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  • Land Rover, ecco le ibride plug-in per la Evoque e la Discovery Sport

    Land Rover elettrifica i suoi modelli di volume e presenta le versioni ibride plug-in P300e della Range Rover Evoque e della Discovery Sport. Le due si aggiungono alle Range Rover Classic e Sport e introducono due novità assolute per il costruttore inglese: il nuovo sistema ibrido plug-in con motore 3 cilindri da 1,5 litri e il sistema di trazione integrale senza albero di trasmissione.

    Land Rover Discovery Sport
    Il primo 3 cilindri inglese

    La nuova unità termica è l’ultimo membro della famiglia Ingenium che comprende il 4 cilindri 2 litri (a benzina e a gasolio) e il 6 cilindri in linea 3 litri, il primo già presente su Evoque e Discovery Sport con il microbrido a 48 Volt. A differenza di questo però monta un cambio automatico 8 rapporti Aisin, al posto di quello ZF a 9 rapporti, che pesa 5 kg in meno.

    Range Rover Evoque PHEV
    Dietro spinge, davanti recupera

    Il 3 cilindri è tutto in alluminio pesa 37 kg in meno rispetto al 2 litri, eroga 200 cv e 280 Nm. Il motore elettrico da 80 kW e 260 Nm è integrato in un unico modulo al differenziale posteriore. L’unità termica è accoppiato ad un alternatore/starter a 12 Volt incaricato di recuperare l’energia in rilascio ed in frenata fino ad una decelerazione di 0,2 G.

    Land Rover PHEV
    Tre quintali in più, ben piazzati

    La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 15,5 kWh ed è provvista di un caricatore di bordo da 7 kW. Tutti i componenti sono alloggiati sotto la vettura. Lo spazio interno rimane così inalterato, migliorando la ripartizione delle masse e abbassando il baricentro del 6% anche se la massa è cresciuta di circa 300 kg rispetto alle rispettive versioni con il 2 litri.

    Land Rover Discovery Sport PHEV
    Integralmente ibrida

    L’alternatore provvede anche a mantenere la carica della batteria ad un livello adeguato durante la guida in fuoristrada. In questo modo la trazione elettrica per le ruote posteriori sia sempre disponibile. Il guidatore può selezionare 3 modalità di guida: Hybrid, EV e Save, per preservare nei trasferimenti la carica e utilizzarla poi all’interno della città di destinazione.

    Range Rover Evoque PHEV
    Belle prestazioni, piccoli consumi

    Il sistema genera complessivamente 309 cv e 540 Nm e permette alla Evoque di marciare in elettrico fino a 135 km/h e per 68 km (WLTP). La Discovery Sport si ferma a 64 km con un consumo di 1,6 litri/100 km pari a 36 g/km. L’altra invece dichiara 1,4 litri/100 km pari a 32 g/km di CO2 e uno 0-100 km/h in 6,4 secondi, due decimi in meno della sorella.

    Land Rover Discovery Sport PHEV
    Solo a 5 posti

    La Range Rover Evoque e la Land Rover sono già ordinabili negli allestimenti base, S, HE e HSE: per la prima si parte da 53 mila euro, per la seconda da 51.500 euro, ma senza la possibilità di avere la configurazione a 7 posti. Rimane identica la gamma degli altri propulsori in gamma, tutti 2 litri: a benzina da 200 cv o 249 cv e diesel da 150 cv, 180 cv e 240, a trazione anteriore o integrale.

    Range Rover Evoque PHEV
    Dopo è il turno di Velar e Defender

    A questo punto rimangono solo due modelli Land Rover privi di versione ibride ad alta elettrificazione: la Velar e la nuova Defender, ma è solo questione di tempo, oltre che una necessità per abbassare le emissioni di CO2.

    Range Rover Evoque PHEV
  • Toyota Yaris Cross, nasce il primo Suv Full-Hybrid ultracompatto

    Con la Toyota Yaris Cross la famiglia ibrida della casa giapponese raggiunge un desiderio d’acquisto ancora irrealizzato.

    Nasce il primo piccolo Suv ibrido della Toyota e la voglia di spazio sposa la maneggevolezza urbana e la tecnologia Full Hybrid più diffusa al mondo. Sarà lanciato sul mercato europeo il prossimo anno.

    Toyota Yaris Cross tre quarti avanti

    La Toyota individua per il lancio dell’inedita proposta due discendenze di grande successo.

    Spirito Suv della Toyota Rav 4

    Lo spirito Suv della nuova Toyota Yaris Cross arriva dalla Toyota Rav 4, punto d’inizio nella storia automobilistica di un nuovo tipo di piccole vetture di estrazione fuoristradistica destinate però a una clientela urbana e alla moda.

    La Toyota Rav 4 di prima generazione, con l’inarrivabile design della versione tre porte che – per ragioni di numeri di mercato su scala globale – non è stata più prodotta. La prima Toyota RAV 4 è certamente un punto di svolta nell’evoluzione dei gusti automobilistici verso l’era attuale, dominata da carrozzerie alte e ispirate alla libertà di movimento senza limiti e senza confini.

    DNA urbano della Toyota Yaris

    Il DNA urbano, invece, arriva chiaramente – anche nel nome – dalla Toyota Yaris.

    Il logo della Toyota Yaris Cross recupera la grafica originale del modello Yaris.

    Un richiamo chiaro allo spirito originale e innovativo di quello che più di vent’anni fa fu presentato al mondo come il piccolo genio.

    Scritta Yaris Cross dettaglio

    Tecnologia Full Hybrid di ultima generazione

    La Toyota Yaris Cross è equipaggiata con il sistema ibrido che sta per debuttare sul mercato a bordo della Toyota Yaris Hybrid.

    Il motore a benzina ciclo Atkinson tre cilindri 1.5 litri di cilindrata promette da parte sua un rendimento termico superiore al 40%, proponendosi come un vero punto di riferimento nello sviluppo della tecnica motoristica.

    Il rendimento indicato dalla casa è superiore, infatti, a quello dei migliori Diesel dotati di prestazioni paragonabili e presenti sul mercato.

    Il sistema ibrido di quarta generazione prevede l’accumulo energetico con batteria al litio.

    Potenza ed emissioni di CO2

    La potenza del sistema ibrido è di 85 kW, pari a 116 cavalli ed è presentato con caratteristiche di erogazione pensate appositamente per una guida in condizioni variabili. Quindi con un’elevata capacità di risposta alle richieste di potenza da parte del conducente, tipiche di condizioni urbane e anche di percorsi fuoristrada – ai quali la progettazione della Toyota Yaris Cross è stata in parte destinata.

