promette funzioni di guida autonoma molto avanzate, un’innovativa funzione di assistenza vocale personalizzata sul conducente e avanzati sistemi di connettività.

    L’aspettativa dal punto di vista della sicurezza e e del confort di guida e di bordo per guidatore e passeggeri è molto alta e su strada nei test di guida reali la Nissan Ariya deve dimostrare di poterla soddisfare. 

    Nissan Ariya interni avanti

    L’autonomia stimata con una ricarica completa è di 500 chilometri, secondo i dati annunciati dalla Nissan.

    Un livello di percorrenza adeguato anche ai viaggi, oltre che agli spostamento urbani o metropolitani senza preoccupazioni..

  • Bmw iX, dopo anni di indecisione il marchio vuole tornare protagonista nell’elettrico

    La Bmw iX elettrica entrerà in produzione nello stabilimento tedesco di Dingolfing dalla seconda metà del prossimo anno.

    La casa di Monaco definisce il modello la sua nuova ammiraglia tecnologica, visto che riunisce gli ultimi sviluppi dell’azienda nei campi di innovazione strategica di design, guida automatizzata, connettività, elettrificazione e servizi.

    Bmw iX davanti tre quarti

    Lusso all’avanguardia

    Il concetto del veicolo e il suo design sono presentati come saldamente radicati in un approccio globale alla sostenibilità. L’aerodinamica ottimizzata, il lightweight design e l’uso di materiali naturali e riciclati vogliono dar vita a un lusso all’avanguardia, capace di garantire una sensazione di benessere a bordo da ogni punto di vista.

    Tecnologia e prestazioni

    La quinta generazione della tecnologia Bmw eDrive è applicata ai due motori elettrici, all’elettronica di potenza, alla tecnologia di ricarica e alla batteria.

    Bmw iX laterale

    Il motore sviluppato dal BMW Group è prodotto senza l’uso di materie prime critiche note come terre rare e svilupperà una potenza massima di oltre 370 kW / 500 CV.

    Ciò permetterà alla BMW iX di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 5,0 secondi.

    Consumi e autonomia

    Il consumo annunciato è inferiore ai 21 kWh per percorrere 100 chilometri nel ciclo di prova WLTP.

    La batteria avrà oltre 100 kWh di capacità e dovrebbe consentire un’autonomia di oltre 600 chilometri nel ciclo WLTP.

    Bmw iX dietro tre quarti

    Ricarica rapida

    La nuova tecnologia di ricarica della Bmw iX consente la ricarica rapida in corrente continua fino a 200 kW.

    La batteria può così essere caricata dal 10% all’80% della sua capacità in meno di 40 minuti.

    In dieci minuti è possibile una ricarica di energia sufficiente per fornire all’auto oltre 120 chilometri di autonomia. Mentre sono necessarie meno di undici ore per caricare la batteria fino alla massima capacità una pbatteria completamente scarica con una wallbox domestica da 11 kW.

    Bmw iX interni

    Una nuova generazione di Bmw

    La Bmw iX apre la strada a una futura generazione di modelli con cui il marchio vuole ridefinire la sostenibilità, il piacere di guida e il significato di lusso nei suoi modelli futuri.

    La griglia a doppio rene è sviluppata verticalmente ed è completamente chiusa.

    Bmw iX griglia anteriore doppio rene verticale

    Il ruolo della griglia anteriore non è più quello di catturare aria per il raffreddamento – com’era nell’era dei motori a combustione interna – e diventa digitale con funzione di pannello intelligente.

    La telecamera, il radar e altri sensori sono integrati proprio nella griglia dietro una superficie trasparente.

  • Kia e-Niro è arrivata, inizia la mia prova nella quotidianità

    L’auto elettrica Kia e-Niro è arrivata! Ecco la consegna avvenuta direttamente dalla bisarca di trasporto.

    Kia e-Niro sulla bisarca

    Protocollo anti Covid

    L’auto scende giù dal piano di carico con l’autista della bisarca alla guida e facciamo anche un po’ di spettacolo in un’area adeguata allo scarico dove qualche curioso si ferma a guardare.

    Kia e-Niro scende dalla bisarca

    L’auto è perfettamente sanificata e le superfici di contatto sono adeguatamente protette. Ottimo il livello di sicurezza anti-Covid, quindi.

    Kia e-Niro volante protetto anti Covid

    Primo contatto

    Il primo contatto è fugace. Il tempo di firmare la documentazione insieme all’autista che ha effettuato il trasporto e la consegna per poi tuffarmi nella nuova esperienza.

    L’auto è completamente carica, posso entrare a bordo ed avviarmi verso casa. Il sistema di bordo indica 374 km di autonomia con la batteria completamente carica.

    Strumentazione Kia e-Niro

    Non è ancora il mio numero

    Il dato è soltanto indicativo di come sia stata guidata l’auto prima della consegna. Non è ancora il mio numero.

    Il sistema infatti calcola l’autonomia residua in base allo stile di guida e io sono appena salito a bordo.

    Avremo modo di conoscerci per bene, cara Kia e-Niro!