    Le emissioni di CO2 annunciate sono di 90 g/km per la versione due ruote motrici e 100 g/km per il modello con quattro ruote motrici (valori sul ciclo NEDC, che corrispondono rispettivamente secondo la casa a 120 g/km e 135 g/km sul ciclo WLTP).

    Valori inferiori rispetto ai modelli concorrenti presenti oggi sul mercato, che lasciano prevedere consumi estremamente ridotti anche nell’utilizzo reale su strada.

    Toyota Yaris Cross profilo

    Proporzioni

    La nuova Toyota Yaris Cross è lunga 4,18 metri e ha un’altezza di 1,56 metri, con larghezza di 1,765 metri. Proporzioni che prefigurano una presenza su strada molto bilanciata.

    In mezzo al traffico, che la circonderà nei paesaggi urbani nei quali sarà prevalentemente diffusa e utilizzata, la Toyota Yaris Cross si candida ad essere ben identificabile ma anche sufficientemente maneggevole.

    Toyota Yaris Cross posteriore

    Famiglia Toyota Yaris

    La famiglia Toyota Yaris arriva così ad essere composta della versione classica, di un modello super-sportivo e di questa inedita variante Suv.

    In tutti e tre i casi, la proposta della Toyota per chi ama una risposta adeguata alle sua esigenze ma non cerca ingombri e costi di gestione esagerati, è decisamente interessante.

    Toyota famiglia Yaris

    Interni e vano di carico

    Particolare attenzione è dedicata agli interni e alla funzionalità di carico posteriore.

    Una caratteristica precisa della nuova Toyota Yaris Cross riguarda i nuovi sistemi di aggancio per carichi nel bagagliaio. Con un’attenzione precisa alla possibilità di massima fruizione del vano di carico a sedili posteriori abbattuti (con il versatile sistema 40:20:40) o in posizione normale.

    Interni Toyota Yaris Cross

    Clicca qui e leggi il Dossier Toyota Yaris auto ibrida da città.

    Clicca qui e leggi la Prova su strada: Toyota Yaris la lezione dell’ibrido.

  • Airspeeder, nascono le corse tra auto elettriche volanti

    Airspeeder, il primo campionato di auto elettriche volanti partirà entro la fine dell’anno, Coronavirus permettendo.

    Le corse automobilistiche, che stanno già perdendo i pistoni, probabilmente perderanno così anche le ruote.

    Matt Pearson Airspeeder auto volanti
    Matt Pearson, un Musk “Down Under”

    Matt Pearson, ideatore e fondatore del campionato, ha annunciato di aver chiuso positivamente la prima fase di finanziamento. Chi è costui? Una specie di Elon Musk “Down Under”: è infatti australiano e ha già messo su la Fleet (satelliti per telecomunicazioni) e la Alauda, specializzata appunto in mezzi volanti.

    Un business multimilardario

    L’Alauda (nome scientifico dell’allodola) punta ad intercettare il business dei cosiddetti eVTOL (Electrical Vertical Take Off and Landing) dove si stanno cimentando anche Uber, Porsche, General Electric, Boeing e Airbus. Il giro d’affari previsto per questo settore nel 2040 è di 1.500 miliardi di dollari.

    Leggi l’articolo sui primi test di velivoli elettrici

    Airspeeder auto volanti
    Una start-up da competizione

    L’Alauda dunque è quella che si potrebbe definire una start-up. Il loro obiettivo abituale è sviluppare una tecnologia, entrare in borsa per moltiplicare il valore e infine vendersi ad un grande player. L’originalità sta che Pearson vuole passare attraverso lo strumento evolutivo principe delle tecnologie: le competizioni.

    Airspeeder
    Quel mood da factory inglese

    L’altra originalità di Airspeeder auto elettriche volanti è la dimensione quasi artigianale della Alauda, che ricorda quella delle factory inglesi degli anni ’50 e ‘60. Anche lo stile della Airspeeder Mk 4, che sarà la monoposto del campionato monomarca, è chiaramente ispirato alle Formula 1 di quegli anni con una bocca che ricorda quella aperta di un pesce.

    auto volante
    I soldi ed i partner ci sono

    Alauda ha quartier generale ad Adelaide e ufficio commerciale a Londra. Tra i partner tecnici ci sono giganti del settore aerospaziale come Rolls-Royce e Babcock Aviation. Tra gli sponsor ci sono la DHL (già coinvolta in Formula E) e la Equals, tra i finanziatori società di investimento quali Saltwater Capital e Jelix Ventures.

    Airspeeder
    Quando Pearson volò a Goodwood

    Pearson è partito da prototipi basati su droni ed è andato a presentare la sua idea persino al Festival of Speed di Goodwood, di fronte all’organizzatore della più importante manifestazione al mondo di vintage motorsport: Charles Henry Gordon-Lennox, XI duca di Richmond, Lennox e Aubigny e VI duca di Gordon.

    Matt Pearson & Duke of March
    Quattro motori per otto eliche

    Tecnicamente, Airspeeder auto elettriche volanti Mk 4 sono degli ottocotteri, ovvero hanno 8 eliche.

    Le amiche hanno un diametro di 32 pollici (poco più di 81 cm), disposte a coppie coassiali. Sono spinte da 4 motori elettrici da 24 kW l’uno alimentati da una batteria ioni-polimero di litio da 500 kW di potenza e 15 minuti di autonomia.

    Caratteristiche delle auto volanti Airspeeder
    Tecnologie per la guida autonoma

    Oltre che per batterie e motori, l’Airspeeder sarà un banco di prova anche per i sistemi di guida. Per evitare ogni collisione, ci saranno LiDAR e sistemi di Machine Vision, tecnologie utili per la guida autonoma. L’Airspeeder potrebbe così diventare un collettore tecnologico tra il settore aerospaziale e la mobilità.

    Airspeeder
    Rapporto peso/potenza da competizione

    L’Airspeeder è lungo 4,03 metri, largo 3,42 e alto 90 cm. Ha una massa di 230 kg e può portare un pilota fino a 100 kg di peso. A conti fatti, ha un rapporto/peso potenza di 1,77 kg/cv, degno di supercar da 0-100 km/h in meno di 3 secondi, pari a quello di un caccia da combattimento. L’altitudine di volo è di 900 metri.

    Airspeeder
    Grandi spazi, paesaggi esotici

    In realtà, gli Airspeeder voleranno massimo a 4 metri da terra con sfide uno contro uno in contesti dal paesaggio esotico. La formula dunque è simile a quella della Extreme E. Per il calendario del primo campionato di auto elettriche volanti, si attende la fine dell’emergenza sanitaria, ma è assai probabile che la prima gara si svolgerà in Australia.

    Leggi l’articolo su Extreme E

    Airspeeder
    Il motorsport ci mette la firma

    Al campionato tra Airspeeder auto volanti prenderanno parte 5 squadre, alcune dai nomi già noti nel motorsport.

    Ognuna schiererà 2 piloti, ma non si sa se provengono dal mondo delle 4 ruote, dall’aviazione (anche acrobatica) o da altri sport ad alta velocità, ma non sulla terra ferma. Viene da pensare alla nautica, al bob o ad altri sport estremi.

    Airspeeder griglia di partenza delle auto volanti
    Il deserto delle nuove idee

    I primi test con uomini alla guida si sono già svolti nel deserto del Mojave, in California con piloti provenienti dalla US Air Force e dalla Martin Aviation. Ulteriori test sono stati svolti nel Regno Unito e soprattutto in Australia dove non mancano certo spazio e deserti. E, a quanto pare, neppure le idee.

    Airspeeder bozzetto auto volanti
  • Audi E-tron S ed E-tron S Sportback, potenza elettrica

    Audi rafforza ulteriormente la propria offensiva elettrica all’insegna dell’agilità e della sportività lanciando le versioni S di Audi e-tron e Audi e-tron Sportback. 

    Queste full electric dispongono di tre motori elettrici – due in corrispondenza dell’assale posteriore – capaci di erogare complessivamente una potenza massima di 503 CV in modalità boost e una coppia di 973 Nm.

    Entrambe le vetture a zero emissioni scattano da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi. 

    Audi e-tron s sportback retro

    Le elettriche dei quattro anelli scattano da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi, raggiungendo la velocità massima di 210 km/h.

    I tre motori elettrici erogano una potenza massima, in modalità boost, di 503 CV e una coppia di 973 Nm. I valori nominali, optando per la modalità D anziché S della trasmissione, si attestano rispettivamente a 435 CV e 808 Nm. 

    La loro dote principale è sicuramente il dinamismo: Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback sono infatti caratterizzate da un comportamento marcatamente sportivo: in uscita di curva, la ripartizione della spinta privilegia sensibilmente il retrotreno.

    Optando per la mobilità Sport del controllo della stabilità ESC e per il programma dynamic del sistema di gestione della dinamica di marcia Audi drive select, è possibile innescare il sovrasterzo e drift controllati. 

    Tre motori elettrici

    Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback sono le prime vetture elettriche al mondo realizzate in grande serie a poter contare su tre motori a zero emissioni.

    Il powertrain si affida a dei propulsori asincroni che, sin dagli albori della gamma e-tron, vengono realizzati come elementi modulari. 

    Il motore elettrico di maggiori dimensioni, che aziona l’assale posteriore nei modelli Audi e-tron 55 quattro, viene ora montato sull’asse anteriore grazie a dei supporti modificati ed eroga una potenza di 168 CV (204 CV in modalità boost).

    Audi e-tron motori gemelli dietro
    Motori elettrici gemelli sul retrotreno

    Il motore di minori dimensioni, adattato rispetto ad Audi e-tron 55 quattro, lavora ora al retrotreno, affiancato da una seconda unità “gemella”. I due propulsori posteriori erogano complessivamente 266 CV (359 CV in modalità boost).

    Torque vectoring e trazione integrale Quattro

    Per ottenere il massimo rendimento, nella maggior parte dei casi i suv elettrici Audi utilizzano in misura prevalente, quando non esclusiva, i motori posteriori.

    Il propulsore anteriore si attiva qualora il conducente richieda più potenza di quanta i motori elettrici posteriori possano fornire oppure, proattivamente, prima che la motricità si riduca a causa del fondo sdrucciolevole o di percorrenze di curva particolarmente dinamiche.

    Alla trazione integrale quattro elettrica si accompagna un’innovazione tecnica: il torque vectoring elettrico, che ripartisce la coppia tra le ruote posteriori portando i vantaggi garantiti dal “classico” differenziale sportivo Audi nell’era della mobilità a zero emissioni.

    Ciascuno dei motori al retrotreno trasmette la spinta mediante un sistema d’ingranaggi alla ruota più vicina. Così facendo, il differenziale meccanico non è più necessario. 40 anni dopo l’introduzione della trazione quattro, Audi evolve le 4WD portandole a un livello tecnico inedito.

    Audi e-tron torque vectoring
    Funzionamento del Torque vectoring elettrico

    La funzione torque vectoring elettrica, e la conseguente ripartizione della spinta tra le ruote posteriori, si attiva in pochi millisecondi pur gestendo valori di coppia decisamente elevati. Accelerando in uscita di curva, vengono trasmessi alla ruota posteriore esterna sino a 220 Nm di coppia in più rispetto a quanto indirizzato alla ruota interna.

    Un’operazione che avviene con tempi quattro volte più rapidi rispetto a un sistema meccanico e con trasmissioni di coppia sensibilmente superiori. Sotto il profilo della trazione, qualora una delle ruote posteriori perda grip a causa del fondo a ridotta aderenza – ad esempio una placca di ghiaccio – la coppia viene ripartita con eccezionale rapidità tra i propulsori, così che la ruota con maggiore aderenza riceva pressoché l’intera spinta.

    Dettagli sportivi

    Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback adottano di serie cerchi in lega da 20 pollici a 5 razze a V dal design specifico. A richiesta, sono disponibili ruote sino a 22 pollici. Le pinze freno – anteriori a sei pistoncini – lavorano su dischi autoventilanti, all’avantreno da 400 mm di diametro. A richiesta, sono disponibili pinze dalla finitura arancio: un colore che evoca l’alto voltaggio.

    Audi e-tron s sportback fronte
    Static photo

    Tra le dotazioni di serie spicca lo sterzo progressivo dalla taratura sportiva, in grado di adeguare la demoltiplicazione in funzione dell’angolo di sterzata e adattare la servoassistenza in base alla velocità. Lo schema delle sospensioni è a cinque bracci, mentre le barre antirollio sono maggiorate rispetto alle varianti 55 quattro.

    Ricarica

    Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback possono essere ricaricate in corrente continua (DC) con potenze fino a 150 kW. In meno di mezz’ora è possibile disporre dell’80% d’autonomia.