    Intanto benvenuta.

    Clicca qui e leggi il Dossier Kia e-Niro, crossover 100% elettrico compatto.

    Clicca qui e leggi Kia e-Niro attraversa l’Europa a zero emissioni.

  • Se Tesla presenta le batterie con anodo ai nanofili di silicio è fuga tecnologica

    Il Tesla Battery Day 2020, giornata dedicata all’ennesimo show dell’iconico Elon Musk sul futuro delle batterie secondo Tesla, è un giorno importante per l’auto elettrica e per l’ulteriore crescita del marchio californiano.

    Tesla Elon Musk che Balla

    Cosa ci si aspetta

    La copertina dell’invito a partecipare all’evento, nella foto di apertura di questo articolo, fa sospettare novità sulla tecnologia delle batterie che andranno ad equipaggiare le prossime Tesla.

    In particolare, la grande somiglianza tra l’immagine scelta per lanciare l’evento e il modo in cui si presentano al microscopio i nanofili di silicio (silicon nanowires) fa dedurre a molti osservatori che la novità sia nell’introduzione delle batterie al litio con anodo di silicio.

    Perché i nanofili di silicio per l’anodo

    La grande capacità specifica del silicio (4200 mA h g−1) lo rende il principale candidato per la prossima generazione di batterie agli ioni di litio.

    Clicca qui e leggi l’articolo con VIDEO: Ecco la verità sulle batterie del futuro.

    Il grande cambiamento di volume del silicio durante il processo (pari al 400% ) rende però estremamente complessa la sua adozione. Il cambiamento di volume distrugge infatti la struttura iniziale, provocando un’ingente riduzione dell’efficienza e compromettendo la stabilità e il comportamento della batteria.

    Confronto nanofili silicio per anodo batterie litio

    L’adozione di silicio nanostrutturato e in particolare di nanofili di silicio (SiNWs – Silicon nanowires) rappresenta una delle possibili soluzioni al grande problema del cambiamento di volume e della conseguente compromissione strutturale.

    Trovare il giusto additivo

    La soluzione, inseguita in molti centri di ricerca del mondo, non è però affatto semplice da trovare.

    Nanofili di silicio per anodo batterie al litio

    I nanofili di silicio, infatti, necessitano di additivi appropriati per poter rappresentare l’elemento portante degli innovativi anodi al silicio per batterie agli ioni di litio.

    Materiali al carbonio, altri metalli, ossidi metallici, polimeri, materiali a base di silicio e altri composti speciali sono allo studio per poter arrivare all’applicazione affidabile, ripetibile e producibile con la dovuta ripetibilità industriale.

    L’asso nella manica della Tesla

    L’asso nella manica di Elon Musk e della Tesla può essere l’accordo di collaborazione firmato con la CATL, il più grande produttore di celle per batterie agli ioni di litio del mondo, che ha fatto capire in più occasioni di essere molto vicina alla soluzione per lo sviluppo di anodi al silicio.

    Tesla modelli in ricarica

    Neanche la CATL da sola, però, è sembrata in grado ai più di poter arrivare in tempi brevi al risultato.

    Il metodo Tesla

    La differenza quindi, la può fare proprio il metodo di lavoro della Tesla. Lo stesso che ha portato alla leadership indiscussa di questi anni nella tecnologia dell’auto elettrica e allo sviluppo con pieno successo dello Space X.

    Non si tratta di sole conoscenze tecniche, intendiamoci. Il metodo Tesla è molto di più e se permetterà al marchio di accedere a batterie con anodo al silicio segnerà una fuga tecnologica importante per il panorama dell’auto elettrica.

  • Dialogo sulla sostenibilità con Michele Crisci presidente Volvo Italia

    Il dialogo sulla sostenibilità con Michele Crisci, presidente della Volvo Italia, si svolge in occasione di un incontro al quale ho partecipato insieme alla Volvo e alla Fondazione Riccardo Catella al parco BAM di Milano.

    Sostenibilità dalla teoria alla pratica

    Oggi si può finalmente parlare di sostenibilità in modo concreto e operativo.

    Un dialogo sulla sostenibilità è l’occasione per individuarne tutto il potenziale come vera leva per la rinascita, soluzione intelligente che consenta la crescita socio-economica insieme alla soluzione dei problemi ambientali.

    Gli obiettivi della Volvo

    Volvo elettrica in ricarica
    Volvo XC40 Recharge in ricarica

    Entro il 2025 la Volvo a livello globale ha obiettivi molto ambiziosi:

    • portare le vetture esclusivamente elettriche a costituire il 50% delle sue vendite globali complessive;
    • azzerare l’impatto sul clima delle proprie attività produttive globali;
    • utilizzare materiali riciclati per almeno il 25% delle parti in plastica di tutte le nuove Volvo;

    Volvo Cars ha infine l’obiettivo di diventare a impatto neutro sul clima entro il 2040.

    Clicca qui e leggi l’articolo relativo all’evento sulla sostenibilità al Parco BAM – Biblioteca degli Alberi di Milano.