    Un obiettivo cui contribuisce il sistema di gestione termica, particolarmente efficace ed efficiente, che prevede quattro circuiti separati, variamente combinabili in funzione delle necessità. I SUV elettrici Audi sono ricaricabili anche a corrente alternata (AC), di serie fino a 11 kW.

    Gli esterni

    Il design dei modelli Audi e-tron S è caratterizzato dalla griglia single frame ottagonale e dal bordo inferiore dei proiettori a LED con quattro segmenti orizzontali che fungono da luci diurne e definiscono la firma luminosa dell’auto. Ai paraurti dal look specifico si accompagna l’inserto all’estrattore a tutta larghezza.

    Ciascun passaruota è ampliato di 23 mm rispetto ad Audi e-tron 55 quattro e Audi e-tron Sportback 55 quattro: le varianti S possono così contare su di un’impronta a terra sensibilmente più generosa. La finitura look alluminio è estesa allo splitter anteriore, agli inserti alle portiere, all’estrattore e al single frame. 

    Audi e-tron sistema elettrico
    Sistema di trazione elettrico

    Entrambi i modelli S a zero emissioni possono essere dotati dei proiettori a LED Audi Digital Matrix, al top della gamma: la scomposizione in pixel infinitesimali del fascio luminoso fa sì che la strada venga illuminata con la massima precisione. Spiccano, in particolare, le nuove funzioni “luce di orientamento” e “luce di carreggiata”.

    Lungo le strade ad alto scorrimento, la luce di carreggiata genera un tappeto luminoso che rischiara la corsia di marcia adattandosi ai cambi di traiettoria dell’auto. Diversamente, la luce di orientamento, tramite la proiezione delle zone d’ombra, mostra in modo predittivo la posizione del veicolo all’interno della corsia, favorendo il mantenimento del centro strada, specie nelle strettoie o in prossimità dei cantieri. 

    Interni sportivi

    La grinta di Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback è rafforzata dalle tonalità scure degli interni. La plancia, suddivisa per livelli orizzontali, realizza un unico arco avvolgente, denominato “wrap-around”, che si protende fino ai rivestimenti delle portiere. I display degli specchietti retrovisivi esterni virtuali, a richiesta, si collegano idealmente alla palpebra dell’Audi virtual cockpit, il cui sottile display sembra sospeso nel vuoto. Il cockpit è orientato al conducente.

    I sedili sportivi a regolazione elettrica sono di serie, mentre i rivestimenti in pelle/Alcantara, il selettore della trasmissione, i listelli sottoporta e il volante sono impreziositi dalla punzonatura del logo S. A richiesta, sono disponibili i sedili sportivi S rivestiti in pelle con impunture a losanghe nelle tonalità nero, grigio o rosso, oltre alle sedute pluriregolabili e ventilate in pelle traforata.

    Versione limitata Edition One

    Tra le versioni è disponibile anche quella a serie limitata e-tron Sportback . Realizzata in meno di 500 esemplari, Audi e-tron Sportback Edition one deriva dalla variante 55 quattro del suv coupé Audi a zero emissioni. I due motori elettrici asincroni, uno in corrispondenza di ciascun assale, erogano complessivamente 408 CV e 664 Nm di coppia in modalità Boost.

    Audi e-tron Sportback scatta così da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi, complice la trazione integrale quattro elettrica. Questa regola permanentemente e in modo completamente variabile la ripartizione della coppia fra gli assali. Un’operazione che avviene in poche frazioni di secondo.

    Elementi distintivi

    Alle caratteristiche distintive dell’allestimento top di gamma S line edition, che sottolinea il Dna sportivo di Audi e-tron Sportback grazie ai paraurti specifici, alle prese d’aria ampliate che migliorano la pulizia dei flussi, alle sospensioni pneumatiche adattive e alla presenza del logo S line in corrispondenza sia della griglia del single frame sia dei battitacco illuminati, l’edizione limitata Edition one aggiunge l’allestimento interno S line.

    Quest’ultimo include dotazioni di pregio tra le quali i sedili anteriori sportivi con supporto lombare, il cielo in tessuto nero, i rivestimenti in pelle Valcona e gli inserti in alluminio spazzolato opaco scuro oltre che in Alcantara nero alle portiere.

    Audi e-tron dinamica pista

    La caratterizzazione estetica di Audi e-tron Sportback Edition one è rafforzata dall’esclusiva tinta Blu plasma metallizzato, dalla proiezione a terra – all’apertura delle portiere – del logo dedicato e dalle finiture in grigio selenite opaco per gli inserti sia ai paraurti sia in corrispondenza della batteria ad alto voltaggio.

    Ai cerchi in lega Audi Sport da 21 pollici a 10 razze rotore in nero, torniti lucidi e abbinati a pneumatici 265/45 – un’esclusiva dell’edizione limitata del SUV coupé elettrico – si accompagnano dotazioni che rendono ancora più ricca la “ricetta” Edition one. Sono inclusi nell’equipaggiamento di serie la verniciatura a contrasto S line grigio Manhattan, le pinze freno dalla finitura arancio, evocativa dell’alto voltaggio, e il pacchetto Audi innovative Virtual. 

    Pacchetto Tour

    La tecnologia principale inclusa nel Pacchetto Tour consiste nel sistema di assistenza alla guida adattivo, in grado di regolare le dinamiche longitudinali e trasversali dell’auto nell’intero range di velocità. In abbinamento al predictive efficiency assistant, Audi e-tron Sportback decelera e accelera in modo predittivo e, analizzando il traffico circostante e l’andamento del percorso grazie ai sensori radar, alle immagini delle telecamere, ai dati della navigazione e alle informazioni Car-to-X, adatta l’andatura prima delle curve, durante le svolte e nelle rotatorie.

    Il pack City include il sistema di assistenza agli incroci, l’assistente al traffico trasversale posteriore, l’avvertimento al cambio di corsia e l’avviso di uscita. I sistemi Audi pre sense basic, Audi pre sense front e Audi pre sense per i passeggeri posteriori sono di serie.

    Confort di bordo

    Sotto il profilo del comfort, Audi e-tron Sportback Edition one può contare sulla presenza del tetto panoramico in vetro, dell’illuminazione diffusa multicolore, che valorizza le linee degli interni mediante luci a LED in 30 differenti tinte, del sistema audio Bang & Olufsen Premium Sound System con suono tridimensionale – un piccolo altoparlante, installato in ciascun montante anteriore, riproduce i toni alti con una sonorità stereofonica – dei cristalli oscurati – i laterali con finitura acustica isolante – e dei sedili anteriori riscaldabili e regolabili elettricamente con funzione Memory lato conducente.

    Quanto alla climatizzazione, al sistema automatico a quattro zone si abbina la soluzione ausiliaria comfort che permette di gestire la temperatura dell’abitacolo anche da remoto.

    Tecnologia al top

    Analogamente a tutti i modelli di categoria superiore della Casa di Ingolstadt, anche Audi e-tron Sportback Edition one adotta il sistema di comando MMI touch response. Il SUV coupé elettrico è dotato di serie della radio digitale DAB+ e del sistema di navigazione MMI plus con MMI touch response che supporta lo standard di trasmissione dati LTE Advanced e integra un hotspot WLAN per i dispositivi portatili dei passeggeri.

    La navigazione propone suggerimenti intelligenti per le destinazioni sulla base dei tragitti effettuati. Il calcolo del percorso viene eseguito sia on-board, sia on-line mediante i server del provider di servizi di navigazione e cartografici HERE.

    e-tron sistema elettrico da dietro
    Vista posteriore del sistema elettrico di trazione

    Versione Edition One 55 Quattro

    LA VERSIONE 55 QUATTRO COME RIFERIMENTO

    Audi e-tron Sportback Edition one, forte della batteria da 95 kWh caratteristica della versione 55 quattro, percorre sino a 446 km WLTP a ogni ricarica. Un risultato cui concorre, per il 30%, il sistema di recupero dell’energia che integra la frenata elettroidraulica.

    Alla ricarica in corrente continua (DC) con potenze fino a 150 kW, che in meno di mezz’ora garantisce l’80% d’autonomia, si affianca la ricarica in corrente alternata su colonnine AC, con potenza fino a 11 kW.

    A tal proposito, l’edizione limitata Edition one è dotata di serie del secondo accesso con sportellino, collocato in corrispondenza del passaruota anteriore destro. Quanto alla ricarica domestica, il sistema compact è di serie e può essere collegato direttamente a una presa standard. Sono previsti due diversi cavi elettrici: uno per prese domestiche da 230 Volt e l’altro per prese trifase da 400 Volt con potenza sino a 11 kW.

    L’esclusività della versione Edition one viene ribadita dall’inclusione nella dotazione di serie della clip di fissaggio a parete del sistema e-tron compact, così da razionalizzare gli spazi all’interno del garage di casa. 

    Prezzo

    Audi e-tron Sportback 55 quattro Edition one, nelle concessionarie a partire dal secondo trimestre 2020, è offerta a 117.500 euro.

  • Lotus Evija, l’auto più potente al mondo sarà ad emissioni zero

    La Lotus con lo sviluppo della Lotus Evija si sta reinventando a emissioni zero. Lo si sapeva dal maggio dello scorso anno. Il nome in codice era Type 130, il progetto era conosciuto con il nome di Omega. Ora si sa che si chiamerà Evija e sarà un hypercar elettrica con 4 motori da 2.000 cavalli prodotta in 130 esemplari. Così dunque vuole tornare agli antichi fasti la famosa factory fondata nel 1948 da Anthony Colin Bruce Chapman e dal 2017 in mano alla Geely.

    Il nome in codice era Type 130, il progetto era conosciuto con il nome di Omega. Ora si sa che si chiamerà Lotus Evija e sarà un hypercar elettrica con 4 motori da 2.000 cavalli prodotta in 130 esemplari

    Lotus Evija
    Il primato dei primati

    La Evija ha moltissimi primati. In capo alla lista c’è proprio il fatto di essere la prima Lotus nata sotto la nuova proprietà che ha nel suo portafoglio anche Volvo, Polestar, Lynk & Co, Proton e marchi meno conosciuti come London EV Company e Yuan Cheng Auto oltre ad avere il 9,69% di Daimler ed essere padrona a metà della Smart. La Evija è anche la prima Lotus con porte a diedro e sistema infotelematico aggiornabile over-the-air, la prima auto al mondo con i fari laser anche per gli anabbaglianti. È anche il nome esprime un primato: deriva da Eva che nella Bibbia è la prima donna e in ebraico significa “prima fra i viventi”.

    Essere la prima Lotus nata sotto la nuova proprietà che ha nel suo portafoglio anche Volvo, Polestar, Lynk & Co, Proton e marchi meno conosciuti come London EV Company e Yuan Cheng Auto oltre ad avere il 9,69% di Daimler ed essere padrona a metà della Smart

    Lotus Evija
    Il carbonio italiano

    La Evija è anche la prima Lotus stradale con scocca in fibra di carbonio. È in un sol pezzo, pesa solo 129 kg ed è prodotta dalla CPC di Modena, azienda specializzata nei materiali compositi e controllata al 44% dalla Mitsubishi Chemical. Non è sicuramente la prima Lotus in carbonio in assoluto: ci fu la Type 88 di Formula 1 del 1981 guidata da Elio De Angelis e Nigel Mansell. Alla Lotus si deve la Elise del 1995, la prima con telaio in alluminio estruso e rivettato ancora utilizzato e base per la prima Tesla, la Roadster.

    Lotus Evija
    Emblema del motorsport britannico

    Nel campo delle Formula 1, la Type 25 del 1963 fu la prima monoposto dotata di motore con funzione portante, la Type 78 introdusse l’effetto suolo e la Type 92 le sospensioni attive. Era il 1983 e Colin Chapman era morto l’anno prima a 57 anni, ma rimangono consegnate alla storie le sue idee. Frasi come “Aggiungere potenza ti rende più veloce sui rettilinei. Sottrarre peso ti rende più veloce ovunque” o “Semplifica e aggiungi leggerezza” sono la quintessenza del motorismo inglese “telaistico” e “funzionalistico”, il contraltare di quello “motoristico” ed “estetico” italiano.

    Frasi come “Aggiungere potenza ti rende più veloce sui rettilinei. Sottrarre peso ti rende più veloce ovunque” o “Semplifica e aggiungi leggerezza” sono la quintessenza del motorismo inglese “telaistico” e “funzionalistico”, il contraltare di quello “motoristico” ed “estetico” italiano.

    Colin Chapman
    L’elogio della potenza

    La Lotus Evija, 5 volte più potente della Lotus più potente attualmente in listino, sembrerebbe una bestemmia, ma non è così. L’aerodinamica, ad esempio si basa sul principio della porosità dei flussi, sfruttato in particolare dai prototipi che corrono nel WEC. Nell’abitacolo, la plancia ha funzione portante ed è fedele al credo di Chapman secondo il quale niente in un’automobile deve essere presente per farsi un giro. Corollario perfetto di chi sosteneva che il pezzo più importante in un’auto è quello che si può togliere.

    Lotus Evija
    Il patrimonio di un genio

    Il legame con la tradizione sarà anche in altro. Per primo il luogo di produzione a Hethel, il secondo è il fatto che la Evija è stata mostrata ai membri della famiglia Chapman. Hazel Chapman, vedova di Colin avrebbe detto «È davvero bella e non vedo l’ora di vederla su strada». Il terzo è che nel logo ci saranno le iniziali ACBC del fondatore di una factory che ha portato a casa 7 titoli costruttori e 6 per piloti in Formula 1. Un omaggio doveroso, ma anche un patrimonio di immagine troppo prezioso per non valorizzarlo.

    Lotus Evija
    Ricarica fino a 800 kW

    La Lotus Evija monta 4 motori elettrici, con relativi inverter a carburo di silicio, della Integral Powertrain da 500 kW e 425 Nm l’uno. La batteria da 70 kWh è della Williams Advanced Engineering, fornitore per la monoposto di Formula E di prima generazione. È montata centralmente e a vista, per avere dinamica e proporzioni delle sportive a motore centrale e per essere sostituita facilmente, per esempio con un’altra specifica per l’utilizzo in pista. L’autonomia è di 400 km (WLTP) e potrebbe ricaricarsi a 800 kW in 9 minuti. A 350 kW bastano 12 minuti per l’80% e 18 per arrivare al 100%. La presa CCS2 è posizionata nella parte posteriore della vettura.

    La batteria da 70 kWh è della Williams Advanced Engineering, fornitore per la monoposto di Formula E di prima generazione. È montata centralmente e a vista, per avere dinamica e proporzioni delle sportive a motore centrale e per essere sostituita facilmente, per esempio con un’altra specifica per l’utilizzo in pista

    Lotus Evija
    Da 0 a 300 in 9 secondi

    Non meno impressionanti le prestazioni. La Evija supera le 200 miglia orarie (324 km/h) e accelera da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi e da 0 a 300 in meno di 9. In ripresa passa da 100 a 200 km/h in 3 secondi, da 200 a 300 in 4 secondi. Le sospensioni hanno 3 ammortizzatori per assale, le ruote sono montate su cerchi da 20 o da 21 pollici e i freni sono della AP Racing con dischi carboceramici. Ovviamente c’è il sistema di generazione del suono esterno per i pedoni. Il peso totale della vettura è di 1.680 kg.

    La Evija supera le 200 miglia orarie (324 km/h) e accelera da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi e da 0 a 300 in meno di 9. In ripresa passa da 100 a 200 km/h in 3 secondi, da 200 a 300 in 4 secondi

    Lotus Evija
    Il dilemma di Colin

    Un massa di questo tipo fa pensare di nuovo a Colin Chapman e a cosa avrebbe detto di un’auto elettrica quando l’avesse messa su una bilancia. Allo stesso tempo, sarebbe stato affascinato dalla sua semplicità e dalla possibilità di utilizzare la coppia dei motori in funzione dinamica. Proprio come fa la Evija che sarà prodotta in 130 esemplari, in ossequio alla sigla di progetto Type 130 seguendo la numerazione storica. Per il prezzo di parlava di 2 milioni di sterline, ma quando la potenza annunciata era di 1.000 cv. Invece saranno il doppio e questo renderà la Lotus Evija l’auto stradale più potente al mondo. Ebbene sì: l’auto stradale più potente al mondo sarà ad emissioni zero.

    Un massa di questo tipo fa pensare di nuovo a Colin Chapman e a cosa avrebbe detto di un’auto elettrica quando l’avesse messa su una bilancia. Allo stesso tempo, sarebbe stato affascinato dalla sua semplicità e dalla possibilità di utilizzare la coppia dei motori in funzione dinamica

    https://www.fabioorecchini.it/la-lotus-ricomincia-dalle-zero-emissioni/
  • Fiat 500 elettrica, eccola finalmente!

    Il momento tanto atteso è arrivato. La Fiat 500 elettrica è ordinabile al prezzo di 37.900 euro nella versione speciale “La Prima” prodotta in soli 500 esclusivi esemplari disponibili con Easy Wallbox inclusa.

    Fiat 500 elettrica colonnina

    Il logo 500 al posto del marchio Fiat

    Nella parte anteriore il logo 500 prende il posto della scritta Fiat.

    Il muso ha un fascino inedito e attuale dato dai nuovi fari a led che occupano anche la parte finale del cofano come una sorta di sopracciglia.

    Fiat 500 elettrica e originale
    Fiat 500 generazioni a confronto – Elaborazione grafica Motor1 Italia

    Specifiche della versione elettrica sono le presa d’aria nella parte bassa del frontale e l’assenza delle maniglie per aprire le portiere.

    Caratteristiche

    Le dimensioni della Fiat 500 elettrica sono maggiori della versione con motore tradizionale. Sia lunghezza che larghezza aumentano di 6 centimetri, e arrivano rispettivamente a 3,63 metri e 1,69 metri.

    Il passo aumenta di 2 centimetri e l’abitacolo offre più spazio per i passeggeri.

    La plancia prevede uno schermo touch 10,25” e alla strumentazione è dedicato uno schermo di 7″.

    Interni Fia 500 elettrica

    Batteria e prestazioni

    Il pianale della Fiat 500 elettrica ospitano batteria agli ioni di litio con capacità di 42 kWh.

    L’accelerazione da 0 a 50 km/h è annunciata in 3,1 secondi, mentre per e lo 0-100 km/h il valore è di 9,0 secondi, con velocità autolimitata a 150 km/h.

    L’autonomia massima con una ricarica completa è di 320 km.

    Fiat 500 elettrica posteriore

    Sono previste tre modalità di guida: Normal, Range e Sherpa.

    La modalità Sherpa limita decisamente le prestazioni, con velocità massima di 80 km/h, e il comfort di bordo per consentire di arrivare a destinazione se ci si trova in condizioni di carica ritenute critiche.

    Cos’è Easy Wallbox

    L’Easy Wallbox è il sistema di ricarica domestica, presentato in occasione del lancio della Fiat 500 elettrica, che permette di ricaricare in modo analogo a quello solitamente legato all’installazione di una wallbox dedicata, senza modifiche per l’impianto domestico e sfruttando una normale presa di casa e del garage.

    È sviluppato da Engie in esclusiva per FCA e viene commercializzato in Europa dalla Mopar.

    Scritta badge 500 e

    Si tratta di una soluzione definita plug&charge, annunciata come semplice, accessibile e gestibile via Bluetooth.

    Senza necessità di alcun intervento da parte di personale specializzato la Easy Wallbox consente di ricaricare a casa propria la propria Fiat 500 elettrica con una potenza di ricarica fino a 3 kW stabilizzando il carico energetico.

    L’Easy Wallbox è predisposta per il passaggio a un livello di potenza di 7,4 kW, che permette la ricarica domestica completa delle batteria della 500 elettrica in poco più di 6 ore.

    La Fiat 500 elettrica è dotata di cavo Mode 3 che permette sia la ricarica domestica con Easy Wallbox, sia quella da rete pubblica fino a 11 kW.

  • Lexus UX 300e, debutto europeo a Ginevra per la prima elettrica globale di Toyota

    La Lexus UX300e è la prima auto elettrica globale del gruppo Toyota e, dopo il debutto in ottobre in Cina a Ghuanzou, fa la sua prima apparizione (virtuale) in Europa a Ginevra. La UX300e affianca la 300h ibrida ed la prima della strategia Lexus Electrified che porterà il marchio di lusso di Toyota entro il 2025 ad elettrificare tutti i propri modelli aggiungendo anche l’ibrido plug-in e l’idrogeno.

    Lexus UX300e
    Più aerodinamica, meno resistenza

    La UX elettrica si distingue dall’ibrida per i cerchi più aerodinamici. Anche il fondoscocca è stato carenato con maggiore attenzione. La strumentazione è interamente digitale, ma ha grafiche diverse e diversi sono anche il tunnel e la leva del cambio con 5 posizioni (P, N, R, D e B). Il guidatore può selezionare 4 livelli di recupero attraverso le levette dietro al volante e 3 programmi di guida (Normal, Eco e Sport).

    Lexus UX300e
    Il silenzio che esalta il rumore

    La cura dell’insonorizzazione è stata particolarmente attenta per ridurre i rumori parassiti, maggiormente avvertibili sulle auto elettriche. Inoltre è stato adottato un sistema di soppressione attiva del rumore. Quest’ultimo, oltre a produrre onde uguali e contrarie per ridurre il rumore percepito, permette di non isolarsi completamente dall’esterno.

    Lexus UX300e
    Autonomia di 300 km

    La UX 300e ha un motore da 150 kW e 300 Nm di coppia ed una batteria agli ioni di litio da 54,3 kWh di capacità. L’autonomia dichiarata è di 400 km secondo gli standard NEDC e di 300 km WLTP. Si può ricaricare fino a 6,6 kW in corrente alternata e fino a 50 kW in corrente continua. L’integrazione all’interno del pianale ha permesso di mantenere spazio identico sia per i passeggeri sia per i bagagli.

    Lexus UX300e
    Le masse basse alzano la dinamica

    Tale disposizione permette di avere un baricentro più basso e una migliore ripartizione delle masse sui due assali. I tecnici hanno modificato le sospensioni nella cinematica e nella taratura. Adeguato all’utilizzo elettrico anche il sistema infotelematico che permette di monitorare in remoto il processo di ricarica e di controllare a distanza alcune funzioni della vettura.

    Lexus UX300e
    50mila euro, wallbox compresa

    La Lexus UX 300e arriverà in Europa nella seconda metà del 2020 ad un prezzo di circa 50mila euro, compresa la wallbox di ricarica. La prima Lexus ibrida è stata la RX 400h nel 2004 e da allora il marchio di lusso di Toyota ha venduto 1,7 milioni di ibride sul totale di 15 milioni del gruppo Toyota.

    Lexus UX300e
  • Bmw i4 Concept l’elettrico ricomincia a contare per il marchio di Monaco

    La Bmw i4 Concept interrompe una lunga pausa, durata per tutto il periodo della gestione non proprio luminosa di Herald Kruger, durante la quale c’è stato poco spazio a Monaco per l’auto elettrica.

    Con questo modello l’elettrico torna invece protagonista delle attività Bmw.

    Bmw i4

    La Bmw i4 Concept anticipa il modello di serie che dovrebbe entrare in produzione nel 2021 come il primo modello esclusivamente elettrico di medie dimensioni del marchio.

    La BMW Concept i4 porta l’elettrificazione al centro del marchio BMW

    Conferma Adrian van Hooydonk, responsabile del design del gruppo Bmw.

    Prestazioni

    L’autonomia annunciata è di 600 km secondo il ciclo WLTP, con una potenza massima di 530 CV.

    L’accelerazione da 0 a 100 km/h è di circa 4,0 secondi e la velocità massima è superiore a 200 km/h.

    Esterno Bmw i4

    Una nuova identità di marca

    Il nuovo logo sul concept Bmw i4 è diverso da quello abituale ed è bidimensionale e trasparente.

    Badge trasparente

    La Bmw i4 dimostra anche con quel segno grafico di anticipare il futuro del marchio Bmw ben oltre i contenuti propri del modello.

    Curved display

    Il Bmw Curved Display è la grande novità all’interno dell’abitacolo e occupa gran parte della visuale davanti al guidatore.

    Curved display

    Con il Bmw Curved Display, abbiamo ridefinito il tipico orientamento al guidatore di Bmw in un modo estremamente elegante.

    Dice Domagoj Dukec, responsabile di BMW Design.

    Tre modalità di guida

    Il sistema di trazione propone le tre modalità di guida Core, Efficient, Sport.

    La differenziazione tra le tre Experience Mode è anche visiva e riguarda il colore del display, la grafica e l’atmosfera gli interni.

    Volante e strumenti

    Effetti sonori

    La Bmw i4 concept ha un suo suono originale, sviluppato con il marchio Bmw IconicSounds Electric dal compositore Hans Zimmer insieme al sound designer della Bmw Renzo Vitale.

    Bmw IconicSounds Electric mira a rendere maggiormente emozionali i veicoli elettrici del marchio e a renderli udibili utilizzando effetti sonori appositamente sviluppati.

    Bmw i4 su strada frontale

    Gli effetti sonori della Bmw i4 cambiano in base alla modalità di guida selezionata. I suoni sono più intensi e pronunciati della modalità “Sport”. Fanno parte dell’esperienza uditiva anche i suoni dell’apertura della porta e la sigla di scenario all’accensione dell’auto.

    La tecnologia prevede il motore elettrico, l’elettronica di potenza, l’unità di ricarica e la batteria ad alta tensione completamente nuovi e identificati come Bmw eDrive di quinta generazione.

    Motore elettrico potente come un V8 a benzina

    Il motore elettrico della BMW i4 eroga una potenza massima di 390 kW (530 cv), pari a quella di un attuale motore a combustione interna Bmw V8.

    Bmw i4 laterale

    La batteria di nuova concezione impressiona per il suo aspetto finale estremamente sottile. Il peso è di circa 550 chilogrammi e la capacità energetica è di circa 80 kWh.

    L’autonomia dichiarata per la Bmw i4 concept è di 600 km nel ciclo WLTP.

    Sul mercato nel 2021

    La produzione di serie della nuova BMW i4 inizierà nel 2021 presso lo stabilimento principale della bmw a Monaco.

    Bmw i4 posteriore

    In futuro i veicoli con motore a combustione interna, gli ibridi plug-in e i veicoli completamente elettrici a Monaco saranno fabbricati sulla stessa linea di montaggio.

    Investimento di 200 milioni

    La Bmw dichiara un investimento di 200 milioni di euro nello stabilimento di Monaco per portare a compimento la produzione di serie della Bmw i4.

  • Peugeot 208 Auto dell’anno 2020, il podio è tutto elettrico

    Assegnato alla Peugeot 208 il premio di Auto dell’anno 2020 in una cerimonia a porte chiuse al Palexpo di Ginevra.

    Il Salone è stato annullato, gli spazi espositivi tutto attorno sono in fase di smontaggio ma gli eventi programmati resistono e si manifestano attraverso la rete.

    Auto dell'anno 2020
    Jean-Philippe Imparato (numero uno della Peugeot) in collegamento riceve il premio

    Tre elettriche ai primi tre posti

    Per il secondo anno consecutivo, il premio va a un’auto elettrica. L’anno scorso ha vinto infatti la Jaguar I-Pace.

    Quest’anno a vincere è la Peugeot 208, quindi un modello che ha anche motorizzazioni Diesel e a benzina.

    Ma l’aspetto più innovativo della tecnologia della Peugeot 208 Auto dell’anno 2020 è certamente quello di offrire la motorizzazione elettrica a listino fin dal lancio e con caratteristiche di abitabilità e carico analoghe ai modelli con motore a combustione interna.

    Clicca qui e leggi Nuova Peugeot 208 100% elettrica, il leone con le batterie.

    Al secondo posto un’elettrica pura. La Tesla Model 3 è tanto pura da appartenere al marchio che ha di fatto lanciato nel mondo la corsa alle emissioni zero per la diffusione di massa.

    Tesla model 3 Coty
    Tesla Model 3 al secondo posto del Car of the Year 2020

    Al terzo posto la Porsche Taycan, quindi un altro modello disponibile esclusivamente in versione elettrica.

    Porsche Taycan Coty 2020
    Porsche Taycan al terzo posto del Car of the Year 2020

    Classifica completa delle finaliste 2020

    La classifica completa mostra una vittoria netta della Peugeot 208.

    1. Peugeot 208 | 281 punti
    2. Tesla Model 3 | 242 punti
    3. Porsche Taycan | 222 punti
    4. Renault Clio | 211 punti
    5. Ford Puma | 209 punti
    6. Toyota Corolla | 152 punti
    7. BMW 1 Series | 133 punti

    I risultati delle elettriche Tesla Model 3 e della Porsche Taycan sono però sorprendenti.

    La Tesla conferma di aver raggiunto livelli di qualità e finitura – centrali nella valutazione dei giurati – di primo piano.

    La Porsche Taycan, nonostante il Dna votato decisamente all’esclusività, riesce a spiccare nel confronto con modelli destinati a una larga diffusione di mercato – altro elemento, questo, considerato di norma prioritario dai giurati.

  • Citroen Ami 100% elettrica la microcar simmetrica

    Nasce la Citroen Ami 100% elettrica e lo spirito Citroen torna quello di una volta.

    Grande originalità, semplicità di soluzioni e l’ambizione di diventare protagonista negli spostamenti quotidiani in città.

    La Citroen Ami è un quadriciclo leggero con velocità fino a 45km/h.

    Ami Citroen

    Piccola autonomia per una ricarica molto breve

    L’autonomia con una ricarica è di 70 chilometri. Poco rispetto alle promesse dei modelli extra-range che si rincorrono sul mercato, ma ampiamente superiore alla distanza media degli spostamenti urbani.

    La batteria agli ioni di litio da 5,5 kWh, situata sotto al pianale, si ricarica facilmente con il cavo elettrico già presente a bordo e integrato nella portiera lato passeggero.

    Servono soltanto 3 ore per una carica completa e non è necessaria una wallbox dedicata ma è previsto che si utilizzi una presa normale domestica da 220 V.

    Ricarica presa elettrica domestica
    Ricarica da una normale presa elettrica domestica

    L’utilizzo di Ami è quindi pensato per essere semplice e immediato come quello degli altri strumenti elettrici della nostra vita attuale. 

    L’auto può essere ricaricata anche da una colonnina pubblica o da una wallbox utilizzando un cavo dedicato, come avviene per le altre auto elettriche.

    Inedite simmetrie

    Gli elementi simmetrici della Ami sono la principale caratteristica del modello dal punto di vista della progettazione.

    Le porte sui due lati sono identiche a destra e a sinistra. E prevedono un’apertura differenziata.

    Una porta si apre di qua, l’altra di là

    Apertura antagonista per il conducente, apertura tradizionale per il passeggero.

    Porte simmetriche
    Le porte si aprono in versi opposti sui due lati

    I vetri laterali fissi semi-battenti, che si aprono verso l’alto come nella mitica 2CV, sono disegnati secondo lo stesso principio.

    I paraurti anteriori e posteriori, la parte inferiore del paraurti e la parte inferiore della scocca si ripetono identici, davanti e dietro.

    Grande compattezza

    La Citroen Ami è lunga 2,41 metri ed è larga 1,39 metri, mentre l’altezza è di 1,52 metri.

    Oltre all’ovvia facilità di parcheggio, si distingue per il suo diametro di sterzata di soli 7 metri.

    auto simmetrica

    Spazio per due passeggeri

    All’interno trovano posto due passeggeri. I due sedili simmetrici sono in posizione sfalsata.

    Il sedile del conducente scorre su guide ed è regolabile, mentre il sedile del passeggero è fisso. Una nicchia ai piedi del passeggero permette di riporre un bagaglio dalle dimensioni da cabina aerea e un’altra zona d’alloggiamento è stata ricavata nella parte posteriore.

    Citroen Ami interni

    Si può guidare a 14 anni

    Un’altra specificità è il fatto che la microcar elettrica sia guidabile già dall’età di 14 anni in Italia.